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Napoli, la madre di Patrizio Spasiano, morto sul lavoro: “Non dimenticate mio figlio”

Napoli – Una richiesta commossa e disperata risuona tra le mura del Maschio Angioino. “Mio figlio come sempre è stato dimenticato”.

Sono le parole di Simona Esposito, madre di Patrizio Spasiano, il ragazzo di Secondigliano tragicamente scomparso a soli 19 anni il 10 gennaio scorso, vittima di una fuga di ammoniaca nell’azienda Frigocaserta di Gricignano d’Aversa, dove svolgeva un tirocinio. Patrizio è l’ennesima giovane vita spezzata da un lavoro che, come sottolinea la madre, “non era il suo posto e il suo ruolo”.

Oggi, mentre il Consiglio comunale di Napoli era riunito per una seduta monotematica sulla crisi umanitaria a Gaza, era prevista una commemorazione per il 19enne che, tuttavia, non si è tenuta. Nonostante ciò, il sindaco Gaetano Manfredi ha incontrato a margine della riunione i familiari del ragazzo, ascoltando il loro appello.

“Ho chiesto al sindaco di ricordare mio figlio, come aveva promesso, tramite una commemorazione perché Patrizio possa diventare un simbolo di questa città”, ha spiegato Simona Esposito.

La madre ha dipinto il ritratto di un giovane onesto, cresciuto in un quartiere difficile come il rione Berlingieri di Secondigliano, “un ragazzo perbene” che si alzava alle 6 del mattino per un tirocinio da 500 euro al mese, con la speranza di imparare un mestiere. “È stato ucciso senza pietà”, ha aggiunto con dolore, evidenziando la precarietà e i rischi spesso sottovalutati nel mondo del lavoro.

Simona Esposito ha chiesto al sindaco Manfredi impegni concreti: la costituzione di parte civile del Comune nel processo sulla morte del 19enne, la realizzazione di un murale in sua memoria e un impegno affinché la storia di Patrizio venga raccontata nelle scuole, per sensibilizzare i giovani sui pericoli e la mancanza di controlli sulla sicurezza sul lavoro.

“I controlli non ci sono”, ha ribadito la madre, lanciando un accorato appello ai ragazzi, specialmente ai tirocinanti: “Dite di no, diversamente da quello che ha fatto mio figlio: non dovete accettare qualsiasi condizione, non lo sfruttamento, non i rischi.

Questa è la mia missione, spero di salvare altre famiglie, spero che Patrizio diventi un simbolo per salvare altri ragazzi. Quando l’ho visto l’ultima volta gli ho promesso che avrei fatto di tutto perché non venisse dimenticato”.

La vicenda di Patrizio Spasiano si aggiunge alla lunga e tragica lista di morti sul lavoro che continua ad allungarsi dall’inizio dell’anno in Italia, riaccendendo il dibattito sulla necessità di maggiori tutele e controlli per garantire la sicurezza dei lavoratori, in particolare dei più giovani e vulnerabili.

Carceri, Di Marco (Anf): “Mattarella indica su cosa si misura un paese”

Bologna – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando ieri al Quirinale il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria, ha parlato della “grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento, nonché delle condizioni strutturali inadeguate di molti istituti, nei quali sono necessari interventi di manutenzione e di ristrutturazione.

Interventi da intraprendere con urgenza, nella consapevolezza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia, ma deve includere ambienti destinati alla socialità, all’affettività, alla progettualità del trattamento”.

Parole importanti per l’Associazione nazionale forense (Anf): “Il monito del presidente Sergio Mattarella ci ricorda, con molto garbo, che la giustizia non è solo processi, sentenze e statistiche, ma è uno spazio umano di relazioni dove ogni giorno si consumano momenti di vita delle persone, sia come singoli, sia come collettività, e momenti di democrazia e civiltà di un Paese, sui quali si misura il suo grado di progresso, presente e futuro”, afferma il segretario generale dell’Anf, Giampaolo Di Marco.

“Sicurezza e giustizia devono essere concetti palindromi, ma avendo ben presente che entrambi devono avere come obiettivo la persona, senza discriminazioni, senza pregiudizi e soprattutto applicando una nuova metrica al principio solidaristico dell’articolo 2 della Costituzione”, aggiunge Di Marco.

Sentite le parole di Mattarella, inoltre, per Di Marco, “amnistia e indulto non sono misure coerenti” con quanto indica e sostiene il presidente della Repubblica, “il quale si riferisce a misure strutturali, nelle quali quelle di politica legislativa come amnistia e indulto sarebbero l’ennesima via facile”.

Ma allora meglio costruire nuove carceri? Farlo “significa che per lo Stato l’espiazione della pena resta l’unica forma di gestione della sua potestà punitiva. Non puoi parlare di giustizia riparativa, misure alternative e rieducazione se poi la pena detentiva resta l’unica forma che ritieni maggiormente visibile”, segnala Di Marco.

Tragedia a Sessa Aurunca: 90enne muore nel rogo mentre tenta di spegnere l’incendio

Sessa Aurunca  – Un dramma ha sconvolto la comunità di Sessa Aurunca, nel Casertano, dove Domenico Andreoli, 90 anni, ha perso la vita in un tentativo disperato di spegnere un incendio divampato nel suo terreno.

L’uomo, residente a Roma con i figli ma legato alla sua terra d’origine, è stato sopraffatto dalle fiamme mentre cercava di domare il rogo che aveva avvolto sterpaglie e castagneti nella sua proprietà privata.

I vigili del fuoco, intervenuti per contenere l’incendio, hanno fatto la tragica scoperta: il corpo senza vita di Andreoli giaceva tra l’erba carbonizzata. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. L’ipotesi più accreditata è che l’anziano, nel tentativo di proteggere il suo terreno, sia stato travolto dalle fiamme.

Disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso.Andreoli, sposato e conosciuto per il suo attaccamento alla terra, tornava spesso a Sessa Aurunca per curare i suoi appezzamenti. La tragedia lascia sgomenti familiari e comunità, in attesa di chiarimenti sull’accaduto.

Cesa, uccise due fratelli per motivi di viabilità: condannato all’ergastolo

Napoli– Ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Antonio Mangiacapre, il 54enne operaio originario di Cesa  riconosciuto colpevole del duplice omicidio dei fratelli Marco e Claudio Marrandino, rispettivamente avvocato di 39 anni e imprenditore edile di 29.

La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Assise di Napoli, presieduta dal giudice Pasquale Cristiano, che ha accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero della Procura di Napoli Nord, Antonio Vergara. Le motivazioni saranno rese note entro novanta giorni.

Il delitto risale al 15 giugno 2024. I due fratelli furono uccisi a colpi di pistola in via Astragata, a Succivo, nei pressi dello svincolo della statale Nola-Villa Literno.

 Uno dei fratelli fu inseguito e ucciso

Secondo quanto ricostruito nel processo, Marco e Claudio Marrandino si trovavano a bordo del loro Suv Bmw bianco quando incrociarono Mangiacapre e tra i tre scoppiò una lite per questioni di viabilità. L’operaio, in preda una crisi di follia, impugnò un’arma da fuoco e sparò prima contro Claudio, che era al volante, poi contro Marco, che aveva tentato di fuggire.

A pochi metri dalla scena c’era una pattuglia dei carabinieri che assistette all’accaduto e intervenne immediatamente. Mangiacapre, però, puntò la pistola anche contro i militari.

Il capopattuglia esplose due colpi senza colpirlo, e ne seguì un inseguimento: l’uomo riuscì momentaneamente a far perdere le proprie tracce, rifugiandosi alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove si presentò affermando di aver avuto un malore. Lì fu bloccato e arrestato.

Fu arrestato nella clinica Pineta Grande

Profondo il dolore dei familiari delle vittime, rappresentati dall’avvocato di parte civile Dario Carmine Procentese, affiancato dal penalista Luigi Poziello. «In un Paese civile – ha dichiarato Procentese – questa era l’unica sentenza possibile. Ma nulla potrà restituire Claudio e Marco, miei amici, soprattutto Marco, collega e padre di famiglia. I suoi figli cresceranno senza di lui».

Emergenza caldo, allarme per anziani e bambini: due morti in Sardegna e un camionista in autostrada

Roma – L’Europa soffoca sotto una cupola di calore che non dà tregua, e il bilancio delle vittime continua a salire.

In Sardegna, dove i termometri hanno superato i 40°C, due uomini sono morti in spiaggia: un 75enne a Budoni e un 60enne a San Teodoro, entrambi stroncati da malori improvvisi nonostante i soccorsi.

A Genova, un anziano di 85 anni è deceduto in ospedale per disidratazione e scompenso cardiaco, mentre in Francia una bambina americana di 10 anni ha perso la vita per un probabile colpo di calore durante una visita alla Reggia di Versailles.

Il bollettino di una strage silenziosa

Sardegna: due morti in spiaggia, malori fulminei sotto il sole cocente.
Versailles: una bambina con problemi di salute crolla per il caldo.
Autostrada A4: trovato morto un camionista 70enne, forse per ipertermia.
Genova: al San Martino, 9 accessi in PS per disidratazione in poche ore.

Perché questo caldo è così letale?

Gli esperti dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) spiegano che una “cupola di alta pressione” sta intrappolando aria rovente sull’Europa occidentale, impedendo il ricambio e innalzando l’umidità. “È un mix esplosivo”, avvertono i meteorologi: temperature elevate + afa = rischio collasso per l’organismo, specie per anziani, bambini e malati cronici.

Gli errori da evitare

I casi degli ultimi giorni dimostrano una sottovalutazione del pericolo:

Esposizione diretta al sole nelle ore più calde (11-18), come accaduto alle vittime sarde.
Scarsa idratazione: l’anziano di Genova era gravemente disidratato.
Sforzi fisici anche lievi (passeggiare, come la bimba a Versailles) con temperature estreme.

Le raccomandazioni degli esperti

Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, evitando alcol e caffeina.
Mai uscire nelle ore centrali, soprattutto bambini e over 65.
Indossare abiti leggeri e rinfrescare ambienti con ventilazione.
Attenzione ai farmaci: alcuni (es. diuretici) aumentano la sensibilità al caldo.
Il monito dei medici: “Queste morti sono evitabili. Il caldo uccide più degli incidenti stradali in estate, ma ancora non lo percepiamo come un’emergenza reale”. Intanto, il Ministero della Salute valenta l’attivazione di piani anti-afa nelle città più colpite, con allerta rossa in 10 regioni.

Domani previsto un ulteriore peggioramento: picchi fino a 42°C al Sud. La Protezione Civile lancia un appello: “Restate in casa, proteggete i fragili”. Ma per alcune vittime, purtroppo, è già troppo tardi.

Napoli, ladri incauti rapinano turisti in pieno centro: inseguiti e arrestati

Napoli – i tre ladri in azione in pieno centro a Napoli a pochi passi da palazzo reale e dalla Prefettura non avevano fatto i conti con la presenza massiccia di forze dell’ordine in strada.

e così dopo aver derubarto una coppia di turisti seduta su un panchina in Via Cesario Console sono stati inseguiti e arrestati da polizia e carabinieri. la loro avventura di ladri è finita in pochi minuti e ora sono in carcere a riflettere sulla loro azione alquanto avventata.

Si tratta di tre uomini di 22, 23 e 31 anni di origini marocchine con precedenti di polizia, anche specifici,che dovranno rispondere di per rapina impropria, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Fuga e arresto in pochi minuti

In particolare, i Falchi della Squadra Mobile, nel transitare in via Cesario Console hanno notato nei giardinetti della strada un uomo che, insieme ad altre due complici di origne Nord africana, si è avvicinato ad una coppia di turisti seduti su una panchina e si è impossessato di una borsa che era accanto alla donna.

I tre si sono dati alla fuga, ma i poliziotti, tempestivamente intervenuti, hanno raggiunto e, non senza difficoltà, bloccato due di essi; il terzo, invece, grazie all’ausilio dei militari dell’Arma dei Carabinieri, è stato intercettato e bloccato in via Acton.

 

Arzano, la polizia locale intima la pulizia di 48 fondi

Arzano- Il lavoro incessante finalizzato ad azzerare il rischio incendi continua in modo anche quest’anno in terra dei fuochi da parte della polizia locale.

La prevenzione é fondamentale, soprattutto quando si sa che ormai nel periodo estivo le temperature sono sempre più elevate ed il rischio incendi é dietro l’angolo.

Un lavoro iniziato 4 anni fa che ha consentito di abbattere il rischio “roghi”, soprattutto dei terreni incolti che, laddove interessati da incendi, causerebbero non pochi problemi alla salute e all’ambiente.

In tale ottica, gli agenti della polizia locale di Arzano, diretti dal colonnello Biagio Chiariello, anche quest’anno hanno proseguito nella mappatura del territorio andando ad individuare ulteriori siti con intimazione ai proprietari di pulizia immediata previo applicazione delle sanzioni ai proprietari incuranti.

L’attività della polizia locale è finalizzata soprattutto alla prevenzione che, laddove applicata, risolve a monte molteplici problemi come anche il preservare l’uso eccessivo di acqua che aumenterebbe in caso di spegnimento roghi in questo periodo sempre più frequenti a causa del forte caldo..

A tal proposito dal Comando é rivolto un invito alla cittadinanza a segnalare le situazioni di potenziale rischio incendi.

P.B.

Ballando con le stelle compie 20 anni : Selvaggia Lucarelli svela i segreti tra danza e colpi di scena

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Sono stati svelati ufficialmente, presso gli studi Rai di Napoli, i Palinsesti della stagione televisiva 2025/2026: un mosaico ricco di proposte, innovazioni e conferme. Nella sezione Intrattenimento Prime Time, diretta da Williams Di Liberatore, spicca l’attesissima ventesima edizione di “Ballando con le Stelle”, autentico baluardo della programmazione del Servizio Pubblico.

Il talent show leader d’ascolti, condotto da Milly Carlucci, andrà in onda ogni sabato sera su Rai 1, dal 27 settembre al 20 dicembre, e promette di fondere la tradizione che lo ha reso un fenomeno di costume con nuovi spunti creativi e contenuti crossmediali. A firmare le valutazioni artistiche, torna anche quest’anno l’iconica giuria composta da Carolyn Smith, Fabio Canino, Ivan Zazzaroni, Guillermo Mariotto e Selvaggia Lucarelli, che ha raccontato in esclusiva alla nostra testata il suo punto di vista sul programma e sulla sua esperienza ventennale da giurata.

“Ballando con le Stelle” raggiunge quest’anno il traguardo dei vent’anni di messa in onda. Qual è il vero segreto della longevità di questo programma?

“Credo che il segreto risieda nella capacità di leggere – e talvolta anticipare – i tempi. “Ballando” è un programma che si trasforma costantemente, restando fedele a se stesso ma adattandosi al presente. Milly Carlucci, nonostante un’apparenza a volte un po’ barocca, è in realtà una figura molto contemporanea. Non bisogna farsi ingannare dall’estetica elegante, dai lampadari e dai velluti rossi: “Ballando” può sembrare una sala da ballo d’altri tempi, ma i temi, i protagonisti e le dinamiche sono specchio – e spesso anticipazione – del nostro tempo”

La danza è da sempre il cuore dello show nonché un medium evocativo e primordiale, in quanto vede protagonista il corpo e non la parola. Che valore attribuisce al suo potere comunicativo?

“La danza è un’arte, ma anche una forma profonda di consapevolezza del proprio corpo. Spesso le persone rifiutano di partecipare non perché temano di ballare male, ma perché non si sentono a proprio agio con la propria immagine. Ricordo una persona che, pur avendo fatto colloqui e provini, ha rinunciato proprio per il disagio legato al suo corpo. Non era il timore del giudizio tecnico, ma quello dello sguardo del pubblico. Eppure, proprio nei momenti più fragili abbiamo visto concorrenti sorprendenti. Non servono corpi perfetti, ma verità emotiva”

In base alla sua esperienza, qual è il profilo ideale del concorrente di “Ballando con le Stelle”?

“Il concorrente ideale non è necessariamente il più agile, ma colui che possiede il giusto atteggiamento mentale. Penso, ad esempio, a Federica Pellegrini: un’atleta straordinaria ma inizialmente molto debole nella danza. La sua forza è stata accettare la sfida, rischiare la figuraccia in diretta nazionale. Ha dimostrato che anche chi è abituato a vincere può mettersi in gioco senza paura. Questa è la vera bellezza del programma: vedere qualcuno superare i propri limiti, anche psicologici”

Cosa la convince a tornare annualmente nel ruolo di giurata?

“La giuria, a sua volta, è uno show dentro lo show. Ogni anno ha una dinamica diversa, quasi fosse una serie parallela. Ci sono tensioni, alleanze, piccoli drammi, come in una soap opera che si riscrive puntata dopo puntata. Abbiamo vissuto momenti molto forti, come l’uscita di Mariotto o le discussioni sorte quando tra i concorrenti c’era il mio compagno. La giuria ha un’identità narrativa che evolve di stagione in stagione, ed è parte integrante dell’esperienza di “Ballando””

Alcune sue prese di posizione, sia come giurata sia come giornalista, sono spesso oggetto di critiche. Come risponde a chi l’accusa di essere troppo provocatoria o polemica?

“Oggi si ha paura delle voci scomode. Porre domande, dubitare, fare inchieste viene etichettato come polemica. Ma io credo ancora in un giornalismo che cerca risposte, che mette in discussione, che non ha paura di dire le cose. Prendiamo in esempio il Pandorogate, un’indagine che ha generato milioni di risultati online: per alcuni è stata una provocazione, ma per me è stato solo fare il mio lavoro. Non cerco di commuovere il pubblico, cerco di informarlo. E questo, in fondo, dà fastidio a chi vorrebbe solo una sedia comoda”

Concludendo, in questo nuovo ciclo di “Ballando”, cosa dobbiamo aspettarci?

“Un cast che, come sempre, porterà in scena storie molto diverse tra loro. Non anticipo nulla, ma ci saranno figure capaci di creare dinamiche potenti. E anche quest’anno, credo, vivremo momenti indimenticabili sia dentro che fuori dalla pista”

Emanuela Francini

Camorra, il boss Ullero all’impresario funebre: “Ti faccio trovare il morto in auto”

Era come una macchinetta contasoldi il clan di Francescoi Ullero: a Cardito tutti i commercianti e le imprese sono passate sotto la scure dei suoi aguzzini con estorsioni e tentate.

Il boss, quasi settantenne, stamane è finito in carcere con altri 9 dei suoi fedelissimi mentre altre sette persone sono ai domicliari e indagati e tra questi ci sono i due congiunti; la figlia Concetta Ullero di 31 anni e il fratello Carlo Ullero di 61 anni.

Nelle 360 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Luca Rossetti su richiesta della Dda di Napoli,  si racconta di uno scenario raccapriciante di quello che è accaduto a Cardito in questi ultimi anni.

Ben 25 tra estorsioni compiute e tentate estorsioni, a cui vanno aggiunte le 4 con la tecnica del cavallo di ritorno, E poi la gestione delle piazze di spaccio e la vendita a privati di qualsiasi tipo di droga.

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche Francesco Ullero, detto “cul ‘e stopp” o Francuccio” al vertice dell’omonimo clan che a Cardito, secondo la procura di Napoli, riforniva diverse piazze di spaccio e taglieggiava anche privati cittadini.

Tra gli episodi accertati, la richiesta al titolare di un’attività di onoranze funebri di versare almeno cinquecento euro per ogni funerale. la richiesta a nome del boss era stata fatta dal fratello Carlo e da Giovanni Cipolletta, altro degli arrestati di oggi.

 Pizzo di 500 euro per ogni funerale

“Vedi di farci sapere perché prima del primo dell’anno…, perchè la prima auto che vedo che è tua, te la faccio parcheggiare e ci faccio trovare il morto; ti ricordi il film che quelli parcheggiarono il morto nell’auto? lo così faccio”.

Tra i destinatari dell’arresto in carcere ci sono anche i suoi luogotenenti Rocco Chianese (suo genero) e Giuseppe De Simone.

Inoltre è emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, che il clan aveva a disposizione dei picchiatori che, su ordine dei vertici del clan, provvedevano ad ammorbidire i destinatari reticenti delle richieste estorsive, commercianti della zona ma non solo.

I raid punitivi, nella zona di Cardito,  secondo quanto emerso dalle intercettazioni, senza precauzioni, anche in luoghi molto frequentati: il capo clan infatti esercitava un forte potere intimidatorio grazie al quale si garantiva il silenzio di eventuali testimoni.

Tra quelle documentate dagli investigatori ne figura anche una, anche questa perpetrata con modalità violente, che ha visto vittima due donne, madre e figlia, con l’obiettivo di occupare la loro abitazione, effettivamente lasciata libera anzitempo. Le due donne subirono anche l’incendio, poi rivelatosi doloso, di un bar bistrot, appena aperto.

Elenco degli indagati

  • Francesco Ullero, 69 anni. CARCERE

  • Rocco Chianese, 35 anni CARCERE

  • Giuseppe De Simone, 43 anni CARCERE

  • Carmine Polito, 41 anni CARCERE

  • Giovanni Cipolletti, 41 anni CARCERE

  • Carlo Ullero, 61 anni CARCERE

  • Enzo Mele, 47 anni CARCERE

  • Vincenzo Avverso, 30 anni CARCERE

  • Antimo Ronga, 30 anni CARCERE

  • Luigi Tornatelli, 56 anni CARCERE

  • Domenico Iavarone, 29 anni CARCERE

  • Dario Capasso, 33 anni CARCERE

  • Nicola Barra, 47 anni CARCERE

  • Antonietta Capasso, 58 anni CARCERE

  • Nunzia Gensante, 38 anni INDAGATA

  • Concetta Ullero, 30 anni INDAGATA

  • Gaetano Cimmino, 52 anni CARCERE

 

Maurizio De Giovanni e Joe Barbieri celebrano la canzone napoletana alla Casa del Jazz di Roma

ROMA – Parole, note, emozioni. Si intitola Ammore lo spettacolo che venerdì 5 luglio vedrà protagonisti Maurizio De Giovanni e Joe Barbieri nell’ambito della rassegna I Concerti nel Parco, ospitata negli spazi suggestivi della Casa del Jazz. Un dialogo intimo e potente tra letteratura e musica, tra storia e sentimento, che mette al centro la grande canzone d’amore napoletana, portando sul palco una narrazione viva della tradizione.

L’autore dei fortunati romanzi del commissario Ricciardi e de I Bastardi di Pizzofalcone, volto della Napoli letteraria più profonda e malinconica, incrocia la sua sensibilità con quella di Barbieri, cantautore raffinato e cosmopolita, capace di fondere jazz, world music e poesia in una scrittura musicale sempre in bilico tra radici e orizzonti lontani. Insieme, accompagnati da Oscar Montalbano alla chitarra manouche e Nico Di Battista alla DB guitar, comporranno un affresco sonoro e narrativo che attraversa i classici della canzone partenopea, restituendoli con rispetto e freschezza.

Ma Ammore non è solo un viaggio musicale. È un atto d’amore per Napoli, per la sua lingua, la sua cultura, la sua storia fatta di melodie che parlano di passione, perdita, struggimento e forza. È una performance che unisce generazioni e sfida i confini, facendo risuonare l’identità napoletana anche ben oltre il golfo. Un’occasione per ascoltare, rivivere e sentirsi parte di un racconto collettivo, dove ogni nota è memoria e ogni parola diventa canto.

Napoli, due famiglie donano gli organi dei loro cari e salvano più vite

NAPOLI – In una città spesso schiacciata da cronache di emergenze e violenze, arrivano due storie che parlano di coraggio, altruismo e vita che rinasce. Due famiglie napoletane, colpite da lutti improvvisi, hanno compiuto un gesto di straordinaria generosità: hanno autorizzato la donazione degli organi dei propri cari, salvando così altre esistenze.

La prima storia si svolge all’Ospedale del Mare, dove un uomo, vittima di un incidente stradale, è deceduto nei giorni scorsi. I suoi familiari, nonostante il dolore devastante, hanno scelto di trasformare la tragedia in speranza. Coordinati dal dottor Pasquale De Rosa, responsabile dei prelievi d’organo, e dal direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Ciro Fittipaldi, i sanitari hanno attivato l’intera rete trapiantologica. Una corsa contro il tempo condotta con professionalità e umanità, che ha permesso a diversi pazienti in lista d’attesa di ricevere una nuova possibilità di vita.

Un’altra pagina intensa è stata scritta al San Paolo, dove una donna, giunta in condizioni critiche al pronto soccorso e poi deceduta, ha potuto diventare donatrice grazie all’iscrizione al Sistema Informativo Trapianti (SIT) e al consenso dei suoi familiari. Anche qui, la macchina organizzativa si è mossa in maniera impeccabile: sotto la guida del Centro Regionale Trapianti diretto da Pierino Di Silverio, e con il supporto del coordinatore locale Pietro Ianniello e di Maurizio Ferrara, responsabile della Rianimazione, il percorso si è concluso con successo.

“Sono risultati che testimoniano la forza del lavoro di squadra e il valore della riorganizzazione della rete trapiantologica regionale”, ha commentato il direttore generale Ciro Verdoliva. “La nostra sanità dimostra, ancora una volta, di saper essere un riferimento nazionale per competenza e dedizione”.

Boscoreale, truffa sventata alle poste: allarme phishing e i consigli di Poste Italiane

Boscoreale– Una potenziale truffa da diverse migliaia di euro è stata sventata presso l’ufficio postale di Boscoreale, nel Napoletano, grazie alla prontezza e alla formazione del personale.

L’episodio mette in luce la crescente minaccia delle frodi online e telefoniche, in particolare il fenomeno del “family emergency scam” che sfrutta i legami affettivi per estorcere denaro.

L’allarme è scattato quando una cliente, la signora Giuseppina (nome di fantasia), si è presentata allo sportello in evidente stato di agitazione, richiedendo un prelievo urgente di diverse migliaia di euro.

La donna ha spiegato all’operatore che il denaro era necessario per un’improvvisa emergenza che avrebbe coinvolto il nipote. Il direttore dell’ufficio di via Vittorio Emanuele, 146, Pasquale Raiola, ha raccontato come l’operatore, insospettito dalle parole della cliente e riconoscendo una tipologia di truffa affrontata nei recenti corsi di formazione, abbia subito avvisato la direzione.

“Abbiamo chiamato immediatamente la figlia della signora Giuseppina, cointestataria del conto, chiedendole di raggiungerci quanto prima vista la confusione della madre”, ha spiegato Raiola. All’arrivo della figlia, Luisa (nome di fantasia), è emerso che la nonna aveva ricevuto numerose chiamate dal presunto nipote, il quale le aveva chiesto di prelevare la somma con urgenza, indicando che un amico sarebbe passato a ritirare il denaro per risolvere un grave problema.

La figlia ha potuto chiarire alla madre che il nipote era regolarmente a scuola e che si trattava di un tentativo di truffa. “L’operazione non è stata effettuata e mamma e figlia ci hanno ringraziato per aver evitato loro una grave perdita economica”, ha concluso il direttore.

Il pericolo delle truffe online: dal phishing alla “Family Emergency Scam”

L’episodio di Boscoreale rientra nella categoria delle truffe basate sulla manipolazione psicologica, come la “family emergency scam”, particolarmente insidiosa perché fa leva sui sentimenti più profondi e sulla fiducia, approfittando spesso dell’ingenuità di persone anziane. Eugenio Simioli, responsabile della funzione Fraud Management Sud di Poste Italiane, ha sottolineato come “i rapinatori di strada siano stati sostituiti da abili professionisti della persuasione e astuti criminali informatici”.

Le truffe moderne, tra cui il più noto phishing, utilizzano tecniche psicologiche e sofisticati strumenti tecnologici per indurre le vittime a effettuare trasferimenti di fondi o a rivelare dati sensibili come user e password. “Purtroppo”, spiega Simioli, “le vittime, pur sapendo di non dover mai fornire a nessuno user e password, sono spesso così ben raggirate che neanche si rendono conto di cosa sta accadendo”.

Poste Italiane sta investendo significativamente nella formazione dei propri dipendenti per contrastare questo fenomeno. Nel solo 2025, circa 1.400 operatori tra direttori e sportellisti delle province campane sono stati coinvolti in corsi specifici, per un totale di circa 5000 ore di formazione. L’obiettivo è istruire il personale a riconoscere i comportamenti sospetti e a reagire prontamente ai tentativi di frode.

A supporto degli uffici postali, operano due centri dedicati alla prevenzione delle frodi: il Fraud Prevention Center di Roma e il Centro di monitoraggio frodi di Torino. Questi centri, attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, impiegano oltre 100 specialisti con esperienza nella sicurezza finanziaria e nella cyber security. La loro missione è vigilare costantemente sulla sicurezza delle transazioni effettuate negli uffici postali, online, con carte di pagamento, nell’e-commerce e nel ramo assicurativo.

I consigli di Poste Italiane per evitare le truffe

Per tutelare i propri clienti, Poste Italiane diffonde regolarmente una serie di consigli pratici per evitare di cadere nelle trappole dei truffatori:

Dati Sensibili Mai Richiesti: Poste Italiane e PostePay non chiederanno mai dati riservati (nome utente, password, codici di sicurezza) tramite telefono, e-mail, SMS o chat di social network. Chiunque lo faccia, anche presentandosi come operatore dell’azienda, sta tentando una frode.

Diffidare da Richieste Anomale: Non rispondere a e-mail, SMS, telefonate o chat di call center che richiedono codici personali o segnalano fantomatici problemi di sicurezza con imminenti blocchi di operatività.

Verificare il Mittente: Controllare sempre l’affidabilità di un’e-mail prima di aprirla, verificando che il mittente sia conosciuto e identificabile.

Attenzione agli Allegati: Non scaricare allegati da e-mail sospette prima di aver verificato la conoscenza e l’identità del mittente.

Non Cliccare su Link Sospetti: Se si clicca per errore su un link contenuto in un’e-mail sospetta, non autenticarsi sul sito web falso e chiudere immediatamente il browser.

Segnalare il Phishing: Inoltrare eventuali e-mail di phishing a antiphishing@posteitaliane.it e, subito dopo, cestinare e cancellare definitivamente il messaggio.

Accesso Sicuro al Sito: Digitare sempre direttamente l’indirizzo https://www.poste.it/ nella barra del browser per visitare il sito ufficiale di Poste Italiane.

Utilizzare le Notifiche: Attivare il servizio gratuito di notifiche push tramite l’app di Poste Italiane per essere informati in tempo reale sulle operazioni di pagamento. In alternativa, attivare le notifiche via SMS per i pagamenti su siti internet e app.

Rimanere informati e adottare queste semplici precauzioni è fondamentale per difendersi dalle truffe, che continuano a evolversi e a mietere vittime. La collaborazione tra cittadini e operatori, come dimostrato a Boscoreale, è la chiave per contrastare efficacemente la criminalità informatica.

La Turris riparte dall’Eccellenza: lettera di Gravina al sindaco

Torre del Greco – Dopo il fallimento della Turris, Torre del Greco potrà ripartire dal campionato di Eccellenza. Lo ha comunicato ufficialmente il presidente della Figc, Gabriele Gravina, in una lettera indirizzata al sindaco Luigi Mennella, nella quale si annuncia l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 52, comma 10, delle Noif (Norme Organizzative Interne della Federazione).

Una decisione che accoglie la richiesta avanzata dallo stesso primo cittadino lo scorso 28 maggio, finalizzata a garantire alla città un titolo sportivo per poter continuare la tradizione calcistica a seguito della mancata iscrizione della Turris ai campionati.

Nella missiva, la Figc illustra nel dettaglio l’iter e la documentazione necessaria affinché una nuova società possa essere ammessa al campionato regionale di Eccellenza, organizzato dal Comitato Campania della Lega Nazionale Dilettanti.

Tra i requisiti richiesti: l’atto di affiliazione (se non già presente), la richiesta formale di ammissione al torneo con l’indicazione dei soci, un business plan che attesti solidità economica, organizzativa e finanziaria, oltre a un piano triennale delle attività sportive.

Fondamentale sarà anche l’appoggio dell’amministrazione comunale: il sindaco dovrà infatti accompagnare la candidatura con una lettera che accrediti la società, esprimendo il gradimento del Comune e garantendo sulla serietà del progetto e sulla solidità della compagine societaria.

Un passo decisivo, dunque, per il rilancio del calcio torrese dopo la fine della Turris: ora tocca a imprenditori e sportivi locali farsi avanti con una proposta concreta per riportare il pallone a rotolare al Liguori.

Salerno, contromano sull’A2: bloccato e patente revocata

Sala Consilina – La Polizia di Stato ha sventato un potenziale disastro sull’Autostrada A2 del Mediterraneo, bloccando un’auto che viaggiava in contromano, seminando il panico e mettendo a serio rischio la sicurezza stradale.

L’allarme è scattato quando una segnalazione ha avvertito il Centro Operativo Autostradale di un veicolo che aveva imboccato la carreggiata sud dell’autostrada in direzione nord, all’altezza dello svincolo di Sala Consilina. Immediatamente, una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale, già presente sul tratto interessato nei pressi di Polla, è stata allertata.

Gli agenti, consapevoli dell’estrema pericolosità della situazione – con il conducente che percorreva la corsia di sorpasso sfiorando le auto che procedevano correttamente – hanno rapidamente messo in atto la procedura della “safety car”. Posizionandosi al centro della carreggiata, hanno rallentato il flusso di traffico, creando una barriera di protezione per evitare impatti frontali devastanti.

In pochi minuti, la Polizia Stradale ha raggiunto il veicolo in contromano, riuscendo a bloccarlo in totale sicurezza e scongiurando incidenti e danni a persone o cose. Il conducente è stato sottoposto agli accertamenti di rito. Per lui sono scattate pesanti sanzioni: la patente di guida è stata immediatamente revocata e il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi.

L’intervento tempestivo e coordinato delle forze dell’ordine ha permesso di evitare una tragedia, sottolineando l’importanza della prontezza e della professionalità degli operatori stradali.

Allarme diossina a Napoli: superati i limiti nell’area di via Gianturco dopo l’incendio

Napoli – Allarme ambientale a Napoli dopo l’incendio divampato lo scorso 28 giugno in via Gianturco.

I risultati del primo ciclo di monitoraggio effettuato dall’Arpa Campania, con un campionatore ad alto flusso posizionato nei pressi del rogo, rivelano livelli preoccupanti di diossine, furani e policlorobifenili aerodispersi.

La concentrazione registrata, pari a 1,3 pg/Nm³ I-TEQ (picogrammi per metro cubo in termini di tossicità equivalente), supera di gran lunga il valore di riferimento scientifico di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ indicato dal LAI tedesco.

Il monitoraggio copre il periodo tra la mattina del 30 giugno e la mattina del 1 luglio.Nonostante le stazioni fisse della rete regionale non abbiano rilevato superamenti dei limiti di legge per la qualità dell’aria il 1 luglio, il laboratorio mobile installato a poche decine di metri dal sito dell’incendio ha registrato picchi temporanei di inquinanti, legati alla direzione del vento proveniente dall’area colpita. Fortunatamente, questi aumenti non hanno violato i limiti normativi.

L’Arpa Campania continua le analisi e pubblicherà ulteriori aggiornamenti sul sito arpacampania.it. L’elevata concentrazione di diossine desta preoccupazione per la salute pubblica e l’ambiente, alimentando il dibattito sulla gestione delle emergenze ambientali in città. Per dettagli sugli accertamenti relativi agli incendi dello scorso weekend, si rimanda ai precedenti bollettini dell’agenzia.

Sant’Egidio del Monte Albino: scoperta una piantagione di cannabis

Sant’Egidio del Monte Albino  – Un’operazione dei Carabinieri ha portato al sequestro di cinque terrazzamenti adibiti alla coltivazione di marijuana nella zona boschiva dei Monti Lattari, nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino.

I militari della Sezione Operativa del NORM (Nucleo Operativo e Radiomobile) del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, con il supporto del VII Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, hanno individuato l’area sospetta dopo un’attività di monitoraggio del territorio.

I terrazzamenti, attrezzati con sistemi di irrigazione e diserbante, contenevano 87 piante di marijuana già cresciute, pronte per essere raccolte e immesse nel mercato illegale.

L’operazione rientra in una campagna più ampia di contrasto alla produzione e allo spaccio di stupefacenti nell’area dell’Agro nocerino-sarnese, dove i Carabinieri stanno potenziando i controlli per smantellare le attività illecite legate alla droga.

Al momento, non sono stati identificati i responsabili della coltivazione, ma le indagini proseguono per risalire alla rete criminale che gestiva il traffico.

L’operazione conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel combattere il narcotraffico, anche attraverso l’uso di tecnologie avanzate e pattugliamenti aerei.

Truffa e rapina da 3 milioni alla poetessa Bracco: arrestato il complice a Napoli

Roma – Nuova svolta nel caso della truffa e rapina ai danni di Gemma Bracco, poetessa 80enne e moglie dell’ex ministro Paolo Baratta.

La polizia ha arrestato un uomo residente nell’hinterland di Napoli, ritenuto complice del colpo messo a segno lo scorso febbraio a Roma, che fruttò un bottino di circa 3 milioni di euro tra contanti, monili e lingotti d’oro.

Il primo arresto era avvenuto a febbraio, quando gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, avevano individuato uno dei presunti responsabili grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza dello stabile teatro del crimine.

I due malviventi, fingendosi un maresciallo e un avvocato, avevano ingannato la vittima, trasformando la truffa in una rapina in abitazione. L’arresto del complice, avvenuto nelle ultime ore, segna un ulteriore passo avanti nelle indagini, che proseguono per chiarire eventuali altri coinvolgimenti.

Agropoli, rintracciato sui Monti Picentini il 60enne scomparso dopo malore

Agropoli – Attimi di paura per un uomo di 60 anni, scomparso dopo essere stato colto da un grave malore durante un viaggio verso Roma.

. L’allarme è scattato nella serata precedente da Agropoli, quando i familiari, preoccupati per il mancato arrivo a destinazione, hanno contattato le forze dell’ordine.

Le ricerche sono scattate immediatamente grazie al coordinamento tra gli agenti della Polizia Stradale di Eboli e il Centro Operativo Autostradale (Coa) di Sala Consilina. Decisiva la localizzazione del cellulare dell’uomo, che risultava attivo nella zona di San Mango Piemonte, nei pressi dell’autostrada A2 del Mediterraneo.

Ma a rendere la situazione ancora più allarmante sono state le chiamate fatte al telefono del 60enne, dalle quali si percepivano solo rantoli e respiri affannosi.

Le operazioni di ricerca sono state rese complicate dal fatto che l’uomo viaggiava su un’auto a noleggio di cui non si conoscevano né modello né targa. Per ovviare all’ostacolo, gli operatori del Coa hanno continuato a far squillare il cellulare per agevolare l’individuazione del veicolo da parte delle pattuglie impegnate nel controllo dei mezzi in sosta nell’area.

Grazie alla perseveranza degli agenti, l’auto è stata individuata in pochi minuti. L’uomo, in stato confusionale, è stato soccorso immediatamente. Le sue condizioni sono apparse gravi e, dopo una prima assistenza sul posto, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale di Salerno.

Campania, caldo record allerta prorogata fino al 5 luglio

Napoli – Non accenna a diminuire l’ondata di calore che sta investendo la Campania in questi giorni. La Protezione Civile regionale ha prorogato fino alle 20:00 di sabato 5 luglio l’avviso di criticità per “ondate di calore”, a causa delle temperature superiori alla media stagionale di oltre 6,7°C, con picchi di umidità che, nelle ore serali e notturne lungo la fascia costiera, potranno superare il 70%.

A peggiorare la situazione, la quasi totale assenza di ventilazione, che contribuisce ad aumentare la percezione del caldo e lo stress termico sull’organismo.

I consigli per difendersi dal caldo

Le autorità regionali rinnovano l’invito a tutta la popolazione, e in particolare alle categorie più vulnerabili – anziani, bambini, persone con patologie croniche o disabilità – ad adottare comportamenti prudenti per ridurre i rischi per la salute.

Ecco le principali raccomandazioni:

Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, in particolare tra le 11 e le 18.
Limitare l’attività fisica all’aperto, soprattutto se intensa.
Non esporsi al sole diretto senza protezione e cercare zone d’ombra se si è all’esterno.
Bere acqua frequentemente, anche in assenza di sete, per mantenere una corretta idratazione.
Consumare pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura.
Arieggiare gli ambienti durante le ore più fresche e oscurare le finestre esposte al sole.
Prestare attenzione agli animali domestici, assicurandosi che abbiano sempre acqua fresca e un luogo ombreggiato.
Attenzione ai più fragili
Il bollettino della Protezione Civile sollecita anche i Comuni, le Asl e le strutture socio-assistenziali a mantenere attive le procedure di vigilanza, garantendo un’adeguata assistenza ai cittadini più a rischio. Particolare attenzione va riservata agli anziani soli, che spesso non percepiscono il senso di sete, e alle persone con problemi cardiovascolari o respiratori.

Restano attivi i numeri verdi delle autorità sanitarie locali per segnalare situazioni di emergenza o richiedere supporto, così come le iniziative promosse da associazioni e volontari, tra cui l’apertura di centri refrigerati e servizi domiciliari per chi non può spostarsi.

In attesa di un possibile calo delle temperature nei prossimi giorni, le autorità invitano tutti i cittadini alla massima prudenza. L’emergenza caldo, infatti, non va sottovalutata: colpi di calore e disidratazione possono avere conseguenze gravi, soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione.

Aurora, morta in culla a 8 mesi nel Casertano: lividi e ustioni sul corpo, medici in aula

CASERTA – Era già morta quando i medici del 118 sono entrati nella stanza. Aurora Savino, otto mesi appena, giaceva priva di vita nella casa di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. Ma non è stato solo il tragico silenzio del corpo a parlare: sulla schiena della neonata, e in altre zone del corpo, i soccorritori hanno notato immediatamente lividi e perfino ustioni. Lesioni evidenti, sospette, che hanno spinto i sanitari a chiamare subito i carabinieri.

Ora quei momenti drammatici rivivono nell’aula della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, dove si sta celebrando il processo per omicidio a carico dei genitori della piccola, Emanuele Savino e Anna Gammella, rispettivamente di 28 e 21 anni. La coppia, che ha altri due figli piccoli, ha sempre negato ogni accusa.

I medici, ascoltati nell’ultima udienza, hanno raccontato una scena che ha lasciato pochi dubbi fin da subito. Il letto matrimoniale ordinato, coperto solo dal copriletto, mentre le lenzuola erano state riposte, inspiegabilmente, in una busta di plastica sopra l’armadio. E poi quel corpo, fragile, pieno di segni visibili a occhio nudo, come hanno ribadito anche i sanitari dell’ambulanza rianimativa intervenuti sul posto.

A fornire una nuova versione dei fatti è stata la nonna della piccola, madre dell’imputata. Secondo lei, i lividi sarebbero stati provocati dai giocattoli lanciati addosso da un altro nipotino. Un tentativo, forse, di ridimensionare i fatti dopo la precedente spiegazione – già giudicata poco credibile – secondo cui i segni sarebbero stati il risultato di “pizzicotti affettuosi”. La donna ha inoltre dichiarato che la figlia avrebbe portato Aurora dal pediatra, ma questa circostanza è stata smentita da tutti i medici già ascoltati durante il processo.

Alla fine dell’udienza è intervenuta anche Clara Niola, legale di parte civile per il Cam Telefono Azzurro. Le sue parole sono taglienti: “Pur nel rispetto del diritto di difesa, sono già emersi elementi incontrovertibili sulle lesioni subite da Aurora. A questo punto, il silenzio farebbe persino più rumore.”