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Arzano, in casa con oltre 30 gatti maltrattati: denunciata donna

Arzano –  Attraverso un sopralluogo effettuato in uno stabile per civili abitazioni, gli agenti della polizia locale di Arzano hanno accertato che una donna del posto deteneva oltre 30 gatti in un appartamento.

Vivevano tra escrementi, senza cibo e acqua , e con compromissione dell’ambiente a rischio diffusione malattie per i residenti.

Gli uomini , condotti dal colonnello Biagio Chiariello, unitamente ai sanitari dell’Asl Napoli 2 Nord, sono riusciti ad entrare in casa registrando un odore orribile dovuto alle precarie condizioni in cui erano tenuti i gatti.

Gli animali sono stati rifocillati ed é scattata ordinanza sindacale con invito a ripulire e gli ambienti ma , incurante la donna, é stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord sia per maltrattamento che per inottemperanza .

Intanto i gatti sono stati collocati in una struttura per animali e stanno bene.

Quello posto in essere dagli agenti e veterinari dimostra una sinergia tra organi il cui fine primario é la tutela del benessere degli animali in un periodo dive già dal forte caldo la salute e sopravvivenza degli stessi é a rischio.

P.B.

Napoli, morto l’anziano travolto sulla bici in viale della Liberazione

Napoli– Non ce l’ha fatta M. A., il 76enne investito lo scorso 6 luglio mentre percorreva in sella alla sua bicicletta a pedalata assistita viale della Liberazione, nella periferia orientale della città.

L’uomo è deceduto nella mattinata di mercoledì 23 luglio all’ospedale San Giovanni Bosco, dove era stato trasferito dopo un primo ricovero al Cardarelli.

L’incidente era avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 6 luglio, intorno alle ore 17. La vittima stava viaggiando in direzione di via Beccadelli quando è entrata in collisione con una Seat Arona, alla cui guida si trovava un 64enne cittadino cipriota. Le condizioni del ciclista erano apparse subito critiche: trasportato d’urgenza al Cardarelli, i medici si erano riservati la prognosi.

Sul luogo dell’impatto erano intervenuti gli agenti dell’Infortunistica Stradale della Polizia Locale per i rilievi del caso. Il conducente dell’auto era stato sottoposto agli accertamenti tossicologici di routine, risultati negativi. Sia la bicicletta che l’auto erano state poste sotto sequestro per permettere le indagini.

Il decesso dell’anziano riaccende l’attenzione sul drammatico bilancio degli incidenti stradali in Campania, con pedoni e ciclisti tra le vittime più vulnerabili. Una strage silenziosa che continua a colpire, spesso nel disinteresse generale.

Napoli, ruba uno zaino al Lido Mappatella: arrestato

Napoli– È stato sorpreso a rubare lo zaino di una giovane bagnante e arrestato poco dopo dalla Polizia di Stato.

È accaduto nel pomeriggio di martedì al Lido Mappatella, sul lungomare di Napoli, dove gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti in seguito a una segnalazione giunta alla Sala Operativa.

Secondo quanto ricostruito, un 31enne di origine marocchina si aggirava tra i bagnanti cercando di sottrarre effetti personali lasciati incustoditi. Individuato da alcuni passanti mentre si allontanava con uno zaino appena rubato, è stato indicato agli agenti che, giunti tempestivamente sul posto, si sono messi sulle sue tracce.

Poco dopo, il ladro è stato raggiunto e bloccato, mentre tentava la fuga. Durante l’inseguimento si era disfatto dello zaino, che è stato però recuperato e restituito alla legittima proprietaria.

Per l’uomo è scattato l’arresto con l’accusa di furto aggravato.

Casavatore, Domenico Panella è il nuovo reggente del Pd

Casavatore –  Dopo il brillante risultato delle elezioni amministrative che ha decretato il Partito Democratico quale primo partito a Casavatore, e perno fondamentale nella costruzione della coalizione e nella scelta del neo Sindaco di Casavatore, l’avvoccato Fabrizio Celaj, il segretario del Partito, l’ingegnere Gianluca Annunziata, essendo stato nominato Assessore della neo Giunta Municipale ha ritenuto, con grande senso di responsabilità e di sensibilità politica rassegnare le proprie dimissioni da Segretario del partito, non potendo ricoprire il doppio ruolo, anche in considerazione dell’imminente congresso sezionale.

Dopo le dimissioni del Segretario l’assemblea degli iscritti, all’unanimità, ha ritenuto affidare la reggenza al Geometra Domenico Panella, figura storica di democratici a Casavatore, strenuo sostenitore da sempre dei valori e delle idee a cui si ispira il PD, una forza progressista e riformatrice.

Il neo reggente Geometra Domenico Panella sarà coadiuvato dall’attuale direttivo ed in particolare da un’altra figura storica il sig Vincenzo Corbingi, in attesa di accompagnare il Partito verso la celebrazione del congresso sezionale.

No alla plastica sui monti. Ma il Cai difende le ‘marmottone’ colorate

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Bologna – In montagna, sui sentieri, capita spesso di avvistare le marmotte: si fanno notare con il fischio che lancia l’allarme per la presenza di ‘intrusi’ nei loro territori; poi, aguzzando la vista o magari con il binocolo, si possono da lontano vicino alle loro tane.

Ma da qualche giorno, tra Piemonte e Valle d’Aosta ci sono alcune marmotte molto, molto visibili: sono grandi, coloratissime e stanno ritte in piedi a due passi da alcuni rifugi. Le si possono ammirare da vicino: sono infatti opere d’arte.

Le ha realizzate (23 esemplari) Cracking Art in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali della Valle d’Aosta Efisio Noussan: alte un metro e 25 e dai colori vividi, “perché l’intento non è quello di realizzare copie della natura ma di creare un bestiario fantastico che sia rappresentativo del nostro tempo, prediligendo forme e colori che diano emozione e stimolino l’empatia”, spiegano da Cracking art.

E c’è chi ha pensato di portarle sui rifugi: al Coda e Rivetti nel Biellese, al Quintino Sella e al Vittorio Sella in Valle d’Aosta. Ma non a tutti sono piaciute: è la plastica che invade i monti, è stato obiettato.

Le marmottone sono di plastica rigenerata

Polemiche che sorprendono il presidente del Cai di Biella, Andrea Formagnana: e non tanto per le opinioni diverse, “ben venga il confronto”, quanto per “la superficialità di certe critiche. C’è chi ha parlato di plastica abbandonata, chi ha tirato in ballo la ‘contaminazione’ della montagna…

Vorrei chiarire una volta per tutte: non stiamo lasciando rifiuti in vetta. Le opere della Cracking Art sono realizzate con plastica rigenerata, collocate solo nelle immediate vicinanze dei rifugi -aree già antropizzate- o al loro interno. E soprattutto fanno parte di un’economia circolare: quando si deteriorano, vengono (portate a valle, ndr) rifuse e danno vita a nuove opere. Nulla viene sprecato”.

Una vecchia leggenda

L’idea di portare le marmottone colorate in montagna “nasce da un ritrovamento straordinario: nel 2024, dal ghiacciaio del Lyskamm (Monte Rosa) è emersa una marmotta conservata da oltre 6.000 anni. Una creatura che viene da un altro tempo e che oggi sembra volerci dire qualcosa.

n quel momento ho pensato: e se fosse una viaggiatrice del tempo? Un’alleata venuta a ricordarci l’urgenza di affrontare i cambiamenti climatici?”, racconta Formagnana. “La suggestione della marmotta- continua- mi ha riportato alla mente la leggenda del Regno di Fanes, uno dei miti fondativi dei popoli ladini. Narra di un antico popolo alpino in alleanza con le marmotte, simbolo di umiltà e socialità.

Quando i Fanes tradirono quell’alleanza per seguire un re arrogante, conobbero la rovina. Ma le marmotte salvarono i superstiti, nascondendoli nelle loro tane. Ancora oggi si dice che la notte del solstizio d’estate, la regina di Fanes attenda su una barca il ritorno del tempo della pace.

È una storia di alleanza spezzata e da ricostruire, proprio come oggi dobbiamo ricostruire il nostro rapporto con la natura”. E allora Formagnana ha voluto provare un “linguaggio nuovo per parlare di questi temi. E la Cracking Art, con i suoi animali colorati, ironici ma profondissimi nel messaggio, è perfetta. Poi, coincidenza, anche loro erano stati ispirati dal ritrovamento del Lyskamm e avevano realizzato le marmotte”.

Qualche mese fa c’è stata “una bellissima installazione al castello di Saint Pierre”. Da lì è nata la collaborazione per portare la ‘marmotta del tempo’ nei rifugi, nell’ambito del progetto “Soul of the Mountain”, iniziativa che coniuga cultura, ambiente, musica e spiritualità alpina”.

Eccole quindi nei rifugi Coda e Rivetti nel Biellese, al Vittorio Sella e al Quintino Sella in Valle d’Aosta. “E con i giovani talenti dell’Oropa Music Festival portiamo la grande musica classica”. Peraltro il rifugio Biella nelle Dolomiti sorge proprio nella conca dove, secondo la leggenda, nacque il Regno di Fanes. “È come se un filo invisibile unisse tutto: la storia, la montagna, le marmotte, il nostro presente”.

La marmotta come simbolo di speranza

Cosa risponde a chi dice che così si “snatura” la montagna?
“Che la montagna europea, come la conosciamo, è frutto di un’antichissima alleanza tra uomo e natura. I pascoli, i terrazzamenti, i boschi curati: tutto questo è opera dell’uomo. La vera wilderness esiste solo dalle quote glaciali.

Oggi più che mai la montagna ha bisogno dell’uomo: per prevenire gli incendi, gestire i versanti, mantenere la biodiversità. E l’uomo ha bisogno della montagna: per l’acqua, l’aria, il silenzio. Le marmotte della Cracking Art rappresentano questa nuova alleanza, questa nuova consapevolezza”, risponde Formagnana .

E poi “le opere parlano di rinascita, collaborazione e sostenibilità. La marmotta emerge dal letargo con la primavera: è un simbolo di speranza. Vive in colonia: ci insegna la forza della comunità. E la figura della ‘sentinella’-quella che veglia sul gruppo- è la nostra immagine di responsabilità.

Ecco, vorremmo che tutti ci sentissimo un po’ sentinelle della montagna”. E quanto alle critiche sull’uso della plastica, la Cracking Art “nasce proprio per riflettere sul paradosso della plastica” e “rigenerare la plastica per farne arte significa togliere inquinamento e trasformarlo in messaggio.

Le opere stesse entrano in un ciclo virtuoso: quando si deteriorano, vengono rifuse e ricreate, in un perfetto esempio di economia circolare. E poi, diciamolo: la plastica, se usata bene, ha rivoluzionato la medicina, l’igiene, la conservazione del cibo. Non si tratta di demonizzarla, ma di imparare a usarla con intelligenza. E noi lo abbiamo fatto”.

Più attenzione alla sostenibilità

Peraltro, fa notare il presidente del Cai di Biella la plastica è nei “capi tecnici che indossiamo in montagna: alcuni, durante il lavaggio, rilasciano micro o nanoplastiche che finiscono nei fiumi e nella catena alimentare. Occorre più attenzione e più cultura ambientale.

E le alternative esistono: nel Biellese, ad esempio, ci sono aziende pioniere che realizzano abbigliamento tecnico performante usando lana e fibre naturali, nel rispetto dell’ambiente. La consapevolezza si esercita anche nei piccoli gesti: quando facciamo la spesa, quando scegliamo cosa indossare, quando decidiamo come e dove acquistare. La sostenibilità comincia dalla nostra quotidianità”.

Infine, ma perché mettere una marmotta colorata accanto al busto di Quintino Sella? “Perché anche Quintino, fondatore del Cai, sapeva guardare lontano. In una lettera ai colleghi senatori scrisse dell’importanza di portare il telegrafo anche nei villaggi più remoti delle montagne.

Credeva nella capacità dell’uomo di usare l’intelligenza per trovare soluzioni, correggere gli errori e convivere con le sfide. Ecco perché ho voluto quella foto: la marmotta della Cracking Art e il busto di Sella, uno di fronte all’altra. Come a dire: il futuro si costruisce anche così, con l’immaginazione, la scienza, la cultura e il rispetto”. Postilla: le marmottone non sono costate nulla al Cai Biella, “grazie alla generosa disponibilità del collettivo Cracking Art”. “Non sarà una marmotta a salvare il mondo. Ma forse ci aiuterà a ricordare che è tempo di cambiare passo”, conclude Formagnana.

Torre Annunziata, maxi operazione contro gli abusi: liberati oltre 3mila mq di spiaggia

Una stretta senza precedenti contro l’illegalità sulle spiagge del Golfo di Napoli. Torre Annunziata torna a respirare legalità dopo l’operazione messa in campo dalla Procura oplontina, che – in sinergia con la Procura generale di Napoli – ha avviato una vasta indagine sulle occupazioni abusive del demanio marittimo e gli scarichi irregolari in mare. L’attività ha coinvolto un’ampia fetta della costa vesuviana e sorrentina, da Torre del Greco a Massa Lubrense, passando per Castellammare, Pozzano e Sorrento.

A guidare l’intervento, un fronte compatto di forze: Capitanerie di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Metropolitana, Commissariati e tecnici dell’Arpac. Il risultato? Una vera e propria bonifica: oltre 3mila metri quadrati di arenile sono stati sgomberati tra Torre Annunziata e gli altri comuni coinvolti. Rimosse strutture improvvisate e totalmente fuorilegge, come passerelle in metallo e legno, corrimano, lettini, ombrelloni, basi, gavitelli e capannoni.

In mare, invece, sono stati tagliati 25 ormeggi abusivi e liberati 13.300 mq di specchio acqueo: una fetta enorme di mare “sequestrata” da gestioni illecite, ora restituita alla collettività. A Torre del Greco, in particolare, sono stati sequestrati un capannone di circa 200 mq e decine di attrezzature da spiaggia utilizzate per l’occupazione abusiva.

Il blitz, ancora in corso, non è solo un’azione repressiva ma un messaggio chiaro: il litorale non può essere terra di conquista per chi ignora regole e ambiente. L’intervento rappresenta un cambio di passo per la tutela del patrimonio marino, paesaggistico e pubblico, in un territorio troppo spesso ostaggio di incuria e furbizia. Le autorità promettono controlli continui e tolleranza zero. E per chi ha sempre fatto del proprio ombrellone un diritto acquisito, è finita la pacchia.

Bimbo cade dalla bici nel Salernitano: è grave, trasferito al Santobono

Una giornata d’estate si è trasformata in incubo per una famiglia di Novi Velia, nel cuore del Cilento. Un bambino di 10 anni è finito a terra dopo aver perso il controllo della sua bici, impattando violentemente con il volto sull’asfalto. L’incidente è avvenuto nel centro del borgo, sotto gli occhi attoniti di alcuni residenti che hanno immediatamente allertato i soccorsi.

L’arrivo dell’ambulanza del 118 ha consentito un primo intervento tempestivo. Il piccolo è stato portato d’urgenza all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, ma dopo una valutazione del quadro clinico – segnato da un trauma facciale e una lieve emorragia cerebrale – i medici hanno deciso di trasferirlo al Santobono di Napoli, centro di riferimento per la pediatria in Campania.

Ore di ansia e preoccupazione per la comunità di Novi Velia, che ora attende notizie rassicuranti. Le condizioni del bimbo sono sotto stretta osservazione, ma stabili. Intanto, dai social e dalle strade del paese arrivano messaggi di vicinanza alla famiglia, in un abbraccio collettivo che unisce tutto il borgo.

La speranza è che quel casco di ossigeno e le cure specialistiche del Santobono possano riportare presto il sorriso sul volto del piccolo e della sua famiglia. Un momento di leggerezza, una pedalata spensierata, si è trasformato in tragedia sfiorata: la sicurezza e la sorveglianza dei più piccoli restano una priorità anche nelle giornate che sembrano più tranquille.

Di Lorenzo carica il Napoli: “Vogliamo difendere lo scudetto e fare bene in Champions”

Dal ritiro di Dimaro arriva chiaro e deciso il messaggio di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano del Napoli non cerca scorciatoie e mette subito le cose in chiaro: la nuova stagione sarà una battaglia, e la squadra dovrà affrontarla con umiltà, sacrificio e fame. “Giocheremo con lo scudetto sul petto e l’obiettivo sarà difenderlo – ha detto ai microfoni di Radio Crc – anche se non sarà affatto semplice. Ma l’ambizione è quella di crescere ancora, sia come squadra che come singoli”.

Dopo un’estate segnata dai cambi in panchina e dai primi movimenti di mercato, Di Lorenzo punta tutto sul lavoro e sulla compattezza. Il primo banco di prova è stato l’amichevole con l’Arezzo, terminata con una sconfitta. “Il risultato non ci è piaciuto, perdere non ci piace mai. Ma queste partite servono per mettere minuti nelle gambe, conoscerci e capire dove sbagliamo. Stiamo lavorando duramente e sono sicuro che presto si vedranno i frutti”.

Sullo sfondo, un calendario fitto e pieno di trappole. Oltre alla Serie A, torna la Champions League – con il nuovo format – e poi ci sono Supercoppa e Coppa Italia. “Tanti impegni e tanti obiettivi, per questo ci sarà bisogno di tutti – ha aggiunto – il ritiro serve a costruire lo spirito giusto. Tutti devono sentirsi parte integrante del progetto”.

Proprio in Trentino, il Napoli ha iniziato a cementare il nuovo gruppo. Di Lorenzo ha speso parole importanti per i nuovi arrivi, sottolineando il valore umano prima ancora di quello tecnico. “Sono ragazzi per bene, alcuni più conosciuti, altri meno. Ma tutti si sono messi subito al lavoro con entusiasmo. Qui si creano i legami che ti aiutano a superare i momenti difficili”.

La chiave, per lui, resta la continuità. Quella che ha fatto la differenza nello scorso campionato. “Siamo stati costanti, dall’inizio alla fine. Dobbiamo riuscire a ripeterci, anche nei momenti complicati. È lì che si vede un gruppo vero, unito. Come quello che vogliamo costruire anche quest’anno”.

Napoli, stretta della Municipale su cellulari alla guida: 162 patenti sospese in una settimana

Napoli– Prosegue l’operazione “Off Line” della Polizia locale di Napoli, mirata a contrastare comportamenti pericolosi alla guida, con particolare attenzione all’uso del cellulare.

Solo nell’ultima settimana, gli agenti motociclisti del Gruppo Intervento Territoriale hanno contestato ben 162 violazioni dell’articolo 173 del Codice della Strada, ritirando altrettante patenti a conducenti sorpresi con il telefono in mano mentre erano al volante.

Parallelamente, nelle ultime ore i controlli si sono intensificati anche contro la sosta selvaggia nel quartiere San Ferdinando, con particolare attenzione alle zone di piazza Municipio, via Pisanelli e via Leoncavallo. Su 43 veicoli controllati, 40 sono stati rimossi per irregolarità. Complessivamente sono stati elevati 43 verbali.

Sul territorio è intervenuta anche l’unità operativa Chiaia, impegnata nel contrasto al commercio abusivo: gli agenti hanno elevato sanzioni per la vendita illegale di calzini, sequestrando la merce.

Inoltre, sono state accertate ulteriori violazioni al Codice della Strada: cinque casi di guida con cellulare (con sospensione della patente), una violazione per mancata copertura assicurativa (con conseguente sequestro del veicolo), una per mancato uso delle cinture di sicurezza e una per assenza dei documenti di circolazione.

L’operazione “Off Line”, fanno sapere dal Comando, continuerà nei prossimi giorni con l’obiettivo di ridurre i comportamenti pericolosi e tutelare la sicurezza stradale in città.

Maddaloni, 34enne arrestato per maltrattamenti e stalking

Un 34enne di Maddaloni è stato arrestato dai carabinieri della locale Stazione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.

L’operazione, condotta in flagranza differita, è scattata dopo la denuncia di una 42enne, ex convivente dell’uomo, esasperata da un’escalation di violenze fisiche e psicologiche.

Secondo quanto ricostruito, la donna aveva deciso di porre fine alla relazione a causa dei ripetuti episodi di violenza. Tuttavia, dopo la separazione, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitarla, tempestandola di minacce di morte attraverso chiamate e messaggi vocali inviati tramite app di messaggistica istantanea.

Gli accertamenti dei carabinieri hanno confermato un quadro di maltrattamenti reiterati, protrattisi per lungo tempo.Sulla base delle prove raccolte, i militari hanno proceduto all’arresto. Il 34enne sarà ora sottoposto a giudizio con rito direttissimo.

Napoli, donna ferita da una barra di ferro caduta da un edificio in piazza Dante

Napoli – Attimi di paura in piazza Dante, dove una donna di 42 anni è rimasta ferita alla testa dopo essere stata colpita da una barra di ferro caduta da un edificio in ristrutturazione. L’incidente è avvenuto nella mattinata di giovedì 24 luglio.

Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’unità operativa Avvocata della Polizia Locale, che hanno sequestrato il pezzo metallico — lungo 1 metro e 66 centimetri — identificandolo come parte del meccanismo di chiusura di una finestra che alcuni operai stavano installando al terzo piano dello stabile.

La donna, una cittadina straniera, è stata trasportata all’ospedale cardarelli per le cure del caso. Le sue condizioni non sono gravi e ha rifiutato il ricovero.

Il responsabile dei lavori è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per mancato rispetto delle misure di sicurezza previste durante l’attività edilizia.

L’episodio si inserisce in un quadro di preoccupante trascuratezza nella manutenzione urbana. Poco prima, nei Quartieri Spagnoli, una pietra di tufo si era staccata dal cornicione di un edificio di quattro piani, finendo su un furgone parcheggiato. Solo per un caso fortuito non sono rimasti coinvolti pedoni.

Anche in questo caso, la Polizia Locale ha inviato un’informativa alla magistratura. Gli episodi riaccendono l’attenzione sulla sicurezza nei cantieri urbani e sulla necessità di una rigorosa sorveglianza tecnica negli interventi edilizi, soprattutto nei centri storici densamente frequentati.

Secondigliano, arrestato 21enne serbo: tenta due furti e investe un disabile durante una rapina

Napoli– I carabinieri della stazione di Boscoreale hanno arrestato un giovane di 21 anni, di nazionalità serba, ritenuto gravemente indiziato di tentato furto in abitazione, rapina aggravata e lesioni personali.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’arresto è avvenuto questa mattina nel quartiere Secondigliano di Napoli. Il 21enne è accusato di aver agito in concorso con un connazionale – anch’egli destinatario della stessa misura cautelare, ma al momento irreperibile – e almeno altri tre complici non ancora identificati.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri, il gruppo avrebbe tentato in orario serale due furti in abitazioni isolate, utilizzando armi improprie e agendo a volto coperto.

Dopo il secondo tentativo andato a vuoto, i malviventi avrebbero rapinato una donna di 30 anni, impossessandosi della sua auto e agendo con estrema violenza: uno dei componenti del gruppo avrebbe scaraventato fuori dall’abitacolo il padre della donna, un uomo affetto da grave disabilità, investendolo subito dopo con la vettura prima di dileguarsi.

West Nile, trappole anti-zanzare nella provincia di Caserta dopo l’allarme Asl

Caserta – La provincia di Caserta si mobilita contro la diffusione del virus West Nile, con la Asl che ha intensificato il posizionamento di trappole per monitorare la presenza della zanzara Culex, principale vettore della malattia.

L’operazione rientra in una strategia di controllo avviata da tempo, ma l’aumento dei casi registrati in comuni limitrofi ha spinto a un giro di vite.

“La cattura delle zanzare è ormai una prassi per noi, ma l’impennata di contagi ci ha portato a potenziare i controlli per mappare con precisione le zone a rischio”, spiega all’ANSA il dottor Stefano Reccia, responsabile del controllo dell’igiene urbana della Asl di Caserta, mentre rimuove una delle speciali trappole che, emettendo anidride carbonica, attirano e catturano gli insetti.

L’installazione dei dispositivi non passa inosservata tra i residenti, soprattutto nei quartieri dove si sono verificati casi di infezione. “Cerchiamo di tranquillizzare la popolazione, ma è fondamentale seguire le precauzioni: evitare ristagni d’acqua in vasi o piscine gonfiabili, come indicato nel decalogo diffuso ieri sui nostri canali”, aggiungono gli operatori.

Intanto, una nuova segnalazione accelera le operazioni: nel cimitero di Lusciano sono stati rinvenuti due cornacchie morte. “Questi uccelli, insieme ad altri volatili, sono considerati ‘sentinelle’ del virus – spiega il dirigente veterinario Tommaso Tranquillo –. Vanno analizzati immediatamente, proprio come le zanzare, per verificare la presenza del West Nile”.

I campioni saranno inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, dove gli esperti determineranno se il virus si sta diffondendo anche tra la fauna locale.

L’obiettivo è prevenire nuovi contagi in un’area già in allerta, dove ogni ritrovamento può fare la differenza tra il contenimento e un’emergenza sanitaria più ampia.

Morte di DJ Godzi, la famiglia attende esami supplementari sulla salma

Napoli – Cresce l’attesa per l’autorizzazione delle autorità spagnole agli esami aggiuntivi sulla salma di Michele Noschese, il 35enne napoletano, noto come DJ Godzi, deceduto a Ibiza nella notte tra il 18 e il 19 luglio in circostanze ancora da chiarire.

La famiglia del giovane, rappresentata dal padre Giuseppe Noschese, medico, sta lottando per fare piena luce sulla tragedia.

Gli esami supplementari, sollecitati con forza dalla famiglia e seguiti da vicino dal padre di Michele con il supporto di due avvocati (l’italiana Rosanna Alvaro e lo spagnolo Jaime Roig) e un consulente medico, mirano a integrare i risultati dell’autopsia già eseguita, alla quale, però, non ha partecipato un consulente di parte della famiglia.

Un primo referto consegnato ai familiari indicherebbe l’assenza di lesioni evidenti sul corpo di Michele riconducibili a percosse. La polizia spagnola ha sempre sostenuto l’ipotesi di un malore che avrebbe colpito il 35enne dopo un loro intervento.

Tuttavia, questa versione contrasta con le dichiarazioni di un amico della vittima. Quest’ultimo sostiene che Michele Noschese sarebbe stato picchiato dopo essere stato immobilizzato e ammanettato mani e piedi, e messo a terra a pancia in giù.

Le autorità spagnole sono attese nelle prossime ore per dare il via libera agli accertamenti richiesti, che potrebbero rivelarsi fondamentali per determinare le reali cause del decesso e far emergere eventuali responsabilità.

Monte di Procida, picchia e sevizia la madre 75enne: arrestato un 52enne

Monte di procida – Ancora un drammatico caso di violenza familiare. I carabinieri della stazione locale sono intervenuti in un’abitazione del comune flegreo dove un uomo di 52 anni aveva appena aggredito brutalmente la madre, una donna di 75 anni.

Per lei non era la prima volta: secondo quanto ricostruito dai militari, si trattava dell’ennesimo episodio di maltrattamenti fisici e psicologici che andavano avanti da tempo.

L’intervento dei carabinieri non è stato semplice: l’uomo è stato bloccato dopo una breve colluttazione e poi arrestato. La vittima, in evidente stato di shock e con ferite visibili, è stata trasportata all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove ha ricevuto le prime cure.

I militari hanno avviato gli accertamenti, raccogliendo testimonianze e documentando un quadro di reiterata violenza domestica. L’uomo è stato trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale, dove resta in attesa di giudizio.

Acerra, notti di terrore: escalation di violenza in città

La paura domina le notti di Acerra, dove gli episodi di violenza si moltiplicano, trasformando le strade in scenari di insicurezza. L’ultimo caso, riportato dal portale Tablò, si è verificato nel cuore di Corso Garibaldi: un uomo a torso nudo, armato di un grosso sasso, ha seminato il panico, costringendo passanti a rifugiarsi in un negozio aperto.

A pochi metri, un secondo individuo, anch’egli con un masso in mano, osservava la scena con fare minaccioso.Un video girato da residenti mostra un terzo uomo, armato di una bottiglia di vetro, che sfida i primi due, in un crescendo di tensione che evidenzia la gravità della situazione.

Non un episodio isolato, ma parte di un’ondata di violenza che sta alimentando il timore tra i cittadini, specialmente nelle ore notturne.“È un’emergenza sicurezza,” denuncia Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra.

“Le notti nelle città della provincia di Napoli sono diventate sinonimo di paura. Scene da far west urbano sono inaccettabili. Serve un intervento immediato per garantire ordine e sicurezza.”Rosario Visone, co-portavoce di Europa Verde Campania, aggiunge: “Più controlli delle forze dell’ordine sono indispensabili, ma non bastano.

Occorrono progetti di riqualificazione per i giovani a rischio. La sicurezza si costruisce con prevenzione e presenza istituzionale sul territorio.”Borrelli e Visone assicurano: “Monitoreremo la situazione ad Acerra, raccogliendo le denunce dei cittadini e sostenendo azioni per restituire legalità e vivibilità alla città.”

Ischia, rissa tra minorenni all’alba fuori da una discoteca

Ischia– Notte movimentata a Ischia, dove intorno alle 4 del mattino i carabinieri della Sezione Radiomobile sono intervenuti in Corso Vittoria Colonna, all’angolo con via Gianturco, per sedare una rissa tra giovanissimi.

Sul posto, i militari hanno sorpreso quattro minorenni, tutti di età compresa tra i 15 e i 16 anni, mentre si affrontavano con calci, pugni e schiaffi. La lite è esplosa nei pressi di una discoteca, ma restano ancora ignote le cause dell’aggressione reciproca.

I ragazzi sono stati denunciati per rissa e lesioni personali. Uno di loro, un 15enne, ha riportato ferite alla testa e alle gambe, giudicate guaribili in cinque giorni dal personale medico del pronto soccorso dell’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno.

Tutti i minori sono stati affidati ai rispettivi genitori. Per loro è in valutazione l’emissione del provvedimento amministrativo DACUR, il cosiddetto “Daspo urbano”, che vieta l’accesso a determinati luoghi cittadini a soggetti coinvolti in episodi violenti.

L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno della violenza giovanile nei luoghi della movida isolana.

Aurelio De Laurentiis diventa cittadino onorario di Lacco Ameno: “Ambasciatore dell’isola nel mondo”

Lacco Ameno accoglie tra i suoi cittadini onorari una delle figure più emblematiche del calcio italiano: Aurelio De Laurentiis. La decisione è stata ufficializzata nel corso dell’ultimo consiglio comunale, che ha voluto rendere omaggio non solo al presidente del Napoli per i successi sportivi conquistati alla guida del club azzurro, ma anche per il legame personale, affettivo e operativo con l’isola d’Ischia, e in particolare con il comune di Lacco Ameno.

Negli ultimi anni, De Laurentiis ha fatto di Ischia il suo buen retiro e il suo quartier generale estivo, soggiornando regolarmente all’Hotel della Regina Isabella – lo storico albergo voluto dal produttore Angelo Rizzoli – da cui ha spesso orchestrato trattative di mercato, incontri riservati e strategie per il futuro della squadra. Un luogo d’elezione anche per momenti simbolici: qui, il 24 maggio scorso, ha celebrato il suo 76esimo compleanno, il giorno dopo la conquista del quarto scudetto del Napoli, alla presenza di Antonio Conte, in una serata che ha di fatto sancito la nuova alleanza tra presidente e allenatore.

Per il sindaco Giacomo Pascale, l’onorificenza non è solo un tributo alla carriera di un uomo che ha portato il Napoli ai vertici del calcio italiano, ma è anche un riconoscimento per chi, con la sua presenza costante e la sua visibilità mediatica, contribuisce a promuovere Ischia e le sue eccellenze nel mondo. “De Laurentiis è diventato un ambasciatore delle nostre bellezze paesaggistiche, culturali e termali – ha dichiarato Pascale – e rappresenta la passione di un intero popolo. Lacco Ameno è orgogliosa di accoglierlo come uno di noi”.

Concerto di Geolier ad Agnano, esplode la protesta: parcheggi abusivi e commercianti costretti alla chiusura

Il palco è pronto, le luci accese, l’attesa è alta. Ma a poche ore dal doppio concerto di Geolier all’Ippodromo di Agnano – in programma il 25 e il 27 luglio – fuori dallo show si alza un altro volume: quello della protesta. Nelle strade del quartiere esplode la rabbia per la totale assenza di controlli, mentre la zona viene trasformata in un gigantesco parcheggio abusivo con tariffe folli. Quaranta euro per un’auto, venti per uno scooter: questo è il prezzo imposto da chi, da giorni, gestisce aree di sosta improvvisate, anche a chilometri di distanza dal luogo dell’evento. Video sui social mostrano addirittura servizi navetta organizzati da Pianura, un altro quartiere, per “traghettare” i fan fino all’ippodromo.

Ma a far rumore non sono solo le lamentele degli utenti: le proteste più forti arrivano da chi in quella zona ci vive e lavora. Commercianti già messi in ginocchio dal bradisismo, ora costretti a chiudere per ragioni di viabilità e sicurezza. «Siamo stati obbligati a sospendere le nostre attività proprio nei giorni in cui la zona sarà piena di gente», scrive un ristoratore in una lettera al deputato Francesco Emilio Borrelli. «Non ci hanno nemmeno permesso di vendere bibite o snack all’esterno dell’ippodromo. Intanto gli abusivi incassano senza regole, mentre noi perdiamo tutto».

Le denunce si moltiplicano. Residenti esasperati raccontano che già lo scorso anno il concerto si era trasformato in un inferno: strade bloccate, nessuna vigilanza, clacson e tensione. Quest’anno, però, si aggiunge anche il racket dei parcheggi. Un mercato nero che sembra invisibile alle forze dell’ordine. «È inaccettabile che si continui a lucrare illegalmente su un evento pubblico – attacca Borrelli –. Non possiamo sacrificare un intero quartiere all’anarchia e al disordine. Il Comune deve assumersi le sue responsabilità, così come gli organizzatori».

Tragedia nei campi del Cilento, 79enne muore travolto dal trattore: è la terza vittima in un mese in Campania

Il silenzio che si respira tra le colline del Cilento è stato squarciato da un’altra tragedia, l’ennesima nei campi agricoli della Campania. Un uomo di 79 anni ha perso la vita schiacciato dal trattore con cui stava lavorando in un terreno tra Ottati e Castelcivita, in provincia di Salerno. Il mezzo si è ribaltato, forse a causa di un cedimento o di una manovra sbagliata, ma saranno i carabinieri a chiarire le dinamiche. Inutile ogni tentativo di soccorso: quando sono arrivati il 118 e l’elisoccorso, per l’anziano agricoltore non c’era già più nulla da fare.

Una morte che non è un caso isolato. È la terza nel giro di poco più di un mese in Campania. Il 10 luglio a Teano, nel Casertano, e il 12 giugno a Cautano, nel Beneventano, altri due agricoltori – rispettivamente di 67 e 69 anni – sono morti nello stesso modo: schiacciati dal trattore ribaltato. Tre storie diverse, un’unica tragica dinamica. E lo Stato continua a restare fermo.

A denunciare la gravità di questa emergenza è Federacma, la federazione di Confcommercio che rappresenta il settore delle macchine agricole. Il presidente Andrea Borio parla chiaro: “Tre decessi in un mese, sempre con la stessa dinamica. È inaccettabile che lo Stato continui a ignorare l’urgenza della revisione obbligatoria dei mezzi agricoli”.
Secondo i dati Inail, ogni anno oltre cento persone muoiono in Italia in incidenti legati ai mezzi agricoli, e il ribaltamento è la causa più frequente. Eppure, la legge che impone la revisione obbligatoria di questi veicoli è ferma dal 2015, mai attuata per assenza di un decreto operativo. Un buco normativo che costa vite.

Molti dei trattori in circolazione sono vecchi, mai sottoposti a controlli, e privi di sistemi di sicurezza minimi, come roll-bar e cinture. Federacma lancia l’allarme da anni, proponendo una rete di officine accreditate per controlli rapidi e capillari, ma da Roma nessuna risposta concreta. “La sicurezza non può più aspettare – dice Borio – servono controlli, prevenzione, responsabilità. Ogni vita salvata conta. E quella di un agricoltore non vale meno di nessun’altra”.