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Campi Flegrei, ultimi giorni per richiedere il sopralluogo antisismico gratuito: ecco come fare

Napoli – Gli abitanti dei Campi Flegrei hanno tempo fino al 31 agosto per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito finalizzato a valutare la vulnerabilità sismica dei propri immobili.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Napoli, riguarda gli edifici privati a uso residenziale nell’area flegrea, tra le zone a più alto rischio vulcanico e sismico d’Italia.

Per presentare la domanda, l’unico modo è compilare il modulo online sulla piattaforma della Protezione Civile, raggiungibile all’indirizzo https://istanze.protezionecivile.gov.it.

Se vivi in una casa singola, devi fare richiesta come proprietario, usufruttuario o affittuario (ma in quest’ultimo caso serve una delema scritta). Se invece abiti in un condominio, tocca all’amministratore presentare l’istanza, mentre per gli edifici con più proprietari ma non organizzati in condominio, serve un rappresentante designato da tutti.

Chi ha già inviato la richiesta ma non ha ancora fissato un appuntamento con i tecnici del Comune, deve affrettarsi: gli uffici comunali chiedono di mettersi in contatto entro la fine del mese chiamando il numero 081.7956114 o scrivendo una mail a protezione.civile@pec.comune.napoli.it. I sopralluoghi, infatti, dovranno essere completati entro il 14 settembre, quindi meglio muoversi in fretta.

Una volta valutata la vulnerabilità sismica dell’edificio, la classificazione ottenuta potrebbe essere utile per accedere ai fondi della Legge di Bilancio 2025, che stanzia risorse per la riqualificazione antisismica delle abitazioni private nei Campi Flegrei.

Insomma, un’opportunità da non perdere, soprattutto in un’area dove il rischio terremoti è sempre in agguato. Se non l’hai ancora fatto, meglio sbrigarsi: mancano pochi giorni alla scadenza.

Pallone d’Oro, l’Italia sogna con Conte e Maresca: in lizza per il Trofeo Cruijff

L’Italia del calcio si prepara a brillare non solo in campo, ma anche in panchina. Antonio Conte ed Enzo Maresca sono tra i candidati al Trofeo Cruijff, il prestigioso premio assegnato da France Football al miglior allenatore della stagione.

Due storie diverse, unite dalla passione per il gioco e da un 2024-2025 da incorniciare: Conte, che ha riportato il Napoli al trionfo in Serie A, e Maresca, che ha guidato il Chelsea alla conquista della Conference League e del Mondiale per Club, si contendono un riconoscimento che celebra l’eccellenza tecnica e tattica nel calcio mondiale.

Dopo anni di successi con Juventus, Inter e Chelsea, l’allenatore leccese ha preso in mano un Napoli in cerca di riscatto e lo ha condotto allo scudetto, con un gioco fatto di intensità e pragmatismo. La sua candidatura al Trofeo Cruijff è il coronamento di una stagione che ha riacceso l’entusiasmo di una città intera.

“Il calcio è lavoro, sacrificio, ma anche emozione”, ha dichiarato Conte dopo il trionfo, parole che risuonano ora come un manifesto per la sua nomination.

Enzo Maresca, 45 anni, rappresenta invece la nuova generazione di tecnici italiani che conquistano l’Europa. Dopo gli anni da vice di Pep Guardiola e il successo con il Leicester in Championship, Maresca ha trasformato il Chelsea in una macchina da trofei, vincendo la Conference League e il Mondiale per Club con un mix di eleganza tattica e gestione impeccabile.

La sua candidatura è un segnale: l’Italia non è solo tradizione, ma anche innovazione.La concorrenza, però, è agguerrita. In lizza ci sono mostri sacri come Luis Enrique, che ha dominato la Ligue 1 e la Champions League con il Paris Saint-Germain, Hansi Flick, artefice del titolo spagnolo con il Barcellona, e Arne Slot, che ha riportato il Liverpool al vertice della Premier League.

Un parterre di altissimo livello, che rende il Trofeo Cruijff una sfida tra titani della panchina.Nel calcio femminile, il premio vede candidate figure come Sonia Bompastor, che ha guidato il Chelsea al successo, Sarina Wiegman, ct dell’Inghilterra, e Justine Madugu, alla guida della Nigeria.

Un riconoscimento che celebra anche il crescente impatto del calcio femminile a livello globale.Per Conte e Maresca, essere in questa lista è già una vittoria, ma l’Italia tifa per loro. In un calcio sempre più competitivo, vedere due tecnici italiani contendersi un premio così ambito è un motivo d’orgoglio.

La cerimonia del Pallone d’Oro, in programma nei prossimi mesi, dirà se il tricolore sventolerà anche sulle panchine. Intanto, Napoli e Londra trattengono il fiato, sognando un altro trionfo.

Cava de’ Tirreni, 15enne si toglie la vita lanciandosi dalla finestra

Anche padre della ragazza, un carabiniere, si era tolto la vita in caserma a Salerno 11 anni fa

Cava de’ Tirreni – Un dramma scuote la comunità di Cava de’ Tirreni, dove una ragazza di 15 anni si è tolta la vita poco prima dell’alba, gettandosi dalla finestra del quarto piano della sua abitazione in via Vincenzo Virno.

La tragedia è avvenuta mentre i familiari, la madre e i due fratelli, dormivano, ignari di quanto stesse accadendo.

Un passato segnato dal dolore

La vicenda è ancora più straziante se si considera il passato della famiglia: undici anni fa, infatti, il padre della ragazza, un carabiniere, si era tolto la vita in caserma a Salerno. Un dolore profondo che potrebbe aver segnato per sempre la vita della giovane.

Prima del gesto estremo, la 15enne ha lasciato un biglietto per la madre, con un’ultima, commovente, dichiarazione: “Mamma ti voglio bene, ricordatelo sempre”. Un messaggio che evidenzia il legame profondo e il tormento che la ragazza portava dentro di sé.

Il dramma dei minorenni e la salute mentale

Questo tragico evento riaccende i riflettori su un tema delicato e spesso sottovalutato: il dramma che molti minorenni vivono in silenzio. I giovani, in un’età di grandi cambiamenti e fragilità, possono affrontare un dolore che, se non intercettato, può portare a conseguenze irreparabili.

La salute mentale dei ragazzi è una questione di cruciale importanza, e il caso di Cava de’ Tirreni ci ricorda quanto sia fondamentale supportare e ascoltare chi si trova in difficoltà.

Caserta, stalking e violenza in casa: percorso di recupero per  gli “ammoniti”

Caserta – La Questura di Caserta e il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione (CIPM) della Campania hanno rinnovato oggi l’accordo che prevede percorsi di recupero volontari per uomini ammoniti per stalking e violenza domestica.

Un’iniziativa che punta a ridurre le recidive lavorando direttamente con gli autori delle violenze, anziché limitarsi a misure punitive.

Firmato dal questore Andrea Grassi e dal presidente del CIPM Roberto Iannucci, il protocollo coinvolge un’équipe multidisciplinare di psicologi, mediatori e assistenti sociali per guidare gli ammoniti verso un cambiamento comportamentale.

“L’obiettivo è far comprendere le conseguenze delle proprie azioni, migliorare la gestione delle emozioni e il controllo degli impulsi”, spiega Lucia Zarrillo, psicologa e responsabile del centro di Capodrise.

Negli ultimi due anni, nella provincia di Caserta sono stati emessi oltre 200 ammonimenti per violenza domestica e atti persecutori. Di questi, circa 50 uomini hanno scelto volontariamente di intraprendere un percorso di riabilitazione, più della metà presso il CIPM. Un’opzione che, se completata con successo, può portare alla revoca dell’ammonimento dopo tre anni.

Per la Polizia di Stato si tratta di una strategia innovativa: “Intervenire sui maltrattanti significa prevenire nuove vittime”, sottolineano dalla Questura.

Ma la sfida resta complessa: convincere chi agisce violenza ad ammettere il problema e lavorare su sé stesso. Intanto, i centri specializzati si preparano ad accogliere nuovi casi, mentre il dibattito sull’efficacia di questi percorsi continua.

Avellino, 26enne ubriaco semina il panico con coltello e chiave inglese: bloccato con il taser

Avellino– Panico in via Pirone. Un 26enne, già noto alle forze dell’ordine, ubriaco e fuori controllo, ha minacciato i familiari impugnando un coltello da cucina e una chiave inglese. La lite, esplosa in casa, è degenerata rapidamente.

Quando gli agenti della Questura di Avellino sono arrivati sul posto, l’uomo si è scagliato contro di loro. Taser in azione per immobilizzarlo. Prima, un colpo di pistola sparato in aria per dissuaderlo.

Il 26enne è stato denunciato per porto illegale di arma e minaccia aggravata. Avviato l’iter per il foglio di via obbligatorio da Avellino per tre anni.

Castellammare, la discarica dimenticata lungo la linea ferroviaria per Gragnano

Castellammare di Stabia – Una discarica a cielo aperto, un ammasso di rifiuti tossici e infiammabili che minaccia la salute dei cittadini e la sicurezza di un’intera comunità. È lo scenario desolante che si staglia lungo la tratta ferroviaria tra Gragnano e Castellammare di Stabia, sotto il ponte di corso Italia, a pochi metri dall’imbocco della statale sorrentina.

Qui, tra cumuli di scarti bruciati, legno, polistirolo e materiali pericolosi, il degrado regna sovrano da mesi, senza che le istituzioni muovano un dito. Un’area destinata a ospitare la futura linea tramviaria, simbolo di modernità e riqualificazione, è oggi una ferita aperta nel cuore della città vesuviana, con il rischio concreto di un nuovo disastro ambientale.

Già a febbraio, un rogo di rifiuti aveva avvolto la zona in una nube tossica, seminando paura tra i residenti e causando disagi alla circolazione. “Da allora nulla è cambiato”, denuncia Marilena Schiano Lo Moriello, coportavoce locale di Alleanza Verdi-Sinistra. “Nessuno ha ripulito, nessuno ha bonificato.

Le fiamme potrebbero divampare di nuovo, raggiungere la vegetazione e persino la rampa dell’autostrada. È una bomba a orologeria”. A rilanciare l’allarme è un cittadino di via Tavernola, che ha documentato lo scempio in una segnalazione inviata al deputato Francesco Emilio Borrelli: “È un disastro ambientale annunciato.

Tra i rifiuti ci sono resti di un incendio mai smaltiti, materiali tossici e persino tracce di una baraccopoli dove vivevano senza fissa dimora, ora scomparsi o deceduti. La zona è fuori controllo, senza videosorveglianza né sorveglianza”.

Borrelli, da sempre in prima linea contro il degrado, non usa mezzi termini: “Siamo di fronte a un fallimento istituzionale vergognoso. Una discarica infiammabile a due passi dalle case e dai binari, lasciata lì nonostante segnalazioni e un incendio che ha già messo in pericolo la città. È inaccettabile”.

Il deputato punta il dito contro l’inerzia di Comune, Regione e società di trasporto, chiedendo un intervento immediato: “Serve una bonifica urgente, l’installazione di telecamere e controlli rigorosi. Non si può parlare di progetti futuristici come la linea tramviaria mentre si tollera una situazione che legittima incuria e illegalità”.

La vicenda di Castellammare è l’ennesima spia di un problema cronico: il degrado ambientale che soffoca le periferie campane, spesso ignorato da chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini.

La zona sotto il ponte, un tempo rifugio di emarginati e oggi cumulo di rifiuti pericolosi, racconta una storia di abbandono che stride con le ambizioni di una città che vuole rinascere. I residenti, esasperati, chiedono risposte concrete, mentre il timore di un nuovo rogo tiene tutti con il fiato sospeso.

Borrelli annuncia una richiesta formale a Comune, Regione, Ferrovie e Forze dell’Ordine per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area. “Basta chiudere gli occhi”, tuona. “Ogni giorno di ritardo è un affronto ai cittadini onesti di Castellammare”.Mentre la città attende un segnale dalle istituzioni, la discarica sotto il ponte resta lì, come un monito: la lotta contro l’incuria e l’illegalità non può aspettare. La speranza è che l’indignazione si traduca in azione, prima che il degrado trasformi un progetto di rinascita in un’altra occasione persa.

Tragedia a Giffoni Valle Piana: donati gli organi del bimbo morto in piscina

Salerno – Una tragedia che ha spezzato una giovane vita e commosso un’intera comunità. Un bambino di appena 7 anni è morto dopo una settimana di agonia, in seguito a un grave incidente avvenuto il 23 luglio in una piscina di una struttura estiva a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno.

Ma dal dolore straziante dei genitori è nata una scelta di immensa generosità: la donazione degli organi del loro piccolo, che ora potranno salvare altre vite, altri bambini.

Secondo quanto ricostruito, il bambino sarebbe caduto in acqua durante una giornata trascorsa nel centro estivo. Non è ancora chiaro se si trovasse da solo o sotto la supervisione di adulti in quel momento, ma il suo corpo sarebbe stato notato dai presenti solo alcuni istanti dopo l’accaduto.

Immediatamente soccorso, il piccolo era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santobono di Napoli, specializzato in patologie pediatriche, dove è stato ricoverato in condizioni critiche.

Per giorni i medici hanno lottato per tenerlo in vita. La famiglia ha sperato fino all’ultimo, ma purtroppo il quadro clinico è apparso subito compromesso. Il cuore del bimbo ha smesso di battere dopo una settimana di cure intensive. Un dolore incolmabile per i genitori, che però hanno trovato la forza di compiere un gesto d’amore: hanno acconsentito all’espianto degli organi, che saranno destinati a piccoli pazienti in attesa di trapianto.

L’intera comunità di Giffoni Valle Piana si è stretta intorno alla famiglia, profondamente colpita da una tragedia così improvvisa.

Sul caso è stata aperta un’indagine per accertare eventuali responsabilità legate alla sicurezza della struttura e alla presenza di personale preposto alla sorveglianza dei bambini. I carabinieri stanno acquisendo testimonianze e documentazione utile a chiarire la dinamica dei fatti.

Nel frattempo, resta il gesto di straordinaria umanità dei genitori, che hanno trasformato il dolore in speranza per altri. Gli organi del piccolo – cuore, fegato e reni – sono già stati prelevati e destinati a bambini in attesa di trapianto in diversi ospedali italiani.

“Una tragedia immensa, ma anche un atto di amore che dà senso alla parola solidarietà”, ha commentato un medico coinvolto nelle operazioni di espianto. Il piccolo, ora, vivrà attraverso altri bambini. E il suo ricordo sarà legato per sempre alla forza d’animo dei suoi genitori.

Napoli, arrestato il ladro seriale di Posillipo

Napoli – La Polizia di Stato ha eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di M.M., 40enne napoletano con un pesante curriculum criminale.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per rapine, furti aggravati ed evasioni, è accusato di una lunga serie di reati commessi tra dicembre 2023 e marzo 2024 nella città partenopea.

Una carriera criminale allarmante

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica, arriva dopo mesi di indagini condotte dalla Squadra Investigativa del Commissariato di Posillipo. M.M. è ritenuto responsabile di:

3 rapine aggravate dall’uso di armi
4 furti con scasso (con la tecnica della “spaccata”, utilizzando auto rubate per sfondare le porte dei locali)
2 evasioni dagli arresti domiciliari
Un modus operandi particolarmente violento, che lo ha portato a colpire diversi esercizi commerciali in varie zone della città, seminando paura tra i commercianti.

L’episodio che ha fatto scattare le indagini

La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale alla notte del 17 dicembre 2023, in via Petrarca. M.M., a bordo di un’auto rubata pochi giorni prima, avrebbe sfondato la porta di un negozio per rubare l’incasso, portando via 5.000 euro in contanti. Proprio da questo episodio, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la serie di crimini attribuitigli, scoprendo che alcuni reati erano stati commessi mentre era già sotto arresti domiciliari.

Un pericolo per la società

“Si tratta di un soggetto particolarmente pericoloso, che ha agito con violenza e spregiudicatezza, sfidando più volte la legge”, ha spiegato una fonte investigativa. La decisione del G.I.P. di ordinare il carcere preventivo è stata dettata dal rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove, considerata la sua propensione a fuggire e a continuare la sua attività criminale.

Napoli, operaio precipita da sei metri a Fuorigrotta: è grave

Napoli – Un altro grave incidente sul lavoro scuote Napoli e provincia, teatro negli ultimi tempi di una tragica serie di infortuni che hanno coinvolto operai e lavoratori.

Un uomo di 37 anni è precipitato da un’altezza di circa sei metri mentre stava lavorando alla ristrutturazione della facciata di un palazzo in via Fermariello, nel quartiere di Fuorigrotta.

Le dinamiche dell’incidente e i soccorsi

L’allarme è scattato poco fa e sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’operaio, soccorso tempestivamente, è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Cardarelli.

Nonostante la gravità della caduta, le prime informazioni mediche indicano che l’uomo non è in pericolo di vita.

Allarme sicurezza sul lavoro

Questo ennesimo episodio riaccende i riflettori sulla questione della sicurezza nei cantieri. Soltanto negli ultimi mesi, la provincia di Napoli è stata funestata da numerosi incidenti, molti dei quali mortali.

La drammatica sequenza ha portato a un’intensificazione dei controlli e a un dibattito acceso sulla necessità di implementare misure più severe per la protezione dei lavoratori. Le autorità competenti sono al lavoro per accertare se nel cantiere di Fuorigrotta fossero state rispettate tutte le normative di sicurezza vigenti.

Giubileo dei giovani, l’esodo a fasi un successo merito dei modelli di ‘Polis’

Roma – Se il Giubileo dei Giovani è stato un successo, senza incidenti tra la folla, e con un milione di persone che ha lasciato la spianata di Tor Vergata senza creare particolari disagi e in totale sicurezza è anche un po’ grazie a loro.

Parliamo della Polis Consulting, azienda di ingegneria della sicurezza, specializzata in simulazioni legate agli spostamenti delle grandi folle durante eventi all’aperto o al chiuso, rappresentata dal presidente, l’ingegner Ciro Cannelonga, e dai colleghi del team di lavoro Benedetto Lamanna, direttore del progetto Tiresia di Polis consulting, e Carlo Corradi, consigliere scientifico esperto del progetto Tiresia.

In occasione della Giornata della Gioventù, andata in scena, il 3 e il 4 agosto, la Polis Consulting è stata chiamata per elaborare delle simulazioni e dei modelli per gestire l’esodo del milione di ragazzi ed eventuali momenti di panico tra la folla, che per fortuna non sono avvenuti.

Indicazioni che hanno fornito informazioni fondamentali agli organizzatori per gestire in sicurezza la grande massa di giovani presente sulla spianata di Tor Vergata. Ne abbiamo parlato con Cannelonga, che è anche presidente della commissione Grandi eventi dell’ordine degli ingegneri di Roma.

Partiamo dall’inizio: cosa fa Polis consulting e come ha aiutato gli organizzatori nella gestione della folla nelle giornate del Giubileo dei Giovani?

“Polis Consulting è un azienda di ingegneria della sicurezza. Attraverso Tiresia, una piattaforma di gestione preventiva dei flussi e degli esodi, in grado di determinare le reazioni delle grandi masse di fronte a scenari emergenziali, possiamo creare quello che viene chiamato esodo dinamico o predittivo.

La nostra è una società di consulenza direzionale che redige studi dell’ingegneria della sicurezza in aeroporti, stazioni, gallerie, impianti sportivi e grandi eventi. Ha messo a punto modelli per poter certificare la sicurezza di queste strutture e validare piani di emergenza complessi”.

Prima di Tor Vergata a quali eventi o per quali infrastrutture avevate già lavorato?
“Ad esempio ai tanti concerti in aree particolari come quelli al Circo Massimo. Abbiamo all’attivo studi di piani emergenza per oltre due milioni e mezzo di persone, suddivise in grandi infrastrutture e grandi eventi, anche per edifici tutelati come i musei Vaticani e o la Cappella Sistina. E poi la Marina di Capri ma penso anche al primo concerto post covid organizzato da Vasco Rossi a Trento per 130mila persone“.

Arriviamo al Giubileo dei Giovani. Quale è stato il vostro ruolo?
“Tor Vergata era un’area praticamente nuova, ovvero senza una storicità di applicazione di utilizzo. Siamo stati chiamati e abbiamo creato un modello per la gestione dell’emergenza per quel luogo.

Abbiamo dimensionato le corrette superfici di ogni macro settore dedicato ai ragazzi e in ognuno di questi abbiamo previsto una bolla, ovvero una superficie non occupata di gestione del singolo caso emergenziale nel settore. E poi abbiamo fatto uno studio sulla viabilità complessa per capire il contributo che ogni settore avrebbe scaricato sulla viabilità”.

Come avete immaginato il momento più delicato, quello del deflusso contemporaneo di un milione di persone?
“Attraverso un esodo a fasi. Mentre l’afflusso è avvenuto in una mezza giornata per il deflusso c’era una criticità. Bisognava garantirlo in sicurezza ad un milione di persone desideroso di lasciare l’area allo stesso tempo, mantenendo almeno una corsia delle vie di accesso a disposizione dei mezzi di socccorso.

Era quindi fondamentale capire i tempi di svuotamento dei vari settori e le aliquote di svuotamento verso le varie direttrici. Per dare un tempo tra i vari settori e organizzare appunto un esodo a fasi che ha dato a tutti la sensazione di fluidità ma che in realtà è avvenuta a fasi, con tempi prestabiliti”.

E’ andata bene, ci pare.

“Si, le simulazioni ci hanno fornito le giuste indicazioni sui tempi delle singole fasi, sulla direzione delle masse e sul corretto posizionamento degli uomini lì dove ci aspettavamo delle file.

La conclusione a cui si è arrivati è che si abbatte il teorema della necessità di esodo quanto più rapido posibile, che non è detto che sia per forza più sicuro, a favore della qualità dell’esodo basato sulla sua densità, intesa come rapporto tra persone e metro quadro per evitare un effetto tappo o imbuto. L’evento si è quindi svolto in totale sicurezza, con la percezione da parte delle persone di spazi giusti e l’esodo è avvenuto esattamente con i tempi delle simulazioni”.

Napoli, pusher minacciano cliente: “Paga o vendi la casa”. Arrestati in quattro

Napoli – Un debito di droga da 30mila euro si è trasformato, nel tempo, in una richiesta estorsiva da 80mila euro. Quando la vittima si è dichiarata impossibilitata a pagare, i suoi aguzzini le hanno imposto di vendere casa.

È il contesto criminale ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che ha portato all’arresto di quattro persone.

Una di loro è finita in carcere, mentre per le altre tre sono stati disposti i domiciliari. Due degli indagati sono stati rintracciati e fermati in Calabria, nella località turistica di Schiavonea (provincia di Cosenza), dove si trovavano in vacanza con le rispettive famiglie. L’arresto è stato eseguito in collaborazione con la Squadra Mobile di Cosenza.

A far scattare l’inchiesta è stata la stessa vittima, una donna, che si è rivolta alla polizia raccontando di essere da tempo bersaglio di pressanti richieste estorsive da parte del suo fornitore di stupefacenti.

La donna stanca delle continue minacce si è rivolta alla polizia

Inizialmente l’importo richiesto corrispondeva al debito effettivo per la droga acquistata, ma con il passare del tempo la cifra è lievitata in modo esponenziale. Secondo quanto emerso dalle indagini, si trattava di una strategia premeditata per arrivare a impossessarsi dell’abitazione della donna.

Le minacce e gli atti intimidatori si sono fatti sempre più frequenti: telefonate, citofonate a qualsiasi ora del giorno e della notte, un pressing continuo che ha spinto la vittima a denunciare tutto agli investigatori.

L’operazione conferma come il traffico di droga sia spesso accompagnato da forme di violenza e intimidazione finalizzate all’arricchimento illecito, anche attraverso l’espropriazione dei beni delle vittime.

Pronostici e bollette calcio: come trovare l’equilibrio giusto

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In un mondo dove ogni giorno milioni di persone compilano schedine, analizzano partite e consultano statistiche, parlare di equilibrio può sembrare fuori luogo. Eppure è proprio questo il cuore della questione: il difficile, costante, spesso invisibile tentativo di mantenere una linea tra il gioco e l’ossessione, tra l’analisi e l’azzardo, tra il pronostico e la bolletta.Non è facile. Chiunque abbia anche solo provato a mettere insieme una multipla trovata su bollettecalciogiafatte.com sa quanto sia labile il confine tra una decisione ponderata e una scelta istintiva. Soprattutto nel calcio, dove la passione gioca un ruolo emotivo fortissimo, e dove la tentazione di “coprire tutto il weekend” con una sola schedina può portare a scelte affrettate, non sempre basate su reali valutazioni.Ma allora come si trova questo equilibrio? Esiste davvero? E soprattutto: è possibile divertirsi, sfidare se stessi, e magari anche ottenere qualche soddisfazione, senza perdere di vista la razionalità?

Il pronostico non è un indovinello

Spesso si parla di “azzeccare” un pronostico come se si trattasse di un colpo di fortuna, una sorta di intuizione quasi mistica. Ma in realtà, il pronostico – quello serio, ragionato – è il risultato di un processo. Un processo che include la lettura delle statistiche, l’osservazione delle dinamiche di squadra, la conoscenza del contesto (classifica, motivazioni, assenze), e soprattutto la capacità di interpretare i numeri con intelligenza, non in modo rigido.Il problema è che molti, nel momento in cui passano dal pronostico alla compilazione della bolletta, dimenticano tutto questo. Scelgono quote basse “perché è sicuro”, aggiungono partite “tanto per aumentare la vincita”, e finiscono per trasformare un’idea interessante in una costruzione fragile.La schedina non dovrebbe essere una dimostrazione di quanto sappiamo di calcio, né una sfilata di eventi scelti per simpatia. Dovrebbe essere il riflesso del nostro ragionamento, un piccolo progetto che rispetta una logica interna e tiene conto del rischio.

Il rischio non si elimina, si gestisce

Una delle illusioni più comuni è pensare che esista una schedina vincente o qualche altra forma “perfetta” per vincere sempre. Siti, gruppi Telegram, influencer vari: ognuno sembra avere la formula magica, quella che ti fa guadagnare in automatico. Ma il calcio, come la vita, non funziona così.L’equilibrio tra pronostico e bolletta si costruisce proprio accettando l’idea che il rischio non può essere cancellato, ma solo compreso e gestito. Questo significa, ad esempio, limitare il numero di eventi in una singola schedina, scegliere mercati che conosci davvero (gol, over/under, doppia chance) e, soprattutto, non forzare la mano quando una giornata non ti convince.In certi casi, avere l’equilibrio giusto vuol dire anche decidere di non giocare.
Sì, proprio così. Quando le partite sono troppo incerte, quando senti che stai puntando solo per “non restare fuori”, allora il miglior pronostico possibile è il silenzio.

Il ruolo delle emozioni: amiche e nemiche

Non si può parlare di equilibrio senza parlare delle emozioni. Il calcio è emozione pura: è la squadra del cuore, è il gol al 90’, è la rabbia per un rigore dubbio. Ma nel momento in cui si passa al gioco, le emozioni vanno messe sotto controllo.Molti errori nelle bollette nascono proprio da qui: dal voler “vendicare” una schedina persa, dal voler “dare fiducia” a una squadra amata, dal cercare una vittoria per recuperare rapidamente una perdita. In tutti questi casi, non c’è equilibrio, ma reazione impulsiva.Questo non significa che bisogna diventare freddi come un algoritmo. Al contrario: la componente umana è fondamentale. Ma è importante saper distinguere tra l’entusiasmo per una partita e la lucidità necessaria per selezionarla nella propria bolletta.Spesso, l’equilibrio passa anche da una domanda semplice: Sto puntando perché ho buoni motivi, o perché voglio provarci comunque? Se la risposta è la seconda, forse è il momento di fermarsi.

La gestione del budget: la vera partita si gioca lì

Molti parlano di pronostici, di bollette vincenti, di analisi tecniche. Ma pochi parlano del budget, forse perché è la parte meno affascinante, quella più “noiosa”. Eppure, è lì che si gioca la vera partita.Trovare l’equilibrio significa anche sapere quanto giocare, con quale frequenza, e soprattutto con quale logica. Non serve a nulla compilare una schedina ben pensata se poi si stanziano cifre casuali, senza nessun criterio. Così come è pericoloso inseguire perdite aumentando l’importo nel tentativo di “recuperare”.Impostare un limite settimanale o mensile, distribuire in modo coerente le giocate, differenziare l’approccio tra multiple e singole: questi sono tutti segnali di maturità, e contribuiscono in modo diretto a mantenere l’equilibrio tra gioco e gestione.Perché, diciamolo chiaramente: non esiste pronostico vincente se il tuo modo di giocare ti porta a perdere il controllo.

Dove finisce il gioco e comincia la strategia

Infine, c’è un punto sottile ma fondamentale da affrontare. Molti iniziano a fare bollette per divertimento, quasi per gioco, e con il tempo si trovano a elaborare vere e proprie strategie. Questo passaggio è naturale, soprattutto se si prende gusto a confrontare i pronostici con l’esito reale.Ma è proprio in questa transizione che serve equilibrio. Diventare più esperti, più attenti, più tecnici… sì. Ma senza perdere la leggerezza iniziale, quella che rende tutto questo ancora un passatempo e non una fonte di stress o dipendenza.Ogni schedina dovrebbe avere uno scopo chiaro: mettere alla prova la propria intuizione, misurare le proprie capacità di lettura delle partite. Quando invece diventa un’ossessione, un bisogno, una pressione costante, allora è il momento di fermarsi e ricominciare da capo. Con umiltà. E magari con una bolletta in meno, ma un sorriso in più.

L’equilibrio è una scelta, non un caso

Trovare il giusto equilibrio tra pronostici e bollette non è un traguardo fisso, ma una strada da percorrere ogni giorno. È il risultato di piccole decisioni, di ascolto, di autocritica e di consapevolezza. Nessuno ha sempre ragione, e ogni giocatore serio lo sa.Ma proprio per questo, chi riesce a trovare il proprio equilibrio personale tra passione e metodo, tra emozione e disciplina, scoprirà che il vero valore non sta nella vincita di una singola schedina, ma nella serenità con cui si affronta ogni nuova giornata di calcio.Perché, alla fine, il calcio è anche questo: un gioco che riflette chi siamo. E le nostre bollette, se costruite con intelligenza, possono diventare molto più di semplici giocate. Possono essere il simbolo di un approccio maturo, piacevole, equilibrato.

 

Napoli, choc in via Partenope: blatte e violazioni igieniche in due ristoranti

Napoli – Due ristoranti affacciati sul lungomare di via Partenope, una delle passeggiate più iconiche e frequentate della città, sono stati chiusi a seguito di un blitz congiunto della Polizia Locale e di numerosi enti ispettivi.

L’intervento ha portato alla sospensione immediata delle attività per gravi violazioni igienico-sanitarie, tra cui la presenza di blatte e insetti infestanti, la mancanza di tracciabilità su decine di chili di alimenti e criticità sul fronte della sicurezza sul lavoro.

La vicenda, oltre al concreto pericolo per la salute pubblica, rischia di infliggere un colpo pesante all’immagine della ristorazione partenopea, proprio nel cuore della stagione estiva, mentre Napoli accoglie centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo.

Via Partenope, con la sua vista mozzafiato sul Golfo, il Vesuvio sullo sfondo e i tavolini affollati lungo la promenade, è uno dei luoghi più social e fotografati della città: un biglietto da visita che oggi, però, si macchia di un episodio che alimenta polemiche e preoccupazioni.

Il blitz: fumi sospetti e carenze gravi

Il controllo è scattato dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, infastiditi da fumi persistenti e maleodoranti provenienti dai locali. Alla task force, coordinata dalla Polizia Municipale e dall’Unità Investigativa Ambientale, hanno partecipato anche l’ASL Napoli 1, l’Ispettorato del Lavoro, Enel Distribuzione, ABC Napoli e tecnici ambientali.Le ispezioni hanno rilevato numerose criticità:

Infestazioni: presenza di blatte in un locale e altri insetti infestanti nell’altro.
Mancanza di tracciabilità: sequestrati circa 50 kg di alimenti.
Violazioni Haccp: riscontrate gravi carenze nelle procedure di autocontrollo.
Sicurezza sul lavoro: impastatrici e affettatrici fuori norma, con divieto d’uso immediato.
Lavoro nero: accertato almeno un caso; in corso verifiche su orari e turni.

Un danno che va oltre le mura dei locali

L’effetto di questi episodi non si limita alle sole attività coinvolte. A preoccupare è l’impatto sull’intero comparto della ristorazione napoletana, che negli ultimi anni ha investito molto – anche in termini di comunicazione e qualità – per scrollarsi di dosso stereotipi e marginalità, diventando una delle punte di diamante dell’attrattività turistica cittadina.

Via Partenope è un simbolo. E ciò che accade lì, finisce rapidamente sotto gli occhi di tutti: dai turisti che fotografano il Golfo, agli influencer che popolano i social, fino alle recensioni online che possono determinare il destino commerciale di un locale. Le immagini e le notizie di ristoranti chiusi per blatte o igiene carente fanno rapidamente il giro del mondo, e possono lasciare un segno profondo.

Le indagini proseguono: possibili sviluppi

I due titolari dovranno ora fornire ulteriore documentazione sugli impianti fumari, sospettati di essere all’origine delle esalazioni che hanno fatto scattare l’allarme. Sono inoltre in corso accertamenti su scarichi e immissioni nella rete fognaria, e ulteriori verifiche di carattere ambientale.

L’Unità investigativa ambientale ha annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni in altri quartieri della città, con verifiche a tappeto su ristoranti e attività ricettive.

Un’operazione necessaria e doverosa, certo. Ma che lascia anche un’amara riflessione: bastano pochi casi a sporcare il volto di un’intera città, soprattutto quando quel volto si affaccia sul mare e sotto il sole di agosto.

Ercolano, arrestato il boss Michele Ciaravolo: era latitante da due anni

Ercolano  – Un duro colpo al cuore della camorra vesuviana: i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno catturato Michele Ciaravolo, 45 anni, latitante e attuale reggente del clan Ascione-Papale, una delle organizzazioni criminali che da decenni tengono sotto scacco Ercolano.

L’operazione, condotta all’alba con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, del Nucleo Cinofili di Sarno e del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, è il frutto di complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Ciaravolo, irreperibile da dicembre 2023, è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso il 4 dicembre 2023 dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli, che lo ha condannato a 7 anni, 1 mese e 5 giorni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso. Ora si trova dietro le sbarre, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Deve scontare oltre sette anni di carcere

Ciaravolo, cugino del boss Luigi Papale, è una figura di spicco del clan Ascione-Papale, un sodalizio che, insieme ai rivali Birra-Iacomino, ha segnato la storia criminale di Ercolano con faide sanguinose, omicidi e il controllo capillare di attività illecite.

Negli anni, il clan si è imposto come una potenza nella gestione del traffico di droga e, in passato, del racket delle estorsioni, un business che, secondo le indagini, è stato in parte abbandonato grazie alla resistenza dei commercianti e alle denunce.

La cattura di Ciaravolo rappresenta un tassello fondamentale nella lotta alla camorra vesuviana, in un territorio dove il clan Ascione-Papale ha storicamente dettato legge, come dimostrano le indagini che, nel 2023, hanno portato alla confisca di due immobili di lusso intestati fittiziamente a un esponente di spicco della cosca, uno a Ercolano e l’altro in una località balneare calabrese.

L’arresto di oggi si inserisce in un’azione più ampia dei Carabinieri di Torre del Greco, che negli ultimi quindici anni hanno parzialmente disarticolato i clan Ascione-Papale e Birra-Iacomino, rivali storici per il controllo degli affari illeciti.

Le indagini hanno rivelato come il clan Ascione-Papale, attivo tra Ercolano e Torre del Greco, abbia mantenuto una rete di potere attraverso estorsioni, spaccio di droga e intestazioni fittizie di beni, spesso sfruttando alleanze e conflitti con altre cosche, come quella dei Falanga.

La scarcerazione di Ciaravolo nel 2018, dopo otto anni di carcere per il processo “Bolla Papale”, aveva già riacceso l’allarme tra le forze dell’ordine, preoccupate per il possibile rilancio delle attività criminali del clan.

 

Le migliori compagnie di noleggio aerei privati

Il noleggio di aerei privati è diventato una scelta sempre più popolare per chi desidera viaggiare in modo rapido, comodo e personalizzato. Con una vasta gamma di opzioni disponibili, è fondamentale conoscere le migliori compagnie di noleggio aerei privati per garantire un’esperienza di viaggio senza intoppi. In questo articolo, esploreremo alcune delle compagnie più rinomate, tra cui Aeroaffaires, e i motivi per cui dovresti considerarle per il tuo prossimo viaggio.

Aeroaffaires

Aeroaffaires è una delle aziende leader nel settore del noleggio di jet ed elicotteri privati. Con anni di esperienza e una reputazione consolidata, Aeroaffaires offre un servizio di alta qualità per viaggiatori professionali e privati. La compagnia si distingue per la sua flessibilità, permettendo ai clienti di personalizzare ogni aspetto del loro volo, dalla scelta dell’aereo alla pianificazione dell’itinerario.

Vantaggi di scegliere Aeroaffaires:
– Ampia flotta**: Aeroaffaires dispone di una vasta gamma di aerei e elicotteri, adatti a diverse esigenze e budget.
– Servizio clienti dedicato: Un team di esperti è sempre disponibile per assistere i clienti nella pianificazione del viaggio.
– Trasparenza dei costi: Aeroaffaires offre preventivi chiari e dettagliati, senza costi nascosti.

NetJets

NetJets è un altro nome di spicco nel settore del noleggio aerei privati. Con un modello di proprietà frazionata, NetJets consente ai clienti di acquistare quote di aerei, garantendo accesso a una flotta di oltre 700 jet. Questo modello è ideale per chi vola frequentemente e desidera un servizio personalizzato.

Vantaggi di NetJets:
– Accesso a una flotta diversificata: I clienti possono scegliere tra una vasta gamma di aerei, da piccoli jet a grandi aerei di lusso.
– Programmi di fidelizzazione: NetJets offre vantaggi esclusivi per i clienti abituali, rendendo il servizio ancora più attraente.

VistaJet

VistaJet si distingue per il suo approccio globale al noleggio di aerei privati. Con una flotta di jet di lusso, VistaJet offre un’esperienza di viaggio premium, con un’attenzione particolare ai dettagli. La compagnia è nota per il suo servizio impeccabile e per la qualità dei suoi aerei.

Vantaggi di VistaJet:
– Design di alta classe: Gli aerei VistaJet sono progettati per offrire il massimo comfort e lusso.
– Servizio di catering personalizzato: I clienti possono scegliere il menu in base alle loro preferenze, garantendo un’esperienza culinaria unica.

PrivateFly

PrivateFly è una piattaforma di noleggio aereo online che consente ai clienti di confrontare prezzi e opzioni di volo in tempo reale. Questa compagnia è ideale per chi cerca un modo semplice e veloce per prenotare un volo privato.

Vantaggi di PrivateFly:
– Facilità di utilizzo: La piattaforma online è intuitiva e permette di prenotare voli in pochi clic.
– Trasparenza dei prezzi: I clienti possono visualizzare i costi in tempo reale, senza sorprese.

JetSuite

JetSuite è una compagnia di noleggio aerei privati che si concentra su voli regionali negli Stati Uniti. Con una flotta di jet leggeri e mid-size, JetSuite offre un servizio di alta qualità a prezzi competitivi.

Vantaggi di JetSuite:
– Tariffe competitive: JetSuite è conosciuta per offrire tariffe più accessibili rispetto ad altre compagnie di noleggio aerei privati.
– Servizio clienti eccellente: Il team di JetSuite è dedicato a garantire un’esperienza di volo senza stress.

Air Charter Service

Air Charter Service è una compagnia di noleggio aereo che offre servizi in tutto il mondo. Con un’ampia rete di aerei disponibili, Air Charter Service è in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi cliente, sia per viaggi d’affari che per vacanze.

Vantaggi di Air Charter Service:
– Servizio globale: La compagnia opera in oltre 100 paesi, rendendola una scelta ideale per viaggi internazionali.
– Flessibilità: Air Charter Service offre opzioni di volo personalizzate, adattandosi alle esigenze specifiche dei clienti.

Scegliere la compagnia giusta per il noleggio di aerei privati è fondamentale per garantire un viaggio piacevole e senza intoppi. Aeroaffaires, con la sua flotta diversificata e il servizio clienti dedicato, rappresenta un’ottima scelta per chi cerca un’esperienza di volo personalizzata. Altre compagnie come NetJets, VistaJet, PrivateFly, JetSuite e Air Charter Service offrono anch’esse vantaggi unici, rendendo il mercato del noleggio aereo privato ricco di opzioni.

Quando si tratta di viaggiare in aereo privato, è importante considerare le proprie esigenze e preferenze. Con le informazioni fornite in questo articolo, sarai in grado di fare una scelta informata e di goderti un viaggio indimenticabile.

Truffa 90enne a Bisceglie: arrestato 21enne di Pomigliano

Bisceglie -Un giovane di 21 anni, residente a Pomigliano d’Arco, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una signora di 90 anni.

L’episodio, avvenuto a Bisceglie lo scorso maggio, segue un copione purtroppo noto: la vittima è stata ingannata al telefono da un individuo che si è spacciato per il nipote, sostenendo che il figlio fosse stato fermato dai Carabinieri e avesse bisogno urgente di denaro per essere rilasciato.

L’anziana, presa dal panico, ha raccolto 5mila euro, tra contanti e preziosi, che ha consegnato a un complice del finto nipote, presentatosi alla sua porta in borghese e spacciatosi a sua volta per un carabiniere. Solo dopo aver visto il figlio, la donna ha realizzato di essere stata raggirata e ha sporto denuncia.

Indagini e appello alla prudenza

Le indagini dei Carabinieri hanno preso il via dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno permesso di identificare il giovane, successivamente riconosciuto anche dalla vittima.

Il 21enne è stato arrestato e si trova ora in carcere, mentre le indagini proseguono per individuare eventuali complici e accertare se l’uomo sia responsabile di altre truffe simili.

Il colonnello Massimiliano Galasso, comandante dei Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, ha ribadito l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto a questi reati, invitando i cittadini, in particolare gli anziani, a non esitare a segnalare situazioni sospette. Un appello alla massima prudenza, dunque, per evitare che altre persone cadano vittima di questi raggiri.

Lukaku: “A Napoli abbiamo scritto la storia. Con Conte si vince”

Napoli – Romelu Lukaku non ha dubbi: la sua stagione al Napoli è stata una rivincita personale, e lo Scudetto conquistato in volata contro l’Inter è solo l’inizio. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’attaccante belga ripercorre l’annata trionfale, il rapporto con Antonio Conte e i progetti per il futuro.

“Qui abbiamo fatto qualcosa di speciale”

“La gente aveva dubbi su di me, ma io sapevo che avremmo scritto una storia importante”, racconta Lukaku. E il titolo vinto all’ultima giornata ha reso tutto ancora più epico. “Non era importante chi fosse l’avversario diretto – Inter, Milan o Juve – ma il percorso.

Quelle ultime tre settimane sono state un’altalena di emozioni, stress puro. Proprio per questo, alzare la coppa è stato ancora più bello”.

De Bruyne? “Gli ho spiegato perché il Napoli è un’opportunità unica”

Sul possibile arrivo di Kevin De Bruyne, Lukaku smorza i toni: “Ho fatto solo due chiamate, niente di più. Gli ho detto che qui c’è un progetto ambizioso e che questa squadra vuole dominare ancora. A lui piacciono le sfide, e questa sarebbe perfetta”.

Conte, un “padre” in panchina

Il rapporto con Antonio Conte è uno dei segreti del suo rinascita. “Abbiamo la stessa mentalità: senza lavoro, non si va da nessuna parte”, spiega. “Lui sa come farmi migliorare, mi dà gli stimoli giusti ogni giorno. È stato così all’Inter, e ora qui. Per me è un punto di riferimento, come lo sono stati Martinez, Koeman e Jacobs nel mio percorso”.

A 32 anni, l’obiettivo è ancora più in alto

Nonostante l’età, Lukaku non pensa al declino. “Migliorare è sempre possibile. A casa ho una palestra, studio i grandi – Messi, Ronaldo, Lewandowski – ma il mio modello è Benzema: ha vinto il Pallone d’Oro dopo i 32 anni. Bisogna avere la testa giusta, come dice LeBron James”.

E sulla storica lite con Ibrahimovic? “Non serve riaprire quel capitolo. Rispetto la sua carriera: è stato un giocatore unico”.

Una cosa è certa: con Lukaku e Conte, il Napoli sogna in grande. E dopo lo Scudetto, la fame non è ancora saziata.

Camorra, il clan Longobardi-Beneduce comandava anche dal carcere: 9 arresti

Pozzuoli– Nove persone ritenute affiliate o ai vertici del clan Longobardi-Beneduce, attivo a Pozzuoli e nelle aree limitrofe, sono finite in carcere con un’ordinanza cautelare emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Le accuse a loro carico vanno dall’associazione di tipo mafioso all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, fino al tentato omicidio e reati in materia di armi.

L’indagine, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura partenopea, ha permesso di ricostruire l’operatività della consorteria camorristica che, secondo gli inquirenti, gestiva diverse piazze di spaccio e controllava l’approvvigionamento e la distribuzione della droga sul territorio flegreo.

 Il boss impartiva gli ordini dal carcere

Decisivo il ruolo delle intercettazioni, che hanno svelato come uno degli indagati – ritenuto il capo e promotore del gruppo – continuasse a impartire ordini e coordinare le attività criminali nonostante fosse detenuto nel carcere di Poggioreale.

Le conversazioni registrate evidenziano come riuscisse a comunicare con l’esterno attraverso telefoni cellulari introdotti clandestinamente in carcere, mantenendo il controllo sulla rete di spaccio e persino procedendo al reclutamento di nuovi affiliati.

A rafforzare il quadro accusatorio sono arrivate anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno fornito elementi utili a ricostruire l’organizzazione interna del clan e le sue più recenti dinamiche operative, confermando la capillare presenza del sodalizio tra Pozzuoli e le zone circostanti.

L’operazione rappresenta un duro colpo agli equilibri criminali dell’area flegrea, dove il clan Longobardi-Beneduce è storicamente radicato e attivo nel traffico di droga.

Arriva Caronte: dieci giorni di caldo estremo, temperature fino a 40 gradi in tutta Italia

L’Italia si prepara a vivere almeno dieci giorni di canicola rovente, a causa dell’arrivo dell’anticiclone africano Caronte, così ribattezzato dagli esperti per la sua capacità – proprio come il traghettatore dell’Ade nella Divina Commedia – di condurre il Paese verso un clima “infernale”.

Secondo le ultime previsioni meteorologiche, fino al 16-17 agosto, l’intero territorio nazionale sarà interessato da temperature eccezionalmente elevate, con punte di 40°C all’ombra in diverse città del Centro e del Sud.

Un’ondata di calore che non risparmierà nemmeno il Nord, dove all’elevato tasso di umidità si aggiungerà la difficoltà di smaltire il calore accumulato, aumentando notevolmente la temperatura percepita.

Le città più colpite: da Roma a Milano, passando per Firenze e Terni
L’apice del caldo è atteso tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, con le seguenti previsioni:
Terni: 40°C
Firenze: 39°C
Roma: 38°C
Milano: 36°C reali, ma con una percezione intorno ai 40°C per via dell’umidità
Napoli, Bologna, Verona, Torino e molte altre città registreranno valori tra i 35 e i 38°C.

Anche le temperature minime notturne resteranno elevate, comprese tra i 20 e i 24°C, con notti tropicali che renderanno difficile il sonno soprattutto nei centri urbani.

L’anticiclone Caronte: più caldo oggi che nel 2012

Il nome “Caronte” non è nuovo: fu utilizzato per la prima volta nel luglio 2012, quando il medesimo anticiclone portò l’Italia a toccare i 36-37°C. Oggi, a distanza di 13 anni, i valori previsti sono superiori di almeno 3-4 gradi, a conferma di un trend climatico in continuo riscaldamento.

Il caldo di questi giorni, inoltre, arriva in una fase del calendario in cui le giornate iniziano ad accorciarsi, il che rende ancora più evidente il carattere anomalo dell’ondata in arrivo.

Quando finirà? Le possibili evoluzioni dopo Ferragosto

e previsioni indicano che Caronte potrebbe mantenere il suo dominio sull’Italia fino a metà mese. Solo nella settimana successiva al 17 agosto si intravede una possibile attenuazione del caldo, soprattutto al Nord, dove non si esclude l’arrivo di temporali e un ricambio d’aria.
Tuttavia, al momento, l’unica certezza è che il nostro “traghettatore meteorologico” continuerà a guidarci verso giornate roventi almeno fino a Ferragosto.

Consigli pratici: evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, bere molta acqua, limitare l’attività fisica all’aperto e proteggere le fasce più vulnerabili, come anziani, bambini e soggetti con patologie croniche.
L’estate italiana, in questa prima metà di agosto, ha tutta l’aria di voler bruciare i suoi record.

Leopoldo Mastelloni, il leone del teatro colpito da un ictus

Roma– Un’onda di apprensione attraversa il mondo del teatro e dello spettacolo: Leopoldo Mastelloni, 80 anni appena compiuti, icona ribelle della scena italiana, è stato colpito da un ictus e si trova ora ricoverato nel reparto di neurologia dell’ospedale Umberto I di Roma.

La notizia, confermata dall’attore stesso con un toccante messaggio su Facebook, ha scosso colleghi, fan e ammiratori, che si stringono attorno a un artista che ha fatto della libertà e dell’autenticità la sua bandiera.

“Grazie a tutti per il vostro affetto. Purtroppo è tutto vero, non è una fake news ma una drammatica realtà. Spero, con l’aiuto dello staff medico, di uscirne presto e al meglio. Vi voglio bene”, ha scritto Mastelloni, con quella schiettezza che lo ha sempre contraddistinto.

Nato a Napoli nel 1945, da una famiglia di giuristi, Mastelloni ha calcato i palcoscenici sin dai vent’anni, debuttando al Teatro Esse con testi di Artaud, Genet e Hofmannsthal sotto la guida di Gennaro Vitiello. La sua carriera è un mosaico di provocazioni e talenti: attore, regista, cantante, performer capace di abbattere barriere con il suo travestitismo e la dichiarata omosessualità, in un’epoca in cui il coraggio di essere se stessi era una sfida.

Sul palco ha dato vita a personaggi indimenticabili, diretto da maestri come Giuseppe Patroni Griffi e interpretando opere di Eduardo De Filippo, Carlo Goldoni e Raffaele Viviani. Al cinema, ha lasciato il segno in Inferno di Dario Argento e in commedie come Culo e camicia di Pasquale Festa Campanile.

In tv, ha brillato in varietà cult come Bambole non c’è una lira di Antonello Falqui, ma è stato anche al centro di una controversia che lo ha segnato: nel 1984, una bestemmia sfuggita durante il programma Blitz lo ha relegato per anni ai margini del piccolo schermo, un episodio che ancora oggi alimenta discussioni tra i suoi estimatori.

Negli ultimi anni, Mastelloni non ha nascosto la sua amarezza per un mondo dello spettacolo che, a suo dire, premia i follower più del talento. In un’intervista all’ANSA per i suoi 79 anni, aveva confessato: “Temo la depressione, faccio brutti pensieri”. Parole che avevano colpito l’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che promise di verificare possibili sostegni per un artista costretto a vivere con una pensione “bassissima”.

“Non ne ho saputo più nulla”, aveva poi dichiarato Leopoldo Mastelloni, con un misto di ironia e delusione, in un’intervista per il suo 80esimo compleanno, il 12 luglio 2025. In quell’occasione, aveva annunciato l’uscita, prevista per settembre, del suo libro di memorie, Così fan tutti (Albatros-Il Filo), un racconto non banale, arricchito da foto e aneddoti inediti su incontri con giganti come Vittorio Gassman, Monica Vitti e Hanna Schygulla.

“Sono un bullizzato culturale”, aveva detto, raccontando di un’epoca di scambi profondi con figure come Francesco Rosi e Marcello Mastroianni, un mondo che sente ormai lontano.La notizia dell’ictus ha riacceso i riflettori su un artista che, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di combattere.

La sua esclusione dai circuiti mainstream, la precarietà economica e il senso di isolamento hanno alimentato polemiche sul trattamento riservato a chi, come lui, ha dato tanto alla cultura italiana senza ricevere adeguato riconoscimento.

Mentre Mastelloni lotta in ospedale, il suo messaggio di speranza e affetto risuona come un invito a non dimenticare chi ha fatto la storia del teatro con passione e indipendenza. Il mondo della cultura, ora, trattiene il fiato, augurandosi che il leone napoletano possa tornare presto a ruggire.