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Da Gaza a Napoli, due bimbi feriti dalla guerra in cura al Santobono

Nel cuore della notte, Napoli ha accolto due piccolissimi sopravvissuti alla guerra. Rayan, poco più di un anno, partito da Dair Al-Balah, e Sham, due anni, proveniente da Khan Younis, sono arrivati al Santobono-Pausilipon per ricevere cure urgenti. A condurli fino alla città partenopea un’operazione umanitaria complessa, coordinata dall’Aeronautica Militare e dall’Unità di crisi della Farnesina, con il supporto della Cross di Pistoia e il coordinamento di Prefettura e Regione Campania. Dopo l’atterraggio a Ciampino con un volo militare, un’ambulanza del 118 della Asl Napoli 1 li ha trasportati direttamente in ospedale alle 2.30.

Le loro cartelle cliniche parlano di gravi patologie, tra cui sospetto rachitismo ed epatomegalia. Al Santobono sono già partiti gli accertamenti diagnostici per avviare al più presto le terapie necessarie. Ma non si tratta solo di medicina: la Fondazione Santobono-Pausilipon ha predisposto alloggi e assistenza, per offrire a questi bambini e alle loro famiglie un rifugio sicuro dopo mesi di fame, paura e distruzione. “Abbiamo visto nei loro occhi smarriti la stanchezza e il dolore, ma anche il sollievo di chi ha lasciato alle spalle la guerra, racconta Flavia Matrisciano, direttrice della Fondazione, sottolineando l’importanza dei corridoi umanitari finanziati con raccolte fondi dedicate.

Dal direttore generale Rodolfo Conenna arriva un messaggio netto: “Accogliere e curare senza distinzione di nazione o credo è la risposta concreta al dramma della guerra, che colpisce soprattutto i bambini”. Anche il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, parla di testimonianza diretta della tragedia in corso: “Mentre continua la vergogna di Gaza nell’indifferenza generale, il Santobono si conferma presidio di professionalità, solidarietà e vicinanza alla popolazione palestinese”. In un Ferragosto che per molti sarà fatto di vacanze e mare, due piccoli arrivati da lontano ricordano a tutti che, a poche ore di volo, c’è chi lotta ogni giorno semplicemente per sopravvivere.

Napoli, Ferragosto con allerta meteo: chiusi parchi, spiagge pubbliche e pontile di Bagnoli

A Napoli il Ferragosto sarà segnato dal maltempo e da misure di sicurezza straordinarie. Il Comune ha disposto la chiusura di tutti i parchi cittadini e l’interdizione delle spiagge pubbliche, insieme al divieto di accesso al pontile Nord di Bagnoli, per l’intera giornata di venerdì 15 agosto. La decisione è maturata a seguito dell’allerta meteo di colore giallo emanata dalla Protezione civile della Campania, che ha previsto, dalle 12 fino alla mezzanotte, fenomeni avversi con possibili rovesci e temporali, anche di moderata intensità.

Si tratta di una misura precauzionale volta a garantire la sicurezza di residenti e turisti in una delle giornate più affollate dell’estate, quando il richiamo del mare e delle aree verdi è particolarmente forte. Il provvedimento vuole evitare situazioni di rischio legate a possibili allagamenti, caduta di rami o alberi e scarsa visibilità in caso di precipitazioni intense. In passato, eventi meteorologici simili hanno già provocato disagi e incidenti, motivo per cui l’amministrazione ha scelto di agire in anticipo, limitando l’accesso alle aree più esposte.

L’invito ai cittadini è quello di limitare gli spostamenti non indispensabili nelle ore di allerta, prestando massima attenzione alle condizioni del tempo e alle indicazioni diffuse dagli organi ufficiali. Anche le associazioni di protezione civile e le squadre di pronto intervento comunali saranno in stato di allerta per tutta la durata dell’emergenza, pronte a intervenire in caso di necessità.

Napoli, l’addio a Luigi Di Sarno: dolore e rabbia ai funerali dell’uomo morto per botulino

Nella chiesa del Santissimo Rosario, nel quartiere di Poggioreale a Napoli, si è consumato un addio carico di dolore e rabbia. A dare l’ultimo saluto a Luigi Di Sarno, 52 anni, morto per intossicazione da botulino dopo aver mangiato un panino sul lungomare di Diamante, c’erano familiari, amici e conoscenti, tutti uniti da un’unica richiesta: giustizia.

“Non si può morire nel 2025 per un panino”, hanno ripetuto in molti, chiedendosi perché i medici non abbiano riconosciuto in tempo i sintomi dell’avvelenamento. Di Sarno è una delle due vittime del focolaio di botulino scoppiato nei giorni scorsi in Calabria, insieme a Tamara D’Acunto. Entrambi avevano consumato panini con salsiccia e friarielli acquistati da un food truck. La Procura di Paola indaga su una catena di responsabilità che coinvolge dieci persone: l’ambulante, tre responsabili delle aziende produttrici del prodotto e sei medici che ebbero in cura le vittime nelle strutture sanitarie del cosentino.

Le accuse, a vario titolo, vanno dall’omicidio colposo alle lesioni personali colpose fino al commercio di sostanze alimentari nocive. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, la comunità piange una perdita che appare tanto più inaccettabile perché legata a un gesto quotidiano e innocuo come mangiare un panino.

Vesuvio, emergenza incendi rientrata ma i sentieri restano chiusi

Napoli – L’emergenza incendi nel Parco Nazionale del Vesuvio è ufficialmente terminata, ma la rete sentieristica resterà chiusa nelle aree colpite dal fuoco fino alla conclusione delle operazioni di bonifica e alle verifiche tecniche di sicurezza.

La decisione è arrivata dopo la riunione in Prefettura a Napoli. «Siamo soddisfatti di poter comunicare che l’emergenza è rientrata – ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco, Raffaele De Luca – ma non dobbiamo abbassare la guardia. Restano in corso attività di bonifica e controlli capillari per garantire la piena sicurezza del territorio.

Invito tutti alla massima prudenza e alla collaborazione per scongiurare il rischio di nuovi incendi: la protezione del Vesuvio è una responsabilità condivisa che richiede l’impegno di ciascuno».

Fino al completamento delle verifiche, l’accesso ai sentieri rimarrà vietato. Il Parco ricorda che anche un gesto minimo può contribuire alla salvaguardia del vulcano: evitare comportamenti imprudenti, segnalare subito eventuali focolai e rispettare le indicazioni delle autorità sono azioni fondamentali per tutelare uno dei patrimoni naturali più preziosi d’Italia.

Secondigliano, viola il divieto di avvicinamento e finisce in manette: arrestato 50enne

Napoli – Nonostante un provvedimento del Tribunale che gli vietava espressamente di avvicinarsi all’ex moglie, un 50enne di Casavatore è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Secondigliano dopo essere stato sorpreso davanti all’abitazione della donna.

L’uomo, già denunciato più volte per condotte persecutorie, era sottoposto a un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Ma ieri, ignorando le restrizioni, si è presentato sotto casa dell’ex, scatenando il panico nella donna, che ha immediatamente chiamato i militari.

I Carabinieri sono intervenuti prontamente, trovando l’uomo ancora sul posto e procedendo al suo arresto.

Trascorsa la notte in camera di sicurezza, il 50enne attenderà ora il giudizio per violazione delle misure restrittive. Un nuovo episodio che riaccende i riflettori sul fenomeno della violenza domestica e sull’importanza del rispetto delle tutele imposte dall’autorità giudiziaria.

Napoli, turista rapinato e ferito alla Pignasecca: arrestato 40enne

Napoli – Aggredito e rapinato in pieno giorno, tra i vicoli affollati della Pignasecca. È successo ieri pomeriggio in via Portamedina, dove un turista è stato colpito al petto e privato della collana in oro da un uomo che, subito dopo, si è rifugiato all’interno di un palazzo.

La vittima, ancora scossa e dolorante, ha fermato una pattuglia del Commissariato Montecalvario in servizio di controllo sul territorio, raccontando l’accaduto.

Scattato l’allarme, gli agenti sono entrati nello stabile indicato e, dopo aver individuato l’appartamento dove il sospetto si era nascosto, lo hanno bloccato al termine di una colluttazione.

Il fermato, un 40enne napoletano con precedenti di polizia, è stato trovato in possesso di due laccetti in oro, uno dei quali riconosciuto dal turista come proprio.

L’uomo è stato arrestato per rapina e lesioni personali e denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Salerno, Ferragosto con caffè gratis a Montano Antilia: un gesto di ospitalità per i turisti

Montano Antilia, – Un caffè offerto per dare il benvenuto ai visitatori: è l’iniziativa lanciata dal Comune di Montano Antilia, incantevole borgo collinare del Cilento, per celebrare il Ferragosto.

Domani, 15 agosto, i turisti e i non residenti presenti nel territorio comunale, incluse le frazioni di Abatemarco e Massicelle, potranno gustare un espresso gratuito in circa dieci bar e punti vendita aderenti, grazie a un progetto promosso dal sindaco Luciano Trivelli e dall’amministrazione comunale.

Annunciata attraverso i canali social istituzionali, l’iniziativa si propone di accogliere con calore chi ha scelto Montano Antilia come meta estiva, un piccolo centro immerso tra ulivi secolari e panorami mozzafiato, sempre più apprezzato dai viaggiatori in cerca di autenticità nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

“Un caffè è un gesto semplice ma carico di significato, simbolo della nostra cultura e della nostra ospitalità,” ha dichiarato il sindaco Trivelli.

“Vogliamo che i visitatori si sentano a casa e portino con sé il ricordo di un’accoglienza genuina.”L’iniziativa, che unisce tradizione e spirito di comunità, punta a rafforzare l’attrattiva di Montano Antilia come destinazione turistica, valorizzando il suo patrimonio naturale e culturale.

Con questo gesto, il borgo cilentano si prepara a un Ferragosto di convivialità, invitando i turisti a scoprire le sue bellezze e contribuendo a promuovere un turismo sostenibile e legato alle tradizioni locali.

Cercola, pusher arrestato: in casa stupefacenti e telecamere per spiare i carabinieri

Napoli– Aveva trasformato la sua abitazione in una base di spaccio, sorvegliata da un sofisticato sistema di telecamere per controllare i movimenti delle forze dell’ordine. Un 42enne di Napoli è stato arrestato dai carabinieri della Tenenza di Cercola con l’accusa di spaccio di droga.

I militari, durante un servizio di controllo, hanno notato movimenti sospetti in via De Meis, al confine tra Cercola e il quartiere Ponticelli. Insospettiti dal via vai di persone, si sono appostati in zona, individuando l’appartamento sospetto e identificando cinque clienti che vi erano entrati per acquistare cocaina.

Il blitz è scattato subito dopo. All’interno dell’abitazione, il 42enne ha tentato invano di disfarsi dello stupefacente, gettandolo nel wc. I carabinieri hanno recuperato e sequestrato sette dosi già confezionate di cocaina, insieme a materiale per il confezionamento e 120 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

Sotto sequestro anche un sistema di videosorveglianza con sei telecamere e un maxi schermo, utilizzato per monitorare la strada e prevenire controlli delle forze dell’ordine. L’uomo è stato trasferito in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Vomero, piscina Collana chiusa a Ferragosto: bufera tra cittadini e gestione

Napoli – Dopo otto anni di attesa, la riapertura è durata appena un mese: la piscina dello stadio Collana, unico impianto pubblico del Vomero, è stata sbarrata dal 9 al 24 agosto, lasciando senza ristoro centinaia di cittadini sotto il sole cocente.

Nessun avviso ufficiale, nessuna spiegazione dal CONI o dalla Regione Campania: la notizia è circolata solo sui social, scatenando l’ira dei frequentatori.

“Una beffa per chi è rimasto in città”

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, non usa mezzi termini: “Dopo anni di battaglie per riaprirla, ci ritroviamo con la vasca vuota proprio nel picco dell’estate. Migliaia di persone, soprattutto giovani, sono state lasciate senza alternative in un quartiere già povero di servizi”.

L’impianto, chiuso dal 2017, era stato inaugurato con grande enfasi a gennaio, ma l’effettiva riapertura al pubblico era slittata a luglio, dopo pressioni e proteste. Ora, però, la nuova chiusura – senza preavviso e senza motivazioni ufficiali – rischia di trasformarsi in un blocco fino a settembre, privando il Vomero dell’unica struttura per il nuoto libero e i corsi.

La Regione e il CONI sotto accusa

Capodanno chiede chiarezza immediata alla Regione Campania, al CONI e all’ARUS (Agenzia Regionale Universiadi per lo Sport): “Se ci sono problemi, li dicano. Ma tenere la piscina chiusa a Ferragosto, con 35 gradi all’ombra, è inaccettabile”. Intanto, sui social e tra i residenti cresce la rabbia: “Dopo tanta attesa, ci hanno preso in giro” è il commento più ricorrente.

Mentre Napoli brucia, al Vomero manca persino l’acqua per rinfrescarsi. E nessuno, per ora, sa perché.

Nola, truffa anziano invalido: arrestato 52enne

Nola – Si è presentato a casa di un anziano invalido spacciandosi per avvocato e ha ritirato orologi e monili per un valore di circa 2.500 euro, frutto di una truffa messa a segno con la tecnica del “finto carabiniere”.

Questa mattina la Polizia di Stato ha arrestato un 52enne, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Nola su richiesta della Procura. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato di concorso in truffa pluriaggravata.

I fatti risalgono al 26 febbraio scorso. Un complice, ancora in via di identificazione, aveva telefonato alla vittima fingendosi un maresciallo dei carabinieri, raccontandole che la figlia aveva causato un grave incidente stradale.

Secondo lo stratagemma, l’arresto della giovane si sarebbe potuto evitare solo consegnando, tramite un avvocato, denaro o gioielli alla controparte “danneggiata”.

Poco dopo, il 52enne – nei panni del falso legale – si era presentato alla porta dell’anziano e aveva ritirato i preziosi. Ma la badante della coppia, insospettita, aveva registrato il momento della consegna, riprendendo parzialmente anche il volto del truffatore.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola e condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno permesso di risalire al sospettato attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima

Vesuvio, roghi domati ma resta l’allerta: volontari ancora in campo

Napoli– Dopo cinque giorni di incendi e focolai riattivati di continuo, il Parco nazionale del Vesuvio torna a respirare. Le fiamme, che dall’8 agosto hanno devastato il patrimonio naturale del vulcano simbolo del golfo di Napoli, sono state dichiarate spente ieri.

Decisiva, oltre all’instancabile lavoro di terra e aria, anche la grandinata eccezionale del 12 agosto che ha investito i comuni vesuviani.

La macchina dei soccorsi

Per quattro giorni canadair ed elicotteri della Regione Campania hanno sganciato migliaia di litri di liquido estinguente, mentre a terra operavano vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine, esercito, polizie locali e decine di volontari.

Una mobilitazione simile a quella del 2017, quando un incendio altrettanto devastante aveva colpito la stessa area.

Dopo la dichiarazione dello stato di mobilitazione, squadre di volontari sono arrivate anche da altre regioni per supportare gli interventi. «La rete del Vesuvio che si è creata nel 2017 ha funzionato – raccontano –. Il supporto delle guide, delle associazioni e dei volontari è stato fondamentale».

Non è finita: bonifica e indagini

L’emergenza incendi è formalmente chiusa, ma il lavoro prosegue. Restano da bonificare i sentieri, monitorare le aree colpite e valutare l’impatto ambientale. Due procure indagano per individuare i responsabili.

In Campania lo stato di “grave pericolosità incendi” resterà in vigore fino al 30 settembre, con attenzione alta almeno fino a ottobre. Stamattina i volontari hanno già effettuato nuove ispezioni nel Parco.

L’appello dei volontari

Ora si apre la “fase due” e i volontari chiedono di essere parte attiva: «Abbiamo messo tutte le energie nell’emergenza – spiegano – ma ora vogliamo essere ascoltati. Chiediamo un incontro congiunto che tenga conto delle nostre proposte per evitare nuovi disastri».

Torre del Greco ricorda i quattro amici morti nel crollo del Ponte Morandi

Torre del Greco– Alle 11:36 di questa mattina, corso Garibaldi a Torre del Greco si è fermato in un silenzio carico di emozione per commemorare Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, i quattro giovani della città vesuviana tragicamente scomparsi nel crollo del Ponte Morandi a Genova il 14 agosto 2018.

Sette anni dopo, l’associazione Sviluppo Area Porto ha riunito familiari, cittadini, autorità e forze dell’ordine al belvedere dedicato ai ragazzi, in un rito annuale che tiene viva la memoria delle vittime e la richiesta di giustizia.

La cerimonia, sostenuta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella, ha visto la partecipazione di istituzioni politiche e religiose. Alle 11:36, le sirene della Capitaneria di Porto e delle forze dell’ordine hanno risuonato in mare e lungo la strada chiusa al traffico, mentre una corona di fiori è stata deposta ai piedi della targa commemorativa.

Gli amici delle vittime hanno portato a mano le tele con i loro ritratti, prelevate dal Forum dei Giovani, in un gesto di affetto e ricordo.“Oggi il dolore si fa ancora più forte, ma restiamo uniti alle famiglie, chiedendo che la giustizia faccia presto il suo corso,” ha dichiarato il vicesindaco Michele Polese, presente insieme agli assessori Francesco Leone, Mariateresa Sorrentino, Laura Vitiello e al presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio.

La vicepresidente del consiglio regionale, Loredana Raia, ha aggiunto: “Ricordare questi ragazzi è un dovere. Attendiamo con le famiglie la conclusione del processo per fare luce su questa tragedia.

”Il crollo del Ponte Morandi, che costò la vita a 43 persone, tra cui i quattro giovani diretti in Spagna per una vacanza, resta una ferita aperta. A Genova è in corso il processo di primo grado per accertare le responsabilità. A Torre del Greco, la comunità si stringe ogni anno attorno al ricordo dei suoi ragazzi, con un momento di preghiera guidato dal parroco di Portosalvo, Vincenzo Vitiello, e la promessa di non dimenticare fino a quando giustizia non sarà fatta.

Dramma all’ospedale di Bolzano: due neonati prematuri morti in Terapia Intensiva, sospetto batterio killer

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Bolzano – Due neonati prematuri sono deceduti nelle ultime ore all’interno della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale di Bolzano, gettando nello sconforto le famiglie e l’intera comunità. L’ospedale ha indetto una conferenza stampa per le 14:30 per fornire dettagli sulla tragica vicenda.

Secondo le prime indiscrezioni, la causa del decesso sarebbe legata a un’infezione provocata dal batterio Serratia marcescens.

Questo germe, appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae, è comunemente presente nell’ambiente, ma può scatenare infezioni opportunistiche e nosocomiali (contratte in ospedale), specialmente in soggetti con un sistema immunitario debole, come i neonati prematuri.

Il batterio Serratia marcescens e i rischi nei neonati

La Serratia marcescens è un batterio noto alla comunità scientifica per la sua capacità di causare gravi infezioni, soprattutto in ambienti ospedalieri. L’Humanitas Irccs di Milano, centro di ricerca ad alta specializzazione, spiega che i principali fattori di rischio per contrarre questo tipo di infezione sono il ricovero in ospedale, l’utilizzo di cateteri e strumentazioni mediche, e le trasfusioni.

La Società Italiana di Igiene (SItI) ha sottolineato come la letteratura medica abbia documentato numerosi episodi epidemici di Serratia marcescens nei neonati, con tassi di mortalità elevati.

I neonati prematuri, in particolare, sono più vulnerabili a causa della loro immaturità, del basso peso alla nascita e della necessità di procedure invasive come la ventilazione meccanica e la nutrizione parenterale.

La vicenda di Bolzano, se confermata, riaccende i riflettori sulla sicurezza dei reparti ospedalieri, dove la vigilanza sulla prevenzione delle infezioni è fondamentale per tutelare i pazienti più fragili.

Ferragosto sotto la pioggia in Campania: allerta meteo gialla per temporali e grandinate

Napoli – Un Ferragosto all’insegna del maltempo attende la Campania. La Protezione Civile regionale ha diramato un’allerta meteo di livello giallo, valida per l’intera giornata di domani, 15 agosto, su tutto il territorio regionale.

Previste piogge e temporali, anche di forte intensità, con possibili grandinate, fulmini e raffiche di vento, particolarmente tra le 12:00 e le 23:59.Secondo le valutazioni del Centro Funzionale, le precipitazioni saranno caratterizzate da rapidità di evoluzione e incertezza previsionale, aumentando il rischio di fenomeni improvvisi e localmente intensi.

Tra i principali pericoli segnalati: allagamenti, innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua, scorrimento delle acque sulle strade, caduta di massi e frane. Le raffiche di vento, i fulmini e la grandine potrebbero inoltre causare danni a coperture, strutture esposte e al verde pubblico, oltre a disagi legati al moto ondoso.

La Protezione Civile invita i Comuni a mantenere attivi i Centri Operativi Comunali (COC) e ad adottare tutte le misure previste dai piani di protezione civile per prevenire e mitigare i rischi. Si raccomanda di monitorare la tenuta del verde pubblico e di seguire gli aggiornamenti della Sala Operativa Regionale per garantire la sicurezza di cittadini e visitatori durante la giornata festiva.

Lettere e Gragnano, armi da guerra e violenza in famiglia

L’area stabiese finisce ancora una volta sotto i riflettori per un doppio intervento ad alta tensione dei Carabinieri. A Gragnano, un 23enne già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, danneggiamento e resistenza.

La lite con la madre convivente è degenerata quando le ha lanciato contro un piatto di ceramica colpendola alla schiena, mentre al padre anziano sono stati rivolti insulti e minacce. Alla vista dei militari, il giovane ha opposto resistenza fino all’ultimo, arrivando a danneggiare l’auto di servizio con un calcio prima di essere bloccato e condotto in camera di sicurezza, in attesa di giudizio.

A pochi chilometri, a Lettere, i Carabinieri hanno scoperto un arsenale nascosto in un’abitazione privata: una pistola revolver calibro 10.40 e una 7,65 con matricola abrasa, entrambe rubate, insieme a 57 munizioni di vario calibro. La proprietaria di casa è stata denunciata, mentre le armi saranno sottoposte ad approfonditi esami balistici e dattiloscopici per verificarne l’uso in episodi criminali. Due episodi diversi, ma legati da un filo rosso di illegalità e violenza che continua a segnare il territorio stabiese.

Napoli, turista cinese rapinato in pieno centro: arrestati due banditi

Napoli– Ancora una rapina ai danni di un turista straniero, ancora una volta in una zona simbolo della città.

Stavolta la vittima è un cittadino cinese, aggredito nel pomeriggio del 9 agosto in piazza VII Settembre, tra via Toledo e piazza Dante, cuore pulsante dello shopping. Dopo una colluttazione, i malviventi gli hanno strappato dal polso un orologio di ingente valore.

Grazie a un’indagine lampo della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i due presunti autori sono stati individuati e arrestati. Fondamentali le immagini della videosorveglianza pubblica e privata, unite alla testimonianza della vittima. I rapinatori, già gravati da precedenti, erano a bordo di uno scooter rubato, poi restituito al legittimo proprietario.

Il Gip ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere. I due restano indagati per rapina aggravata e ricettazione.

Il precedente dell’Excelsior e il problema di immagine

Il caso riporta alla mente la clamorosa rapina di due giorni fa, quando un turista marocchino fu derubato all’interno della hall dell’Hotel Excelsior, uno degli alberghi più prestigiosi di Napoli.

Due episodi, diversi ma accomunati da un elemento preoccupante: la capacità dei rapinatori di colpire luoghi strategici e simbolici, in pieno giorno, senza farsi scoraggiare dalla presenza di telecamere o di personale. delle forze dell’ordine.

Per una città che negli ultimi anni ha investito moltissimo sulla propria immagine turistica, questi fatti rappresentano un “biglietto da visita” negativo, destinato a pesare soprattutto sulla percezione internazionale.

I social, la stampa estera e i racconti diretti dei viaggiatori contribuiscono a diffondere – spesso senza filtri – la narrazione di una Napoli dove il rischio di aggressioni per strada non è marginale.

Il paradosso: efficienza nelle indagini, fragilità nella prevenzione

Il lavoro della Polizia di Stato è stato, ancora una volta, rapido ed efficace. Ma il problema di fondo rimane: se le forze dell’ordine sono costrette a “correre” dopo ogni colpo, vuol dire che il sistema di prevenzione non riesce a scoraggiare in anticipo questo tipo di reati.

Napoli vive una contraddizione: da un lato è capace di attrarre flussi turistici da record; dall’altro continua a registrare episodi che minano la percezione di sicurezza proprio nei luoghi più frequentati.

Finché la repressione non sarà affiancata da un piano strutturato di prevenzione – con più pattuglie visibili, controlli mirati, campagne di deterrenza e una rete di telecamere realmente integrata – sarà difficile cambiare questa tendenza.

Se la città non interverrà in modo deciso sul fronte della sicurezza preventiva, è probabile che assisteremo ad altri episodi simili, magari ancora più clamorosi. I rapinatori agiscono con sempre maggiore audacia, consapevoli che, anche se verranno presi, il “guadagno” immediato può valere il rischio.

Il vero rischio, però, è per Napoli: perdere credibilità agli occhi di un turismo internazionale che oggi è una delle sue risorse economiche più importanti

Napoli, 86 interdittive antimafia dall’inizio dell’anno: il prefetto di Bari alza il muro contro le infiltrazioni

A Napoli la lotta alle infiltrazioni mafiose nel mondo dell’impresa non conosce tregua. Dall’inizio del 2025 il prefetto Michele di Bari ha firmato ottantasei interdittive antimafia, colpendo società attive in vari settori strategici — dall’edilizia alla ristorazione, fino alla logistica — che operavano nel territorio metropolitano sotto il sospetto di legami con la criminalità organizzata.

L’azione, frutto di un lavoro sinergico tra Prefettura, forze dell’ordine e Direzione Investigativa Antimafia, mira a difendere il tessuto socio-economico da consorterie che tentano di infiltrarsi dove circolano appalti e denaro. Non solo provvedimenti formali: di Bari ha richiamato gli enti locali al rigoroso rispetto dell’obbligo di acquisire la documentazione antimafia tramite la banca dati nazionale e di adottare senza esitazioni i conseguenti atti, dalla risoluzione dei contratti alla revoca di licenze e autorizzazioni.

Particolare attenzione è rivolta ai cantieri delle grandi opere e ai progetti finanziati dal PNRR, dove il Gruppo Interforze — coordinato dalla DIA e composto anche da Ispettorato del Lavoro e Provveditorato alle Opere pubbliche — ha già effettuato otto accessi ispettivi mirati. Un lavoro certosino di verifica su imprese, personale, mezzi e documentazione, con l’obiettivo di tagliare i ponti a chi vuole continuare a operare nell’ombra nonostante i provvedimenti ostativi. Un’azione che il prefetto definisce “essenziale per la salvaguardia dell’ordine pubblico economico e per garantire concorrenza leale e buon andamento della Pubblica Amministrazione”.

Il vescovo di Acerra tuona contro gli incendi: “Criminali! Quali oscuri interessi dietro il rogo del Vesuvio?”

Un grido di dolore e rabbia si è levato dall’altare della Basilica di Santa Maria a Pugliano, a Ercolano, all’alba della festa dell’Assunta. Monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e figlio di questa terra, ha parlato davanti ai fedeli e alle autorità di uno scempio che si ripete, paragonando il rogo dei giorni scorsi a quello devastante di otto anni fa.

“Criminali! Disonesti!”, ha tuonato, indicando con “ragionevole certezza” la matrice dolosa dell’incendio che ha ferito il Vesuvio. Ha ringraziato le forze impegnate nello spegnimento e ammonito la politica, accusando leggi e strumenti di essere ancora troppo deboli per fermare simili tragedie. Per Di Donna, non si tratta soltanto di un reato, ma di un “peccato gravissimo contro il Creato”: la terra non è nostra, ha ricordato, è di Dio, e chi la devasta lascia in eredità alle nuove generazioni un deserto.

Il Vesuvio, ha sottolineato, non è solo un vulcano o una cartolina, ma una risorsa vitale, difesa naturale da frane e alluvioni, patrimonio di cultura e storia. “Facile distruggere un albero in pochi attimi, ma quanti anni ci vogliono per farlo ricrescere?”, ha chiesto, domandandosi quali oscuri interessi si nascondano dietro questo e altri incendi che in queste settimane stanno consumando il territorio.

Maiori, blitz al porto turistico: rimosse dieci barche ormeggiate abusivamente

Un’operazione di controllo a tappeto ha messo fine alla presenza di imbarcazioni ormeggiate senza autorizzazione nel porto turistico di Maiori, in provincia di Salerno.

Dopo una ricognizione meticolosa della documentazione relativa agli ormeggi, le autorità hanno incrociato i dati custoditi negli archivi della Miramare Service s.r.l. con gli atti trasmessi dall’Ufficio demanio del Comune. Dalla verifica è emerso che, accanto a barche regolarmente registrate e in regola con il pagamento dei diritti, si trovava una decina di natanti privi di qualsiasi titolo autorizzativo.

Le forze dell’ordine, in coordinamento con il gestore del porto, hanno provveduto a identificare i mezzi irregolari, sanzionare i proprietari e procedere alla rimozione dal molo. L’operazione, frutto di settimane di lavoro dietro le quinte, ha riportato ordine nello specchio d’acqua e lanciato un segnale chiaro contro ogni forma di abusivismo.

Ruba pietre antiche dagli Scavi di Pompei: denunciato turista scozzese

Pompei – Ha raccolto frammenti di pavimentazione e un pezzo di laterizio all’interno degli scavi archeologici, li ha infilati nello zaino e ha provato ad allontanarsi. Nei guai è finito un turista scozzese di 51 anni, denunciato dai carabinieri per furto aggravato di reperti archeologici.

L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio, nei pressi della basilica. A notare i movimenti sospetti è stata una guida turistica, impegnata ad accompagnare un gruppo tra le domus dell’antica città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. L’uomo – racconta la guida – si è chinato più volte per raccogliere alcune pietre da una strada interna, sistemando il materiale nello zaino.

L’allarme è stato lanciato immediatamente alla direzione del Parco e al corpo di vigilanza privata di piazza Esedra, con una descrizione dettagliata del sospettato. Da lì è partita la segnalazione ai carabinieri del posto fisso Scavi.

 E’ stato bloccato vicino alla stazione della Circumvesuviana a Villa dei Misteri

Il turista è stato rintracciato poco dopo all’esterno dell’area archeologica, nei pressi della stazione Eav di Villa dei Misteri. Nello zaino custodiva ancora cinque pietre e un frammento di laterizio, prelevati illegalmente dal sito. Il materiale è stato recuperato e restituito al Parco archeologico.

«Complimenti e grazie alla guida turistica così attenta, ai nostri custodi, al personale di vigilanza e ai carabinieri – ha dichiarato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – per questo intervento sinergico a tutela del nostro patrimonio».