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Lucca, sms truffaldini e finto operatore bancario: smascherata la banda, denunciati 4 napoletani

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LUCCA – Un raggiro ben orchestrato, capace di sfruttare paura e fiducia, ma fermato in tempo dai carabinieri. Quattro persone sono state denunciate al termine di una complessa indagine condotta dalla stazione dell’Arma di Lucca, che ha permesso di smascherare una banda specializzata in truffe telefoniche ai danni di anziani.

A finire nei guai sono un uomo di 49 anni, una donna di 46, un 21enne – tutti residenti a Napoli – e una 56enne di Volla (Na), tutti già noti alle forze dell’ordine. Sono accusati di truffa in concorso.

I fatti risalgono al marzo scorso, quando un 73enne lucchese ha ricevuto un sms apparentemente inviato dalla sua banca, che segnalava un bonifico non autorizzato da 1.290 euro. Allarmato, l’uomo ha seguito le indicazioni contenute nel messaggio e ha contattato il numero indicato, trovandosi dall’altro lato della cornetta un sedicente operatore bancario, con marcato accento meridionale, che lo ha convinto che il suo conto era stato violato da hacker.

Sotto pressione, la vittima è stata persuasa a “mettere in sicurezza” i propri risparmi con un primo bonifico da circa 5.000 euro su un conto indicato telefonicamente. Non solo: su richiesta, ha anche inviato via WhatsApp gli screenshot del proprio home banking.

Ma il piano dei truffatori non si è fermato qui. Nei giorni successivi, con un susseguirsi di telefonate e richieste sempre più incalzanti, l’anziano è stato convinto a recarsi in filiale, prelevare denaro contante e fare sei ricariche su una postepay, per un totale di circa 10.000 euro.

Poi, il colpo di scena: una nuova telefonata, questa volta da un finto maresciallo dei carabinieri, che avverte la vittima che anche il conto della moglie è a rischio. Alla donna, una pensionata di 70 anni, viene raccontata la stessa storia: una presunta indagine su un’intrusione informatica e la necessità di trasferire i fondi per “metterli al sicuro”. A rafforzare la truffa, i coniugi ricevono anche una mail con un documento su carta intestata apparentemente ufficiale. Seguono due bonifici istantanei da 22.500 euro ciascuno verso un presunto “consulente”, che avrebbe dovuto restituire i soldi una volta al sicuro.

Solo dopo il secondo trasferimento la coppia ha compreso di essere stata raggirata e si è rivolta ai carabinieri. Grazie al tempestivo intervento dei militari, in collaborazione con l’istituto bancario, è stato possibile bloccare il primo bonifico da 5.000 euro e restituire la somma alla vittima. Le indagini successive hanno permesso di identificare i quattro truffatori e congelare ulteriori 7.500 euro su uno dei conti utilizzati per la frode.

I carabinieri rinnovano l’invito alla massima prudenza: diffidare sempre di messaggi sospetti, telefonate allarmanti e richieste di denaro. In caso di dubbi, contattare direttamente la propria banca o rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine.

Benevento, 17 lavoratori in nero e 14 irregolari: maxi sanzione da 90mila euro a un’azienda del Sannio

BENEVENTO – Diciassette lavoratori completamente in nero, altri quattordici formalmente assunti ma irregolari: è il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Benevento, che ha portato alla luce gravi violazioni in materia di lavoro e previdenza da parte di un’azienda operante nella provincia sannita.

L’intervento è scattato nell’ambito di un piano straordinario di contrasto al lavoro irregolare, portato avanti dai militari della Tenenza di Montesarchio. Nel corso dell’attività ispettiva, i finanzieri hanno accertato che tra il 2022 e il 2023 la società aveva corrisposto compensi in denaro a numerose persone per prestazioni lavorative mai regolarizzate.

L’analisi economico-finanziaria condotta successivamente ha consentito di ricostruire i rapporti di lavoro non contrattualizzati, privi quindi di qualsiasi tutela sotto il profilo retributivo, previdenziale e assistenziale.

Particolarmente gravi anche le condizioni dei 14 lavoratori formalmente assunti, per i quali però il datore di lavoro non aveva mai adempiuto agli obblighi previdenziali e assicurativi previsti per legge.

Per le irregolarità accertate, sono state comminate sanzioni per un importo complessivo di circa 90mila euro. L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nella tutela della legalità economica e dei diritti dei lavoratori.

Viabilità, parte l’esodo estivo: weekend da bollino rosso, traffico intenso sulle principali direttrici

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ROMA – Primo fine settimana di grandi partenze e traffico da bollino rosso sulle strade italiane. Con l’avvio dell’esodo estivo, Anas, società del Gruppo FS, ha attivato un piano straordinario per gestire l’aumento dei flussi veicolari: potenziamento del personale, sorveglianza h24 e riduzione dei cantieri. Fino all’8 settembre saranno infatti sospesi o rimossi 1.348 cantieri, pari all’81% dei 1.672 presenti lungo la rete stradale e autostradale.

Secondo le previsioni dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, da oggi al 31 agosto si stimano oltre 273 milioni di spostamenti in auto, di cui oltre 13 milioni soltanto in questo weekend.

«Siamo impegnati a garantire una circolazione fluida e sicura – ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – grazie al nostro piano esodo, che prevede il dispiegamento di 2.500 addetti operativi e il monitoraggio continuo della rete per intervenire tempestivamente in caso di criticità».

Le giornate considerate più critiche saranno quelle di sabato 2 e sabato 9 agosto, contrassegnate dal bollino nero, con traffico molto intenso sin dalle prime ore del mattino. Le direttrici più congestionate saranno quelle in direzione sud, verso le principali località di villeggiatura, e in uscita dai grandi centri urbani.

Tra le arterie più a rischio congestione:

la SS148 Pontina e la SS7 Appia, che collegano Roma con il litorale del basso Lazio;
la SS1 Aurelia, in particolare nei tratti di Lazio, Toscana e Liguria;
le dorsali adriatica, tirrenica e jonica;
i valichi di confine in direzione Francia, Slovenia e Croazia.
I consigli per un viaggio sicuro: controllare il veicolo prima della partenza, informarsi sulle condizioni meteo e sul traffico, portare con sé generi di prima necessità, rispettare le norme di sicurezza stradale, evitare droghe, alcol e distrazioni alla guida, e fare soste regolari per riposarsi.

Tragedia al Vomero, precipita montacarichi: morti 3 operai

Napoli– Una tragedia sul lavoro ha scosso il quartiere Vomero questa mattina. Intorno alle 9.40, un montacarichi è precipitato dal sesto piano di un edificio in ristrutturazione in via San Giacomo dei Capri, causando la morte di tre operai.

Secondo una prima ricostruzione, i tre uomini stavano eseguendo lavori edili su una piattaforma mobile quando, per cause ancora da accertare, il sistema di sollevamento ha improvvisamente ceduto. Il crollo verticale non ha lasciato scampo ai lavoratori, deceduti sul colpo a causa dell’impatto.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area e collaborato con i soccorritori. Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità legate alla sicurezza del cantiere.

Sotto shock residenti e colleghi degli operai, accorsi sul posto appena appresa la notizia. La magistratura ha disposto il sequestro dell’area e l’autopsia sui corpi delle vittime.

Sorrento: arrestata borseggiatrice con POS pirata, ricercato complice

Sorrento – Mentre la Costiera Sorrentina si riempie di turisti, un nuovo e insidioso fenomeno, già diffuso nelle grandi città e nelle principali località turistiche, sbarca anche qui: il “pickpocketing 2.0”.

Un allarme lanciato dall’arresto di una donna con decine di precedenti specifici, colta in flagrante dai Carabinieri, che hanno scoperto un dettaglio inquietante: un POS mobile contactless pirata nella sua borsa, verosimilmente utilizzato per prosciugare i conti correnti delle vittime.

Un modus operandi che richiama alla mente le numerose segnalazioni e i video virali che circolano sul web, mostrando la rapidità e l’ingegnosità di questi nuovi borseggiatori.

L’arresto, seppur purtroppo “di routine” data la stagione estiva, ha rivelato una realtà preoccupante. Nel pomeriggio, una cittadina peruviana di 36 anni, con l’atteggiamento di una turista, si aggirava tra i locali del centro di Sorrento. In un bar, ha approfittato di un momento propizio per afferrare una banconota da 100 euro dalla cassa.

Arrestata una cittadina peruviana di 36 anni

Immediato il tentativo di fuga, con un complice ad attenderla poco distante in auto. Ma l’intervento tempestivo dei Carabinieri ha bloccato la donna, mentre il suo complice è riuscito a dileguarsi.

L’identificazione e la successiva perquisizione della 36enne hanno svelato un passato criminale ricco di reati specifici, la maggior parte dei quali commessi a Roma. Ed è proprio durante la perquisizione che è emersa la scoperta più allarmante: nella borsa della donna è stato rinvenuto un POS mobile contactless pirata.

Un dispositivo sospetto, che si ritiene venisse impiegato per rubare denaro dai conti correnti delle vittime ignare, semplicemente avvicinandolo alle loro carte di credito o bancomat. Tra i precedenti della donna, infatti, figura anche un furto da ben 9.000 euro, perpetrato con un dispositivo simile ai danni di una turista proprio nella Capitale.

L’arrestata è ora in attesa di giudizio, mentre le indagini dei Carabinieri proseguono senza sosta per rintracciare il complice fuggito e per accertare eventuali prelievi fraudolenti già avvenuti.

Questo episodio sottolinea l’importanza della prudenza, soprattutto nei luoghi affollati e nelle località turistiche, dove la diffusione di queste nuove tecniche di furto richiede una maggiore attenzione da parte di tutti.

È fondamentale tenere d’occhio i propri effetti personali e, se possibile, utilizzare portafogli e borse che rendano più difficile l’accesso a carte di credito e smartphone. I “pickpocket 2.0” sono una minaccia concreta, e la loro presenza in Costiera Sorrentina è un campanello d’allarme che non va sottovalutato.

Il fenomeno del pickpocketing “2.0” è in crescita nelle aree ad alta densità turistica. Credete che le misure di sicurezza attuali siano sufficienti per contrastare questa nuova minaccia?

Giugliano, accoltellato 15enne dopo una lite in un camping: arrestato un 18enne per tentato omicidio

Giugliano— Sangue e paura nel cuore di una tranquilla serata estiva. Erano le 20:20 quando i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Giugliano sono intervenuti al Camping Liternum, in via Foce Vecchia, dove ad attenderli c’era un nutrito gruppo di persone, visibilmente scosse e in un clima teso.

Poco prima, all’interno della struttura turistica, un ragazzo di 15 anni era stato accoltellato all’addome al culmine di una lite scoppiata dopo una partita di calcio tra adolescenti ospiti del campeggio.

Le condizioni del giovane sono apparse da subito gravi: è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per una perforazione al fegato. Al momento, è ricoverato in prognosi riservata.

Il ragazzino è ricoverato in prognosi riservata

Secondo quanto emerso dalle prime indagini, coordinate dai carabinieri, al termine del match si sarebbe verificato un acceso diverbio tra ragazzi, degenerato in pochi attimi. Uno degli adolescenti coinvolti nella discussione avrebbe poi contattato il fratello maggiore, un 18enne incensurato, che è intervenuto sul posto.

Sarebbe stato proprio quest’ultimo, nel tentativo di difendere il fratello — coetaneo della vittima — a estrarre un coltello a scatto nascosto nel marsupio, colpendo il 15enne durante la colluttazione.

Dopo l’aggressione, il 18enne è fuggito con la famiglia, rientrando a casa per paura di possibili ritorsioni da parte degli amici e dei parenti del ferito. Ma la fuga è durata poco: nella notte i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciarlo e lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Ora si trova in carcere in attesa di giudizio.

Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità da parte di altri soggetti presenti al momento dell’aggressione.

E’ l’ennesimo episodio di violenza giovanile in questa estate dove il fenomeno sembra sia esploso in tutta la provincia di Napoli. Quello di Varcaturo, non è il primo caso, purtroppo, e non sarà l’ultimo.

Concorso Ministero del Lavoro 2025: bando per 3.839 assunzioni tra funzionari, psicologi ed educatori

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un nuovo maxi-concorso per l’assunzione di 3.839 figure professionali, tra funzionari amministrativi e contabili, psicologi, educatori e pedagogisti. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 30 luglio 2025.

Il bando ufficiale è consultabile a questo link:
 Scarica il bando completo in PDF

I profili richiesti
I posti messi a concorso sono così suddivisi:

873 funzionari amministrativi (Codice A)

736 funzionari contabili e finanziari / esperti di rendicontazione (Codice B)

979 funzionari psicologi (Codice C)

954 educatori professionali socio-pedagogici (Codice D)

297 pedagogisti (Codice E)

Ogni candidato può presentare domanda per un solo profilo professionale.

Come presentare domanda
La candidatura va inviata esclusivamente online tramite il portale inPA, accedendo con SPID, CIE, CNS o credenziali eIDAS. È inoltre necessario disporre di una PEC intestata al candidato.

Requisiti generali
Tra i requisiti richiesti:

cittadinanza italiana o equiparata (ai sensi del d.lgs. 165/2001);

maggiore età;

godimento dei diritti civili e politici;

assenza di condanne penali incompatibili con l’accesso alla Pubblica Amministrazione;

idoneità fisica all’impiego;

non essere stati destituiti o licenziati da incarichi nella PA per motivi disciplinari o per insufficiente rendimento.

Titoli di studio richiesti per ciascun profilo
Funzionario amministrativo (A): qualsiasi laurea triennale (L), magistrale (LM), specialistica (LS) o diploma di laurea del vecchio ordinamento.

Funzionario contabile (B): LM in Finanza, Economia, Scienze politiche, Pubbliche amministrazioni, Economia aziendale; oppure L-18, L-33 o titoli equiparati.

Funzionario psicologo (C): LM-51 in Psicologia o titolo equivalente, con iscrizione all’Albo (sezione A).

Educatore professionale (D): laurea triennale L-19 in Scienze dell’educazione e della formazione.

Pedagogista (E): LM-50, LM-57, LM-85, LM-93 o titoli equivalenti in ambito pedagogico ed educativo.

La prova d’esame

Il concorso prevede una sola prova scritta, distinta per ciascun codice di profilo. L’esame si svolgerà in modalità digitale, anche in sedi decentrate o con sessioni differenziate.

La prova consiste in 60 quesiti a risposta multipla, da completare in 90 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti.
Ecco la struttura del test:

25 domande comuni su materie generali indicate nel bando;

20 domande specifiche per ciascun profilo professionale;

8 quesiti di logica e ragionamento critico-verbale;

7 quesiti situazionali, volti a valutare la capacità di affrontare problemi organizzativi e gestionali.

Il concorso è progettato per garantire equità e trasparenza tra tutti i candidati, con un livello di difficoltà uniforme e criteri di valutazione standardizzati.

Napoli, controlli su garage e parcheggiatori abusivi: 30 denunce

Napoli- Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli alza il tiro. Alla luce dei recenti episodi di microcriminalità che hanno interessato l’area portuale, e forte delle precedenti operazioni che hanno già dimostrato l’efficacia del loro intervento, le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli economici sul territorio.

L’obiettivo è chiaro: prevenire e contrastare i crescenti fenomeni di economia illegale che affliggono la zona, garantendo maggiore sicurezza e ordine pubblico.

Questa stretta si inserisce in un contesto dove la Guardia di Finanza ha già mostrato un impegno costante contro l’illegalità. Solo pochi mesi fa, la città ha assistito a blitz mirati contro il commercio abusivo e le truffe, con sequestri ingenti e denunce a carico di numerosi responsabili.

Le operazioni odierne rappresentano una continuazione di questa strategia, un monito per chi crede di poter operare impunemente al di fuori della legge.

Nel dettaglio, i militari del I Gruppo e del Gruppo Pronto Impiego Napoli hanno concentrato l’attenzione sulle autorimesse abusive, un problema annoso nella zona. Nove titolari sono stati sanzionati per occupazione illecita di suolo pubblico e per l’esposizione non autorizzata di insegne luminose.

La pratica di parcheggiare le auto dei clienti su strade pubbliche, in doppia fila o sui marciapiedi, occupando persino gli stalli a strisce blu e delimitando tratti di strada con coni e cartelli abusivi, creava un notevole intralcio alla circolazione e alla segnaletica stradale. Un’anarchia che, grazie all’intervento dei finanzieri, si spera possa essere arginata.

L’intensificazione dei controlli ha permesso anche di individuare quattro parcheggiatori abusivi, due dei quali sono stati denunciati a piede libero in quanto recidivi. Un fenomeno persistente che le Fiamme Gialle continuano a combattere con determinazione, riconoscendo il disagio e i rischi che comporta per cittadini e turisti.

 Controlli intensi nella zona di via San Nicola alla Dogana

Dal 20 al 23 luglio, l’area di via San Nicola alla Dogana è stata teatro di un’ampia attività di controllo. Sono stati identificati e verificati 155 soggetti e 108 autovetture. Il bilancio di queste giornate ha visto l’elevazione di 13 verbali per violazioni al Codice della Strada e il sequestro di un veicolo sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria.

Infine, la lotta alla contraffazione ha portato al sequestro di 60 articoli falsi, tra borse e magliette con i loghi della SSC Napoli, e alla denuncia a piede libero di due responsabili per reati di contraffazione e ricettazione.

A questo si aggiungono il sequestro amministrativo di oltre 500 accessori di abbigliamento e la segnalazione di due cittadini extracomunitari per commercio abusivo su area pubblica.

L’impegno della Guardia di Finanza di Napoli resta dunque elevato. Riusciranno queste operazioni a debellare definitivamente la microcriminalità e l’illegalità nella zona portuale? La risposta arriverà dal campo, ma l’azione decisa delle Fiamme Gialle è un segnale forte per la città.

Castellammare, sequestrata officina abusiva

Castellammare  – Un’operazione dei Carabinieri Forestali di Napoli ha portato alla luce gravi irregolarità ambientali in un’azienda di lavorazione di materiali ferrosi situata in località Schito, a Castellammare di Stabia.

L’intervento, condotto dal Nucleo Carabinieri Forestale locale, si inserisce in una più ampia campagna di controlli volti a contrastare l’abbandono incontrollato di rifiuti e gli sversamenti illeciti nel bacino idrologico del fiume Sarno, un’area da anni martoriata da problemi ambientali.

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno riscontrato una serie di violazioni gravi: l’azienda operava senza la documentazione obbligatoria in materia ambientale, utilizzava saldatori privi di dispositivi di filtraggio, produceva e smaltiva illecitamente rifiuti metallici e rilasciava emissioni irregolari in atmosfera.

Inoltre, sono stati rilevati scarichi non autorizzati nella rete fognaria pubblica. Il sopralluogo ha rivelato uno scenario preoccupante: all’interno di un capannone di circa 400 metri quadrati e in un’area esterna di 200 metri quadrati erano stoccati rifiuti di varia natura, tra cui porte in legno, mobili e pneumatici, in totale spregio delle normative vigenti.

Il titolare dell’impresa, un 62enne residente in un comune limitrofo, è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria. I Carabinier hanno disposto il sequestro dell’intero capannone e dell’area esterna, ponendo i sigilli a una struttura che rappresentava un pericolo per l’ambiente e la salute pubblica.

Un problema cronico: l’abbandono dei rifiuti a Castellammare

L’episodio di Schito è solo l’ultimo capitolo di una problematica radicata nel territorio di Castellammare di Stabia e, più in generale, nel bacino del fiume Sarno. L’abbandono incontrollato di rifiuti, sia da parte di privati che di imprese, continua a deturpare il paesaggio e a compromettere la qualità delle acque e del suolo.

Il fiume Sarno, già considerato uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa, soffre per gli sversamenti abusivi e la cattiva gestione dei rifiuti, che alimentano un circolo vizioso di degrado ambientale.Le cause di questo fenomeno sono molteplici.

Da un lato, la carenza di controlli efficaci in passato ha permesso a molte attività di operare in modo irregolare, eludendo le normative ambientali. Dall’altro, la mancanza di una cultura diffusa del rispetto per l’ambiente e di infrastrutture adeguate per lo smaltimento dei rifiuti speciali contribuisce a esacerbare il problema.

Molte piccole e medie imprese, come quella coinvolta nell’operazione, non dispongono delle risorse o della volontà di adeguarsi alle normative, optando per soluzioni illecite che riducono i costi a scapito dell’ecosistema.

Le conseguenze per l’ambiente e la salute

L’abbandono di rifiuti e gli scarichi non autorizzati hanno un impatto devastante. I materiali ferrosi e i rifiuti speciali, se non smaltiti correttamente, possono rilasciare sostanze tossiche nel terreno e nelle falde acquifere, compromettendo la qualità dell’acqua potabile e agricola. Le emissioni in atmosfera, prive di sistemi di filtraggio, contribuiscono all’inquinamento dell’aria, con rischi per la salute dei residenti.

Inoltre, l’accumulo di rifiuti come pneumatici e mobili favorisce la proliferazione di discariche abusive, che diventano focolai di degrado e potenziali fonti di incendi.Il fiume Sarno, in particolare, rappresenta un caso emblematico.

Le sue acque, contaminate da scarichi industriali e domestici, sono un simbolo del fallimento nella gestione ambientale del territorio. Gli sforzi per il suo risanamento, iniziati anni fa, procedono a rilento, ostacolati dalla persistenza di pratiche illecite come quelle scoperte a Schito.

L’Impegno dei Carabinieri Forestali

Il Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, con le sue articolazioni territoriali, sta intensificando i controlli per arginare il fenomeno. L’operazione di Castellammare si inserisce in un piano più ampio, che punta a garantire la conformità degli scarichi e delle attività produttive nel bacino del Sarno.

L’auspicio delle forze dell’ordine è che, attraverso un’azione costante e incisiva, si possa riportare l’area a una condizione di legalità e sostenibilità ambientale.Tuttavia, i soli interventi repressivi non bastano.

È necessario un approccio integrato che combini controlli rigorosi, sanzioni efficaci e iniziative di sensibilizzazione per promuovere una gestione responsabile dei rifiuti. Gli enti locali, le associazioni e i cittadini devono collaborare per costruire un sistema di smaltimento più efficiente e accessibile, capace di disincentivare pratiche illecite.

Verso un Futuro Sostenibile?

Il caso di via Schito evidenzia la necessità di un cambiamento culturale e strutturale. Se da un lato i controlli dei Carabinieri Forestali rappresentano un passo avanti nella lotta al degrado ambientale, dall’altro è fondamentale che le istituzioni locali investano in infrastrutture per la gestione dei rifiuti e in campagne di educazione ambientale.

Solo un impegno congiunto potrà spezzare il ciclo di inquinamento che affligge Castellammare di Stabia e il bacino del Sarno, restituendo al territorio la dignità e la salubrità che merita.Le operazioni come quella condotta a Schito dimostrano che la strada verso la sostenibilità è ancora lunga, ma non impossibile.

Con il prosieguo delle attività di controllo e una maggiore consapevolezza collettiva, il sogno di un fiume Sarno pulito e di un territorio libero dall’abbandono di rifiuti potrebbe diventare realtà.

Villaricca, scoperta e denunciata chirurga estetica abusiva

Villaricca- Dopo mesi segnati da drammatici episodi legati alla chirurgia estetica improvvisata, che hanno acceso i riflettori sui pericoli di chi si affida a mani inesperte, i Carabinieri intensificano i controlli.

L’ultima operazione, condotta a Villaricca, ha portato alla denuncia di una donna che, forte di migliaia di follower sui social media, pubblicizzava e praticava interventi estetici abusivi. Un campanello d’allarme che risuona forte, richiamando alla mente le recenti tragedie che hanno scosso l’opinione pubblica.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, si avvalgono sempre più del web patrolling, una nuova e cruciale frontiera per il controllo del territorio.

È proprio grazie a questa attività che i militari hanno individuato una 35enne, particolarmente attiva online, che prometteva labbra, zigomi e “tutto quello che serve per essere più belli” a prezzi stracciati, con lo slogan accattivante “dove sognare si può”.

Appartamento trasformato in clinica estetica abusiva

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Villaricca, supportati dal personale dell’ASL, ha svelato l’amara realtà: l’appartamento della donna era stato trasformato in una vera e propria clinica abusiva.

Al suo interno, sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi prodotti a uso medico-chirurgico ed estetico, tra cui acido ialuronico e botox, oltre a lettini, siringhe e macchinari per la rimozione dei tatuaggi. Un’attività svolta nella totale illegalità, senza alcun rispetto delle normative sanitarie e ambientali.

La 35enne è stata denunciata per molteplici violazioni, tra cui l’esercizio abusivo di una professione e reati in materia sanitaria e ambientale. A suo carico anche sanzioni amministrative per un importo complessivo di 10mila euro.

Questo episodio sottolinea ancora una volta l’urgenza di informare e mettere in guardia sui pericoli di chi si rivolge a professionisti non qualificati, attratto da offerte allettanti e dalla facilità di accesso tramite i social network.

Le conseguenze, come le cronache recenti hanno dolorosamente dimostrato, possono essere ben più gravi di un semplice “sogno” infranto, arrivando a compromettere seriamente la salute e, in alcuni casi, la vita stessa.

Commando apre il fuoco ai Quartieri: è guerra di camorra per il controllo della movida

Napoli – I residenti di vico Giardinetto sono stati svegliati nella notte da una raffica di colpi d’arma da fuoco. Un commando armato ha fatto irruzione nel cuore dei Quartieri Spagnoli, sparando in aria e contro alcuni obiettivi simbolici.

Scene da guerra urbana che rivelano un’escalation di violenza legata al nuovo fronte caldo della criminalità organizzata: il controllo della movida.

Stavolta non si tratta soltanto di racket, droga o contrabbando. In ballo c’è un business milionario: tutto ciò che ruota attorno a locali notturni, bar, ristoranti e circoli privati. Un’economia sommersa fatta di forniture, vigilanza, minacce velate e “protezione” imposta a forza.

Al centro dello scontro, secondo fonti investigative, ci sarebbero i clan Mazzanti-Ricci e Masiello-Saltalamacchia, storiche famiglie della zona che si contendono il controllo delle attività illecite ma anche — e soprattutto — la fetta più redditizia della nuova economia cittadina: il food & beverage legato alla movida.

Ma il quadro si è ulteriormente complicato nelle ultime settimane con l’ingresso sulla scena criminale di alcuni esponenti del cosiddetto clan Mazzarella, il potente clan di piazza Mercato che starebbe cercando di ritagliarsi uno spazio grazie a nuove alleanze trasversali. Un’alleanza che rischia di ribaltare gli equilibri consolidati e incendiare l’intero tessuto sociale dei Quartieri Spagnoli.

Le esplosioni della scorsa notte sarebbero un chiaro messaggio: la tregua è finita.

I cittadini, ormai ostaggio di una tensione crescente, hanno chiamato la polizia in preda al panico. “Sembrava un bombardamento”, ha raccontato una donna residente in zona. “Abbiamo sentito gli spari e ci siamo chiusi in casa. Poi le sirene, ma dei criminali nessuna traccia”.

Le forze dell’ordine stanno setacciando l’area e visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza. Si indaga sulla matrice dell’attacco, che porta inequivocabilmente alla strategia dell’intimidazione mafiosa.

Intanto, nei Quartieri Spagnoli si respira un’aria pesante: la paura è tornata a farsi sentire tra i vicoli, dove la notte non è più sinonimo di festa, ma di spari, tensione e silenzi forzati.

Oroscopo del 25 luglio 2025 segno per segno

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Oggi, sotto l’influenza della Luna in Bilancia e di Marte in Gemelli, l’energia cosmica ci spinge a cercare equilibrio nelle relazioni, coraggio nel lavoro e attenzione alla salute. Ecco cosa riservano le stelle per ogni segno zodiacale, con focus su amore, lavoro, salute e finanze, più un consiglio astrologicopersonalizzato.


♈ ARIETE (21/03 – 19/04)

  • Amore: Giorno di passione e discussioni animate. Se single, potresti incontrare qualcuno inaspettato.

  • Lavoro: Ottimo per prendere iniziative, ma evita scontri con i colleghi.

  • Salute: Attenzione a mal di testa e affaticamento: ritmo sostenuto, ma non esagerare.

  • Finanze: Possibili spese improvvise. Meglio risparmiare oggi.

  • Consiglio: Respira prima di reagire. La pazienza è la tua alleata.

♉ TORO (20/04 – 20/05)

  • Amore: Momento romantico per le coppie. Single? Un ex potrebbe riaffacciarsi.

  • Lavoro: Progetti in fase di stabilizzazione. Fidati del tuo intuito.

  • Salute: Cura l’alimentazione: evita eccessi a tavola.

  • Finanze: Investimenti promettenti, ma studia bene prima di agire.

  • Consiglio: Non aver paura di cambiare routine.

♊ GEMELLI (21/05 – 20/06)

  • Amore: Comunicazione chiave oggi. Risolvi malintesi con dialogo aperto.

  • Lavoro: Giorno dinamico, idee brillanti. Networking fondamentale.

  • Salute: Attenzione a stress e ansia. Ritagliati momenti di relax.

  • Finanze: Piccoli guadagni in arrivo, ma niente grandi rischi.

  • Consiglio: Scrivi i tuoi pensieri: ti aiuterà a chiarirti le idee.

♋ CANCRO (21/06 – 22/07)

  • Amore: Emozioni in primo piano. Se single, potresti sentirti nostalgico.

  • Lavoro: Collaborazioni fruttuose. Ascolta i consigli di un mentore.

  • Salute: Attenzione alla digestione. Idratati bene.

  • Finanze: Evita prestiti oggi. Meglio pianificare.

  • Consiglio: Non isolarti: condividi ciò che senti.

♌ LEONE (23/07 – 22/08)

  • Amore: Giorno di fascino e seduzione. Se in coppia, scintille romantiche.

  • Lavoro: Leadership riconosciuta. Ottimo per presentare idee.

  • Salute: Energia alta, ma attenzione al riposo.

  • Finanze: Possibile bonus o regalo inaspettato.

  • Consiglio: Brilla, ma lascia spazio anche agli altri.

♍ VERGINE (23/08 – 22/09)

  • Amore: Se cerchi stabilità, oggi è il giorno per parlarne.

  • Lavoro: Attenzione ai dettagli, ma non essere troppo critico.

  • Salute: Stanchezza accumulata? Un bagno caldo ti aiuterà.

  • Finanze: Risparmi sotto controllo, ma evita spese superflue.

  • Consiglio: Perfezione è bella, ma l’equilibrio è meglio.

♎ BILANCIA (23/09 – 22/10)

  • Amore: Armonia nelle relazioni. Single? Un incontro piacevole è in vista.

  • Lavoro: Decisioni importanti? Chiedi un secondo parere.

  • Salute: Benessere mentale fondamentale. Meditazione utile oggi.

  • Finanze: Bilanciare entrate e uscite con attenzione.

  • Consiglio: Cerca il giusto compromesso, non solo la pace.

♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

  • Amore: Passione intensa, ma attenzione a gelosie.

  • Lavoro: Trasformazione in atto. Abbraccia il cambiamento.

  • Salute: Controlla lo stress. Attività fisica può aiutare.

  • Finanze: Opportunità nascoste: investiga bene.

  • Consiglio: Usa la tua intuizione, ma non ossessionarti.

♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

  • Amore: Avventura e libertà sono priorità. Viaggi potrebbero portare incontri.

  • Lavoro: Espansione possibile. Sii ottimista ma realistico.

  • Salute: Attenzione a strappi muscolari. Riscaldati bene.

  • Finanze: Investi in esperienze, non solo in oggetti.

  • Consiglio: Guarda lontano, ma non dimenticare il presente.

♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/01)

  • Amore: Sei più serio del solito? Lasciati andare un po’.

  • Lavoro: Discipline e risultati pagano. Pazienza premiata.

  • Salute: Attenzione alla schiena. Postura corretta!

  • Finanze: Risparmi stabili. Ottimo per pianificare.

  • Consiglio: Il successo è graduale: goditi il percorso.

♒ ACQUARIO (20/01 – 18/02)

  • Amore: Originalità e libertà ti attraggono. Single? Cerca menti affini.

  • Lavoro: Idee innovative apprezzate. Collabora con creativi.

  • Salute: Attenzione a circolazione. Fai stretching.

  • Finanze: Qualche rischio calcolato può valere la pena.

  • Consiglio: Rompi gli schemi, ma con un piano.

♓ PESCI (19/02 – 20/03)

  • Amore: Sogni d’amore? Sei particolarmente sensibile oggi.

  • Lavoro: Creatività al top. Arte o progetti spirituali favoriti.

  • Salute: Attenzione a sbalzi d’umore. Natura ti aiuterà.

  • Finanze: Qualche spesa impulsiva? Meglio controllarsi.

  • Consiglio: Segui il cuore, ma resta con i piedi per terra.


Oggi la Luna in Bilancia ci spinge a cercare armonia, mentre Marte in Gemelli accende la comunicazione e l’adattabilità. È un giorno in cui le relazioni (specialmente d’amore) sono sotto i riflettori, ma anche il lavoro può beneficiare di collaborazioni e nuove idee. Attenzione alla salute mentale: lo stress potrebbe farsi sentire. Finanziariamente, meglio essere cauti e riflettere prima di agire.

Consiglio Universale del Giorno:
“Cerca l’equilibrio tra cuore e ragione, e ricorda che ogni crisi è un’opportunità di crescita.”

Che la stella polare ti guidi oggi!

Ibiza, risonanza magnetica e tac sulla salma del dj napoletano morto in Spagna

Napoli – Sono iniziati gli esami supplementari sulla salma di Michele Noschese, il 35enne napoletano conosciuto come DJ Godzi, deceduto a Ibiza nella notte tra il 18 e il 19 luglio in circostanze ancora da chiarire.

A darne notizia da Ibiza è il padre della vittima, Giuseppe Noschese, medico, che ha strenuamente richiesto questi accertamenti.

Gli esami richiesti dalla famiglia

“La salma di Michele sta per essere sottoposta agli esami che abbiamo richiesto,” ha dichiarato Giuseppe Noschese. Si tratta, nello specifico, di una risonanza magnetica all’encefalo e di una TAC total-body.

Questi esami mirano a fornire un quadro più completo sulle cause del decesso, integrando l’autopsia già eseguita in assenza di un consulente di parte della famiglia.

Il padre, provato dal dolore ma determinato a fare luce sulla vicenda, ha spiegato la sua scelta di non vedere il corpo del figlio: “Mi sono rifiutato di vederlo. Ho gestito, da medico, decine e decine di pazienti politraumatizzati, so qual è lo spettacolo davanti al quale mi troverei. Per questo ho deciso di non vederlo.”

L’ultimo messaggio audio: “Non voglio alzare la musica, bimbi dormono”

Un elemento cruciale che potrebbe gettare nuova luce sulla vicenda è un messaggio audio che Michele Noschese avrebbe inviato a un amico pochi minuti prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Nel messaggio, risalente alle 7:49, si sentono le parole di Michele indirizzate all’ex inquilino con cui stava litigando: “Sono le 7.49… alle 7.50 già sai quello che devi fare. Eliminato brother, fuori un altro, grazie per il supporto, però dovete uscire da casa mia.”

Poi, un’affermazione che contrasta con l’immagine di un disturbo della quiete pubblica: “Non voglio alzare la musica perché stanno dormendo i bambini, non mi far fare casino, chiamare la sicurezza.” Ironia della sorte, saranno proprio i vicini a chiamare la polizia.

“Questo messaggio,” ha commentato Giuseppe Noschese, “l’ha inviato mio figlio 15 minuti prima dell’arrivo della Guardia Civil, ovviamente è tutto agli atti.” Il padre ha concluso con un toccante ricordo: “Ho sempre avuto molta forza interiore, la mia forza ora nel ricordo di Miki il mio più amato compagno di giochi.” Le indagini proseguono per chiarire le esatte dinamiche che hanno portato alla morte del giovane DJ.

 

 

Tenta di rubare in auto in sosta a via Marina: arrestato 44enne

Napoli – Stava cercando di introdursi in un’auto parcheggiata in via Marina quando è stato sorpreso in flagrante dagli agenti del Commissariato Decumani.

È accaduto nella tarda serata di ieri, durante un controllo del territorio predisposto dalla Questura di Napoli nell’ambito dei servizi straordinari contro i reati predatori.

In manette è finito un 44enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’uomo è stato arrestato per tentato furto aggravato e denunciato per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Gli agenti hanno notato il sospetto mentre, dopo aver infranto il deflettore anteriore di un’auto in sosta, tentava di accedervi. Bloccato immediatamente, è stato trovato in possesso di attrezzi da scasso e due coltelli multiuso. Poco distante, è stata individuata un’altra vettura con un deflettore rotto, segno che il ladro avrebbe potuto colpire più di un mezzo.

Il 44enne è stato accompagnato in commissariato in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi simili avvenuti nella zona.

E’ morto Hulk Hogan il re del Wrestling : “Ho perso l’eroe della mia infanzia”

Non so nemmeno da dove iniziare. Hulk Hogan è morto. L’ho letto, riletto. Ho guardato la foto. Il titolone. Ho sperato fosse una fake news, un’altra bufala come se ne vedono a decine. Ma questa volta era vera. Il cuore si è fermato per davvero. Il suo e un po’, anche il mio.

Perché per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, Hulk Hogan non era solo un wrestler. Era un’idea, un modello, una certezza. Era quello che appariva in tv quando il mondo sembrava ancora semplice, diviso tra buoni e cattivi. E lui, ovviamente, stava sempre dalla parte giusta.

Quando credevi che bastasse strapparti la maglietta per sentirti invincibile

Io avevo sette anni quando ho visto Hogan la prima volta. Entrava con quella theme song epica, “Real American”. La bandana gialla. I baffi da camionista. Le braccia al cielo. Lo sguardo da gigante buono. Mio padre guardava il TG, io il wrestling. E per me, l’unico eroe era lui.

Mi strappavo le magliette come lui. Facevo le pose allo specchio. E quando qualcuno mi prendeva in giro a scuola, pensavo: “Cosa farebbe Hulk Hogan?”. Risposta: alzarsi, urlare e vincere.

Lo sapevi che si allenava sei giorni a settimana… anche a 60 anni suonati?

Una cosa che pochi sanno: anche negli ultimi anni, Hogan si allenava regolarmente. Nonostante le decine di operazioni — schiena, ginocchia, anche, collo — non ha mai smesso di entrare in palestra. Un giorno disse: “Se non posso sollevare pesi, è come se non fossi più me stesso”.

Quell’uomo, che a 60 anni aveva più muscoli di me a 20, si era fatto inserire una barra d’acciaio nella colonna vertebrale per poter ancora camminare. Letteralmente, si teneva in piedi con i bulloni. Ma continuava a firmare autografi. A sorridere. A stringere mani con le sue enormi dita da gorilla.

Tra gloria, cadute e redenzione

Certo, non è stato un santo. Gli scandali, il video rubato, le frasi razziste. Lì ho pensato: “No, non tu”. Ma forse era inevitabile. Quando un mito cade, fa rumore. Ma Hogan ha chiesto scusa. Si è ritirato per un po’. È tornato, a testa bassa ma con il cuore in mano. E la WWE l’ha perdonato. Anche io. Dopotutto, nessun eroe è perfetto. Ma pochi tornano a combattere dopo essere stati buttati giù per davvero.

Perché oggi piangiamo davvero Hulk Hogan

Perché non era solo un wrestler. Era un rifugio. Un’ispirazione. Un padre simbolico per chi non ne aveva uno. Era l’uomo che ci faceva credere che con abbastanza coraggio, muscoli (e magari una theme song potente), avresti potuto cambiare il finale della tua storia.

E ora che se n’è andato, mi chiedo una cosa: chi ci difenderà adesso?
Chi ci ricorderà che “dirti le preghiere, mangiare le tue vitamine e credere in te stesso” era più di uno slogan?

Un’ultima curiosità, fratello: sai da dove veniva quel “brother”?

Hogan lo diceva a tutti: “Whatcha gonna do, brother?”
Ma pochi sanno che quel “brother” veniva da una vera ossessione per la fratellanza. Nei backstage della WWE, chiamava tutti così. Sempre. Anche chi non lo sopportava. Era il suo modo per creare un’illusione di famiglia in un mondo spesso finto. Ed è anche così che ha fatto sentire noi. Fratelli. Parte di qualcosa. Della Hulkamania.

E ora? Ora ci resta solo un grazie

Grazie, Hulk.
Per le lotte. Le urla. Le risate.
Per essere stato il nostro eroe muscoloso, ridicolo, esagerato e assolutamente perfetto nel suo modo tutto americano di salvare il mondo…..

 

 

 

Napoli, nuove regole sulla movida: stop a musica e consumazioni all’aperto dopo mezzanotte

La Giunta comunale di Napoli ha approvato una proposta di regolamento per disciplinare la movida notturna in alcune aree particolarmente critiche della città, cercando un equilibrio tra le esigenze dei locali e il diritto al riposo dei residenti.

Il pacchetto di misure, che dovrà ora passare al vaglio del Consiglio comunale, prevede restrizioni sugli orari e sulle attività consentite nelle zone di piazza Bellini, vico Quercia, via Cisterna dell’Olio e vico II Cisterna dell’Olio, già al centro di provvedimenti del Tribunale per i disagi causati dalla vita notturna.

Le nuove regole

Secondo la proposta avanzata dagli assessori al Turismo (Teresa Armato), alla Salute (Vincenzo Santagada) e alla Polizia Municipale (Antonio De Iesu), dalle 22:00 alle 6:00 sarà vietata la vendita e la somministrazione di cibi e bevande (alcoliche e non) da asporto, mentre i locali potranno continuare a servire clienti solo al chiuso.

Dopo la mezzanotte, scatterà invece il divieto assoluto di utilizzare gli spazi esterni per qualsiasi attività, compresi i dehors. Inoltre, sarà proibita la diffusione di musica all’aperto da parte di bar, ristoranti, circoli privati e persino durante eventi pubblici o privati.

Le misure arrivano dopo un monitoraggio condotto dall’ARPAC la scorsa primavera, che ha evidenziato i problemi legati al rumore e all’assembramento notturno in queste zone. Per affrontare il problema strutturalmente, la Giunta propone anche un piano di risanamento acustico, da sviluppare in collaborazione con le università napoletane (Federico II, Parthenope, L’Orientale, Suor Orsola Benincasa e Vanvitelli), come previsto dalla legge quadro sull’inquinamento acustico.

Nasce la Consulta della Notte

Parallelamente, il Comune ha istituito la Consulta della Notte, un organismo composto da amministratori, rappresentanti delle categorie economiche e associazioni, con il compito di mediare tra residenti, gestori di locali e frequentatori della movida.

La Consulta avrà un ruolo consultivo e propositivo, senza potere decisionale, ma punta a diventare un tavolo permanente per trovare soluzioni condivise sul tema del divertimento notturno.

L’obiettivo dichiarato è ridurre i conflitti tra chi vive in queste aree e chi le anima di sera, senza però soffocare l’economia legata al turismo e alla vita sociale. Resta da vedere come reagiranno i gestori dei locali e se le nuove regole riusciranno a conciliare esigenze spesso inconciliabili: il diritto al sonno e quello al divertimento.

Jabil Marcianise, stop di 10 giorni in vista della cessione

Marcianise– Lo stabilimento Jabil di Marcianise, appartenente alla multinazionale americana dell’elettronica, sospenderà le attività da lunedì prossimo fino all’8 agosto per aggiornamenti tecnici legati al piano di cessione del sito, annunciato lo scorso marzo.

La decisione, comunicata dalla Direzione aziendale alle Rsu, segna un passo concreto verso il trasferimento dello stabilimento, che conta 406 dipendenti, alla neonata Tma, società partecipata da Tme di Portico di Caserta e Invitalia, l’agenzia del Ministero dell’Economia.

Un’operazione avallata da Governo e Regione Campania, ma fortemente contestata dai lavoratori, che temono per la stabilità occupazionale.Negli ultimi mesi, i dipendenti hanno dato vita a proteste a Napoli, davanti alla Regione Campania e al Consolato Usa, a Caserta, Marcianise e Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, senza però riuscire a far recedere Jabil dalla decisione.

La multinazionale ha anche avviato una procedura di licenziamento collettivo, lasciata decadere senza inviare le lettere di licenziamento, un segnale chiaro della volontà di procedere con la cessione unilaterale.Durante lo stop, necessario per aggiornare i sistemi, solo il personale indispensabile sarà coinvolto, mentre gli altri lavoratori saranno costretti a ferie forzate, una circostanza che alimenta il malcontento.

“Jabil ci tratta come oggetti”, denuncia un dipendente, riflettendo il clima di frustrazione. La data della cessione, che si ipotizza per dicembre, non è ancora stata definita: “Sarà comunicata al termine delle procedure burocratiche”, precisa l’azienda

.Le Rsu, in una nota, ribadiscono la loro opposizione: “Questa cessione svilisce il sito e non garantisce un futuro stabile per i lavoratori. Lo abbiamo detto a Governo, Ministero e Regione: Jabil non deve abbandonare Marcianise. Il fermo produttivo non può ricadere sui dipendenti. Diffidiamo la Direzione e non staremo a guardare questo scempio”. La tensione resta alta, mentre il destino dello stabilimento e dei suoi lavoratori rimane in bilico.

Capri 35enne aggredisce i poliziotti dopo aver minacciato passanti

Capri– Estate turbolenta a Capri, dove si registra un nuovo episodio di violenza urbana, a pochi giorni dalla clamorosa rapina dell’orologio ai danni di un politico e professore universitario inglese nel pieno centro dell’isola

. Stavolta, a far scattare l’intervento delle forze dell’ordine è stato un 35enne, arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli agenti del Commissariato di Capri sono intervenuti in uno stabile dopo una segnalazione giunta alla centrale operativa, relativa a un uomo che stava molestando e minacciando alcuni passanti. All’arrivo della pattuglia, due persone – un uomo e una donna – hanno indicato il soggetto come il responsabile di offese e minacce gratuite, nate da futili motivi.

I poliziotti hanno tentato di riportare l’uomo alla calma, ma la situazione è rapidamente degenerata: l’aggressore ha mantenuto un comportamento violento e provocatorio, rendendo necessario l’accompagnamento forzato negli uffici di polizia. Qui ha nuovamente perso il controllo, aggredendo gli agenti durante una colluttazione, prima di essere definitivamente immobilizzato.

L’uomo è stato quindi arrestato e dovrà rispondere delle accuse davanti all’autorità giudiziaria. L’episodio rilancia l’allarme sicurezza sull’isola azzurra, che quest’estate sta facendo registrare un insolito incremento di tensioni e microcriminalità, in netto contrasto con l’immagine glamour e patinata che da sempre contraddistingue Capri.

Addio a Hulk Hogan, leggenda del wrestling e icona dell’America trumpiana

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È morto a 71 anni per un arresto cardiaco Hulk Hogan, vera e propria icona della cultura pop americana e leggenda assoluta del wrestling. Il decesso è avvenuto in Florida, dove l’ex campione si era ritirato da anni, lasciando un vuoto tra milioni di fan cresciuti nel mito dell’uomo dai baffi biondi, dai muscoli scolpiti e dallo sguardo fiero.

Hogan, all’anagrafe Terry Gene Bollea, era nato ad Augusta, Georgia, da padre di origini italiane, Peter Bollea, muratore, e da madre scozzese e francese, Ruth Moody, insegnante di danza e casalinga.

A differenza di altri colleghi, non ha mai rivendicato pubblicamente le sue radici italiane: la sua immagine era tutta americana, un eroe a stelle e strisce, incarnazione vivente di un patriottismo da fumetto Marvel che nel tempo si è trasformato in un simbolo della destra conservatrice più identitaria.

Figura centrale della “golden age” del wrestling anni ’80 e ’90, Hogan è stato molto più di un atleta: è diventato un personaggio-simbolo, un’icona della TV via cavo e del consumismo pop, tra t-shirt strappate sul ring, grida da predicatore evangelico e una gestualità da eucaristia pagana.

Ogni sua entrata nell’arena era un rito, ogni “Brother!” pronunciato un richiamo a una fratellanza muscolare, virile, in stile anni ’80. Un corpo mediatico, che ha incarnato per anni il sogno americano nella sua versione più testosteronica e spettacolare.

Dietro la maschera però, si celava anche una tragedia silenziosa: Hogan non è mai riuscito a separarsi dal personaggio che aveva creato, diventando prigioniero della sua stessa leggenda. L’uomo era diventato mito, e l’America – quella più nostalgica e bisognosa di eroi semplici e invincibili – non gli ha mai permesso di essere altro.

Negli ultimi anni era tornato alla ribalta per il suo legame politico con Donald Trump: nel 2024 era salito sul palco della Convention Repubblicana in Florida per sostenere la candidatura dell’ex presidente, con un intervento tanto spettacolare quanto controverso. Un ultimo atto da showman, a metà tra wrestling e propaganda, che ha definitivamente cucito il suo nome a quello dell’America trumpiana.

Ma la sua parabola non è stata priva di ombre. Negli anni ’90 fu coinvolto nello scandalo del doping nel mondo del wrestling e ammise l’uso di steroidi anabolizzanti, macchiando la sua immagine da supereroe. Più tardi, un sex tape rubato e alcune frasi razziste emerse da vecchie registrazioni portarono alla sua espulsione dalla WWE, da cui fu riammesso solo nel 2018, dopo un lungo periodo di “purgatorio”.

Hogan ha avuto anche una carriera parallela nel cinema e nella musica: è apparso in “Rocky III” accanto a Sylvester Stallone, ed è stato protagonista di cult movie come Suburban Commando e Mr. Nanny. Ha persino inciso un album, “Hulk Rules” (1995), improbabile mix di hard rock e retorica motivazionale, perfettamente coerente con la sua figura larger than life. Fu anche star di un reality show, Hogan Knows Best, che portava i fan dentro la sua vita familiare.

Alla fine, Hulk Hogan è stato tutto e il contrario di tutto: eroe e controverso, icona pop e parodia vivente, campione indiscusso e uomo solo nel camerino. La notizia della sua morte ha colpito come un colpo di scena inaspettato: fulmineo, drammatico, definitivo. Proprio come i finali delle grandi leggende del wrestling.

Von der Leyen : è tempo di ridefinire i rapporti tra UE e Cina

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La presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha avuto modo di volare in Cina per incontrare Xi Jinping.

La Von der Leyen ha posto l’accento sulla crescita che ha interessato il livello di cooperazione tra le due realtà nell’ultimo cinquantennio e sul fatto che Cina ed UE siano attualmente due delle maggiori potenze economiche globali.

E a tal proposito ha puntualizzato che gli scambi bilaterali di beni tra i 2 paesi superano i 2 miliardi di euro giornalieri. Il presidente cinese Xi Jinping, consapevole della trasformazione accelerata di un mondo in continua evoluzione, si è augurato che le due potenze optino per la scelta strategicamente più opportuna.

Non si è mancato di parlare di tematiche di importanza capitale come quella del cambiamento climatico o quella delle energie rinnovabili.

Luca De Crescenzo