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Ischia, anziana sventa la truffa ma è colta da malore: arrestato un 23enne, è la sua undicesima volta

Ischia – Un’altra vittima scampata, un altro arresto, ma la piaga delle truffe agli anziani non accenna a diminuire. I Carabinieri di Ischia hanno bloccato un 23enne di Secondigliano, già noto alle cronache per ben dieci precedenti specifici.

La sua tattica, consolidata e violenta psicologicamente, è quella del “finto maresciallo”, un copione che si ripete senza sosta.

La vicenda si è svolta nel pomeriggio, intorno alle 14:30, un orario non casuale. È proprio nelle ore più calde, quando gli anziani sono in casa per ripararsi dal sole, che i truffatori tentano il colpo.

La vittima, una donna di 67 anni residente a Forio, ha vissuto un’esperienza traumatica. Il “maresciallo”, spacciandosi per un’autorità, era riuscito a convincere il marito 73enne ad uscire di casa per andare in caserma. Nel frattempo, la donna avrebbe dovuto preparare denaro e gioielli, in attesa di un fantomatico agente incaricato di fotografarli.

Il complice si è presentato subito dopo, ma in un attimo di lucidità la 67enne ha capito l’inganno. Stringendo al petto un panno con i suoi preziosi, ha resistito, costringendo il giovane truffatore a fuggire.

L’anziana, nonostante la prontezza d’animo, è stata colta da un forte stato di ansia e paura. Trasferita in ospedale, le è stata riscontrata una prognosi di 8 giorni per uno “stato ansioso non specificato”, ipertensione e lievi contusioni dovute alla concitazione del momento.

L’ombra delle organizzazioni criminali e l’importanza della prevenzione

I Carabinieri hanno setacciato la zona e, dopo circa mezz’ora, hanno individuato e fermato il 23enne nell’area imbarchi degli aliscafi. La sua identificazione è stata rapida, grazie alla descrizione fornita dalla vittima.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno fatto una scoperta agghiacciante: nel suo smartphone, due screenshot. Il primo era un articolo di giornale sull’arresto di un altro giovane truffatore, avvenuto sull’isola solo pochi giorni prima. Il secondo era la mappa di Google Maps del centro di Forio.

Elementi che confermano l’esistenza di una rete criminale organizzata, dove i “soldati” agiscono con lucida premeditazione.

È un problema che va oltre la singola truffa. Il fatto che un 23enne abbia già dieci precedenti specifici dimostra la facilità con cui i giovani, spesso provenienti da aree sociali difficili, vengono reclutati da organizzazioni criminali specializzate. Questi gruppi agiscono con tecniche sempre più raffinate, sfruttando la vulnerabilità e la solitudine degli anziani.

Ma c’è anche un barlume di speranza. L’anziana ha dichiarato ai Carabinieridi aver capito il raggiro proprio grazie alle campagne di prevenzione.

Questo sottolinea l’importanza cruciale di sensibilizzare la popolazione, fornendo gli strumenti necessari per riconoscere e neutralizzare queste truffe. La lotta contro questo fenomeno non può limitarsi solo all’azione repressiva, ma deve investire anche nell’educazione e nella prevenzione.

Ponticelli, scarcerato Omar Marino: il clan De Micco-De Martino rialza la testa

Ponticelli torna a far sentire la propria presenza il clan De Micco-De Martino. A far scattare l’allarme tra gli investigatori è stata la recente scarcerazione di Omar Marino, 50 anni, figura di primo piano dell’organizzazione criminale nota come il clan dei “Bodo”.

Un ritorno che ha già innescato tensioni e timori nel quartiere e tra gli ambienti della criminalità organizzata locale.

Marino, considerato uno dei capipiazza più influenti della cosca, è tornato in libertà la scorsa settimana grazie a un colpo di scena giudiziario. La sesta sezione penale della Corte d’appello di Napoli ha accolto l’istanza del suo difensore, l’avvocato Luca Gili, riconoscendo il vincolo della continuazione tra i reati per i quali era stato condannato con sentenze definitive.

La pena complessiva è stata così rideterminata in 10 anni e 8 mesi, già integralmente scontata grazie anche al cosiddetto “presofferto”. Marino è quindi uscito di prigione in anticipo rispetto alla scadenza originaria della condanna.

La sua scarcerazione potrebbe rappresentare un punto di svolta per il clan, già provato da una serie di arresti che ne avevano disarticolato la struttura. Secondo fonti investigative, la presenza di Marino sul territorio avrebbe già dato impulso a una nuova stagione del racket.

Diverse segnalazioni parlano di un aumento delle richieste estorsive rivolte ai gestori delle piazze di spaccio sotto il controllo dei De Micco-De Martino. “È aumentato tutto, e quindi aumenta anche quello che ci dovete pagare per lavorare per noi”, sarebbe il messaggio intimidatorio rivolto a pusher e referenti del narcotraffico.

Chi si rifiuta di pagare rischia grosso: le minacce, raccontano alcune fonti, arrivano fin dentro le abitazioni, alimentando un clima di terrore che ricorda i periodi più bui della faida tra clan rivali.

Omar Marino non è un nome nuovo per le forze dell’ordine. La sua fedeltà al clan De Micco è documentata da decenni di attività criminale. Emblematico uno degli episodi più gravi che lo vide protagonista: il sequestro di Massimo Clemente, avvenuto oltre dieci anni fa.

Omar Marino protagonista del sequestro di Massimo Clemente

Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Marino, insieme al complice Ciro Cirelli, costrinse Clemente a salire su un’auto e lo tenne segregato per oltre un’ora in un garage, allo scopo di estorcere denaro al fratello Salvatore, gestore di una piazza di spaccio nel Parco Conocal. Una rappresaglia pianificata anche per colpire il clan rivale D’Amico, noto come i “Fraulella”, allora egemone proprio nell’area del Conocal.

Nonostante la vittima non avesse sporto denuncia, l’indagine fu portata avanti grazie a intercettazioni e indizi raccolti dalla polizia del commissariato Ponticelli. Il sequestro emerse nel contesto di un’altra indagine su estorsioni ai danni degli spacciatori del gruppo avversario.

Alla fine, furono gli stessi fratelli Clemente, incalzati dagli investigatori, ad ammettere i fatti, pur senza fare nomi. Fu la polizia a identificare i responsabili e a fornire alla DDA gli elementi necessari per l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. Marino e Cirelli vennero condannati in appello a 7 anni e 4 mesi.

Il passato criminale di Marino è costellato di episodi violenti. Il più eclatante risale al 24 febbraio 2008, quando fece irruzione all’ospedale Villa Betania e sparò a un infermiere, colpevole – secondo lui – di aver intrattenuto una relazione con la sorella.

Oggi il suo ritorno a Ponticelli potrebbe segnare una nuova fase nella riorganizzazione del clan De Micco-De Martino. Una fase segnata da minacce, estorsioni e nuove tensioni nei fragili equilibri criminali dell’area orientale di Napoli. Gli investigatori sono in allerta: il rischio che il clan torni a occupare un ruolo centrale nello scenario camorristico cittadino è più che concreto.

Oroscopo del 5 agosto 2025 segno per segno

Oggi, 5 agosto 2025, i pianeti ci regalano energie contrastanti: Mercurio in Vergine favorisce la chiarezza mentale, mentre Marte in Gemelli ci spinge a essere più dinamici e comunicativi. Venere in Leone accende la passione, ma attenzione a Satrone in Pesci, che potrebbe portare un po’ di confusione emotiva.

Ecco le previsioni segno per segno, con focus su amore, lavoro, salute e finanze, più il consiglio astrologico della giornata!


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

🔹 Amore: Giornata romantica, specialmente per chi è in coppia. Se single, potresti incontrare qualcuno interessante in un contesto sociale.
🔹 Lavoro: Ottimo per prendere iniziative, ma evita scontri con i colleghi.
🔹 Salute: Attenzione allo stress: fai una pausa rigenerante.
🔹 Finanze: Possibili spese improvvise, ma anche un piccolo guadagno inaspettato.
💡 Consiglio: Non bruciare le tappe, pianifica con calma.

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

🔹 Amore: Momento di dolcezza e complicità. Se in crisi, cerca un dialogo sincero.
🔹 Lavoro: Giornata produttiva, ma potresti sentirti sottovalutato.
🔹 Salute: Attenzione alla digestione, meglio pasti leggeri.
🔹 Finanze: Evita investimenti rischiosi, meglio risparmiare.
💡 Consiglio: Ascolta il tuo intuito, non solo la ragione.

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

🔹 Amore: Sei particolarmente affascinante oggi, ma attento ai malintesi.
🔹 Lavoro: Idee brillanti, ma potresti distrarti facilmente.
🔹 Salute: Troppa energia mentale, cerca di rilassarti.
🔹 Finanze: Piccoli guadagni grazie alla tua comunicazione persuasiva.
💡 Consiglio: Concentrati su una cosa alla volta.

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano, potresti sentirti vulnerabile.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fortunate, ma attento alle critiche.
🔹 Salute: Stanchezza emotiva, concediti un po’ di riposo.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi sperperi.
💡 Consiglio: Proteggi il tuo cuore, ma non chiuderti troppo.

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

🔹 Amore: Giornata magnetica! Se single, potresti fare un incontro importante.
🔹 Lavoro: Leadership al top, ma non essere troppo autoritario.
🔹 Salute: Energia alta, ma attento al sovraccarico.
🔹 Finanze: Possibilità di un aumento o bonus.
💡 Consiglio: Brilla, ma lascia spazio anche agli altri.

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

🔹 Amore: Sei razionale, ma oggi lascia spazio al cuore.
🔹 Lavoro: Ottimo per organizzare e sistemare progetti in sospeso.
🔹 Salute: Attenzione alla postura e alla schiena.
🔹 Finanze: Risparmi intelligenti, ma non essere troppo frugale.
💡 Consiglio: Perfezione sì, ma senza ossessioni.

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

🔹 Amore: Armonia in coppia, ma attento a discussioni banali.
🔹 Lavoro: Decisioni importanti? Chiedi un secondo parere.
🔹 Salute: Equilibrio mentale fondamentale, fai meditazione.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi lussi.
💡 Consiglio: Cerca il giusto mezzo in tutto.

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

🔹 Amore: Passione intensa, ma attento a gelosie.
🔹 Lavoro: Strategie vincenti, ma occhio ai competitor.
🔹 Salute: Controlla lo stress, potresti accumulare tensioni.
🔹 Finanze: Possibilità di guadagni inaspettati.
💡 Consiglio: Usa la tua forza, ma senza manipolare.

♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

🔹 Amore: Avventura e libertà, ma chi è in coppia deve evitare distrazioni.
🔹 Lavoro: Idee innovative, ma cerca di essere realistico.
🔹 Salute: Troppa irrequietezza, cerca di calmarti.
🔹 Finanze: Viaggi o spese culturali, ma senza esagerare.
💡 Consiglio: Sii ottimista, ma con i piedi per terra.

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

🔹 Amore: Sei serio, ma oggi concediti un po’ di dolcezza.
🔹 Lavoro: Progressi concreti, ma non lavorare troppo.
🔹 Salute: Attenzione alle articolazioni.
🔹 Finanze: Investimenti a lungo termine promettenti.
💡 Consiglio: Lavora sì, ma goditi anche la vita.

♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

🔹 Amore: Originalità e libertà, ma chi è in coppia deve essere più presente.
🔹 Lavoro: Progetti futuristici, ma occhio ai dettagli.
🔹 Salute: Troppa tensione mentale, stacca un po’.
🔹 Finanze: Qualche rischio può valere la pena.
💡 Consiglio: Sii te stesso, ma ascolta anche gli altri.

♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

🔹 Amore: Sogni d’amore, ma attento alle illusioni.
🔹 Lavoro: Creatività al top, ma non perderti nei dettagli.
🔹 Salute: Attenzione a mal di testa o stanchezza emotiva.
🔹 Finanze: Situazione incerta, meglio aspettare.
💡 Consiglio: Segui l’intuizione, ma resta concreto.


Oggi è una giornata in cui l’equilibrio tra cuore e ragione sarà fondamentale. Venere in Leone ci spinge a cercare amore e passione, mentre Saturno in Pesci ci ricorda di non perderci in fantasie. Mercurio in Vergine aiuta a essere pragmatici, specialmente nel lavoro e nelle finanze.

📌 Il consiglio universale: Sii audace, ma non impulsivo. Cogli le opportunità, ma con saggezza. La Luna in Bilancia stasera ci invita a cercare armonia nelle relazioni: è il momento perfetto per chiarire malintesi o confessare i propri sentimenti.

Che la stella del destino sia con te oggi!

Cicalone torna a Napoli e mostra quello che molti fingono di non vedere: degrado, tossicodipendenza e silenzio istituzionale

NAPOLI – Cicalone, il noto videomaker romano che ha fatto della denuncia sociale un marchio di fabbrica, è tornato a Napoli. E ancora una volta ha messo il dito nella piaga, in quel ventre molle della città che tanti preferiscono ignorare.

Forse perché non è napoletano, forse perché è abituato a dire le cose come stanno anche quando riguardano Roma – la sua città – Cicalone ha avuto il coraggio di raccontare una Napoli che molti napoletani stessi rimuovono o minimizzano.

In un nuovo video reportage pubblicato sui suoi canali, Cicalone cammina per le strade del centro storico, in pieno patrimonio UNESCO, tra cumuli di rifiuti, materassi abbandonati, tossicodipendenti in pieno giorno e una generale sensazione di abbandono. Non è una provocazione gratuita, non è odio verso Napoli: è un grido d’allarme. E non è nemmeno la prima volta. Solo poco tempo fa lo stesso Cicalone è stato aggredito proprio a Napoli, vittima di una tentata rapina finita a botte. Un episodio che avrebbe potuto scoraggiare chiunque. Ma lui è tornato. E ha documentato ancora.

Il video mostra scene che dovrebbero far indignare chiunque: persone completamente allo sbando, buttate per strada in condizioni pietose, senza che nessuno – né comune, né servizi sociali, né forze dell’ordine – sembri muovere un dito. Piazza Garibaldi, Via Foria, e perfino alcuni angoli dei Decumani sembrano più set di un film post-apocalittico che zone pedonali di una città d’arte.

Il paradosso è servito: la città della cultura, delle università, dei turisti a frotte, si trasforma al calar del sole (e a volte anche prima) in un palcoscenico di degrado che nessuna retorica sull’“anima di Napoli” può giustificare.

Cicalone non fa sconti. E perché dovrebbe? Lo fa anche con Roma, dove da anni denuncia lo stato pietoso delle periferie. Ma quando tocca Napoli, si alza puntuale l’indignazione finto-moralista di chi grida al razzismo, all’offesa, alla lesa maestà partenopea. Come se dire la verità, raccontare il degrado, fosse un affronto alla città e non un dovere morale.

Il problema non sono i video di Cicalone. Il problema è che quello che documenta è reale. E lo sanno bene i cittadini che ci vivono, costretti a convivere con sporcizia, topi, urina, feci, aggressioni e paura. Non è odio verso Napoli. È amore per la verità. Ed è proprio l’amore, quello vero, che pretende giustizia, decoro e riscatto, non silenzi e scuse.

Napoli non è solo questo, certo. Ma questo *è anche* Napoli. E finché si continuerà a voltarsi dall’altra parte, chi ha il coraggio di guardare e raccontare, come Cicalone, farà sempre più rumore. E forse è proprio quello che serve.

Fonte

Tragedia in autostrada, la verità dalle telecamere e dai testimoni

Sarà l’analisi delle immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte sul posto a chiarire le cause del tragico incidente avvenuto questa mattina sull’autostrada A1, nel tratto compreso tra i caselli di Arezzo e Valdarno, all’altezza di Levanella, in direzione nord.

Uno schianto violentissimo che ha coinvolto un’ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini, finita schiacciata tra due mezzi pesanti. Il bilancio è drammatico: tre persone sono morte e altre quindici sono rimaste ferite.

L’incidente si è verificato intorno alle 11:30, paralizzando di fatto il traffico autostradale per ore. L’ambulanza, impegnata in un trasferimento sanitario dall’ospedale San Donato di Arezzo alla Gruccia, procedeva lentamente in coda, probabilmente a causa del traffico intenso, quando è stata tamponata con estrema violenza da un autoarticolato. L’impatto ha spinto il mezzo sanitario contro un tir che la precedeva, schiacciandolo completamente.

A bordo dell’ambulanza viaggiavano due operatori sanitari e un paziente: Gianni Trappolini, 56 anni, Giulia Santoni, 23, e Franco Lovari, 75enne pensionato. Tutti residenti in Valdarno. Per loro, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: sono morti sul colpo.

I soccorsi sono stati tempestivi e imponenti. Sul posto sono intervenute numerose ambulanze del 118, squadre dei vigili del fuoco provenienti da Arezzo, Firenze, Valdarno e anche una decina di uomini da Torino, di rientro da Roma dove avevano prestato servizio al Giubileo dei Giovani. Presenti anche la Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia.

La carreggiata nord, in direzione Milano, è rimasta chiusa per circa otto ore per consentire i soccorsi, la rimozione dei mezzi coinvolti e i rilievi tecnici. In direzione sud, invece, la circolazione è ripresa intorno alle 15:30.

Le conseguenze sulla viabilità sono state pesantissime: chilometri di coda in entrambe le direzioni e traffico deviato sulla viabilità ordinaria, con pesanti ripercussioni anche nel Valdarno e nel Senese.

Oltre all’ambulanza e ai due tir, sono rimasti coinvolti anche tre auto (una con roulotte al seguito) e un autobus, quest’ultimo in modo marginale. Tra i feriti, uno è in condizioni gravi: si tratta dell’autista 57enne del tir che ha tamponato l’ambulanza, trasportato in codice rosso con l’elisoccorso al policlinico di Careggi, a Firenze. Altri quattro feriti sono in codice giallo e dieci in codice verde.

Le cause dello schianto sono ora al vaglio della Polizia Stradale, che ha acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza e sta ascoltando i testimoni. Il conducente dell’autoarticolato sarà sottoposto ai test alcolemici e tossicologici, come da prassi. Verranno inoltre esaminate le scatole nere dei mezzi pesanti coinvolti per ricostruire con precisione dinamica e responsabilità.

Sconvolti i soccorritori del 118 e tutto il personale sanitario. Simone Nocentini, responsabile del 118 di Arezzo, non ha trattenuto le lacrime: “Una tragedia mai vista in tanti anni”. Un plauso al lavoro svolto è arrivato anche da Luca Pancioni, disaster manager dell’ospedale San Donato, che ha ringraziato vigili del fuoco e operatori intervenuti, riservando parole di apprezzamento per il dirigente della Polstrada di Arezzo, Saverio Cialdea: “Un lavoro incredibile, sia dal punto di vista operativo che umano”.

Secondo le prime ipotesi, all’origine del tamponamento ci potrebbe essere una distrazione, un colpo di sonno, un malore del conducente del tir o un guasto tecnico. Nelle prossime ore verrà disposta l’autopsia sui corpi delle vittime.

Quello di oggi è il secondo incidente mortale in pochi giorni lungo la rete autostradale toscana. Lo scorso 15 luglio, nella galleria di base a Barberino del Mugello, cinque persone – tra cui una bambina di quattro anni – persero la vita dopo che la loro Fiat Panda, ferma in corsia per un guasto, fu travolta da un camion.

Minorenni stranieri usati come pusher nel cuore di Napoli: arrestato 14enne dominicano

Napoli– Un ragazzino di appena 14 anni, di origine dominicana, è stato arrestato ieri pomeriggio a Piazza Carlo III per spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale.

Il minore, sorpreso con metanfetamina e marijuana, è l’ennesima conferma di una deriva preoccupante: sempre più spesso, le piazze dello spaccio nel centro storico sono affidate a giovanissimi stranieri, trasformati in pusher itineranti.

I controlli straordinari disposti dalla Questura di Napoli hanno portato gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico a monitorare l’area tra Piazza Carlo III e Piazza Santa Maria la Fede, dove il 14enne è stato notato mentre si allontanava in modo sospetto alla vista della pattuglia.

Fermato per un controllo, il minore ha reagito con violenza, innescando una colluttazione con i poliziotti. Una volta bloccato, la perquisizione ha confermato i sospetti: tre involucri di metanfetamina (la cosiddetta “cocaina rosa”), un quarto contenente marijuana e 17 euro in contanti, presumibilmente frutto dell’attività di spaccio, nascosti in un calzino.

Cresce la presenza di pusher stranieri minorenni nel centro storico

L’episodio conferma una tendenza già nota alle forze dell’ordine: una buona parte delle piazze di spaccio del centro storico – da Forcella al Borgo Sant’Antonio, da Porta Capuana fino a Piazza Carlo III – è finita in mano a baby-pusher reclutati tra i minori stranieri, spesso non accompagnati o comunque provenienti da contesti familiari fragili.

«C’è un ricambio continuo e organizzato – spiega una fonte investigativa – e i minori sono impiegati perché difficilmente imputabili come adulti. Il fenomeno, però, non ha nulla di improvvisato: dietro ci sono regie consolidate».

Contrabbando di sigarette a Chiaiano: arrestato 59enne con 19 kg di tabacco illegale

Napoli– Un’operazione della Polizia di Stato nel quartiere di Chiaiano ha portato all’arresto di un 59enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’uomo è stato colto in flagrante mentre trasportava un ingente quantitativo di tabacchi lavorati esteri, destinati al mercato nero.

L’arresto è avvenuto ieri pomeriggio in via G. A. Campano, durante un servizio di controllo del territorio degli agenti del Commissariato di Chiaiano. Insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, i poliziotti hanno deciso di fermare e perquisire la sua auto. All’interno del veicolo, la scoperta: due scatoloni pieni di sigarette di contrabbando.

Il carico consisteva in 960 pacchetti di tabacchi esteri, per un peso complessivo di circa 19 chilogrammi. Un quantitativo che testimonia un’attività di contrabbando ben organizzata, volta a eludere i controlli fiscali e a rifornire il mercato illegale.

L’uomo è stato immediatamente arrestato e dovrà rispondere dell’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. L’operazione sottolinea il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrastare una delle attività illecite più diffuse, che danneggia l’economia legale e alimenta la criminalità.

Napoli, furto di cellulari in Villa Comunale: arrestato 28enne tunisino

Napoli – Colto in fuga dopo aver rubato due telefoni cellulari all’interno della Villa Comunale, un uomo di 28 anni, di nazionalità tunisina, è stato arrestato dalla Polizia di Stato per furto aggravato. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di sabato.

Il sospetto, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine, è stato notato da un passante mentre correva via da via Acton. Dopo un breve inseguimento, gli agenti lo hanno bloccato all’interno della Galleria Acton.

Durante il controllo, gli operatori hanno rinvenuto nello zaino dell’uomo quattro smartphone, due dei quali erano stati appena sottratti a una coppia di giovani nella vicina Villa Comunale.

I telefoni sono stati restituiti ai legittimi proprietari, mentre per gli altri due dispositivi, di cui il 28enne non ha saputo giustificare il possesso, è scattata una denuncia per ricettazione.

L’arresto è stato convalidato e sono in corso ulteriori accertamenti per risalire all’eventuale provenienza illecita degli altri telefoni.

Napoli, abbonamenti esauriti: il 98% di conferme tra i tifosi

Napoli – La passione per il Napoli non conosce sosta: la campagna abbonamenti per la stagione 2025/26 si è chiusa oggi con un successo straordinario. Tutti gli abbonamenti disponibili per lo Stadio Diego Armando Maradona sono stati venduti, con un impressionante 98% di conferme tra i tifosi che hanno esercitato il diritto di prelazione, rinnovando la tessera della passata stagione.

Il restante 2% di posti, messo in vendita libera, è stato polverizzato in pochi minuti nella mattinata di oggi.Il club partenopeo ha annunciato la vendita di oltre 24.000 abbonamenti, un numero che copre meno della metà della capienza totale dello stadio, pari a circa 50.000 posti.

I restanti biglietti per le partite casalinghe saranno messi in vendita singolarmente, partita per partita. Nei prossimi giorni, il Napoli comunicherà le modalità di acquisto per la prima gara interna della stagione contro il Cagliari, in programma il 30 agosto.“Un grazie di cuore alle decine di migliaia di tifosi che hanno provato a sottoscrivere un abbonamento”, si legge in una nota ufficiale del club.

“La decisione di limitare il numero di abbonamenti, adottata da tre stagioni, nasce dalla volontà di garantire a più sostenitori possibile l’opportunità di vivere le emozioni delle partite al Maradona”. Il club ha poi rinnovato l’invito a tutti i tifosi per la prossima stagione, che vedrà il Napoli impegnato anche in Champions League, con il sorteggio previsto per il 28 agosto.

Il tutto esaurito degli abbonamenti conferma l’attaccamento viscerale della tifoseria azzurra, pronta a sostenere la squadra di Antonio Conte in ogni sfida. Tuttavia, la scelta di contingentare gli abbonamenti, pur garantendo maggiore rotazione tra i tifosi, potrebbe generare qualche malumore tra chi non è riuscito ad assicurarsi un posto fisso.

La gestione della vendita dei biglietti singoli sarà cruciale per soddisfare la domanda e mantenere alto l’entusiasmo.Con il Maradona pronto a trasformarsi nuovamente in un fortino azzurro, il Napoli si prepara a una stagione di grandi ambizioni, supportato da una città che vive il calcio come una vera e propria fede.

Falsi preti celebrano matrimoni e sacramenti: l’allerta del vescovo di Nola

Nola – Celebravano matrimoni, battesimi, funerali, dispensavano unzioni e benedizioni, ma non erano sacerdoti legittimamente ordinati. A lanciare l’allarme è stato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha emesso una nota ufficiale per mettere in guardia le comunità parrocchiali della diocesi dalla presenza e dall’attività di falsi preti operativi sul territorio.

Il provvedimento arriva dopo i comunicati diffusi dalla Curia Arcivescovile di Napoli, cui il vescovo ha dichiarato di aderire «integralmente». Nella sua comunicazione, pubblicata sul sito della diocesi di Nola, mons. Marino fa nomi e cognomi: Francesco Balzano, Salvatore Mauriello, Antonio Moretti e Gennaro Vitiello. Tutti sono stati segnalati per l’illegittimo esercizio del ministero sacro.

“Nessun riconoscimento ecclesiastico”

«I suddetti – scrive il vescovo – non sono sacerdoti della Chiesa cattolica legittimamente ordinati e pertanto dispongo che non sia dato ad essi alcun riconoscimento diretto o indiretto di carattere ecclesiastico nell’ambito delle nostre comunità».

Un invito chiaro e fermo rivolto anche ai fedeli: non partecipare a nessuna celebrazione da loro presieduta, partecipata o organizzata, siano esse battesimi, matrimoni, funerali, messe o sacramentali come l’unzione degli infermi o benedizioni.

Una “grave mancanza”

Monsignor Marino va oltre il semplice avvertimento e ammonisce i fedeli che una partecipazione consapevole a tali riti sarà considerata «una grave mancanza per la loro vita di fede e per la comunione con la Chiesa cattolica».

La vicenda, che coinvolge più territori dell’area vesuviana e della provincia di Napoli, sta suscitando allarme e sgomento tra le comunità. La Diocesi ha fatto sapere che eventuali celebrazioni svolte da soggetti non autorizzati non hanno valore canonico, con possibili implicazioni anche sul piano civile in caso, ad esempio, di matrimoni non registrati in forma valida.

L’invito, dunque, è a prestare massima attenzione e a segnalare alle autorità ecclesiastiche qualsiasi situazione sospetta.

Morte di Dj Godzi a Ibiza: slitta l’autopsia, necessarie altre indagini 

La famiglia di Michele Noschese, in arte Dj Godzi, dovrà attendere ancora prima di poter dare l’ultimo saluto al proprio caro.

L’autopsia sul corpo del giovane dj, trovato senza vita a Ibiza in circostanze ancora da chiarire, è stata posticipata a data da destinarsi. La Procura di Roma ha infatti disposto ulteriori accertamenti preliminari, rendendo impossibile fissare una data certa per l’esame e, di conseguenza, per i funerali.

A comunicarlo è il padre di Michele, Giuseppe Noschese, attraverso un comunicato stampa che esprime la difficoltà del momento. “Su disposizione del pubblico ministero competente (…) e in considerazione della delicatezza e rilevanza del caso,” si legge nella nota, “è stato disposto di procedere con ulteriori accertamenti tecnici preliminari all’autopsia”. Questa decisione, prosegue il padre, comporterà un “inevitabile prolungamento dei tempi”.

In attesa di comunicazioni ufficiali, la famiglia non può far altro che aspettare. Il padre si è impegnato a fornire aggiornamenti non appena riceverà conferma sulla data dell’autopsia e sul dissequestro della salma. Nel frattempo, ha voluto esprimere la sua “sincera gratitudine” a tutti coloro che si erano resi disponibili per l’organizzazione delle esequie.

Le indagini sul decesso di Dj Godzi proseguono, con l’obiettivo di ricostruire gli ultimi istanti di vita del 31enne e fare piena luce sulle cause della sua morte. La richiesta di ulteriori accertamenti da parte del pubblico ministero sottolinea la complessità del caso e la necessità di non lasciare nulla al caso, prima di giungere a una conclusione definitiva.

Capri, sedicenne ferito dall’elica dopo un tuffo incauto

Un pomeriggio di vacanza si è trasformato in un incubo per un ragazzo di 16 anni, rimasto gravemente ferito dall’elica di un gommone nelle acque di Capri.

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio nella baia di Marina Piccola, vicino alla Grotta Verde, dove il giovane, in gita con la famiglia, ha deciso di tuffarsi dal gommone noleggiato a Napoli mentre il motore era ancora in funzione.

Nel tentativo di risalire a bordo, il sedicenne è finito accidentalmente contro l’elica, riportando un profondo taglio vicino all’orecchio con abbondante perdita di sangue.

Immediato l’allarme: il padre ha chiamato il 118 mentre si dirigevano verso il porto di Marina Grande, e la Guardia Costiera ha coordinato i soccorsi. Dopo le prime cure del personale sanitario sull’isola, il ragazzo è stato trasportato d’urgenza in elicottero verso un centro specializzato per il trattamento delle lesioni complesse.

L’episodio riaccende i riflettori sui rischi legati alla balneazione dalle imbarcazioni, un pericolo spesso sottovalutato dai vacanzieri. Tuffarsi con il motore acceso, manovre avventate o distrazioni possono trasformare un momento di svago in tragedia.

Le autorità marittime ribadiscono l’importanza di spegnere sempre i motori prima di entrare in acqua e di prestare massima attenzione alle eliche, soprattutto con bambini e ragazzi a bordo.

Quello di oggi è un monito che arriva nel cuore dell’estate, quando il mare si popola di imbarcazioni e il confine tra divertimento e rischio può assottigliarsi. Perché la sicurezza in acqua non è mai un dettaglio, ma una priorità che può salvaguardare vite.

West Nile, altri due morti nel Casertano e uno nel Lazio

Roma – Continua a crescere il bilancio delle vittime del virus West Nile in Italia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati tre nuovi decessi, che portano a 13 i morti nel 2025.

Di questi, sette si contano in Campania, cinque nel Lazio e uno in Piemonte. Le ultime due vittime campane sono anziani residenti nel Casertano, mentre il Lazio registra oggi il quinto decesso dall’inizio dell’anno.

A perdere la vita sono stati un 71enne di Casal di Principe, deceduto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Aversa, e un 79enne di Teverola, morto all’ospedale di Frattamaggiore dopo essere stato trasferito da Aversa.

Entrambi avrebbero contratto il virus sul litorale domizio, nella zona di Mondragone, dove si registra una concentrazione significativa di casi, con segnalazioni anche a Baia Domizia e Cellole.

Emergenza zanzare: disinfestazioni mirate e controlli sulle trasfusioni

Il virus West Nile, trasmesso dalla zanzara comune Culex, colpisce soprattutto anziani e soggetti fragili. A confermarlo è Carlo Ferrara, direttore dell’Unità operativa complessa Sanità animale dell’Asl di Caserta: “Serve la collaborazione di tutti: bisogna evitare ristagni d’acqua, usare repellenti, attuare disinfestazioni.

La prevenzione resta l’arma più efficace”.

L’Asl di Caserta ha già disposto un’intensificazione degli interventi di disinfestazione nelle aree più colpite. In parallelo, proseguono le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi, che includono controlli rafforzati su donazioni di sangue e trapianti.

Il virus, infatti, non si trasmette da persona a persona, ma quasi esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette. In rari casi, tuttavia, è possibile il contagio per via ematica.

I numeri della sorveglianza: casi in aumento, ma andamento stabile rispetto agli anni precedenti.

Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 30 luglio, in Italia si contano 89 casi confermati di infezione da West Nile virus nel 2025, quasi il triplo rispetto alla settimana precedente, quando erano 32.

Di questi, 40 hanno assunto forma neuro-invasiva, la più grave: 23 nel Lazio e 10 in Campania, oltre ad altri casi distribuiti tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Complessivamente, il virus è stato riscontrato in 31 province di 10 regioni italiane. Il confronto con gli anni precedenti, tuttavia, invita alla cautela più che all’allarme: 484 casi nel 2024 con 36 morti, 394 casi nel 2023 con 32 vittime, e il picco registrato nel 2022 con 728 casi e 51 decessi.

Domani il ministro Schillaci riferisce in Senato

l ministro della Salute, Orazio Schillaci, interverrà domani in Commissione Affari sociali del Senato per aggiornare il Parlamento sulla diffusione del virus. L’informativa era stata richiesta nei giorni scorsi dal gruppo del Partito Democratico, a seguito dell’aumento dei casi in diverse aree del Paese.

L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che l’attuale andamento è in linea con le tendenze stagionali già osservate, ma richiama le autorità locali e la cittadinanza a non abbassare la guardia, soprattutto in presenza di soggetti a rischio.

Controlli serrati nel Golfo di Napoli: oltre 240 imbarcazioni verificate,

Napoli – Una settimana di controlli intensivi ha interessato il Golfo di Napoli, dove le forze dell’ordine hanno rafforzato la presenza sul mare per contrastare ogni forma di illegalità e tutelare la sicurezza di bagnanti, diportisti e sportivi.

L’operazione interforze è stata decisa in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, e si è svolta nel periodo compreso tra il 28 luglio e il 3 agosto.

In campo, in un’azione congiunta, la Capitaneria di Porto, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Metropolitana, impegnate a pattugliare le acque del litorale partenopeo, sempre più affollate durante il picco della stagione estiva.

I numeri dell’operazione

Nel corso dei controlli sono stati verificati 245 tra natanti e imbarcazioni, di cui 113 sono risultati irregolari e sanzionati, mentre 2 mezzi sono stati sottoposti a sequestro. Le verifiche hanno riguardato anche 398 persone, tra conducenti e passeggeri, con l’elevazione di 61 sanzioni per violazioni al Codice della Navigazione, che comprendono il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, la navigazione in aree interdette o riservate alla balneazione, e altre condotte pericolose.

Inoltre, sono state accertate 3 infrazioni relative all’inidoneità alla guida, all’uso dell’alcol e all’ormeggio abusivo, aspetti che evidenziano ancora una volta la necessità di una vigilanza capillare per scongiurare comportamenti che possono mettere a rischio l’incolumità propria e altrui.

Controlli destinati a proseguire

L’attività straordinaria di controllo non si fermerà: tutte le forze coinvolte hanno annunciato che il presidio delle “vie del mare” continuerà anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai weekend e alle giornate festive, quando il traffico nautico aumenta in maniera esponenziale.

Obiettivo: garantire la sicurezza della navigazione, prevenire incidenti, contrastare ogni forma di abuso e illegalità in mare, dall’uso scorretto delle imbarcazioni alla presenza di natanti non autorizzati nelle aree protette.

Con l’estate ancora nel vivo e migliaia di persone che affollano le coste, l’azione coordinata delle autorità si conferma fondamentale per assicurare un’estate serena nel rispetto delle regole e della sicurezza collettiva.

Escursioni in barca da San Vito Lo Capo: un’esperienza da non perdere

San Vito Lo Capo è uno dei punti di partenza principali per esplorare la costa nord-occidentale della Sicilia in barca. Tra le esperienze più apprezzate ci sono le escursioni in barca alla Riserva dello Zingaro al mattino e i tour al tramonto con aperitivo a bordo. Due momenti diversi della giornata per vivere il mare in modo autentico, rilassato e immersivo.

Escursioni in barca da San Vito Lo Capo alla Riserva dello Zingaro

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è uno dei tratti costieri più intatti della Sicilia. Accessibile solo a piedi o via mare, è un luogo ideale per chi cerca calette tranquille, acque cristalline e una natura ancora incontaminata. Le escursioni in barca da San Vito Lo Capo alla riserva sono tra le attività più richieste, soprattutto nei mesi estivi.

Questi tour in barca da San Vito Lo Capo partono generalmente la mattina, tra le 9:00 e le 10:00. Il percorso costeggia il promontorio che divide San Vito Lo Capo dalla riserva, con soste in alcune delle calette più belle: Cala Tonnarella dell’Uzzo, Cala Marinella, Cala Berretta e Cala del Varo. Ogni caletta ha fondali diversi e paesaggi unici. Durante l’escursione ci si ferma per fare il bagno e per lo snorkeling.

Una delle particolarità di queste escursioni in barca alla Riserva dello Zingaro da San Vito Lo Capo è la possibilità di ammirare scorci non raggiungibili via terra. Le grotte marine, le falesie e i fondali sono accessibili solo dal mare, rendendo il tour in barca una scelta obbligata per chi vuole conoscere davvero la riserva.

Molti operatori offrono barche con gruppi piccoli per garantire una visita più tranquilla. Alcune escursioni includono anche una sosta per un assaggio di prodotti locali a bordo. Frutta fresca, pane cunzato, vino bianco freddo: piccoli dettagli che rendono il tour ancora più piacevole.

Perché scegliere un tour alla riserva dello Zingaro in barca

Scegliere un tour alla Riserva dello Zingaro in barca consente di risparmiare tempo e fatica. L’alternativa via terra prevede un lungo sentiero a piedi, esposto al sole e senza ombra. Il giro in barca, invece, permette di godere della natura restando comodi, con soste mirate nei punti più interessanti.

Inoltre, le escursioni riserva dello Zingaro in barca offrono un punto di vista privilegiato per osservare la costa. Le guide a bordo spesso raccontano curiosità sulla flora, la fauna e la storia di questi luoghi. È un’occasione per apprendere e rilassarsi allo stesso tempo.

Chi ama la fotografia troverà nella luce del mattino il momento perfetto per scattare: l’acqua è limpida, il sole ancora basso e i colori del paesaggio sono più tenui. Questo rende l’esperienza particolarmente indicata anche per famiglie o per chi cerca un’attività tranquilla, lontana dalla confusione.

Aperitivo in barca al tramonto

Dopo una giornata di mare o semplicemente come momento di relax, l’aperitivo in barca al tramonto è un’altra esperienza molto apprezzata a San Vito Lo Capo. Le barche partono nel tardo pomeriggio, tra le 18:30 e le 19:00, quando il sole inizia a scendere verso l’orizzonte. Il percorso è più breve rispetto a quello del mattino, ma altrettanto suggestivo.

Il mare si colora di arancio, il cielo cambia sfumatura minuto dopo minuto e la costa si tinge di luce calda. Tutto questo mentre a bordo viene servito un piccolo aperitivo: vino o prosecco, stuzzichini locali, magari con sottofondo musicale. L’atmosfera è rilassata, ideale per coppie ma anche per gruppi di amici.

L’aperitivo al tramonto in barca non è solo una pausa gastronomica, ma un’esperienza sensoriale. Il profumo del mare, il suono delle onde, il gusto dei prodotti tipici: tutto contribuisce a creare un ricordo duraturo.

Alcuni operatori offrono anche aperitivi a tema, con degustazioni di vini siciliani o musica dal vivo. Il numero di partecipanti è solitamente limitato, per garantire un ambiente intimo e silenzioso, perfetto per godere del paesaggio.

Consigli utili per le escursioni in barca

Chi partecipa a una delle escursioni in barca da San Vito Lo Capo dovrebbe tenere a mente alcuni consigli:

  • Prenotare con anticipo, soprattutto nei mesi di luglio e agosto
  • Portare con sé costume, asciugamano, crema solare e occhiali da sole
  • Indossare scarpe comode, anche se non si scende a terra
  • Evitare di portare oggetti ingombranti o inutili
  • Per il tour del mattino, utile anche una maschera per fare snorkeling
  • Seguire attentamente le istruzione del capo barca

Le barche sono solitamente attrezzate con tendalini per l’ombra, scalette per scendere in acqua e docce d’acqua dolce. Alcuni operatori forniscono anche pinne e maschere. In ogni caso, è sempre meglio informarsi al momento della prenotazione.

Come scegliere il tour più adatto

Esistono diversi tipi di tour in barca da San Vito Lo Capo. Alcuni sono più turistici, con molte persone a bordo; altri più riservati, con barche da poche unità. Ci sono anche tour privati, per chi cerca una maggiore esclusività.

Per le escursioni in barca alla Riserva dello Zingaro, la durata media è di 3-4 ore. Gli aperitivi in barca, invece, durano circa 2 ore. I costi variano in base alla tipologia del tour e ai servizi inclusi, ma sono generalmente accessibili.

In ogni caso, si tratta di esperienze che completano la visita a San Vito Lo Capo, offrendo un punto di vista diverso su uno dei tratti di costa più belli della Sicilia.

Campania, il Governo boccia l’uscita dal piano sanitario: decisivi due soli parametri

Ancora una porta sbattuta in faccia alla Regione Campania sulla sanità. Nonostante il parere favorevole del Ministero dell’Economia, che aveva riconosciuto i miglioramenti contabili e gestionali, il Ministero della Salute ha bloccato l’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario, sostenendo che non sono stati raggiunti due parametri chiave: il numero di posti letto nelle Rsa e il livello degli screening oncologici.

Un verdetto che ha mandato su tutte le furie il governatore Vincenzo De Luca, impegnato a Roma in un confronto con una delegazione di sindaci del Golfo di Policastro. De Luca ha definito “incomprensibile e inaccettabile” la decisione del Governo, parlando apertamente di una posizione “pretestuosa” che penalizza la Campania nonostante i numeri migliorati.

Secondo Palazzo Santa Lucia, la dotazione dei posti letto nelle Rsa è più che adeguata al fabbisogno reale, dato che le strutture sono occupate ben al di sotto della capacità. Quanto agli screening oncologici, la Regione sottolinea come i dati campani non siano troppo distanti da quelli di altre regioni che invece non hanno subito lo stesso trattamento. Una discrepanza che De Luca non esita a definire “disparità politica”.

Ora si apre la strada di un possibile ricorso al TAR, mentre cresce la tensione tra la Regione e il Governo centrale. Il piano di rientro, in vigore da anni, continua a frenare la gestione autonoma della sanità campana nonostante, secondo la Regione, i passi avanti siano ormai evidenti e certificati.

Napoli, stop alla Cumana tra Fuorigrotta e Bagnoli: lavori urgenti dal 6 all’11 agosto

Un nodo infrastrutturale mai risolto, che ora — dopo oltre 15 anni di disagi — prova a essere sciolto con un intervento drastico ma necessario. A Napoli, la linea Cumana si fermerà per cinque giorni tra Fuorigrotta e Bagnoli a causa dei lavori urgenti di rifacimento del passaggio a livello di via Nuova Agnano, una delle arterie più trafficate dell’area occidentale della città. Lo stop, confermato dalla Conferenza dei Servizi del Comune, scatterà dalla sera del 6 agosto fino all’alba dell’11, con la chiusura totale al traffico sia ferroviario che veicolare.

L’intervento, a cura di Eav, punta a rimuovere un rallentamento ormai storico: da oltre quindici anni, i convogli che attraversano quel tratto sono costretti a ridurre la velocità a soli 10 chilometri orari, con evidenti ripercussioni sulla regolarità e puntualità del servizio. Il Comune di Napoli ha dato il via libera alla chiusura di via Nuova Agnano per permettere lo svolgimento dei lavori, che si annunciano intensi e concentrati.

Ma lo stop della Cumana in quel tratto si inserisce in un quadro già complesso per la mobilità: resta infatti attiva l’interruzione sulla tratta Bagnoli – Arco Felice, in vigore dallo scorso 18 luglio. Risultato: il servizio ferroviario proseguirà solo tra Montesanto e Fuorigrotta da un lato, e tra Arco Felice e Torregaveta dall’altro. Per tamponare l’emergenza, è stato predisposto un servizio sostitutivo su gomma tra Fuorigrotta e Arco Felice, i cui orari e fermate sono consultabili sul sito dell’Eav. Tuttavia, si prevedono inevitabili disagi per pendolari, residenti e turisti in transito verso le località costiere.

Stretta della Polizia tra Mergellina e Pozzuoli: controlli a tappeto nel weekend

La sicurezza a Napoli non va in vacanza. È questo il segnale chiaro e forte lanciato dalla Polizia di Stato, che nel primo fine settimana di agosto ha intensificato le attività di controllo in due zone strategiche: Mergellina e Pozzuoli. Un’operazione a largo raggio, che ha visto in campo decine di agenti impegnati a garantire legalità nei punti più sensibili del capoluogo partenopeo.

A Mergellina, epicentro della movida napoletana, i controlli si sono concentrati tra Largo Sermoneta e gli storici chalet sul lungomare, luoghi spesso teatro di eccessi notturni e microcriminalità. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno identificato 277 persone: ben 36 avevano precedenti di polizia. Sottoposti a verifica anche 72 veicoli. Un’azione mirata a disincentivare comportamenti illeciti e restituire sicurezza ai tanti cittadini che vivono e frequentano l’area nelle sere d’estate.

Nella giornata di sabato, i riflettori si sono spostati sul porto di Pozzuoli, punto di transito cruciale per turisti e pendolari diretti alle isole. Anche qui la presenza della Polizia si è fatta sentire: 54 persone identificate, 9 delle quali con precedenti, e 16 veicoli controllati. Le verifiche hanno portato al ritiro di una carta di circolazione per gravi irregolarità. Sul posto anche l’unità cinofila, a sottolineare il livello di attenzione delle forze dell’ordine.

L’attività ha incluso anche soggetti sottoposti a misure restrittive o alternative alla detenzione: ben 15 le verifiche effettuate, dimostrando la volontà concreta di monitorare il rispetto delle disposizioni giudiziarie e impedire recidive. Un’azione che rafforza la percezione di controllo e legalità in quartieri dove spesso la cronaca registra episodi di tensione e degrado.

Quella del weekend non è stata un’azione isolata, ma parte di una strategia ben più ampia di controllo del territorio, che la Questura di Napoli sta attuando con costanza e determinazione. I numeri parlano di un’attività capillare, che – pur nella presenza significativa di soggetti con precedenti – ha evidenziato anche un buon livello di rispetto delle regole da parte della maggioranza dei cittadini.

Sopravvivere al lunedì: abitudini, distrazioni e strategie per ripartire

Per molti italiani, il lunedì mattina rappresenta il momento più faticoso della settimana. Il ritorno alla routine lavorativa, alle scadenze e agli impegni dopo due giorni di relativa libertà porta con sé una certa dose di pesantezza. Non è un caso che proprio il lunedì sia il giorno in cui si consumano più caffè nei bar, si registra un’impennata di accessi alle piattaforme di streaming e si consultano compulsivamente i calendari alla ricerca del prossimo giorno festivo.

A ciascuno il suo metodo per affrontare la ripartenza: c’è chi si affida all’agenda digitale per mettere ordine, chi comincia con una lista di cose da fare e chi preferisce iniziare piano, concedendosi dieci minuti in più davanti alla macchinetta del caffè. In molti casi, si tratta semplicemente di cercare un equilibrio tra produttività e distrazione controllata, un compromesso che consenta di arrivare a fine giornata senza troppi scossoni.

Il lunedì come osservatorio delle piccole abitudini

Analizzare ciò che accade il lunedì mattina offre uno spaccato interessante delle abitudini collettive. Aumentano le connessioni ai social network nelle prime ore del giorno, si intensificano le ricerche sul traffico o sulle condizioni meteo, si moltiplicano i tentativi di prenotare una visita medica rimandata da tempo. E mentre l’ufficio si risveglia, spesso in silenzio, emerge un’esigenza trasversale: quella di alleggerire la mente, almeno per qualche minuto.

Le chiacchiere alla macchinetta, le notifiche sullo smartphone e le pause brevi diventano strumenti per spezzare il ritmo. Non è raro, in questo contesto, che si affaccino anche forme di svago più strutturate o codificate, come piccoli acquisti online, consultazione di notizie d’intrattenimento o, per alcuni, il ricorso a forme di gioco.

Il gioco come distrazione

Tra le molteplici distrazioni del lunedì, il gioco rappresenta per una parte della popolazione un passatempo consolidato. Si tratta di un comportamento diffuso e trasversale, che interessa diverse fasce di età e categorie sociali, e che spesso si colloca nel tempo libero come forma di evasione temporanea.

Tra le modalità più comuni spiccano il Lotto, il 10eLotto e il MillionDAY, tutte formule che combinano elementi numerici e premi potenziali, e che possono essere giocate con cifre contenute. Accanto a queste, i Gratta e Vinci continuano a riscuotere una popolarità significativa sia nelle ricevitorie che nella versione online. La semplicità del meccanismo, grattare una superficie argentata per scoprire subito l’esito, li rende particolarmente accessibili.

Alcuni dei Gratta e Vinci più conosciuti includono Il Miliardario, Doppia Sfida e Numeri Fortunati, ciascuno con caratteristiche e premi differenti. Tra questi, uno dei più noti è sicuramente Il Turista per Sempre, che offre la possibilità di vincere una rendita mensile, oltre a un premio iniziale e uno finale. È anche uno dei biglietti che, ciclicamente, torna a far parlare di sé sui giornali locali e nei bar di quartiere. Non è raro che, incuriositi da una notizia letta o da una conversazione informale, alcuni decidano di cercare informazioni sulla vincita del Turista per Sempre, facilmente reperibili online, che aiutano a capire meglio come funziona e sapere le eventuali possibilità di vincita con questo biglietto.

Il comparto del gioco è regolato in Italia dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che ne controlla e autorizza ogni aspetto, dalla distribuzione dei biglietti alle modalità di vincita, fino alle percentuali di ritorno al giocatore. L’attività si svolge quindi all’interno di un quadro normativo definito, con l’obiettivo di garantire trasparenza, legalità e tutela del consumatore.

Strategie individuali per ricominciare

Oltre al gioco, il lunedì è anche il momento in cui molti mettono in atto strategie personali per recuperare concentrazione e motivazione. Alcuni iniziano la settimana impostando una dieta più equilibrata, altri puntano su una sessione in palestra già alle prime ore del mattino. C’è anche chi sfrutta le pause lavorative per leggere, guardare brevi video, ascoltare podcast o pianificare il weekend successivo, come forma di motivazione indiretta.

Gli esperti di produttività consigliano di iniziare il lunedì con attività semplici e di rimandare le decisioni complesse alla seconda parte della giornata. Altri suggeriscono di organizzare il lunedì come giornata cuscinetto, evitando riunioni importanti o scadenze critiche, in modo da rendere più sostenibile il passaggio tra il riposo e la piena operatività.

Il lunedì come specchio delle settimane

In definitiva, il lunedì è più di un semplice inizio: è uno specchio settimanale che riflette stili di vita, aspettative e necessità quotidiane. Che si tratti di una colazione più lunga del solito o di una nuova app per la gestione del tempo, ogni gesto contribuisce a costruire un personale equilibrio tra doveri e libertà.

Comprendere queste dinamiche, senza moralismi né eccessi di entusiasmo, permette di leggere meglio la realtà. Perché anche nei gesti più semplici del lunedì si nasconde, spesso, la chiave per interpretare il nostro rapporto con il tempo, con la routine e con le piccole pause che rendono tutto un po’ più sopportabile.

Caserta, arrestato “l’orco” online: adescava minorenni con regali e denaro

Caserta– Un’operazione dei Carabinieri di Aversa ha portato all’arresto di un 29enne del Casertano, accusato di aver adescato online almeno nove minorenni, di età compresa tra i 13 e i 16 anni.

L’arresto, avvenuto su ordine del GIP del tribunale di Napoli, getta una luce inquietante sulla piaga della pedofilia che si nasconde dietro lo schermo di un computer o di uno smartphone.

L’uomo, stando all’accusa, utilizzava servizi di messaggistica istantanea per contattare le sue vittime. Offriva denaro e regali per convincerli a incontrarsi e ad avere rapporti sessuali.

Non solo, inviava materiale pedopornografico e riceveva a sua volta foto e video che ritraevano gli adolescenti in atteggiamenti intimi, commettendo un reato di estrema gravità.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, è partita grazie alla tempestiva denuncia del genitore di una delle vittime. L’uomo, controllando il telefono del figlio, ha scoperto i messaggi che il ragazzo scambiava con l’arrestato. Un gesto di vigilanza che ha permesso di svelare un’agghiacciante rete di adescamento.

I Carabinieri hanno poi condotto indagini tecniche sul cellulare del 29enne, scoprendo altre vittime e raccogliendo le testimonianze di tutti i ragazzi coinvolti, accertando così la fondatezza delle accuse.

La trappola del web e la vulnerabilità dei minori

Questo arresto sottolinea la facilità con cui i minori possono cadere nelle trappole online. I criminali come il 29enne sfruttano la fiducia e l’ingenuità dei ragazzi, presentandosi come amici e offrendo regali e denaro, creando un meccanismo perverso di dipendenza psicologica.

Le piattaforme social e le app di messaggistica, pur essendo strumenti di comunicazione, si trasformano in luoghi insidiosi se non utilizzati con consapevolezza.

L’educazione digitale e la vigilanza dei genitori sono le uniche armi efficaci per proteggere i minori da questi pericoli.

Parlare apertamente con i propri figli, spiegare i rischi e monitorare le loro attività online senza invadere la loro privacy è fondamentale per evitare che cadano vittime di persone senza scrupoli