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Arzano, indagini dell’Antimafia: Basile si scaglia ancora contro parlamentari e Forze dell’ordine

Arzano. Indagini dell’Antimafia, il presidente Luca Basile si scaglia ancora contro parlamentari e Forze dell’ordine. “L’unica aria che si respira è quella puzza di merda coma la camorra, come la regia occulta che tenta di destabilizzare la politica arzanese, servendosi di pezzi dello stato e della società civile”. Poi ci ripensa e modifica il post al veleno. Ma dimentica di cancellare la cronologia. Un attacco senza precedenti alla libertà di stampa, alle istituzioni parlamentari e allo stato locale rappresentato da diverse forze di polizia. Secondo Basile, molto attento alle palestre comunali e di cui alcuni esponenti delle opposizioni ne approfondiranno nelle prossime settimane aspetti e cronologie passate, “Questo 2019 non poteva non cominciare con il solito fango su Arzano. Ecco un altro titolone di un articolo che non racconta nulla, o meglio, collaziona più fatti, diversi tra loro, con una coniugazione al condizionale ed un preciso filo logico: screditare l’immagine della politica arzanese”. Proseguendo in sintesi “E poi, mai un atto amministrativo sviscerato e contestato, sempre e solo illazioni. Si parla che in Comune tira un’aria di paura e silenzio. Ebbene, l’unica aria che si respira è quella che puzza di merda come la camorra, come la regia occulta che tenta di destabilizzare la politica arzanese, servendosi di pezzi dello stato e della società civile. Il Consiglio Comunale di Arzano è indignato per questo solito fango sull’immagine della Città. Arzano ha bisogno di prospettive di sviluppo. Non può continuare ad essere delegittimata. La legalita si coltiva con il noi, non con l’io”. Appare ovvio che il presidente Basile e alcuni esponenti della maggioranza siano in totale sbandamento non entrando mai nel merito delle questioni denunciate a più riprese da senatori e parlamentari fino ad arrivare alla commissione Antimafia. Ma avviando una mera opera (già fallita sul nascere) di delegittimazione e condizionamento di apparati dello Stato. Questa si, cosa ancor più grave e già attenzionata dalla Procura. Intanto, mentre lo stato avanza inesorabile, alcuni esponenti di maggioranza attraverso whatsapp hanno avviato cosiddetta catena di Sant’Antonio chiedendo aiuto al presidente della commissione trasperenza del Movimento 5 Stelle Fabio Gallo. Messaggio che testualmente recita: “Buongiorno, scusate penso che quest’ultimo articolo è un attacco a tutta la politica arzanese. Qui non si tratta di essere maggioranza o opposizione di governo…chiedo a Fabio in qualità di presidente della commissione trasparenza e a tutto il consiglio di non sottovalutare questi articoli e di rispondere compatti alla macchina del fango “politicizzata” che scredita la nostra città facendo passare questa martoriata città come il peggio del paese! Il nostro territorio è difficile e complicato ma non è casal di principe o Corleone! È la reazione di chi come voi vive la politica come servizio ai cittadini “. Anche in questo caso, confondendo il ruolo di Gallo (già stranamente tirato per la giacca quale intermediario con il senatore Mario Giarrusso che ha denunciato presunti rapporti tra camorra e politica). Dimenticando però che il ruolo di Gallo dovrebbe essere quello di verifica sulle attività comunali. Posizione, quella del consigliere Gallo (addirittura artefice di incontri con membri della commissione parlamentare Antimafia), che potrebbe essere spiegata agli organi inquirenti. Intanto, come denunciato dal social “Arzano News” , la mente corre al consiglio comunale in cui il sindaco Esposito parla di abusi.

 Antonio Agliarulo

Detenuto picchia gli agenti e incendia materasso nella cella

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Prima ha aggredito con i pugni due agenti della polizia penitenziaria, lanciando contro di loro anche un carrello per il trasporto del vitto. Poi, una volta bloccato e accompagnato in cella, dopo una mezz’ora, intorno alle 15.00, ha incendiato il materasso provocando un incendio che ha costretto la polizia penitenziaria a evacuare i detenuti della III sezione del carcere di Lucca. Protagonista un detenuto di origine marocchina. Cinque agenti sono stati medicati al pronto soccorso per le inalazioni di fumo e le conseguenze dell’aggressione. A denunciare quanto successo nella Casa circondariale di Lucca e’ il segretario generale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Donato Capece. “Quanto accaduto a Lucca e’ inaccettabile ed evidenzia come le tensioni e le criticita’ nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti”, dice Donato Capece secondo il quale “e’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere e’ fortunatamente contenuto”. “Ogni giorno nelle Carceri italiani succede qualcosa, ed e’ quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, prosegue Capece, che rivolge l’ennesimo appello al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: “Le Carceri sono tornate ad essere incandescenti. Per questo sollecito nuovamente il ministro a convocare un incontro sul tema delle Carceri che, con il crescente sovraffollamento e l’elevato numero di eventi critici, stanno tornando incandescenti”, sottolinea il segretario del Sappe. “Bonafede ha cambiato i vertici del ministero della Giustizia e dell’Amministrazione penitenziaria, legittimamente, ma e’ opportuno che incontri quanto prima chi rappresenta le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, che lavorano quotidianamente con grande stress e disagio nelle sovraffollate Carceri italiane caratterizzate da costante violenza contro gli agenti. Vorremmo che ci ascoltasse, che sentisse l’opinione di chi in galera ci lavora tutti i giorni, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, anche alla luce di alcune decisioni del Capo Dipartimento Francesco Basentini che non ci piacciono, non sono trasparenti, non sono utili, necessarie ed efficaci”.

Aggressione fascista a cronisti de L’Espresso: dura reazione di politici, Fnsi e Ordine dei Giornalisti

Roma. Giornalista e fotografo de l’Espresso aggrediti al cimitero del Verano a Roma durante la commemorazione delle vittime di Acca Larentia, la via di Roma dove il 7 gennaio del 1978 due giovani attivisti del Fronte della Gioventù furono uccisi in un agguato davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano. A denunciare l’episodio il settimanale L’Espresso sul sito on line che subito chiede “una dura reazione del Viminale”. E quella del ministro dell’Interno Matteo Salvini non si è fatta attendere: “Chi mena le mani deve andare in galera”. Secondo il resoconto del settimanale alcuni esponenti di “Avanguardia Nazionale e il capo di Forza Nuova Roma verso le 14.30 hanno colpito “con calci e schiaffi il cronista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti” e “tra gli assalitori – scrive L’Espresso – c’era anche il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, che nonostante sia sottoposto al regime di sorveglianza speciale si trovava sul luogo infrangendo il divieto imposto”. Circostanza anche per Salvini da indagare. Gli aggressori – riferisce sempre il settimanale – prima si sono fatti consegnare “con spinte e pesanti minacce” dal fotografo la memoria della macchina fotografica, poi “Castellino si è avvicinato al nostro cronista – dice l’Espresso – e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi. E ancora il capo di Forza Nuova insieme a un vecchio militante di Avanguardia Nazionale ha preso al giornalista il cellulare e il portafoglio per identificarlo. Dal telefono hanno cancellato foto e video della giornata”. Aspetto sottolineato anche dal direttore dell’Espresso Marco Damilano: “li ha identificati come se fosse lui un esponente delle forze dell’ordine”. Condanna unanime per l’aggressione. Graziano Delrio del Pd chiede al ministro dell’Interno “interventi rapidi per bloccare immediatamente questi inquietanti rigurgiti di violenza” e il suo collega di partito Emanuele Fiano ha già annunciato per domani una interrogazione al ministro dell’Interno. Per Arturo Scotto di Articolo Uno-Mdp vanno sciolte “le formazioni politiche che si ispirano chiaramente al ventennio”. Definisce “inaccettabile” la violenza contro i due giornalisti la sindaca di Roma Virginia Raggi che aggiunge: “Roma condanna ogni forma di violenza e di neofascismo”. La Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti “esprimono piena solidarietà ai colleghi dell’Espresso” sottolineando che si tratta “di azioni che non sono degne di un Paese che si definisce civile”. E ancora: “Siamo convinti che i colleghi aggrediti, così come tutta la redazione dell’Espresso, continueranno con ancora più forza e determinazione a ‘illuminare’ un fenomeno, quello del riaffermarsi di frange di estrema destra e gruppi neofascisti in tutto il Paese, rispetto al quale, oltre ad una presa di posizione del Viminale, auspichiamo un’azione più incisiva da parte delle istituzioni”.
Per Angelo Bonelli e Luana Zanella dei Verdi “il ministro tollera manifestazioni fasciste e aggressione pestaggi ai danni di giornalisti: non è il ventennio è l’Italia di oggi”. Mentre per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti “l’Italia democratica non si lascerà mai intimidire dai metodi” degli “squadristi”. Per il senatore Leu Pietro Grasso, “i fascisti non si smentiscono mai: non bastano più le condanne a parole, servono risposte dure”. Per i deputati di Fi è “inaccettabile che uno dei protagonisti dell’azione violenta fosse persona sottoposta ‘a regime speciale’. Chi di dovere chiarisca e si assuma la responsabilità”. Indignazione e solidarietà è stata espressa, tra gli altri, anche dall’Anpi di Roma e Libera.

Cieco si è salvato da solo durante il sisma in Sicilia: recuperati i suoi beni

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Si e’ salvato da solo, riuscendo ad aprire la porta di casa a Pennisi, frazione di Acireale, nonostante non vedente, durante il sisma di magnitudo 4.8 di Santo Stefano sull’Etna. E tre giorni fa i vigili del fuoco dalla sua abitazione dichiarata non agibile per i gravi danni riportati hanno recuperato materiale per lui ‘preziosissimo’: due pianoforte, libri e spartiti in Braille. E’ la storia di Giovanni Caloria, 79 anni, non vedente, docente per oltre 30 anni di letteratura e filosofia in un liceo di Milano, che da pensionato e’ tornato nella sua natia Sicilia, per coltivare la sua grande passione: la musica. Separato ha una compagna che vive a Modena, e la notte tra il 25 e il 26 dicembre scorsi era in casa da solo. “Ero sveglio – ricostruisce intervistato dal Tg3 – e ho sentito nettamente la prima scossa e mi sono spostato per uscire fuori. Mentre camminavo ho sentito cadere piatti, vetri e oggetti. Il terremoto nei rumori e’ come la guerra…”. Per lui oltre al danno della casa inagibile anche quello di essere rimasto separato fino al 4 gennaio scorso dei suoi ‘amori’: i due pianoforti di casa, i suoi preziosi spartiti in Braille e i suoi libri. Tre giorni fa, infatti, i vigili del fuoco di Catania hanno provveduto a ‘salvarli’ e a portarli al sicuro. Adesso Giovanni Caloria e i suoi preziosi strumenti sono a casa di una cugina, in attesa di un trasferimento in un appartamento che ha trovato in affitto. E sente “il dovere di ringraziare i vigili del fuoco di Catania per la loro attenzione e professionalita'”.

Uccide il padre in una lotta ‘scherzosa’: arresto in comunità per il 14enne

Bologna. Il Gip del tribunale per i minorenni di Bologna ha convalidato il fermo e disposto, come chiesto dalla Procura, la custodia in una comunità terapeutica per il ragazzino di 14 anni che giovedì sera ha accoltellato a morte il padre, nella loro casa di Cervia in provincia di Ravenna. A breve, la procura per i minori, guidata da Silvia Marzocchi, affiderà una consulenza psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere del minorenne, che era già in cura per un disagio certificato. L’omicidio era maturato al culmine di una lotta scherzosa, finita in tragedia tra il ragazzino e il suo fratello gemello. Il papà, 56enne di Cesena, era intervenuto per fermare il gioco pericoloso dei due ragazzini e uno dei due lo aveva colpito con un coltello da cucina. L’uomo era poi spirato la mattina successiva all’ospedale Bufalini di Cesena. A seguire le indagini i carabinieri della Compagnia di Cervia che hanno ricostruito l’episodio, il ragazzino – interrogato dal pm della procura per i minori – aveva dato una versione lineare di quanto accaduto, ma era stato fermato per omicidio. Oggi il Gip ha convalidato il fermo e disposto l’arresto in comunità per il ragazzino per il quale è stata disposta una perizia psichiatrica per verificare le sue capacità.

La strage in discoteca in 3D, la Procura punta sulla ricostruzione tridimensionale: domani nuovo sopralluogo

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Ancona. Una ricostruzione tridimensionale potrebbe aiutare gli inquirenti a capire cosa è accaduto il 7 dicembre scorso all’interno del ‘Lanterna azzurra clubbing’ di Corinaldo, al concerto di Sfera Ebbasta. L’esame è stato disposto dalla procura ed affidata a tecnici specializzati nell’utilizzo di tecnologie tridimensionali. La ricostruzione sarà possibile sovrapponendo i video registrati da chi era all’interno della sala principale, in attesa della performance di Sfera Ebbasta, alla mappa del club. La procura ordinaria, che insieme a quella dei minori sta indagando sulle cause che hanno portato alla fuga precipitosa dal locale, sembra orientata ad aggiungere anche questo accertamento tecnico, con l’obiettivo di avere certezze sul numero effettivi degli spettatori, il rispetto delle norme di sicurezza e la situazione all’uscita di emergenza verso la quale si sono indirizzati la maggior parte dei presenti e davanti alla quale, per il crollo di una balaustra, sono morte almeno tre delle sei vittime. Il personale del RaCis domani sarà nuovamente al lavoro all’interno del club insieme a un consulente della procura e a quelli nominati da indagati e parti civili: un sopralluogo già previsto e che riguarderà la macchina del fumo, il sistema elettromeccanico che produce fumo scenografico, con l’obiettivo di accertare il corretto funzionamento e l’eventuale presenza della sostanza urticante che ha causato bruciori e difficoltà nel respirare agli spettatori, costringendoli a lasciare precipitosamente il locale. Un nuovo sopralluogo è stato programmato per il prossimo 11 gennaio. Sono dieci le persone indagate: si tratta dei tre soci della societa’ Magic srl, che gestisce il ‘Lanterna Azzurra Clubbing’, i quattro proprietari dell’immobile, un dj presente al momento in cui si è generata la calca e un addetto alla sicurezza per i quali si ipotizza il reato di concorso in omicidio aggravato. La decima persona è un 17enne sospettato di aver spruzzato la sostanza urticante che ha scatenato il panico all’interno del locale e per questa ragione indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni colpose e dolose. I suoi difensori hanno riferito che quella notte non era nel locale e stanno raccogliendo le testimonianze degli amici da presentare alla procura dei minori. Nella calca del ‘Lanterna Azzurra Clubbing’ hanno perso la vita Asia Nasoni ed Emma Fabini, entrambe 14enni, Daniele Pongetti, 16 anni, tutti di Senigallia, come Eleonora Girolimini, 39 anni, mamma di 4 figli che riuscì a mettere in salvo la figlia undicenne che aveva accompagnato al concerto insieme al marito, Benedetta Vitali, 15enne di Fano e Mattia Orlandi, 15 anni di Frontone (Pesaro-Urbino).

Bancarotta fraudolenta per il Teatro Sannazzaro: il Riesame dissequestra le quote. Prosegue la stagione teatrale

Napoli. Il tribunale del Riesame di Napoli ha disposto il dissequestro delle quote della srl ‘Tradizione e Turismo’, la societa’ di Salvatore Vanorio e Lara Sansone che gestisce lo storico teatro Sannazaro a Napoli. Il sequestro era stato eseguito lo scorso 18 dicembre 2018 su disposizione del giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Nola. Con l’annullamento del decreto di sequestro, la società proseguirà con la stagione teatrale che comunque non era stata interrotta, dato che la gestione del cartellone e dei beni mobili era affidata al custode giudiziario. Il Tribunale del Riesame è stato adito dal collegio difensivo composto dagli avvocati Pasquale Coppola, Marco Imbimbo, che ha anche svolto la discussione orale, Andrea Coppola, Massimo ed Anton Emilio Krogh. La società dissequestrata, secondo i pm nolani, è stata utilizzata per distrarre beni della La.Ma.Ing srl fallita nel 2016. L’indagine è per bancarotta fraudolenta e il danno quantificato ai creditori è di 1,5 milioni di euro.

Pusher in trasferta da Marcianise ad Afragola: beccato dai carabinieri

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Marcianise, in Afragola, nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio, di Laezza Francesco, di 59 anni, residente ad Afragola. I militari dell’Arma hanno bloccato l’uomo mentre cedeva una dose di hashish a un occasionale acquirente.
A seguito della perquisizione personale e domiciliare sono stati rinvenuti e sequestrati, nella disponibilità dell’arrestato, complessivi gr. 13 del medesimo stupefacente, suddiviso in dosi, nonché la somma in contanti pari a euro 270,00, ritenuta provento dell’attività illecita.
Laezza Francesco è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Quattro neonati morti agli Spedali civili di Brescia, scatta l’inchiesta: arrivano Nas e ispettori

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Brescia. E’ salito a quattro il numero dei neonati deceduti agli Spedali Civili di Brescia nel reparto di terapia intensiva neonatale: Nel reparto, stamane, sono arrivati i carabinieri del Ras inviati dal ministro della Salute Giulia Grillo. Ai tre casi già noti, si è aggiunto anche quello di un neonato morto sabato mattina. Sarebbe stato portato in reparto poco dopo la nascita ed è sopravvissuto solo poche ore. Anche per questa vicenda l’ospedale bresciano ha disposto accertamenti, ma in serata la direzione dell’istituto comunica con una nota che i quattro decessi “non sono riconducibili a una medesima causa né sono la conseguenza di un focolaio epidemico”. I carabinieri hanno preso visione delle cartelle cliniche dei quattro bambini e le hanno trasmesse alla Procura di Brescia, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, anche se per ora nessun medico o infermiere risulta formalmente indagato. Nel frattempo, però, la direzione dell’ospedale ha deciso di spiegare nel dettaglio cosa è accaduto – referti alla mano – ai quattro neonati. Il primo decesso – spiega l’ospedale – risale al 30 dicembre e “si è verificato in una condizione di prematurità estrema (nascita alla 27esima settimana di gestazione e peso di 980 grammi) a causa di una enterocolite necrotizzante insorta dopo circa 20 giorni dalla nascita e che, nell’arco di meno di 48 ore, ha portato la piccola alla morte”. Il secondo caso è del 4 gennaio. Il piccolo paziente era “grave prematuro” (nato alla 26esima settimana con un peso di 940 grammi) nato in altro ospedale il 30 novembre e trasportato a Brescia per “enterocolite necrotizzante con perforazione intestinale”: “nonostante gli interventi chirurgici e il trattamento intensivo” il piccolo sarebbe morto per una “grave insufficienza respiratoria”. Il terzo bambino è deceduto il 5 gennaio. Il neonato era stato partorito alla 30esima settimana con un peso di 1.130 grammi “e, come i due precedenti, nato da taglio cesareo urgente”. “Dopo le criticità dei primi giorni di vita seguiva un transitorio miglioramento delle condizioni generali sino al 29 dicembre, quando si registrava un nuovo peggioramento della dinamica respiratoria unitamente a un quadro di shock settico”. E’ sul quarto paziente – un bimbo nato alla 35esima settimana – che gli Spedali Civili precisano che “è deceduto poco più di due ore dopo il parto, per una gravissima malformazione congenita delle vie aeree superiori. Quest’ultimo caso è stato dichiarato ‘non di interesse’ da parte dell’autorità giudiziaria, mentre i casi che si sono verificati tra il 4 e il 5 gennaio saranno sottoposti ad autopsia”. L’esame autoptico è stato però rinviato di un giorno per consentire a tutte le parti di essere presenti e di eventulmente di nominare i propri consulenti. Il pubblico ministero Corinna Carrara, titolare del fascicolo, in mattinata ha ricevuto l’intera cartella clinica. Sono tre le inchieste aperte per fare luce sulla sua morte. Oltre a quella della procura, infatti, indaga anche l’ospedale e la Regione che ha disposto una commissione interna. “Gli esperti della Commissione – ha sottolineato l’assessore al Welfare regionale Giulio Gallera – concluderanno i lavori entro 30 giorni”. I membri della commissione di inchiesta sono Annamaria Indelicato, direttore sociosanitario Ats di Brescia, Giovanna Mangili, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Patologia Neonatale dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Claudio Francesco Farina, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Microbiologia e Virologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Domenico Castaldo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Legale dell’Asst Ovest Milanese, Paolo Viganò, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive dell’Asst Ovest Milanese, Pietro Barbieri, Risk Manager dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.
“Non puntiamo il dito contro nessuno, ma chiediamo di sapere”, ripete Denise Malvicini, la madre del bimbo morto il 5 di gennaio che ha raccontato per filo e per segno la vicenda del suo piccolo, dal momento in cui è nato fino a quando ha esalato l’ultimo respiro. In una lettera a BresciaOggi, la donna ha scritto: “Mio figlio non c’è più, ma altri bambini potrebbero stare male, voglio la verità”. La donna ha raccontato anche di come ha visto sparire prima la culla di una bimba ricoverata nello stesso reparto del figlio, poi quella di un altro neonato, anche loro morti.

Calciomercato, la fiera dei sogni e dei desideri: le notizie di oggi

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La Juventus pensa sempre in grande e, in materia di mercato, sembra gia’ aver fissato il grande obiettivo per la prossima stagione: MBAPPE’. Per fargli spazio alla Continassa sono consapevoli che servira’ sacrificare un pezzo da novanta dell’attuale rosa e il nome piu’ gettonato e’ quello di DYBALA, per il quale ci sono le offerte di Bayern Monaco, PSG e Manchester City. Va anche precisato che l’eventuale addio verrebbe facilitato dalla mega-plusvalenza garantita dal fatto che a fine stagione l’argentino avra’ una valutazione a bilancio sui 17 milioni, a fronte di una richiesta, per cederlo, di cento. Intanto sono passati a Torino gli agenti di RAMSEY, per mettere a punto alcuni dettagli del contratto che leghera’ ai bianconeri il loro assistito, mentre e’ quasi fatta per il ritorno di STURARO al Genoa. Sono quattro le societa’ che cercano HERRERA, centrocampista messicano del Porto che si svincola a fine giugno. La Roma ha provato a bruciare la concorrenza, muovendosi in anticipo sia per l’estate, offrendo un quadriennale al giocatore, sia per questa finestra invernale con una proposta che pero’ il Porto, prossimo rivale dei giallorossi in Champions, ha rispedito al mittente. Cosi’ Herrera ha deciso di rimanere dov’e’ fino al termine della stagione, poi vagliera’ le offerte, oltre che della Roma, di Inter, Siviglia e Atletico Madrid. Un’altra asta e’ quella che si accendera’ per BARELLA: la valutazione di 50 milioni data dal Cagliari al suoi gioiello non scoraggia Napoli, Inter e Chelsea, mentre il Manchester United sembra essersi defilato. Da casa Milan filtra l’intenzione di tenersi HIGUAIN almeno fino a giugno (MORATA dovrebbe passare dal Chelsea al Siviglia), e non e’ stata mollata la pista FERREIRA CARRASCO, anche se rimangono da superare gli ostacoli dell’ingaggio troppo alto (in Cina il belga prende 10 milioni di euro) e del Dalian Yifang che non accetti la formula del prestito con diritto di riscatto. La Fiorentina sta insistendo con il Napoli per avere ROG (e’ in corsa anche lo Schalke 04) e sta pensando di restituire GERSON alla Roma, da dove poi il brasiliano potrebbe ripartire verso Rio sponda Flamengo (in cambio Monchi chiederebbe un’opzione su LINCOLN). In entrata il Napoli, che sembra non piu’ interessato a TAGLIAFICO dell’Ajax, spinge per arrivare subito a LOZANO, talento messicano del Psv Eindhoven, che chiede 35 milioni di euro. Per far abbassare la cifra, il ds Giuntoli ha offerto agli olandesi uno tra YOUNES e OUNAS come parziale contropartita tecnica. Sempre Giuntoli sta cercando di stringere con l’Empoli per TRAORE’, che verrebbe lasciato ai toscani fino a giugno. Proprio l’Empoli e’ in corsa (con il Chievo) per avere KOWNACKI dalla Samp: il polacco era stato proposto alla Roma come contropartita per SCHICK, ma adesso a Trigoria avrebbero deciso di non far partire l’attaccante ceco. In casa Lazio piovono smentite sull’interessamento per ADEKANYE del Liverpool e su quello per MALCOM del Barcellona, anche se, in quest’ultimo caso, un contatto tramite intermediari c’e’ stato. In uscita, oltre a CACERES al Parma, c’e’ sempre la pista Wolverhampton per WALLACE, mentre ZAPPACOSTA o HYSAJ rimangono gli obiettivi per la fascia destra. Circola anche il nome del giovanissimo esterno d’attacco argentino DE LA VEGA, del Lanus, ma il ragazzo e’ ancora minorenne, quindi se ne riparlera’ in estate, cosi’ come per l’altro baby CIPRIANO del Santos, club che continua a trattare con l’Inter per il rinnovo del prestito di GABIGOL. Ai nerazzurri e’ stato offerto ROBBEN, in svincolo dal Bayern, e la dirigenza ci sta riflettendo. La Spal ha deciso di tenere LAZZARI fino al termine della stagione, poi riprendera’ il discorso con il Napoli con cui tornera’ a parlare sulla base minima di 20 milioni. Preso VIVIANO per la porta, ora si pensa a centrocampo e attacco e piacciono il laziale MURGIA e il genoano LAPADULA. Per il primo c’e’ la concorrenza di Genoa ed Empoli, mentre per il bomber ex Pescara c’e’ anche il Frosinone, che a Preziosi ha chiesto anche MAZZITELLI, con il beneplacito del Sassuolo che controlla il giocatore. Al Torino il consulente di mercato dei ciociari Capozucca ha invece richiesto EDERA, mentre proprio con la Spal c’e’ in piedi un discorso per SCHIATTARELLA, anche se da Ferrara preferirebbero far partire VALDIFIORI.

Mafia nigeriana, viaggio della speranza e schiavitù della prostituzione nel libro di Blessing

E’ la storia delle nuove schiave nigeriane quella raccontata in un libro da Blessing Okoedion, la 30enne, informatica vittima della tratta e oggi mediatrice culturale in Italia. La sua missione di oggi e mettere in guardia le ragazze del suo paese che partono con la speranza di un futuro migliore e si ritrovano nella morsa della prostituzione, prigioniere di maîtresse spietate. La storia di Blessing Okoedion è commovente: 30 anni, nigeriana e con una laurea in informatica, è stata vittima della mafia che trasporta giovani nigeriane in Europa per schiavizzarle e farle prostituire. E’ arrivata in Italia nel 2013: racconta di essere stata ingannata da un “lupo travestito da agnello”.
La laurea in informatica non è stata sufficiente per discernere il rischio: ecco perché oggi Blessing fa la mediatrice culturale e si reca nei villaggi poveri nigeriani per spiegare come evitare di essere invischiati nella tratta di esseri umani. Racconta il suo sconcerto quando si è resa conta, una volta arrivata in Italia, di essere stata destinata alla prostituzione. “Appena ho capito quale lavoro avrei dovuto fare, qui in Italia, non facevo altro che ripetermi “come ho fatto”, “come può essermi successa questa cosa” racconta oggi la ragazza.
Ma lei si è ribellata alle catene e con l’aiuto di Casa Rut, associazione gestita dalle suore di Caserta, si è risollevata, rompendo la spirale pericolosa del racket della prostituzione. Nel suo libro, ‘Il coraggio della libertà’ (edizioni Paoline) racconta la sua storia. Ma fa anche molto di più: la missione che si è preposta è quella di recarsi nei villaggi nigeriani per avvertire le giovani sui pericoli delle lusinghe della tratta.
“Nei villaggi nessuno riconosce la tratta. Tante persone in Nigeria hanno sentito parlare della tratta. Ma nelle città. Nessuno va nei villaggi a raccontare. I trafficanti sanno che non possono più prendere ragazze in città, ma nei villaggi questi appaiono come gli unici salvatori. I nostri villaggi sono abbandonati dalle autorità, i trafficanti arrivano, promettono un lavoro, magari come baby sitter. Sono una mano tesa per persone abbandonate a loro stesse, l’unica mano tesa. Con quaranta euro si prendono una ragazza” racconta Blessing.
Quaranta euro equivalgono quasi ad uno stipendio medio mensile nigeriano. Insomma, è una opportunità golosa per le giovani cresciute in povertà e spesso senza prospettive lavorative. Ad accalappiarle è quasi sempre una donna, che infonde loro fiducia e che si rivela – troppo tardi – un’aguzzina.

 Gustavo Gentile

Sicurezza negli stadi, Salvini: “Contrario alla chiusura degli stadi e al divieto di trasferta”

Roma. “Sono assolutamente contrario alla chiusura degli stadi e al divieto di trasferta perché è la resa dello Stato. Se quest’ultimo non è in grado di garantire un gioco di sabato, di domenica, vuol dire che non è in grado di fare il suo mestiere. Dobbiamo garantire che chi sbaglia non viene sospeso per qualche mese. Chi sbaglia da tifoso deve essere punito pesantemente, chi sbaglia da tesserato deve essere punito il doppio”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso della conferenza stampa a seguito del tavolo sulla sicurezza negli stadi che si è svolto alla scuola superiore di Polizia a Roma. Si sta lavorando, ha aggiunto, per dare “più competenze e potere agli steward, uniformità delle sanzioni da parte dell’ordine pubblico e delle questure in tutta Italia e dei permessi di ingresso. Ogni settimana ci sono 12 milioni di tifosi che seguono gli eventi sportivi e seimila teppisti, da non confondere con i tifosi che sono il 99%. L’obiettivo è sradicare la violenza con ogni mezzo necessario. I numeri dicono che il calcio e’ un sport sempre più sano. Il numero dei feriti si è ridotto del 60%, sono scesi anche quello degli arrestati e dei Daspo”. ha detto Salvini.
Il tavolo tecnico, fissato da Salvini all’indomani degli incidenti e dei cori razzisti che hanno caratterizzato la gara di Serie A tra Inter e Napoli dello scorso 26 dicembre, è stato preceduto da una riunione nella sede della FIGC tra le componenti federali sul tema della violenza e della discriminazione nel calcio.  Sulla stessa lunghezza d’onda del vicepremier il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti: “Per la sicurezza dentro e fuori gli stadi sono importanti la certezza delle pene, la rapidità dei giudizi, le aggravanti specifiche e le misure accessorie. Altro punto essenziale per la sicurezza riguarda le date e gli orari delle partite, che vanno regolati secondo precise esigenze. In questo devono impegnarsi società e leghe”. Nel corso dell’incontro, ha aggiunto Giorgetti, “abbiamo chiesto alla societa di calcio che siano concordate con le autorità di pubblica sicurezza gli orari delle partite di calcio più sensibili sul piano dell’Ordine pubblico” e ai tesserati di “evitare sempre di buttare benzina sul fuoco”, con dichiarazioni prima e dopo le partite di calcio, perché “gli arbitri possono sbagliare”. Tra le misure che saranno al vaglio del governo, Giorgetti ha indicato la possibilità di rafforzare i poteri degli steward.
Al vertice, convocato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini d’intesa con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, hanno preso parte il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive Daniela Stradiotto, il presidente del CONI Giovanni Malagò, il presidente della FIGC Gabriele Gravina i vice presidenti federali Cosimo Sibilia (vicario) e Gaetano Micciche’, i presidenti della Lega Serie B (Mauro Balata) e della Lega Pro (Francesco Ghirelli) e i numeri uno dell’Associazione Italiana Calciatori (Damiano Tommasi) e dell’Assoallenatori (Renzo Ulivieri). Presenti inoltre i presidenti della Federazione Italiana Editori Giornali (Andrea Riffeser Monti) e dell’Ordine dei Giornalisti (Carlo Verna) nonché i quattro coordinatori di FIGC, Lega Serie A, Lega B e Lega Pro degli SLO.
“E’ stato un incontro molto proficuo nel quale sono stati individuati percorsi comuni e specifici tra i responsabili dell’ordine pubblico e il mondo del calcio: l’obiettivo è soffocare i pochi violenti, valorizzando ed esaltando la condivisione con i veri tifosi”. Ha detto il presidente della FIGC Gabriele Gravina al termine della riunione dell’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive dedicata alla violenza e al razzismo negli stadi che si è svolta a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia. “Il calcio è partecipazione – ha dichiarato Gravina – vogliamo sradicare tutti i fenomeni di violenza e di maleducazione a qualsiasi livello, sia dentro che fuori gli stadi. Ognuno deve fare la sua parte, pur sapendo che sarà un percorso a medio-lungo termine, e la Federazione sarà parte diligente in questo processo virtuoso che deve essere necessariamente di contrasto, ma anche di investimento nel futuro, con un’attenzione particolare all’educazione e alla cultura sportiva”. Durante il suo intervento, il presidente federale ha tracciato la linea e gli argomenti su cui ritiene si debba accelerare: verificare la puntuale applicazione del gradimento e del codice etico da parte dei Club; potenziare e rafforzare il ruolo sia degli steward e quello degli SLO (Support Liaison Officer); concorrere nel creare le condizioni per il definitivo miglioramento degli impianti (abbattimento delle barriere architettoniche e dei divisori); realizzare un servizio di Crowd Monitoring con l’intento di coinvolgere diversi ambassador (sentinelle del tifo) che presidino la rete attraverso attività che coinvolgano tutti i tifosi; realizzare Fan Zone nelle immediate vicinanze degli stadi; rendere più efficace l’istituto del Daspo (prevedendo obbligo di firma o servizi sociali in prossimita’ e durante le gare); inasprire le sanzioni sportive, civili e penali per chi commette illeciti e reati; accorciare e semplificare la procedura per la sospensione di una partita in caso di cori discriminatori prevedendo un primo richiamo con l’altoparlante a gioco fermo e a centrocampo e un successivo richiamo negli spogliatoi (con la responsabilità per la sospensione sempre riconducibile al delegato della sicurezza in servizio allo stadio), incentivando comportamenti virtuosi da parte dei veri tifosi, anche sotto forma di esimenti, che stigmatizzino in maniera evidente e corale tali beceri atteggiamenti.

‘La cantata del vero e falso lume tra pastori falsi e veri’ di Mariano Baudin al Nest Napoli est Teatro

La rappresentazione pastorale “La cantata del vero e falso lume tra pastori falsi e veri”, ideata e diretta da Mariano Bauduin, arriva al Nest Napoli est Teatro, sala teatrale della hub culturale Art33 di San Giovanni a Teduccio, sabato 12 gennaio 2019.
Pensato come uno spettacolo che unisce drammaturgia e musica, “La cantata del vero e falso lume” si struttura in vari momenti di canto e recitazione, legati dalla Sacra rappresentazione del Natale.
Letteratura contemporanea e composizioni musicali classiche rivivono insieme nell’atmosfera natalizia di un presepe e delle sue voci narranti. Tra queste, emblematica è la presenza di Padre Alex Zanotelli, che reciterà sia il viaggio di Giuseppe e Maria, tratto dal romanzo “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” di Jose Saramago, che alcune poesie di Pier Paolo Pasolini, tratte dalla raccolta “L’usignolo della chiesa cattolica”.
A brani tratti da “La Cantata per la notte di Natale” di Alessandro Scarlatti e dal teatro religioso della “Cantata dei Pastori” di Andrea Perrucci si uniscono brani natalizi della tradizione campana. Ad interpretarli ci sono tre voci soliste accompagnate da attori/cantanti della Compagnia Gli Alberi di Canto Teatro e da La Corale per San Giovanni. Invece la descrizione degli aspetti magico-religiosi e popolari del presepe  napoletano, luogo di incontro dei pastori, è affidata al personaggio di San Giuseppe, interpretato dallo stesso Mariano Bauduin. A tendere le fila della struttura generale sarà un Evangelista, una voce recitante individuata nella figura di Padre Alex Zanotelli. La presenza di Alex Zanotelli costituisce un elemento di raccordo, un anello metatemporale, che riporta tutti gli elementi religiosi, teatrali, musicali e poetici della rappresentazione in una dimensione di “tempo presente”; un riferimento ai problemi della contemporaneità rafforzato dalla performance “La morte della Luna”, dell’artista Peppe Zinno, dedicata a Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo è presentato dal Beggars’ Theatre – Il Teatro dei Mendicanti, gruppo artistico formatosi a San Giovanni a Teduccio, nell’ambito del Festival “Quartieri di vita” promosso dalla Fondazione Campania dei Festival.
Prezzo biglietto: 10 euro
Gli spettatori saranno accolti con “tarallucci e vino”; il ricavato della serata contribuirà all’attivazione di un corso musicale per ragazzi presso l’hub Art33.
info e prenotazioni:
info@art-33.it 3349514031 3382376132

Sant’Anastasia: iniziati i lavori per i marciapiedi di via Arco

Questa mattina hanno avuto inizio i lavori di riqualificazione dei marciapiedi di via Arco, quelli a sinistra andando in direzione Napoli, per la parte che dal Santuario di Madonna dell’Arco porta a Lagno Maddalena e fino ai confini con Pollena Trocchia.
Il via al cantiere è stato dato ed i lavori sono iniziati dai confini col comune vesuviano, per poi arrivare di fronte al Santuario. L’intervento è realizzato con fondi comunali ed è stato affidato alla stessa ditta che ha realizzato l’altra parte dei marciapiedi di via Arco nel 2015/2016, grazie all’accordo raggiunto dall’Amministrazione Abete di mantenere gli stessi patti e condizioni del precedente appalto, senza aumenti dei prezzi.
Il progetto rientra nel programma del sindaco e dell’amministrazione di dare al paese una nuova connotazione mediante la riqualificazione di buona parte del territorio ed ha una rilevante importanza per la presenza del Santuario di Madonna dell’Arco, luogo noto nel mondo per le tavole ex voto di Grazie ricevute dalla “Mamma dell’Arco”, le pubblicazioni e specialmente per il fenomeno dei battenti che nel periodo pasquale richiamano a migliaia i fedeli e i turisti.
A lavori ultimati, via Arco dovrebbe essere una delle strade di accesso alla cittadina tra le più accoglienti e percorribile in sicurezza dai pedoni.

“E’ noto che i lavori potevano cominciare prima delle festività natalizie, ma abbiamo deciso di rinviare a dopo le feste i lavori per il ripristino dei marciapiedi di via Arco e questo per evitare difficoltà ai pellegrini che normalmente ed in numero elevato visitano il Santuario e per evitare disagi ai commercianti, come annunciato alla cittadinanza anche con manifesti murali. Oggi sono iniziati i lavori e sarà ripristinata la restante parte dei marciapiedi, segno – afferma il sindaco Lello Abete – di un’attenzione ad una strada che, a memoria mia, non è stata mai curata come stiamo facendo noi. Contiamo di avere una strada di accesso al paese finalmente vivibile, praticabile e di tutto rispetto del luogo, del Santuario di Madonna dell’Arco, dei cittadini locali, dei commercianti, dei tantissimi fedeli e turisti che, specialmente nel periodo pasquale, affollano le strade e le piazze che ruotano intorno al Santuario. È un’opera importante, in continuità con le opere di riqualificazione del territorio avviate, subito dopo aver risanato il bilancio, e realizzate da questa amministrazione comunale. Con il completamento dei marciapiedi, via Arco sarà un vero biglietto da visita per l’accesso al nostro paese“.

‘Migliore’, il nuovo singolo di Roberta Cleo

In radio e nelle principali indie charts da dicembre “Migliore”, il nuovo singolo di Roberta Cleo, scritto in collaborazione con Tiziano Sposato, Domenico Scarcello e Francesco Scarcella. Un inno al cambiamento, un brano dal sound elettronico, che parla di rivoluzione interiore, prodotto dalla stessa cantautrice, Diego Calvetti e Pio Stefanini. L’amore puro e incondizionato, fatto di pensieri e immaginazione, che ti sconvolge, ti prende e ti migliora.
Roberta Cleo, nome d’arte di Roberta Castellano, cantante e cantautrice, studia Armonia e composizione Jazz al Conservatorio di Cosenza. Scrive i suoi primi brani dall’età di 14 anni, partecipa al TimTour e pubblica il suo primo singolo dal titolo “Senz’anima” nel 2012. E’ finalista del P.I.V.I. (Premio italiano videoclip indipendente) ed entra nella compilation “Promo Contest Zimbalam 2012” distribuita al SuperSound MEI di Faenza.
Riceve il riconoscimento del Comune di Cosenza come migliore artista emergente e apre i concerti di Fiorella Mannoia e Alvaro Soler nella sua città natale.
Fonda l’associazione musicale Suoni e Rumori e inizia la collaborazione con Diego Calvetti. Nel 2014 è finalista di Area Sanremo tra le migliori giovani proposte.
Nel 2016 è in finale per Sanremo Giovani con il brano “Non ti perdere”, prodotto con Pio Stefanini. Riceve il Premio S.Francesco Saverio 2017 e il Premio Pericle d’oro 2018 come migliore artista calabrese distintasi negli ultimi due anni.

Studenti al freddo in numerosi istituti del Sannio

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Studenti al freddo alla ripresa delle attivita’ scolastiche dopo le vacanze natalizie. In numerosi plessi scolastici della citta’ di BENEVENTO e dei comuni della provincia i riscaldamenti sono rimasti spenti, probabilmente a causa del malfunzionamento delle caldaie dovuto al prolungato periodo di spegnimento e delle gelate e delle nevicate degli ultimi giorni che hanno imbiancato tutto il Sannio. Gli studenti di alcuni istituti hanno deciso di non entrare in classe per seguire le lezioni. Una situazione che ha allarmato i genitori e che potrebbe ripetersi anche nella giornata di domani.

Le forme del narrare: riprende dal 9 gennaio il laboratorio di scrittura di Nando Vitali

“Le forme del narrare” è il laboratorio di scrittura proposto da ILMIOFUORIORARIO a cura dello scrittore Nando Vitali al caffè letterario “Il tempo del vino e delle rose”. Fino a maggio, 8 temi da affrontare per costruire il proprio racconto ma anche il proprio modo di scrivere. Il nuovo anno si apre con un tema davvero appassionante: LIBERTA’- Ossimoro e similitudine. Flashback. L’appuntamento è fissato per il 9 dicembre. Se per Stuart Mill la libertà di ognuno ha come limite di non essere di danno agli altri, e che su stesso e la propria mente l’individuo è sovrano, per Goffredo Parise nel suo sillabario alla parola LIBERTA’ c’è un pittore americano in biciletta a Villa borghese a Roma. Ma c’è forse un prezzo da pagare per la propria libertà? “Nessuno dovrebbe restare solo… ma è inevitabile”. Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare.
Gli incontri avverranno ogni mercoledì della settimana dalle ore 17 alle 19. Sono previste quattro lezioni di editing con l ’editor Maria Rosaria Vado per completare la formazione di chi si avvicina alla scrittura. Costo mensile: 45 euro. Sede: Il tempo del vino e delle rose, Piazza Dante 44, Napoli.
Struttura del laboratorio: ogni incontro, sino alla fine del laboratorio, verte sugli elementi fondamentali del racconto quali incipit, descrizione e intreccio. La prima parte dell’incontro è riservata alla conoscenza dei partecipanti come scrittori ma anche come lettori, per poi passare al tema del mese affrontato da Nando Vitali che, con la scelta di argomenti e brani, intesse la lezione. Segue sempre un’esercitazione a “caldo” e per concludere l’assegnazione di una consegna per l’incontro successivo. Il laboratorio è sempre aperto a nuove iscrizioni.
“Laboratorio di scrittura e di idee, dove chiunque può provarsi a scrivere storie e farne racconto. Dove perfezioniamo insieme quello che scriviamo, leggendo autori noti e i nostri scritti col il metodo officinale di una piccola bottega. Si sperimenta attraverso i temi del mese. Si costruisce un viaggio. Dando al piacere una forma si forgiano i ferri del mestiere. Lavorando in gruppo cercando le parole giuste, muovendo dolcemente la memoria. La scrittura come proiezione della vita, aguzziamo i sensi per leggere con le orecchie e sentire con gli occhi. La gioia di scrivere e leggere, per conoscersi meglio ed esplorare il mondo della fantasia”, dice l’autore napoletano, fondatore della rivista letteraria Achab, Nando Vitali.
Per informazioni e prenotazioni:
Associazione ILMIOFUORIORARIO tel. 349 81 17 137 www.ilmiofuoriorario.it
email: mar.amm@libero.it

Blitz della polizia: scoperta casa a luci rosse a Castel Volturno

Blitz della polizia nel casertano in una casa a luci rosse di Castel Volturno a seguito della testimonianza raccolta da Storie Italiane di Eleonora Daniele su Rai1.Una donna, ex vittima della tratta nel territorio, ha indicato un’abitazione della zona e raccontato che “le ragazze, qui dentro, sono costrette a prostituirsi per essere libere. Lo fanno per pagare un riscatto a chi comanda su di loro e che risponde alla mafia nigeriana. Sono minorenni di 12, 13 e 14 anni. Vengono rapite e costrette a prostituirsi. Ogni 10 giorni pagano 1000 euro. A loro danno 5 euro. Si prostituiscono per 5 euro”.Dopo la denuncia della trasmissione alle forze dell’ordine, la polizia ha effettuato quindi un controllo nell’appartamento segnalato. Secondo la testimone, che per ragioni di sicurezza non mostra il proprio volto alle telecamere del programma, la donna che gestisce l’appartamento interessato dal blitz “è il capo di queste ragazze. Loro si prostituiscono e l’uomo (il cliente, ndr) paga lei”.
All’irrompere della polizia all’interno della casa, la presunta aguzzina ha giustificato la presenza di altre donne e l’ambiente da night club dicendo: “Ci sono queste luci perché è Natale. Stanno qui per mangiare. Qua si mangia. Guardate, ho cucinato”.Nel ringraziare la polizia per l’intervento, Eleonora Daniele ha rivolto un appello a tutti coloro che vivono il territorio. “Noi domani saremo ancora lì – ha assicurato la conduttrice -. Sappiamo che non si può trovare una soluzione dall’oggi al domani per una situazione del genere, però si possono smuovere le coscienze che è una cosa molto importante, perché fino a che non si smuovono le coscienze non si smuovono le cose”.

La Mura (M5S): ‘Un master plan sul fiume Sarno condiviso con il territorio’

“Ho incontrato la dott.ssa Vera Corbelli, segretario generale del distretto idrografico dell’appennino meridionale alla quale il ministro Costa ha affidato la predisposizione del master plan sul fiume Sarno – lo ha scritto in un post su Facebook la senatrice del Movimento 5 Stelle Virginia La Mura -. Un incontro importante, dato che a breve verra’ formalizzata in commissione Ambiente una indagine conoscitiva proprio sul fiume Sarno. Con la dott.ssa Corbelli – ha continuato La Mura- abbiamo analizzato la complessa situazione del fiume e abbiamo riscontrato una immediata condivisione di approccio e visione sulle problematiche del Sarno, convinte della necessita’ di stabilire degli obiettivi e una strategia efficace di ampio respiro. Abbiamo condiviso anche l’importanza di ascoltare e coinvolgere i cittadini per la realizzazione del master plan, che sara’ definito con la collaborazione dei sindaci, degli enti locali e delle istanze provenienti da tutto il territorio. A mio avviso l’urgenza di affrontare la questione e’ dovuta anche al fatto che alcuni lotti del Grande Progetto Sarno sono gia’ in fase di progettazione, con tutte le relative criticita’. Al primo posto deve esserci la depurazione delle acque reflue civili e industriali. Contemporaneamente va organizzata un’azione repressiva per chi compie sversamenti illeciti”.
Inoltre – ha scritto nel post su Facebook la senatrice del Movimento 5 Stelle Virginia La Mura -, l’Ente Parco del Sarno ha e deve avere un ruolo strategico. La sua azione va potenziata e sostenuta affinche’ possa essere efficace con i compiti e il ruolo che gli competono. Oggi il Parco non e’ ben percepito dai diversi stakeholder e questa e’ una delle criticita’ piu’ forti da risolvere. E’ infatti urgente che si comprenda sin da subito che esiste una parte del bacino idrografico del fiume Sarno che, nonostante gli sversamenti e la cattiva gestione passata, conserva ancora nicchie di straordinaria importanza ecologica che vanno tutelate che costituiscono il volano del processo di naturalizzazione dell’intero bacino fino al mare. Con la dott.ssa Corbelli ci siamo anche confrontate sull’agricoltura e la necessita’ di rilanciarla in chiave di sostenibilita’ ambientale ed economica, senza dimenticare il suo fondamentale ruolo mitigatorio del rischio geologico e idrogeologico. Siamo d’accordo sul fatto che, laddove possibile, e’ necessario dare spazio al fiume mediante la realizzazione di aree umide invece di strutture di espansione rigide e in cemento che comportano difficili manutenzioni e che possono risultare inefficaci alla prevenzione di esondazioni. Ho rappresentato, come gia’ ho fatto con il ministro Costa, quanto sia necessario istituire un SIC (Siti di Importanza Comunitaria) alla foce del Sarno, secondo quanto gia’ previsto da un rapporto ISPRA” ha concluso La Mura.

Napoli: boom ricoveri al Santobono, allarme dei sindacati

Il boom di ricoveri all’ospedale Santobono-Pausilipon di questi giorni rischia di mandare in tilt i reparti di pediatria e il servizio di Pronto soccorso ed Accettazione. A denunciarlo, in una nota, sono le rappresentanze sindacali CGIL FP, CISL FP, NURSING UP, FIALS. “Nonostante che questa RSU abbia chiesto alla Direzione Aziendale di attivarsi preventivamente per predisporre risoluzioni efficienti alla problematica dell’emergenza virosi respiratoria, che di fatto si presenta in questo periodo tutti gli anni – sottolinea il sindacato – a tutt’oggi non e’ stato realizzato alcun intervento organizzativo in merito, per cui l’assistenza nei suddetti reparti rischia di avere ricadute negative sia sui pazienti che sugli operatori sanitari”. Attualmente, vi e’ una media di ricoveri giornalieri che supera quota 30 ed il turnover dei posti letto non riesce a garantire l’accoglienza per tutti. “Quindi – precisa la nota – si fa ricorso ai ricoveri in barella per cui le postazioni dotate di gas medicali per i piccoli pazienti non sono sufficienti. Il personale e’ sottostimato rispetto all’elevato numero di ricoveri, il carico di lavoro e’ triplicato. Vi e’ un’affluenza di pazienti al pronto soccorso che quotidianamente oscilla tra i 300 e 350 al giorno, con tempi di attesa lunghissimi in una sala di attesa fredda, il motivo e’ perche’ sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione inadeguati e inefficienti”. “Tra pazienti ricoverati e genitori – ricondano le Rsu – a volte nei reparti vi sono circa 70-80 persone, un vero e proprio calderone in un azienda di rilievo nazionale come la nostra. Il paradosso e’ che, per far fronte all’emergenza virosi, esiste una vecchia disposizione del direttore sanitario, contestata dalla scrivente, che autorizza, in modo sconsiderato, l’utilizzo delle barelle nei reparti, con il parere favorevole dei direttori di dipartimento coinvolti”. “I lavoratori, stanchi di tale comportamento e di noncuranza e a tutela dei malati e degli operatori tutti – conclude la nota – adotteranno congiuntamente alle organizzazioni sindacali tutte le azioni necessarie al fine di ottenere una soluzione immediata della grave situazione assistenziale in cui versano i reparti di pediatria”.