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Gricignano d’Aversa, madre denuncia il figlio evaso dai domiciliari

Il 33enne, già arrestato per maltrattamenti ai suoi danni, si era presentato a casa: ora è di nuovo in custodia

Caserta– Una madre ha fatto arrestare il figlio dopo che questi era evaso dalla casa di cura dove scontava gli arresti domiciliari. L’episodio è avvenuto a Gricignano d’Aversa, in provincia di Caserta, dove i Carabinieri hanno tratto in arresto un 33enne già noto alle forze dell’ordine.

La fuga e la denuncia della madre

Nella tarda serata di ieri, la donna ha chiamato il 112 dopo che il figlio si era presentato a casa sua senza autorizzazione. L’uomo, infatti, era sottoposto a misura cautelare in una casa di cura a Nocera Inferiore (Salerno), da cui si era allontanato illegalmente.

Il passato dell’uomo: maltrattamenti ed estorsione alla madre

Il 33enne non è nuovo a guai con la giustizia: un anno fa era stato arrestato proprio dai Carabinieri di Gricignano per maltrattamenti in famiglia ed estorsione – reati commessi ai danni della stessa madre che ieri lo ha denunciato.

L’intervento dei Carabinieri e il nuovo arresto

I militari, giunti sul posto, hanno rintracciato l’uomo nell’appartamento e lo hanno tratto in arresto per evasione. Ora il 33enne è stato riportato nella stessa struttura da cui era fuggito, dove dovrà nuovamente scontare la sua misura cautelare.

Un gesto di coraggio

Quello della donna è stato un atto di forte determinazione, considerato il passato di violenze subite dal figlio. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di non sottovalutare mai le segnalazioni, soprattutto quando provengono da vittime di reati domestici.

L’episodio dimostra, ancora una volta, come il legame tra legalità e famiglia possa essere complesso, ma anche come il coraggio di denunciare sia fondamentale per interrompere cicli di violenza.

Monte Faito, riunione in Prefettura: accesso da Castellammare ancora interdetto

Napoli – Si è tenuta questa mattina in Prefettura, a Napoli, una riunione operativa convocata dal prefetto Michele di Bari per fare il punto sulla situazione dell’accesso al Monte Faito dal versante di Castellammare di Stabia.

All’incontro hanno partecipato il sindaco di Castellammare, i vertici provinciali dei Vigili del Fuoco, il direttore generale della Protezione civile regionale, i rappresentanti della Comunità montana dei Monti Lattari e delle forze dell’ordine.

Durante il tavolo è stato confermato che la strada di accesso al monte – già compromessa da gravi dissesti idrogeologici – è attualmente sottoposta a sequestro giudiziario in seguito al crollo della cabinovia.

Il Comune di Castellammare ha ottenuto un finanziamento regionale per avviare gli interventi di messa in sicurezza e ha partecipato anche a un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per accedere a ulteriori fondi destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico.

Fino al ripristino della viabilità, l’accesso al Monte Faito in caso di necessità legate alla protezione civile sarà garantito dal versante di Vico Equense.

La Regione Campania, da parte sua, ha potenziato le attività di prevenzione antincendio boschivo con lo stanziamento di fondi per la Comunità Montana dei Monti Lattari, l’attivazione di sette elicotteri e il rafforzamento della rete di volontari AIB.

Calcio Napoli, Tommaso Bianchini nominato direttore generale dell’Area Business

Napoli – Il Napoli ha annunciato oggi la nomina di Tommaso Bianchini a direttore generale dell’Area Business

. Lo comunica il club azzurro attraverso una nota ufficiale firmata dal presidente Aurelio De Laurentiis. Bianchini, che risponderà direttamente a De Laurentiis e all’amministratore delegato Andrea Chiavelli, avrà la responsabilità delle aree Marketing, Commerciale, Merchandising e Stadium Innovation. T

ra i suoi obiettivi principali, quello di innovare e ottimizzare l’utilizzo dello stadio, puntando a nuove opportunità di sviluppo per il club.

“Il presidente De Laurentiis è lieto di dare il benvenuto a Bianchini, che porterà la sua esperienza per rafforzare le strategie di crescita dell’Area Business”, si legge nel comunicato ufficiale del Napoli.

Napoli, controlli in mare: sequestrate due imbarcazioni

Napoli – Due barche sequestrate e anche un ormeggio abusivo individuato e sequestrato oltre a 73 sanzioni per violazioni al Codice della Navigazione e una per inidoneità alla guida sono i risultati dei controlli interforze in mare.

Nel periodo compreso tra il 7 e il 13 luglio, come disposto in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Napoli Michele di Bari, sono stati controllati 386 tra natanti e imbarcazioni, di cui 119 sanzionati oltre ai due sequestrati.

Una operazione importante per arginare la diffusione dei reati in mare soprattutto in questo periodo estivo. Tante sono le persone che si mettono alla guida di barche senza patente nautica e senza conoscere le e soprattutto rispettare le regole della navigazione.

I controlli a mare nel golfo di Napoli da parte della Capitaneria di Porto, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Metropolitana.

. “L’intensa attività messa in campo proseguirà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con un ampio dispiegamento di tutte le Forze impegnate sulle vie del mare, al fine di contrastare ogni forma di illegalità e garantire la sicurezza di bagnanti, diportisti e sportivi”, fa sapere la Prefettura di Napoli.

Napoli, tenta furto in auto e scappa: 27enne arrestato dopo una colluttazione

NAPOLI – Una notte movimentata in via Santa Lucia, nel cuore della città, dove un tentativo di furto d’auto si è trasformato in un inseguimento terminato con l’arresto di un giovane marocchino di 27 anni. Con diversi precedenti alle spalle, il ragazzo è stato colto sul fatto mentre rovistava dentro un’auto parcheggiata. È stato il proprietario del veicolo a sorprenderlo, costringendolo alla fuga.

Il destino del ladro, però, si è incrociato con una pattuglia del Commissariato Decumani, impegnata in un controllo del territorio. Gli agenti lo hanno visto accovacciato tra le auto in sosta, seguito da un uomo visibilmente agitato. Alla vista delle divise, il 27enne ha tentato un’ulteriore fuga, lasciando cadere uno zaino a terra e cercando di sottrarsi al controllo. Ne è nata una breve ma intensa colluttazione, al termine della quale è stato immobilizzato e ammanettato.

All’interno dello zaino i poliziotti hanno trovato uno stereo appena rubato e attrezzi da scasso. L’uomo che lo inseguiva ha confermato ai poliziotti di averlo colto sul fatto, mentre frugava all’interno del suo veicolo. Il ladro è stato così arrestato per furto aggravato, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, e ora dovrà rispondere davanti alla giustizia dell’ennesima notte sbagliata.

Inter, un gruppo di tifosi esclusi dall’abbonamento perché “non graditi”: parte la diffida legale

MILANO – Sessanta tifosi dell’Inter si ritrovano improvvisamente fuori dallo stadio, senza alcuna colpa ufficiale né spiegazioni chiare. Tutti titolari della tessera del tifoso e abbonati nella passata stagione, si sono visti negare il diritto di prelazione per la sottoscrizione dell’abbonamento 2025-2026, scoprendosi — senza preavviso — “non graditi” alla società.

A rappresentarli gli avvocati Mirko Perlino e Mario Bobbio, che hanno inviato una diffida formale all’Inter chiedendo chiarimenti urgenti su quella che definiscono “una grave lesione dei diritti dei consumatori e dei sostenitori sportivi”. I legali denunciano l’assenza di comunicazioni ufficiali e contestano la presunta motivazione legata a errori nella compilazione dei dati: per alcuni di questi tifosi, la società avrebbe semplicemente dichiarato che rientrano tra i soggetti “non graditi”, una classificazione informale riconducibile — forse — agli strascichi dell’inchiesta sulle curve, nonostante nessuno degli esclusi sia attualmente sottoposto a Daspo.

“È una misura sproporzionata e inaccettabile — sostengono i legali — che limita la libertà personale e la possibilità di partecipare a eventi pubblici”. La richiesta è chiara: fornire, come previsto dallo stesso codice interno dell’Inter, le motivazioni ufficiali per l’esclusione e garantire il diritto a una replica scritta da parte dei tifosi. Nel frattempo, la società nerazzurra ha 48 ore per rispondere in modo esaustivo. In caso contrario, gli avvocati sono pronti a portare la vicenda in tribunale, sia in sede civile che penale, e a segnalare il caso alle Autorità garanti.

Napoli, investì e uccise Rita Granata: confermata la condanna a 8 anni

Napoli – La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna a otto anni di reclusione per Antonio Riccio, l’uomo che il 5 maggio 2024, in via Leopardi, nel quartiere Fuorigrotta, investì e uccise la 27enne Rita Granata.

Ricco, al volante sotto l’effetto di alcol e droga, aveva travolto la giovane sulle strisce pedonali, per poi fuggire senza prestare soccorso.

La tragedia di via Leopardi e la fuga del responsabile

La sentenza di primo grado, emessa lo scorso novembre al termine di un processo con rito abbreviato, è stata dunque ratificata dai giudici di secondo grado. Antonio Riccio si trova attualmente agli arresti domiciliari.

L’incidente, secondo le indagini della Polizia Locale di Napoli, avvenne alle 4:15 del mattino. Rita Granata, residente in zona, stava rientrando a casa e fu travolta mentre attraversava le strisce pedonali. Il conducente dell’auto pirata si allontanò immediatamente dal luogo dell’impatto, tornando solo diverse ore più tardi.

La giovane, in condizioni critiche, fu dapprima trasportata all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta e, successivamente, trasferita d’urgenza all’ospedale di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Qui, dopo tre giorni di agonia, Rita Granata morì l’8 maggio.

La richiesta incessante dei genitori: “Giustizia per Rita”

Dal giorno della tragica morte della figlia, i genitori di Rita Granata hanno incessantemente chiesto “giustizia per Rita” e che il responsabile “sconti effettivamente la sua pena”. Una richiesta ribadita anche oggi, dopo la sentenza d’Appello.

La conferma della condanna a otto anni rappresenta un passo significativo in un percorso giudiziario che ha visto la famiglia lottare per ottenere risposte e riparazione per la perdita della loro giovane figlia.

La vicenda all’epoca e anche oggi aveva riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla severità delle pene per chi si mette alla guida in condizioni alterate, causando tragedie che distruggono intere famiglie.

Riapre Sant’Antoniello a Port’Alba, la Chiesa ritrovata di Napoli

NAPOLI – Un pezzo prezioso della storia napoletana torna a splendere. La Chiesa di Sant’Antoniello a Port’Alba, gioiello incastonato nel cuore del centro storico di Napoli, riapre ufficialmente martedì 15 luglio dopo un restauro atteso e complesso durato mesi. L’edificio sacro, chiuso dal 2010 a causa di problemi strutturali, è stato restituito alla città grazie all’impegno dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ne ha curato ogni fase del recupero.

Alla cerimonia di inaugurazione, in programma alle 17:30, saranno presenti il Rettore Matteo Lorito, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Barbara Balbi della Soprintendenza e Valentina Russo, direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici. Si celebra così non solo la riapertura di un edificio religioso, ma il ritorno a una fruibilità culturale ampia e moderna, in uno dei luoghi simbolo della memoria storica partenopea.

Fondata nel 1550 come monastero francescano, la struttura ha attraversato secoli di trasformazioni, cadute e rinascite. Il sisma del 1980 l’ha messa in ginocchio, l’abbandono l’ha resa silenziosa, ma oggi rinasce grazie a un restauro iniziato nel novembre 2023 che ha permesso il consolidamento degli stucchi, il rafforzamento delle strutture e l’introduzione di nuovi impianti audio e luce. Un lavoro meticoloso, frutto della competenza accademica e della volontà di proteggere il patrimonio cittadino.

Napoili, abusi su due dipendenti di un noto albergo: indagati e licenziati due manager

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta su gravi episodi di violenza sessuale che sarebbero avvenuti all’interno di un noto albergo del centro cittadino, l’hotel Oriente.

A denunciare i presunti abusi sono state due dipendenti della struttura ricettiva, che hanno puntato il dito contro due colleghi, entrambi con ruoli manageriali all’epoca dei fatti contestati.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Polizia di Stato, stanno ricostruendo un quadro inquietante: secondo quanto riportato nell’esposto presentato dalle due donne, le violenze sarebbero avvenute in diverse occasioni all’interno degli ambienti di servizio dell’albergo – ascensori, ripostigli, stanze riservate al personale e spogliatoi – e sarebbero andate avanti per un periodo prolungato.

Le presunte vittime, rappresentate dagli avvocati Amedeo Di Pietro e Danilo D’Andrea, hanno riferito di aver subito le aggressioni in un contesto di forte vulnerabilità psicologica ed economica, parlando esplicitamente di una situazione di ricatto legata al loro stato di necessità.

Una delle due donne avrebbe anche subito un demansionamento dopo aver cercato di opporsi.

La proprietà dell’hotel, informata dei fatti, ha già adottato un provvedimento drastico, notificando ai due indagati il licenziamento immediato. Le indagini in corso mirano non solo a verificare la fondatezza delle accuse, ma anche ad accertare l’eventuale presenza di altri casi simili all’interno della stessa struttura.

Il caso scuote il cuore di Napoli e solleva interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in ambienti dove si crea un forte squilibrio di potere tra dipendenti e figure apicali.

Camorra, confermate in appello le condanne per le minacce a Saviano e Capacchione

Roma – La Corte d’Appello di Roma ha confermato le condanne per Francesco Bidognetti, storico capoclan dei Casalesi, e l’avvocato Michele Santonastaso, riconosciuti colpevoli di minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione.

I giudici hanno mantenuto le pene già inflitte in primo grado: un anno e sei mesi per Bidognetti e un anno e due mesi per Santonastaso.

Le minacce risalgono al 2008, durante il processo di appello “Spartacus” a Napoli, quando i due intimidirono pubblicamente Saviano e Capacchione, allora giornalista de Il Mattino, per le loro inchieste sulla camorra.

Saviano: “Mi hanno rubato la vita”

Alla lettura della sentenza, Saviano, visibilmente commosso, ha abbracciato il suo legale, Antonio Nobile, mentre dall’aula si levava un applauso. «Mi hanno rubato la vita», ha commentato lo scrittore, da anni costretto a vivere sotto scorta per le continue minacce della camorra.

Quello di oggi è l’ultimo capitolo di una battaglia giudiziaria durata quasi 17 anni, che conferma la gravità delle intimidazioni subite da Saviano e Capacchione, diventati simboli della resistenza alla camorra.

Rosaria Capacchione,ha commentato: «Questa sentenza ribadisce che le minacce mafiose non resteranno impunite, anche se arriva dopo troppo tempo. La giustizia è lenta, ma arriva».

Diverse le voci che hanno espresso solidarietà: Associazioni antimafia hanno sottolineato come «la tenacia di Saviano e Capacchione sia un esempio per tutti».Ora la palla passa alla Cassazione.

Le tendenze dell’arredo per chi compra casa quest’anno

Comprare casa oggi è quasi un atto di coraggio. I prezzi sono folli, le metrature sempre più compatte, e l’ansia da “voglio una casa bella ma non so da dove cominciare” è reale. Arredare non è solo questione di gusto, ma di scelte strategiche: capire dove vale la pena investire e dove invece si può risparmiare senza perdere stile.

In questo equilibrio complicato si stanno affermando alcune tendenze forti, non solo estetiche ma anche funzionali. Il soggiorno, ad esempio, è tornato ad avere un ruolo centrale dopo anni di open space vaghi: oggi si chiude, si separa, si trasforma in luogo di pausa vera. È buffo, ma succede spesso: gente che non sa ancora dove mettere la cucina ha già una cartella piena di screenshot delle migliori marche divani italiani.

Una delle tendenze più forti è proprio questa: non riempire casa di mobili “riempitivi”, ma scegliere pochi pezzi importanti, anche costosi, e lasciargli lo spazio che meritano. Il divano, il letto, il tavolo da pranzo: meglio tre cose fatte bene che riempire casa di mobili e mobiletti di bassa qualità. Questo approccio cambia completamente il modo in cui si progetta un interno: invece di partire dalle pareti, si parte dai pezzi chiave. Un divano ad angolo, profondo, magari in tessuto tecnico lavabile (spoiler: il velluto è bellissimo, ma se hai un cane è una vera e propria trappola) detta il layout della stanza più di qualsiasi piantina.

Altro punto chiave: la cucina non è più uno sfoggio di design freddo e asettico. Sempre più persone cercano cucine “calde”, anche leggermente vissute. Tornano i pensili in legno massello, ma con linee minimal, le piastrelle dipinte a mano, gli accessori a vista (se sono belli). In Campania, tra l’altro, ci sono artigiani e piccoli produttori che lavorano ceramiche decorate a mano che fanno una differenza enorme su una parete neutra. Meglio una parete di maioliche fatte bene che tutto l’arredo coordinato stile catalogo.

Poi c’è il tema degli spazi ibridi. Con i prezzi al metro quadro che aumentano, chi acquista casa ora spesso ha almeno una stanza che deve essere un po’ tutto contemporaneamente: studio, palestra, camera degli ospiti. Qui il rischio principale è il caos. Una soluzione interessante che sempre più persone adottano, è quella di usare arredi “mutevoli”: un letto a scomparsa (non più quelli anni ’90, oggi ce ne sono di ultra curati anche nel settore del design), un tavolo a ribalta fissato al muro, o addirittura tende pesanti per dividere lo spazio senza dover costruire nulla. È qui che l’interior design si fa davvero utile: il bello che diventa utile.

Infine, parliamo di colore. Se c’è una cosa da evitare adesso è la paura di osare. Non serve fare la casa tutta nera opaca o tutta lilla shocking, ma bisogna smetterla con i grigi spenti per paura di sbagliare. Meglio una stanza tutta bianca con una parete senape fatta bene, che quattro tonalità di grigio neutro scelti senza convinzione. Se cerchi un consiglio concreto, gli studi di interior design parlano chiaro: bisogna puntare su una palette di tre colori. Uno chiaro, uno pieno, uno scuro. Tutto il resto si costruisce attorno a questo schema semplice.

Napoli, revocata la confisca milionaria al gioielliere Raffaele Olisterno

Napoli– La Corte di Appello di Napoli, quinta sezione penale (presidente Rovida), ha disposto la revoca di una confisca milionaria di beni a carico del gioielliere Raffaele Olisterno, accusato in passato di presunti legami con il clan Contini e la criminalità organizzata.

La decisione, che riguarda anche altri imprenditori coinvolti in vicende analoghe, è stata annunciata dai legali di Olisterno, gli avvocati Annalisa Senese e Gennaro Pecoraro.Tra i beni restituiti al gioielliere figura la storica gioielleria situata nel Borgo Orefici, cuore pulsante dell’arte orafa partenopea, oltre a un vasto patrimonio immobiliare e orafo.

La confisca, disposta in precedenza, era motivata dall’ipotesi di vicinanza di Olisterno alla camorra e in particolare al clan Contini, tanto che aveva anche ricevuto una richiesta di condanna. Tuttavia, la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso presentato dai legali, rinviando il caso a una nuova sezione della Corte di Appello, che oggi ha emesso il verdetto di revoca.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Senese, che ha sottolineato come la decisione recepisca i principi della Corte Europea, ormai consolidati nella giurisprudenza italiana, in merito all’irragionevolezza di confiscare beni acquisiti in epoche lontane dai presunti reati.

“È stata riconosciuta la correttezza delle nostre argomentazioni giuridiche”, ha dichiarato il legale.Secondo quanto riferito dai difensori, Olisterno sarebbe stato addirittura vittima di atti intimidatori da parte della camorra, mai denunciati per timore di ritorsioni.

La revoca della confisca rappresenta un punto di svolta non solo per il gioielliere, ma anche per gli altri imprenditori coinvolti, segnando un importante precedente nella lotta contro le accuse di contiguità con la criminalità organizzata.

Napoli, cinque agenti feriti nel carcere di Secondigliano

Napoli– Ancora tensione nelle carceri campane. Venerdì scorso, nel penitenziario di Secondigliano, cinque agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti nel tentativo di riportare alla calma un detenuto con problemi psichiatrici, che si era barricato nell’infermeria dell’istituto rifiutandosi di tornare nel proprio reparto.

A darne notizia sono Raffaele Munno e Donato Vaia, segretari del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), che hanno parlato di “un ennesimo evento critico” in un carcere della Campania. Due dei poliziotti coinvolti hanno riportato fratture alle dita di mani e piedi, con prognosi superiori ai venti giorni.

Il Sappe ha espresso apprezzamento per la gestione dell’emergenza da parte del personale di Secondigliano, sottolineandone “la professionalità e la fermezza”. Ma non risparmia critiche all’amministrazione penitenziaria: “Non si può restare inerti di fronte a una situazione che peggiora giorno dopo giorno”, attaccano i sindacalisti.

Durissima la presa di posizione del segretario generale del Sappe, Donato Capece: “Chi aggredisce un poliziotto in carcere deve essere punito con fermezza. Se si tratta di detenuti stranieri, vanno immediatamente espulsi. Se invece sono italiani, che scontino la pena su un’isola, magari riaprendo Pianosa o l’Asinara. E nel caso di detenuti con disturbi psichiatrici, come a Secondigliano, è arrivato il momento di riaprire gli ospedali psichiatrici giudiziari”.

L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni delle carceri italiane e sulla necessità, più volte sollevata dai sindacati di categoria, di interventi urgenti per garantire sicurezza e dignità sia al personale che alla popolazione detenuta.

Salerno, minorenne aggredita sessualmente dopo un concerto: arrestato un uomo

Una serata di musica si è trasformata in incubo per una minorenne, vittima di una brutale aggressione sessuale in pieno centro a Salerno. I fatti risalgono alla sera del 12 luglio, poco dopo la fine di un concerto tenuto sul lungomare, nei pressi di piazza della Libertà.

Mentre la folla defluiva lentamente, un uomo ha colto la giovane alle spalle, le ha stretto le braccia intorno alla vita e ha premuto i propri genitali contro il suo corpo. La ragazza, colta dal panico, ha tentato di liberarsi, ma l’uomo l’ha trattenuta e le ha palpeggiato il seno con forza.

L’intervento della Polizia è stato immediato. L’aggressore, un uomo di origini straniere, è stato rintracciato e tratto in arresto con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno, hanno trovato riscontro nelle testimonianze raccolte sul posto e nelle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

La minorenne, accompagnata in un ambiente protetto, ha ricostruito con lucidità quanto subito, fornendo elementi decisivi per l’identificazione dell’uomo. Il contesto in cui si è consumata l’aggressione – un luogo pubblico e affollato, frequentato da famiglie e giovanissimi – ha scosso profondamente la comunità, sollevando nuove domande sulla sicurezza nei grandi eventi cittadini.

Torna DAZN Transfer con Fabrizio Romano: il calciomercato in diretta ogni lunedì fino al 1 settembre

DAZN, piattaforma leader mondiale nell’intrattenimento sportivo, annuncia il ritorno di ‘DAZN Transfer by Fabrizio Romano’, il programma dedicato al calciomercato che ha conquistato tifosi e addetti ai lavori. Dopo il debutto di successo in giugno, in vista del Mondiale per club FIFA, il noto giornalista italiano riprenderà il timone dello show live a partire da oggi, lunedì 14 luglio, con appuntamenti settimanali ogni lunedì alle 20:30, fino alla chiusura ufficiale della sessione estiva il 1 settembre.

Lo show offrirà approfondimenti dettagliati, analisi puntuali e il contesto indispensabile per comprendere le mosse e le strategie dei grandi club europei e non solo. Con il suo stile diretto e una rete di fonti di prim’ordine, Fabrizio Romano guiderà i tifosi attraverso le trattative più calde, le sorprese dell’ultima ora e i retroscena esclusivi che fanno del calciomercato uno degli eventi più seguiti nel mondo sportivo.

L’edizione estiva arriva dopo la conclusione della FIFA Club World Cup 2025, evento reso disponibile in streaming globale gratuito proprio su DAZN, consolidando così il ruolo della piattaforma come punto di riferimento per gli appassionati di calcio di tutto il pianeta. Romano promette un mercato “folle” e uno spettacolo costante fino al termine della sessione, confermando ‘DAZN Transfer’ come il format ideale per vivere intensamente ogni minuto di una stagione di trattative che promette di segnare la storia del calcio.

Camorra a Castellammare: arrestato il presunto mandante dell’omicidio Aiello

Castellammare – A oltre diciassette anni di distanza dall’agguato, i Carabinieri del gruppo di Torre Annunziata hanno arrestato il presunto mandante dell’omicidio di Pasquale Aiello, 49 anni, ritenuto affiliato al clan camorristico D’Alessandro e assassinato l’8 gennaio 2007 nei pressi della sua abitazione a Castellammare di Stabia.

Risolto così uno dei Cold Case della guerra di camorra di Castellammare. Aiello fu ucciso nella sua abitazione in via Pantanelle mentre la mamma dormiva al piano superiore. I killer bussarono alla porta e lo crivellarono di proiettili appena aprì l’uscio.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, contesta a Vincenzo Ingenito, che sta scontando l’ergastolo per altri reeati, l’omicidio aggravato dalla premeditazione, dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione del clan D’Alessandro, attivo nella zona stabiese.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato proprio l’arrestato a impartire l’ordine di eliminare Aiello, poi colpito a morte con numerosi proiettili. L’omicidio – sostengono gli investigatori – rientrerebbe nella strategia di controllo del territorio messa in atto dal gruppo criminale.

Per l’omicidio Aiello è già stato condannato il collaboratore di giustizia Pasquale Rapicano, autoaccusatosi del delitto.

Le indagini, riaperte grazie a nuove acquisizioni probatorie, si inseriscono in un più ampio contesto investigativo volto a fare luce su episodi di violenza legati alla faida tra clan rivali nella zona vesuviana e stabiese.

Regionali in Campania, De Luca: “Con Conte nessun nome, decide la coalizione”

Vincenzo De Luca torna a far sentire la sua voce in vista delle prossime elezioni regionali e lo fa da Caserta, con parole che sanno di monito verso Roma. Dopo l’incontro con Giuseppe Conte, il governatore campano ha chiarito che, al momento, non si parla di candidati, ma di programmi, priorità e competenze. La linea è netta: prima si decide cosa fare, poi chi è in grado di farlo. Il punto, però, è tutto politico. E riguarda l’equilibrio all’interno della coalizione di centrosinistra e il ruolo del Movimento Cinque Stelle.

“Il problema non è la campagna elettorale – ha spiegato De Luca – ma chi governa davvero la Campania. E a Roma molti ancora non hanno capito cosa significhi farlo, perché questa è la trincea più dura d’Italia”. Parole che suonano come un affondo contro chi, secondo il presidente, vorrebbe calare dall’alto nomi e strategie senza conoscere il campo di battaglia.

Il messaggio è chiaro: il futuro della Regione non può essere deciso a tavolino. La Campania, con le sue complessità e le sue sfide quotidiane, ha bisogno di figure radicate sul territorio, con esperienza e visione. E sarà la coalizione a scegliere, non un leader nazionale. De Luca difende il lavoro fatto negli ultimi anni e si prepara al confronto, ma a modo suo: con le carte in mano e senza accettare diktat.

Ventimiglia, dimesso il piccolo Allen: testimone indagato per omissione di soccorso

È stato dimesso in buone condizioni Allen Bernard Ganao, il bambino di cinque anni scomparso venerdì scorso a Ventimiglia e ritrovato dopo trentasei ore di angoscia in una zona impervia alle spalle della frazione Latte.

Il piccolo, rimasto nascosto tra gli arbusti e salvato dai volontari della Protezione Civile, ha superato gli accertamenti fisici e psicologici all’ospedale di Imperia. Mentre la città tira un sospiro di sollievo per il lieto fine, la procura accende però i riflettori su una zona d’ombra della vicenda: un uomo, che aveva incontrato Allen nel suo terreno e lo aveva lasciato poco dopo senza avvisare nessuno, è ora indagato per omissione di soccorso.

Secondo quanto ricostruito, il testimone aveva visto il piccolo nel giardino di casa, in via Torrazza, e lo aveva accompagnato fino a un incrocio, lasciandolo però da solo, senza avvisare né i genitori né le forze dell’ordine già impegnate nelle ricerche. Un comportamento che, in piena emergenza, avrebbe potuto trasformare l’attesa in tragedia.

L’uomo era stato già ascoltato dai carabinieri sabato pomeriggio, sottoposto a perquisizioni e con il veicolo sequestrato per accertamenti. La sua iscrizione nel registro degli indagati è formalmente un atto dovuto, ma l’ipotesi contestata – omissione di soccorso – lascia poco spazio all’indifferenza. Le indagini ora puntano a ricostruire minuto per minuto la scomparsa del piccolo, a partire dall’uscita dalla struttura del campeggio di Latte fino al ritrovamento.

Arzano, scoperto cimitero di auto rubate sotto l’Asse Mediano

Tra i capannoni abbandonati e i silenzi della zona industriale al confine tra Arzano e Casoria, sotto le rampe dell’Asse Mediano, si nasconde un nuovo simbolo di illegalità e degrado: un vero e proprio cimitero di auto rubate.

Carcasse sventrate, pezzi smontati alla perfezione, resti di smontaggi recenti. È il volto più brutale di un fenomeno criminale che continua a colpire l’area a nord di Napoli, trasformando pezzi di terra dimenticata in officine clandestine e parcheggi della paura.

Per raggiungere lo scempio basta imboccare via Pietro Nenni a Casoria e dirigersi verso il vecchio deposito dell’ex ACTP. Qui, dove la vegetazione si confonde con il cemento e il silenzio è rotto solo dai rumori della tangenziale, le squadre di ladri operano indisturbate.

Smontano le auto in tempi record, le lasciano cannibalizzate tra i rifiuti oppure le nascondono temporaneamente in attesa di trattative per i cosiddetti “cavalli di ritorno”.

Le denunce non mancano: cittadini esasperati, associazioni ambientaliste e comitati locali lanciano da mesi allarmi inascoltati. Quelle carcasse non sono soltanto prova evidente di un sistema criminale rodato, ma anche lo sfregio continuo a un territorio che chiede sicurezza e rispetto. Il problema è noto, visibile, ma le risposte tardano. Mentre le auto continuano a sparire dalle strade e a riapparire, smontate e abbandonate, tra le sterpaglie.

Rapina un supermercato e trascina il titolare con l’auto: arrestato a Scampia

Un furto trasformato in rapina, una fuga rocambolesca, un uomo trascinato sull’asfalto per difendere il suo lavoro. È successo ad aprile in via Roma verso Scampia, dove il titolare di un supermercato ha tentato con coraggio di fermare due ladri in fuga dopo un furto di generi alimentari. Uno dei due, un uomo di 45 anni, è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri della stazione di Napoli Scampia, su ordinanza del gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura partenopea.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si era introdotto nel supermercato con l’intento di rubare alcuni prodotti, ma era stato scoperto dal titolare che aveva tentato di fermarlo. Nel disperato tentativo di evitare la fuga, il commerciante si era aggrappato al finestrino dell’auto su cui il rapinatore era già salito insieme a un complice. Trascinato per alcuni metri, ha infine perso la presa, rischiando gravi conseguenze.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno fatto leva sull’analisi delle immagini delle telecamere comunali e private della zona, che hanno permesso di identificare con chiarezza il 45enne ora finito in carcere. Resta ancora ignota l’identità del complice, che è attivamente ricercato.