AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 22:41
12.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 22:41
12.5 C
Napoli
Home Blog Pagina 7313

Come funziona mSpy app spia

0

Oggi si sente parlare spesso di applicazioni in grado di sorvegliare uno smartphone e di monitorare tutte le azioni che una persona svolge su questo dispositivo. » un trend che vede in mSpy uno dei massimi esponenti di questo mercato: un programma che può essere installato su un dispositivo mobile, o su un computer, e che permette ad un genitore o al titolare di un’azienda di controllare ciò che fanno i figli minorenni o i dipendenti. Dato che si parla comunque di un settore particolare, è meglio vedere cos’è e come funziona mSpy, e quali possibilità mette a disposizione dei propri utenti.

Cos’è e come funziona mSpy

Come anticipato poco sopra, mSpy è un applicativo che ti permette di spiare cosa fa tuo figlio o un tuo dipendente quando usa il proprio smartphone. » utile perché da un lato puoi controllare come un ragazzo interagisce con Internet, e dall’altro ti permette di difendere gli interessi della tua società (a patto che il cellulare sia aziendale). Entrando nel dettaglio, mSpy è un software spia che può essere installato su un qualsiasi dispositivo mobile: una volta fatto questo, il software si occulta cosÏ da rendere invisibile la propria presenza. A quel punto tu sarai libero di monitorare una vasta gamma di operazioni compiute su quel dispositivo, il tutto in remoto, dunque senza avere accesso diretto a quel cellulare. Questo viene reso possibile grazie ad un’interfaccia web personale, che puoi consultare anche dal tuo computer di casa.

Cosa puoi monitorare ?

In primo luogo, c’è una cosa che devi sapere: mSpy propone due diversi pacchetti, uno standard e uno avanzato (Premium). In base al pacchetto che scegli, e alla cifra che decidi di investire in uno dei due, avrai a tua disposizione funzioni differenti. Inoltre, la versione completa di mSpy richiede obbligatoriamente il jailbreak (iOS) o il rooting (Android) del dispositivo sul quale desideri installarlo. Se desideri fare a meno di questa operazione, puoi comprare la versione no jailbreak o no root, ma sappi che andrai incontro a forti limitazioni nelle funzioni presenti in questi software spia.

Noi qui ti presenteremo una lista delle funzioni appartenenti alle due versioni complete, ovvero quella base e la Premium. Ti ripetiamo che, acquistando la versione avanzata, potrai avere a disposizione molte funzioni interessanti assenti nella standard. In primo luogo puoi monitorare tutti i messaggi e tutti i file inviati o ricevuti con le app di instant messaging, come ad esempio WhatsApp, Viber, Telegram e Snapchat. In secondo luogo, potrai controllare gli SMS ricevuti e inviati, la cronologia in incognito del browser, gli eventi del calendario e le note. Puoi anche monitorare la posizione del device, grazie alla funzione GPS, oppure bloccare le telefonate in arrivo da certi numeri o la navigazione di certi siti web.

Altre funzioni disponibili sono le seguenti: la registrazione delle sequenze di tasti pigiati dall’utente (ottima per scoprire le password), il controllo delle reti wifi, il blocco delle applicazioni e la possibilità di eliminare tutti i dati presenti sullo smartphone spiato. Infine, puoi consultare la lista delle applicazioni installate su quel dispositivo, leggere l’elenco dei contatti in rubrica e la cronologia delle chiamate in ingresso e in uscita. Puoi addirittura vedere le fotografie e i video presenti su quel cellulare.

Come installare mSpy

Qui bisogna premettere che l’installazione di mSpy su un cellulare può essere diversa, a seconda della versione dell’app che hai scelto di acquistare. Se hai comprato la versione no jailbreak, infatti, ti basta possedere le credenziali iCloud dell’utenza che vuoi monitorare. In caso contrario, dovrai effettuare il jailbreak o il root di quel dispositivo, dunque agire in prima persona su quello smartphone. Occorre comunque andare con ordine, iniziando proprio dalla versione no jailbreak.

Installare la versione no jailbreak

Si tratta di un’operazione semplicissima, dato che in questo caso potrai agire da remoto e non dover operare direttamente sul cellulare da spiare. L’unica cosa che devi fare è acquistare il servizio e recarti sulla pagina web di accesso del tuo account: una volta fatto il login con le credenziali iCloud della persona che vuoi spiare, qui potrai finalmente dare il via all’installazione dell’app sul dispositivo. Si tratta, però, di un’operazione possibile solo se sul cellulare da spiare è stata attivata la funzione di backup: in caso contrario, non potrai ricevere alcun report da mSpy.

In alternativa, se il backup è disattivato, puoi attivarlo in manuale ma solo avendo accesso al device. Altra condizione fondamentale è la presenza di una connessione Internet attiva su quel dispositivo per l’invio dei dati (che comunque non sarà in tempo reale). Rispettando queste condizioni, potrai sfruttare il tuo pannello di controllo e le sue varie funzionalità. Qui troverai una serie di rapporti contenenti i dati di tuo interesse, che verranno aggiornati ogni volta che lo smartphone avvierà il processo di sincronizzazione.

Come usare mSpy jailbreak o root

In questo caso è necessario effettuare il jailbreak o il root sul cellulare da spiare: ciò vuol dire che dovrai avere accesso diretto allo smartphone, per poterlo fare. Una volta eseguita questa operazione di sblocco, dovrai prendere il messaggio che mSpy ti ha inviato in email e seguire la procedura di installazione. In pratica, qui troverai il link al pannello di controllo web del tuo account, e ovviamente le credenziali per accedervi.

Una volta che avrai fatto login, ti basterà seguire la procedura guidata per poter installare l’app su quel dispositivo. Assicurati di avere almeno 30 minuti di libertà, perchè bene o male è questo il tempo che ti servirà per installare l’app sullo smartphone e per poterla configurare e avviare nel modo corretto. Quando l’app sarà attiva, potrai consultare i report direttamente dal tuo pannello di controllo web. Ovviamente potrai anche personalizzare le varie funzioni, in modo da ricevere solo le informazioni che desideri.

Come difendersi da questa app spia?

Naturalmente potrebbe capitare anche a te di essere spiato con una app di questo tipo: in tal caso è ovvio che vorresti saperlo, e capire come difenderti. Sappi che, essendo il device in tuo possesso, puoi rimuovere mSpy e le altre app spia che qualcuno potrebbe aver installato sul tuo smartphone. Per farlo dovrai effettuare il reset di fabbrica, in modo tale da cancellare qualsiasi dato o app presente sul tuo dispositivo: prima di farlo, però, assicurati di aver creato un backup contenente i dati che non vuoi perdere, perché questa operazione cancellerà proprio tutto.

Un’altra strada che puoi seguire è l’aggiornamento del tuo sistema operativo: in questo modo eliminerai le app spia, ma manterrai tutti i tuoi dati. Questo perché le operazioni di aggiornamento annullano il jailbreak o il root del dispositivo, ripristinando la protezione dalle app non autorizzate. Purtroppo è molto difficile andare ad eliminare manualmente una singola app spia, perché queste ultime si nascondono e sono complesse da trovare.

Programma Ercolano 2019. Martedì 15 gennaio la presentazione nella sala dell’Antiquarium

Sarà presentato martedì 15 gennaio il programma 2019 del Parco Archeologico di Ercolano, presso la sala didattica dell’Antiquarium del Parco di Ercolano. Ad illustrare il programma il direttore Francesco Sirano. A seguire il Convegno “Codici espressivi a confronto. L’esperienza del caso Ercolano”. A conclusione dell’esperienza Maiuri Pop up, il Parco Archeologico di Ercolano propone un approfondimento sull’esperienza del 2018, che ha visto la commistione di codici di comunicazione diversi e la loro utilizzazione in iniziative di coinvolgimento del territorio, per far emergere le iniziative migliori, come eredità per il 2019.

Voto di scambio politico-mafioso a Maddaloni: la Dda invia la chiusura indagini

Indagini chiuse a Maddaloni  sulle elezioni comunali dello scorso anno, che secondo la Dda di Napoli sarebbero state “inquinate” da un vero e proprio mercimonio di voti con al centro l’ex consigliera comunale Teresa Esposito, sorella del boss della camorra locale Antonio Esposito, non indagato. La donna e’ invece tuttora ai domiciliari con la madre Carmela e il fratello Edoardo (un altro fratello, Giovanni, difeso da Dezio Ferraro, e’ sottoposto all’obbligo di firma). Nell’inchiesta risulta indagato anche l’attuale sindaco di Maddaloni, Andrea Di Filippo. La Dda di Napoli – aggiunto Luigi Frunzio e sostituto Luigi Landolfi – ha notificato in totale otto avvisi di chiusura indagine per il reato di voto di scambio con l’aggravante mafiosa, ipotizzando che l’ex consigliera e i familiari avessero approfittato dello “status” di camorrista di Antonio Esposito, pur senza mai citarlo espressamente, per comprare con somme dai 10 ai 30 euro, i voti dai concittadini soprattutto nel loro quartiere di via Feudo. Per gli inquirenti inoltre, il primo cittadino, eletto appena nel giugno scorso, avrebbe promesso controlli “vessatori” in una ditta di distribuzione gas per ottenere un pacchetto di voti da un altro imprenditore, dello stesso settore, che in cambio delle preferenze dei suoi dipendenti voleva che il sindaco fiaccasse la concorrenza.

Vent’anni senza Fabrizio De Andrè. Concerto tributo, venerdì 11 gennaio all’Augusteo di Salerno

Concerto evento venerdì11 gennaio, promosso dall’associazione Tempi Moderni nell’ambito della terza edizione de “I racconti del contemporaneo” in ricordo di un poeta contemporaneo, Fabrizio De Andrè. La scelta della data non è casuale ma celebrativa visto che proprio l’11 gennaio ricorre il ventennale della morte del cantautore genovese (11 gennaio 1999). Tenut conto dell’eccezionale domanda da parte del pubblico, lo spettacolo, inizialmente pensato per gli spazi di Palazzo Fruscionedove fino al 27 gennaio sarà possibile ammirare la mostra dell’artista romano Maurizio Savini, si terrà – grazie alla sesibilità e alla disponibilità dell’amministrazione comunale di Salerno – al Teatro Augusteo di via Roma. Sul palco Michele Ascolese, Carlo Ghirardato e Domenico Ingenito, mentre l’introduzione è affidata allo scrittore Diego De Silva. Ad aprire la serata la voce di Antonella Valitutti. Il concerto gode del patrocinio morale della Fondazione De Andrè e si avvalerà della collaborazione dell’artista americano Stephen Alcorn, autore di diverse opere, ispirate al cantautore genovese e ai suoi brani più famosi, che saranno proiettate in video. Nel foyer dell’Augusteo saranno presenti gli operatori di Open Onlus per una raccolta fondi a sostegno dell’associazione impegnata nella lotta contro i tumori che colpiscono i bambini. Da lunedì 7 gennaio è, inoltre, partito il nuovo progetto Surpass (il passaporto del lungo-sopravvivente), nato in gemellaggio tra il Gaslini di Genova e il Pausillipon di Napoli al fine di dare vita a un ambulatorio in cui arruolare gli ex bambini guariti dal cancro, effettuare visite di controllo periodiche, raccogliere i dati relativi all’ex paziente e al suo percorso clinico, inviare i dati alla piattaforma informatica nazionale e consegnare i Passaporti del guarito.

Pedofilia a Napoli, rinviato a giudizio il fisioterapista di Posillipo

Il gup del Tribunale di Napoli, Rossella Marro ha rinviato a giudizio il fisioterapista napoletano di 54 anni accusato di abusi sessuali ai danni di tre minorenni con problemi cognitivi che teneva in cura in un centro di riabilitazione di Posillipo. L’avvocato Sergio Pisani e l’Associazione antipedofilia “La Caramella Buona Onlus” si sono costituiti parte civile a tutela di una delle tre piccole vittime, quella che ha appena nove anni. “E’ terribile quanto emerge dalle indagini – dichiarano l’avvocato Sergio Pisani e Roberto Mirabile, presidente della Onlus – questo soggetto aveva in cura delle piccole creature sfortunate e ha approfittato della loro condizione per abusarne squallidamente. Ci chiediamo se siano le uniche vittime, dato che parliamo di un fisioterapista occupato in un grande centro di riabilitazione da vari anni”. “Il coraggio di una mamma che ha presentato la prima denuncia alle autorita’ – precisa Mirabile – ha permesso di dare voce alle bambine che, date le loro condizioni, non potevano urlare un dolore straziante : confidiamo adesso nella giustizia e, se altri genitori avessero qualcosa da dire, siamo a disposizione”. La prossima udienza e’ stata fissata per le 11 del 18 gennaio.

Rischio camorra, il prefetto invia la commissione di accesso al comune di Arzano

Arzano – Rischio camorra: il prefetto di Napoli Carmela Pagano su indicazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha disposto l’invio della commissione d’accesso. Arzano, da mesi attenzionato per una serie di vicende amministrative e politiche e per i presunti condizionamenti della malavita organizzata nella vita amministrativa dell’Ente, rischia lo sciogliemnto. La commissione, accompagnata dai comandanti di carabinieri, Finanza e Polizia di Stato si è già insediata in municipio. Fanno parte della commissione d’Inchiesta con poteri giudiziari in virtù della nuova legge, il Prefetto Carolina Iovino, Ordine e Sicurezza Pubblica, Dott.ssa Sabrina D`Angeli, Affari Legali, Contenzioso e Rappresentanza in Giudizio e il dott. Gianfranco D’Angelo tutti dirigenti prefettizi. Coadiuveranno il lavoro della commissione carabinieri, polizia di stato e la Guardia di Finanza. La Commissione arriva dopo le dichiarazioni al vetriolo del Presidente del consiglio Comunale Luca Basile che aveva definito parlamentari e Antimafia “Fake news”. Addirittura scagliandosi anche contro le forze di polizia.

Andrea Agliarulo

Furto di energia elettrica per 50mila euro: arrestato imprenditore di Poggiomarino

La Guardia di finanza ha arrestato un imprenditore di Poggiomarino, con l’accusa di furto aggravato e continuato di energia elettrica per un totale di oltre 50mila euro. Il titolare dell’esercizio commerciale di prodotti agroalimentari è stato anche sanzionato per gravi violazioni alla normativa fiscale. La scoperta della condotta illecita è stata accertata dai finanzieri di Torre Annunziata , grazie al supporto di tecnici specializzati. Questo episodio è solo l’ultimo della specie riguardante un fenomeno illecito ben consolidato. Le Fiamme gialle di Torre Annunziata, nel 2018, hanno arrestato 17 soggetti per questa tipologia di reato, segnalandone altri 8, accertando un complessivo furto di energia elettrica per un totale di circa 500mila euro. Diverse sono le metodologie utilizzate per commettere la frode. In alcune circostanze è stato verificato l’applicazione di una sorta di magnete che, grazie ad un congegno elettronico, riduceva notevolmente la misurazione del consumo elettrico. In altre, è stata rilevata una condotta consistente nell’allaccio diretto alla rete pubblica, in locali addirittura privi di contatore elettrico. Altre varianti illecite scoperte, sono state l’applicazione di un bypass a monte del contatore (che permette di azzerare la lettura dei consumi di corrente elettrica) nonché, in alternativa, la manomissione dei circuiti interni del contatore

14enne cade dalla finestra e muore in provincia di Salerno: indagano i carabinieri

I Carabinieri della compagnia di Agropoli indagano sulla morte di un ragazzo di 14 anni caduto dalla finestra la scorsa notte nel comune di Aquara, in provincia di Salerno. Il giovane è deceduto sul colpo. Il suo corpo senza vita è stato scoperto dai genitori. Gli esami sul cadavere serviranno ad accertare se si è trattato di un suicidio o di un incidente, i militari al momento non escludono né l’una né l’altra pista.

Chelsea beffa Inter e Napoli, vicini Barella e Paredes

0

Doppio colpo per il centrocampo del Chelsea dopo l’addio di Cesc Fabregas che andrà al Monaco. Secondo Sky Sports UK, il club londinese ha in pugno Nicolò Barella del Cagliari (50 milioni di euro) e Leandro Paredes, ex Roma e dal 2017 in forza ai russi dello Zenit San Pietroburgo. Per il 21enne centrocampista azzurro, i Blues hanno battuto la concorrenza di Inter e Napoli, che a lungo lo hanno corteggiato.

Roma, donna incastrata tra banchina e metro: tratta in salvo

Una donna è stata tratta in salvo dai vigili del fuoco a Roma dopo essere rimasta incastrata con una gamba tra la banchina e il convoglio della metropolitana. È successo alle 9.15 circa: squadre del Comando di Roma sono intervenute alla Stazione Tiburtina Metro B direzione Laurentina in soccorso della donna. Sul posto una squadra dei vigili del fuoco, il carro sollevamento e il capo turno provinciale. La donna è stata portata presso l’ospedale Policlinico e non è in pericolo di vita.

Sarno, il postino non bussa più. Monta la protesta sui disservizi nei recapiti

Il problema legato alla mancata consegna della posta nel paese non trova risoluzione. Il disservizio negli ultimi mesi è diventato una piaga sociale in molte strade cittadine, ad esempio Corso Vittorio Emanuele. Gli utenti reclamano il mancato recapito delle bollette del gas scadute a  novembre e quelle dell’energie elettrica scadute a dicembre  Il postino è assente da mesi , sembra che lo stesso consegni solo qualche raccomandata. Una situazione incresciosa, persistente verso la comunità che non vede riconosciuto un servizio fondamentale come la consegna della corrispondenza. L’assenza di un servizio degno di un paese civile dove

sussistono tutti gli estremi per una denuncia verso Poste Italiane. I cittadini ormai stufi di questa situazione chiedono l’intervento del  sindaco Giuseppe Canfora mentre alcuni residenti avrebbero già preparato un esposto da inviare alla Prefettura di Salerno, al fine di richiedere un tempestivo intervento per risolvere la situazione dei disagi.

 

Terremoto: 100 sgomberi a Zafferana Etnea e la terra trema ancora

Sono poco meno di un centinaio le ordinanze di sgombero firmate dal sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Vincenzo Russo, per inagibilita’, totale o parziale, delle case causata dal sisma di Santo Stefano. Lo rende noto il Comune sottolineando che i proprietari degli immobili inutilizzabili potranno “attingere al Contributo di autonoma sistemazione la cui entita’ varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare”. Sono 1.322 i sopralluoghi eseguiti fino a questo momento per la verifica dell’agibilita’ delle costruzioni a Zafferana Etnea – soprattutto nelle frazioni maggiormente colpite dal movimento tellurico: Fleri, Poggiofelice e Pisano – a fronte di 2.289 richieste. Gli immobili agibili, al momento, sono 566, quelli parzialmente agibili 364 e 392 gli edifici inagibili. Gli sfollati sono 501, e sono alloggiati in alberghi grazie alla convenzione stipulata con la Regione siciliana. La via Vittorio Emanuele, strada principale che attraversa l’abitato di Fleri, resta ancora chiusa per alcune criticita’ post Terremoto non ancora del tutto risolte. Intanto la terra stamattina ha continuato a tremare: due scosse sono state rilevate a Milo, alle 6.15 e alle 6.42, di magnitudo, rispettivamente, di 2.4 e 2.2.

Minigonne in chiesa, il parroco s’infuria e perde la testa

Troppe minigonne in chiesa e per don Zannier l’abbigliamento succinto delle ragazze e’ “carne al vento”. Si tratta della dura presa di posizione del vicario parrocchiale di Resia, paesino di neanche 1000 abitanti in provincia di Udine, contro il modo di vestirsi di alcune giovani fanciulle durante una recente funzione. Ma per farlo don Alberto Zannier non ha scelto il pulpito, ma ha messo tutto nero su bianco in un testo dal titolo “Cosce resiane Igt?” che i fedeli si sono trovati a leggere nelle chiese della Val Resia durante lo scorso fine settimana, lasciando tutti a bocca aperta. Tutto nasce – secondo quanto riporta il Messaggero Veneto di Udine – dalla funzione del primo gennaio. E stato nel corso di quella santa messa che la gonnellina di qualche ragazza ha irritato don Alberto, che ha affidato i suoi pensieri a dei foglietti che ha distribuito nelle cinque chiese resiane. “A San Daniele c’e’ crisi. Le famose cosce di prosciutto soffrono il mercato. Ma a Resia – si legge nel foglietto – un altro tipo di cosce non conosce crisi! Pochi giorni fa potevamo assistere infatti a una bella carrellata di cosce ben in vista”. Ad avvalorare il riferimento alle giovani “nel mirino” c’e’ il paragrafo seguente: “Ma ahime’ – ha aggiunto don Zannier – non di prosciutto San Daniele Dop: magari! Ma suadenti e sinuose cosce femminili che facevano la loro comparsa dal di sotto di mini (troppo mini) gonne di baldanzose adolescenti nel pieno della loro esuberanza”. Il testo ha cominciato a girare, sugli smartphone e sui social, gia’ da sabato scorso. Ma don Zanier continua e non va giu’ leggero. “E’ una questione – precisa il vicario parrocchiale – di grave mancanza di rispetto sotto tre aspetti. Quello verso il corpo di una donna: viviamo in una societa’ cosi’ ipocrita che se da un lato condanna il femminicidio, dall’altro esalta la donna come merce di uso e consumo. E la dignita’ femminile dov’e’? E la purezza, il candore, la bellezza di una donna, di una sposa dove sono? Certe scene da film hard – insiste – sono lesive della dignita’ della donna stessa che da un lato denuncia le molestie e dall’altro non si accorge di diventare merce essa stessa”. La seconda, presunta mancanza di rispetto e’ quella verso gli altri perche’, per il sacerdote “mostrare carne al vento a piu’ non posso e’ una gravissima forma di maleducazione verso chi mi sta vicino perche’ potrei urtare la sua sensibilita’ o addirittura provocare la sua sessualita'”. Infine, don Alberto rimarca che “presentarsi davanti al sacerdote vestiti in un certo modo e’ un insulto e una provocazione” prima di lanciarsi nell’ultima stoccata con un obiettivo ben chiaro: “E in tutto questo – conclude – di chi e’ la colpa? Delle ragazze? Ma anche no. Delle mamme! Care mamme, quando le vostre figlie escono da casa, vedete come vanno in giro? Come vanno vestite a messa?”. Contenuti abbastanza forti da far deflagrare indignate le polemiche. Non solo le giovani messe nel mirino, anche molte donne, di tutte le eta’, si sarebbero sentite offese dalle parole del don, 30 anni, carnico di origine e in Val Resia da poco piu’ di un anno. Il post sul gruppo Facebook “Sei di Resia se…” con il testo ha provocato oltre 200 commenti con molte condanne. In altri gruppi c’e’ stato qualche tentativo di difesa da parte di chi sostiene che in chiesa bisognerebbe mantenere “il decoro”. A Resia il tema e’ sulla bocca di tutti. E in molti non hanno gradito l’immagine delle giovani fedeli trasmessa dal parroco.

23 ultrà indagati per la morte di Daniele Belardinelli

Sono saliti, ma il dato e’ provvisorio, a 23 gli indagati per omicidio volontario e rissa aggravata nell’inchiesta condotta dalla procura di Milano sugli scontri tra ultra’ interisti e napoletani del 26 dicembre durante i quali e’ morto Daniele Belardinelli. L’accusa per tutti e’ anche di omicidio volontario, una contestazione, spiegano gli inquirenti, che serve a svolgere tutti gli accertamenti necessari per accertare eventuali responsabilita’. Sul fronte delle indagini, intanto, sono state trovate delle ammaccature sulla seconda auto bloccata a Napoli. Ora gli investigatori cercheranno di verificare se sono compatibili con l’investimento.
A tutti i 23 tifosi identificati è stato contestato, a garanzia, il reato di omicidio volontario per consentire a tutti di partecipare (anche nominando i propri consulenti) agli accertamenti che verranno svolti nei prossimi giorni, tra cui l’autopsia sul corpo di Belardinelli. Altri accertamenti verranno disposti sulle auto individuate dagli inquirenti, la Volvo V40 nera guidata da un 25enne napoletano e una seconda macchina, da quanto si è saputo una monovolume, che è stata bloccata sempre a Napoli. Il veicolo presenterebbe delle ammaccature ma si deve ancora verificare se siano compatibili con l’incidente che ha coinvolto l’ultrà del Varese. Nel frattempo gli agenti della Digos, coordinati dalla Procura di Milano, sono al lavoro per cercare di identificare il maggior numero possibile di tifosi che hanno partecipato agli scontri fuori dallo stadio. Non hanno ancora un nome, ad esempio, i due ultrà del Napoli che, vedendo Belardinelli a terra, lo hanno sollevato e riconsegnato ai tifosi interisti, che poi lo hanno accompagnato all’ospedale. Entrambi avevano il volto coperto da sciarpe e cappucci.

‘La buona educazione’ per la Stagione Mutaverso Teatro. Prima e unica data in Campania, venerdì 11 gennaio

La Stagione Mutaverso Teatro, organizzata e diretta da Vincenzo Albano di Erre Teatro, si sposta per questo secondo appuntamento in quella che è la sua sede storica, l’Auditorium del Centro sociale di Salerno e propone al suo pubblico ancora una data prima ed unica per la Campania. La Piccola Compagnia Dammacco – Teatro di Dioniso presenta venerdì 11 gennaio alle ore 21 “La buona educazione” con Serena Balivo, ideazione, drammaturgia e regia di Mariano Dammacco, spazio scenico di Mariano Dammacco e Stella Monesi. Una donna deve prendersi cura di un giovane essere umano, ultimo erede della sua stirpe. Deve ospitarlo nella sua vita, nella sua casa, nella sua mente, deve educarlo, progettare il suo futuro, deve contribuire all’edificazione di un giovane Uomo. Serena Balivo, Premio Ubu 2017 nella categoria nuova attrice o performer, dà vita sulla scena a questa donna, accoglie gli spettatori nel teatro della sua mente e condivide con loro la strada che percorre per cercare di assolvere al suo compito. Sarà all’altezza del compito? “La buona educazione” muove i suoi passi da alcune domande: quali sono i valori, i contenuti, le idee che oggi vengono trasmessi da un essere umano all’altro? Quali sono gli attori di questa trasmissione di contenuti? A cosa servono questi contenuti, questi valori, queste idee? A cosa ci preparano? Lo spettacolo rientra nella “Trilogia della fine del Mondo”, titolo che allude al porre attenzione alle sfumature nuove della nostra società, che ci mostrano, appunto, che il mondo che conoscevamo e nel quale siamo nati cambia velocemente al punto da poter dire che è un mondo finito.

Scafati, Liceo ‘Caccioppoli’ senza riscaldamenti: gli studenti tornano a casa

Ancora gelo nelle aule del Liceo Scientifico “Renato Caccioppoli” di Scafati. Questa mattina gli studenti hanno deciso di non entrare, per svolgere il regolare orario di lezione, a causa delle temeprature della struttura al di sotto dei limiti consentiti. Da tempo ormai i rappresentanti d’Istituto lamentano una scarsa attenzione istituzionale riguardo lo stato in cui versano le diverse strutture dove i liceali sono smistati e precisamente via Velleca, la succursale di via Sant’Antonio Abate e le quattro aule della Scuola Media Tommaso Anardi che, applicando la settimana corta, il sabato non è riscaldata. Questo aspetto si aggiunge ai già diversi problemi che il Liceo di Scafati si trova ad affrontare ogni anno: una delle tre location è un’ex fabbrica di pomodori che non garantisce sicurezza in caso di emergenza, un’altra succursale è costituita da quattro aule ubicate in una scuola media e la soluzione apparentemente trovata per soddisfare le tante richieste di iscrizione pare non sia efficiente da un punto di vista di integrazione i quanto gli studenti che turnano presso i locali in via Pietro Melchiade lamentano un totale isolamento dall’ambiente liceale. Nella sede centrale, di più recente fabbricazione non mancano di certo problemi strutturali: il sovraffollamento ha tolto la possibilità di frequentare laboratori e biblioteche. Problemi di infiltrazioni in alcune aule. e la totale mancanza di una palestra.

I Romito inaugurano il 2019 live del Club 33 Giri

Sabato 12 gennaio, dalle 21.30, l’associazione culturale Club 33 Giri, ospiterà il live della band partenopea Romito, reduce dalla pubblicazione del suo ep d’esordio “Majorana” (SoundFly). Appuntamento nella sede associativa in via R. Perla (Central Park, angolo via Jan Palach) a Santa Maria Capua Vetere (Ce). Emozioni, urgenza, espressività. Sono le parole chiave di “Majorana”, il disco d’esordio dei Romito, il quintetto partenopeo che punta a far incontrare diverse aree musicali, dall’indie-folk all’elettronica passando per il rock contemporaneo, con la peculiarità della lingua napoletana. In questo EP di debutto, anticipato dal singolo Cosa ‘e niente, i Romito presentano cinque canzoni, con la produzione artistica di Massimo De Vita (Blindur), la partecipazione di un autorevole sound engineer come Paolo Alberta (Negrita, Ligabue, Jovanotti) e la produzione esecutiva di SoundFly. I brani di “Majorana” parlano napoletano, con un respiro internazionale spesso assente nella musica italiana attuale. Il segreto è generazionale, anagrafico ma anche dovuto ai diversi gusti dei cinque membri che hanno provato a fondere qualcosa di estremamente tradizionale come la lingua napoletana con delle sonorità nuove, contemporanee e all’occorrenza proiettate verso il futuro. I Romito nascono nel 2017 per volontà del cantautore Vittorio Romito, dopo l’uscita del primo singolo Viern (prodotto da SoundFly) si tuffano nella lavorazione del disco, ispirato a una importante ed enigmatica figura del sud, proiettata verso il futuro, come Ettore Majorana. Con il primo singolo, il successivo Cosa ‘e niente e gli altri brani, Vittorio Romito e compagni provano a raccontare delle sensazioni più che delle storie, il senso di inadeguatezza della nostra generazione, la ciclicità degli eventi, la difficoltà a trovare una strada, il desiderio di pace, l’impotenza rispetto alla fine, la voglia di rivalsa. Lo fanno con un rock d’autore maturo, dal forte istinto melodico e dalle sonorità fresche. I Romito sono: Vittorio Romito(voce e chitarra), Andrea Pasqualini (chitarra), Carlo De Luca (chitarra), Nicola Papa (piano e sintetizzatori) e Walter Marzocchella (batteria). Ad aprire il live sarà l’eclettico cantautore campano Roberto Guardi in arte Il Befolko. E’ del 2017 il suo disco d’esordio “Isola Metropoli”. Otto canzoni in lingua napoletana, confessioni, racconti autobiografici tra il malinconico e l’ironico.
Per partecipare a tutte le attività dell’Associazione Culturale Club 33 Giri è necessario tesserarsi per entrare a far parte del collettivo. La tessera, che ha validità per l’intera durata della stagione associativa, si può sottoscrivere durante qualsiasi evento o incontro.

I sindacati dei vigili del fuoco denunciano Salvini per ‘uso improprio della divisa’, la polizia lo difende

0

Il sindacato Usb dei Vigili del Fuoco denuncia Salvini per “Uso improprio della divisa d’ordinanza”, ritenendo che il comportamento del proprio Ministro rientri in quei casi da sancire sul piano penale così come prevede l’articolo 498 del relativo Codice che recita: “chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929”. A difesa del proprio Ministro interviene il sindacato della Polizia di Stato Ugl-LeS e di questa vicenda parliamo con Elvio Vulcano, Coordinatore nazionale per la stampa e le comunicazioni del sindacato Ugl-LeS (l’unica voce dell’Ugl nella Polizia di Stato).

“Ritengo sia un’iniziativa più folcloristica-spiega Vulcano- che corroborata da autorevoli orientamenti dottrinali o giurisprudenziali e tuttavia, dell’esistenza di fondate basi giuridiche della presunta violazione di legge, spetterà alla magistratura stabilirne rilevanza e fondatezza. Mi sembra però, in primissima battuta, alquanto pirandelliano dichiarare, sdoppiando incomprensibilmente due comportamenti di eguale sostanza e che promanano per giunta dalla medesima persona, quanto segue: quando il Ministro è a capo del corpo dei Vigili del Fuoco non gli sarebbe consentito indossare l’uniforme del corpo, mentre, magari pochi minuti dopo ed essendo questa volta a capo della Polizia di Stato, l’interpretazione diventa più possibilista consentendo al medesimo Ministro di vestire i panni finanche dell’ultimo agente di PS. Noi della Polizia di Stati possiamo dire di esser fieri della decisione che il nostro Ministro abbia indossato i panni del prestigioso Corpo al quale apparteniamo. piuttosto qualcuno dovrebbe spiegarmi come sia umanamente possibile che questa simbolica e direi persino banalmente necessaria immedesimazione negli sforzi quotidiani dei propri collaboratori divenga, addirittura, disdicevole motivo di biasimo quando a farlo è il responsabile politico di una istituzione così essenziale. Verrebbe da pensare che il problema risieda altrove e cioè nel fatto che il Ministro è un buon esempio di spirito di corpo (ma, mi vien da chiedere, il sindacato USB concorda, almeno, sulla necessità di coesione attorno ad una figura autorevole di un’organizzazione come quella della Polizia di Stato?!?) quando milita in un partito vicino alle proprie posizioni politiche mentre è da biasimare quando lo stesso milita invece in un’area politica avversa. Ha poi proseguito Vulcano: “Non riusciamo a comprendere questa indignazione per l’uso della divisa proveniente proprio da quel sindacato che l’ha voluta esibire in piazza con la manifestazione a Roma in occasione del Gay Pride unendosi alla Brigata Arcobaleno!!! A tal proposito vorrei ricordare un passaggio di una dichiarazione del Coordinatore nazionale USB VVF “…Siamo ancora lontani da una vera società libera basata sulla libertà dell’individuo…”. Noi riteniamo, invece, che quando si è liberali lo si deve essere sempre, consentendo persino (ma affermare questo sarebbe quasi banale se non parlassimo di una figura della sua importanza!) che un ministro indossi la divisa e partecipi alle manifestazioni alle quali ritiene di voler presenziare. Il Ministro dell’Interno è il capo politico di tutti i Dipartimenti del suo Ministero e che, quindi, in quanto tale lo è sia della Polizia di Stato che dei Vigili del Fuoco. Tant’è vero che non indossa mai le divise della Marina Militare o di Carabinieri o dell’Esercito, cosa che, invece, può fare il Presidente del Consiglio o i Ministri competenti”.

Scossa di terremoto stamane in provincia di Salerno

Una scossa di terremoto di magnitudo 1.5 è stata registrata dai sismografi stamane a Colliano in provincia di Salerno. La scossa,, avvenuta a una profondità di 10 chilometri, è stata registrata alle 8, 51 e non sono stati segnalati danni. Il sisma non è stato neanche avvertito dalla popolazione.

Migliora la donna ridotta in fin di vita dal petardo esploso da un carabiniere nel Beneventano

Si attende con ansia che i medici procedano al risveglio graduale dal coma farmacologico di Antonella Tuosto, la giovane donna vittima di un petardo esploso durante la notte di Capodanno la cui scheggia le è finita in pieno petto. A una settimana esatta dalla terribile esperienza, in piazza Trieste a Sant’Agata de’ Goti in provincia di Benevento si fa un bilancio da un punto di vista medico: “Si comincia a sperare – ha spiegato Franco Meccariello, fidanzato della giovane vittima di trentasei anni – che tutto evolva per il meglio, perché sono già trascorsi sette giorni da quella notte terribile e abbiamo modo di constatare quotidianamente i piccoli progressi che Antonella sta compiendo. Il suo colorito è roseo e ho la netta sensazione che una piccola parte di lei percepisca la nostra presenza quando le parliamo e l’accarezziamo, nelle poche ore in cui ci è consentito starle accanto. Certo, i tempi di ripresa saranno lunghi, in quanto la ferita al polmone, causata in parte dalla frattura della vertebra, è molto profonda e a essere interessato dalla lesione è un tessuto molle e molto irrorato, per il quale il processo di cicatrizzazione comporta maggiori difficoltà. Proprio per la particolare vulnerabilità dell’organo colpito, per quanto ci hanno spiegato i medici, si è optato per il protrarsi dei tempi di sedazione, che diminuiscono l’eventualità che un colpo di tosse o un movimento inconsulto possano far riaprire la ferita. Antonella ha rischiato di morire, dopo le prime  48 ore, le più insidiose e pericolose, ci siamo detti deve passare la nottata”. La famiglia, come riporta Il Mattino, chiede anche giustizia in tempi rapidi visto che le indagini hanno accertato che l’autore del gesto sconsiderato e irresponsabile è un carabiniere in servizio fuori regione e originario del paese.