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Frode fiscale e riciclaggio: maxi sequestro da 23 milioni tra Toscana e Campania

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Firenze – Un’imponente operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre 23 milioni di euro, distribuiti tra Toscana e Campania.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Firenze, si inserisce nell’ambito di una vasta inchiesta avviata nei mesi scorsi e già sfociata, lo scorso gennaio, nell’arresto di 17 persone e nel sequestro di un primo blocco di beni per circa 30 milioni di euro.

L’operazione odierna è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza dei comandi provinciali di Firenze e Napoli, in collaborazione con lo Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata) e i Gico (Gruppi d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) delle rispettive unità di polizia economico-finanziaria.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero messo in piedi un sofisticato sistema di frode fiscale, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti, utilizzando una rete di società intestate a prestanome per schermare le operazioni.

Tra i beni sequestrati figura un prestigioso complesso immobiliare a Volla, in provincia di Napoli, composto da un albergo, impianti sportivi, locali commerciali e un centro estetico. Secondo gli inquirenti, il patrimonio sarebbe riconducibile a uno degli indagati già coinvolto nella prima fase dell’inchiesta, e sarebbe stato acquisito attraverso il reinvestimento dei proventi illeciti.

Parte di questi fondi, secondo le indagini, sarebbe stata utilizzata anche per sanare debiti nell’ambito di una procedura concorsuale avviata dal Tribunale di Nola nel 2019, facendo ricorso a una società immobiliare con sede a San Marino per occultare la provenienza del denaro.

Il complesso immobiliare è stato affidato a un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale di Firenze, che ne curerà la gestione in attesa degli sviluppi del procedimento.

Aversa, sparavano pallini di gomma ai passanti: denunciati due giovani

Aversa– Un pericoloso “gioco” che è sfociato nel reato. Due giovani, un 19enne di Casaluce e un 20enne di Frignano, sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Teverola per aver sparato pallini di gomma contro ignari passanti dal finestrino di una Fiat 500 Abarth in corsa per le vie del centro di Aversa.

L’episodio risale a ieri pomeriggio, quando i due ragazzi sfrecciando a bordo dell’auto sportiva brandivano una pistola ad aria compressa (poi sequestrata) e colpivano diversi passanti, tra cui una 61enne di Trentola Ducenta.

La donna, colpita al volto mentre passeggiava con la figlia, ha riportato un contusione ed è stata medicata sul posto.

Grazie alle segnalazioni degli abitanti, i militari sono riusciti a identificare i responsabili e trovare l’auto utilizzata per i “raid”. L’arma utilizzata per il pericoloso gioco è stata consegnata spontaneamente dal 19enne.

I due giovani dovranno rispondere di molestia o disturbo alle persone e porto di oggetti atti a offendere.

Martina Carbonaro uccisa in un cantiere Pnrr, appello di Pisani a Meloni: “Perché era abbandonato?”

Napoli – Un cantiere pubblico, ufficialmente attivo e finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), trasformato in scena di un orrore. È qui, all’interno del centro sportivo comunale “Luigi Moccia” di a, che Martina Carbonaro, 14 anni, è stata uccisa lo scorso maggio dall’ex fidanzato.

E ora la famiglia della giovane, attraverso il legale Sergio Pisani, annuncia una richiesta formale di risarcimento e solleva pesanti interrogativi sulla gestione del sito.

«Riteniamo che ci siano gravi responsabilità da accertare – ha dichiarato Pisani all’ANSA –. In quel cantiere non c’erano misure minime di sicurezza: è lì che Alessio ha trovato l’arma del delitto, ed è sempre lì che ha tentato di occultare il corpo di Martina. Un’area che avrebbe dovuto essere protetta e sorvegliata, e che invece era completamente accessibile.»

Il legale ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Chiediamo il suo intervento per comprendere come sia possibile che un’opera pubblica finanziata con fondi europei fosse in uno stato di totale abbandono. È inaccettabile».

A rafforzare la ricostruzione della famiglia, anche l’architetto Paolo Sibilio, consulente tecnico della parte civile. Secondo la sua perizia, l’omicidio è avvenuto nei locali sopra gli spogliatoi del palazzetto dello sport, parte del complesso sportivo oggetto di lavori di ristrutturazione.

«Si trattava di un cantiere edile attivo – ha spiegato Sibilio – che avrebbe dovuto essere vigilato e inaccessibile non solo per proteggere i lavoratori, ma anche gli utenti della struttura.»

Al lavoro anche la criminologa Roberta Bruzzone, incaricata di fornire un supporto alle indagini. L’assenza di controlli, secondo l’avvocato Pisani, ha avuto un ruolo cruciale. «Se l’omicidio era premeditato, quel luogo rappresentava un rifugio sicuro per il delitto. Se non lo era, il cantiere ha offerto l’ambiente ideale: un’arma a portata di mano e nessuno a controllare.»

Nonostante le richieste formali inviate all’ufficio Pnrr da parte del tecnico incaricato, a oggi – denuncia Pisani – non è pervenuta alcuna risposta. Un silenzio che pesa come un’ombra sulle responsabilità istituzionali legate a una tragedia che poteva e doveva essere evitata.

Martina non è morta in un luogo abbandonato, ma in un’area pubblica che avrebbe dovuto rappresentare un presidio di sport, comunità e sicurezza. Ed è proprio da questa contraddizione che la famiglia chiede ora verità e giustizia.

Castellammare, sgomberate 4 case popolari occupate abusivamente in via Brin

Castellammare di Stabia – Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine è in corso a Castellammare di Stabia, dove sono state sgomberate quattro unità immobiliari di proprietà comunale in via Brin n. 99, occupate abusivamente da altrettanti nuclei familiari.

I decreti di sequestro preventivo sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, per il reato di invasione di terreni o edifici di proprietà pubblica (artt. 633 e 639-bis c.p.).

Occupazioni abusive pluridecennali e tentativi di regolarizzazione falliti

Le indagini hanno rivelato che le occupazioni abusive si protraevano da anni: in un caso addirittura dal 2013, mentre negli altri dal 2022. Tutte le occupazioni erano prive di qualsiasi titolo legittimante. Le richieste di regolarizzazione, ove presentate, erano state rigettate in quanto le occupazioni erano considerate insuscettibili di sanatoria.

Lo sgombero si è reso necessario come unica modalità per dare concreta ed effettiva esecuzione al sequestro preventivo. L’obiettivo è duplice: far cessare la permanenza del reato e consentire l’assegnazione delle unità immobiliari ai soggetti aventi diritto, in attesa di una graduatoria comunale che permetta la legittima assegnazione.

Forze dell’ordine in azione e immobili resi inaccessibili

Le operazioni di sgombero, ancora in fase di completamento, sono condotte dal Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare di Stabia, con il supporto dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale locale.

Al momento, tutte e quattro le unità immobiliari sotto sequestro sono state liberate dai nuclei familiari che le occupavano. Per due di esse, lo sgombero è già definitivo e gli immobili sono stati resi inaccessibili per prevenirne nuove occupazioni abusive. Per le rimanenti due, le operazioni di sgombero degli arredi sono ancora in corso.

Al termine delle operazioni, tutti gli immobili sgomberati saranno affidati in custodia giudiziale al Comune di Castellammare di Stabia, che potrà così procedere con le assegnazioni regolari.

Secondigliano, 17enne accoltellato nella notte: è grave al Cto

Napoli –  Stanotte un ragazzo di 17 anni è stato gravemente ferito con tre coltellate, due al fianco sinistro e una alla gamba destra, in circostanze ancora da chiarire.

Il giovane è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Cto da un amico 18enne che lo ha trovato a terra, in una pozza di sangue, lungo una strada del rione Don Guanella.

Grazie al rapido intervento dei medici, l’emorragia è stata fermata e le condizioni del ragazzo, inizialmente critiche, sono state stabilizzate. Al momento, il 17enne resta sotto osservazione in ospedale.

Interrogato dalla polizia, intervenuta su segnalazione del personale sanitario, il giovane, ancora sotto choc, non è stato molto collaborativo. Gli inquirenti prevedono di risentirlo, quando le sue condizioni gli permetteranno di fornire dettagli utili a ricostruire l’accaduto.

Ascoltato anche l’amico 18enne che lo ha soccorso, residente nello stesso quartiere. Il ragazzo ha riferito di essere passato casualmente sul luogo dell’aggressione, trovando il 17enne già ferito e in cerca di aiuto, ma il suo racconto non ha aggiunto elementi significativi alla dinamica dei fatti.

Gli inquirenti stanno valutando la versione fornita dal ferito

Il minore ferito ha un precedente per furto, ma nessuna condanna. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di una lite tra coetanei degenerata in violenza, anche se nessuna pista è esclusa.

Le indagini proseguono a ritmo serrato per identificare l’aggressore e chiarire le circostanze di un episodio che riaccende l’allarme sulla sicurezza tra i giovanissimi nei quartieri periferici di Napoli. Ma soprattutto per verificare la veridicità del racconto fornito.

Cinque luoghi imperdibili da visitare a Napoli

Napoli è una città dove l’antico e il moderno convivono in un’armonia affascinante. Tra rovine storiche, profumi di pizza appena sfornata e vicoli che custodiscono secoli di vita, la capitale della Campania offre un’esperienza vibrante e indimenticabile per qualsiasi visitatore.Che si tratti di una fuga romantica, di un’avventura culturale o semplicemente della voglia di respirare l’anima pulsante del sud Italia, ecco cinque luoghi essenziali da visitare a Napoli — con spazio, naturalmente, anche per chi cerca momenti più intimi e riservati durante il soggiorno.

1. Centro Storico

Il Centro Storico di Napoli è il cuore autentico della città e il punto di partenza ideale per immergersi nella sua essenza. Vicoli stretti, chiese barocche, cortili nascosti e arte urbana si intrecciano in un paesaggio dove ogni angolo racconta una storia diversa.È proprio in questo ambiente di scoperta e libertà che molti visitatori si sentono ispirati ad esplorare anche altri lati della città — compresi quelli più sensuali. In questo senso, piattaforme come Vivaincontri, specializzate in incontri per adulti e accompagnatrici sessuali, offrono esperienze personalizzate a chi desidera unire turismo e piacere in modo sicuro, elegante e discreto.

2. Castel dell’Ovo

Costruito su un piccolo isolotto collegato alla terraferma da un ponte, il Castel dell’Ovo offre una delle viste più romantiche di Napoli. Dalle sue terrazze si può ammirare il Golfo, il Vesuvio e le luci della città al tramonto.È lo scenario ideale per coppie, sessioni fotografiche o anche solo per godersi un momento di pace. Nei dintorni, ristoranti e caffè affacciati sul mare rendono l’atmosfera ancora più suggestiva.

3. Pizzeria Gino Sorbillo

Se esiste un tempio della pizza napoletana, quello è la Pizzeria Gino Sorbillo. Con una tradizione familiare e una clientela affezionata, il locale offre un’esperienza autentica: impasto a lunga lievitazione, ingredienti freschissimi e un’accoglienza vivace. Oltre al cibo, il locale è un punto d’incontro animato dove si respira la vera anima di Napoli.E per chi desidera vivere a fondo questa energia, anche in modo più privato e sensoriale, può trovare spunti interessanti attraverso Vivaincontri Napoli, una piattaforma pensata per chi cerca accompagnatrici sessuali a Napoli e dintorni, con discrezione e professionalità.

4. Lungomare Caracciolo

Il Lungomare Caracciolo è uno dei luoghi più piacevoli della città. Passeggiare lungo il mare con vista sul Vesuvio è un’attività rilassante e romantica, perfetta per chi ama la bellezza naturale e la calma del paesaggio.Al calare del sole, l’atmosfera diventa ancora più magica. Tra artisti di strada, gelaterie e ristorantini sul mare, è facile lasciarsi andare al piacere della lentezza. Alcuni turisti scelgono di concludere la giornata con una cena romantica; altri preferiscono vivere un’esperienza più privata, lasciandosi guidare da piattaforme dedicate al piacere adulto.

5. Museo di Capodimonte

Situato su una collina immersa nel verde, il Museo di Capodimonte è una tappa imperdibile per gli amanti dell’arte. Ospitato in un antico palazzo reale, conserva capolavori di Caravaggio, Raffaello, Tiziano e Botticelli.Il parco circostante offre una pausa di serenità e una vista mozzafiato sulla città. Un luogo ideale per chi desidera alternare cultura e contemplazione, lontano dal caos del centro.

Quando il turismo incontra il desiderio

Napoli è intensa, passionale e sorprendente. Una città in cui perdersi nei vicoli è un modo per ritrovarsi. Dove ogni esperienza è vissuta a cuore aperto — anche quelle più intime.Per chi cerca più di una semplice visita turistica e desidera vivere momenti unici con discrezione e raffinatezza. Connettono i visitatori a esperienze personalizzate con accompagnatrici sessuali esperte, capaci di trasformare una serata qualunque in un ricordo indelebile. Perché a Napoli, tutto si vive con passione. Anche il desiderio.

 

Ulivieri: “Spalletti capro espiatorio. Non ha sbagliato, serve più coraggio con i giovani”

Luciano Spalletti non ha colpe, o almeno non quelle che giustificherebbero il suo addio alla panchina della Nazionale. È questa la posizione netta di Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori, che in un’intervista rilasciata a LaPresse ha difeso l’ormai ex ct azzurro, puntando invece il dito contro un sistema che da anni fatica a valorizzare i talenti.

“Non c’è stato nulla di sbagliato da parte del tecnico – ha dichiarato Ulivieri – è un allenatore di valore e non si discute. Forse gli è mancata l’esperienza da selezionatore, ma ha lavorato bene. I problemi sono stati altri”. Un endorsement forte che mira a spostare l’attenzione dai risultati del campo a un tema più profondo: la mancanza di fiducia nel futuro.

Secondo Ulivieri, il problema non nasce nelle giovanili, dove si lavora ancora con attenzione sui fondamentali, e le eccezioni di tecnici troppo schematizzati sono isolate. Il vero nodo, spiega, è l’assenza di coraggio nel lanciare i giovani in prima squadra, nel farli sbagliare, crescere e restare. “Non è vero che mancano i talenti – avverte – se si guardano i risultati delle nazionali giovanili, i ragazzi ci sono. Quello che manca è la forza di puntarci davvero, come invece fanno all’estero”.

Un j’accuse rivolto non solo ai vertici federali ma all’intero ecosistema del calcio italiano, incapace di accompagnare i talenti nel salto decisivo. Per Ulivieri, cambiare rotta non è più un’opzione ma una necessità: serve una scossa culturale che liberi i giovani dall’ombra del sospetto e della panchina. Solo così si potrà tornare a costruire una Nazionale solida, competitiva e degna della sua storia. Spalletti, in fondo, potrebbe essere solo l’ennesimo bersaglio sbagliato.

Arzano, dismette la fabbrica e getta per strada i rifiuti, denunciato dalla polizia locale

Si é chiuso il cerchio per un uomo di Arzano che aveva chiuso l’attività commerciale, una fabbrica, svuotando in strada il contenuto dei locali con abbandono dei rifiuti e macchinari per strada.

Attraverso una articolata attività di indagine gli agenti della polizia locale, coordinati dal Colonnello Biagio Chiariello, sono risaliti al responsabile identificando e convocandolo in ufficio dove ha confessato.

La strada di riferimento é via Capasso ed é scattata la denuncia a piede libero con il quarantenne che ora dovrà subire un processo innanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per abbandono rifiuti speciali.

Non é l’unico caso isolato quello dell’uomo, infatti altre due persone sono state sanzionate per errato conferimento rifiuti, e altre tre per abbandono degli stessi e in un caso con denuncia del responsabile.

P.B.

Caldo, allerta arancione domani in 6 città: a Napoli e altre 11 bollino giallo

Roma – L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia si intensifica. Per giovedì 12 giugno, il bollettino del Ministero della Salute prevede un’allerta di livello 2 (bollino arancione) per Roma, Bolzano, Campobasso, Frosinone, Perugia e Rieti, segnalando condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare per le fasce più vulnerabili.

Altre 12 città, invece, saranno sotto bollino giallo (livello 1, pre-allerta): Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Latina, Messina, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Torino, Verona e Viterbo.
Il report, aggiornato quotidianamente dal Ministero, monitora 27 capoluoghi con previsioni a 24, 48 e 72 ore, fornendo indicazioni sui possibili effetti del caldo sulla popolazione.

Attenzione a proteggere anziani e bambini dalle ondate di calore

Le autorità invitano a prestare attenzione, idratarsi adeguatamente e proteggere anziani e bambini dalle alte temperature.

Gragnano, scoperte 110 piante di cannabis pronte per la raccolta

Gragnano – Proseguono senza sosta i controlli dei carabinieri nelle aree più impervie dei Monti Lattari. Nell’ambito dell’operazione “Continuum Bellum 3”, i militari della compagnia di Castellammare di Stabia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno setacciato una zona demaniale in località Vallone Fondica, nel territorio di Gragnano.

Durante il rastrellamento, da parte dei carabinieri, sono state individuate e sequestrate 110 piante di cannabis, tutte superiori al metro di altezza e ormai pronte per la raccolta e l’essiccazione. Le piante erano distribuite su sei distinte piazzole, abilmente nascoste tra la vegetazione.

 Le piante sono state distrutte: si indaga sui presunti narcos

L’intero quantitativo è stato distrutto sul posto, secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per risalire ai responsabili della coltivazione illegale.

Omicidio Kanun: due ergastoli e cinque condanne per la vendetta albanese

La Corte d’Assise di Pisa ha emesso due ergastoli e tre condanne per l’omicidio di Elson Kalaveri, il 36enne albanese ucciso il 18 agosto 2022 a Sasso Pisano con 16 colpi di arma da fuoco.

La sentenza colpisce Qoli Shkelqim, 40 anni, di Castelnuovo Val di Cecina, ritenuto il basista che ha attirato la vittima nella trappola, e Valentino Tarallo, uno dei presunti sicari che ha agito seguendo il codice Kanun, la legge consuetudinaria albanese che impone la vendetta per delitti di sangue contro congiunti.

Deliu Shkelzen, alias Shkëlzen Keqi, considerato il mandante, è stato condannato a 27 anni di reclusione, mentre Giovanni Capone, napoletano e membro del commando, ha ricevuto 24 anni. Ivan Tolomello, autista del gruppo dalla Campania alla Toscana, è stato condannato a 18 anni, beneficiando di una pena ridotta per aver collaborato con gli inquirenti e ammesso il proprio ruolo.

Secondo la ricostruzione della Procura, accolta in primo grado, l’omicidio sarebbe stato orchestrato da Shkelzen per vendicare la morte del fratello, ferito da Kalaveri nel 2014 in Albania durante una lite e deceduto nel 2019. La vendetta, pianificata secondo il Kanun, ha portato all’agguato mortale.

I difensori di Capone e Tarallo hanno contestato la solidità delle prove e il movente, mettendo in dubbio l’identificazione dei membri del commando, ma la Corte ha confermato la tesi accusatoria.

Gli imputati sono stati inoltre condannati a risarcire i familiari della vittima con una provvisionale immediatamente esecutiva: 100mila euro alla madre di Kalaveri e 25mila euro ciascuno a sorella e fratello. La sentenza, riportata oggi dalla stampa locale, segna un capitolo significativo in un caso che ha scosso la comunità pisana, evidenziando le ombre di una faida radicata in codici arcaici.

 

Domenico Sepe, l’arte che rinasce a Pompei: il Fauno scolpito nel tempo

Pompei – In una serata carica di emozione e significato, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei si è concluso con una celebrazione dell’arte come memoria e rinascita.

Nella cornice suggestiva del Teatro del Parco Archeologico, il protagonista è stato lo scultore Domenico Sepe, tra le voci più autorevoli della scultura contemporanea italiana.

Diretto da Enrico Vanzina e promosso con passione da Annarita Borelli, il festival – alla sua prima edizione – ha saputo fondere cinema, storia e identità in un dialogo vibrante con le vestigia millenarie della città sepolta dall’eruzione del 79 d.C. e oggi più viva che mai sul piano culturale.

Apice della serata conclusiva, la performance artistica di Sepe ha incantato il pubblico: ispirandosi al celebre Fauno danzante di epoca romana, l’artista ha modellato dal vivo una scultura evocativa, dando vita a un’opera che intreccia mito e materia, gesto e memoria. Una figura che emerge dal nulla come un’antica divinità, simbolo pagano di vitalità e desiderio, scolpita sotto gli occhi degli spettatori in una sorta di rito collettivo.

«La creazione è visione, non solo tecnica» ha spiegato Sepe, che ha trasformato il palco in un laboratorio dell’anima, dove l’arte diventa ponte tra l’antico e il contemporaneo. Il corpo umano, guidato dalla sua mano, si è fatto pietra, incarnando l’idea di un’umanità sospesa tra passato e presente, tra distruzione e speranza.

Accanto alla performance, Sepe ha anche firmato i premi consegnati durante la serata a protagonisti del cinema italiano come Marco Risi, Neri Parenti e Luca Ward. Due le opere simboliche: una scultura in effetto bronzo che raffigura il Fauno emergere dalla pietra lavica vesuviana e un bassorilievo che racconta, con eleganza poetica, la rigenerazione dell’uomo attraverso la forza dell’arte.

A condurre l’evento, l’attore Sergio Assisi, affiancato da numerose personalità del mondo dello spettacolo e della cultura. Ma è stata l’arte di Sepe a lasciare il segno più profondo, anche grazie all’esposizione di una grande opera scultorea inedita ispirata ai celebri calchi delle vittime dell’eruzione: volti e corpi che tornano alla vita con l’intento, nelle parole dell’autore, di “diventare simboli della rinascita di un’epoca meravigliosa e del parco che ne custodisce l’anima”.

A Pompei, ancora una volta, è l’arte a farsi voce della memoria. E quella voce, scolpita nel vento e nella pietra, continua a risuonare.

Napoli, crematori in protesta contro il Comune per i costi di trasporto salme: “No alla tassa sui morti”

NAPOLI – “Napoli è una splendida città per i vivi, non per i morti”. Così si apre la nota congiunta, dura e accorata, diffusa dai concessionari dei templi di cremazione di Castel Volturno, Domicella, Cava de’ Tirreni e Montecorvino, che attaccano frontalmente la delibera n. 243 approvata lo scorso 29 maggio dalla giunta comunale di Napoli. Il provvedimento introduce una tariffa complessiva di 360 euro sul trasporto delle salme fuori città per la cremazione e sul rientro delle urne cinerarie. Una “tassa sul dolore”, dicono i gestori, che pesa come un macigno su famiglie già colpite dalla perdita.

I concessionari denunciano un atto che giudicano miope e ingiustificato, contrario a ogni principio di libertà e rispetto nei confronti delle scelte individuali. La nuova imposizione, sostengono, è una misura che snatura il significato etico della cremazione e svilisce il diritto di decidere dove e come dare l’ultimo saluto ai propri cari. “Non si risana il bilancio sulle spalle dei morti e sul dolore dei vivi”, scrivono con amarezza, evidenziando come la decisione del Comune di Napoli rischi di trasformare un momento sacro in un peso burocratico e finanziario.

Ma non è solo una questione morale: secondo gli operatori del settore, la nuova tassa renderà economicamente svantaggiosa ogni scelta diversa dall’impianto cittadino, quello di Poggioreale, che rischia ora di andare incontro a un inevitabile sovraffollamento. Il risultato? Code, bare in attesa, carenza di spazi, rischio igienico-sanitario e un sistema cimiteriale sotto pressione.

L’appello finale è rivolto direttamente al sindaco Gaetano Manfredi. “Napoli sta vivendo una stagione di rinascita culturale e urbana – scrivono – ma è questa l’idea di città che vogliamo per i defunti? Una Napoli che tassa il dolore, mortifica la libertà e svende la dignità dell’addio?”. La richiesta è chiara: ritirare il provvedimento e restituire alla morte il rispetto che merita.

Tragedia nell’Avellinese, donna travolta e uccisa da tir davanti a centro commerciale

Un tragico incidente ha sconvolto la quiete del mattino alle porte di Avellino: una donna di 71 anni, residente a Forino, ha perso la vita dopo essere stata investita da un tir nei pressi di un centro commerciale a Torrette di Mercogliano. La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, ma secondo una prima ricostruzione l’anziana sarebbe stata travolta mentre attraversava la strada, finendo sotto il mezzo pesante.

Le operazioni di soccorso sono state lunghe e complesse: il corpo della donna è rimasto incastrato sotto il tir e per ore vigili del fuoco, carabinieri, polizia e sanitari del 118 hanno lavorato senza sosta per recuperarlo. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, per la vittima non c’è stato nulla da fare. La scena, straziante, ha attirato l’attenzione di numerosi passanti, molti dei quali visibilmente scossi.

Il traffico nella zona è andato completamente in tilt, con rallentamenti e blocchi che hanno interessato l’intera area di Torrette per diverse ore. Il pubblico ministero della Procura di Avellino ha disposto il sequestro della salma, che è stata trasferita all’ospedale del capoluogo per l’esame autoptico. Intanto, si indaga per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Quartieri Spagnoli, chiuso locale abusivo: sigilli e sequestro della Polizia Locale

Fine dei giochi per un esercizio commerciale nei Quartieri Spagnoli di Napoli, diventato emblema dell’abusivismo nel cuore della città. Gli agenti dell’Unità Operativa Avvocata della Polizia Locale hanno posto sotto sequestro il locale, sigillandone l’ingresso dopo aver accertato, ancora una volta, la prosecuzione dell’attività nonostante la totale assenza di autorizzazioni.

L’intervento è arrivato al culmine di una lunga serie di accertamenti e controlli iniziati a febbraio, quando l’attività era finita nel mirino per diverse irregolarità legate all’occupazione abusiva di suolo pubblico, alla vendita non autorizzata di alcolici e all’uso illegale di impianti musicali. Il quadro emerso da allora è stato netto: nessuna Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), nessuna autorizzazione sanitaria, zero titoli abilitativi per la somministrazione e il commercio di alcolici. Nemmeno il cambio di destinazione d’uso da residenziale a commerciale risultava regolare.

Un controllo effettuato a maggio aveva già portato all’elevazione di quattro sanzioni amministrative, ma il gestore aveva continuato a ignorare ogni obbligo, proseguendo l’attività in violazione delle normative urbanistiche, fiscali e sanitarie. L’ultimo blitz degli agenti ha confermato la condotta illegale e costante, rendendo inevitabile il sequestro.

Napoli, maxi-controlli al concerto di Marracash al Maradona: multe, sequestri e denunce

Il concerto di Marracash allo stadio Diego Armando Maradona, che ha richiamato circa 34mila fan nella serata dell’11 giugno, si è trasformato anche in un importante banco di prova per la Polizia Locale di Napoli, impegnata in un imponente dispositivo di sicurezza. L’obiettivo: garantire ordine pubblico, legalità e un regolare svolgimento dell’evento nel cuore di Fuorigrotta.

Ben 57 agenti, coordinati da due ufficiali, hanno presidiato l’area attorno allo stadio, concentrando gli sforzi soprattutto lungo viale Giochi del Mediterraneo e nelle strade limitrofe. L’intervento ha portato al sequestro di circa 230 tra birre e bevande in lattina, vendute illegalmente in contenitori vietati. Sotto la lente anche i venditori ambulanti e i parcheggiatori abusivi, con otto soggetti fermati, denunciati e multati.

Anche la viabilità ha richiesto un’attenzione particolare: 75 i veicoli rimossi per sosta irregolare, tra cui sette motocicli, e numerose le violazioni registrate in aree interdette al traffico o lungo corsie riservate. La serata si è chiusa con 90 verbali elevati per infrazioni al Codice della Strada, dalla mancata revisione al parcheggio selvaggio, passando per guida con il cellulare e assenza di cinture di sicurezza.

Riciclaggio e reati tributari, indagati Cellino e il Brescia Calcio

Una maxi inchiesta della Guardia di Finanza ha scoperchiato un presunto sistema fraudolento che avrebbe permesso a decine di soggetti, tra imprenditori e società, di lucrare milioni attraverso crediti fiscali inesistenti. Al centro dello scandalo, che ha già avuto pesanti ripercussioni sportive con la retrocessione in Serie C del club lombardo, ci sono il presidente Massimo Cellino, il Brescia Calcio e il commercialista Marco Gamba.

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno perquisito la sede della società sportiva e notificato provvedimenti nei confronti di 25 indagati, 11 persone fisiche e 14 società, accusati di riciclaggio e reati tributari. Al centro delle indagini c’è un meccanismo basato sulla creazione e commercializzazione di crediti d’imposta fittizi, per un valore stimato di oltre quattro milioni di euro, poi ceduti a società inconsapevoli o compiacenti — tra cui proprio il Brescia — per ridurre fittiziamente il carico fiscale e contributivo.

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, gli indagati avrebbero utilizzato società di comodo, formalmente attive ma prive di strutture reali, spesso intestate a prestanome con precedenti per reati fiscali. Tra queste figura anche la società Alfieri, con sede dichiarata in via Montenapoleone a Milano, priva di autorizzazioni per operare nel settore finanziario e ritenuta una semplice scatola vuota.

Il commercialista Marco Gamba avrebbe seguito direttamente l’acquisizione dei crediti da parte del Brescia, utilizzati per saldare i contributi previdenziali di febbraio e aprile, poi rivelatisi del tutto inesistenti. Un’operazione che è costata alla società la penalizzazione di otto punti in classifica, risultata determinante per la retrocessione.

Spari in strada a Torre Annunziata: un arresto per intimidazione camorristica

Napoli – È stato arrestato l’uomo ritenuto responsabile della sparatoria avvenuta lo scorso 9 marzo a Torre Annunziata, in pieno centro cittadino.

La Squadra Mobile di Napoli e gli agenti del Commissariato locale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il provvedimento riguarda un soggetto accusato, in concorso con un minorenne, di detenzione e porto illegali di armi da fuoco e pubblica intimidazione con uso di armi, reati aggravati dal metodo mafioso.

Spari in strada tra la gente

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe esploso diversi colpi di pistola in strada, in orario mattutino e in una zona affollata da pedoni e automobilisti, seminando il panico tra i passanti.

L’episodio si inserisce nel contesto di contrasti armati tra clan camorristici attivi nel territorio oplontino, teatro da mesi di tensioni e azioni violente per il controllo delle attività illecite. L’indagine, coordinata dalla Dda, ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari sul coinvolgimento dell’indagato, confermando la matrice intimidatoria e mafiosa del gesto.

 

Rissa nella movida di Sant’Antimo: 6 denunciati, 4 sono minorenni

Sant’Antimo– Notte di tensione in via Appia a Sant’Antimo, dove i Carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano sono intervenuti intorno all’una per sedare una rissa che ha coinvolto sei giovani.

Il gruppo si stava colpendo a vicenda con schiaffi e pugni nei pressi di un locale, generando allarme tra i residenti e i passanti.

Grazie al rapido intervento di ulteriori equipaggi, i carabinieri sono riusciti a bloccare e identificare tutte le persone coinvolte nello scontro. Dalle verifiche è emerso che quattro dei giovani sono minorenni, mentre i restanti due sono maggiorenni. Tutti e sei saranno denunciati per rissa all’Autorità Giudiziaria.

L’episodio riaccende i riflettori sulla crescente preoccupazione per gli episodi di violenza che coinvolgono i più giovani, spesso in contesti di aggregazione serale. Le forze dell’ordine mantengono alta l’attenzione sul territorio per prevenire e contrastare simili fenomeni.

Napoli, spari contro agenzia di pompe funebri a Barra

Napoli – Una sparatoria nel cuore di Barra ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile nella tarda serata di ieri. Intorno alle 23:30, in corso Sirena, almeno due colpi d’arma da fuoco hanno centrato la vetrina esterna di un’agenzia di trasporti funebri, frantumando il vetro e scatenando il panico tra i residenti.

Fortunatamente, nessun ferito è stato segnalato, ma la paura è ancora tangibile nel quartiere.

La dinamica dell’accaduto

Secondo le prime ricostruzioni, gli spari potrebbero essere partiti da un veicolo in movimento, anche se le indagini sono ancora in corso per stabilire con certezza quanto accaduto.

Alcuni residenti hanno riferito di aver sentito scoppiettii simili a fuochi d’artificio, prima di accorgersi della gravità della situazione.

I militari del Nucleo Radiomobile, supportati dai colleghi della Stazione carabinieri di Barra, hanno sentito a sommarie informazioni il titolare dell’agenzia funebre il quale ha riferito di non aver mai ricevuto minacce ne richieste estorsive.

Al momento, nessuna pista è esclusa: dalla lite improvvisa tra gruppi rivali, fino a un avvertimento intimidatorio legato all’attività dell’agenzia funebre.