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Castellammare, ristorante degli orrori: cibo manipolato e insetti

Notte di controlli serrati a Castellammare di Stabia, dove i Carabinieri del NAS di Napoli, in collaborazione con la Compagnia locale e la Polizia Municipale, hanno passato al setaccio il lungomare e le zone più animate della movida del sabato sera.

Il bilancio è pesante: irregolarità igienico-sanitarie in un ristorante, sequestri di alimenti, due arresti, denunce e un’ondata di contravvenzioni stradali.Ristorante nel mirino del NAS
Un ristorante sul lungomare è finito sotto la lente dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità.

Le ispezioni hanno portato alla luce gravi violazioni: manipolazione impropria degli alimenti, gestione inadeguata dei rifiuti, mancanza di misure per la prevenzione degli insetti, procedure HACCP non rispettate e schede di produzione incomplete.

Il titolare, un uomo di 69 anni, è stato sanzionato con una multa di circa 4.000 euro. Inoltre, i militari hanno sequestrato 40 chili di molluschi bivalvi privi di documentazione sulla tracciabilità, un’irregolarità che mette a rischio la sicurezza alimentare.

Controlli a tappeto nella movida

L’operazione non si è limitata al settore della ristorazione. Le forze dell’ordine hanno presidiato le strade più frequentate della città, concentrandosi sulla sicurezza e sul contrasto alla criminalità.

Due persone sono state arrestate: un 58enne, condotto al carcere di Poggioreale in esecuzione di un ordine di carcerazione, e un 48enne, fermato per detenzione di hashish e marijuana a fini di spaccio.

Altre due persone sono state denunciate a piede libero: un 37enne per spaccio di stupefacenti e un 21enne per guida senza patente, già recidivo per lo stesso reato. Quattro giovani, tra i 25 e i 26 anni, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di droga, trovati in possesso di piccole quantità di hashish e marijuana. Circolazione stradale: raffica di multe

Impressionante il numero di veicoli controllati: ben 1.100. Le verifiche hanno portato a 67 contravvenzioni al Codice della Strada, per un totale di circa 18.000 euro. Tra le infrazioni più frequenti, eccesso di velocità, mancata revisione dei veicoli e guida senza assicurazione.

L’operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Municipale manda un messaggio deciso: tolleranza zero verso chi viola le norme, dalla sicurezza alimentare alla legalità sulle strade. A Castellammare di Stabia, la movida resta sotto stretta sorveglianza, con le autorità determinate a garantire ordine e rispetto delle regole.

Bambino scomparso a Ventimiglia: sequestrata l’auto del testimone

Si intensificano le indagini sulla scomparsa di Allen Bernard Ganao, il bambino di 5 anni svanito nel nulla ieri dal camping “Por la Mar” di Latte, frazione di Ventimiglia.

Nelle ultime ore, gli inquirenti hanno sequestrato una Fiat Uno bianca appartenente a un uomo che sostiene di aver visto per l’ultima volta il piccolo. Un passo significativo in un caso che tiene col fiato sospeso la comunità locale e non solo.

Nel pomeriggio, i carabinieri hanno perquisito l’abitazione del testimone, che è stato poi condotto in caserma per un lungo interrogatorio. L’uomo ha raccontato agli investigatori di aver incontrato Allen ieri sera, riferendo di averlo sentito chiamare “papà” due volte prima di accompagnarlo fino a un bivio.

Tuttavia, la sua versione dei fatti presenta alcune incongruenze: inizialmente ha dichiarato di aver accompagnato il bambino a piedi, ma in un secondo momento ha affermato di averlo fatto in auto. Al momento, l’uomo non risulta indagato, ma il sequestro della sua vettura, disposto in serata, segnala un approfondimento delle indagini.

Parallelamente, le autorità hanno concluso un vertice in prefettura per organizzare le ricerche, che proseguono senza sosta. È stato deciso di formare squadre dedicate per setacciare la zona durante la notte, con un briefing previsto per coordinare gli sforzi.

La comunità di Ventimiglia è in apprensione, mentre le forze dell’ordine e i volontari si mobilitano per ritrovare il piccolo Allen, nella speranza di chiarire al più presto le circostanze della sua scomparsa.Le indagini proseguono a tutto campo, e ogni dettaglio viene vagliato con attenzione. Chiunque abbia informazioni utili è invitato a contattare immediatamente le autorità.

Oroscopo di domenica 13 luglio 2025 segno mper segno

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Previsioni astrali segnbo per segno per amore, lavoro, salute e finanze – Consigli del giorno


♈ ARIETE (21/3 – 19/4)

Amore: Giornata passionale ma conflittuale. Evita discussioni sterili.
Lavoro: Ottimo per progetti innovativi, ma attento ai dettagli.
Salute: Energia alta, ma non strafare.
Finanze: Investimenti promettenti.
Consiglio: Controlla l’impulsività.


♉ TORO (20/4 – 20/5)

Amore: Atmosfera romantica. Coppie: pianifica una cena. Single: incontri interessanti.
Lavoro: Progressi lenti ma sicuri.
Salute: Attenzione a digestione e stress.
Finanze: Evita spese superflue.
Consiglio: Sii paziente.


♊ GEMELLI (21/5 – 20/6)

Amore: Comunicazione chiave. Single: socializza!
Lavoro: Idee brillanti, ma organizzale.
Salute: Trova tempo per rilassarti.
Finanze: Opportunità da valutare.
Consiglio: Focalizzati.


♋ CANCRO (21/6 – 22/7)

Amore: Emozioni in primo piano. Condividi i tuoi sentimenti.
Lavoro: Intuizioni preziose.
Salute: Cura l’umore con attività rilassanti.
Finanze: Risparmia per obiettivi futuri.
Consiglio: Ascolta il cuore.


♌ LEONE (23/7 – 22/8)

Amore: Giornata magnetica. Coppie: gesti romantici.
Lavoro: Leadership riconosciuta.
Salute: Attenzione al sole e al caldo.
Finanze: Possibile guadagno inaspettato.
Consiglio: Condividi il successo.


♍ VERGINE (23/8 – 22/9)

Amore: Se in coppia, evita critiche. Single: occhio alle nuove conoscenze.
Lavoro: Precisione premiata.
Salute: Riposati adeguatamente.
Finanze: Situazione stabile.
Consiglio: Cerca equilibrio.


♎ BILANCIA (23/9 – 22/10)

Amore: Armonia nelle relazioni.
Lavoro: Ottimo per collaborazioni.
Salute: Benessere mentale in crescita.
Finanze: Investimenti in partnership.
Consiglio: Cerca mediazione.


♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

Amore: Passione intensa, ma attento ai possessività.
Lavoro: Determinazione vincente.
Salute: Gestisci lo stress.
Finanze: Evita rischi non calcolati.
Consiglio: Trasforma l’energia in azione.


♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

Amore: Avventura e libertà importanti.
Lavoro: Idee innovative da sviluppare.
Salute: Energia fisica al top.
Finanze: Viaggi o formazione valgono l’investimento.
Consiglio: Sii ottimista ma concreto.


♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/1)

Amore: Se in coppia, mostra più affetto.
Lavoro: Perseveranza premiata.
Salute: Attenzione a schiena e articolazioni.
Finanze: Risparmi in crescita.
Consiglio: Pianifica con cura.


♒ ACQUARIO (20/1 – 18/2)

Amore: Se single, incontri originali.
Lavoro: Creatività al massimo.
Salute: Socializzare ti rigenera.
Finanze: Situazione variabile.
Consiglio: Innovare sì, ma con pragmatismo.


♓ PESCI (19/2 – 20/3)

Amore: Sensibilità accentuata.
Lavoro: Segui l’intuito.
Salute: Attenzione a mal di testa.
Finanze: Niente investimenti avventati.
Consiglio: Sogna, ma resta con i piedi per terra.


Con Luna in Scorpione e Marte in Gemelli, domani sarà una giornata di emozioni intense e comunicazione cruciale. Attenzione a non lasciarsi trascinare da impulsività o tensioni. Il consiglio universale: bilanciate cuore e ragione, e sfruttate l’energia per chiudere questioni in sospeso. Buona domenica! ✨

Superenalotto, nessun 6 ne 5+: il jackpot sale a 25m9 milioni di euro. Tutte le quote

Nel concorso odierno del SuperEnalotto, tenutosi sabato 12 luglio 2025, non sono stati centrati né il “6” né il “5+1”.

Il montepremi continua a crescere, e il jackpot stimato per il prossimo concorso ammonta a 25.900.000 euro, una cifra che alimenta l’attesa dei giocatori per la prossima estrazione.

La combinazione vincente estratta oggi è la seguente: 16, 24, 25, 43, 64, 78.
Numero Jolly: 54
Numero SuperStar: 12

Dettaglio delle vincite

Nonostante l’assenza delle categorie principali, il concorso ha distribuito premi significativi in altre categorie, con un totale di 252.968 vincite tra Superenalotto, SuperStar, Seconda Chance e WinBox.

Ecco il riepilogo delle quote:Superenalotto

Punti 6: 0 vincitori – € 0,00
Punti 5+1: 0 vincitori – € 0,00
Punti 5: 1 vincitore – € 178.841,60
Punti 4: 434 vincitori – € 447,32 ciascuno
Punti 3: 18.289 vincitori – € 30,63 ciascuno
Punti 2: 295.628 vincitori – € 5,76 ciascuno

SuperStar

Punti 6SB: 0 vincitori – € 0,00
Punti 5+SB: 0 vincitori – € 0,00
Punti 5SS: 0 vincitori – € 0,00
Punti 4SS: 1 vincitore – € 44.732,00
Punti 3SS: 118 vincitori – € 3.063,00 ciascuno
Punti 2SS: 1.671 vincitori – € 100,00 ciascuno
Punti 1SS: 12.696 vincitori – € 10,00 ciascuno
Punti 0SS: 29.105 vincitori – € 5,00 ciascuno

Seconda Chance Vincite da 50 euro: 102 vincitori – € 5.100,00 totali
Vincite da 3 euro: 15.324 vincitori – € 45.972,00 totali

WinBoxWinBox 1: 2.159 vincitori – € 53.975,00 totali
WinBox 2: 234.383 vincitori – € 476.540,00 totali

Totale vincite Seconda Chance: 15.426
Totale vincite WinBox: 236.542
Montepremi disponibile per il prossimo “6”: € 25.900.000,00

Con l’assenza dei premi di prima categoria, l’attenzione si sposta al prossimo concorso, dove il jackpot di 25,9 milioni di euro rappresenta un’opportunità allettante per i giocatori.

La combinazione vincente di oggi, unita alla possibilità di vincite nelle categorie inferiori e nei premi aggiuntivi come SuperStar e WinBox, continua a mantenere alto l’interesse per il SuperEnalotto, uno dei giochi più amati in Italia

Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10eLotto del 12 luglio 2025

Ecco le estrazioni del Lotto di oggi 12 luglio:

BARI 67 30 66 89 47

CAGLIARI 06 66 33 32 37

FIRENZE 43 25 78 21 23

GENOVA 34 20 85 52 33

MILANO 36 19 02 70 77

NAPOLI 21 72 74 15 53

PALERMO 32 08 37 02 86

ROMA 27 32 12 67 06

TORINO 45 47 08 13 32

VENEZIA 29 34 19 51 53

NAZIONALE 34 18 56 47 85

10eLotto

Numeri vincenti: 06 08 19 20 21 25 27 29 30 32 33 34 36 43 45 47 66 67 72 78

NUMERO ORO:67

DOPPIO ORO:67 30

 

Omicidio di Stefano Margarita, confessa l’imprenditore: “Sono stato io”

San Marco Evangelista – Non otterranno la libertà Michele e Antonio Carozza, padre e figlio arrestati per l’omicidio del 25enne Stefano Margarita, ucciso la scorsa settimana in un agguato a San Marco Evangelista, nel Casertano.

Lo ha deciso il gip Emilio Minio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo l’udienza di convalida del fermo che ha visto i due indagati – assistiti dagli avvocati Tommaso Giaquinto e Giuseppe Stellato – cambiare versione rispetto ai primi interrogatori.

La confessione del padre: “Ho colpito per salvare mio figlio”

Michele Carozza, 57enne imprenditore incensurato, ha sciolto il riserbo mostrandosi visibilmente provato. Ha ammesso di aver sferrato la coltellata mortale al giovane Stefano Margarita: “L’ho fatto per difendere Antonio, aggredito da Stefano e altri tre ragazzi giunti da Secondigliano”.

Ha raccontato di essere prima intervenuto a mani nude, prendendo pugni. Poi sarebbe tornato all’auto, prendendo un coltello multiuso con cui ha colpito Margarita (un solo fendente, ma fatale) e un altro ragazzo, ora ricoverato

Il retroscena: la guerra per le truffe agli anziani

Il figlio Antonio (31 anni) ha confermato il retroscena criminale: collaborava con il gruppo napoletano in truffe agli anziani e faceva da autista per i colpi. L’omicidio sarebbe scattato per contesti sulla spartizione dei guadagni.

Michele, che si è detto “dispiaciuto”,  ma per il momento resta in carcere, così come il figlio. Il gip ha ritenuto gravi gli indizi, anche perché: l’arma del delitto è stata ritrovata e sequestrata e poi le dinamiche confermano una lotta tra bande e infine i precedenti di Antonio lo collegano al giro delle truffe

Gli avvocati difensori potrebbero presentare ricorso contro la custodia cautelare, ma per ora padre e figlio restano in carcere a Santa Maria Capua Vetere.

Napoli, processo “Il Principe e la scheda ballerina”: assolto Nicola Cosentino

Napoli – La Corte d’Appello di Napoli ha emesso una sentenza destinata a segnare una svolta nel processo “Il Principe e la scheda ballerina”, il maxi-procedimento della Direzione Distrettuale Antimafia che anni fa travolse oltre 60 tra politici, amministratori e colletti bianchi di Casal di Principe, accusati di legami con il clan dei Casalesi.

La vicenda, incentrata su un mai realizzato centro commerciale “Il Principe” e su pesanti condizionamenti del clan nelle elezioni comunali, ha visto conferme, ribaltamenti e prescrizioni, con cinque condanne, cinque assoluzioni e due posizioni estinte per prescrizione o decesso.

Al centro dell’indagine, l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato di aver favorito un finanziamento per il progetto del centro commerciale, mai concretizzato, nell’interesse del clan.

Cosentino è stato definitivamente assolto, mentre per una quindicina di imputati la Cassazione aveva annullato parzialmente la sentenza del 2017, rinviando il caso a una nuova sezione della Corte d’Appello.

La sentenza ha ridisegnato il quadro giudiziario, confermando il ruolo del clan nel controllo della vita amministrativa di Casal di Principe, ma anche ribaltando alcune condanne.

Tra le decisioni più rilevanti, la Corte ha rideterminato la pena per l’ex sindaco Cipriano Cristiano a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni (rispetto ai 6 anni e 8 mesi del primo grado). Pene ridotte anche per Luigi Corvino (5 anni e 4 mesi) e Giovanni Lubello, ex genero del boss Francesco Bidognetti (3 anni e 6 mesi).

Condanne più lievi, con sospensione condizionale, per Demetrio Corvino e Arturo Cantiello (1 anno e 8 mesi). Sul fronte opposto, cinque imputati sono stati assolti con formula piena: Mirella Cirillo e un altro Luigi Corvino (entrambi condannati a 4 anni nel 2017), Eleonora Alfieri, Vincenzo Schiavone e Vincenzo Falconetti.

Prescrizione, invece, per Luca e Gennaro Diana, mentre per Sebastiano Ferraro e Antonio Cantiello il reato si è estinto a causa del loro decesso.La sentenza potrebbe chiudere un capitolo di una delle inchieste più complesse sulla camorra casertana, salvo nuovi ricorsi in Cassazione.

Il processo ha messo in luce l’influenza pervasiva del clan dei Casalesi, ma anche le difficoltà di tradurre in condanne definitive le accuse di collusione in un contesto giudiziario articolato.

Elenco dei condannati:

Cipriano Cristiano: 4 anni, 2 mesi e 20 giorni
Luigi Corvino: 5 anni e 4 mesi
Giovanni Lubello: 3 anni e 6 mesi
Demetrio Corvino: 1 anno e 8 mesi (sospensione condizionale)
Arturo Cantiello: 1 anno e 8 mesi (sospensione condizionale)

Elenco degli assolti:

Nicola Cosentino
Mirella Cirillo
Luigi Corvino (secondo imputato omonimo)
Eleonora Alfieri
Vincenzo Schiavone
Vincenzo Falconetti

Prescrizioni ed estinzioni:

Luca Diana (prescrizione)
Gennaro Diana (prescrizione)
Sebastiano Ferraro (estinzione per decesso)
Antonio Cantiello (estinzione per decesso)

Clan Mazzarella e la truffa della carte di credito: le intercettazioni

Napoli – Non solo droga, estorsioni e controllo del territorio. Nell’universo criminale del clan Mazzarella c’era spazio anche per le truffe informatiche.

A rivelarlo sono le intercettazioni contenute nelle oltre mille pagine dell’ordinanza firmata dal gip Gianluigi Visco, che ha portato all’arresto di 25 tra boss e gregari del potente cartello criminale, grazie a un’articolata indagine della Squadra Mobile di Napoli coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Tra le conversazioni captate dagli inquirenti, spicca un dialogo del 3 agosto 2023 tra Eduardo Buonerba, ritenuto affiliato al clan, e alcuni interlocutori. Al centro della discussione, la cosiddetta “truffa delle carte di credito”, attribuita a Raffaele Caldarelli, nipote dello stesso Buonerba.

I toni sono quelli di un clan alle prese con i dissidi interni causati da un affare andato storto, sfociato – secondo quanto emerge – anche in pestaggi di “ragazzi” coinvolti nel raggiro.

«Venne Lello (Caldarelli Raffaele, ndr) su da me… per il fatto dei soldi del nipote. Il fatto… delle carte di credito», dice Buonerba. Il danno economico generato dal raggiro aveva provocato ritorsioni e tensioni tra diverse figure della rete criminale.

Per cercare una soluzione, Caldarelli aveva proposto di “prendere i soldi da Lulù”, ovvero Vincenzo Caldarelli, altro soggetto legato al clan e attivo nel quartiere Case Nuove.

Il clima, però, resta teso. In un’altra conversazione dello stesso giorno, Buonerba discute con Salvatore Di Caprio della possibilità di mettere “una toppa” alla situazione. Una soluzione che avrebbe comunque comportato un costo per i membri coinvolti: «Si può mettere una toppa… ma ci costa a noi…», ammette Buonerba.

Il tentativo di mediazione passa anche attraverso figure note dell’ambiente criminale, come Antonio Bonavolta, detto “Ascensore”, che secondo Di Caprio si sarebbe “messo in mezzo” per risolvere la controversia. Un’intromissione che però complica ulteriormente le cose. Buonerba confida di aver dovuto persino spegnere il telefono per evitare ulteriori guai: «Mi ha creato un problema grosso… ho dovuto spegnere il telefonino».

La vicenda si chiude con un tentativo di chiarimento ai piani alti, letteralmente. «Andiamo direttamente al settimo piano», dice Di Caprio, riferendosi all’abitazione di Luciano Barattolo, storico esponente del clan, nel palazzo di via Miccoli, nella zona di Connonlo, luogo simbolo della leadership Mazzarella.

Questa vicenda, emersa nell’inchiesta che ha scoperchiato un sistema criminale radicato e ramificato, mostra come il clan Mazzarella abbia saputo aggiornare i propri strumenti di guadagno illecito, affiancando alle attività “tradizionali” anche quelle più moderne come le frodi digitali.

Una conferma di come la camorra si adatti al contesto, continuando a lucrare su ogni forma di debolezza: dalla povertà dei quartieri alle falle nei sistemi informatici.

Napoli, nuovo incendio nell’area ex Nato: fiamme vicino al Centro Direzionale

Napoli. – Un nuovo incendio è divampato oggi pomeriggio nell’area ex Nato di Gianturco, alle spalle del Centro Direzionale di Napoli, sollevando una densa colonna di fumo visibile da diversi quartieri della città.

Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco per domare le fiamme, che hanno interessato un terreno vicino alla chiesa di San Giuseppe dei Falegnami.

Un’area già teatro di roghi sospetti

L’incendio odierno riaccende i riflettori su una zona già al centro di gravi episodi analoghi tra fine giugno e inizio luglio. Gravi roghi che avevano portato al sequestro dell’area.

Emergenza animali e colonie feline e cani a rischio. L’area sequestrata ospita infatti una colonia felina censita ma anche diversi cani randagi oltre a un campo nomadi.

Le associazioni animaliste, come riporta Fanpage, avevano già chiesto una deroga per poter accedere alla zona interdetta e portare cibo e acqua agli animali. La richiesta era stata formalizzata al Servizio Veterinario Pubblico e alla Polizia Locale, che stavano valutando un temporaneo dissequestro per garantire il benessere degli animali.

Le indagini e i precedenti

Dopo i precedenti incendi, le autorità avevano blindato l’area, ma evidentemente senza risolvere il problema alla radice. Restano aperte le domande:Chi sta appiccando questi roghi?  Perché proprio in questa zona?  Come proteggere gli animali che vi abitano?

Al momento i vigili del fuoco stanno lavorando per spegnere le fiamme. L’area rimane interdetta al pubblico. Le associazioni animaliste attendono risposte per poter soccorrere i randagi

L’ennesimo rogo in questa zona abbandonata riaccende l’allarme: quando si interromperà questo circolo vizioso?

Napoli, furto in casa di Guido Grimaldi, presidente Alis

Napoli – La famiglia Grimaldi, colosso dell’armatorialità partenopea, è di nuovo nel mirino. Questa volta, i ladri hanno fatto irruzione nell’abitazione nel centro di Napoli di Guido Grimaldi, presidente di ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile).

L’episodio, su cui indaga la Polizia di Stato, si aggiunge a una serie preoccupante di atti criminali che hanno colpito la famiglia negli ultimi mesi.

L’entità del danno subito da Guido Grimaldi, che vive nell’appartamento con moglie e figli, non è stata ancora quantificata. Gli agenti del commissariato di polizia San Ferdinando hanno raccolto la denuncia dell’imprenditore e avviato i primi accertamenti sul caso.

Una scia di attacchi preoccupante

Il furto di ieri non è un episodio isolato. Le indagini, infatti, saranno estese ai vari precedenti che hanno funestato la famiglia Grimaldi, nel tentativo di comprendere se esista una correlazione tra gli attacchi.

Pochi mesi fa, la famiglia aveva subito una grave intimidazione con l’esplosione di un ordigno davanti agli uffici del Gruppo Grimaldi in via Marchese Campodisola a Napoli.

A questo era seguita una rapina con aggressione ai danni dell’Amministratore Delegato del Gruppo, Emanuele Grimaldi, avvenuta nella sua villa a Roma Nord. Ora, il bersaglio è stato il figlio, Guido Grimaldi.

La frequenza e la natura degli episodi sollevano forti interrogativi sulla sicurezza della famiglia e sulle possibili motivazioni dietro questa escalation di violenza e atti predatori. Le forze dell’ordine sono al lavoro per fare piena luce sulla vicenda e capire se dietro questi eventi si nasconda qualcosa di più di semplici furti.

 

Pontecagnano Faiano rende omaggio al Maresciallo Bolognesi

Pontecagnano Faiano – Il Sindaco Giuseppe Lanzara, con l’unanimità della Giunta e del Consiglio Comunale, ha conferito oggi un encomio solenne al concittadino Maresciallo Alfonso Bolognesi, ora Luogotenente con carica speciale dell’Arma dei Carabinieri, per la sua lunga e meritoria carriera al servizio dello Stato.

La motivazione: una vita per la legalità

Nella cerimonia ufficiale, è stata letta la motivazione del riconoscimento:
«Per aver profuso, nei lunghi anni di servizio, uno straordinario impegno in tutela dei più alti valori della legalità, opponendosi alle organizzazioni criminali, per garantire la sicurezza dei cittadini e testimoniare la presenza dello Stato».

Bolognesi, comandante della Stazione Carabinieri di Pinetamare (Castel Volturno), ha dato lustro alla sua città natale, Pontecagnano Faiano, distinguendosi per coraggio e dedizione nella lotta alla criminalità organizzata.

Il dramma personale: 4 anni di carcere ingiusto e 17 anni di battaglia legale

Durante la cerimonia, Bolognesi ha donato al Sindaco e alle autorità presenti il libro “Vittima Innocente”, scritto dall’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo, che ripercorre il suo calvario giudiziario:
Arrestato ingiustamente, ha trascorso 4 anni in carcere
Dopo 17 anni di processi, la Corte d’Appello di Roma lo ha assolto con piena riabilitazione
A 19 anni dai fatti, è ancora in corso la procedura di risarcimento per l’errore giudiziario

Il Premio Internazionale Giovanni Paolo II

Due mesi fa, a Roma, nella Città del Vaticano, Bolognesi è stato insignito del Premio Internazionale Giovanni Paolo II per aver vissuto la sua drammatica esperienza “all’insegna della fede e della sacralità della vita”, in linea con gli insegnamenti del Santo Pontefice.

Le parole del Sindaco

«Oggi celebriamo non solo un servitore dello Stato, ma un uomo che ha pagato un prezzo altissimo per la giustizia – ha dichiarato il Sindaco Lanzara – La sua storia è un monito e un esempio per tutti noi».

La reazione di Bolognesi

Commosso, il Luogotenente ha ringraziato la sua città:
«Questo riconoscimento mi riempie di orgoglio. Ho sempre servito l’Arma con onore, anche quando la vita mi ha messo alla prova. La verità, alla fine, ha vinto».

Una cerimonia che ha unito istituzioni, forze dell’ordine e cittadini, nel nome della giustizia e della resilienza.

Inter e Milan chiudono le porte agli ultrà “non graditi”: dopo l’inchiesta “Doppia Curva”

Milano – Una svolta epocale nella gestione degli stadi milanesi. Inter e Milan hanno respinto le richieste di rinnovo di centinaia di abbonamenti a tifosi delle rispettive curve, classificati come “non graditi” in applicazione dei codici etici dei due club.

La decisione, riportata dal Corriere della Sera, arriva a seguito degli esiti dell’inchiesta “Doppia Curva” che ha smantellato un sistema criminale radicato nell’ambiente ultras.

La lista dei “non ammessi”

Tra i tifosi esclusi dall’accesso al Meazza figurano:

Soggetti già colpiti da Daspo (divieto di accesso agli stadi)
Tifosi segnalati o sanzionati per comportamenti violenti
Nomi emersi nell’inchiesta della DDA di Milano, che ha portato a condanne fino a 10 anni per reati che includevano due omicidi
L’eredità dell’inchiesta “Doppia Curva”

L’operazione guidata dal pm Paolo Storari aveva rivelato un anno fa:
Affari criminali nelle curve di Inter e Milan
Un sistema organizzato con legami alla criminalità
Condanne esemplari fino a 10 anni di carcere

“L’obiettivo era impedire la rinascita di questo sistema”, spiegano fonti investigative. Da qui la decisione delle società di cancellare i marchi Curva Nord e Curva Sud e ora di negare l’accesso ai tifosi ritenuti pericolosi.

Le nuove regole al Meazza

Oltre alle esclusioni, sono state introdotte altre misure stringenti:

Divieto di cessione degli abbonamenti per i settori del secondo anello (verde per l’Inter, blu-rosso per il Milan)
Controlli rafforzati su biglietti e abbonamenti
Telecamere con riconoscimento facciale ai tornelli, che entreranno in funzione già dalla prossima stagione dopo l’ok del Garante della Privacy
Una lista destinata a crescere

Secondo il Corriere, l’elenco degli esclusi è destinato ad ampliarsi nelle prossime settimane. Le società avrebbero infatti accesso a ulteriori nominativi grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine.

La reazione delle tifoserie

Mentre le società difendono la scelta come necessaria per “ripulire” l’ambiente calcistico, alcune frange delle tifoserie potrebbero protestare. Resta da vedere se questa stretta – la più severa degli ultimi anni – riuscirà a cambiare davvero la cultura ultrà al Meazza.

Salerno: arriva la ricarica elettrica “Sotto Casa” grazie a una Startup locale

Salerno – L’auto elettrica è sulla bocca di tutti, ma la domanda cruciale per milioni di automobilisti resta la stessa: dove si ricarica?

A Salerno, una startup locale sta provando a dare una risposta concreta, puntando a portare le colonnine di ricarica direttamente nei parcheggi condominiali e nei quartieri popolari, colmando una lacuna infrastrutturale che frena la transizione ecologica.

L’iniziativa è di PowerUp, una realtà salernitana che si sta specializzando nell’installazione di colonnine in spazi privati come parcheggi condominiali, aziende e strutture ricettive. La loro proposta è semplice: portare la ricarica dell’elettrico “sotto casa”, proprio dove manca una rete capillare.

Superare le barriere della ricarica urbana

“In tanti vorrebbero passare all’auto elettrica, ma rinunciano perché non sanno dove ricaricarla, specialmente se vivono in città o in condominio,” spiegano da PowerUp. “Il nostro obiettivo è dare una risposta concreta, accessibile e senza burocrazia.”

Il progetto sta prendendo piede in particolare nei quartieri meno centrali, dove l’assenza di infrastrutture per la ricarica si traduce spesso in un vero e proprio divario energetico. PowerUp ha avviato una campagna di sensibilizzazione per informare le famiglie sulle modalità per usufruire degli incentivi statali e offre soluzioni di installazione anche a costo zero iniziale, con formule di rateizzazione fino a 60 mesi. Questo rende la transizione all’elettrico più accessibile anche per chi non dispone di grandi capitali iniziali.

Vantaggi per imprese e cittadini

L’iniziativa non riguarda solo i privati cittadini. Anche i piccoli imprenditori, come hotel, B&B, ristoranti e parcheggi privati, possono beneficiare dotandosi di colonnine di ricarica. Questo non solo migliora i servizi offerti ai clienti, ma li rende anche più competitivi in un mercato della mobilità elettrica in forte crescita.

Le prime installazioni sono già operative tra Salerno e la provincia, e l’obiettivo dichiarato è creare una rete capillare di punti di ricarica. Una transizione che, seppur silenziosa, si preannuncia decisiva per il futuro della mobilità in Campania.

Credi che questa iniziativa possa davvero accelerare l’adozione delle auto elettriche, soprattutto in contesti urbani densamente popolati?

Immigrazione clandestina: 10 arresti per falsi contratti e mazzette

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Roma – Prosegue senza sosta l’azione di contrasto all’immigrazione clandestina su tutto il territorio nazionale. Nelle ultime settimane, diverse operazioni delle forze dell’ordine hanno portato alla luce un sistema diffuso e ben organizzato di frodi documentali, falsi contratti di lavoro e mazzette per favorire l’ingresso illegale di migranti in Italia.

L’ultima maxi operazione, coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia di Stato, ha condotto all’arresto di 10 persone, tra cui 9 stranieri, e al controllo di 1.418 soggetti, con un focus specifico sui permessi di soggiorno rilasciati attraverso le procedure del “decreto flussi”.

Il bilancio dell’operazione è imponente:

167 imprese e abitazioni controllate,
100 casi con anomalie documentali riscontrate,
135 stranieri sotto verifica per presunta irregolarità nel soggiorno,
65 italiani e 27 stranieri, tutti datori di lavoro, segnalati all’Autorità giudiziaria o al centro di ulteriori indagini.

Secondo quanto emerso, diversi gruppi criminali avrebbero costruito un vero e proprio mercato illecito attorno alla richiesta di ingresso legale in Italia, sfruttando le fragilità del sistema e le aspettative dei migranti. Le tariffe per una “pratica” irregolare oscillavano tra i 1.000 e i 5.000 euro, e i proventi illeciti complessivi supererebbero il mezzo milione di euro.

Tra i metodi più usati:

falsi contratti di lavoro,
domicili fittizi o inesistenti, talvolta usati decine di volte come presunte residenze,
attestazioni di soggiorno false,
servizi di intermediazione illecita.
L’operazione ha coinvolto le Squadre Mobili di oltre 25 province – tra cui Milano, Torino, Napoli, Bologna, Bari, Reggio Calabria, Foggia e Prato – con il supporto dei Reparti prevenzione crimine e degli Uffici Immigrazione delle Questure.

Tra gli arrestati e ricercati compaiono anche soggetti colpiti da mandati per reati gravi:

un italiano è ricercato per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina,
uno straniero è ricercato a livello internazionale per omicidio,
altri due sono stati arrestati per spaccio,
uno per rapina,
altri per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale,
e un soggetto risulta ricercato per violazione del divieto di reingresso in Italia.

Le indagini stanno ora approfondendo le connessioni tra i soggetti coinvolti e reti criminali organizzate, in particolare quelle attive lungo la rotta balcanica, da cui continua a transitare un flusso costante di migranti irregolari.

Questa operazione si inserisce in un quadro più ampio: nelle ultime settimane, le forze dell’ordine hanno intensificato gli sforzi per smantellare i meccanismi fraudolenti legati all’immigrazione clandestina, mettendo sotto la lente d’ingrandimento datori di lavoro compiacenti, agenzie fittizie e vere e proprie cellule criminali dedite al traffico di esseri umani.

Un segnale forte dello Stato contro le infiltrazioni illegali nei canali ufficiali di ingresso, ma anche un campanello d’allarme su un fenomeno che, oltre a violare le leggi sull’immigrazione, mette in pericolo la dignità e la vita dei migranti stessi.

Napoli, “Chianu Chianu”, presentato l’inno del quarto scudetto 

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Napoli – È stato presentato ufficialmente presso il Circolo Nautico Posillipo “Chianu Chianu”, l’inno celebrativo del quarto scudetto del Napoli.

Un brano che è molto più di una semplice canzone: è un omaggio corale alla squadra, alla città e alla filosofia di vita napoletana, interpretato da un vero e proprio dream team di artisti partenopei.

Scritto e musicato dal pianista e compositore Sasà Mendoza, con direzione artistica di Lucia Cassini, il brano riunisce grandi nomi dello spettacolo napoletano: Enzo Decaro, Giacomo Rizzo, Gianni Conte, Patrizio Rispo, Gino Rivieccio, Mario Maglione, e molti altri. Una squadra di voci e talenti accomunati da una sola condizione: essere tifosi sfegatati del Napoli.

Il titolo “Chianu Chianu”, che in napoletano significa “piano piano”, richiama la lentezza come scelta esistenziale e atto d’amore per la vita. Un inno alla calma e alla consapevolezza, in contrasto con i ritmi frenetici della quotidianità.

La lentezza del ragù che sobbolle per ore, del camminare senza fretta, della fede calcistica vissuta come rito. Ed è proprio chianu chianu che il Napoli ha raggiunto la vetta del campionato, con determinazione e pazienza, zittendo ogni scettico.

Nel testo, l’inno intreccia passione sportiva e cultura popolare, tra scaramanzie, proverbi e altarini calcistici, dove Maradona è ancora una presenza simbolica viva. “Pecché a Napule ’o pallone è sacro comm’ ’a religgione”, recita una strofa, a sottolineare come il calcio sia molto più che sport: è identità collettiva.

Musicalmente, il brano si muove tra atmosfere jazz e sfumature melodiche tipiche della scuola partenopea, grazie anche agli arrangiamenti dello stesso Mendoza e al contributo di musicisti come Fredy Malfi alla batteria, Pasquale De Angelis al basso e Gianfranco Campagnoli alla tromba.

L’inno sarà anche sigla finale della fiction “Ischia Forever” di Lucia Cassini e farà parte di un progetto editoriale dedicato al legame tra proverbi, superstizioni e calcio a Napoli. È previsto infatti un libro che accompagnerà la pubblicazione del brano.

A rendere ancora più iconico il progetto, anche il videoclip firmato da Nando De Maio e Artisti Associati, dove gli interpreti attraversano le strisce pedonali in stile Beatles, ovviamente “chianu chianu”, con momenti ironici come Angelo Di Gennaro che si pettina i capelli… che non ha più.

Applausi e risate durante la conferenza stampa, chiusa con un’esibizione dal vivo dell’inno da parte di tutti gli artisti presenti. Emozionati e divertiti i protagonisti, da Lucia Cassini a Patrizio Rispo, fino a Francesco Malapena, che hanno sottolineato come “Chianu Chianu” sia un inno d’amore verso Napoli, la sua squadra e la sua anima.

Un progetto che celebra non solo un titolo sportivo, ma un popolo e il suo modo unico di stare al mondo.

Rione Alto: due 18enni arrestati mentre rubano un’auto

Napoli – La notte napoletana è tornata a essere teatro di episodi di criminalità giovanile. La scorsa notte, la Polizia di Stato ha arrestato due diciottenni napoletani, entrambi con precedenti di polizia – uno dei quali specifico per furto – con le accuse di furto, resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento.

L’episodio mette in luce, ancora una volta, la preoccupante facilità con cui alcuni giovani si trasformano in veri e propri “ladri notturni”, protagonisti di scorribande che mettono a rischio la sicurezza e l’ordine pubblico.

L’inseguimento notturno al Rione Alto

Tutto è iniziato in via Semmola, al Rione Alto, quando gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti su segnalazione di un furto d’auto pervenuta alla Sala Operativa. Durante il pattugliamento in via Vecchia San Rocco, i poliziotti hanno intercettato l’auto segnalata: il veicolo procedeva con il motore spento, spinto da un’altra vettura.

A quel punto, il conducente dell’auto rubata è sceso dal mezzo per raggiungere l’altro veicolo. Ma alla vista degli operatori, il guidatore della seconda auto ha improvvisamente accelerato, impattando contro l’auto di servizio nel tentativo di fuga.

Gli agenti, pur con difficoltà, sono riusciti a raggiungere e bloccare i due fuggitivi. Durante il controllo, sono stati trovati in possesso di diversi arnesi atti allo scasso. Successivi accertamenti hanno confermato che la portiera e il blocchetto di accensione dell’auto rubata erano stati manomessi.

Per questi motivi, i due giovani sono stati tratti in arresto. L’episodio solleva interrogativi sulla crescente tendenza di giovanissimi, spesso con precedenti specifici, a dedicarsi a furti e atti di vandalismo notturni, un fenomeno che richiede attenzione e risposte concrete da parte delle istituzioni.

Costa d’Amalfi: torna in azione il battello anti-inquinamento “Pelikan”

Salerno – Le acque cristalline della “Divina” Costiera Amalfitana tornano a essere sorvegliate e protette dal “Pelikan System Costa d’Amalfi”, l’unità navale antinquinamento che ha ripreso la sua missione di pulizia tra Vietri sul Mare e Positano.

Da Cetara, dove il battello è stazionato, è partita ufficialmente la nuova stagione estiva di questo “laboratorio galleggiante a tutela del mare”, come lo definisce il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, anche presidente del FLAG “Approdo di Ulisse”, che ha sostenuto l’acquisizione del mezzo.

L’imbarcazione, un battello ecologico di classe Pelikan 23, è stata acquistata nel 2023 dal gruppo di azione locale per lo sviluppo delle zone costiere, grazie al fondo FEAMP Campania 2014/2020. Varata due anni fa, ha il compito di individuare e raccogliere rifiuti, sia solidi che liquidi, anche sommersi.

Il “Pelikan System” è equipaggiato con una dotazione tecnologica all’avanguardia. Un sottomarino a comando remoto per esplorare le profondità marine. Sonde parametriche che consentono il rilevamento di sostanze inquinanti e monitorano continuamente la salubrità delle acque. Un drone per l’individuazione di rifiuti galleggianti in superficie.

(h3)Sofisticate tecnologie per scandagliare i fondali marini.

“Pattuglierà le aree costiere, i porti e le marine dei comuni della Costiera Amalfitana e dell’Area marina protetta Punta Campanella,” ha aggiunto Della Monica. A bordo sono presenti anche specifici kit antinquinamento per il trattamento di schiume, idrocarburi e sostanze grasse e oleose, sia in superficie che a mezz’acqua.

Questo intervento rientra in un progetto più ampio, ideato da Garbage Group, che promuove un approccio integrato alla tutela del mare. Il “Pelikan System”, già attivo in altre aree del Paese, combina la raccolta a monte dei rifiuti tramite barriere fluviali – che intercettano la plastica prima che raggiunga il mare – con una presenza operativa diretta in mare, grazie a unità navali tecnologicamente avanzate.

L’operatività del “Pelikan System” rappresenta un passo significativo per la protezione di uno dei tratti costieri più celebri e delicati d’Italia, unendo l’innovazione tecnologica all’impegno per la salvaguardia ambientale.

Considerando l’importanza di un ambiente marino sano per il turismo e l’ecosistema, quali altre iniziative potrebbero essere implementate per rafforzare la protezione delle acque in aree come la Costiera Amalfitana?

Montesanto, usuraio minaccia “il cliente” : arrestato 37enne

Napoli – È stato arrestato nella serata di giovedì a Montesanto un uomo di 37 anni, napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti in materia di estorsione e usura.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il soggetto avrebbe approfittato dello stato di difficoltà economica di una persona, avanzando richieste usurarie ed estorsive reiterate nel tempo.

Gli agenti del Commissariato Dante, dopo un’attenta attività investigativa, sono riusciti a documentare il comportamento dell’uomo e a intervenire proprio nel momento in cui si stava recando nuovamente sotto casa della vittima per pretendere denaro con metodi intimidatori.

L’arresto è avvenuto in flagranza: i poliziotti lo hanno bloccato nei pressi dell’abitazione della persona offesa, ponendo fine a una spirale di pressioni e minacce.

Il caso evidenzia ancora una volta come l’usura continui a rappresentare una piaga silenziosa in quartieri popolari come Montesanto, dove molte famiglie, schiacciate da crisi economiche e assenza di sostegni concreti, finiscono nelle mani degli strozzini, che approfittano della disperazione per imporre prestiti a condizioni insostenibili.

Un fenomeno che spesso resta sommerso, alimentato dalla paura di denunciare, e che richiama l’urgenza di strumenti efficaci di contrasto e, soprattutto, reti di protezione e supporto sociale per evitare che chi perde il lavoro, chi non riesce a pagare un affitto o a sostenere le spese quotidiane, si trovi costretto a bussare alla porta sbagliata.

L’arresto di giovedì è un segnale importante, ma da solo non basta: serve una risposta corale, istituzionale e civile, per liberare chi vive ai margini dalla morsa dell’usura.

Fuorigrotta, non fornisce i documenti e aggredisce i poliziotti: arrestato

Napoli – Un 34enne napoletano è stato arrestato giovedì mattina a Fuorigrotta dagli agenti del Commissariato San Paolo per rifiuto di fornire le proprie generalità, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’episodio, avvenuto durante un’operazione di routine, ha messo in luce la crescente tensione nei confronti delle forze dell’ordine in alcune aree della città.I fatti si sono verificati quando gli agenti si sono recati presso l’abitazione dell’uomo per notificare un atto amministrativo.

Di fronte alla richiesta di identificazione, il 34enne ha reagito con ostilità, rifiutandosi di collaborare. La situazione è rapidamente degenerata: l’uomo, in preda a un’escalation di rabbia, ha aggredito i poliziotti con calci, pugni e persino un’asta metallica da palestra.

Solo l’intervento di altri equipaggi di supporto ha permesso di immobilizzarlo e procedere all’arresto.Il caso solleva preoccupazioni sulla sicurezza degli agenti durante i controlli di routine, un problema che si ripresenta con allarmante frequenza nei quartieri periferici di Napoli.

Il 34enne, ora in custodia, dovrà rispondere delle gravi accuse mosse a suo carico. Le autorità stanno proseguendo le indagini per chiarire eventuali ulteriori responsabilità.

Arrestato a Scalea camorrista ricercato del clan Mazzarella

Un altro colpo alla criminalità organizzata napoletana che ama le vacanze sulla costa calabrese: un uomo ritenuto vicino al clan Mazzarella di Napoli è stato arrestato a Scalea, nell’Alto Tirreno cosentino, dove si era mimetizzato tra i numerosi turisti napoletani che affollano la località durante l’estate.

L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Cosenza su delega dei colleghi di Napoli, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) partenopea.

L’indagato, accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione e porto illegale di armi da fuoco in concorso, era consapevole di essere ricercato, ma continuava a godersi la “villeggiatura” in un appartamento anonimo.

Si stava già godendo la villeggiatura

Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile partenopea tra il 2022 e il 2023, hanno ricostruito la struttura e le attività del clan Mazzarella, una delle organizzazioni criminali più influenti nel capoluogo campano e nella sua provincia. L’uomo arrestato, da sempre legato al clan, è stato individuato grazie a un’intensa attività di osservazione condotta dagli agenti cosentini.

Per giorni, anche di notte, i poliziotti si sono confusi tra i turisti in una zona nota per l’alta densità di presenze criminali, in particolare di origine campana, riuscendo a localizzarlo nonostante le scarse informazioni disponibili.L’arresto si aggiunge alla lunga lista di operazioni che negli ultimi anni hanno colpito esponenti della camorra in vacanza lungo la costa calabrese, con Scalea che si conferma un rifugio privilegiato per latitanti e affiliati.

La cittadina, meta estiva di migliaia di turisti, è diventata un punto nevralgico per la criminalità organizzata campana, che sfrutta l’afflusso stagionale per passare inosservata.