AGGIORNAMENTO : 12 Febbraio 2026 - 06:53
12.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 12 Febbraio 2026 - 06:53
12.5 C
Napoli
Home Blog Pagina 435

Brusciano, carcassa di un cavallo nel campo agricolo: scatta il sequestro

Brusciano  – Un appezzamento agricolo di 3.600 metri quadri, coltivato a ortaggi, nascondeva un segreto scomodo. I Carabinieri Forestali del Nucleo di Marigliano, durante un’ispezione nella zona simbolo della Terra dei Fuochi, hanno scoperto una vera e propria discarica abusiva con un macabro ritrovamento: la carcassa di un cavallo sepolta illegalmente.

Il controllo, svoltosi intorno alle 11:00 in località Candelora, ha portato alla luce 150 mq di terreno trasformati in discarica con cassette di plastica e legno, contenitori in polistirolo, un carrellino auto arrugginito e senza targa e tracce di combustione illegale con resti di plastica e metallo fuso, classificabili come rifiuti pericolosi

E poi la scoperta della carcassa di un cavallo sepolta sotto un cumulo di terra alto un metro. Il titolare del terreno, un 73enne del luogo senza precedenti, ha ammesso di aver interrato personalmente l’animale, morto il 2 giugno, invece di rivolgersi a un servizio autorizzato. Una scelta che gli è costata una denuncia per:

Gestione illecita di rifiuti (art. 256 DLgs 152/2006)
Combustione illegale di rifiuti (art. 256-bis)
Parte del terreno è stata sequestrata.

L’episodio rientra nel triste fenomeno che da anni affligge l’area:

Discariche abusive mascherate da terreni agricoli
Roghi tossici di materiali pericolosi
Smaltimenti illegali di ogni tipo di rifiuto
Cosa rischia ora l’uomo

Oltre al sequestro, il 73enne dovrà rispondere in sede giudiziaria di:

Reati ambientali (fino a 6 anni di reclusione)
Multe fino a 26.000 euro
Prossimi sviluppi: sono attesi accertamenti per verificare l’eventuale presenza di altri rifiuti interrati.

Incidente a Sperone: 17enne in rianimazione al Moscati, coetaneo in codice rosso

Avellino – Un drammatico incidente stradale scuote Sperone, in provincia di Avellino: un 17enne di Roccarainola lotta per la vita nel reparto di rianimazione dell’ospedale Moscati di Avellino.

Il giovane, in sella a uno scooter insieme a un coetaneo, si è scontrato nella notte tra mercoledì e giovedì con un’auto guidata da un ragazzo del posto.

L’impatto, avvenuto in circostanze ancora da chiarire, ha lasciato i due giovani gravemente feriti. Il 17enne alla guida dello scooter è stato trasportato d’urgenza al Moscati, dove versa in condizioni critiche.

Il coetaneo, anch’egli ferito, è ricoverato in codice rosso al Pronto Soccorso dello stesso ospedale, con una prognosi di 30 giorni. Il conducente dell’auto, rimasto illeso, si è fermato immediatamente per prestare soccorso e allertare i sanitari.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Baiano, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Gli accertamenti mirano a stabilire eventuali responsabilità e a verificare le condizioni della strada e dei mezzi coinvolti.

La comunità di Sperone, sotto shock, attende aggiornamenti sulle condizioni dei due giovani, mentre si stringe attorno alle loro famiglie in un momento di grande apprensione.

Mondiale per club: quando inizia e dove vederlo in tv

Nel 2025 il calcio mondiale si prepara a vivere un appuntamento storico: il Mondiale per club cambia volto e si trasforma in una vera e propria Coppa del Mondo per squadre, con 32 partecipanti da tutto il pianeta. Un format rivoluzionato, una cornice prestigiosa come quella degli Stati Uniti, e un montepremi mai visto prima rendono questa edizione un evento imperdibile per tifosi, addetti ai lavori e appassionati di sport.La competizione, organizzata dalla FIFA, segna un’evoluzione decisiva rispetto alle edizioni precedenti, aprendo le porte a un calcio più globale, competitivo e spettacolare. Squadre iconiche del panorama europeo e sudamericano, insieme a club emergenti dell’Africa, Asia e Oceania, si contenderanno il trofeo su palcoscenici imponenti. Le italiane Inter e Juventus, qualificate di diritto, si presentano agguerrite e con ambizioni concrete.Per seguire da vicino ogni sviluppo, dalle notizie di mercato ai calendari ufficiali, Calcio News 24 rappresenta un punto di riferimento autorevole e costantemente aggiornato, non solo per il Mondiale per club, ma per tutto ciò che riguarda il grande calcio internazionale.

Date ufficiali del Mondiale per club 2025

Il torneo prenderà il via il 14 giugno 2025 con il match inaugurale a Miami, e si concluderà il 13 luglio con la finalissima al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. La durata complessiva sarà quindi di circa un mese, in linea con i grandi eventi calcistici per nazionali. Il calendario è stato studiato per consentire alle squadre di affrontare tre partite nei gironi con eventuali turni di riposo prima delle fasi a eliminazione diretta.

Le squadre qualificate al Mondiale per club

A partecipare saranno 32 squadre in rappresentanza delle sei confederazioni FIFA. Dall’Europa arriveranno Real Madrid, Manchester City, Chelsea, Bayern Monaco, Paris Saint-Germain, Inter e Juventus, tra le altre. Dal Sud America si segnalano club storici come Flamengo, Palmeiras e River Plate, mentre dall’Africa e dall’Asia saranno presenti Al-Ahly, Urawa Reds e Al-Hilal. Le qualificazioni si basano sui risultati ottenuti nelle competizioni continentali dal 2021 in poi. Dispiace notare l’assenza del Napoli, campione d’Italia quest’anno, ma escluso dalla lista delle partecipanti a causa del ranking FIFA e di altre dinamiche extra sportive

Format e struttura della competizione

Il nuovo format prevede otto gironi da quattro squadre ciascuno. Le prime due classificate di ogni girone accederanno agli ottavi di finale, dando inizio alla fase a eliminazione diretta. Non sono previste partite di ritorno né finale per il terzo posto. Le partite nei gironi assegneranno punti secondo il classico schema: tre per la vittoria, uno per il pareggio. In caso di arrivo a pari punti, conteranno la differenza reti e gli scontri diretti.

Dove vedere il Mondiale per club in tv

In Italia sarà possibile seguire tutte le partite grazie alla trasmissione integrale su DAZN, che offrirà anche opzioni on demand. In aggiunta, Mediaset trasmetterà una partita al giorno in chiaro, alternando Canale 5 e Italia 1, e mettendo a disposizione anche lo streaming gratuito su Sportmediaset.it. La copertura sarà ampia e capillare, con telecronache, approfondimenti e dirette dedicate.

Gli stadi e le sedi del Mondiale per club

Il Mondiale per club si giocherà in 11 città statunitensi, tra cui New York, Miami, Atlanta, Seattle, Dallas e Los Angeles. Gli stadi selezionati sono tra i più moderni al mondo: dal Mercedes-Benz Stadium di Atlanta al leggendario Rose Bowl di Pasadena, passando per l’AT&T Stadium di Arlington. Gli impianti sono stati scelti per garantire massima capienza, visibilità e accessibilità al pubblico internazionale.

Le squadre favorite e le possibili sorprese

Le favorite restano le grandi d’Europa. Manchester City e Real Madrid guidano i pronostici, forti di organici stellari e di un’esperienza consolidata nei tornei internazionali. Attenzione anche al Bayern Monaco, sempre competitivo, e a squadre come Chelsea e PSG. Le sorprese potrebbero arrivare da club sudamericani come Flamengo o Palmeiras, noti per l’organizzazione e il talento dei singoli.

Le italiane al Mondiale per club: prospettive e obiettivi

Inter e Juventus rappresenteranno l’Italia nel torneo. Entrambe partono con l’obiettivo minimo di superare la fase a gironi. L’Inter, forte della recente finale di Champions, punta a essere protagonista anche in questo contesto mondiale. La Juventus, dopo anni difficili, vede nel torneo un’occasione di riscatto internazionale. Le due squadre italiane hanno rose competitive e potrebbero dire la loro anche nella fase a eliminazione diretta.

Il montepremi e gli aspetti economici

Il montepremi totale ammonta a circa 1 miliardo di dollari, di cui 475 milioni verranno distribuiti in base ai risultati sul campo e 525 milioni come indennità di partecipazione. La squadra vincitrice riceverà 40 milioni, mentre le altre avranno premi a scalare. Per club come Inter e Juventus, la partecipazione potrebbe garantire incassi tra i 50 e i 115 milioni, considerando premi, visibilità e sponsor.

Calendario delle partite delle squadre italiane

Il calendario delle italiane è stato ufficializzato dalla FIFA:

  • Inter inizierà il suo cammino il 17 giugno 2025 contro il Monterrey, in una sfida che si preannuncia equilibrata. Seguiranno le partite contro Auckland City e Al-Ahly, rispettivamente il 21 e il 26 giugno. Le partite si giocheranno in tarda serata (orario locale), con trasmissione notturna per il pubblico italiano.
  • Juventus esordirà invece il 18 giugno contro l’Al-Ain, e affronterà poi Wydad Casablanca e Manchester City. L’ultima gara della fase a gironi sarà decisiva per il passaggio agli ottavi e potrebbe essere giocata in contemporanea con l’altra partita del gruppo per garantire massima correttezza competitiva.

Il pubblico italiano avrà quindi l’opportunità di seguire in prima serata o nella notte tutte le partite più importanti, con un palinsesto studiato per coinvolgere anche chi segue da casa.

 

Napoli, pusher arrestato grazie all’app YouPol

Napoli – I servizi straordinari voluti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti continuano a dare i loro frutti. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha arrestato una 47enne napoletana, già nota alle forze dell’ordine anche per precedenti specifici, con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

La Segnalazione YouPol e l’Intervento del Commissariato Dante

L’operazione è scattata grazie a una segnalazione anonima giunta tramite l’app YouPol, che indicava un’attività di spaccio in corso in vicoletto I Avvocata. Gli agenti del Commissariato Dante hanno immediatamente predisposto un servizio di osservazione.

Durante la sorveglianza, i poliziotti hanno notato una donna, posizionata nei pressi di una finestra di uno stabile, mentre cedeva qualcosa a un giovane in cambio di denaro. L’intervento è stato tempestivo: gli agenti hanno bloccato l’indagata e hanno rinvenuto, proprio vicino alla finestra, 40 involucri di hashish per un peso complessivo di circa 85 grammi, oltre a due bilancini di precisione.

La 47enne è stata quindi tratta in arresto e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’episodio conferma l’efficacia delle segnalazioni dei cittadini e il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrasto al fenomeno dello spaccio di droga

Volo Napoli-Sofia in ritardo di oltre 5 ore: passeggeri bloccati in aeroporto

Napoli – Nottata di disagi per decine di passeggeri diretti a Sofia con il volo W45078 della compagnia Wizzair, partenza prevista giovedì 12 giugno dall’aeroporto di Capodichino.

L’aereo, inizialmente schedulato per le 15:15, è decollato soltanto in serata, con un ritardo di oltre cinque ore, atterrando in Bulgaria intorno alle 22:48.

I passeggeri, tra cui numerosi italiani, sono rimasti bloccati per ore nello scalo napoletano, in attesa di notizie. Il ritardo ha causato gravi disagi a chi doveva raggiungere la capitale bulgara per motivi di lavoro, salute o vacanza.

Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa sulle cause precise del disservizio, ma – secondo quanto trapelato – sarebbero escluse cause eccezionali come maltempo o bird strike, considerando che le condizioni meteo erano buone.

In base al Regolamento Europeo 261/2004, i passeggeri coinvolti potrebbero avere diritto a un risarcimento fino a 250 euro, trattandosi di un volo con ritardo superiore alle tre ore e privo di circostanze eccezionali. Per ottenere la compensazione, è possibile presentare istanza direttamente alla compagnia aerea, oppure affidarsi a una claim company come ItaliaRimborso.it o rivolgersi a un CAF.

Un’altra giornata nera per il trasporto aereo, con passeggeri esasperati e un servizio che continua a mostrare criticità anche nelle tratte a breve raggio.

Omicidio Villa Pamphili: Arrestato in Grecia il Presunto Killer di Madre e Figlia

Roma – Svolta decisiva nel macabro caso della donna e della bambina trovate morte a Villa Pamphili. Il presunto assassino, un cittadino americano, è stato fermato a Skiathos, in Grecia, in seguito a un’intensa attività investigativa e a segnalazioni cruciali. L’uomo è ricercato con l’accusa di duplice omicidio aggravato.

La svolta è arrivata grazie al racconto determinante di un testimone che, mercoledì sera, ha contattato il programma televisivo “Chi l’ha visto?”. Il telespettatore ha riferito di aver assistito, giorni prima del ritrovamento dei corpi, a una lite accesa e violenta tra una donna e un uomo, non lontano da Villa Doria Pamphilj.

La discussione era stata così concitata da richiedere l’intervento di una volante della polizia, che aveva identificato i due.

L’uomo fermato in Grecia, descritto con tratti latini, sarebbe stato isolato anche in un’immagine delle telecamere di sorveglianza, ripreso mentre teneva in braccio la bambina che indossava la tutina rosa, poi recuperata nella spazzatura. Le autorità italiane avevano già diramato il suo nome a tutte le forze di polizia internazionali a scopo cautelare, data la sua fuga all’estero.

Gli investigatori hanno ricostruito gli ultimi giorni di vita della donna, una 29enne, e della sua bambina di pochi mesi. Nella settimana precedente al ritrovamento, madre e figlia utilizzavano i tavoli del mercato San Silverio, nella zona di San Pietro, per mangiare e i bagni per lavarsi.

Alcune testimonianze hanno fornito elementi utili: “Il volto era sempre nascosto dal cappellino, gli occhiali da sole e una barba. Era molto alto, robusto e aveva un atteggiamento minaccioso. Li ho sentiti parlare solo una volta e parlavano in inglese tra di loro”, avrebbe riferito un commerciante. Un clochard ha aggiunto un ulteriore tassello al profilo del sospettato: “Quell’uomo era un violento. Un mese fa ha aggredito un bambino che stava giocando e lo aveva disturbato”.

L’arresto in Grecia rappresenta un passo fondamentale per fare piena luce su questa tragica vicenda che ha scosso la Capitale. Le indagini proseguono per chiarire il movente e le dinamiche esatte del duplice omicidio.

Castellammare, blitz contro i parcheggiatori abusivi e illeciti balneari

Castellammare- Un’operazione congiunta dei carabinieri della Compagnia locale e della polizia municipale ha messo a segno un duro colpo al fenomeno dei parcheggiatori abusivi e alle attività illegali legate alla stagione balneare.

I controlli, intensificati con l’arrivo della prima ondata di caldo estivo, hanno portato a 4 denunce e 24 sanzioni per un importo totale di 10.000 euro.

I casi più eclatanti

Davanti alla struttura sanitaria un uomo è stato sorpreso mentre svolgeva attività di “guardiamacchine” abusiva davanti a un noto centro polispecialistico, avendo addirittura allestito un vero e proprio “ufficio” su strada con sedie e birilli.

Zona lidi di via De Gasperi: un altro soggetto si faceva pagare dai bagnanti per il parcheggio delle auto, approfittando dell’afflusso turistico verso le spiagge.
Area Pozzano: due uomini sono stati colti in flagrante mentre noleggiavano abusivamente lettini da spiaggia trasportati con un’Ape Car. Ulteriori verifiche hanno accertato che uno dei

Le forze dell’ordine hanno concentrato i controlli su tre fronti principali

Parcheggiatori abusivi (con particolare attenzione alle zone vicino strutture sanitarie e spiagge)
Occupazione abusiva del suolo pubblico
Attività commerciali illegali connesse ai servizi balneari
Tutti e quattro i denunciati erano già noti alle forze dell’ordine per aver commesso reati analoghi negli ultimi due anni.

La polizia municipale ha ricordato che sono attivi numeri verdi per segnalare casi di parcheggiatori abusivi, invitando i cittadini a collaborare.

Quello dei parcheggiatori abusivi rappresenta un problema cronico per la città stabiese, che si acuisce particolarmente nel periodo estivo.Le autorità assicurano che i controlli continueranno per tutta la stagione estiva.

E’ attesa per la settimana prossima un’ordinanza comunale che inasprirà le sanzioni per chi occupa abusivamente il suolo pubblico.

Incendio alle pendici del Vesuvio: la Prefettura richiama all’ordine i Comuni

Torre del Greco  – Un vasto incendio è divampato ieri mattina nella zona pedemontana del Vesuvio, nel territorio di Torre del Greco, tra via Pisani e via Cappella.

Le fiamme, che hanno interessato un’area boschiva di interfaccia senza raggiungere il centro abitato, sono state domate dopo ore di interventi coordinati.

Sul posto sono intervenute: 2 squadre dei Vigili del Fuoco, 3 moduli AIB (Antincendio Boschivo). Militari del Gruppo Carabinieri Forestali, 3 squadre della SMA Campania S.p.A.
Le operazioni di spegnimento, concluse nella tarda mattinata, sono state seguite da attività di bonifica dell’area. Fortunatamente non si registrano feriti né danni a strutture o abitazioni.

Il monitoraggio della Prefettura

Il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha seguito in tempo reale l’evolversi della situazione, evidenziando la necessità di maggiori misure preventive nell’area vesuviana. In una nota ufficiale, la Prefettura ha ricordato ai sindaci dei comuni a rischio l’obbligo di:

Sensibilizzare cittadini e categorie professionali (agricoltori, allevatori) sui rischi
Aggiornare il catasto delle aree percorse dal fuoco
Predisporre piani comunali di protezione civile specifici per incendi di interfaccia
Emettere ordinanze mirate che vietino:
Bruciature di residui vegetali nei periodi a rischio
Accumulo di materiale combustibile lungo strade e ferrovie
Mappare punti idrici e depositi pericolosi (carburanti, pirotecnici)
ALLARME PREVENZIONE

L’episodio riaccende i riflettori sulla vulnerabilità del territorio vesuviano, dove la combinazione di fattori climatici e antropici aumenta il rischio incendi nei mesi estivi. Le autorità sottolineano come il 90% dei roghi sia di origine dolosa o colposa, rendendo fondamentale l’azione preventiva.

“Non possiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato un portavoce della Protezione Civile regionale. “Questo evento dimostra l’efficacia del sistema di risposta, ma dobbiamo lavorare ancor più sulla prevenzione.”

La situazione resta monitorata: nei prossimi giorni sono previsti sopralluoghi per valutare eventuali danni all’ecosistema. Intanto, i Comuni dell’area vesuviana hanno tempo fino al 20 giugno per comunicare alla Regione l’adozione delle misure anti-incendio.

Sette nuovi santi il 19 ottobre: tra loro anche Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei

Città del Vaticano– La Chiesa cattolica si prepara ad accogliere sette nuovi santi. Lo ha annunciato Papa Leone XIV durante il Concistoro Ordinario Pubblico tenutosi nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, dedicato alla canonizzazione di otto beati.

Nel corso della cerimonia, il Pontefice ha comunicato che la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis – figure molto amate dai giovani e simbolo di fede vissuta nella quotidianità – avverrà domenica 7 settembre 2025.

Per gli altri sette beati, la data scelta per la canonizzazione è invece domenica 19 ottobre 2025. Tra questi spicca Bartolo Longo, laico e fondatore del celebre Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, noto per la sua intensa attività caritativa e per la promozione della preghiera del Rosario.

Insieme a lui saranno proclamati santi:

  • Ignazio Choukrallah Maloyan, arcivescovo armeno cattolico di Mardin, martire;

  • Peter To Rot, catechista laico, martire in Papua Nuova Guinea;

  • Vincenza Maria Poloni, fondatrice dell’Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona;

  • Maria del Monte Carmelo Rendiles Martínez, fondatrice della Congregazione delle Serve di Gesù;

  • Maria Troncatti, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, missionaria in Ecuador;

  • José Gregorio Hernández Cisneros, medico venezuelano, considerato simbolo di scienza e fede al servizio dei più poveri.

La celebrazione del 19 ottobre si preannuncia come un momento di grande spiritualità per la Chiesa universale e per le comunità legate ai nuovi santi, le cui vite – molto diverse tra loro per epoca, luogo e vocazione – testimoniano la forza della fede in ogni angolo del mondo.

Concessi colloqui in videochiamata per i detenuti al 41bis

Per il Tribunale di sorveglianza di Milano “rispetta la Convenzione dei Diritti dell’Uomo”
Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto il reclamo presentato da un detenuto sottoposto al regime di 41 bis presso il carcere di Opera, stabilendo che egli ha diritto a colloqui con i familiari anche in videochiamata.

Secondo quanto affermato dal magistrato, “il rispetto della Costituzione e della Convenzione dei diritti dell’uomo rende necessario riconoscere” anche “al detenuto sottoposto al 41 bis il diritto di effettuare colloqui in videochiamata con i propri familiari in sostituzione dei colloqui in presenza, secondo modalità individuate dall’Amministrazione penitenziaria e nei limiti derivanti dal numero di postazioni”.

Il detenuto lamentava l’impossibilità di comunicare con la moglie, residente in Sicilia e che non vede da anni, e con i due figli, anch’essi reclusi in altri istituti. Il carcere di Opera, opponendosi, aveva chiesto il rigetto del reclamo, sostenendo che si trattasse di una richiesta dettata da un “mero interesse personale non attinente alla violazione di diritti soggettivi”.

La direzione penitenziaria aveva inoltre sollevato “controindicazioni di natura organizzativa”, spiegando che le salette utilizzate per le videochiamate coincidono con quelle dedicate alle udienze penali in videoconferenza, e che l’elevato numero di detenuti e le poche postazioni disponibili rendono complessa la gestione.

Tuttavia, la giudice Beatrice Secchi ha richiamato la necessità di un equilibrio tra le esigenze del regime di carcere duro e i diritti dei detenuti: resta infatti “la necessità di realizzare un corretto bilanciamento fra le esigenze proprie del regime 41 bis e quella di garantire l’effettività del diritto a conservare i legami familiari attraverso la fruizione dei colloqui”.

Il diritto al colloquio con i familiari, ha ricordato la giudice, è tutelato dalla Costituzione attraverso gli articoli 29, 30 e 31, nonché dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Il regime 41 bis, ha sottolineato ancora Secchi, è legittimo “solo se funzionale non già ad assicurare un surplus di punizione per gli autori di reati di speciale gravità, bensì esclusivamente a contenere la persistente pericolosità di singoli detenuti”, a condizione che le restrizioni non risultino «sproporzionate o tali da vanificare del tutto la funzione rieducativa della pena”.

Dal 2022, i colloqui visivi da remoto — introdotti in via emergenziale durante la pandemia — sono rimasti in vigore per i detenuti nei circuiti di media e alta sicurezza. Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) utilizza una rete intranet protetta, che garantisce sicurezza, impedisce intrusioni esterne e consente la registrazione e l’interruzione dei colloqui, se necessario.

Alla luce di questo quadro, il diritto ai colloqui in videochiamata, secondo il Tribunale, “deve essere riconosciuto non solo nei casi in cui il familiare non possa effettuare il colloquio in presenza per ‘età o malattia’, ma anche per differenti motivazioni pure facilmente documentabili: non c’è alcun ragionevole motivo per imporre al familiare di compiere lunghi viaggi per recarsi, ogni volta, nell’istituto penitenziario ove si trova il detenuto, spesso attraversando l’Italia e sostenendo costi non irrisori”.

Quanto ai figli, “pacificamente il diritto ad effettuare colloqui in videochiamata deve essere riconosciuto quando anche il familiare risulti detenuto, sempre che ovviamente il colloquio in presenza sia stato autorizzato”.

Violenza di genere, al via “ProgettoRispetto”: firmato protocollo tra Polizia di Stato e Fondazione Conad ETS

1

Roma – È stato siglato il 13 giugno 2025 il protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e la Fondazione Conad ETS per l’avvio del progetto nazionale “ProgettoRispetto – Insieme contro la violenza di genere”, un’iniziativa rivolta in particolare alle nuove generazioni, con l’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto e prevenire ogni forma di violenza basata sul genere.

L’accordo è stato sottoscritto dal Prefetto Alessandro Giuliano, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, e da Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice della Fondazione Conad ETS. Il progetto nasce dalla comune volontà di costruire una società più equa e consapevole, intervenendo in modo concreto su educazione, prevenzione e supporto alle vittime.

Attraverso il portale www.progettorispetto.it, saranno messi a disposizione materiali didattici gratuiti, documentari, testimonianze e incontri formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie delle scuole secondarie di primo e secondo grado. In calendario anche workshop interattivi, campagne social, e attività con esperti e formatori locali.

Il protocollo prevede inoltre azioni di sostegno alle vittime, come percorsi di reinserimento lavorativo e approfondimenti sui principali strumenti di prevenzione e tutela – tra cui le misure del Questore e i dispositivi di pronto intervento attivati dalla Polizia.

“ProgettoRispetto” si inserisce nel solco della campagna permanente “Questo non è amore”, portata avanti dalla Polizia di Stato per contrastare la violenza sulle donne e sostenere chi trova il coraggio di denunciare. «Crediamo che la cultura del rispetto e dell’uguaglianza debba essere promossa a partire dai più giovani – ha dichiarato Maria Cristina Alfieri – nei contesti in cui crescono e si formano come cittadini. Questo progetto rappresenta un passo importante verso una società in cui nessuno venga discriminato o colpito per ciò che è».

L’intesa punta anche a raggiungere le persone nei luoghi della quotidianità: nei supermercati, nei momenti di svago, tra clienti e lavoratori. Un modello innovativo di prevenzione diffusa, che rafforza la sinergia tra istituzioni pubbliche e terzo settore.

La Polizia di Stato, da sempre punto di riferimento per la sicurezza sul territorio, sottolinea il valore strategico di questa collaborazione nel diffondere messaggi di legalità e parità. La Fondazione Conad ETS, nata per valorizzare le iniziative di sostenibilità sociale delle cooperative associate a Conad, conferma il proprio impegno filantropico per il bene comune e la coesione delle comunità.

Per maggiori informazioni è attivo il sito ufficiale: www.progettorispetto.it.

Napoli, sequestrati oltre 20mila articoli contraffatti al corso Umberto e denunciate 6 persone

Napoli – Maxi operazione contro l’ambulantato abusivo e il commercio di prodotti contraffatti nel cuore della città.

Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e agenti della Polizia Locale di Napoli hanno eseguito una serie di controlli mirati tra corso Umberto e i vicoli del Rione Lavinaio, area da tempo segnalata come epicentro del fenomeno.

L’intervento congiunto ha portato al sequestro di oltre 20mila articoli tra merce contraffatta, prodotti non certificati e tabacchi di contrabbando. In particolare, la Polizia Locale ha effettuato 8 sequestri amministrativi nei confronti di ambulanti non autorizzati, per un totale di circa 2.500 articoli tra cappelli, occhiali, accessori elettronici e oggettistica varia.

Sul fronte del contrasto alla contraffazione, i “baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 10mila capi d’abbigliamento e accessori recanti marchi falsi di note griffe. Nell’ambito dell’operazione, 3 cittadini extracomunitari sono stati denunciati per commercio illecito di prodotti contraffatti.

Sempre nel corso dei controlli, altri 2 extracomunitari sono stati denunciati per la vendita di giocattoli privi di certificazioni di sicurezza, ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute dei minori. I giocattoli, sequestrati dalle Fiamme Gialle, erano oltre 8mila pezzi.

 Al rione Lavinaio sequestrati anche 19 chilogrammi di sigarette

L’operazione ha interessato anche il mercato parallelo del tabacco: nel Rione Lavinaio, i finanzieri hanno sequestrato 19 chili di sigarette di contrabbando, sanzionando un cittadino italiano ritenuto responsabile della vendita illecita.

L’azione congiunta delle forze dell’ordine si inserisce nel più ampio piano di contrasto all’illegalità diffusa, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica, garantire la sicurezza dei consumatori e salvaguardare il commercio regolare.

Antonio Conte: “Non avevo alcun accordo con la Juventus”

Antonio Conte, il tecnico del quarto scudetto del Napoli fa finalmente chiarezza sulle voci girare nei mesi scorsi a proprosito di un suo accordo con la Juventus.

“No, assolutamente io non avevo nessun accordo con la Juventus e ho rifiutato categoricamente”. Lo ha chiarito nel corso del nuovo appuntamento in due puntate con Federico Buffa Talks, la produzione originale firmata Sky Sport insieme al direttore Federico Ferri, da oggi su Sky e in streaming su Now, disponibile anche On Demand (il primo episodio alle 21 su Sky Sport Uno e a mezzanotte su Sky Sport Calcio. I nuovi passaggi sono previsti da domani).

“Io ho firmato un contratto di tre anni con il Napoli – aggiunge Antonio Conte – L’obiettivo quale era? Quello che ho sempre detto: di costruire delle basi solide e non delle basi dove alla fine, alla prima situazione, potessero sgretolarsi. Il primo step ci siamo messi come obiettivo il ritorno in Europa, neanche la Champions League.

Poi il fatto che noi siamo arrivati alla vittoria del campionato, nella mia testa e nella mia visione, nel mio progetto non è cambiato assolutamente niente. Quello che mi è dispiaciuto – continua il tecnico campione d’Italia – è che su una possibilità di un eventuale divorzio tra me e il Napoli, a un mese o un mese e mezzo dalla fine del campionato si sia già iniziato a parlare, si sia parlato di me alla Juventus”.

“Detto questo, per me la Juventus è, era e sarà sempre la Juventus, è chiaro -sottolinea il tecnico salentino-. Quindi nessuno, come ho detto, anche col Lecce, potrà mai inficiare il mio sentimento nei confronti di questo Club… della mia storia. Dove sono cresciuto, capisci?

Mi dà fastidio perché tante volte anche dietro il mio e la mia persona… Dietro il mio personaggio tanti ci marciano, tanti comunque sono degli avvoltoi, perché comunque mi rendo conto che il nome mio è diverso rispetto a tanti. Mi ricordo benissimo anche quest’anno alla presentazione del Napoli, noi siamo lì in piazzetta e a un certo punto i tifosi del Napoli iniziano a chiedermi di saltare con loro: ‘Chi non salta juventino è’. Io stoppo tutti e dico: ‘Fermiamoci un attimo. Non mi potete chiedere ciò che non potrò mai fare.

A Napoli me la sono goduta. Me la sono goduta perché, ripeto, si fa tanto per arrivare al traguardo e vincere. Una volta che tu arrivi al traguardo te la devi godere, altrimenti non ha senso. Cioè non ha senso fare il percorso e non ha senso fare tutti quei sacrifici”.

LDA in concerto al Centro Campania: il 23 giugno il ritorno sul palco con “Shalla”

MARCANISE – LDA torna a infiammare il palco, e lo fa con uno show gratuito pensato per abbracciare i fan e lanciare un nuovo capitolo della sua carriera. L’appuntamento è sabato 23 giugno, alle 22:00 in Piazza Campania, nel cuore del Centro Commerciale Campania di Marcianise. Un live a ingresso libero che promette emozioni forti e nuove vibrazioni.

Classe 2003, romano di nascita e artista in costante crescita, LDA è pronto a sorprendere ancora. Dopo una serie di freestyle pubblicati sui social che hanno riacceso l’hype, è arrivato il momento del confronto diretto con il pubblico. Il palco sarà la cassa di risonanza perfetta per il suo nuovo singolo, Shalla, uscito lo scorso 11 aprile. Una traccia intensa, dalle sfumature urban e R&B, che rappresenta più di una semplice novità discografica: è un manifesto personale, un inno alla libertà, alla leggerezza consapevole, al coraggio di lasciarsi andare senza smarrire sé stessi.

La performance a Marcianise sarà un viaggio nella musica e nell’evoluzione artistica di un talento che non ha mai smesso di mettersi in gioco. Tra hit del passato e suoni nuovi, LDA porterà in scena la sua visione rinnovata, con l’energia e l’autenticità che lo hanno reso uno dei nomi più amati della scena pop-R&B italiana. Un evento da non perdere, dove la musica diventa occasione d’incontro, riscatto e festa.

De Laurentiis: “Il mio successo nel Napoli? Merito della disciplina imparata nel cinema”

NAPOLI – “Il segreto del mio successo nel Napoli? La disciplina del cinema, dove impari a vedere il particolare nel totale e a non lasciare nulla al caso”. Con la consueta sicurezza e un pizzico di teatralità, Aurelio De Laurentiis torna a rivendicare il metodo dietro la rinascita calcistica del club partenopeo. Lo ha fatto in una cornice a lui congeniale, il teatro Bellini di Napoli, in occasione della prima tappa degli Stati Generali della Cultura promossi da Il Sole 24 Ore con il titolo “La grande bellezza per lo sviluppo dell’Italia”.

Il produttore cinematografico e patron azzurro ha tracciato un filo diretto tra la sua esperienza nel mondo delle immagini e quella, altrettanto di successo, nel mondo del pallone. “Nel cinema devi saper costruire ogni dettaglio, non puoi improvvisare – ha detto – e questo approccio lo porto ogni giorno anche nel calcio”.

L’evento, dedicato alle industrie creative come motore per la crescita del Paese, ha così accolto anche una riflessione sull’intreccio tra arte, impresa e sport, con De Laurentiis a fare da esempio vivente di quanto una visione imprenditoriale solida e trasversale possa produrre risultati concreti. In campo e fuori.

Caso Astori, tre medici condannati per falso: pene ridotte, ma resta l’ombra del documento manomesso

FIRENZE – La sentenza è arrivata, ma il sapore è amaro. Nel processo parallelo alla tragica scomparsa di Davide Astori, il capitano della Fiorentina morto nel sonno il 4 marzo 2018 durante il ritiro a Udine, il Tribunale di Firenze ha emesso tre condanne per falso ideologico legato alla presunta manipolazione di un certificato medico. Condanne lievi, decisamente più basse di quelle richieste dalla Procura, ma che confermano un quadro inquietante: qualcuno ha cercato di riscrivere la realtà su un foglio ufficiale, dopo la morte di un uomo.

Il professor Giorgio Galanti, già condannato in via definitiva per omicidio colposo nel marzo scorso, ha ricevuto un anno di reclusione. Accanto a lui, otto mesi per la dottoressa Loria Toncelli e per il professor Pietro Amedeo Modesti, quest’ultimo accusato anche di aver distrutto un documento autentico. La Corte, presieduta dal giudice Paolo De Meo, ha escluso l’aggravante del “certificato fidefacente”, riconoscendo però la falsità del documento.

Quel certificato medico, datato 10 luglio 2017, attestava l’esecuzione di uno specifico esame cardiologico – lo strain cardiaco – che, secondo l’accusa, non fu mai eseguito. E che invece comparve nella documentazione solo mesi dopo la morte di Astori. Per il pubblico ministero Antonio Nastasi, si trattava di una manovra per alleggerire le responsabilità di Galanti nel processo principale. Il documento, stampato su carta intestata datata aprile 2019, sarebbe stato creato ad arte.

Nonostante la difesa dei tre imputati avesse chiesto l’assoluzione, sostenendo che si trattasse di un errore materiale e non di dolo, il tribunale ha riconosciuto la colpa. L’avvocato Sigfrido Fenyes, legale di Galanti, ha già annunciato ricorso, parlando di “passo avanti” grazie al riconoscimento parziale delle tesi difensive.

Ma a rimanere senza risposta è la richiesta di giustizia avanzata dalla famiglia di Astori. Nessun risarcimento per la compagna Francesca Fioretti, per la figlia Vittoria e per i genitori e il fratello del calciatore. Secondo i giudici, non è stato provato che quel documento falso abbia aggravato il dolore già inflitto dalla perdita.

Il docufilm “Maradona, San Gennaro e lo sciopero dei miracoli” inaugura il Tam Tam Digifest

Napoli torna a raccontarsi sul grande schermo con la potenza del mito, della fede e del calcio. Sabato 21 giugno, al Cineteatro La Perla, debutta in anteprima “Maradona, San Gennaro e lo sciopero dei miracoli”, il docufilm firmato da Giulio Gargia che darà il via alla ventesima edizione del Tam Tam Digifest, quest’anno interamente dedicata al fumetto e al cinema d’animazione.

Il film è una visione ironica e poetica della città, ambientata nell’anno del terzo scudetto del Napoli, tra la gloria azzurra e le trasformazioni culturali di un’intera comunità. Protagonisti, due icone immortali: San Gennaro, interpretato da Patrizio Rispo, e Diego Armando Maradona, impersonato da Zap Mangusta. Insieme, danno vita a un immaginario “derby dell’anima”, un confronto surreale tra chi protegge la città dal cielo e chi l’ha portata in paradiso con un pallone.

Prodotto da Tam Tam in collaborazione con Millennium Cinematografica e Michelangelo Film, il docufilm intreccia fiction, animazione e testimonianze reali. Tra i contributi spiccano quelli di Roberto Saviano, Conchita Sannino, lo street artist Salvatore Iodice, l’antropologo Marino Niola e Don Luigi Calemme, testimoni di un’identità urbana che cambia ma non dimentica.

“Maradona, San Gennaro e lo sciopero dei miracoli” è più di un film: è il racconto di una Napoli che non chiede più prodigi, ma che vince, sogna e resiste con la forza della sua gente. Tra le strade di Forcella, i pastori di San Gregorio Armeno e i murales di Largo Maradona, si celebra una fede laica che unisce campo e cielo, memoria e futuro. Un’opera che fotografa una città viva, orgogliosa, finalmente consapevole che può farcela anche senza miracoli.

Gianmarco Tognazzi ospite a Pellezzano per “Racconti d’estate”

Pellezzano si prepara ad accogliere uno dei volti più eleganti e profondi del cinema italiano contemporaneo. Domenica 15 giugno, Gianmarco Tognazzi sarà il protagonista del secondo appuntamento della rassegna “Racconti d’estate”, organizzata da dLiveMedia in collaborazione con il Comune di Pellezzano, Scabec e la Provincia di Salerno. L’incontro, moderato dalla giornalista Stefania Maffeo, si terrà alle 18.15 nei Giardini pubblici di Piazza Municipio e vedrà la partecipazione del sindaco Francesco Morra e del direttore artistico Roberto Vargiu.

Figlio d’arte, ma mai ombra del suo celebre cognome, Tognazzi ha costruito una carriera solida e credibile, scegliendo sempre la via dell’intelligenza interpretativa e dell’eleganza narrativa. Ironico e lucido, è diventato una voce originale nel panorama italiano, capace di coniugare misura, profondità e uno stile personale che sfugge alle mode.

«Con Gianmarco non portiamo solo un nome noto — ha spiegato Vargiu — ma una sensibilità unica, un punto di vista prezioso su cosa significhi oggi fare arte con onestà e passione». L’appuntamento si preannuncia come un momento di grande qualità artistica, pensato per chi ama ascoltare storie raccontate con autenticità, per chi sa riconoscere la forza delle parole dette con consapevolezza.

Violenze su una ragazzina: condannati due calciatori ex Messina

Messina– Una sentenza destinata a far discutere: Clemente Crisci, calciatore originario di San Felice a Cancello e attualmente centrocampista del Ragusa, è stato condannato a sei anni di carcere per violenza sessuale su una minorenne di 14 anni.

I fatti risalgono al novembre 2020, in pieno lockdown, a Messina, dove Crisci militava all’epoca nella squadra locale. Insieme a lui, il compagno di squadra Carmine Cretella, oggi giocatore del Padova appena promosso in Serie B, ha ricevuto una pena più lieve: due anni, con sospensione condizionale subordinata al pagamento di 5.000 euro alla parte civile.

La sentenza è stata emessa dalla presidente della prima sezione penale del Tribunale di Messina, Rita Sergi.

L’indagine è scattata dopo la denuncia dei genitori della vittima, innescata da un passaparola partito da un’amica della 14enne. La giovane si era confidata con una psicologa, che aveva poi informato la famiglia.

Secondo la ricostruzione della Procura di Messina, Crisci avrebbe avuto un rapporto sessuale con la minorenne, mentre a Cretella è stato contestato un palpeggiamento nelle parti intime, con l’attenuante di non aver consumato un atto sessuale completo.

Il pubblico ministero Anna Maria Arena aveva chiesto pene più severe: 9 anni per Crisci e 6 per Cretella. Oltre alla condanna, Crisci dovrà versare una provvisionale immediata di 15.000 euro e risarcire i danni, ancora da quantificare, alla parte civile costituita dalla famiglia della ragazza.

 

Camorra, sequestro beni nelle Marche a due fratelli legati ai clan casertani

Un ingente patrimonio immobiliare è stato sequestrato dai finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Ancona e Ascoli Piceno nell’ambito di un’operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Ancona.

Il provvedimento ha colpito due fratelli di origine campana, uno dei quali condannato per associazione mafiosa, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.

Il sequestro, disposto come misura di prevenzione patrimoniale, ha riguardato 25 unità immobiliari, tra cui numerosi appartamenti, un albergo, depositi, magazzini, uffici e stazioni di servizio, e 23 terreni per un’estensione complessiva di oltre 200.000 metri quadrati, tutti ubicati nella provincia di Ascoli Piceno. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 4 milioni di euro.

Secondo quanto accertato dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona e dalla Compagnia di San Benedetto del Tronto, i due fratelli – un tempo considerati a capo di un clan di camorra attivo tra Caserta e Napoli – si sarebbero trasferiti nelle Marche all’inizio degli anni ’90, in seguito a una faida con un gruppo rivale. Una volta stabilitisi nel territorio piceno, avrebbero investito capitali ritenuti di provenienza illecita in una serie di acquisizioni immobiliari.

Le indagini patrimoniali hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la consistenza dei beni, evidenziando una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni acquisiti nel tempo. Le autorità inquirenti ritengono che le risorse utilizzate per le acquisizioni derivino da attività criminali pregresse, tra cui estorsioni, ricettazione, traffico di armi e droga e reati fallimentari.

Il sequestro, eseguito sulla base delle normative previste dal Codice Antimafia, ha anche un forte valore simbolico e sociale: colpire le ricchezze accumulate illecitamente significa anche sottrarre potere e influenza alla criminalità organizzata e restituire alla collettività risorse sottratte al circuito legale dell’economia.

La Guardia di Finanza sottolinea che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone coinvolte sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile.