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Castellammare, sequestrata officina abusiva

Castellammare  – Un’operazione dei Carabinieri Forestali di Napoli ha portato alla luce gravi irregolarità ambientali in un’azienda di lavorazione di materiali ferrosi situata in località Schito, a Castellammare di Stabia.

L’intervento, condotto dal Nucleo Carabinieri Forestale locale, si inserisce in una più ampia campagna di controlli volti a contrastare l’abbandono incontrollato di rifiuti e gli sversamenti illeciti nel bacino idrologico del fiume Sarno, un’area da anni martoriata da problemi ambientali.

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno riscontrato una serie di violazioni gravi: l’azienda operava senza la documentazione obbligatoria in materia ambientale, utilizzava saldatori privi di dispositivi di filtraggio, produceva e smaltiva illecitamente rifiuti metallici e rilasciava emissioni irregolari in atmosfera.

Inoltre, sono stati rilevati scarichi non autorizzati nella rete fognaria pubblica. Il sopralluogo ha rivelato uno scenario preoccupante: all’interno di un capannone di circa 400 metri quadrati e in un’area esterna di 200 metri quadrati erano stoccati rifiuti di varia natura, tra cui porte in legno, mobili e pneumatici, in totale spregio delle normative vigenti.

Il titolare dell’impresa, un 62enne residente in un comune limitrofo, è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria. I Carabinier hanno disposto il sequestro dell’intero capannone e dell’area esterna, ponendo i sigilli a una struttura che rappresentava un pericolo per l’ambiente e la salute pubblica.

Un problema cronico: l’abbandono dei rifiuti a Castellammare

L’episodio di Schito è solo l’ultimo capitolo di una problematica radicata nel territorio di Castellammare di Stabia e, più in generale, nel bacino del fiume Sarno. L’abbandono incontrollato di rifiuti, sia da parte di privati che di imprese, continua a deturpare il paesaggio e a compromettere la qualità delle acque e del suolo.

Il fiume Sarno, già considerato uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa, soffre per gli sversamenti abusivi e la cattiva gestione dei rifiuti, che alimentano un circolo vizioso di degrado ambientale.Le cause di questo fenomeno sono molteplici.

Da un lato, la carenza di controlli efficaci in passato ha permesso a molte attività di operare in modo irregolare, eludendo le normative ambientali. Dall’altro, la mancanza di una cultura diffusa del rispetto per l’ambiente e di infrastrutture adeguate per lo smaltimento dei rifiuti speciali contribuisce a esacerbare il problema.

Molte piccole e medie imprese, come quella coinvolta nell’operazione, non dispongono delle risorse o della volontà di adeguarsi alle normative, optando per soluzioni illecite che riducono i costi a scapito dell’ecosistema.

Le conseguenze per l’ambiente e la salute

L’abbandono di rifiuti e gli scarichi non autorizzati hanno un impatto devastante. I materiali ferrosi e i rifiuti speciali, se non smaltiti correttamente, possono rilasciare sostanze tossiche nel terreno e nelle falde acquifere, compromettendo la qualità dell’acqua potabile e agricola. Le emissioni in atmosfera, prive di sistemi di filtraggio, contribuiscono all’inquinamento dell’aria, con rischi per la salute dei residenti.

Inoltre, l’accumulo di rifiuti come pneumatici e mobili favorisce la proliferazione di discariche abusive, che diventano focolai di degrado e potenziali fonti di incendi.Il fiume Sarno, in particolare, rappresenta un caso emblematico.

Le sue acque, contaminate da scarichi industriali e domestici, sono un simbolo del fallimento nella gestione ambientale del territorio. Gli sforzi per il suo risanamento, iniziati anni fa, procedono a rilento, ostacolati dalla persistenza di pratiche illecite come quelle scoperte a Schito.

L’Impegno dei Carabinieri Forestali

Il Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, con le sue articolazioni territoriali, sta intensificando i controlli per arginare il fenomeno. L’operazione di Castellammare si inserisce in un piano più ampio, che punta a garantire la conformità degli scarichi e delle attività produttive nel bacino del Sarno.

L’auspicio delle forze dell’ordine è che, attraverso un’azione costante e incisiva, si possa riportare l’area a una condizione di legalità e sostenibilità ambientale.Tuttavia, i soli interventi repressivi non bastano.

È necessario un approccio integrato che combini controlli rigorosi, sanzioni efficaci e iniziative di sensibilizzazione per promuovere una gestione responsabile dei rifiuti. Gli enti locali, le associazioni e i cittadini devono collaborare per costruire un sistema di smaltimento più efficiente e accessibile, capace di disincentivare pratiche illecite.

Verso un Futuro Sostenibile?

Il caso di via Schito evidenzia la necessità di un cambiamento culturale e strutturale. Se da un lato i controlli dei Carabinieri Forestali rappresentano un passo avanti nella lotta al degrado ambientale, dall’altro è fondamentale che le istituzioni locali investano in infrastrutture per la gestione dei rifiuti e in campagne di educazione ambientale.

Solo un impegno congiunto potrà spezzare il ciclo di inquinamento che affligge Castellammare di Stabia e il bacino del Sarno, restituendo al territorio la dignità e la salubrità che merita.Le operazioni come quella condotta a Schito dimostrano che la strada verso la sostenibilità è ancora lunga, ma non impossibile.

Con il prosieguo delle attività di controllo e una maggiore consapevolezza collettiva, il sogno di un fiume Sarno pulito e di un territorio libero dall’abbandono di rifiuti potrebbe diventare realtà.

Villaricca, scoperta e denunciata chirurga estetica abusiva

Villaricca- Dopo mesi segnati da drammatici episodi legati alla chirurgia estetica improvvisata, che hanno acceso i riflettori sui pericoli di chi si affida a mani inesperte, i Carabinieri intensificano i controlli.

L’ultima operazione, condotta a Villaricca, ha portato alla denuncia di una donna che, forte di migliaia di follower sui social media, pubblicizzava e praticava interventi estetici abusivi. Un campanello d’allarme che risuona forte, richiamando alla mente le recenti tragedie che hanno scosso l’opinione pubblica.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, si avvalgono sempre più del web patrolling, una nuova e cruciale frontiera per il controllo del territorio.

È proprio grazie a questa attività che i militari hanno individuato una 35enne, particolarmente attiva online, che prometteva labbra, zigomi e “tutto quello che serve per essere più belli” a prezzi stracciati, con lo slogan accattivante “dove sognare si può”.

Appartamento trasformato in clinica estetica abusiva

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Villaricca, supportati dal personale dell’ASL, ha svelato l’amara realtà: l’appartamento della donna era stato trasformato in una vera e propria clinica abusiva.

Al suo interno, sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi prodotti a uso medico-chirurgico ed estetico, tra cui acido ialuronico e botox, oltre a lettini, siringhe e macchinari per la rimozione dei tatuaggi. Un’attività svolta nella totale illegalità, senza alcun rispetto delle normative sanitarie e ambientali.

La 35enne è stata denunciata per molteplici violazioni, tra cui l’esercizio abusivo di una professione e reati in materia sanitaria e ambientale. A suo carico anche sanzioni amministrative per un importo complessivo di 10mila euro.

Questo episodio sottolinea ancora una volta l’urgenza di informare e mettere in guardia sui pericoli di chi si rivolge a professionisti non qualificati, attratto da offerte allettanti e dalla facilità di accesso tramite i social network.

Le conseguenze, come le cronache recenti hanno dolorosamente dimostrato, possono essere ben più gravi di un semplice “sogno” infranto, arrivando a compromettere seriamente la salute e, in alcuni casi, la vita stessa.

Commando apre il fuoco ai Quartieri: è guerra di camorra per il controllo della movida

Napoli – I residenti di vico Giardinetto sono stati svegliati nella notte da una raffica di colpi d’arma da fuoco. Un commando armato ha fatto irruzione nel cuore dei Quartieri Spagnoli, sparando in aria e contro alcuni obiettivi simbolici.

Scene da guerra urbana che rivelano un’escalation di violenza legata al nuovo fronte caldo della criminalità organizzata: il controllo della movida.

Stavolta non si tratta soltanto di racket, droga o contrabbando. In ballo c’è un business milionario: tutto ciò che ruota attorno a locali notturni, bar, ristoranti e circoli privati. Un’economia sommersa fatta di forniture, vigilanza, minacce velate e “protezione” imposta a forza.

Al centro dello scontro, secondo fonti investigative, ci sarebbero i clan Mazzanti-Ricci e Masiello-Saltalamacchia, storiche famiglie della zona che si contendono il controllo delle attività illecite ma anche — e soprattutto — la fetta più redditizia della nuova economia cittadina: il food & beverage legato alla movida.

Ma il quadro si è ulteriormente complicato nelle ultime settimane con l’ingresso sulla scena criminale di alcuni esponenti del cosiddetto clan Mazzarella, il potente clan di piazza Mercato che starebbe cercando di ritagliarsi uno spazio grazie a nuove alleanze trasversali. Un’alleanza che rischia di ribaltare gli equilibri consolidati e incendiare l’intero tessuto sociale dei Quartieri Spagnoli.

Le esplosioni della scorsa notte sarebbero un chiaro messaggio: la tregua è finita.

I cittadini, ormai ostaggio di una tensione crescente, hanno chiamato la polizia in preda al panico. “Sembrava un bombardamento”, ha raccontato una donna residente in zona. “Abbiamo sentito gli spari e ci siamo chiusi in casa. Poi le sirene, ma dei criminali nessuna traccia”.

Le forze dell’ordine stanno setacciando l’area e visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza. Si indaga sulla matrice dell’attacco, che porta inequivocabilmente alla strategia dell’intimidazione mafiosa.

Intanto, nei Quartieri Spagnoli si respira un’aria pesante: la paura è tornata a farsi sentire tra i vicoli, dove la notte non è più sinonimo di festa, ma di spari, tensione e silenzi forzati.

Oroscopo del 25 luglio 2025 segno per segno

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Oggi, sotto l’influenza della Luna in Bilancia e di Marte in Gemelli, l’energia cosmica ci spinge a cercare equilibrio nelle relazioni, coraggio nel lavoro e attenzione alla salute. Ecco cosa riservano le stelle per ogni segno zodiacale, con focus su amore, lavoro, salute e finanze, più un consiglio astrologicopersonalizzato.


♈ ARIETE (21/03 – 19/04)

  • Amore: Giorno di passione e discussioni animate. Se single, potresti incontrare qualcuno inaspettato.

  • Lavoro: Ottimo per prendere iniziative, ma evita scontri con i colleghi.

  • Salute: Attenzione a mal di testa e affaticamento: ritmo sostenuto, ma non esagerare.

  • Finanze: Possibili spese improvvise. Meglio risparmiare oggi.

  • Consiglio: Respira prima di reagire. La pazienza è la tua alleata.

♉ TORO (20/04 – 20/05)

  • Amore: Momento romantico per le coppie. Single? Un ex potrebbe riaffacciarsi.

  • Lavoro: Progetti in fase di stabilizzazione. Fidati del tuo intuito.

  • Salute: Cura l’alimentazione: evita eccessi a tavola.

  • Finanze: Investimenti promettenti, ma studia bene prima di agire.

  • Consiglio: Non aver paura di cambiare routine.

♊ GEMELLI (21/05 – 20/06)

  • Amore: Comunicazione chiave oggi. Risolvi malintesi con dialogo aperto.

  • Lavoro: Giorno dinamico, idee brillanti. Networking fondamentale.

  • Salute: Attenzione a stress e ansia. Ritagliati momenti di relax.

  • Finanze: Piccoli guadagni in arrivo, ma niente grandi rischi.

  • Consiglio: Scrivi i tuoi pensieri: ti aiuterà a chiarirti le idee.

♋ CANCRO (21/06 – 22/07)

  • Amore: Emozioni in primo piano. Se single, potresti sentirti nostalgico.

  • Lavoro: Collaborazioni fruttuose. Ascolta i consigli di un mentore.

  • Salute: Attenzione alla digestione. Idratati bene.

  • Finanze: Evita prestiti oggi. Meglio pianificare.

  • Consiglio: Non isolarti: condividi ciò che senti.

♌ LEONE (23/07 – 22/08)

  • Amore: Giorno di fascino e seduzione. Se in coppia, scintille romantiche.

  • Lavoro: Leadership riconosciuta. Ottimo per presentare idee.

  • Salute: Energia alta, ma attenzione al riposo.

  • Finanze: Possibile bonus o regalo inaspettato.

  • Consiglio: Brilla, ma lascia spazio anche agli altri.

♍ VERGINE (23/08 – 22/09)

  • Amore: Se cerchi stabilità, oggi è il giorno per parlarne.

  • Lavoro: Attenzione ai dettagli, ma non essere troppo critico.

  • Salute: Stanchezza accumulata? Un bagno caldo ti aiuterà.

  • Finanze: Risparmi sotto controllo, ma evita spese superflue.

  • Consiglio: Perfezione è bella, ma l’equilibrio è meglio.

♎ BILANCIA (23/09 – 22/10)

  • Amore: Armonia nelle relazioni. Single? Un incontro piacevole è in vista.

  • Lavoro: Decisioni importanti? Chiedi un secondo parere.

  • Salute: Benessere mentale fondamentale. Meditazione utile oggi.

  • Finanze: Bilanciare entrate e uscite con attenzione.

  • Consiglio: Cerca il giusto compromesso, non solo la pace.

♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

  • Amore: Passione intensa, ma attenzione a gelosie.

  • Lavoro: Trasformazione in atto. Abbraccia il cambiamento.

  • Salute: Controlla lo stress. Attività fisica può aiutare.

  • Finanze: Opportunità nascoste: investiga bene.

  • Consiglio: Usa la tua intuizione, ma non ossessionarti.

♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

  • Amore: Avventura e libertà sono priorità. Viaggi potrebbero portare incontri.

  • Lavoro: Espansione possibile. Sii ottimista ma realistico.

  • Salute: Attenzione a strappi muscolari. Riscaldati bene.

  • Finanze: Investi in esperienze, non solo in oggetti.

  • Consiglio: Guarda lontano, ma non dimenticare il presente.

♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/01)

  • Amore: Sei più serio del solito? Lasciati andare un po’.

  • Lavoro: Discipline e risultati pagano. Pazienza premiata.

  • Salute: Attenzione alla schiena. Postura corretta!

  • Finanze: Risparmi stabili. Ottimo per pianificare.

  • Consiglio: Il successo è graduale: goditi il percorso.

♒ ACQUARIO (20/01 – 18/02)

  • Amore: Originalità e libertà ti attraggono. Single? Cerca menti affini.

  • Lavoro: Idee innovative apprezzate. Collabora con creativi.

  • Salute: Attenzione a circolazione. Fai stretching.

  • Finanze: Qualche rischio calcolato può valere la pena.

  • Consiglio: Rompi gli schemi, ma con un piano.

♓ PESCI (19/02 – 20/03)

  • Amore: Sogni d’amore? Sei particolarmente sensibile oggi.

  • Lavoro: Creatività al top. Arte o progetti spirituali favoriti.

  • Salute: Attenzione a sbalzi d’umore. Natura ti aiuterà.

  • Finanze: Qualche spesa impulsiva? Meglio controllarsi.

  • Consiglio: Segui il cuore, ma resta con i piedi per terra.


Oggi la Luna in Bilancia ci spinge a cercare armonia, mentre Marte in Gemelli accende la comunicazione e l’adattabilità. È un giorno in cui le relazioni (specialmente d’amore) sono sotto i riflettori, ma anche il lavoro può beneficiare di collaborazioni e nuove idee. Attenzione alla salute mentale: lo stress potrebbe farsi sentire. Finanziariamente, meglio essere cauti e riflettere prima di agire.

Consiglio Universale del Giorno:
“Cerca l’equilibrio tra cuore e ragione, e ricorda che ogni crisi è un’opportunità di crescita.”

Che la stella polare ti guidi oggi!

Ibiza, risonanza magnetica e tac sulla salma del dj napoletano morto in Spagna

Napoli – Sono iniziati gli esami supplementari sulla salma di Michele Noschese, il 35enne napoletano conosciuto come DJ Godzi, deceduto a Ibiza nella notte tra il 18 e il 19 luglio in circostanze ancora da chiarire.

A darne notizia da Ibiza è il padre della vittima, Giuseppe Noschese, medico, che ha strenuamente richiesto questi accertamenti.

Gli esami richiesti dalla famiglia

“La salma di Michele sta per essere sottoposta agli esami che abbiamo richiesto,” ha dichiarato Giuseppe Noschese. Si tratta, nello specifico, di una risonanza magnetica all’encefalo e di una TAC total-body.

Questi esami mirano a fornire un quadro più completo sulle cause del decesso, integrando l’autopsia già eseguita in assenza di un consulente di parte della famiglia.

Il padre, provato dal dolore ma determinato a fare luce sulla vicenda, ha spiegato la sua scelta di non vedere il corpo del figlio: “Mi sono rifiutato di vederlo. Ho gestito, da medico, decine e decine di pazienti politraumatizzati, so qual è lo spettacolo davanti al quale mi troverei. Per questo ho deciso di non vederlo.”

L’ultimo messaggio audio: “Non voglio alzare la musica, bimbi dormono”

Un elemento cruciale che potrebbe gettare nuova luce sulla vicenda è un messaggio audio che Michele Noschese avrebbe inviato a un amico pochi minuti prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Nel messaggio, risalente alle 7:49, si sentono le parole di Michele indirizzate all’ex inquilino con cui stava litigando: “Sono le 7.49… alle 7.50 già sai quello che devi fare. Eliminato brother, fuori un altro, grazie per il supporto, però dovete uscire da casa mia.”

Poi, un’affermazione che contrasta con l’immagine di un disturbo della quiete pubblica: “Non voglio alzare la musica perché stanno dormendo i bambini, non mi far fare casino, chiamare la sicurezza.” Ironia della sorte, saranno proprio i vicini a chiamare la polizia.

“Questo messaggio,” ha commentato Giuseppe Noschese, “l’ha inviato mio figlio 15 minuti prima dell’arrivo della Guardia Civil, ovviamente è tutto agli atti.” Il padre ha concluso con un toccante ricordo: “Ho sempre avuto molta forza interiore, la mia forza ora nel ricordo di Miki il mio più amato compagno di giochi.” Le indagini proseguono per chiarire le esatte dinamiche che hanno portato alla morte del giovane DJ.

 

 

Tenta di rubare in auto in sosta a via Marina: arrestato 44enne

Napoli – Stava cercando di introdursi in un’auto parcheggiata in via Marina quando è stato sorpreso in flagrante dagli agenti del Commissariato Decumani.

È accaduto nella tarda serata di ieri, durante un controllo del territorio predisposto dalla Questura di Napoli nell’ambito dei servizi straordinari contro i reati predatori.

In manette è finito un 44enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’uomo è stato arrestato per tentato furto aggravato e denunciato per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Gli agenti hanno notato il sospetto mentre, dopo aver infranto il deflettore anteriore di un’auto in sosta, tentava di accedervi. Bloccato immediatamente, è stato trovato in possesso di attrezzi da scasso e due coltelli multiuso. Poco distante, è stata individuata un’altra vettura con un deflettore rotto, segno che il ladro avrebbe potuto colpire più di un mezzo.

Il 44enne è stato accompagnato in commissariato in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi simili avvenuti nella zona.

E’ morto Hulk Hogan il re del Wrestling : “Ho perso l’eroe della mia infanzia”

Non so nemmeno da dove iniziare. Hulk Hogan è morto. L’ho letto, riletto. Ho guardato la foto. Il titolone. Ho sperato fosse una fake news, un’altra bufala come se ne vedono a decine. Ma questa volta era vera. Il cuore si è fermato per davvero. Il suo e un po’, anche il mio.

Perché per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, Hulk Hogan non era solo un wrestler. Era un’idea, un modello, una certezza. Era quello che appariva in tv quando il mondo sembrava ancora semplice, diviso tra buoni e cattivi. E lui, ovviamente, stava sempre dalla parte giusta.

Quando credevi che bastasse strapparti la maglietta per sentirti invincibile

Io avevo sette anni quando ho visto Hogan la prima volta. Entrava con quella theme song epica, “Real American”. La bandana gialla. I baffi da camionista. Le braccia al cielo. Lo sguardo da gigante buono. Mio padre guardava il TG, io il wrestling. E per me, l’unico eroe era lui.

Mi strappavo le magliette come lui. Facevo le pose allo specchio. E quando qualcuno mi prendeva in giro a scuola, pensavo: “Cosa farebbe Hulk Hogan?”. Risposta: alzarsi, urlare e vincere.

Lo sapevi che si allenava sei giorni a settimana… anche a 60 anni suonati?

Una cosa che pochi sanno: anche negli ultimi anni, Hogan si allenava regolarmente. Nonostante le decine di operazioni — schiena, ginocchia, anche, collo — non ha mai smesso di entrare in palestra. Un giorno disse: “Se non posso sollevare pesi, è come se non fossi più me stesso”.

Quell’uomo, che a 60 anni aveva più muscoli di me a 20, si era fatto inserire una barra d’acciaio nella colonna vertebrale per poter ancora camminare. Letteralmente, si teneva in piedi con i bulloni. Ma continuava a firmare autografi. A sorridere. A stringere mani con le sue enormi dita da gorilla.

Tra gloria, cadute e redenzione

Certo, non è stato un santo. Gli scandali, il video rubato, le frasi razziste. Lì ho pensato: “No, non tu”. Ma forse era inevitabile. Quando un mito cade, fa rumore. Ma Hogan ha chiesto scusa. Si è ritirato per un po’. È tornato, a testa bassa ma con il cuore in mano. E la WWE l’ha perdonato. Anche io. Dopotutto, nessun eroe è perfetto. Ma pochi tornano a combattere dopo essere stati buttati giù per davvero.

Perché oggi piangiamo davvero Hulk Hogan

Perché non era solo un wrestler. Era un rifugio. Un’ispirazione. Un padre simbolico per chi non ne aveva uno. Era l’uomo che ci faceva credere che con abbastanza coraggio, muscoli (e magari una theme song potente), avresti potuto cambiare il finale della tua storia.

E ora che se n’è andato, mi chiedo una cosa: chi ci difenderà adesso?
Chi ci ricorderà che “dirti le preghiere, mangiare le tue vitamine e credere in te stesso” era più di uno slogan?

Un’ultima curiosità, fratello: sai da dove veniva quel “brother”?

Hogan lo diceva a tutti: “Whatcha gonna do, brother?”
Ma pochi sanno che quel “brother” veniva da una vera ossessione per la fratellanza. Nei backstage della WWE, chiamava tutti così. Sempre. Anche chi non lo sopportava. Era il suo modo per creare un’illusione di famiglia in un mondo spesso finto. Ed è anche così che ha fatto sentire noi. Fratelli. Parte di qualcosa. Della Hulkamania.

E ora? Ora ci resta solo un grazie

Grazie, Hulk.
Per le lotte. Le urla. Le risate.
Per essere stato il nostro eroe muscoloso, ridicolo, esagerato e assolutamente perfetto nel suo modo tutto americano di salvare il mondo…..

 

 

 

Napoli, nuove regole sulla movida: stop a musica e consumazioni all’aperto dopo mezzanotte

La Giunta comunale di Napoli ha approvato una proposta di regolamento per disciplinare la movida notturna in alcune aree particolarmente critiche della città, cercando un equilibrio tra le esigenze dei locali e il diritto al riposo dei residenti.

Il pacchetto di misure, che dovrà ora passare al vaglio del Consiglio comunale, prevede restrizioni sugli orari e sulle attività consentite nelle zone di piazza Bellini, vico Quercia, via Cisterna dell’Olio e vico II Cisterna dell’Olio, già al centro di provvedimenti del Tribunale per i disagi causati dalla vita notturna.

Le nuove regole

Secondo la proposta avanzata dagli assessori al Turismo (Teresa Armato), alla Salute (Vincenzo Santagada) e alla Polizia Municipale (Antonio De Iesu), dalle 22:00 alle 6:00 sarà vietata la vendita e la somministrazione di cibi e bevande (alcoliche e non) da asporto, mentre i locali potranno continuare a servire clienti solo al chiuso.

Dopo la mezzanotte, scatterà invece il divieto assoluto di utilizzare gli spazi esterni per qualsiasi attività, compresi i dehors. Inoltre, sarà proibita la diffusione di musica all’aperto da parte di bar, ristoranti, circoli privati e persino durante eventi pubblici o privati.

Le misure arrivano dopo un monitoraggio condotto dall’ARPAC la scorsa primavera, che ha evidenziato i problemi legati al rumore e all’assembramento notturno in queste zone. Per affrontare il problema strutturalmente, la Giunta propone anche un piano di risanamento acustico, da sviluppare in collaborazione con le università napoletane (Federico II, Parthenope, L’Orientale, Suor Orsola Benincasa e Vanvitelli), come previsto dalla legge quadro sull’inquinamento acustico.

Nasce la Consulta della Notte

Parallelamente, il Comune ha istituito la Consulta della Notte, un organismo composto da amministratori, rappresentanti delle categorie economiche e associazioni, con il compito di mediare tra residenti, gestori di locali e frequentatori della movida.

La Consulta avrà un ruolo consultivo e propositivo, senza potere decisionale, ma punta a diventare un tavolo permanente per trovare soluzioni condivise sul tema del divertimento notturno.

L’obiettivo dichiarato è ridurre i conflitti tra chi vive in queste aree e chi le anima di sera, senza però soffocare l’economia legata al turismo e alla vita sociale. Resta da vedere come reagiranno i gestori dei locali e se le nuove regole riusciranno a conciliare esigenze spesso inconciliabili: il diritto al sonno e quello al divertimento.

Jabil Marcianise, stop di 10 giorni in vista della cessione

Marcianise– Lo stabilimento Jabil di Marcianise, appartenente alla multinazionale americana dell’elettronica, sospenderà le attività da lunedì prossimo fino all’8 agosto per aggiornamenti tecnici legati al piano di cessione del sito, annunciato lo scorso marzo.

La decisione, comunicata dalla Direzione aziendale alle Rsu, segna un passo concreto verso il trasferimento dello stabilimento, che conta 406 dipendenti, alla neonata Tma, società partecipata da Tme di Portico di Caserta e Invitalia, l’agenzia del Ministero dell’Economia.

Un’operazione avallata da Governo e Regione Campania, ma fortemente contestata dai lavoratori, che temono per la stabilità occupazionale.Negli ultimi mesi, i dipendenti hanno dato vita a proteste a Napoli, davanti alla Regione Campania e al Consolato Usa, a Caserta, Marcianise e Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, senza però riuscire a far recedere Jabil dalla decisione.

La multinazionale ha anche avviato una procedura di licenziamento collettivo, lasciata decadere senza inviare le lettere di licenziamento, un segnale chiaro della volontà di procedere con la cessione unilaterale.Durante lo stop, necessario per aggiornare i sistemi, solo il personale indispensabile sarà coinvolto, mentre gli altri lavoratori saranno costretti a ferie forzate, una circostanza che alimenta il malcontento.

“Jabil ci tratta come oggetti”, denuncia un dipendente, riflettendo il clima di frustrazione. La data della cessione, che si ipotizza per dicembre, non è ancora stata definita: “Sarà comunicata al termine delle procedure burocratiche”, precisa l’azienda

.Le Rsu, in una nota, ribadiscono la loro opposizione: “Questa cessione svilisce il sito e non garantisce un futuro stabile per i lavoratori. Lo abbiamo detto a Governo, Ministero e Regione: Jabil non deve abbandonare Marcianise. Il fermo produttivo non può ricadere sui dipendenti. Diffidiamo la Direzione e non staremo a guardare questo scempio”. La tensione resta alta, mentre il destino dello stabilimento e dei suoi lavoratori rimane in bilico.

Capri 35enne aggredisce i poliziotti dopo aver minacciato passanti

Capri– Estate turbolenta a Capri, dove si registra un nuovo episodio di violenza urbana, a pochi giorni dalla clamorosa rapina dell’orologio ai danni di un politico e professore universitario inglese nel pieno centro dell’isola

. Stavolta, a far scattare l’intervento delle forze dell’ordine è stato un 35enne, arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli agenti del Commissariato di Capri sono intervenuti in uno stabile dopo una segnalazione giunta alla centrale operativa, relativa a un uomo che stava molestando e minacciando alcuni passanti. All’arrivo della pattuglia, due persone – un uomo e una donna – hanno indicato il soggetto come il responsabile di offese e minacce gratuite, nate da futili motivi.

I poliziotti hanno tentato di riportare l’uomo alla calma, ma la situazione è rapidamente degenerata: l’aggressore ha mantenuto un comportamento violento e provocatorio, rendendo necessario l’accompagnamento forzato negli uffici di polizia. Qui ha nuovamente perso il controllo, aggredendo gli agenti durante una colluttazione, prima di essere definitivamente immobilizzato.

L’uomo è stato quindi arrestato e dovrà rispondere delle accuse davanti all’autorità giudiziaria. L’episodio rilancia l’allarme sicurezza sull’isola azzurra, che quest’estate sta facendo registrare un insolito incremento di tensioni e microcriminalità, in netto contrasto con l’immagine glamour e patinata che da sempre contraddistingue Capri.

Addio a Hulk Hogan, leggenda del wrestling e icona dell’America trumpiana

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È morto a 71 anni per un arresto cardiaco Hulk Hogan, vera e propria icona della cultura pop americana e leggenda assoluta del wrestling. Il decesso è avvenuto in Florida, dove l’ex campione si era ritirato da anni, lasciando un vuoto tra milioni di fan cresciuti nel mito dell’uomo dai baffi biondi, dai muscoli scolpiti e dallo sguardo fiero.

Hogan, all’anagrafe Terry Gene Bollea, era nato ad Augusta, Georgia, da padre di origini italiane, Peter Bollea, muratore, e da madre scozzese e francese, Ruth Moody, insegnante di danza e casalinga.

A differenza di altri colleghi, non ha mai rivendicato pubblicamente le sue radici italiane: la sua immagine era tutta americana, un eroe a stelle e strisce, incarnazione vivente di un patriottismo da fumetto Marvel che nel tempo si è trasformato in un simbolo della destra conservatrice più identitaria.

Figura centrale della “golden age” del wrestling anni ’80 e ’90, Hogan è stato molto più di un atleta: è diventato un personaggio-simbolo, un’icona della TV via cavo e del consumismo pop, tra t-shirt strappate sul ring, grida da predicatore evangelico e una gestualità da eucaristia pagana.

Ogni sua entrata nell’arena era un rito, ogni “Brother!” pronunciato un richiamo a una fratellanza muscolare, virile, in stile anni ’80. Un corpo mediatico, che ha incarnato per anni il sogno americano nella sua versione più testosteronica e spettacolare.

Dietro la maschera però, si celava anche una tragedia silenziosa: Hogan non è mai riuscito a separarsi dal personaggio che aveva creato, diventando prigioniero della sua stessa leggenda. L’uomo era diventato mito, e l’America – quella più nostalgica e bisognosa di eroi semplici e invincibili – non gli ha mai permesso di essere altro.

Negli ultimi anni era tornato alla ribalta per il suo legame politico con Donald Trump: nel 2024 era salito sul palco della Convention Repubblicana in Florida per sostenere la candidatura dell’ex presidente, con un intervento tanto spettacolare quanto controverso. Un ultimo atto da showman, a metà tra wrestling e propaganda, che ha definitivamente cucito il suo nome a quello dell’America trumpiana.

Ma la sua parabola non è stata priva di ombre. Negli anni ’90 fu coinvolto nello scandalo del doping nel mondo del wrestling e ammise l’uso di steroidi anabolizzanti, macchiando la sua immagine da supereroe. Più tardi, un sex tape rubato e alcune frasi razziste emerse da vecchie registrazioni portarono alla sua espulsione dalla WWE, da cui fu riammesso solo nel 2018, dopo un lungo periodo di “purgatorio”.

Hogan ha avuto anche una carriera parallela nel cinema e nella musica: è apparso in “Rocky III” accanto a Sylvester Stallone, ed è stato protagonista di cult movie come Suburban Commando e Mr. Nanny. Ha persino inciso un album, “Hulk Rules” (1995), improbabile mix di hard rock e retorica motivazionale, perfettamente coerente con la sua figura larger than life. Fu anche star di un reality show, Hogan Knows Best, che portava i fan dentro la sua vita familiare.

Alla fine, Hulk Hogan è stato tutto e il contrario di tutto: eroe e controverso, icona pop e parodia vivente, campione indiscusso e uomo solo nel camerino. La notizia della sua morte ha colpito come un colpo di scena inaspettato: fulmineo, drammatico, definitivo. Proprio come i finali delle grandi leggende del wrestling.

Von der Leyen : è tempo di ridefinire i rapporti tra UE e Cina

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La presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha avuto modo di volare in Cina per incontrare Xi Jinping.

La Von der Leyen ha posto l’accento sulla crescita che ha interessato il livello di cooperazione tra le due realtà nell’ultimo cinquantennio e sul fatto che Cina ed UE siano attualmente due delle maggiori potenze economiche globali.

E a tal proposito ha puntualizzato che gli scambi bilaterali di beni tra i 2 paesi superano i 2 miliardi di euro giornalieri. Il presidente cinese Xi Jinping, consapevole della trasformazione accelerata di un mondo in continua evoluzione, si è augurato che le due potenze optino per la scelta strategicamente più opportuna.

Non si è mancato di parlare di tematiche di importanza capitale come quella del cambiamento climatico o quella delle energie rinnovabili.

Luca De Crescenzo

A Soccavo nasce un nuovo playground: sport e inclusione nel cuore del quartiere

Una boccata d’aria fresca per Soccavo, una nuova linfa per il cuore sportivo e sociale del quartiere. Sta per sorgere in viale Traiano, all’interno del parco “Salvatore Costantino”, un moderno playground pubblico: un’area attrezzata e gratuita che diventerà un presidio di inclusione, movimento e partecipazione.

Il progetto, fortemente voluto dal Comune di Napoli, è stato finanziato con 800mila euro grazie al bando nazionale “Illumina” promosso da Sport e Salute S.p.A. su iniziativa del Ministro per lo Sport e i Giovani. L’obiettivo è chiaro: investire nella rinascita dei quartieri più fragili attraverso lo sport, inteso come strumento di rigenerazione urbana e coesione sociale.

“Valorizziamo un’area strategica – sottolinea l’assessora Emanuela Ferrante – offrendo uno spazio sicuro, inclusivo e libero dove lo sport diventa leva di benessere e socialità. Il playground sarà un punto di riferimento per giovani, famiglie e associazioni, con attività promosse direttamente da Sport e Salute. Napoli dimostra così di saper intercettare risorse nazionali e trasformarle in opportunità concrete per i suoi cittadini”.

Buongiorno carica il Napoli: “Difenderemo lo scudetto con le unghie e con i denti”

Alessandro Buongiorno ha scelto il sud per alzare l’asticella, e ora da Dimaro, con il cielo dolomitico sopra la testa e lo scudetto cucito sul petto, non ha dubbi: “Difenderemo il titolo con le unghie e con i denti”. L’ex granata, ora pilastro della retroguardia azzurra, racconta il clima che si respira nel ritiro tricolore: sudore, concentrazione e un allenatore, Antonio Conte, che non fa sconti a nessuno.

“Il mister è carichissimo – spiega il difensore ai microfoni di Sky – ci sta facendo lavorare tantissimo, ma siamo contenti. Siamo stanchi per i carichi elevati, ma motivati. Vogliamo arrivare pronti all’inizio del campionato”. Reduce da una stagione in cui gli infortuni l’hanno tormentato, Buongiorno sta sfruttando ogni giorno per ritrovare la miglior forma: “Sto meglio, sto lavorando per tornare al massimo. Non vedo l’ora di faticare di nuovo con i miei compagni”.

Il Napoli si sta ancora amalgamando, con tanti volti nuovi che devono entrare nei meccanismi di Conte: sabato la seconda amichevole estiva contro il Catanzaro dopo il ko con l’Arezzo. “Sono test utili – dice Buongiorno – ci aiutano a trovare la condizione e a conoscerci meglio, soprattutto per chi è appena arrivato”. Tra questi, Marianucci e Beukema, suoi nuovi compagni di reparto: “Ottimi nella marcatura a uomo, li aiuteremo a imparare i nostri automatismi. Si stanno applicando alla grande”.

In mezzo al campo, il colpo che ha fatto sognare i tifosi si chiama Kevin De Bruyne. Ma a Buongiorno, oltre al talento, ha colpito altro: “Mi ha sorpreso la sua umiltà. Si è inserito subito, dà consigli e lavora con tutti. È uno di noi”. In avanti invece, il peso dell’attacco sarà affidato a Lucca: “Per struttura e presenza fisica ci darà una mano, ma servirà tanto lavoro da parte di tutti”.

Arzano, in casa con oltre 30 gatti maltrattati: denunciata donna

Arzano –  Attraverso un sopralluogo effettuato in uno stabile per civili abitazioni, gli agenti della polizia locale di Arzano hanno accertato che una donna del posto deteneva oltre 30 gatti in un appartamento.

Vivevano tra escrementi, senza cibo e acqua , e con compromissione dell’ambiente a rischio diffusione malattie per i residenti.

Gli uomini , condotti dal colonnello Biagio Chiariello, unitamente ai sanitari dell’Asl Napoli 2 Nord, sono riusciti ad entrare in casa registrando un odore orribile dovuto alle precarie condizioni in cui erano tenuti i gatti.

Gli animali sono stati rifocillati ed é scattata ordinanza sindacale con invito a ripulire e gli ambienti ma , incurante la donna, é stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord sia per maltrattamento che per inottemperanza .

Intanto i gatti sono stati collocati in una struttura per animali e stanno bene.

Quello posto in essere dagli agenti e veterinari dimostra una sinergia tra organi il cui fine primario é la tutela del benessere degli animali in un periodo dive già dal forte caldo la salute e sopravvivenza degli stessi é a rischio.

P.B.

Napoli, morto l’anziano travolto sulla bici in viale della Liberazione

Napoli– Non ce l’ha fatta M. A., il 76enne investito lo scorso 6 luglio mentre percorreva in sella alla sua bicicletta a pedalata assistita viale della Liberazione, nella periferia orientale della città.

L’uomo è deceduto nella mattinata di mercoledì 23 luglio all’ospedale San Giovanni Bosco, dove era stato trasferito dopo un primo ricovero al Cardarelli.

L’incidente era avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 6 luglio, intorno alle ore 17. La vittima stava viaggiando in direzione di via Beccadelli quando è entrata in collisione con una Seat Arona, alla cui guida si trovava un 64enne cittadino cipriota. Le condizioni del ciclista erano apparse subito critiche: trasportato d’urgenza al Cardarelli, i medici si erano riservati la prognosi.

Sul luogo dell’impatto erano intervenuti gli agenti dell’Infortunistica Stradale della Polizia Locale per i rilievi del caso. Il conducente dell’auto era stato sottoposto agli accertamenti tossicologici di routine, risultati negativi. Sia la bicicletta che l’auto erano state poste sotto sequestro per permettere le indagini.

Il decesso dell’anziano riaccende l’attenzione sul drammatico bilancio degli incidenti stradali in Campania, con pedoni e ciclisti tra le vittime più vulnerabili. Una strage silenziosa che continua a colpire, spesso nel disinteresse generale.

Napoli, ruba uno zaino al Lido Mappatella: arrestato

Napoli– È stato sorpreso a rubare lo zaino di una giovane bagnante e arrestato poco dopo dalla Polizia di Stato.

È accaduto nel pomeriggio di martedì al Lido Mappatella, sul lungomare di Napoli, dove gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti in seguito a una segnalazione giunta alla Sala Operativa.

Secondo quanto ricostruito, un 31enne di origine marocchina si aggirava tra i bagnanti cercando di sottrarre effetti personali lasciati incustoditi. Individuato da alcuni passanti mentre si allontanava con uno zaino appena rubato, è stato indicato agli agenti che, giunti tempestivamente sul posto, si sono messi sulle sue tracce.

Poco dopo, il ladro è stato raggiunto e bloccato, mentre tentava la fuga. Durante l’inseguimento si era disfatto dello zaino, che è stato però recuperato e restituito alla legittima proprietaria.

Per l’uomo è scattato l’arresto con l’accusa di furto aggravato.

Casavatore, Domenico Panella è il nuovo reggente del Pd

Casavatore –  Dopo il brillante risultato delle elezioni amministrative che ha decretato il Partito Democratico quale primo partito a Casavatore, e perno fondamentale nella costruzione della coalizione e nella scelta del neo Sindaco di Casavatore, l’avvoccato Fabrizio Celaj, il segretario del Partito, l’ingegnere Gianluca Annunziata, essendo stato nominato Assessore della neo Giunta Municipale ha ritenuto, con grande senso di responsabilità e di sensibilità politica rassegnare le proprie dimissioni da Segretario del partito, non potendo ricoprire il doppio ruolo, anche in considerazione dell’imminente congresso sezionale.

Dopo le dimissioni del Segretario l’assemblea degli iscritti, all’unanimità, ha ritenuto affidare la reggenza al Geometra Domenico Panella, figura storica di democratici a Casavatore, strenuo sostenitore da sempre dei valori e delle idee a cui si ispira il PD, una forza progressista e riformatrice.

Il neo reggente Geometra Domenico Panella sarà coadiuvato dall’attuale direttivo ed in particolare da un’altra figura storica il sig Vincenzo Corbingi, in attesa di accompagnare il Partito verso la celebrazione del congresso sezionale.

No alla plastica sui monti. Ma il Cai difende le ‘marmottone’ colorate

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Bologna – In montagna, sui sentieri, capita spesso di avvistare le marmotte: si fanno notare con il fischio che lancia l’allarme per la presenza di ‘intrusi’ nei loro territori; poi, aguzzando la vista o magari con il binocolo, si possono da lontano vicino alle loro tane.

Ma da qualche giorno, tra Piemonte e Valle d’Aosta ci sono alcune marmotte molto, molto visibili: sono grandi, coloratissime e stanno ritte in piedi a due passi da alcuni rifugi. Le si possono ammirare da vicino: sono infatti opere d’arte.

Le ha realizzate (23 esemplari) Cracking Art in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali della Valle d’Aosta Efisio Noussan: alte un metro e 25 e dai colori vividi, “perché l’intento non è quello di realizzare copie della natura ma di creare un bestiario fantastico che sia rappresentativo del nostro tempo, prediligendo forme e colori che diano emozione e stimolino l’empatia”, spiegano da Cracking art.

E c’è chi ha pensato di portarle sui rifugi: al Coda e Rivetti nel Biellese, al Quintino Sella e al Vittorio Sella in Valle d’Aosta. Ma non a tutti sono piaciute: è la plastica che invade i monti, è stato obiettato.

Le marmottone sono di plastica rigenerata

Polemiche che sorprendono il presidente del Cai di Biella, Andrea Formagnana: e non tanto per le opinioni diverse, “ben venga il confronto”, quanto per “la superficialità di certe critiche. C’è chi ha parlato di plastica abbandonata, chi ha tirato in ballo la ‘contaminazione’ della montagna…

Vorrei chiarire una volta per tutte: non stiamo lasciando rifiuti in vetta. Le opere della Cracking Art sono realizzate con plastica rigenerata, collocate solo nelle immediate vicinanze dei rifugi -aree già antropizzate- o al loro interno. E soprattutto fanno parte di un’economia circolare: quando si deteriorano, vengono (portate a valle, ndr) rifuse e danno vita a nuove opere. Nulla viene sprecato”.

Una vecchia leggenda

L’idea di portare le marmottone colorate in montagna “nasce da un ritrovamento straordinario: nel 2024, dal ghiacciaio del Lyskamm (Monte Rosa) è emersa una marmotta conservata da oltre 6.000 anni. Una creatura che viene da un altro tempo e che oggi sembra volerci dire qualcosa.

n quel momento ho pensato: e se fosse una viaggiatrice del tempo? Un’alleata venuta a ricordarci l’urgenza di affrontare i cambiamenti climatici?”, racconta Formagnana. “La suggestione della marmotta- continua- mi ha riportato alla mente la leggenda del Regno di Fanes, uno dei miti fondativi dei popoli ladini. Narra di un antico popolo alpino in alleanza con le marmotte, simbolo di umiltà e socialità.

Quando i Fanes tradirono quell’alleanza per seguire un re arrogante, conobbero la rovina. Ma le marmotte salvarono i superstiti, nascondendoli nelle loro tane. Ancora oggi si dice che la notte del solstizio d’estate, la regina di Fanes attenda su una barca il ritorno del tempo della pace.

È una storia di alleanza spezzata e da ricostruire, proprio come oggi dobbiamo ricostruire il nostro rapporto con la natura”. E allora Formagnana ha voluto provare un “linguaggio nuovo per parlare di questi temi. E la Cracking Art, con i suoi animali colorati, ironici ma profondissimi nel messaggio, è perfetta. Poi, coincidenza, anche loro erano stati ispirati dal ritrovamento del Lyskamm e avevano realizzato le marmotte”.

Qualche mese fa c’è stata “una bellissima installazione al castello di Saint Pierre”. Da lì è nata la collaborazione per portare la ‘marmotta del tempo’ nei rifugi, nell’ambito del progetto “Soul of the Mountain”, iniziativa che coniuga cultura, ambiente, musica e spiritualità alpina”.

Eccole quindi nei rifugi Coda e Rivetti nel Biellese, al Vittorio Sella e al Quintino Sella in Valle d’Aosta. “E con i giovani talenti dell’Oropa Music Festival portiamo la grande musica classica”. Peraltro il rifugio Biella nelle Dolomiti sorge proprio nella conca dove, secondo la leggenda, nacque il Regno di Fanes. “È come se un filo invisibile unisse tutto: la storia, la montagna, le marmotte, il nostro presente”.

La marmotta come simbolo di speranza

Cosa risponde a chi dice che così si “snatura” la montagna?
“Che la montagna europea, come la conosciamo, è frutto di un’antichissima alleanza tra uomo e natura. I pascoli, i terrazzamenti, i boschi curati: tutto questo è opera dell’uomo. La vera wilderness esiste solo dalle quote glaciali.

Oggi più che mai la montagna ha bisogno dell’uomo: per prevenire gli incendi, gestire i versanti, mantenere la biodiversità. E l’uomo ha bisogno della montagna: per l’acqua, l’aria, il silenzio. Le marmotte della Cracking Art rappresentano questa nuova alleanza, questa nuova consapevolezza”, risponde Formagnana .

E poi “le opere parlano di rinascita, collaborazione e sostenibilità. La marmotta emerge dal letargo con la primavera: è un simbolo di speranza. Vive in colonia: ci insegna la forza della comunità. E la figura della ‘sentinella’-quella che veglia sul gruppo- è la nostra immagine di responsabilità.

Ecco, vorremmo che tutti ci sentissimo un po’ sentinelle della montagna”. E quanto alle critiche sull’uso della plastica, la Cracking Art “nasce proprio per riflettere sul paradosso della plastica” e “rigenerare la plastica per farne arte significa togliere inquinamento e trasformarlo in messaggio.

Le opere stesse entrano in un ciclo virtuoso: quando si deteriorano, vengono rifuse e ricreate, in un perfetto esempio di economia circolare. E poi, diciamolo: la plastica, se usata bene, ha rivoluzionato la medicina, l’igiene, la conservazione del cibo. Non si tratta di demonizzarla, ma di imparare a usarla con intelligenza. E noi lo abbiamo fatto”.

Più attenzione alla sostenibilità

Peraltro, fa notare il presidente del Cai di Biella la plastica è nei “capi tecnici che indossiamo in montagna: alcuni, durante il lavaggio, rilasciano micro o nanoplastiche che finiscono nei fiumi e nella catena alimentare. Occorre più attenzione e più cultura ambientale.

E le alternative esistono: nel Biellese, ad esempio, ci sono aziende pioniere che realizzano abbigliamento tecnico performante usando lana e fibre naturali, nel rispetto dell’ambiente. La consapevolezza si esercita anche nei piccoli gesti: quando facciamo la spesa, quando scegliamo cosa indossare, quando decidiamo come e dove acquistare. La sostenibilità comincia dalla nostra quotidianità”.

Infine, ma perché mettere una marmotta colorata accanto al busto di Quintino Sella? “Perché anche Quintino, fondatore del Cai, sapeva guardare lontano. In una lettera ai colleghi senatori scrisse dell’importanza di portare il telegrafo anche nei villaggi più remoti delle montagne.

Credeva nella capacità dell’uomo di usare l’intelligenza per trovare soluzioni, correggere gli errori e convivere con le sfide. Ecco perché ho voluto quella foto: la marmotta della Cracking Art e il busto di Sella, uno di fronte all’altra. Come a dire: il futuro si costruisce anche così, con l’immaginazione, la scienza, la cultura e il rispetto”. Postilla: le marmottone non sono costate nulla al Cai Biella, “grazie alla generosa disponibilità del collettivo Cracking Art”. “Non sarà una marmotta a salvare il mondo. Ma forse ci aiuterà a ricordare che è tempo di cambiare passo”, conclude Formagnana.

Torre Annunziata, maxi operazione contro gli abusi: liberati oltre 3mila mq di spiaggia

Una stretta senza precedenti contro l’illegalità sulle spiagge del Golfo di Napoli. Torre Annunziata torna a respirare legalità dopo l’operazione messa in campo dalla Procura oplontina, che – in sinergia con la Procura generale di Napoli – ha avviato una vasta indagine sulle occupazioni abusive del demanio marittimo e gli scarichi irregolari in mare. L’attività ha coinvolto un’ampia fetta della costa vesuviana e sorrentina, da Torre del Greco a Massa Lubrense, passando per Castellammare, Pozzano e Sorrento.

A guidare l’intervento, un fronte compatto di forze: Capitanerie di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Metropolitana, Commissariati e tecnici dell’Arpac. Il risultato? Una vera e propria bonifica: oltre 3mila metri quadrati di arenile sono stati sgomberati tra Torre Annunziata e gli altri comuni coinvolti. Rimosse strutture improvvisate e totalmente fuorilegge, come passerelle in metallo e legno, corrimano, lettini, ombrelloni, basi, gavitelli e capannoni.

In mare, invece, sono stati tagliati 25 ormeggi abusivi e liberati 13.300 mq di specchio acqueo: una fetta enorme di mare “sequestrata” da gestioni illecite, ora restituita alla collettività. A Torre del Greco, in particolare, sono stati sequestrati un capannone di circa 200 mq e decine di attrezzature da spiaggia utilizzate per l’occupazione abusiva.

Il blitz, ancora in corso, non è solo un’azione repressiva ma un messaggio chiaro: il litorale non può essere terra di conquista per chi ignora regole e ambiente. L’intervento rappresenta un cambio di passo per la tutela del patrimonio marino, paesaggistico e pubblico, in un territorio troppo spesso ostaggio di incuria e furbizia. Le autorità promettono controlli continui e tolleranza zero. E per chi ha sempre fatto del proprio ombrellone un diritto acquisito, è finita la pacchia.