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Caso Tramontano, la sorella di Giulia contro la famiglia di Impagnatiello: “Feccia umana, assassini ignoranti”

Milano– Non si placa la rabbia della famiglia Tramontano a più di due anni dall’omicidio di Giulia Tramontano, la giovane incinta di sette mesi uccisa a coltellate dall’allora fidanzato Alessandro Impagnatiello, ex barman condannato all’ergastolo in primo e secondo grado.

Questa volta a parlare, con parole durissime, è la sorella Chiara, che sui social ha attaccato frontalmente non solo l’assassino ma anche i suoi familiari: “Cari giudici, questa è la feccia umana che vorrebbe accedere alla giustizia riparativa. Famiglia di assassini ignoranti”.

L’ira nasce dalla sentenza con cui il Tribunale civile di Milano ha condannato la cognata di Impagnatiello – la moglie del fratello Omar – a risarcire i Tramontano con circa 25mila euro, per aver acquistato l’auto del killer poco dopo l’arresto.

La vicenda dell’auto “sparita”

Proprio quell’auto, una utilitaria, era stata usata da Impagnatiello per trasportare il corpo di Giulia dopo il delitto avvenuto il 27 maggio 2023 a Senago (Milano). La macchina non era stata inizialmente sequestrata dalla Procura per un errore procedurale: venne bloccato soltanto il pianale posteriore, dove gli investigatori trovarono tracce di sangue.

Approfittando della falla, Impagnatiello – già in carcere – riuscì tramite un notaio a conferire al fratello una procura legale sui suoi beni. L’auto fu così intestata alla cognata, nel tentativo, secondo il Tribunale, di farlo apparire nullatenente ed evitare il sequestro dei suoi beni a fini risarcitori.

“Alla famiglia Tramontano non interessava il valore economico della vettura – ha chiarito l’avvocato Giovanni Cacciapuoti, legale dei genitori, del fratello e della sorella della vittima – ma che quella macchina, macchiata di sangue, non circolasse liberamente”.

Della vettura oggi non c’è più traccia: i parenti di Impagnatiello hanno denunciato un presunto furto nell’ottobre scorso, ma la compagnia assicurativa non ha riconosciuto alcun risarcimento.

La rabbia dei familiari

La sentenza civile ha dichiarato nulla la compravendita, ritenendola un atto volto a sottrarre beni al patrimonio dell’imputato, riducendo così le garanzie di risarcimento per i Tramontano.

Una decisione che riapre ferite mai rimarginate nella famiglia della giovane uccisa.
Chiara Tramontano, postando articoli relativi alla vicenda, ha ricordato che Impagnatiello, nonostante i due ergastoli, aveva persino chiesto di accedere alla giustizia riparativa. Istanza respinta lo scorso luglio dai giudici, perché l’ex barman non ha mai mostrato segni concreti di “consapevolezza” del delitto commesso.

“Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto”, aveva già scritto Chiara dopo la sentenza d’appello che, pur confermando la pena massima, ha escluso l’aggravante della premeditazione, riconoscendo soltanto la crudeltà e il vincolo della convivenza.

Un delitto che ha sconvolto l’Italia

Giulia Tramontano fu uccisa con 37 coltellate la sera del 27 maggio 2023 nell’appartamento che divideva con Impagnatiello a Senago. Il corpo venne nascosto nel box di casa e, dopo vari tentativi di occultamento – incluso un tentativo di bruciarlo – fu ritrovato in un’intercapedine quattro giorni dopo.

L’omicidio scosse l’opinione pubblica e la comunità di Senago, diventando simbolo delle battaglie contro la violenza di genere.

Napoli, raid notturno contro un bus ANM a Poggioreale: vetri in frantumi

Napoli – Ancora un episodio di violenza gratuita ai danni del trasporto pubblico cittadino. Intorno alle 00.20 della notte scorsa, in via Santa Maria del Pianto, nel quartiere Poggioreale, un autobus dell’ANM in servizio sulla linea 785 è stato preso di mira da un gruppo di tre giovani, verosimilmente di origine straniera.

Secondo una prima ricostruzione, i ragazzi avrebbero lanciato alcune pietre contro il mezzo, che in quel momento stava rientrando in deposito a fine corsa. Uno dei colpi ha mandato in frantumi una vetrata laterale, fortunatamente senza causare feriti.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile, che hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili. Non si esclude che possano trattarsi di membri di una “baby gang”, fenomeno purtroppo non nuovo in città e già protagonista di numerosi atti vandalici ai danni di bus, convogli della metro e operatori del trasporto pubblico.

E’ l’ennesimo raid contro i bus dell’Anm

L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza degli autisti e dei passeggeri, già più volte esposti ad aggressioni e danneggiamenti. ANM ha annunciato piena collaborazione con le forze dell’ordine, mentre cresce la preoccupazione tra i sindacati di categoria, che da tempo chiedono un rafforzamento dei controlli nelle ore notturne e nelle aree più isolate del servizio urbano.

Napoli, tragedia sfiorata ai Quartieri Spagnoli: spari contro la casa di incensurati

Napoli – Un colpo di pistola risuona a Montecalvario, quartiere dei Quartieri Spagnoli. I militari del nucleo operativo di Napoli Centro sono intervenuti ieri sera, poco dopo le 21, in via Scale Montesanto.

Il colpo ha squarciato la normalità del civico 5: un proiettile è esploso, conficcandosi nel soffitto di una camera da letto al quarto piano.

La dinamica è ancora avvolta nel mistero. Secondo una prima ricostruzione, uno sconosciuto, forse appostato nella strada o su un vicino terrazzino, avrebbe esploso un colpo d’arma da fuoco.

Il proiettile, forse un 7.65 o un 9mm, ha perforato la finestra dell’abitazione, sfiorando il tetto e centrando in pieno l’intonaco del soffitto. Un gesto di intimidazione, un avvertimento, un “messaggio” criminale. O forse solo un atto folle.

Mistero sui motivi dello sparo

Fatto sta che nella stanza, pochi istanti prima, poteva esserci qualcuno. Per un puro caso del destino, non ci sono feriti. Un miracolo, o una calcolata dimostrazione di forza che ha volutamente evitato il sangue ma ha lanciato un segnale inequivocabile.

I residenti dell’appartamento colpito, un nucleo familiare, sono stati interrogati a lungo dai carabinieri. Incensurati, dicono le prime indiscrezioni. Persone comuni, forse nel posto sbagliato al momento sbagliato, o forse no.

Le indagini sono ora al vaglio della Sezione Crimini Violenti della Compagnia Napoli Centro. I militari stanno setacciando la zona alla ricerca di eventuali telecamere di sorveglianza e testimoni che possano aver visto l’uomo in fuga.

La pista principale resta quella dell’intimidazione. Chi è il vero obiettivo? Perché proprio quell’appartamento? Il quartiere di Montecalvario, cuore pulsante e spesso complicato della città, è un groviglio di vicoli e storie. Un proiettile nel soffitto è un linguaggio universale, un messaggio che non ha bisogno di spiegazioni. I carabinieriora devono decifrarne il codice.

Napoli, ore d’ansia per Carmine Mirabella: scomparso da domenica nella zona ospedaliera

Napoli – Da tre giorni non si hanno più notizie di Carmine Mirabella, 67 anni, scomparso nella mattinata di domenica 24 agosto dalla sua abitazione in via Santa Croce, nella zona ospedaliera di Napoli.

La famiglia, disperata, ha presentato denuncia di persona scomparsa alle forze dell’ordine e la figlia Terry ha lanciato un accorato appello sui social network.

“Mio padre è scomparso, vi prego aiutatemi a riportarlo a casa”, ha scritto la donna, chiedendo condivisione e sostegno nella speranza che qualcuno possa fornire segnalazioni utili.

L’ultima volta che è stato visto

Secondo la ricostruzione fornita dalla figlia, Carmine è uscito di casa domenica mattina intorno alle 8. Indossava una maglietta chiara e un paio di jeans scuri. Da quel momento si sono perse le sue tracce.

Alto 1 metro e 67, corporatura esile, occhi castani e capelli completamente bianchi, Carmine porta gli occhiali da vista. “Ha assolutamente bisogno dei suoi farmaci – spiega la figlia – potrebbe trovarsi in stato confusionale, sentirsi spaesato e disorientato”.

L’appello della famiglia

Il timore maggiore riguarda infatti le condizioni di salute dell’uomo, che senza cure mediche potrebbe peggiorare rapidamente. “Confido nelle vostre condivisioni – ha scritto Terry su Facebook – ogni segnalazione potrebbe essere importante”.

Chiunque avesse informazioni o lo avesse visto può contattare la figlia al numero 389 8374667 oppure rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine chiamando il 112.

Oltre il caso “Mia Moglie” anche Meloni, Schlein e altre donne nel mirino del web oscuro.

Roma– Non si placa l’ondata di scandali per il furto e la pubblicazione non consensuale di immagini di donne sul web.

Dopo il caso del gruppo Facebook “Mia Moglie”, un nuovo terremoto, potenzialmente più ampio e pericoloso, investe la rete: a finire nel mirino dei ladri di immagini sono stavolta anche le più alte cariche dello Stato, dalla premier Giorgia Meloni alla segretaria del Pd Elly Schlein, in un vortice di sessualizzazione e violenza digitale che ha come epicentro il forum hard Phica.eu.

La scoperta shock arriva nel pomeriggio di ieri, 27 agosto, dai social network di alcune esponenti del Partito Democratico. A lanciare l’allarme per prime sono l’europarlamentare Alessandra Moretti e la consigliera regionale laziale Valeria Campagna, che denunciano di aver trovato proprie foto rubate e pubblicate sul sito senza il loro consenso.

A loro si uniscono quasi subito l’ex parlamentare Alessia Morani e la deputata Lia Quartapelle.

“Ho deciso di reagire presentando denuncia, non solo per me ma, soprattutto, per tutte le altre donne vittime di questa violenza”, annuncia in una nota la Quartapelle, sintetizzando lo stato d’animo di una classe politica femminile sotto attacco.

Immagini rubate dalla quotidianità – un selfie, una foto in spiaggia, un momento di vita comune – strappate al loro contesto, sexualizzate e gettate in pasto a una community di utenti che le commenta con “toni sessisti e volgari”, come riportano le denunce.

La portabandiera della protesta è Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza Donne Democratiche, che esprime “vicinanza alle tante donne che si ritrovano in un girone infernale di aggressione alla propria reputazione e onorabilità”.

E conferma: nella lista delle vittime ci sono anche la leader dem Elly Schlein e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quest’ultima già bersaglio in passato di commenti inappropriati.

Ma il fenomeno, come emerso, non ha colore politico. Coinvolge “esponenti di altri partiti e tantissime donne in vista”, tutte accomunate dall’essere state trasformate in oggetti senza il loro consenso. Parole di sostegno arrivano trasversalmente da Alleanza Verdi e Sinistra e da Italia Viva, con la senatrice Raffaella Paita che rilancia la sua proposta di una procedura d’urgenza per oscurare i siti che pubblicano foto “rubate”.

Finanziere di Acerra si toglie la vita con l’arma di ordinanza

Un’ombra di profondo dolore e sgomento è calata su Civitavecchia dopo la notizia della tragica morte di Salvatore Iovino, un finanziere di 51 anni originario di Acerra.

L’uomo è stato trovato senza vita nella sua abitazione, un gesto estremo compiuto con la pistola d’ordinanza, che ha sconvolto l’intera comunità e i suoi colleghi della Guardia di Finanza.

Incredulità e dolore per una figura stimata

Salvatore Iovino era una figura molto conosciuta e apprezzata in città per il suo carattere affabile e la sua professionalità. Aveva recentemente raggiunto un importante traguardo professionale, completando con successo il corso per la promozione a maresciallo.

Un uomo descritto da colleghi e amici come “d’oro”, “sempre sorridente” e “gentile”, rendendo ancora più difficile comprendere le ragioni di un gesto così disperato.

La notizia si è diffusa rapidamente sui social, dove in molti hanno espresso incredulità e cordoglio, condividendo ricordi e messaggi per un uomo che aveva lasciato un segno positivo nella comunità.

Un’indagine in corso e un’intera categoria sotto pressione

Le autorità hanno avviato un’indagine per chiarire le circostanze della tragedia. La Procura di Civitavecchia sta coordinando gli accertamenti, mentre la Guardia di Finanza ha espresso il proprio dolore, stringendosi attorno alla famiglia di Iovino, che lascia la moglie e due figli.

La morte del finanziere riporta in primo piano l’importanza del benessere psicologico tra le forze dell’ordine, spesso sottoposte a pressioni e stress significativi. Un tema delicato che richiede maggiore attenzione e supporto.

Mentre la città si prepara a rendere omaggio a un uomo che ha servito lo Stato con onore, il pensiero di tutti è rivolto alla famiglia di Salvatore, nella speranza che possa trovare la forza per superare una perdita così incolmabile.

Omicidio Ramondino, catturato a Pontecagnano il baby killer 17enne evaso dal carcere di Bari

Napoli – È finita la fuga del 17enne di Pianura, evaso lo scorso giugno dal carcere minorile di Bari e ritenuto responsabile dell’omicidio di Gennaro Ramondino, il 18enne ucciso a Pianura nel 2022.

Dopo due mesi e mezzo di latitanza, il baby killer è stato rintracciato e arrestato a Pontecagnano, in provincia di Salerno, dove viveva nascosto in una villetta presa in affitto da fiancheggiatori del posto.

Il blitz della polizia

I poliziotti della Squadra Mobile di Napoli, con il supporto dei colleghi di Salerno, hanno monitorato i suoi spostamenti per settimane, seguendo anche tracce lasciate sul web. Ieri pomeriggio è scattato il blitz: la villetta è stata circondata e il 17enne non ha potuto far altro che arrendersi.

Trasferito nuovamente in carcere minorile, dovrà scontare la condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione inflitta lo scorso febbraio dal tribunale di Napoli con rito immediato.

Il delitto e la confessione

Durante le udienze, assistito dall’avvocata Antonella Regine, il ragazzo aveva ammesso le proprie responsabilità, raccontando di aver premuto il grilletto contro Ramondino. Aveva però sostenuto di essere stato manipolato da persone più grandi di lui, che lo avrebbero convinto a dimostrare “coraggio” per farsi accettare.

“Mi dicevano che ero sveglio e che potevo crescere con loro. Volevo sentirmi parte del gruppo e li ho accontentati. Solo dopo ho capito di essere stato plagiato”, aveva dichiarato in aula.

Le decisioni del giudice

Il giudice Angela Draetta ha escluso l’aggravante mafiosa e assolto l’imputato dall’accusa di spaccio di droga, ma ha confermato la sua responsabilità per l’omicidio. Secondo la ricostruzione processuale, il ragazzo usò una pistola lasciata incustodita e sparò contro l’amico.

Durante l’interrogatorio, il 17enne raccontò anche di essersi rifiutato di bruciare il corpo della vittima, nonostante la richiesta ricevuta. “Dormivamo insieme, passavamo giornate e notti insieme – spiegò – non ce l’ho fatta a distruggerlo così. Eravamo amici”.

Il peso del rimorso

Dietro le sbarre, il giovane killer deve ora fare i conti non solo con la condanna, ma con il tormento di un delitto che lo perseguita. “Lo porterò con me per tutta la vita”, aveva confidato in udienza.

Una vicenda che aveva occupato le cronache di Napoli nei mesi scorsi, e al di là della brutalità del gesto, getta luce sulla pressione esercitata dai gruppi criminali sui più giovani, trasformando adolescenti in manovalanza armata e carnefici di coetanei.

Oroscopo di oggi giovedì 28 agosto 2025 segno per segno

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La Luna in Bilancia ci spinge a ricercare armonia, equilibrio e partnership in ogni ambito. Attenzione, però, a non cadere nell’indecisione per il desiderio di compiacere tutti. Mercurio in fase retrograda (se applicabile in questa data ipotetica) consiglia di rileggere, verificare e chiarire per evitare fraintendimenti.


Ariete (21 Marzo – 19 Aprile)

  • Amore: Giornata di dolce complicità per le coppie. Se single, potresti incontrare qualcuno di interessante attraverso un amico o in un contesto sociale armonioso. L’energia è favorevole per accordi e pace fatta.

  • Lavoro: Ottimo per il lavoro di squadra e la collaborazione. Le tue idee troveranno sostegno se saprai ascoltare anche quelle degli altri. Evita di imporre la tua volontà.

  • Salute: Attenzione a non accumulare tensione a livello delle spalle e del collo. Un massaggio o dello stretching ti faranno bene.

  • Finanze: Situazione stabile. Una spesa piacevole ma non necessaria per abbellire la casa o per un incontro romantico.

  • Consiglio Astrologico: La chiave oggi è il “noi”, non l'”io”. Collabora invece di comandare.

Toro (20 Aprile – 20 Maggio)

  • Amore: La routine di coppia potrebbe aver bisogno di una scintilla. Organizza una cena a lume di candela o un gesto inaspettato. Single? L’amore potrebbe nascondersi tra le pagine di un libro o in biblioteca.

  • Lavoro: Giornata produttiva, ideale per mettere ordine, archiviare e concludere progetti in sospeso. La tua precisione sarà apprezzata.

  • Salute: Cerca di staccare dal lavoro per dedicarti a un hobby rilassante. Il tuo benessere passa anche dal piacere delle piccole cose.

  • Finanze: Soldi arrivano e soldi se ne vanno. Tieni d’occhio le spese quotidiane che, sommate, potrebbero pesare sul budget.

  • Consiglio Astrologico: Abbellisci il tuo spazio. Creare un ambiente armonioso ti caricherà di energia positiva.

Gemelli (21 Maggio – 20 Giugno)

  • Amore: Sei particolarmente comunicativo e affascinante. Usa questo dono per sedurre o per ringiovanire l’intesa con il partner. Attenzione ai discorsi troppo frivoli.

  • Lavoro: Idee brillanti e creative sono in primo piano. Ottimo per brainstorming, scrittura e marketing. Potresti dover gestire più conversazioni contemporaneamente.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare sovraccarico, cerca di fare una cosa alla volta. Una passeggiata nella natura ti calmerà.

  • Finanze: Possibili spese impreviste per tecnologia, mezzi di trasporto o corsi. Verifica bene prima di acquistare.

  • Consiglio Astrologico: Esprimi la tua creatività! Scrivi, disegna, parla. È il tuo modo di brillare oggi.

Cancro (21 Giugno – 22 Luglio)

  • Amore: Il focus è sulla famiglia e sulla casa. Una serata tranquilla in ambiente domestico rigenererà la coppia. Single? L’amore cerca sicurezza emotiva, non avventure.

  • Lavoro: Potresti lavorare da casa o sentirti particolarmente protetto nel tuo “nido” lavorativo. Ottimo per attività che richiedono sensibilità e cura.

  • Salute: Il tuo punto debole è lo stomaco. Cerca di mangiare in modo regolare e sano, evitando i junk food per comfort emotivo.

  • Finanze: Investi nella tua casa o nella tua tranquillità. Un acquisto per la famiglia sarà ben visto.

  • Consiglio Astrologico: Raccogliti nel tuo guscio. Nutrire il tuo spazio sicuro ti darà la forza per domani.

Leone (23 Luglio – 22 Agosto)

  • Amore: Sei magnetico e persuasivo. Usa il tuo carisma per conquistare o per stupire il partner con un discorso appassionato. Le parole hanno un potere speciale oggi.

  • Lavoro: Ottimo per presentazioni, meeting e qualsiasi situazione in cui devi essere al centro dell’attenzione. La tua opinione avrà peso.

  • Salute: Energia vitale alta. Attenzione a non esagerare e a non affaticare la voce. Idratati bene.

  • Finanze: Possibili piccoli guadagni inaspettati o un regalo. Sei fortunato, ma non sperperare.

  • Consiglio Astrologico: Fatti sentire! La tua voce è il tuo strumento più potente oggi. Comunica le tue idee con sicurezza.

Vergine (23 Agosto – 22 Settembre)

  • Amore: L’amore si esprime attraverso gesti pratici e di servizio. Mostra il tuo affetto organizzando qualcosa o aiutando concretamente. L’eros è più sottile e sensuale oggi.

  • Lavoro: Giornata ideale per l’organizzazione, la pianificazione e l’attenzione ai dettagli. La tua metodicità ti farà risparmiare tempo futuro.

  • Salute: Attenzione all’ipersensibilità intestinale. Cura l’alimentazione con cibi semplici e facili da digerire.

  • Finanze: Eccellente per gestire il budget, fare bilanci e trovare modi per risparmiare. La prudenza è la tua migliore alleata.

  • Consiglio Astrologico: Organizza un angolo della tua vita. Mettere ordine esteriore ti darà ordine interiore.

Bilancia (23 Settembre – 22 Ottobre)

  • Amore: La Luna nel tuo segno ti rende irresistibilmente carismatico e desideroso di armonia. Perfetto per un appuntamento galante o per chiarire un malinteso in coppia.

  • Lavoro: Le relazioni pubbliche e la diplomazia sono il tuo forte. Riesci a mediare tra parti opposte con grazia. Ottimo per negoziati.

  • Salute: Il tuo equilibrio è delicato. Alterna momenti sociali a momenti di solitudine per ricaricarti.

  • Finanze: Potresti essere tentato da un acquisto esteticamente bello ma non necessario. Valuta se è un capriccio o una vera gioia.

  • Consiglio Astrologico: Metti te stesso/a al primo posto. Cerca l’equilibrio dentro di te prima di cercarlo negli altri.

Scorpione (23 Ottobre – 21 Novembre)

  • Amore: L’intensità è il tuo linguaggio d’amore. Una conversazione profonda può rafforzare il legame. Single? L’attrazione potrebbe scattare all’improvviso, in modo magnetico.

  • Lavoro: Lavori meglio dietro le quinte oggi. Osserva, analizza e prepara la tua prossima mossa. La tua intuizione è fiaccatissima.

  • Salute: Giornata per rigenerarti. Un bagno caldo, una tisana, un po’ di silenzio. Ascolta i messaggi del tuo subconscio.

  • Finanze: Attenzione a spese nascoste o a investimenti poco chiari. Leggi sempre le clausole con attenzione.

  • Consiglio Astrologico: Lascia andare qualcosa che ti appesantisce. Un piccolo sacrificio per una grande liberazione emotiva.

Sagittario (22 Novembre – 21 Dicembre)

  • Amore: L’ottimismo e la voglia di avventura contagiano la vita sentimentale. Proponi al partner un’attività nuova e divertente. Single, l’amore viaggia: potrebbe arrivare da lontano.

  • Lavoro: Ottime le riunioni di gruppo e i contatti con l’estero. Le tue idee visionarie troveranno terreno fertile. Condividi il tuo entusiasmo.

  • Salute: Hai bisogno di movimento e aria aperta. Una corsa o una camminata veloce ti scaricheranno dalle energie in eccesso.

  • Finanze: Possibili opportunità attraverso amici, social network o progetti collettivi. Sii aperto alle novità.

  • Consiglio Astrologico: Condividi la tua visione! La tua speranza è contagiosa e può ispirare gli altri.

Capricorno (22 Dicembre – 19 Gennaio)

  • Amore: L’affetto si dimostra con la fedeltà e l’affidabilità. Un gesto di sostegno concreto verso il partner vale più di mille parole. L’amore è solido oggi.

  • Lavoro: Giornata di ambizione e risultati concreti. I superiori notano il tuo impegno e la tua serietà. Ottimo per avanzare di carriera.

  • Salute: Attenzione alle ossa, alle ginocchia e ai denti. Non trascurare i piccoli dolori.

  • Finanze: Soldi legati al lavoro o a investimenti a lungo termine danno soddisfazione. La tua prudenza paga.

  • Consiglio Astrologico: Concentrati sui tuoi obiettivi a lungo termine. Un piccolo passo oggi è un grande investimento per domani.

Acquario (20 Gennaio – 18 Febbraio)

  • Amore: Sei alla ricerca di un legame mentale e anticonformista. Per la coppia, una gita fuori porta o discutere di un tema innovativo ravviverà la fiamma.

  • Lavoro: Le idee rivoluzionarie sono benvenute. Non aver paura di proporre soluzioni fuori dagli schemi. La collaborazione con colleghi eterogenei è favorita.

  • Salute: Attenzione alla circolazione sanguigna e alle caviglie. Alza le gambe quando riposi e mantieniti idratato.

  • Finanze: Spese per viaggi, corsi o per supportare una causa in cui credi. Investi in conoscenza.

  • Consiglio Astrologico: Allarga i tuoi orizzonti, fisicamente o mentalmente. Il nuovo ti attira per una ragione.

Pesci (19 Febbraio – 20 Marzo)

  • Amore: Un’atmosfera sognante e romantica avvolge la tua giornata. L’intuito sentimentale è altissimo. Single, potresti innamorarti di un’idea d’amore. Sii concreto.

  • Lavoro: Lavori che richiedono creatività, intuizione o compassione (come assistenza, arte, guarigione) vanno alla grande. Attenzione a non essere troppo sognatore con le scadenze.

  • Salute: Proteggi il tuo sistema immunitario e il tuo spazio emotivo. Non assorbire le energie negative degli altri.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Evita investimenti rischiosi o prestiti. Fidati del tuo intuito, che ti dice di essere cauto.

  • Consiglio Astrologico: Ascolta i messaggi dei tuoi sogni e della tua intuizione. La risposta che cerchi è dentro di te.

Il 28 agosto 2025 si dipinge come una giornata dominata dall’energia armoniosa e diplomatica della Bilancia. Il tema centrale è l’equilibrio: tra dare e avere, tra esigenze personali e di coppia, tra lavoro individuale e di squadra. Non è un giorno per scelte impulsive o solitarie, ma per la ricerca della bellezza, della connessione e dell’accordo.

Mentre la Luna ci invita a cercare compagnia e armonia, è fondamentale ricordare che il vero equilibrio nasce prima dentro noi stessi. Il consiglio astrologico universale è quindi di cercare prima la pace interiore, per poi poterla riflettere autenticamente in ogni relazione e progetto. È un giorno per costruire ponti, per ascoltare, per apprezzare l’arte e la gentilezza. Chi saprà abbracciare questa vibrazione troverà la giornata produttiva e profondamente appagante.

Aggressione nel carcere di Carinola: tre agenti feriti, uno con 12 punti di sutura

Carinola – Oggi nella Casa Circondariale di Carinola, si è verificato un episodio di inaudita violenza ai danni della Polizia Penitenziaria.

Un detenuto italiano, senza alcun motivo apparente, è andato in escandescenza distruggendo con i bocchettoni dell’idrante l’ufficio agenti della “rotonda”. Non pago, ha aggredito brutalmente il personale in servizio: un collega è stato colpito alla testa e ha riportato una ferita grave con 12 punti di sutura, mentre altri due agenti intervenuti per contenere la furia del detenuto hanno riportato prognosi rispettivamente di 10 e 6 giorni.

Un bilancio drammatico che ripropone, ancora una volta, la realtà quotidiana delle carceri italiane: luoghi di lavoro sempre più pericolosi per chi indossa la divisa blu della Polizia Penitenziaria.

“Non è più tollerabile – ha dichiarato il Segretario Generale Aggiunto del Si.N.A.P.Pe, Luigi Vargas – che i nostri colleghi continuino a rischiare la vita in un sistema penitenziario che non garantisce né sicurezza né strumenti adeguati per fronteggiare simili emergenze. Siamo stanchi di contare feriti tra i nostri uomini: servono provvedimenti urgenti e concreti, non parole di circostanza. Lo Stato deve tutelare chi tutela lo Stato.”

Sulla stessa linea il commento di Pasquale Gallo, Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe: “L’aggressione di Carinola è la fotografia impietosa di un sistema allo sbando: carenza di organico, strutture fatiscenti, detenuti sempre più violenti e personale lasciato solo ad affrontare il pericolo quotidiano. Il Si.N.A.P.Pe sarà al fianco dei colleghi aggrediti e chiederà al Dipartimento interventi immediati per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure.”

Il Si.N.A.P.Pe esprime la massima vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti e ribadisce con forza la richiesta di un piano straordinario di sicurezza e assunzioni che restituisca dignità, rispetto e protezione alla Polizia Penitenziaria.

Arrivano i Nas e chiudono il pizza fest di Mondragone: salta il concoerto di Giusy Attanasio

Mondragone – Clamorosa interruzione del Pizza Festival: i NAS chiudono le pizzerie l’ultimo giornoUn epilogo amaro ha segnato la quarta edizione del Mondragone Pizza Festival, l’attesa kermesse dedicata alla pizza napoletana che, dal 24 al 27 agosto, ha animato il lungomare Camillo Federico di Mondragone, in provincia di Caserta.

Nella serata finale, i controlli dei Carabinieri del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) hanno rilevato la mancanza di acqua potabile nelle postazioni delle pizzerie, portando alla chiusura immediata di tutte le attività di ristorazione.

La decisione, arrivata a poche ore dal concerto della cantante napoletana Giusy Attanasio, ha lasciato migliaia di visitatori sgomenti e ha scatenato un’ondata di polemiche tra i cittadini, che ora si interrogano sulla gestione dell’evento e sulla tempistica dei controlli.

Un evento di successo travolto dall’improvvisa sospensione

Organizzato dall’Associazione Mondrapizza, il festival aveva attirato migliaia di persone nei quattro giorni di celebrazione della tradizione culinaria campana, con 12 forni attivi, una zona gluten-free, friggitorie con il classico “cuoppo” napoletano e laboratori didattici per bambini come “Mani in pasta”.

Le serate, arricchite da spettacoli musicali con ospiti come Alvaro Vitali, Emiliana Cantone e la tribute band di Rino Gaetano, avevano trasformato il lungomare in un vivace punto di ritrovo, con 1500 posti a sedere e la partecipazione di pizzaioli locali e internazionali. Ma l’entusiasmo si è spento bruscamente l’ultima sera, quando i NAS hanno imposto lo stop alle attività di somministrazione, interrompendo il festival proprio nel momento clou, con migliaia di persone pronte ad assistere al concerto di chiusura.

Polemiche dei cittadini: “Perché solo l’ultimo giorno?”La chiusura improvvisa ha alimentato un coro di proteste tra i cittadini, che si chiedono perché i controlli siano stati effettuati solo nell’ultima giornata, lasciando che l’evento si svolgesse regolarmente per tre giorni.

“Se l’acqua non era potabile, lo era anche nei giorni precedenti? Perché non sono stati fatti controlli prima dell’inizio del festival?”, si domanda Antonio R., residente di Mondragone, in un post su Facebook che ha raccolto centinaia di commenti. Altri, come Maria S., lamentano: “Hanno concesso i permessi per organizzare una manifestazione di questa portata e poi intervengono all’ultimo, rovinando tutto. È una mancanza di rispetto per chi ha lavorato e per chi è venuto da fuori”.

Le critiche si concentrano sulla gestione amministrativa e sulla tempistica dei controlli, con molti che sospettano una disorganizzazione tra gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni e quelli incaricati delle verifiche sanitarie.

Le domande aperte: acqua non potabile o problema strutturale?

La questione dell’acqua non potabile solleva interrogativi cruciali. Secondo fonti vicine agli organizzatori, il problema potrebbe essere legato a un malfunzionamento dell’impianto idrico temporaneo allestito per l’evento, ma non è chiaro se la criticità fosse presente sin dall’inizio o se sia emersa solo nell’ultima giornata.

I cittadini si chiedono se l’acqua utilizzata nei giorni precedenti fosse sicura e se i controlli del NAS, che hanno portato alla chiusura, fossero mirati o parte di un’azione di routine. “Possibile che nessuno abbia verificato prima? Chi ha dato l’ok per aprire?”, scrive indignata Laura P. sui social, evidenziando un sentimento diffuso di sfiducia verso la gestione dell’evento.

Le autorità sanitarie non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sui dettagli delle irregolarità riscontrate, ma il precedente di altre manifestazioni simili suggerisce che la mancanza di acqua potabile possa derivare da allacciamenti non conformi o da forniture idriche non adeguatamente certificate.

Resta da chiarire se il problema riguardasse tutte le postazioni o solo alcune, e perché non sia stato rilevato nei giorni precedenti, quando migliaia di persone hanno consumato cibi e bevande.Un danno per l’immagine di Mondragone e per gli organizzatori

La sospensione del Pizza Festival non ha solo interrotto una serata di festa, ma ha anche inferto un duro colpo all’immagine di Mondragone, che con questa manifestazione cercava di valorizzare le sue tradizioni culinarie e attrarre turisti.

Gli organizzatori dell’Associazione Mondrapizza, già protagonisti delle edizioni precedenti, si trovano ora a gestire le ricadute economiche e reputazionali. “È un peccato che un evento così importante per la nostra comunità sia finito così”, ha dichiarato un portavoce dell’associazione, senza però fornire dettagli sulle responsabilità.

Intanto, i pizzaioli, che avevano investito tempo e risorse, esprimono frustrazione per una chiusura che, a loro avviso, poteva essere evitata con controlli preventivi più rigorosi.Verso una riflessione sulla sicurezza degli eventi pubbliciIl caso del Mondragone Pizza Festival 2025 solleva questioni più ampie sulla pianificazione e il controllo delle manifestazioni pubbliche.

La concessione dei permessi, la verifica delle condizioni igienico-sanitarie e la coordinazione tra enti locali e forze dell’ordine appaiono come nodi critici che necessitano di maggiore attenzione. Mentre la città si interroga su come evitare che simili episodi si ripetano, i cittadini chiedono trasparenza e risposte concrete: l’acqua era davvero non potabile solo l’ultimo giorno?

E, soprattutto, chi è responsabile di un flop che ha deluso migliaia di persone?Le indagini dei NAS proseguiranno per accertare eventuali violazioni, e non è escluso che emergano ulteriori dettagli nei prossimi giorni. Intanto, il lungomare di Mondragone, che per quattro giorni aveva vibrato di musica, sapori e allegria, si svuota tra polemiche e interrogativi, lasciando un’amara lezione per il futuro.

Incidente a Torre Annunziata: dopo 2 settimane muore anche il marito di Valeria Fidente

Torre Annunziata– A due settimane dal tragico incidente stradale avvenuto l’11 agosto lungo l’autostrada A3 Napoli-Salerno, all’altezza dell’uscita Torre Annunziata Scavi, si aggrava ulteriormente il bilancio: è morto Mauro Amato, 60 anni, rimasto gravemente ferito nello scontro in cui aveva perso la vita la moglie Valeria Fidente, 54 anni.

Quel giorno, una moto con in sella la coppia – lui alla guida, lei come passeggera – si è scontrata con un’autovettura. L’incidente è stato violentissimo: la donna è stata sbalzata sull’asfalto ed è morta sul colpo, mentre il marito è stato soccorso in condizioni disperate e trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, dove è rimasto ricoverato in terapia intensiva fino al decesso sopraggiunto in queste ore.

L’auto pirata e le indagini

Secondo i primi racconti dei testimoni, l’auto coinvolta nel sinistro non si sarebbe fermata a prestare soccorso, allontanandosi subito dopo l’impatto. Le indagini condotte dalla Polizia Stradale di Angri hanno permesso di rintracciare il veicolo e identificare il conducente, già denunciato per omicidio stradale e omissione di soccorso.

Con la morte di Mauro Amato, la posizione dell’automobilista potrebbe ulteriormente aggravarsi, con un secondo capo di imputazione legato al nuovo decesso. La vicenda è seguita dalla Procura di Torre Annunziata, che coordina le indagini per ricostruire con precisione dinamica e responsabilità dell’accaduto.

Una famiglia spezzata

Valeria Fidente, originaria di Afragola ma residente a Napoli, lavorava al Centro Direzionale ed era madre di una bambina. Una donna descritta da chi la conosceva come “solare, gentile e riservata”, la cui perdita aveva già scosso profondamente la comunità. Ora, con la scomparsa del marito, la tragedia assume contorni ancora più drammatici: una famiglia distrutta nel giro di due settimane.

Il dolore e il ricordo

Innumerevoli i messaggi di cordoglio apparsi sui social dopo la morte di Valeria, a testimonianza dell’affetto e della stima che la circondavano. Ora il dolore si rinnova per la morte di Mauro, che aveva lottato tra la vita e la morte per due settimane.

La comunità del Napoletano resta sconvolta da questa duplice tragedia. La procura sta valutando ogni elemento per accertare le responsabilità dell’automobilista che, secondo gli investigatori, non avrebbe rispettato l’obbligo di fermarsi dopo l’impatto. Un comportamento che, oltre a risultare penalmente rilevante, ha amplificato il senso di ingiustizia per la morte di Valeria e ora anche di Mauro.

“Due vite spezzate in pochi attimi, un dolore senza fine”, è il commento che circola tra i conoscenti della coppia.

Meret spegne le polemiche: “Con Vanja sana competizione, vogliamo spingerci sempre più in alto”

Napoli– Alex Meret si conferma volto sereno e maturo del nuovo Napoli. Il portiere friulano, reduce dalla vittoria all’esordio di campionato sul campo del Sassuolo, ha parlato a Radio Crc affrontando diversi temi: dalla convivenza con Vanja Milinkovic-Savic alla crescita del gruppo, passando per le ambizioni stagionali degli azzurri.

Duello tra i pali, senza polemiche

Sul dualismo con il nuovo arrivato, Meret è chiaro: «Con Vanja c’è un buonissimo rapporto, di sana competizione. È giusto così: bisogna lavorare bene e farsi trovare pronti, indipendentemente da chi giocherà».

Nessun accenno a rivalità o tensioni: il numero uno azzurro sottolinea come il confronto quotidiano con l’ex granata sia uno stimolo ulteriore, nell’ottica di una porta azzurra sempre blindata.

Il nuovo Napoli e l’amalgama trovata in fretta

Tanti i volti nuovi giunti in estate, ma Meret non ha dubbi: «L’inserimento è stato facile, sono arrivati presto e c’è stato tempo per lavorare insieme. Siamo un gruppo di ragazzi seri, che vogliono fare bene: sarà semplice anche per eventuali altri rinforzi integrarsi». Parole che confermano la solidità dello spogliatoio, uno dei punti di forza del Napoli che fu campione d’Italia appena due stagioni fa.

Esordio convincente a Reggio Emilia

Il portiere ripercorre poi la prima giornata di campionato: «Siamo partiti bene, con una prova di attenzione e sacrificio. Abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato, ottenendo una vittoria importante in trasferta. L’atteggiamento è stato ottimo e questo ha fatto la differenza»

. Meret cita anche la continuità tattica: lo stesso modulo visto a fine della scorsa stagione, con Jack (Raspadori) vicino a Lukaku, segno di un lavoro che prosegue nel segno della stabilità.

Ambizioni alte, con umiltà

Obiettivi? «L’asticella deve essere sempre più alta, con umiltà e abnegazione. Abbiamo le qualità per provare a vincere tutte le partite e arrivare più avanti possibile in tutte le competizioni». È la voce di un gruppo che, pur rinnovato, non vuole porsi limiti: scudetto, Coppa Italia ed Europa sono traguardi da inseguire senza timori.

Leader silenzioso ma presente

Infine, un passaggio sul suo ruolo nello spogliatoio: «Sicuramente mi sento uno dei più esperti, conosco bene la piazza e i tifosi. Cerco di essere un punto di riferimento per i nuovi e per i giovani.

Sono felice di essere qui da tanti anni, mi sono sempre trovato bene».
Meret, dunque, non solo portiere titolare ma anche colonna silenziosa di un Napoli che riparte con nuove sfide e nuove ambizioni. La sana competizione con Milinkovic-Savic e il carattere di un gruppo in formazione potrebbero essere la chiave per ritrovare entusiasmo e continuità.

Lo stadio Maradona sbarca nel mondo virtuale di EA Sports FC 26

Napoli– Lo stadio Diego Armando Maradona entra per la prima volta nel mondo del gaming internazionale.

Dal 19 settembre 2025, con l’uscita di EA Sports FC 26, i tifosi azzurri di tutto il pianeta potranno vivere l’emozione delle partite del Napoli anche in versione digitale, grazie a un accordo ufficiale tra Electronic Arts e il Comune di Napoli.

Il Maradona tra gli stadi ufficiali della Serie A

Con questo ingresso, il Maradona diventa il terzo stadio italiano ufficialmente presente nel celebre videogioco sportivo, dopo l’Allianz Stadium di Torino e il Bluenergy Stadium di Udine. Una scelta che non solo amplia l’autenticità del titolo, ma porta anche Napoli e il suo tifo appassionato sotto i riflettori della community globale di gamer e amanti del calcio.

Una riproduzione fedele tra architettura e atmosfera

Il lavoro dei tecnici di EA Sports è stato meticoloso: rilievi, riprese audiovisive e registrazioni sonore direttamente sul posto hanno permesso di ricreare ogni dettaglio architettonico e acustico dello stadio.

Non solo le curve e i distintivi settori, ma anche i cori e l’atmosfera che rende unico il tifo partenopeo. L’obiettivo è offrire un’esperienza immersiva capace di trasmettere le stesse sensazioni vissute dagli spettatori sugli spalti di Fuorigrotta.

Le parole di EA Sports: “Un’icona del calcio globale”

“Siamo davvero entusiasti di portare il leggendario stadio Diego Armando Maradona in FC 26, collaborando con la città di Napoli – ha dichiarato James Taylor, Director of Football Partnerships di EA Sports –. Il feedback della community ha spinto verso questa scelta e siamo orgogliosi di soddisfare i fan, offrendo loro la possibilità di festeggiare con i tifosi del Napoli dentro e fuori dal gioco”.

L’orgoglio di Napoli

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco Gaetano Manfredi, che ha sottolineato il valore simbolico dell’operazione:

“L’inserimento dello stadio Diego Armando Maradona in EA Sports FC 26 rappresenta un’ulteriore vetrina internazionale e motivo d’orgoglio per la città. Napoli e il suo tifo arrivano così nelle case dei giovani di tutto il mondo, raccontando la passione per gli azzurri anche attraverso un videogioco”.

La voce della SSC Napoli

Dal club arriva il commento di Tommaso Bianchini, Direttore Generale Area Business:
“Siamo entusiasti di vedere finalmente il nostro stadio rappresentato in-game. In un momento storico così importante – da Campioni d’Italia 2024/25 e a un anno dal nostro centenario – è emozionante dare ai tifosi l’opportunità di rivivere in digitale le emozioni che solo il Maradona sa regalare”.

Un percorso di collaborazione consolidato

L’accordo si inserisce in una collaborazione pluriennale tra EA Sports e SSC Napoli, già arricchita negli ultimi anni dal ritorno della licenza ufficiale del club e dall’inclusione di Diego Armando Maradona come Icona in FC 25.

Un percorso che conferma l’impegno dell’azienda americana nel rappresentare con realismo e rispetto la storia e l’identità calcistica partenopea.

Napoli al centro della scena globale

Con milioni di giocatori attivi in oltre 100 Paesi, la saga EA Sports FC è uno dei franchise sportivi più influenti al mondo. L’ingresso del Maradona nel videogioco rappresenta dunque un’occasione unica di visibilità internazionale per Napoli, i suoi tifosi e la tradizione calcistica che li accompagna.

“Dal campo reale al mondo virtuale – si legge nella nota ufficiale – la passione partenopea è pronta a conquistare la community globale di EA Sports FC”.

Coppia napoletana quinta alla finale del German Open di danza sportiva

Un trionfo di talento, passione e dedizione. La danza sportiva italiana celebra il prestigioso risultato di Massimiliano Monda e Andreana Camodeca, la coppia napoletana che ha conquistato il quinto posto alla finale del German Open Championship 2025 a Stoccarda.

Un risultato straordinario in una delle competizioni più selettive e importanti del mondo, che proietta i due atleti nell’élite internazionale della disciplina.

Dall’ombra alla ribalta mondiale

Dopo anni di successi nella categoria amatori, Monda e Camodeca sono passati al settore professionisti lo scorso maggio. Un esordio folgorante, che li ha portati a sfidare i giganti della danza mondiale, in particolare le coppie cinesi, considerate le dominatrici assolute della scena internazionale.

La loro performance, carica di energia e grazia, ha convinto i giudici e ha permesso alla coppia di scalare la classifica mondiale WDSF PD Professional Latin fino al 20° posto.

A sostenerli e a guidarli, la coach Sabrina Manuzi, che li ha seguiti in ogni passo del percorso, offrendo loro forza e sicurezza nei momenti decisivi.

Un talento che si nutre di sacrifici

Al loro rientro dalla Germania, la coppia ha raccontato l’impegno e la fatica necessari per raggiungere un simile traguardo. “È stato durissimo. Ci siamo allenati ogni giorno per circa cinque ore, anche con temperature elevate. Non ci siamo concessi pause: ogni dettaglio, ogni passo, ogni emozione andava curato alla perfezione”.

Nonostante la fatica, la soddisfazione per il risultato è palpabile. “Ballare accanto ai più grandi professionisti al mondo e rappresentare l’Italia è un onore immenso. Sapevamo che il livello sarebbe stato altissimo, ma abbiamo creduto nel nostro lavoro e siamo riusciti a esprimerci al meglio”, hanno dichiarato.

Un futuro da campioni, anche come insegnanti

Oltre a essere straordinari atleti, Massimiliano e Andreana sono anche insegnanti, e il loro impegno nel formare giovani talenti ha già dato i suoi frutti. Molti dei loro allievi hanno già ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, a dimostrazione che il loro talento non si limita alla pista da ballo.

Con il loro talento, la loro disciplina e la loro passione, Massimiliano Monda e Andreana Camodeca sono destinati a scrivere pagine importanti nella storia della danza sportiva mondiale. I loro prossimi obiettivi sono l’Europeo e il Mondiale a ottobre, due eventi nei quali daranno ancora una volta tutto. L’Italia, e in particolare Napoli, può andare fiera di questi due grandi professionisti, che passo dopo passo stanno conquistando il mondo.

Napoli, tentano di scassinare un portone nel Centro Storico: arrestati due pregiudicati

Napoli – Avevano tutti gli attrezzi del mestiere, quello sbagliato. Un cacciavite, una mazzola, una lima, una tronchese e persino un coltello.

Sono stati sorpresi questa mattina, in piena luce, mentre tentavano di forzare la grata metallica di un portone in via Sant’Arcangelo a Baiano, nel cuore del Centro Storico di Napoli.

A fermarli, quasi per caso, sono stati due agenti del Commissariato Decumani che, liberi dal servizio, stavano transitando in quella zona. Il loro occhio esperto non è passato inosservato davanti a due uomini, un 46enne e un 48enne entrambi napoletani e con un pesante fardello di precedenti alle spalle, che si muovevano con fare sospetto davanti a un palazzo.

Uno dei due, concentrato, maneggiava una tronchese, applicandola con forza alla serratura nella speranza di creare un varco. Un gesto netto che non ha lasciato dubbi sulle loro intenzioni.

Gli agenti, dopo essersi immediatamente qualificati, sono intervenuti per bloccarli. L’intervento è stato supportato dal tempestivo arrivo di una volante dello stesso Commissariato, giunta sul posto in pochi istanti.

Durante la perquisizione, è emerso l’intero arsenale da scasso di cui i due erano provvisti: oltre alla tronchese, un cacciavite, una mazzola, una lima, una punta in ferro e un coltello. Attrezzi che testimoniano un’azione pianificata e non un tentativo estemporaneo.

Per questi motivi, i due soggetti, già noti alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo, sono stati tratti in arresto e condotti in carcere.

L’episodio, risolto in pochi minuti grazie alla prontezza e all’attenzione degli agenti, anche fuori servizio, evidenzia l’importanza del controllo del territorio e della presenza delle forze dell’ordine in un’area tanto vitale e frequentata come il Centro Storico, costantemente presidiata per prevenire questo genere di reati.

Scontro al Teatro San Carlo: nomina del Sovrintendente, decisioni rinviate e tensioni nel Consiglio

Nulla di fatto oggi al Tribunale civile di Napoli, dove il giudice Francesco Paolo Feo, della VII Sezione, si è riservato di decidere sulla controversa nomina di Fulvio Adamo Macciardi a sovrintendente del Teatro San Carlo.

Le parti in causa, il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Teatro di San Carlo, Gaetano Manfredi, insieme alla consigliera Maria Grazia Falciatore (espressione della Città metropolitana), da un lato, e i tre membri del Consiglio di Indirizzo (Cdi) di nomina governativa e regionale, dall’altro, hanno tempo fino a venerdì per depositare le memorie difensive.

La decisione del Tribunale è attesa per l’inizio della prossima settimana, mentre il 3 settembre si terrà un’udienza parallela al Tar Campania, anch’essa chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della nomina di Macciardi, ratificata il 5 agosto dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Al centro della disputa c’è la delibera del 4 agosto, con cui i consiglieri Marilù Faraone Mennella, Gianfranco Nicoletti (nominati dal Ministero della Cultura) e Riccardo Realfonzo (espressione della Regione Campania) hanno proposto Macciardi come sovrintendente. Secondo Manfredi, quella riunione del Cdi non sarebbe valida, poiché da lui sconvocata per concomitanti impegni istituzionali a Roma, legati alla cabina di regia su Bagnoli per la Coppa America 2027.

Tuttavia, i tre consiglieri hanno proseguito, votando la proposta che ha portato alla nomina ministeriale, scatenando il ricorso di Manfredi e Falciatore.

Tensioni nel Consiglio di Indirizzo: nuova votazione, Manfredi abbandona la riunione

La vicenda si è ulteriormente complicata ieri, durante una nuova riunione del Cdi convocata da Manfredi per discutere “determinazioni” relative al decreto ministeriale.

In un colpo di scena, i tre consiglieri hanno riproposto e votato nuovamente il nome di Macciardi, una mossa che potrebbe rendere inefficaci eventuali pronunce del Tribunale civile o del Tar favorevoli a Manfredi, poiché riferite alla “prima” nomina.

Il sindaco, insieme a Falciatore, ha lasciato la riunione prima della votazione, definendo la decisione “inaccettabile dal punto di vista giuridico e amministrativo” e ribadendo la necessità di chiarire la legittimità della nomina per garantire “l’autonomia della Fondazione San Carlo, un valore irrinunciabile”.

Manfredi ha comunque rassicurato che “le attività artistiche del Teatro non corrono alcun rischio” nonostante lo stallo.I tre consiglieri, in una nota congiunta, hanno replicato con toni duri, esprimendo “stupore e dispiacere” per le dichiarazioni di Manfredi, che aveva sottolineato la necessità di una “guida autorevole e autonoma” per il Teatro, capace di mantenere gli standard qualitativi raggiunti.

Mennella, Nicoletti e Realfonzo hanno difeso la scelta di Macciardi, presidente dell’Associazione Nazionale delle Fondazioni lirico-sinfoniche, sottolineando che “la maggioranza del Cdi lo ritiene una guida autorevole e capace”.

Hanno inoltre accusato Manfredi di incoerenza, rilevando che “nessuna valutazione negativa di merito su Macciardi era stata espressa prima” e criticando la sua strategia di “guadagnare tempo nelle aule di giustizia” a scapito della stabilità della governance del Teatro.

Indagini della Procura e accuse di abuso: la crisi si allarga

Parallelamente, la gestione del Massimo napoletano è finita sotto la lente della Procura ordinaria di Napoli e della Corte dei Conti, che hanno aperto fascicoli su nomine e utilizzo di fondi, senza indagati al momento.

La mossa dei tre consiglieri di riconfermare Macciardi è stata giustificata come un tentativo di “eliminare il contenzioso” e di “togliere ogni alibi” a chi ha presentato i ricorsi, ma ha alimentato ulteriori accuse.

I consiglieri hanno sostenuto che, se la votazione non fosse stata all’ordine del giorno, Manfredi avrebbe violato lo statuto e il codice civile, non convocando il Cdi su una questione richiesta per tre volte; in alternativa, hanno accusato il sindaco di abuso per aver cercato di ostacolare la deliberazione.

La presidente del Collegio dei revisori, un magistrato della Corte dei Conti, ha confermato la legittimità della votazione, che si è svolta a maggioranza senza il voto di Manfredi.La crisi al Teatro San Carlo, simbolo culturale di Napoli, si intreccia così tra ricorsi giudiziari, scontri istituzionali e accuse reciproche, mentre la città attende una risoluzione che garantisca stabilità e prestigio a una delle sue istituzioni più amate. La prossima settimana potrebbe essere cruciale per sciogliere il nodo sulla guida del Teatro, ma il clima di tensione lascia presagire ulteriori sviluppi.

Napoli, caso del patriarca verde di via Netti: cittadini e ambientalisti contro abbattimento del pino secolare

Napoli– Torna ad accendersi lo scontro attorno al destino di uno degli ultimi pini secolari presenti in città. Venerdì 29 agosto è fissata la nuova data per l’abbattimento del grande albero di via Netti, nonostante la mobilitazione di residenti, associazioni ambientaliste e comitati di quartiere.

A guidare la protesta è ancora una volta Carmine Attanasio, già tre volte presidente della Commissione Ambiente del Comune di Napoli, che con toni duri denuncia: «Proprio non si arrendono. Già a fine luglio, grazie a una mobilitazione spontanea di cittadini, riuscimmo a impedire l’abbattimento, insieme ad Anna Savarese di Legambiente e Fabio Procaccini della Lipu».

L’episodio dell’incendio mai chiarito

Attanasio ricorda anche un episodio inquietante: pochi giorni dopo la prima sospensione dei lavori, il pino prese fuoco. A evitare il peggio fu l’intervento tempestivo di un cittadino che diede l’allarme. «Su quell’episodio – sottolinea l’ex presidente della Commissione – non è stata fatta ancora piena chiarezza».

La contestazione: “Perizia di parte, serve un contro-esame”

Il nodo della vicenda riguarda la perizia presentata dai proprietari del terreno, che hanno chiesto di abbattere non uno, ma entrambi i pini di via Netti. Il Comune, accogliendo solo in parte la richiesta, ha autorizzato l’abbattimento di un albero, senza però disporre una valutazione indipendente.

«Contestiamo che il pino rappresenti un pericolo reale – spiega Attanasio – e chiediamo una controperizia. Parliamo di un albero centenario che dovrebbe essere riconosciuto come monumentale. Il Comune non può limitarsi ad accettare la parola dei privati, che hanno interesse ad abbattere».

L’ombra del precedente di via Aniello Falcone

La vicenda si intreccia con un precedente tragico: nel 2013 la caduta di un pino in via Aniello Falcone costò la vita a una maestra. Da allora, ricorda Attanasio, i dirigenti comunali hanno assunto un atteggiamento estremamente prudente per timore di responsabilità giudiziarie. «È umano – ammette – ma questo non può significare accettare automaticamente ogni richiesta di abbattimento».

L’appello finale: “Il Comune rappresenti i cittadini”

Per ambientalisti e residenti, l’albero di via Netti non è solo un esemplare botanico ma un vero e proprio “patriarca arboreo”, simbolo della memoria verde di Napoli. Attanasio conclude con un appello alle istituzioni: «Serve una controperizia, che il Comune non può e non vuole fare. Viene allora da chiedersi: dove sono oggi coloro che nelle istituzioni si presentano come ambientalisti?».

Montecorvino, il vescovo ai funerali di Tina: “Non basta piangere, occorre il coraggio di cambiare”.

Un dolore composto, un silenzio assordante e, infine, un’esplosione di applausi e palloncini bianchi. Montecorvino Rovella si è stretta nel suo dolore più profondo per dare l’ultimo saluto a Tina Sgarbini, la 47enne trovata morta nella sua casa sabato mattina.

I funerali, celebrati nel Duomo dei Santi Pietro e Paolo, hanno riportato in primo piano la piaga dei femminicidi, che continua a mietere vittime in tutta la Campania.

L’orrore di un amore malato e il fermo del compagno

L’autopsia, i cui risultati sono stati diffusi ieri, ha confermato la brutalità dell’omicidio: Tina è stata picchiata e strangolata, un atto di inaudita violenza compiuto, secondo la sua stessa ammissione, da Christian Persico, l’uomo con cui aveva avuto una relazione.

Dopo il delitto, il 36enne aveva tentato la fuga, ma era stato rintracciato dai Carabinieri non lontano dal luogo del delitto. Un arresto che ha dato un volto all’orrore.

La denuncia del vescovo: “Basta con le frasi di circostanza”

L’omelia del vescovo ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno, Alfonso Raimo, è stata un momento di forte riflessione. “Il nostro cuore è attraversato dal dolore.

Tina era una giovane mamma, strappata alla vita in maniera crudele e ingiusta, vittima di quella piaga che ormai chiamiamo con un nome preciso: femminicidio. Per noi, però, non è un termine astratto, ma è un volto, una storia, una madre che amava i suoi tre figli”.

Il vescovo ha denunciato la violenza come “scorciatoia” per risolvere frustrazioni e conflitti, e ha lanciato un appello alla comunità: “Non basta piangere e commuoversi. Occorre avere il coraggio di cambiare.

Basta con le frasi di circostanza. Dobbiamo fare in modo che non accada più”. Un richiamo forte alle coscienze, affinché le parole si trasformino in azioni concrete di prevenzione, ascolto ed educazione.

Il lutto cittadino e l’impegno per il futuro

Il sindaco Martino D’Onofrio ha proclamato il lutto cittadino, “un atto sentito e doveroso nei confronti di Tina, dei suoi familiari e soprattutto dei suoi amati figli”. “Questa morte ha lasciato tutti basiti”, ha aggiunto il primo cittadino, sottolineando la necessità di “ragionare affinché questi episodi non si verifichino più”.

L’amministrazione comunale sta già pensando a iniziative per ricordare Tina, un modo per trasformare il dolore in un impegno duraturo. “Dobbiamo dire no agli amori malati”, ha concluso il sindaco, rivolgendosi in particolare ai tanti giovani presenti ai funerali.

Il femminicidio di Tina Sgarbini si aggiunge purtroppo alla lunga lista di donne uccise in Campania e in Italia. La sua storia è un promemoria doloroso e urgente: l’amore non può mai essere sinonimo di possesso e violenza.

Massimo Moratti ricoverato in terapia intensiva per polmonite

Rozzano – Momenti di apprensione nel mondo del calcio: Massimo Moratti, storico ex presidente dell’Inter, è ricoverato in terapia intensiva all’Istituto Humanitas di Rozzano a causa di una polmonite.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ottantenne imprenditore non sarebbe in condizioni critiche ma la situazione resta seria: i medici hanno dovuto procedere all’intubazione poiché Moratti faticava a respirare autonomamente. L’equipe sanitaria lo sta monitorando costantemente, in attesa di valutare l’evoluzione clinica nelle prossime ore.

Una vita per l’Inter

Moratti ha compiuto 80 anni lo scorso maggio, festeggiati con una grande sorpresa organizzata dai figli nella tenuta di famiglia a Imbersago, nel Lecchese. Un evento che aveva visto la partecipazione di tanti ex campioni nerazzurri: da Ronaldo a Vieri, da Recoba a Pirlo fino agli eroi del Triplete 2010, quando l’Inter guidata da José Mourinho conquistò Champions League, scudetto e Coppa Italia nella stessa stagione.

Figlio di Angelo Moratti, presidente della “Grande Inter” degli anni Sessanta, Massimo ha raccolto il testimone nel 1995 acquistando il club da Ernesto Pellegrini. Sotto la sua gestione, durata fino al 2013, l’Inter ha conquistato 16 trofei, tra cui cinque scudetti consecutivi e la storica Champions del 2010. Una presidenza caratterizzata da grande passione, investimenti record e un legame indissolubile con i tifosi.

L’eredità sportiva e umana

Oltre ai successi sportivi,Massimo Moratti ha sempre incarnato un’idea di calcio romantica, fatta di ambizione e generosità. Celebri i suoi rapporti diretti con i calciatori, molti dei quali lo hanno descritto come “un padre” capace di condividere gioie e sofferenze. La sua figura resta centrale nell’immaginario dei tifosi interisti, tanto che il suo nome è ancora oggi sinonimo di un’epoca d’oro per il club.

Attesa e solidarietà

Dal mondo del calcio sono già arrivati numerosi messaggi di vicinanza. Ex giocatori, dirigenti e tifosi sperano in un rapido miglioramento delle sue condizioni. La famiglia, intanto, mantiene il massimo riserbo, limitandosi a chiedere rispetto e discrezione in un momento così delicato.

L’Italia del pallone resta dunque con il fiato sospeso per le sorti dell’uomo che, più di ogni altro, ha legato il proprio nome alla storia recente dell’Inter.

Napoli, parla l’uomo aggredito a Fuorigrotta dalla baby gang: “Vi racconto il mio incubo”

Napoli – “Ho vissuto un episodio drammatico, ora cosa racconterò ai miei figli riguardo al valore del soccorso e della legalità?”. A scrivere dal suo letto d’ospedale dove si trova ricoverato è il 47enne che ieri sera è stato aggredito da una baby gang a Fuorigrotta.

L’uomo ha raccontato nei dettagli cosa è accaduto nei pressi della caserma della polizia mentre era in auto con la madre anziana e malata e i due figli di 10 e 14 anni. “Mentre attraversavano alcuni passanti, mi sono visto costretto a rallentare e a fermare il veicolo per non investirli.

Proprio in quel momento, dietro di me sopraggiungevano gruppi di motorini senza casco e in evidente atteggiamento spericolato, che non riuscivano ad arrestarsi in tempo: uno di loro è caduto a terra, insieme al suo scooter” racconta l’uomo.

“Spinto dall’istinto e dal senso civico, sono sceso dall’auto per prestare soccorso al ragazzo caduto. Ma, invece di ricevere gratitudine, mi sono trovato aggredito violentemente da lui stesso e da un gruppo di suoi amici, che hanno iniziato a colpirmi con calci, pugni e persino caschi.

La scena si è svolta davanti a numerosi testimoni, tra cui i clienti del McDonald’s, alcuni dei quali hanno cercato di aiutarmi, mentre altri – incredibilmente – hanno addirittura intensificato l’aggressione”.

Il 47enne di origini napoletane, vive a Milano ed è tornato in città come turista. Non nasconde l’amarezza per quanto gli è accaduto.

“Mia madre, terrorizzata e con i bambini in macchina, ha allertato la caserma vicina e le forze dell’ordine. Nonostante la zona sia una delle più attenzionate della città, soprattutto per la vicinanza allo stadio, i responsabili dell’aggressione non sono stati immediatamente fermati”.

E con rammarico aggiunge: “È possibile che in una città come Napoli, che da anni difendo dai pregiudizi vivendo ormai a Milano, episodi del genere possano accadere impunemente sotto gli occhi delle istituzioni?

Ringrazio di cuore le poche persone che hanno avuto il coraggio di intervenire in mia difesa, ma non posso accettare che un gruppo di 6, 8 o addirittura 12 persone si accanisca contro un uomo di 47 anni, padre di famiglia, che non aveva alcuna colpa”. E poi conclude:

“Non so se domani avrò ancora la forza di fermarmi ad aiutare uno sconosciuto in difficoltà, ma so che oggi devo spiegare ai miei figli perché il bene, in certe circostanze, sembra punito invece che tutelato”.

Le reazioni.

La violenta aggressione è stata condannata dalle istituzioni che hanno adottato nuove misure di sicurezza per prevenire nuovi episodi. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’immediata intensificazione dei servizi di polizia nella zona occidentale di Napoli. La decisione è stata presa nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Nella stessa seduta di oggi è stata analizzata anche la vicenda del ferimento a colpi di arma da fuoco di un uomo di 38 anni, avvenuto nelle scorse ore, a Pozzuoli. L’impegno per contrastare le baby gang da parte delle forze dell’ordine è massimo, ha sottolineato il prefetto Michele di Bari “un impegno certamente utile oltre il quale è necessario il concorso di tutti, iniziando dalle famiglie e dalle scuole.

Una questione che deve trovarci tutti impegnati, con uno sforzo particolare da parte delle agenzie educative”. “Dobbiamo puntare ad una attività di prevenzione, di educazione – ha proseguito – Non è tollerabile che ragazzini siano in strada da soli nelle ore notturne, assumendo atteggiamenti violenti”.

Ferma condanna e richiesta di attuare misure di tutela e un impegno educativo e culturale è arrivata dall’associazione Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti. ”La violenta aggressione avvenuta a Fuorigrotta, ai danni di un uomo pestato sotto gli occhi dei figli e della madre anziana, conferma ancora una volta la gravità del fenomeno delle baby-gang. Non si tratta di episodi isolati: negli ultimi mesi la cronaca ha già registrato aggressioni simili, segnale di una deriva sociale che colpisce il cuore stesso delle nostre comunità”. Hanno detto Nelide Milano, Ilaria Puglia e Barbara Tafuri portavoce della Rete da anni impegnata nel dialogo costante con le istituzioni e le forze dell’ordine.

“Ribadiamo quindi con fermezza che non basta la sola repressione: è necessario un impegno educativo e culturale profondo e continuativo, capace di fornire ai giovani strumenti concreti per la gestione delle emozioni e dei conflitti. È necessario fermare le mani prima che si armino. Questa deve essere la priorità: interrompere la catena di violenza quando è ancora possibile, prima che l’assenza di regole interiori e la mancanza di riferimenti valoriali trasformino l’aggressività in tragedia irreversibile”, sottolineano in una nota.

Sull’episodio è intervenuto anche il consigliere regionale Francesco Saverio Borrelli: “Siamo di fronte a un episodio vergognoso e intollerabile. Un padre di famiglia è stato picchiato brutalmente dal branco sotto gli occhi di tutti. Non ci possono essere sconti né giustificazioni, gli autori di questa aggressione vanno individuati immediatamente e devono pagare fino in fondo per quanto commesso. Napoli non può continuare a essere ostaggio di violenti che trasformano le strade in zone franche. Servono interventi severi, frontali, senza tentennamenti, per contrastare la violenza che sta divorando questa città. Dobbiamo dare un segnale chiaro, chi si comporta in questo modo non può restare impunito”.