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Maxiprocesso su violenze in carcere: slitta la testimonianza-chiave dello psichiatra

Santa Maria Capua Vetere – Un nuovo intoppo nel maxiprocesso per le violenze ai danni dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, risalenti al 6 aprile 2020.

Oggi è saltata la testimonianza del medico psichiatra Raffaele Sperandeo, consulente della Procura che aveva valutato i traumi psichici subiti dalle vittime.

Perché la consulenza è sotto accusa?

Sperandeo aveva certificato i danni psicologici dei detenuti, elemento cruciale per l’accusa di tortura – il capo d’imputazione più grave, che coinvolge quasi la metà dei 105 imputati (agenti penitenziari, funzionari del DAP e medici ASL).

Ma la difesa contesta la validità della perizia, sostenendo che sia inutilizzabile perché svolta senza contraddittorio con gli indagati.

La battaglia legale

Già a febbraio, gli avvocati Luca Tornatora, Giuseppe Stellato e Edoardo Razzino avevano chiesto l’esclusione della consulenza, denunciando una “compressione del diritto di difesa”.
Oggi, dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, il presidente del tribunale Roberto Donatiello ha rinviato la decisione all’udienza straordinaria del 18 luglio.

Se il giudice darà il via libera, Sperandeo tornerà a testimoniare. Altrimenti, l’accusa perderà un pilastro probatorio in un processo che scuote il sistema penitenziario italiano.

Uccide il figlio con un colpo alla nuca: arrestato

Messina – Lo avrebbe attirato con una scusa in una zona isolata di campagna, per poi ucciderlo con un colpo di pistola alla nuca.

È questa l’accusa che ha portato all’arresto di Sebastiano Pirri, 63 anni, fermato oggi dai carabinieri del Comando provinciale di Messina con l’accusa di omicidio volontario, occultamento di cadavere e detenzione abusiva di arma da fuoco.

La vittima è il figlio dell’uomo, Angelo Pirri, 41 anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto sarebbe avvenuto lo scorso 3 luglio.

Il corpo in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato tre giorni dopo, il 6 luglio, in una campagna nei pressi dell’autostrada A20, nel territorio di Pace del Mela, nel Messinese.

La ricostruzione del delitto

L’uomo era da subito finito nel mirino degli inquirenti, poiché – stando agli accertamenti – sarebbe stato l’ultimo a vedere il figlio in vita, appena rientrato da un viaggio a Napoli. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della Procura guidata da Giuseppe Verzera.

Il corpo di Angelo Pirri è stato trovato accanto a un bossolo calibro 7,65. Secondo gli inquirenti, dopo averlo ucciso, il padre avrebbe trascinato il cadavere oltre una recinzione dell’autostrada, dove era stata praticata un’apertura, abbandonandolo in un canale di scolo adiacente alla carreggiata. Sul posto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina, supportati dal Ris, hanno effettuato accertamenti balistici e biologici che si sono rivelati decisivi per le indagini.

Sebastiano Pirri è originario di Montalbano Elicona e ha numerosi precedenti penali. Nel 1991 fu condannato in primo grado a 18 anni di carcere per il coinvolgimento nell’omicidio dell’infermiera Grazia Rosa Nastasi, uccisa nel 1987 e poi data alle fiamme sul greto di un torrente: la donna, secondo le indagini, sarebbe stata coinvolta in un traffico di droga.

Nel 2006 fu arrestato per un furto in un deposito di tabacchi, e nel 2011 finì coinvolto in un’inchiesta su matrimoni di comodo organizzati per regolarizzare in Italia cittadini extracomunitari provenienti dalla Tunisia.

Indagini in corso e movente ancora oscuro

La Procura non esclude che nell’omicidio possano essere coinvolte altre persone. I pubblici ministeri Dora Esposito e Carlo Bray attendono di interrogare Pirri, nella speranza di fare luce sul movente, che resta ancora oscuro. L’interrogatorio non è stato ancora fissato, ma potrebbe avvenire venerdì prossimo.

Nei giorni scorsi i carabinieri avevano perquisito l’abitazione e l’auto dell’indagato, sequestrando telefoni e dispositivi elettronici a lui riconducibili. Ora gli inquirenti sperano che gli elementi raccolti possano chiarire i contorni di un omicidio che ha scosso profondamente il Messinese.

Napoli, traffico paralizzato: tassisti in rivolta chiedono il cambio dell’assessore

Napoli – Una giornata da incubo per il traffico di Napoli ha spinto i sindacati dei tassisti, Sitan/Atn (P. Ottaviano) e Unimpresa (R. Serpico), a inviare una dura nota al Comune.

La chiusura di Vico Mondragone, con la conseguente inversione del senso di marcia in Piazzetta Mondragone e Rampe Brancaccio, ha generato una vera e propria “tempesta perfetta”, paralizzando la circolazione e creando disagi insostenibili per cittadini, mezzi di soccorso e, in particolare, i lavoratori del trasporto pubblico non di linea.

La città nel caos: “Ambulanze bloccate per ore”

La situazione descritta dai tassisti è drammatica: “Le strade sono bloccate, e ambulanze e mezzi di soccorso si trovano in gravi difficoltà in tutta la città, costretti a rimanere fermi per ore senza alcuna alternativa.” Questo caos si ripercuote direttamente sui tassisti, costretti a giustificarsi con i clienti per ritardi e costi elevati, pur non avendone alcuna responsabilità.

L’imminente apertura di nuovi cantieri in punti nevralgici come Piazza San Pasquale, Riviera di Chiaia e Corso Umberto, getta un’ombra ancora più scura sulle prospettive future della mobilità cittadina.

I sindacati denunciano l’inaccettabile gestione della viabilità: “È inaccettabile che un ufficio viabilità non consideri le necessità di intere categorie e non informi adeguatamente gli addetti ai lavori e l’utenza, che si trova improvvisamente bloccata in ingorghi caratterizzati da un alto livello di inquinamento.”

Un appello disperato: “Basta anarchia, servono decisioni forti”

La lettera, indirizzata al Sindaco, all’Assessorato alla Mobilità, all’Area Infrastrutture di Trasporti e al Servizio di Trasporto Pubblico Locale e MaaS, non usa mezzi termini. I tassisti raccontano di aver impiegato due ore per coprire il tragitto da Mergellina a Via Depretis, definendo la giornata come “ennesima giornata allucinante per il traffico e la circolazione”.

“Non ci sono più parole. Ne abbiamo dette tante, abbiamo fatto critiche e suggerimenti. Ora diciamo basta,” si legge nella nota, che punta il dito direttamente sull’Assessore Eduardo Cosenza.

Pur riconoscendone le competenze professionali, i sindacati ritengono che l’assessore, oberato da deleghe come lavori pubblici, metropolitana e protezione civile, non possa svolgere il compito legato a traffico e mobilità “in maniera adeguata ed efficiente”.

La richiesta choc: “L’assessore lasci la mobilità ad altri”

La critica diventa un vero e proprio appello: “Assessore Lei è un bravissimo Ingegnere, di fama nazionale, La preghiamo, continui a fare bene il suo mestiere, di cui è uno dei massimi esponenti ed esperti. Ma lasci la mobilità e il traffico ad altri, che hanno tempo e qualche considerazione in più del servizio Taxi.”

I sindacati descrivono una città “allo sbando, aperta a tutti, senza limiti e regole”. Vengono evidenziate scelte viarie ritenute insensate, come l’unica corsia di Via Acton o la chiusura di Via Partenope per chi proviene da Via Chiatamone, che costringono gli automobilisti a “avvelenarsi nella galleria della Vittoria o rimanere incastrato tra Via Chiatamone, Santa Lucia fino a Via Cesario Console!”.

In queste condizioni “salta tutto, anarchia totale, si salvi chi può. Il Servizio Pubblico Taxi impossibilitato a svolgere il proprio essenziale ruolo. Gli utenti scendono dalle auto per proseguire a piedi, automobilisti disperati, ma non c’è via d’uscita dalla trappola di Napoli.”

La richiesta finale è chiara: “È fondamentale intervenire con provvedimenti che limitino il traffico veicolare e che garantiscano a chi utilizza i mezzi pubblici (bus, taxi, metropolitana, funicolare, Cumana) la possibilità di raggiungere le proprie destinazioni con ragionevole certezza. Siamo convinti che, per migliorare la nostra città, sia necessario avere leader capaci di prendere decisioni forti.”

La palla passa ora all’amministrazione comunale, chiamata a dare risposte concrete a una situazione di mobilità sempre più critica.

Tragedia a Somma Vesuviana: ritrovato senza vita Luciano Cacciola

Somma Vesuviana – È finita nel peggiore dei modi la scomparsa di Luciano Cacciola, il 49enne di San Gennaro Vesuviano di cui non si avevano più notizie da lunedì 7 luglio.

Dopo due giorni di ricerche serrate da parte di familiari, amici e forze dell’ordine, il corpo senza vita dell’uomo è stato rinvenuto nel pomeriggio di oggi in zona Santa Maria a Castello, nel territorio di Somma Vesuviana.

Sul posto sono intervenuti il maresciallo dei Carabinieri Alessandro Calandro e il maggiore della Polizia Locale Gennaro Vitagliano. Al momento le cause del decesso restano da accertare, ma la notizia ha scosso profondamente due comunità: quella di Somma Vesuviana e quella di San Gennaro Vesuviano, dove Luciano viveva e lavorava.

La scomparsa e l’appello della famiglia

Luciano Cacciola era uscito lunedì sera dall’officina meccanica dove lavorava da anni con serietà e passione. Ma da quel momento si erano perse completamente le sue tracce. Non era mai tornato a casa, e i familiari, preoccupati, avevano immediatamente denunciato la scomparsa.

Nelle ultime 24 ore si era attivata anche una catena di solidarietà sui social, con centinaia di condivisioni del suo volto e appelli disperati per ritrovarlo.

Il ritrovamento a Santa Maria del Castello

Oggi pomeriggio, purtroppo, la drammatica svolta. Il corpo è stato localizzato in una zona impervia e isolata di Santa Maria a Castello. Il 49enne lascia la moglie e due figli. Era una persona molto conosciuta in zona, apprezzata per il suo carattere mite, la disponibilità e la professionalità.

Il dolore per la sua perdita è palpabile in entrambe le comunità, che si erano strette attorno alla famiglia in questi giorni di angoscia.

Anche il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha voluto esprimere pubblicamente il proprio cordoglio:“È stato appena ritrovato in zona Castello, dal maresciallo dei Carabinieri Alessandro Calandro e dal maggiore della Polizia Locale Gennaro Vitagliano, il corpo esanime del signor Luciano Cacciola. Alla sua famiglia vanno le mie più sentite condoglianze”.

Un abbraccio corale arriva in queste ore alla moglie e ai figli, ancora increduli di fronte a una tragedia tanto improvvisa quanto inspiegabile. Le indagini proseguono per far piena luce sulle circostanze del decesso. Ma su tutto prevale il dolore per una perdita che lascia un vuoto profondo nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Napoli, si trova ad Amsterdam il ragazzo scomparso da Soccavo

Napoli– Si trova all’estero e precisamente ad Amsterdam in Olanda il 30enne Leonardo Grimaldi residente nel quartiere Soccavo e scomparso due giorni fa da Napoli.

E’ stato il fratello a dare l’annuncio sui social spiegando che Leonardo, secondo quanto gli hanno riferito si è rasato capelli e barba e quindi potrebbe non essere subito riconosciuto rispetto alla foto diffusa sui social per dare la notizia della sua scomparsa.

La famiglia ora sta cercando di imbarcarsi il prima possibile verso i Paesi Bassi per riportare a casa il congiunto. Ma nel frattempo, il fratello ha continuato a chiedere aiuto ai napoletani e agli italiani residenti ad Amsterdam per fermare il ragazzo e prestargli  le cure fino al suo arrivo visto che è in stato confusionale.

 

Musiala difende Donnarumma: “Non è colpa di nessuno, sono cose che succedono”

A spegnere le polemiche è proprio chi ha subito l’infortunio. Dopo giorni di accuse, tensioni e dichiarazioni a catena, Jamal Musiala rompe il silenzio e difende pubblicamente Gianluigi Donnarumma, protagonista involontario del terribile infortunio che ha messo fuori gioco il talento tedesco durante il Mondiale per Club. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, il fantasista della Germania ha parlato a cuore aperto, ringraziando per il sostegno ricevuto e – soprattutto – spegnendo ogni accusa: “Non è colpa di nessuno, cose così succedono nel calcio”.

Parole semplici, ma pesanti come macigni, soprattutto dopo l’ondata di critiche piovute sul portiere del Paris Saint-Germain. A guidare il coro era stato Manuel Neuer, furioso con Donnarumma per non essersi – a suo dire – interessato subito alle condizioni del compagno. Un’accusa che aveva acceso il dibattito mediatico e costretto lo stesso Gigio a intervenire: “Non era mia intenzione far male a Musiala, sono molto scosso da quanto accaduto”, aveva detto l’azzurro, seguito dal supporto anche di Courtois e dell’agente Vincenzo Raiola, che aveva raccontato come Donnarumma avesse mandato un messaggio a Musiala già nell’intervallo.

Ora, con Musiala che conferma di sentirsi bene dopo un intervento perfettamente riuscito e annuncia di voler tornare “più forte di prima”, la frattura – sportiva e non solo – sembra ricomporsi. “È bello vedere il mondo del calcio unito”, ha concluso il tedesco, che sarà costretto a uno stop di almeno cinque-sei mesi: il suo ritorno in campo è atteso per l’inizio del 2026. Intanto, il suo gesto di maturità ha già cambiato il clima intorno a una vicenda che rischiava di diventare una caccia al colpevole.

Euro 2032, Abodi conferma: istituito il Commissario straordinario per gli stadi

Una cabina di regia con poteri speciali, sindaci coinvolti direttamente nei lavori e una corsia veloce per rispondere alle scadenze dell’Europa. È stato ufficialmente depositato l’emendamento al Decreto-legge Sport che istituisce il Commissario straordinario per le opere di UEFA Euro 2032, la figura chiave chiamata a guidare e coordinare la trasformazione infrastrutturale che attende l’Italia nei prossimi anni.

Lo annuncia il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, spiegando che la nuova struttura commissariale è pensata per velocizzare e semplificare ogni passaggio legato alla riqualificazione degli stadi esistenti e alla costruzione di nuovi impianti. Tra le novità principali, anche il coinvolgimento diretto delle città ospitanti: i sindaci potranno essere nominati sub Commissari, una scelta che mira a valorizzare il ruolo operativo degli enti locali, proprietari delle infrastrutture.

Secondo la nota ufficiale, l’intero impianto normativo è stato concepito come un modello innovativo, capace di coniugare una regia centrale – indispensabile per coordinare un’operazione di sistema – con le competenze e la conoscenza del territorio dei governi locali. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: realizzare stadi moderni, accessibili e sostenibili entro i tempi fissati dalla UEFA, utilizzando procedure snelle e strumenti eccezionali.

Carlo Ancelotti condannato per frode fiscale: un anno con la condizionale

Un anno di reclusione con la condizionale e una maxi multa da oltre 380mila euro: questa la condanna inflitta dal tribunale provinciale di Madrid a Carlo Ancelotti, attuale commissario tecnico del Brasile ed ex allenatore del Real Madrid. Nessun carcere per lui, ma l’accusa di frode fiscale per l’anno 2014 è stata riconosciuta. È stata invece respinta l’accusa relativa al 2015, portando a un’assoluzione parziale per il tecnico italiano.

Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, il caso riguardava la presunta omissione dei redditi legati allo sfruttamento dei suoi diritti d’immagine, ceduti ad altri enti, durante la sua prima esperienza sulla panchina del Real Madrid. L’ammontare totale della frode contestata sfiorava 1,1 milioni di euro. La procura aveva chiesto per lui una condanna molto più pesante: 4 anni e 9 mesi di reclusione.

Ancelotti, lo scorso aprile, aveva provato a chiarire la sua posizione davanti ai giudici, sostenendo di essersi affidato al suo consulente inglese senza mai sospettare irregolarità: “Quando il Real mi propose la cessione dei diritti di immagine, mi misi in contatto col mio consulente inglese e dopo non me ne sono più occupato perché tutto mi sembrava corretto”. Una difesa che ha convinto solo in parte il tribunale.

Altre 5 interdittive antimafia a Giugliano, Villaricca e Napoli

Napoli – La Prefettura di Napoli, guidata dal Prefetto Michele di Bari, ha emesso cinque nuove interdittive antimafia nei confronti di altrettante aziende operanti nei settori dell’edilizia, commercio di detersivi, apparecchiature telefoniche e design di moda e industriale.

Le imprese, con sedi a Giugliano in Campania, Villaricca e Napoli, sono state colpite nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

L’operazione, condotta con il supporto delle Forze dell’ordine e della Divisione Investigativa Antimafia, rafforza l’impegno della Prefettura per proteggere l’economia legale e contrastare l’influenza delle organizzazioni criminali sulle imprese.

Le misure adottate mirano a tutelare la libera concorrenza, garantire il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e preservare l’ordine pubblico economico.Prosegue senza sosta l’azione della Prefettura di Napoli per arginare l’inquinamento dell’economia sana, consolidando un baluardo contro le attività illecite e a difesa del tessuto produttivo del territorio

Riparte stasera il Festival delle Ville Vesuviane

Napoli – Il Festival delle Ville Vesuviane entra nel vivo con un’intensa settimana di eventi, dal 9 al 13 luglio, che trasforma Villa Campolieto a Ercolano e Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano in palcoscenici a cielo aperto, celebrando l’incontro tra tradizione e sperimentazione artistica.

Si parte mercoledì 9 luglio a Villa Campolieto con Edipo Re di Sofocle, nella traduzione di Gianni Garrera e per la regia di Luca De Fusco. Una tragedia riletta come un’indagine psicologica, in cui Eros Lazzareschi interpreta un Edipo e Tiresia solenni, accanto alla potente Giocasta di Manuela Mandracchia.

Lo stesso giorno, Villa Vannucchi rende omaggio a Pino Daniele con Pino Daniele Opera, un progetto orchestrale diretto dal maestro Paolo Raffone, con la voce di Michele Simonelli e musicisti del calibro di Rosario Iermano ed Ernesto Vitolo, che reinterpretano i brani del cantautore partenopeo in chiave sinfonica.

Giovedì 10 luglio, Edipo Re torna in scena a Villa Campolieto, mentre Villa Vannucchi ospita Pierino e il lupo in jazz, con Francesco Paolantoni e una formazione di nove musicisti, tra cui Andrea Rea e Daniele Sorrentino, che trasformano la favola musicale di Prokof’ev in un vibrante mix di swing, latin e rock, ideato da Igor Caiazza.Venerdì 11 luglio, alle 19:30, Villa Campolieto accoglie Cunt atto di Massimo Andrei, un viaggio nella tradizione orale campana con Eduarda Iscaro, Melania Pellino, Francesca Morgante e Carmine Bassolillo.

Lo spettacolo, intriso di ironia e dialetto, riporta in vita il “cunto” popolare, narrando l’essenza del Sud.Sabato 12 luglio, sempre a Villa Campolieto, Simona Molinari si esibisce con l’Orchestra della Magna Grecia, diretta da Pino Romano.

Il concerto spazia da standard internazionali come Puttin’ on the Ritz a classici come Caruso, fino ai successi della cantante (Davanti al mare, Egocentrica), in un’esibizione che unisce eleganza e emozione.La settimana si chiude domenica 13 luglio a Villa Campolieto. Alle 19:30, Infinito Petito – Tre surice dint’ a no mastrillo, regia di Riccardo Citro, rende omaggio ad Antonio Petito con un Pulcinella che riflette con ironia la società contemporanea.

Alle 20:30, Che suonno, spettacolo di danza della compagnia Fit&Dance ideato da Nello Longobardi, conclude il programma con coreografie oniriche e musica dal vivo, celebrando il potere evocativo dei sogni.Il Festival delle Ville Vesuviane si conferma un appuntamento imperdibile, capace di intrecciare passato e presente in un dialogo culturale di rara intensità.

Tv, presentato il format “Radix – Un viaggio”

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Il format ideato e condotto da Edoardo Sylos Labini unisce teatro, musica e narrazione digitale per raccontare l’identità culturale nascosta nei piccoli centri italiani.

Presentati presso gli studi Rai di Napoli i palinsesti per la stagione televisiva 2025/2026. L’attenzione quest’anno è rivolta in particolare al comparto Contenuti digitali e transmediali, diretto da Marcello Ciannamea.

L’obiettivo dichiarato è trasformare questa area in un laboratorio di sperimentazione editoriale, fondato sulla contaminazione tra linguaggi e sull’adozione di una grammatica digitale capace di dialogare con le nuove generazioni, in particolare il pubblico Young Adult (fascia 18–34 anni).

Tra le novità più allettanti presenti nel catalogo, spicca Radix – Un viaggio identitario, un format culturale e performativo che andrà in onda in seconda serata su Rai 3 dal 7 ottobre al 4 novembre 2025, con due appuntamenti settimanali. Ideato e condotto da Edoardo Sylos Labini per la regia di Anna Abbate, il programma esplora le radici dell’identità italiana attraverso un tour nei piccoli comuni, che rappresentano il 90% del tessuto urbano nazionale. Un progetto transmediale che unisce teatro, musica dal vivo, video arte e interviste, portando sullo schermo una narrazione ibrida tra varietà culturale e documentario.

Abbiamo intervistato il protagonista del progetto, Edoardo Sylos Labini, per approfondire i contenuti e la visione di Radix.

Il format “Radix” attraversa i particolarismi dell’Italia locale. Qual è la missione centrale di questo progetto?

«”Radix” è un viaggio dentro le storie e i personaggi che hanno lasciato un’impronta profonda nelle piccole città italiane. Il nostro Paese è composto per il 90% da comuni con meno di 20.000 abitanti: borghi che spesso custodiscono figure e vicende di straordinaria rilevanza storica e culturale, anche a livello internazionale.

Il linguaggio del format è innovativo: mescola teatro, musica originale del maestro Colicchio, interviste a grandi personaggi come Espa, Caprioglio, Tognazzi, Saturnino e altri, il tutto con un’estetica visiva ispirata al mondo di Quake e “Matrix”. Il titolo stesso, “Radix”, ha una matrice latina, ma lo stile è profondamente contemporaneo»

Può anticiparci alcuni luoghi o figure che saranno protagonisti delle puntate? Ci sono storie che l’hanno colpita in particolare?

«Tra le tappe che mi hanno colpito c’è Chioggia, dove raccontiamo Carlo Goldoni e le sue “Baruffe chiozzotte”, ma anche la figura di Eleonora Duse. Il viaggio parte però da Pomezia, la mia città natale. A Pratica di Mare, secondo la leggenda, sbarcò Enea per fondare Lavinium. Qui riposa Sergio Leone e sempre in zona, a Torvaianica, Ugo Tognazzi fondò negli anni ’70 il celebre villaggio Tognazzi. Ogni città, anche la più piccola, custodisce storie sorprendenti. Il nostro intento è farle emergere e restituirle alla memoria collettiva»

Il programma sembra voler rilanciare l’importanza di preservare e, al contempo, valorizzare il particolarismo identitario dei borghi e delle comunità locali nell’epoca della globalizzazione. È corretto?

«Assolutamente sì. Questa è una battaglia culturale che porto avanti da anni, anche attraverso la rivista “Cultura e Identità”. Nell’epoca della globalizzazione, è fondamentale riscoprire e valorizzare le piccole comunità: sono il cuore pulsante dell’Italia autentica. Durante il periodo della pandemia, molte persone hanno riscoperto il proprio paese d’origine, e in molti casi ci sono rimaste. Come diceva Maccari già cent’anni fa, il “paese”, o lo “strapaese”, è ancora una straordinaria risorsa identitaria»

“Radix” è parte integrante del nuovo comparto digitale e transmediale su cui la Rai sta puntando. Come si differenzia questo format dalla serialità televisiva tradizionale?

«Come è stato sottolineato anche dall’amministratore delegato Rai in conferenza stampa, “Radix” nasce per RaiPlay ed è pensato per un pubblico under 35. È un modo per raccontare la nostra storia ai giovani, spesso poco informati o formati in maniera superficiale su temi identitari. Il linguaggio è completamente diverso: è crossmediale e unisce teatro, musica, giornalismo, documentario urbano e narrazione visuale. Non è solo televisione, ma una vera e propria esperienza narrativa multicanale»

La Rai sembra voler coniugare memoria e innovazione. Crede che questa sia la nuova missione del Servizio Pubblico?

«Sì, senza dubbio. È questo il nuovo immaginario della Rai: unire la forza della tradizione con le sperimentazioni contemporanee. Il passato non deve essere dimenticato, ma reinterpretato alla luce dei nuovi linguaggi e delle nuove piattaforme»

Ci sono altri progetti che desidera condividere con il pubblico?

«Sì, desidero segnalare un altro appuntamento per me molto importante: il mio spettacolo teatrale su Gabriele D’Annunzio, che sarà trasmesso in diretta dal Vittoriale degli Italiani. L’evento andrà in onda il 12 settembre su Rai 3, mentre il 10 settembre sarà visibile in anteprima su RaiPlay. Anche in questo caso, la scelta è quella di raccontare una grande figura della cultura italiana attraverso una fusione di linguaggi scenici e digitali. Sempre nel segno della tradizione che dialoga con l’innovazione»

Napoli ricorda Salvatore Giordano, il 14enne ucciso dai calcinacci

Una targa in via Toledo per tenere viva la memoria di un gesto eroico e chiedere verità dopo 11 anni: “Un eroe dimenticato, ora giustizia”

Napoli – Una targa per ricordare Salvatore Giordano, il ragazzo di appena 14 anni morto il 5 luglio del 2014 colpito dai calcinacci staccatisi dalla facciata della Galleria Umberto I, è stata scoperta questa mattina all’ingresso della galleria su via Toledo.

La cerimonia è stata fortemente voluta dal Comune di Napoli, che ha voluto rendere omaggio a un giovane la cui storia è rimasta nel cuore della città. Ma è anche, e soprattutto, un grido di giustizia rimasto inascoltato per troppo tempo.

“Da padre a padre, aiutatemi ad avere giustizia”

Emozionanti e cariche di dolore le parole del padre, Umberto Giordano, che ha letto una lettera pubblica durante la cerimonia, rivolgendosi direttamente al sindaco Gaetano Manfredi:

“Da padre a padre, aiutatemi ad avere giustizia per Salvatore. Sono onorato che oggi, dopo undici anni, il Comune abbia finalmente installato questa targa. Ma mi auguro che non debbano passare altri undici anni per vedere riconosciuto a mio figlio il giusto tributo: la Medaglia d’oro al valor civile”.

Al termine del discorso, un lungo e commosso abbraccio tra il padre e il sindaco, simbolo di un dolore condiviso e di un impegno istituzionale che oggi prova a colmare anni di silenzi. La famiglia non ha nascosto la delusione per l’assenza di sostegno da parte della precedente amministrazione:

“Siamo stati lasciati soli”, hanno denunciato.

L’eroismo di un gesto semplice. Il nome di Salvatore Giordano è inciso sulla targa insieme a una frase che sintetizza l’essenza del suo ultimo gesto: “Il suo atto eroico resterà per sempre vivo nella memoria della città”.

Quel giorno, Salvatore si trovava con alcuni amici a Napoli: fu la sua prima uscita da solo, e fu anche l’ultima. Vide i calcinacci cadere e fece scudo con il corpo per salvare un compagno.

La sorella, Angela Giordano, ha ricordato la bontà e la gentilezza di Salvatore, spiegando come la targa sia il simbolo concreto di un dolore che chiede ancora riconoscimento:

“Sarà lì per ricordare a tutti il suo coraggio. Napoli non deve dimenticare”.

Il sindaco: “Un piccolo gesto per un grande sacrificio”

Il sindaco Manfredi ha voluto sottolineare l’impegno del Comune per fare luce su quanto accaduto: “Dal mio insediamento seguo personalmente questa vicenda. La targa è stata scoperta solo ora perché abbiamo voluto attendere la fine dei lavori di restauro della Galleria Umberto.

È un piccolo, doveroso gesto etico verso un ragazzo che ha mostrato un coraggio straordinario. Nulla potrà mai colmare il dolore della sua famiglia, ma il suo sacrificio deve entrare nel patrimonio morale della città”.

Alla cerimonia ha preso parte anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e ai piedi della targa è stata posta una corona di fiori, in memoria di un adolescente che, con un gesto istintivo e coraggioso, è diventato simbolo di altruismo e amore.

La città non dimentica. Ma ora pretende giustizia

Dopo undici anni, la memoria di Salvatore è finalmente impressa nel cuore di Napoli. Ma resta aperta la ferita dell’attesa di giustizia. La richiesta della famiglia è chiara: non basta una targa. Serve un riconoscimento istituzionale, civile e giudiziario.
E una verità che ancora tarda ad arrivare.

Cardarelli, boom di traumi da strada: 1 codice rosso su 10 coinvolge minorenni

Napoli– Grave allarme lanciato dall’Azienda Ospedaliera Cardarelli: circa il 10% degli accessi in codice rosso nell’ultimo decennio di giorni è dovuto a traumi causati da incidenti stradali, con un preoccupante aumento di vittime minorenni.

A segnalare la criticità sono i medici del Pronto Soccorso, del Trauma Center, della Neurochirurgia, dell’Ortopedia e della Rianimazione, dove sempre più giovani centauri arrivano in pericolo di vita. L’incremento è stato confermato anche dall’ANSA: un forte incremento di incidenti e gravi traumi fra i pazienti nei reparti dell’ospedale cittadino

.Per Patrizio Festa, responsabile del Trauma Center, l’estate aggrava la situazione: «Gli incidenti da ciclomotori, e‑bike e pedoni investiti sono in netta crescita. Le fratture delle ossa sono gestibili, ma i traumi cranici e toracici, insieme a fratture del bacino, mettono a dura prova il personale sanitario».

Un dato allarmante riguarda proprio il trauma cranico: in molti casi, neanche il casco protegge dai danni mortali, come spiega Francesco Imperatore, direttore della Rianimazione DEA, che aggiunge: «Non rispettare le regole d’uso – casco, prudenza alla guida – può costare caro, con danni permanenti o fatali».

Sul fronte della cura, il Cardarelli è all’avanguardia nella radiologia interventistica, diretta da Raffaella Niola, che ha drasticamente ridotto mortalità da fratture complesse, come quelle del bacino, grazie a embolizzazione dei vasi danneggiati .

Nonostante i progressi, i medici sottolineano l’urgenza di educazione stradale e prevenzione primaria, essenziali per ridurre gli incidenti. Per gli operatori il messaggio è chiaro: “estate, tempo libero e spostamenti aumentano il rischio, ma il rispetto delle regole può salvare vite”.

Napoli, ripristinata la targa di Giogiò Cutolo. La mamma: “Basta armi ai giovani”

La domanda ora è: basterà la memoria a fermare la prossima pistola in mano a un ragazzino?

Napoli – Una città che non dimentica. Oggi in Piazza Municipio è stata scoperta la nuova targa in memoria di Giovambattista Cutolo, il 24enne musicista ucciso nell’agosto 2023 da un sedicenne armato durante una lite alla quale era estraneo.

La precedente targa, vandalizzata mesi fa, è stata sostituita con un messaggio ancora più forte: stop alla violenza giovanile.

“A mio figlio un corno, al suo killer una pistola”

Daniela Di Maggio, madre di Giogiò, ha lanciato un appello straziante:
“Io ho messo in mano a mio figlio un corno francese. La madre del suo assassino gli ha dato una pistola. Senza legalità, non andiamo da nessuna parte.”

Presenti il sindaco Gaetano Manfredi, il prefetto Michele Di Bari, il questore e rappresentanti istituzionali, tutti uniti nel ricordo del giovane musicista e nella condanna della criminalità.

Le istituzioni: “Un simbolo di resistenza”

Matteo Piantedosi (Ministro dell’Interno): “Non è solo una targa, ma un atto di civiltà. La comunità resiste e ricostruisce.”
Manfredi (Sindaco di Napoli): “Rinnoviamo l’impegno per la legalità. La sicurezza deve essere una priorità.”
Prefetto Di Bari: “Chi compie gesti vili non fermerà la nostra volontà di cambiare.”
Il messaggio: Napoli sceglie la bellezza

L’evento non è solo una commemorazione, ma un segnale concreto: la città rifiuta la rassegnazione e chiede più controlli sulle armi, soprattutto tra i giovani. Giogiò, con il suo corno, resta il simbolo di una Napoli che vuole rinascere.

Mangiamo come parliamo’, ecco perché carne è al centro evoluzione

Roma. “La carne è il cibo che più di ogni altro ha partecipato all’evoluzione dell’essere umano dal punto di vista fisico e sociale, ma oggi più che mai la sua produzione e il suo consumo sono al centro di un dibattito che riguarda salute, ambiente ed etica. Ma se l’uomo è onnivoro da milioni di anni, perché adesso questa certezza viene messa in dubbio?”.

È questa la domanda a cui ha risposto il professor Pietro Paganini, analista e divulgatore socioeconomico e (geo)politico, fondatore e Curiosity Officer di Competere.eu, curatore del volume ‘A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali’, scritto in collaborazione con la dottoressa Carola Macagno, project manager presso Competere – Policies Sustainable Development.

Il volume (edito da Guerini e Associati), presentato in anteprima oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa, è un viaggio lungo l’evoluzione umana per scoprire “l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo” e per dimostrare che “se siamo ciò che siamo è anche grazie alla carne”. Compagna d’eccezione in questo percorso Lucy, la “nostra paleo-antenata” vissuta più di 3 milioni di anni fa.

Oggi, intanto, il dibattito intorno alla carne assume nuove complessità, dalle implicazioni nutrizionali (mangiare la carne fa bene o male?) a quelle ambientali (produrre la carne inquina troppo?), fino a quelle etiche (cosa si intende per benessere animale?), suggerendo quasi una “sorta di incompatibilità” fra una caratteristica innata dell’uomo, essere onnivoro, e la produzione e il consumo di proteine animali.

“Lucy è la nostra compagna di viaggio, la voce del nostro senso critico. Ci accompagna per sfidare un dibattito sulla nutrizione che troppo spesso abbandona la ragione per rifugiarsi nell’ideologia- ha spiegato il professor Paganini- La carne non è un nemico della salute, dell’ambiente o dell’etica, come oggi va di moda sostenere.

È parte della nostra storia, della nostra evoluzione. Molti esseri viventi si sono evoluti grazie alle proteine animali, e l’uomo più di tutti. Se oggi possiamo contare su un cervello capace di linguaggio, creatività, empatia e progresso, lo dobbiamo proprio alle proteine animali: un patrimonio nutrizionale insostituibile, per la qualità e la completezza dei suoi nutrienti. A questo ‘non-dibattito’ vogliamo rispondere con argomenti solidi, critici, basati sulla scienza e non sulle emozioni, per aiutare i consumatori a conoscere davvero, e quindi a scegliere in modo consapevole. Lucy è qui per .

Ma perché parliamo come mangiamo? La similitudine fra il linguaggio e la nutrizione è la grande metafora che guida il viaggio di Lucy intorno alla funzione evolutiva del cibo. “Parlare e mangiare sono i due grandi strumenti attraverso cui è stata costruita l’umanità- ha spiegato il professor Giuseppe Pulina, ordinario di Etica e sostenibilità degli allevamenti all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili-

Se, infatti, è vero che tutti gli animali hanno un linguaggio, solo l’uomo è riuscito nell’impresa di . Non certo un caso secondo Tutto merito dell’evoluzione- ha evidenziato- della motivazione alla condivisione tipica dell’essere umano che ha investito nel corso dei secoli in egual misura l’abilità del linguaggio e quella del nutrirsi, una propensione al condividere che culmina nella perfezione della nostra dieta Mediterranea”.

A raccogliere il testimone della Dieta Mediterranea, anche la dottoressa Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l’Università degli studi di Se è vero che la dieta Mediterranea è un inno all’equilibrio e alla varietà, è anche un monito a mangiare tutto senza escludere nessun cibo- ha sottolineato- e in questo contesto anche e soprattutto la carne e le proteine animali hanno un ruolo fondamentale per la nostra .

Ha quindi proseguito l’Preziose per la loro biodisponibilità (cioè la velocità con cui vengono assorbite, trasportate e utilizzate) le proteine sono le migliori alleate della nostra salute metabolica ma vanno necessariamente integrate con l’alimentazione perché il nostro corpo non ne fa riserva: se ne abbiamo bisogno e queste non vengono assunte a sufficienza con la dieta si rischia di innescare il catabolismo proteico, la degradazione delle proteine muscolari da parte dell’organismo, un processo dannoso che comporta una riduzione della massa muscolare con la compromissione di forza, funzionalità fisica e metabolismo basale”.

Durante la tavola rotonda si è ragionato anche dell’impatto che la produzione di carne ha sull’ambiente e del dibattito che questo ha innescato. Oggi in Italia, è emerso dall’evento, tutta l’agricoltura impatta “per l’8,4% sul totale delle emissioni climalteranti e di queste i due terzi sono imputabili alla zootecnia”.

Dal 1990 le emissioni del settore agricolo nel nostro Paese, inoltre, sono “calate del 15,6%”. È dunque “evidente che il settore abbia dimostrato una presa di coscienza in merito ai temi della sostenibilità, senza contare i progressi scientifici e la digitalizzazione che hanno investito anche il campo degli allevamenti, riducendo le emissioni e facilitando il riutilizzo degli scarti in un’ottica di economia circolare e rigenerativa- ha spiegato ancora Pulina –

L’introduzione di nuove metriche che tengono conto della permanenza in atmosfera dei gas, la revisione al ribasso delle stime sull’utilizzo dell’acqua, attraverso la distinzione delle fonti di provenienza e la riconsiderazione degli impatti ambientali degli alimenti in base al loro valore nutrizionale, stanno concorrendo a riposizionare le attività zootecniche in un quadro di sostenibilità”.

All’incontro sono intervenuti anche il senatore Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Francesco Lollobrigida; l’on. Paola De Micheli, membro della Commissione Attività produttive, commercio e turismo; l’on. Isabella De Monte, membro della Commissione Politiche dell’Unione Europea; il senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare e il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare.

Ansia a San Gennaro Vesuviano per la scomparsa di Luciano Cacciola

Nonostante i numerosi  appello via social da due giorni non si hanno più notizie di  Luciano Cacciola, 49 anni che ha fatto perdere le sue tracce dopo aver terminato il suo orario di lavoro.

L’uomo che fa il meccanico non ha fatto rientro a casa e di lui non si hanno pù notizie da lunedì alle 19. La famiglia ha presentato regolare denuncia di scomparsa ai carabinieri  e ha lanciato un appello via social a chiunque avesse sue notizie lo avesse visto in giro nella zona vesuviana.

Al momento della scomparsa, avvenuta dopo il lavoro a San Gennaro Vesuviano intorno alle 19:00, Luciano indossava jeans e maglietta blu scura

Napoli, due pusher arrestati: uno dei fermati aggredisce gli agenti

Continuano senza sosta i controlli straordinari disposti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti in città. Nelle ultime ore, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini in distinte operazioni: si tratta di un 51enne originario di Casoria, con precedenti specifici, e di un 32enne nigeriano, irregolare sul territorio italiano, con diversi precedenti, anche per reati contro le forze dell’ordine.

Il primo arresto in via Albanese
Il primo intervento è stato eseguito dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale in via Giuseppe Leonardo Albanese, dove un uomo, alla vista della pattuglia, ha tentato di cambiare improvvisamente direzione. Un comportamento sospetto che ha spinto i poliziotti a fermarlo.

Durante il controllo, il 51enne ha provato a fuggire, tentando di disfarsi di un involucro nascosto in un fazzoletto. Gli agenti sono riusciti a recuperarlo: all’interno, circa 10 grammi di cocaina. L’uomo è stato subito bloccato e perquisito: con sé aveva anche materiale per il confezionamento della droga e 500 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività illecita.

Il secondo caso in via Milano
Il secondo episodio si è verificato in via Milano, all’angolo con via Venezia, dove i poliziotti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno notato un uomo che cercava di nascondere qualcosa nel palmo della mano e di allontanarsi velocemente.

Alla richiesta di controllo, il 32enne nigeriano ha reagito con violenza, inveendo contro gli agenti e passando poi all’aggressione fisica. Bloccato dopo una breve colluttazione, è stato trovato in possesso di un involucro di marijuana.

L’uomo è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che denunciato per ingresso e soggiorno illegale in Italia e sanzionato amministrativamente per il possesso di droga per uso personale.

La stretta della Questura
I due arresti si inseriscono nel piano di intensificazione dei controlli voluto dalla Questura per arginare lo spaccio e garantire maggiore sicurezza nei quartieri più esposti alla microcriminalità. Gli interventi continueranno nei prossimi giorni su tutto il territorio cittadino.

Salerno, trovato morto in una vasca di liquame: autopsia per l’operaio indiano

Un lavoratore straniero di 38 anni è stato rinvenuto senza vita in una vasca di raccolta letame in un’azienda bufalina del Salernitano. Le cause del decesso sono ancora da accertare, ma la Procura di Salerno ha già disposto l’autopsia, che potrebbe essere eseguita già domani all’ospedale di Eboli.

Il corpo dell’uomo, cittadino indiano, è stato scoperto questa mattina in un deposito di liquami presso un allevamento di bufale nel comune di Serre, in provincia di Salerno. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Eboli, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Al momento non si esclude alcuna ipotesi:

Incidente sul lavoro (caduta, intossicazione da gas o annegamento). Malore improvviso.
Altre cause da verificare.

La salma è stata trasferita all’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Eboli, dove il medico legale cercherà di stabilire con certezza le circostanze del decesso. L’esame potrebbe chiarire se ci siano state conseguenze da esposizione a gas tossici (come metano o idrogeno solforato, comuni nelle vasche di liquame) o se invece l’uomo abbia avuto un malore prima di cadere.

I militari stanno ascoltando testimoni e colleghi del 38enne per capire se fossero presenti condizioni di rischio nell’area. Si verificherà anche se l’uomo fosse regolarmente assunto e se fossero state rispettate le norme di sicurezza.

Lavoratori stranieri nelle campagne salernitane

Il caso riporta l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori immigrati negli allevamenti e nelle aziende agricole del Sud Italia, dove spesso mancano tutele adeguate. Non è la prima volta che operai – soprattutto stranieri – perdono la vita in incidenti legati alla mancanza di sicurezza.

La domanda: era un incidente evitabile?

Mentre la comunità indiana di Salerno attende risposte, le indagini dovranno chiarire se questa morte poteva essere prevenuta. Intanto, un altro nome si aggiunge alla lista dei lavoratori morti sul posto di lavoro.

Femminicidio Giulia Tramontano: negata giustizia riparativa ad Impagnatiello

Milano – Niente giustizia riparativa per Alessandro Impagnatiello, l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese.

La Corte d’Appello di Milano ha rigettato la richiesta della difesa, sottolineando due punti chiave: la ferma opposizione della famiglia della vittima e la mancata “rielaborazione critica” del movente del delitto da parte di Impagnatiello.

I giudici hanno ritenuto “irrilevanti” le motivazioni addotte dalla difesa, come la collaborazione prestata dall’indagato, l’immediata assunzione di responsabilità e il rincrescimento esternato.

La Corte ha preso atto della “indisponibilità per ora irretrattabile” della famiglia di Giulia Tramontano a prendere parte a qualsiasi programma riparatorio.

Inoltre, la Corte d’Assise d’Appello ha evidenziato come Impagnatiello, nonostante la confessione, non abbia rielaborato “criticamente” i moventi e gli impulsi criminosi che lo hanno spinto a uccidere.

Questa mancanza impedisce di ravvisare un’effettiva utilità del percorso di giustizia riparativa ai fini della “responsabilizzazione” dell’autore del reato.

Per i giudici, i moventi del delitto sono stati decisivi sia nel giudizio di secondo grado che in questa sede di valutazione.

Il fine primario della giustizia riparativa, ovvero la responsabilizzazione dell’autore dell’offesa, il riconoscimento della vittima e la ricostituzione dei legami con la comunità, non sarebbe stato garantito da un percorso con l’attuale posizione dell’imputato. La richiesta dell’avvocatessa Giulia Geradini, difensore di Impagnatiello, è stata quindi respinta.

Napoli, scomparso il 30enne Leonardo Grimaldi: l’appello del Comitato Orgoglio Vasto

Napoli– Allarme a Napoli per la scomparsa di Leonardo Grimaldi, 30enne residente nel quartiere Soccavo. L’annuncio è stato diffuso tramite la pagina social “Comitato Orgoglio Vasto”, che ha lanciato un accorato appello per ritrovare il giovane.

Secondo quanto riportato, Leonardo è stato visto l’ultima volta alle 5 del mattino, quando un taxi lo ha accompagnato alla stazione di Piazza Garibaldi. Il 30enne indossava una maglia arancione, pantaloncini neri e aveva con sé una borsa da palestra.

È stato descritto come in uno “stato di confusione”, dettaglio che aumenta la preoccupazione per la sua sorte.Il Comitato invita chiunque lo avvisti a contattare immediatamente le forze dell’ordine e la sorella, Immacolata Grimaldi, al numero 3319942018.

La comunità si mobilita sui social per diffondere l’appello, nella speranza di ricevere presto notizie sul giovane scomparso.