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Violenze in carcere, la Corte d’Appello conferma l’assoluzione per due agenti

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’assoluzione per Angelo Di Costanzo e Vittorio Vinciguerra, i due agenti della polizia penitenziaria finiti sotto processo per le violenze commesse ai danni dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Per entrambi resta dunque valida la formula già pronunciata in primo grado, “per non aver commesso il fatto”.

La decisione dei giudici di secondo grado consolida il verdetto emesso il 20 giugno 2023 dal gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Pasquale D’Angelo. In quell’occasione i due imputati erano stati assolti dalle accuse di lesioni, abuso di autorità e tortura.

Il filone separato dal maxiprocesso

Di Costanzo e Vinciguerra erano gli unici agenti ad aver scelto in primo grado il rito abbreviato, separando così la loro posizione dal maxiprocesso principale che vede imputate altre 105 persone davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere. Si tratta del procedimento nato dall’inchiesta sui pestaggi avvenuti il 6 aprile 2020 nel reparto Nilo della casa circondariale, all’indomani delle proteste esplose nelle carceri italiane durante la fase più dura dell’emergenza Covid.

L’inchiesta, sostenuta dalla Procura sammaritana, aveva portato alla luce uno dei casi più gravi e discussi degli ultimi anni sul fronte dei diritti dei detenuti. Decisivi, nel ricostruire quanto avvenne all’interno del penitenziario, furono i video delle telecamere interne, che documentarono le violenze subite da numerosi reclusi durante quella che era stata formalmente presentata come una perquisizione straordinaria.

Le ragioni dell’assoluzione

La posizione dei due agenti è sempre stata considerata meno grave rispetto a quella di altri imputati. Nei video acquisiti agli atti, infatti, nessuno dei due sarebbe stato identificato con certezza. Per Angelo Di Costanzo la difesa aveva anche prospettato un possibile errore di persona.

Quanto a Vittorio Vinciguerra, il suo nome era emerso nelle dichiarazioni di un solo detenuto, che tuttavia non lo aveva riconosciuto in modo sicuro. Lo stesso detenuto, in seguito, è deceduto dopo essersi dato fuoco. Un quadro probatorio, dunque, ritenuto insufficiente sia in primo che in secondo grado per sostenere una condanna.

Per Vinciguerra, inoltre, l’accusa di tortura riguardava anche un episodio distinto, datato 10 marzo 2020, quindi antecedente di quasi un mese rispetto ai pestaggi del 6 aprile.

Le parti civili e le spese

Nel processo si erano costituite parti civili decine di detenuti che si ritenevano vittime delle violenze, oltre al Ministero della Giustizia, presente anche quale responsabile civile. Con la sentenza d’appello, i giudici non solo hanno confermato l’assoluzione dei due agenti, ma hanno anche condannato le parti civili al pagamento delle spese processuali.

Si tratta di un passaggio destinato ad avere un peso anche sul piano processuale e simbolico, perché chiude definitivamente, almeno per questo filone, la posizione dei due poliziotti penitenziari.

La richiesta della Procura respinta

Nel giudizio di secondo grado l’accusa è stata sostenuta dai sostituti procuratori Alessandra Pinto e Daniela Pannone, già impegnate anche nel maxidibattimento ancora in corso in primo grado. La loro applicazione temporanea era stata disposta dal procuratore generale proprio in ragione della conoscenza approfondita di un procedimento particolarmente complesso e articolato.

Le pm avevano chiesto alla Corte la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, con l’acquisizione di alcune testimonianze rese nel corso del processo principale con 105 imputati. La Corte d’Appello ha però rigettato l’istanza, rilevando che quelle deposizioni erano state assunte senza la presenza dei difensori di Di Costanzo e Vinciguerra e non potevano quindi essere utilizzate in quel giudizio.

La vicenda che resta aperta

La conferma dell’assoluzione per i due agenti non incide sul cuore dell’inchiesta madre, che resta tuttora aperta nel maxiprocesso in corso davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere. È lì che si sta giocando la partita principale sulle responsabilità per il blitz del 6 aprile 2020, divenuto un caso nazionale dopo la diffusione delle immagini dei pestaggi.

Quelle immagini, insieme alle testimonianze dei detenuti e agli atti dell’inchiesta, hanno acceso negli anni un forte dibattito pubblico sul funzionamento del sistema carcerario, sull’uso della forza da parte degli agenti e sul rispetto dei diritti fondamentali all’interno degli istituti di pena.

Meteo Campania: coperto in gran parte della regione, freddo al mattino con massime 12–17°C

La mattinata in Campania si apre sotto un cielo sostanzialmente coperto su gran parte della regione: le nubi stratificate tengono la scena senza però portare precipitazioni, mentre le temperature restano contenute con massime previste tra circa 12 e 17 °C e minime che variano dallo 0,3 °C registrato a Benevento fino ai 7 °C delle zone costiere.

L’umidità è elevata in particolare nelle aree interne dove la nebbia può persistere nelle prime ore. Il regime dei venti è nel complesso debole o moderato, con punte più sostenute nelle vallate dell’Irpinia, e la combinazione di cielo grigio e termometri stabili conferisce alla giornata un carattere fresco e un po’ cupo ma privo di fenomeni significativi, utile per programmare gli spostamenti locali senza l’ansia di piogge improvvise.

Previsione Meteo Napoli e Salerno: a Napoli la giornata si mantiene coperta con minima intorno ai 7 °C e massima prossima ai 17 °C; il mare non incide su fenomeni precipitativi ma il cielo grigio riduce la luminosità e il vento soffia moderato dalla direzione settentrionale con raffiche locali fino a circa 15 km/h, condizioni che rendono le prime ore più fresche e l’aria abbastanza ventilata lungo il lungomare.

A Salerno situazione analoga: cielo coperto, minime intorno a 7 °C e massime attese sui 16 °C; il vento qui può risultare leggermente più sostenuto rispetto al capoluogo, fino a punte prossime a 18–19 km/h, ma senza implicare peggioramenti, perciò la giornata resterà grigia e relativamente mite nelle ore centrali, con temperature adatte a giacche leggere e qualche accorgimento per chi resta all’aperto.

Previsione Meteo Caserta e Avellino

La giornata prosegue con cielo compatto anche sull’area casertana e nell’hinterland avellinese: nubi basse manterranno il paesaggio grigio per gran parte delle ore diurne, con temperature mattutine piuttosto fresche attorno ai 4–5 °C e punte massime che non supereranno i 13–17 °C a seconda delle valli e delle quote. Soprattutto sui rilievi appenninici il vento diventerà più vivace, rinforzando la sensazione di freddo in quota e favorendo locali rotazioni delle masse d’aria; nelle zone urbane la ventilazione, seppur più contenuta, contribuirà a smuovere gli strati bassi senza però aprire spazi di cielo sereno, quindi la giornata rimane in prevalenza grigia ma asciutta.

Previsione Meteo Benevento

Situazione più complicata nella provincia di Benevento, dove al mattino si registra nebbia fitta con visibilità ridotta soprattutto nelle valli e lungo il corso del fiume Calore: la minima si avvicinerà allo zero, mentre la massima attesa si fermerà intorno ai 14 °C facendo poco per dissipare la cappa umida nelle ore centrali.

Attenzione per chi viaggia nelle prime ore del giorno, con possibili rallentamenti e necessità di maggiore prudenza; dal pomeriggio la nebbia potrà diradare lentamente lasciando comunque nubi basse e un’atmosfera fresca e umida su gran parte del Sannio, collegandosi così alle condizioni coperte già presenti nel resto della Campania.

Napoli, trovato con un revolver: 18enne ai domiciliari

Nella notte del 27 marzo, i carabinieri hanno bloccato un 18enne, Mouhamadou Moustapha
Mbengue, senegalese di origine ma adottato da una famiglia napoletana, in un locale di Napoli.

Durante il controllo, il ragazzo è stato trovato in possesso di un revolver calibro 38 con quattro proiettili, privo di matricola. L’arma, secondo quanto dichiarato dallo stesso giovane, sarebbe stata “acquistata due anni fa”.

Una zona già segnata dalla violenza

L’episodio è avvenuto in un’area già teatro di “stese” – le sparatorie indiscriminate a scopo intimidatorio – e nei pressi del locale dove, tra il 18 e il 19 novembre 2025, fu ucciso a colpi d’arma da fuoco il 19enne Marco Pio Salomone.

La decisione del gip

Il giudice per le indagini preliminari Enrico Contieri ha convalidato l’arresto, disponendo per il 18enne – incensurato e difeso dall’avvocato Emilio Coppola – la misura degli arresti domiciliari. Secondo il magistrato, il ragazzo appare “sufficientemente inserito nel circuito criminale della città”, tanto da riuscire a procurarsi armi clandestine con facilità.

Il rischio di recidiva

Per il gip, sussiste il concreto pericolo che il giovane possa “reiterare” i reati a lui contestati, “rifornendosi sul mercato illecito di ulteriori armi analoghe a quella caduta in sequestro, o addirittura commettere gravi delitti contro la persona”.

Secondigliano, attacco allo Stato: squarciate le ruote di una volante

Napoli– Sale altissima la tensione a Secondigliano, dove la scorsa notte un raid vandalico ha colpito direttamente il cuore della sicurezza locale. Una pattuglia del VII Distretto è stata pesantemente danneggiata: ignoti hanno squarciato gli pneumatici di una volante parcheggiata nei pressi del commissariato.

Un segnale inequivocabile, che gli inquirenti leggono come un vero e proprio atto intimidatorio rivolto contro chi rappresenta la legge in un quartiere difficile.

L’escalation di violenza

L’episodio non è isolato. Solo pochi giorni fa, l’incendio doloso ai danni dell’attività di un imprenditore antiracket aveva già riacceso i riflettori sulla precarietà dell’ordine pubblico nell’area. Questo nuovo attacco alla Polizia di Stato sembra confermare un clima di aperta sfida alle istituzioni, innescato probabilmente dalla pressione costante esercitata dalle forze dell’ordine negli ultimi mesi.

La risposta della Polizia: dai blitz antidroga ai controlli al “Perrone”

Sotto la guida del vice questore aggiunto Tommaso Pintauro, il commissariato di Secondigliano ha recentemente inferto colpi durissimi alla criminalità locale. Tra i risultati più significativi:

Lo smantellamento di una piazza di spaccio storica, attiva da trent’anni.

L’operazione “Alto Impatto” nel rione Perrone, che ha portato al sequestro di 300 kg di prodotti ittici in pessime condizioni igieniche.

Denunce per furto di energia elettrica a carico di diversi titolari di esercizi commerciali della zona.

L’ipotesi investigativa è che l’azione a 360 gradi degli agenti abbia toccato interessi economici profondi, scatenando la ritorsione dei clan o della delinquenza comune.

In precedenza vi era stato il blizt che aveva smantellato la storica pizza di spaccio nella «111» ak rione Berlingieri con una dozzina di arresti.

L’appello: «Lo Stato non può subire»

Immediata la solidarietà alle forze dell’ordine. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Giurate, Giuseppe Alviti, ha espresso vicinanza agli agenti ribadendo una posizione già esposta al Prefetto Michele Di Bari: «Siamo davanti a un territorio ad altissimo rischio, dove la mentalità criminale è radicata. Lo Stato non può restare a guardare: è urgente militarizzare l’area per dare una risposta di forza e presenza costante».

Casoria, il partito democratico si «spacca»: documento della maggioranza contro i dissidenti

Casoria – In un lungo documento sottoscritto da tutta la maggioranza guidata dal sindaco Raffaele Bene, i consiglieri hanno evidenziato di come nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Casoria, di fronte alle recenti dichiarazioni pubbliche – in alcuni casi al limite della correttezza istituzionale – rilasciate da alcuni componenti della maggioranza, l’ Amministrazione ha scelto, responsabilmente, di mantenere un profilo sobrio e silente, continuando a concentrarsi su ciò per cui i cittadini hanno accordato la propria fiducia alle ultime elezioni: lavorare con serietà e concretezza per il bene di Casoria.

Tuttavia, precisano I firmatari, gli ulteriori attacchi, perpetrati anche nel corso dell’ultimo Consiglio comunale contro il vicesindaco Gaetano Palumbo, impongono una risposta chiara, ferma e non più rinviabile.

“Le parole rivolte al Vicesindaco – precisano – offendono l’impegno di chi, quotidianamente e con dedizione, opera per il miglioramento della città, affrontando con responsabilità le complessità amministrative e cercando sempre di dare risposte concrete ai bisogni della comunità.

Non siamo di fronte all’espressione di un legittimo dissenso politico, che in un sistema democratico rappresenta sempre un valore, ma a un atteggiamento ambiguo e contraddittorio: si attacca l’operato dell’Amministrazione mentre, al tempo stesso, si continua a rivendicare l’appartenenza alla stessa maggioranza”.

A finire sulla graticola i consiglieri del Pd Alessandro Graziuso, Franco Russo ( questi due del PD) e Francesco D’Anna che avevano attaccato il vicesindaco Gaetano Palumbo (M5S) per l’utilizzo dell’espressione “sanificazione della maggioranza”, utilizzata da Palumbo in riferimento ai consiglieri assenti durante la seduta di approvazione del bilancio.

Insomma, un dato appare quasi certo: lo strappo nel Pd e nella maggioranza appare ormai insanabile e a garantire la presenza dei democrat in coalizione, i consiglieri Susy De Rosa e Nicola Rullo.

P.B.

Striano, lite in famiglia finisce nel sangue: padre accoltella il figlio

Striano – Doveva essere una discussione come tante, ma si è trasformata in un episodio di violenza estrema. A Striano, nel Napoletano, un uomo di 43 anni è stato accoltellato dal padre al culmine di una lite scoppiata all’interno dell’abitazione familiare.

Secondo una prima ricostruzione, il diverbio sarebbe rapidamente degenerato fino a sfociare nell’aggressione: il 65enne avrebbe impugnato un coltello e colpito il figlio con più fendenti all’addome.

I soccorsi e il ricovero

L’uomo ferito è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Malta di Sarno. Nonostante la gravità dell’episodio, le sue condizioni non sarebbero tali da far temere per la vita.

L’arresto e le indagini

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale, supportati dai militari di San Giuseppe Vesuviano. L’aggressore è stato immediatamente bloccato e condotto in caserma.
Al termine delle formalità di rito, il 65enne è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il movente da chiarire

Restano ancora da definire i contorni della vicenda: gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare le cause che hanno portato alla violenta escalation all’interno del nucleo familiare.

N.M.

Torre del Greco, offre 50euro ai carabinieri «per chiudere un occhio»: arrestato

Torre del Greco -Erano le dieci di sera quando uno scooter con a bordo Gennaro Izzo, 50 anni, e una donna di 35 anni ha tentato di sottrarsi a un controllo dei carabinieri in via De Gasperi, a Torre del Greco.

I militari della sezione radiomobile hanno intimato l’alt, ma l’uomo alla guida ha ignorato il segnale, cercando invano la fuga. Bloccato dai carabinieri, Izzo si è trovato a dover rispondere delle proprie azioni.

La banconota e il tentativo di corruzione

Invece di collaborare, il cinquantenne ha estratto una banconota da 50 euro e l’ha offerta direttamente ai militari: un gesto esplicito, senza troppi giri di parole, per «chiudere un occhio» e scongiurare il fermo amministrativo dello scooter. La risposta dei carabinieri è stata ovviamente un secco rifiuto.

L’aggressione e l’arresto

A quel punto Izzo ha perso il controllo, tentando di farsi strada con la forza e aggredendo i due militari. Dopo una breve colluttazione è stato immobilizzato e arrestato con tre capi d’accusa: istigazione alla corruzione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni a pubblico ufficiale. Un tentativo di evitare il sequestro di uno scooter che gli è costato la libertà.

Smantellata piazza di spaccio alle Case Nuove: arrestato 34enne

Prosegue l’attività di contrasto al narcotraffico nei quartieri caldi di Napoli. Nella mattinata di ieri, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno smantellato una base logistica dello spaccio nel cuore delle Case Nuove.

L’operazione è scattata durante un normale servizio di controllo del territorio, quando i poliziotti hanno notato un sospetto e continuo viavai di persone nei pressi di un edificio in via Antonio Toscano.

L’inseguimento e il sequestro

Entrati nello stabile per verificare la situazione, gli agenti hanno sorpreso Marco Valentino, 34enne napoletano con precedenti specifici. Alla vista delle divise, l’uomo ha tentato una fuga disperata tra i corridoi del palazzo, venendo però raggiunto e bloccato dopo pochi metri.

La successiva perquisizione ha confermato i sospetti degli inquirenti: Valentino è stato trovato in possesso di 29 dosi di cocaina e crack già pronte per lo smercio, oltre a un involucro più consistente contenente circa 100 grammi della stessa sostanza.

La decisione del GIP: dai poliziotti ai domiciliari

Nonostante la gravità del quadro indiziario e la flagranza di reato, il 34enne ha lasciato il carcere poche ore dopo l’arresto. Durante l’udienza con rito direttissimo, il legale dell’indagato, l’avvocato Carlo Ercolino, ha giocato la carta del rito abbreviato condizionato.

La difesa ha richiesto una perizia tecnica volta ad accertare l’effettiva purezza e la qualità degli stupefacenti sequestrati, elemento che potrebbe ricalibrare l’entità della pena.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto l’istanza della difesa, disponendo per Valentino la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del conferimento dell’incarico al perito e della prossima udienza.

Napoli, entra nel bar e urla: «Siete tutti razzisti, datemi tutto». Arrestato algerino

Napoli

– Erano circa le 10 del mattino quando Adel Hizzi, un 35enne algerino, è entrato in un bar in corso Meridionale minacciando una dipendente con un coccio di bottiglia puntato alla gola. La donna, terrorizzata, non è rimasta sola: il cognato è riuscito a bloccarlo e a chiamare subito i Carabinieri componendo il 112.

È intervenuto il nucleo operativo dei Carabinieri di Napoli Stella, arrivato in pochi minuti. Hizzi, ancora molto agitato, è stato fermato e portato in caserma. Dalle prime ricostruzioni, poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine avrebbe tentato di portare via l’incasso del bar, minacciando la barista con una bottiglia di vetro spaccata e appuntita.

Secondo quanto riferito dai militari, nel corso dell’aggressione avrebbe anche gridato: “Siete tutti razzisti, datemi tutto”.

Il 35enne è stato dichiarato in arresto e tradotto nel carcere di Poggioreale in attesa di rito direttissimo. Dovrà rispondere di tentata rapina aggravata, con le indagini che potrebbero accertare ulteriori elementi sul contesto e sulle sue condizioni psicologiche al momento dell’episodio.

Il barista e la dipendente sono stati affidati alle cure del personale sanitario per lo choc subìto, mentre la titolare del locale ha raccontato in lacrime la scena di panico vissuta davanti ai clienti.

Raid a Sant’Anastasia, bimba ferita alla testa: la Cassazione conferma l’aggravante mafiosa

La Suprema Corte di Cassazione ha messo un punto fermo sulla tragica sparatoria che la sera del 23 maggio 2023 sconvolse Sant’Anastasia, nel Vesuviano, sfiorando la strage.

I giudici hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa di uno dei due responsabili, confermando in via definitiva l’aggravante del metodo mafioso per un’azione violenta e indiscriminata. Per quel raid sono già stati condannati Emanuele Civita e un suo complice, all’epoca dei fatti minorenne.

La lite e la “vendetta” armata tra la folla

La furia cieca di quella sera, secondo le ricostruzioni confermate in sede di giudizio, scattò per futili motivi legati a dinamiche criminali di strada. Tutto ebbe origine dal tentativo di affermare la propria supremazia su un gruppetto di coetanei che, poco prima, non si era lasciato intimorire alla vista di una pistola.

Un “affronto” inaccettabile per i due aggressori, che decisero di tornare nella piazza principale del paese in sella a uno scooter. Armati di una potente mitraglietta, capace di esplodere decine di colpi in pochi secondi, fecero fuoco all’impazzata contro la folla senza alcuna pietà.

Il dramma della famiglia: il papà scudo per il figlio

A fare le spese di quella dimostrazione di forza criminale furono persone innocenti, la cui unica colpa era trovarsi in piazza per mangiare un gelato in famiglia. I proiettili non risparmiarono nessuno.

Una bambina di soli 10 anni venne colpita alla testa, mentre la madre rimase gravemente ferita all’addome, lottando a lungo tra la vita e la morte. Il bilancio, già drammatico, non si è trasformato in una carneficina solo per puro caso e per l’istinto eroico del padre: l’uomo, ferito al polso, riuscì a fare scudo con il proprio corpo al figlioletto di dieci anni, salvandogli di fatto la vita. Gli altri avventori trovarono scampo solo gettandosi a terra in preda al terrore.

Le armi introvabili e i traumi incancellabili

Così come tristemente noto in altri recenti casi di cronaca nera partenopea sfociati nel sangue — come gli omicidi del musicista Giovanbattista Cutolo (“Giò Giò”) e del giovane pizzaiolo Francesco Pio Maimone a Mergellina — anche in questo caso le armi utilizzate per il raid non sono mai state fatte ritrovare dai colpevoli.

Se la giustizia sta facendo il suo corso nelle aule di tribunale, per le vittime il calvario è tutt’altro che finito. La famiglia, assistita legalmente dall’avvocato Paolo Cerruti, porta ancora addosso le cicatrici di quella notte.

A distanza di quasi tre anni dalla sparatoria, genitori e figli continuano a essere monitorati costantemente da medici e psicologi, nel difficile tentativo di superare un trauma che ha segnato le loro vite per sempre.

Afragola, dieci colpi nella notte: stesa al rione Salicelle

Il silenzio della notte è stato squarciato da una raffica di colpi d’arma da fuoco.
Almeno dieci detonazioni, secche e ravvicinate, hanno riecheggiato tra le palazzine popolari del rione Salicelle, ad Afragola, poco prima dell’alba.

Un suono inconfondibile che ha svegliato di soprassalto decine di residenti. Poi di nuovo il silenzio, quello pesante che spesso accompagna le notti dei quartieri segnati dalla presenza della camorra.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia, allertati dalle segnalazioni dei cittadini. In strada, lungo via Salicelle, sono stati rinvenuti numerosi bossoli: almeno una decina, repertati dagli uomini della Scientifica durante i rilievi. Non risultano feriti né danni a persone o abitazioni. Tutto lascia pensare a una “stesa”, cioè una sparatoria dimostrativa con colpi sparati in aria per intimidire e marcare il territorio.

La “firma” della camorra

Nel linguaggio della criminalità organizzata napoletana, il numero dei colpi non è quasi mai casuale. Le stese rappresentano un messaggio, un modo per riaffermare la presenza di un gruppo sul territorio o lanciare un segnale ai rivali.

Nel rione Salicelle — enorme complesso di edilizia popolare alla periferia di Afragola — questo linguaggio è noto da anni. Le indagini delle forze dell’ordine hanno infatti collocato proprio qui una delle roccaforti della camorra locale.

La zona è storicamente legata al gruppo Sasso-Parziale, ritenuto una costola del potente clan Moccia, una delle organizzazioni più radicate nell’area a nord di Napoli e attiva da decenni tra Afragola, Casoria e Arzano.

Un territorio segnato dalle faide

Il rione Salicelle è spesso finito al centro delle cronache giudiziarie. Negli ultimi anni blitz e arresti hanno colpito le articolazioni del clan che gestivano traffico di droga, estorsioni e controllo delle piazze di spaccio. Alcuni capi del gruppo, secondo gli investigatori, continuavano a impartire ordini anche dal carcere utilizzando telefoni cellulari clandestini.

Nonostante i colpi inferti dalle operazioni di polizia e dalle sentenze dei tribunali — che hanno inflitto condanne pesanti a esponenti del clan — il quartiere resta un territorio sensibile, dove ogni episodio di violenza può essere il sintomo di nuovi equilibri criminali.

L’ombra di nuovi equilibri criminali

Per ora gli investigatori mantengono il massimo riserbo. L’ipotesi principale resta quella di una azione dimostrativa, ma non si esclude che dietro la stesa possano nascondersi tensioni tra gruppi emergenti o segnali legati alla gestione delle piazze di spaccio della zona.

Dieci colpi sparati nel cuore della notte, tra le case popolari. Nessun ferito, nessun bersaglio preciso. Solo un messaggio che riecheggia tra i palazzi del quartiere: nel rione Salicelle, la partita per il controllo del territorio potrebbe non essere affatto chiusa.

Sanità, la Campania esce dal piano di rientro dopo 19 anni

Dopo diciannove anni la Campania esce dal piano di rientro dal debito sanitario. L’annuncio ufficiale è arrivato dal Ministero della Salute, certificando il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tra gli elementi determinanti figurano il miglioramento dei programmi di screening, il potenziamento dei posti letto nelle Rsa e il consolidamento dei dati relativi alla corretta erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza).

Si chiude così una stagione iniziata nel 2007, durante la presidenza regionale di Antonio Bassolino, che per anni ha rappresentato uno dei principali terreni di scontro politico e istituzionale.

Fico: “Ora programmazione e rilancio del sistema”

Soddisfazione è stata espressa dall’attuale presidente della Regione, Roberto Fico, che definisce l’uscita dal piano “un traguardo importante per i cittadini e per tutto il comparto sanitario”.

Secondo Fico, il superamento del regime di rientro consentirà il ritorno a una gestione ordinaria della sanità regionale, con margini più ampi di intervento:
“Significa poter programmare investimenti, assumere personale, ammodernare strutture e tecnologie e rafforzare l’intero sistema sanitario”.

Il governatore ha inoltre sottolineato il ruolo del dialogo istituzionale con il ministro della Salute Orazio Schillaci, parlando di un confronto “costante e costruttivo”. Ha però riconosciuto anche il contributo della precedente amministrazione sul fronte dell’equilibrio finanziario e dei livelli di assistenza.

De Luca: “Risultato raggiunto da tempo, decisione in ritardo”

Di tono diverso la lettura dell’ex presidente Vincenzo De Luca, che rivendica i risultati conseguiti durante il proprio mandato. In un intervento sui social, De Luca ha evidenziato come da oltre dieci anni il bilancio sanitario regionale fosse in attivo, condizione condivisa solo con poche altre regioni italiane.

Secondo l’ex governatore, gli obiettivi previsti dalla normativa statale erano già stati raggiunti nelle tre aree chiave — ospedaliera, territoriale e della prevenzione — e la decisione del ministero sarebbe arrivata con ritardo.

De Luca ha inoltre ricordato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, sostenendo che l’uscita dal piano sia stata di fatto determinata da una pronuncia giudiziaria:
“Il ministero non ha fatto altro che adeguarsi alla sentenza del Tar”.

Le criticità strutturali: personale ancora insufficiente

Nel suo intervento, De Luca ha ribadito anche uno dei nodi storici della sanità campana: la carenza di organico. Per anni, ha sottolineato, medici e infermieri sono stati in numero inferiore rispetto alle reali esigenze del sistema.

Un tema che ora torna centrale nella nuova fase: con la fine del piano di rientro, la Regione potrà intervenire con maggiore autonomia anche sul fronte delle assunzioni, uno degli aspetti più vincolati durante il lungo periodo di commissariamento.

Una svolta attesa

L’uscita dal piano di rientro rappresenta dunque una svolta amministrativa e politica per la Campania. Dopo quasi vent’anni di vincoli e controlli stringenti sui conti della sanità, si apre una fase che punta al rilancio del sistema, tra investimenti, rafforzamento dei servizi e superamento delle criticità storiche.

L’oroscopo di oggi 29 marzo 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Ecco l’oroscopo per oggi, domenica 29 marzo 2026. Le configurazioni planetarie di oggi riflettono il grande tema architettonico del 2026: quello della costruzione consapevole . Non siamo in balia di eventi casuali, ma chiamati a gettare le fondamenta del nostro futuro.

♈ Ariete (21/3 – 19/4)

Oggi la tua energia è alta, ma con Saturno nel tuo segno, la giornata richiede responsabilità, soprattutto nelle relazioni .

  • Amore: È un momento in cui i rapporti vengono messi alla prova per diventare più solidi. Se sei single, mostrarti autentico e maturo può portare a incontri significativi. Con il partner, evita di imporre la tua volontà.

  • Lavoro: Potresti sentire il peso di maggiori responsabilità. Un progetto iniziato in primavera richiede ora impegno costante.

  • Salute: Attenzione allo stress e al sovraccarico. La tua resistenza è alta, ma Saturno ti chiede un ritmo sostenibile. Evita sforzi fisici improvvisi.

  • Finanze: Crescita lenta ma solida. Oggi non è il giorno per investimenti impulsivi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “Non sfidare il mondo, sfida i tuoi limiti. La vera vittoria è su chi eri ieri” .

♉ Toro (20/4 – 20/5)

Con Giove in Gemelli fino a maggio, la tua mente è aperta alle connessioni sociali e intellettuali.

  • Amore: La vita sociale è un catalizzatore per l’amore. Un viaggio o un corso possono portare a incontri stimolanti. In coppia, condividere una passione intellettuale rinnova il legame.

  • Lavor: Ottimo per la formazione e le collaborazioni. Potresti ricevere un’offerta per cambiare settore o metodo di lavoro. Attenzione ai dettagli nei contratti.

  • Salute: Il benessere è legato all’equilibrio mentale. Attività come il giardinaggio o la meditazione aiutano a calmare la mente.

  • Finanze: Reddito variabile ma positivo grazie a collaborazioni. Oggi potrebbero emergere opportunità di investimento tramite la tua rete di contatti.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “Nulla di nuovo entra se la porta è chiusa. Apri la mente, e il mondo entrerà con doni inaspettati” .

♊ Gemelli (21/5 – 20/6)

Giove nel tuo segno fino a maggio porta un’ondata di ottimismo e opportunità.

  • Amore: La primavera è magneticamente favorevole per l’amore. Dopo maggio, la ricerca si sposta verso la sicurezza emotiva e la casa. In coppia, un progetto familiare o un trasloco potrebbero unirvi.

  • Lavoro: Anno fortunato per la visibilità. Usa i prossimi giorni per lanciare le tue idee.

  • Salute: Alta energia mentale. Attenzione al nervosismo e alle distrazioni. Il riposo è produttivo quanto l’azione.

  • Finanze: Il picco positivo è in questi mesi. Gestisci le entrate con saggezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “Sii come l’acqua: scorri, adattati, ma sappi dove stai costruendo la tua diga per raccogliere forza” .

♋ Cancro (21/6 – 22/7)

Da maggio Giove entrerà nel tuo segno, portando un’espansione emotiva, ma già oggi ne senti i prodromi.

  • Amore: I sentimenti sono pronti a fiorire. È un periodo ideale per progetti romantici. Per i single, l’attrazione si basa sul senso di “casa” e protezione.

  • Lavoro: La tua intuizione e la capacità di creare ambienti accoglienti sono premiate. Un’attività legata alla cura o all’ospitalità può decollare.

  • Salute: L’energia vitale aumenta. Fai attenzione alla ritenzione idrica o all’alimentazione emotiva. Il contatto con l’acqua è rigenerante.

  • Finanze: Oggi è favorito l’investimento nella casa o nel settore immobiliare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “La tua forza è la tenerezza. Non aver paura di mostrarla. È il tuo scudo e la tua strada verso la prosperità” .

♌ Leone (23/7 – 22/8)

Anno di networking e semina per il futuro. Il successo passa attraverso la comunità.

  • Amore: L’amore si trova nei gruppi, tra amici di amici. In coppia, condividere obiettivi sociali o creativi riaccende la passione.

  • Lavoro: La collaborazione è essenziale. Una proposta da un’associazione o un gruppo professionale potrebbe cambiare la tua direzione.

  • Salute: Attenzione alla circolazione. Gli sport di squadra sono perfetti per te. La creatività è uno sfogo essenziale.

  • Finanze: Le finanze migliorano attraverso progetti collettivi. Attenzione alle spese eccessive per le apparenze.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “Il sole splende per tutti, ma scalda chi si connette con gli altri. Condividi il tuo fuoco” .

♍ Vergine (23/8 – 22/9)

Saturno nel settore carriera richiede impegno e porta riconoscimenti professionali.

  • Amore: Il rapporto si cementa attraverso le sfide superate insieme. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in ambito lavorativo.

  • Lavoro: Giornata cruciale per costruire la tua reputazione. Molto lavoro, ma i risultati dureranno nel tempo.

  • Salute: Alto stress legato al lavoro. Esercizi come yoga o Tai Chi aiutano a trovare equilibrio. Attenzione all’intestino.

  • Finanze: Stipendio in aumento, ma senza ricchezze improvvise. La stabilità è il vero guadagno.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “La perfezione non è una destinazione, ma la direzione del viaggio. Apprezza il percorso” .

♎ Bilancia (23/9 – 22/10)

Le eclissi toccano il tuo asse portando cambiamenti nell’identità e nelle partnership.

  • Amore: I rapporti sono sotto i riflettori. Potrebbe essere l’anno di un impegno solenne o di una necessaria separazione karmica. Scegli chi sei.

  • Lavoro: Opportunità dall’estero o nel settore legale/accademico. Una partnership può formarsi o sciogliersi per il tuo meglio.

  • Salute: L’equilibrio psicofisico è la priorità. Cerca l’armonia tra vita personale e lavorativa.

  • Finanze: Grandi movimenti, eredità o fine di cicli finanziari legati ad altri.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “Non puoi piacere a tutti. Piacere a te stesso, onestamente, è il primo passo per attrarre le relazioni giuste” .

♏ Scorpione (23/10 – 21/11)

Anno di trasformazione interiore e gestione delle risorse condivise.

  • Amore: Passioni profonde e relazioni trasformative. Potrebbe essere l’anno in cui il sesso diventa anima e l’anima si incarna.

  • Lavoro: Settori come finanza, psicologia e ricerca sono favoriti. Un’intuizione geniale su un investimento può portare successo.

  • Salute: Anno di grande energia rigenerativa. Ottimo per terapie profonde.

  • Finanze: Gestione di capitali, rimborsi e prestiti. Oggi non correre rischi: usa calcolo e intuizione.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “La crisalide non è una prigione, è un laboratorio alchemico. Abbraccia l’oscurità che trasformi” .

♐ Sagittario (22/11 – 21/12)

Giove in Gemelli porta un anno di relazioni significative e impegno verso gli altri.

  • Amore: L’anno dell’Amore con la A maiuscola. Molti single troveranno il partner ideale. Per le coppie, è un rinnovo delle promesse.

  • Lavoro: Le partnership sono la chiave. Scegli con cura collaboratori e soci. I contratti sono favoriti, ma leggi sempre le clausole.

  • Salute: Il tuo benessere dipende dalla qualità delle relazioni. Le avventure all’aria aperta con il partner sono la miglior medicina.

  • Finanze: Finanze comuni sotto una stella fortunata. Potrebbe arrivare un’eredità o un regalo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “L’altro è lo specchio in cui vedi parti di te. Scegli specchi che ti mostrino il tuo potenziale, non le tue paure” .

♑ Capricorno (22/12 – 19/1)

Anno di routine, servizio e benessere. Costruisci una vita quotidiana che ti supporti.

  • Amore: L’amore cresce attraverso la complicità della vita di tutti i giorni. Se single, il romance potrebbe sbocciare in ufficio o in palestra.

  • Lavoro: Anno di lavoro diligente, miglioramento dei processi e attenzione alla salute del team.

  • Salute: Priorità assoluta. Oggi è il giorno giusto per iniziare una routine salutare che durerà tutta la vita.

  • Finanze: I guadagni sono legati al lavoro quotidiano e all’efficienza. Piccoli aumenti cumulativi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “La montagna più alta si scala un passo alla volta. Costruisci oggi l’abitudine che ti porterà alla vetta domani” .

♒ Acquario (20/1 – 18/2)

Anno di creatività, passione e gioia. Riscopri cosa ti fa brillare.

  • Amore: Passione, romance e avventure amorose. Per molti, un anno di flirt intensi. Per le coppie, ritorno alla spensieratezza.

  • Lavoro: Le tue idee più creative e visionarie sono apprezzate. Settori come tecnologia, arte e intrattenimento sono favoriti.

  • Salute: Alta energia vitale. Attenzione agli eccessi. Esprimere la tua unicità è un atto salutare.

  • Finanze: Guadagni legati al talento creativo o a progetti passionali. Un rischio calcolato su un’idea innovativa potrebbe ripagare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “La rivoluzione inizia con un cuore che batte di gioia. Segui ciò che ti fa sentire vivo, e il resto seguirà” .

♓ Pesci (19/2 – 20/3)

Anno di radicamento, famiglia e fondamenta emotive. Costruisci il tuo porto sicuro.

  • Amore: Attenzione oggi! In coppia, ritroverai l’entusiasmo e la passione degli inizi. Avrai l’arte di sorprendere il tuo amato/a con un mix di sensualità e ironia . Se single, l’ambiente astrale mette la tua vita amorosa in primo piano: sarà difficile passare inosservato .

  • Lavoro: Oggi non ti lascerai facilmente sopraffare e non sopporterai che ti vengano dati ordini. Fortunatamente, questo vento di ribellione si placherà presto .

  • Salute: Marte ti sarà totalmente favorevole, quindi non mancherai di dinamismo. Attenzione però a Urano, che potrebbe portare piccoli momenti di nervosismo o sensibilità alle contagi .

  • Finanze: Attenzione! Non lanciarti in operazioni finanziarie dubbie, specialmente se coinvolgono terze persone che dipendono da te .

  • Consiglio di Paolo Tedesco per il 2026: “Non sei un’onda persa nell’oceano. Sei l’intero oceano in una goccia. Trova il tuo contenitore perfetto e fiorisci” .

Cosa ci riservano le stelle per questa domenica 29 marzo 2026?

Con Giove ancora in Gemelli, la giornata è ideale per “gettare ponti tra idee e cuore” . Le parole, le connessioni e le informazioni che scambieremo oggi hanno un peso specifico maggiore. Tuttavia, l’ombra di Saturno in Ariete ci ricorda che ogni slancio innovativo deve essere accompagnato da disciplina e responsabilità. Per alcuni segni, come Pesci e Toro, l’avvertimento è di evitare l’impulsività, specialmente in ambito finanziario e sentimentale .

In definitiva, le stelle ci invitano a non cercare la fortuna cieca, ma a diventare artefici del nostro destino. Come suggerisce Paolo Tedesco, l’energia di questo anno, e di questa giornata, ci chiede di trasformare le idee in qualcosa di concreto e sicuro, un “nido” in cui farle crescere. Usiamo questa domenica per pianificare, per prenderci cura delle relazioni autentiche e per gettare le basi di quella “montagna” che vogliamo scalare domani .

Buona domenica da Paolo Tedesco e dalla redazione.

Mondragone, fissato il processo per l’omicidio stradale del 16enne Luigi Petrella

Caserta – Si aprirà mercoledì 1° aprile, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’udienza preliminare per la morte di Luigi Petrella, il ragazzo di 16 anni travolto e ucciso a Mondragone da un’auto il cui conducente si diede alla fuga senza prestare soccorso.
L’imputato, un 48enne, è chiamato a rispondere di omicidio volontario.

La posizione della famiglia: “No al rito abbreviato”

I legali della famiglia Petrella – gli avvocati Sergio Pisani, Filippo Romano e Mario Daniele Marotta – hanno annunciato l’intenzione di opporsi a un eventuale ricorso al giudizio abbreviato.

Secondo i difensori, infatti, tale rito sarebbe “incompatibile con la gravità del fatto”, ribadendo la qualificazione giuridica dell’accaduto come “omicidio volontario pluriaggravato”.

Mobilitazione davanti al tribunale

In concomitanza con l’udienza, è prevista una manifestazione davanti al palazzo di giustizia. All’iniziativa parteciperanno amici di infanzia, compagni di scuola e conoscenti del giovane, insieme ai familiari.

Una mobilitazione spontanea, spiegano gli organizzatori, “per chiedere giustizia e verità per un ragazzo la cui vita è stata spezzata troppo presto”.

La ricostruzione dei fatti

La tragedia risale alla notte tra il 27 e il 28 giugno dello scorso anno. Il 48enne, alla guida dell’auto, urtò violentemente lo scooter su cui viaggiava il 16enne, facendolo schiantare contro un palo della luce.

Dopo l’impatto, l’uomo si allontanò senza fermarsi a prestare soccorso, lasciando il ragazzo agonizzante sull’asfalto. Trasportato in ospedale, Luigi Petrella morì poco dopo.
L’investitore è stato identificato grazie alle immagini di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte dai carabinieri intervenuti sul posto. Il fermo è scattato due giorni dopo, a Perugia.

Caserta, aggressione sul bus dell’Outlet: senza biglietto prende a pugni i verificatori

Ancora un episodio di violenza sui mezzi del trasporto pubblico locale. Un uomo, sorpreso su un autobus senza titolo di viaggio, ha aggredito i verificatori intervenuti per il controllo.

L’episodio si è verificato nel pomeriggio di oggi, sabato 28 marzo, su un bus della linea Outlet gestita da Air Campania, nei pressi di Marcianise, nel Casertano.

Secondo quanto ricostruito, il passeggero avrebbe esibito una card del circuito Unico Campania senza però aver acquistato il biglietto. Alla richiesta di esibire i documenti da parte dei verificatori, l’uomo ha reagito con insulti e minacce, trasformando in pochi istanti il controllo in un’aggressione.

Il distintivo strappato e il pugno al verificatore

La situazione è degenerata rapidamente. L’aggressore ha strappato dal collo il distintivo a uno dei due operatori, lo ha afferrato per la giacca e ha tentato di colpirlo con un pugno.

Il secondo verificatore è intervenuto per difendere il collega, ma durante la colluttazione è stato colpito all’occhio. Solo l’immediata richiesta di aiuto ha evitato conseguenze peggiori.

La fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine

Nel frattempo il personale ha allertato le forze dell’ordine, ma l’aggressore è riuscito a fuggire insieme ad altre due persone che erano con lui sull’autobus. Prima di allontanarsi ha continuato a rivolgere minacce ai dipendenti della società di trasporto.

I due verificatori si sono successivamente recati presso la stazione dei carabinieri per formalizzare la denuncia.

La denuncia di Air Campania: “Serve più sicurezza”

Air Campania ha espresso una ferma condanna per l’accaduto, ribadendo la propria solidarietà ai lavoratori coinvolti.

L’amministratore della società, Anthony Acconcia, ha manifestato vicinanza ai due dipendenti aggrediti, Mauro e Antonio, sottolineando la necessità di rafforzare le misure di sicurezza.

“Non è più tollerabile che il personale sia esposto a rischi durante lo svolgimento del proprio lavoro – ha dichiarato –. Chiederemo l’attivazione di un tavolo regionale per definire misure di prevenzione più stringenti, in particolare nelle aree più critiche, così da garantire sicurezza e tutela ai nostri operatori”.

Sesta aggressione in due mesi

Quello di oggi è il sesto episodio di violenza registrato negli ultimi due mesi ai danni del personale dell’azienda regionale di trasporto pubblico locale, un dato che riaccende l’allarme sulla sicurezza di autisti e verificatori impegnati ogni giorno sui mezzi del trasporto pubblico campano.

Marigliano, inventa il rapimento del figlio per i «like» sui social: denunciata una madre

Si è presentata in caserma a Marigliano in uno stato di apparente forte agitazione, stringendo a sé il figlio di appena due anni. Davanti ai Carabinieri, una giovane madre ha ricostruito i contorni di quello che sembrava un pomeriggio di ordinario terrore: mentre passeggiava lungo il centralissimo Corso Umberto, uno sconosciuto si sarebbe avventato sul passeggino, tentando di strapparle il piccolo con violenza.

Secondo la donna, il rapimento sarebbe sventato solo grazie alle cinture di sicurezza che hanno trattenuto il bambino, costringendo l’aggressore alla fuga.

La prova della tutina e i sospetti

Per avvalorare la sua tesi, la donna ha mostrato ai militari la tutina indossata dal bambino, che presentava lacerazioni evidenti, presentate come i segni della colluttazione e dello strattone subito. I Carabinieri hanno immediatamente fatto scattare le indagini, pattugliando la zona e interrogando i commercianti del posto per individuare il presunto malvivente.

Il verdetto delle telecamere

La svolta, tuttavia, è arrivata dall’occhio imparziale della videosorveglianza. Incrociando le immagini delle telecamere pubbliche e private della zona, i militari hanno scoperto una realtà ben diversa: nel raggio d’azione del passeggino non si era avvicinato nessuno.

Nessuna aggressione, nessun uomo in fuga. Messa alle strette durante un secondo interrogatorio, la donna è crollata in un pianto liberatorio, ammettendo l’incredibile verità: aveva architettato tutto e strappato lei stessa i vestiti del figlio nel tentativo di generare un contenuto virale che le garantisse “mi piace” e visibilità sui social network.

Le conseguenze legali

Per la donna è scattato immediatamente il deferimento all’Autorità Giudiziaria. Dovrà ora rispondere del reato di simulazione di reato, un pesante strascico giudiziario nato dal paradosso di voler apparire vittima pur di conquistare l’attenzione del popolo del web.

 La deriva dell’algoritmo e il sacrificio della realtà

Il caso di Marigliano non è solo un episodio di cronaca locale, ma il sintomo di una patologia sociale sempre più diffusa: la mercificazione del trauma. Quando il “mi piace” diventa la moneta corrente per misurare la propria esistenza, il confine tra realtà e messa in scena si dissolve pericolosamente.

Questa deriva porta a conseguenze su più livelli:

La disumanizzazione degli affetti: Utilizzare un figlio piccolo come “scenografia” per un falso crimine indica una priorità distorta, dove la tutela del minore soccombe alla necessità di alimentare il proprio profilo social.

L’inquinamento del sistema giustizia: Inventare reati non è un gioco. Mobilitare forze dell’ordine, analizzare filmati e allarmare una comunità sottrae risorse preziose a chi vive pericoli reali, creando un clima di psicosi collettiva ingiustificata.

L’anestesia emotiva: La ricerca compulsiva di approvazione digitale trasforma la vita privata in una fiction continua. Se non viene postato, sembra non esistere; se è tragico, attira più clic.

In un mondo dove l’identità è legata a una notifica, il rischio è quello di svuotare di senso la verità stessa, lasciando dietro di sé solo macerie legali e solitudine reale.

Caso Caliendo, l’avvocato della famiglia: «L’Azienda ha violato la riservatezza»

Napoli– Non accenna a placarsi lo scontro tra la famiglia di Domenico Caliendo e l’Azienda Ospedaliera dei Colli. Al centro della disputa, il delicato caso del trapianto di cuore che ha coinvolto il giovane al Monaldi di Napoli.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha risposto con una nota ufficiale alle recenti dichiarazioni della struttura ospedaliera, ribaltando le accuse di violazione della riservatezza e denunciando una gestione “anomala” dei rapporti stragiudiziali.

L’accusa: “Il vincolo di segretezza infranto dall’ospedale”

Secondo il legale, sarebbe stata proprio l’Azienda Monaldi – e non la difesa – a rendere pubblici dettagli sensibili della trattativa. “La nostra lettera aperta non conteneva riferimenti a cifre o aspetti tecnici”, chiarisce Petruzzi.

“È stata l’Azienda, nella sua nota, a diffondere unilateralmente il quantum richiesto e i termini della negoziazione. Il vincolo di riservatezza è stato infranto dall’ospedale nel momento in cui ha deciso di rendere noti i dettagli economici per difendere la propria posizione pubblica”.

Due PEC nel vuoto: la ricostruzione della difesa

L’avvocato Petruzzi contesta anche la ricostruzione cronologica fornita dal Monaldi, definendola “inesatta”. Secondo quanto riferito dal legale, lo Studio avrebbe inviato una prima proposta di bonario componimento tramite PEC, fissando un termine di 15 giorni per una risposta.

“Davanti al silenzio assoluto, il 24 marzo abbiamo inviato un secondo sollecito”, spiega l’avvocato. “L’Azienda presenta questo contatto come una generica apertura della controparte, omettendo però di dire che si trattava del secondo tentativo di dialogo dopo settimane di mutismo. Non c’è stata alcuna apertura istituzionale, solo un silenzio interrotto infine da un comunicato stampa”.

Penale e Civile: due binari distinti

Un altro punto di attrito riguarda il procedimento penale in corso. La difesa sottolinea come le indagini preliminari riguardino la responsabilità individuale di alcuni sanitari, un piano che non deve confondersi con la responsabilità civile della struttura.

“Invocare le indagini sui singoli per non rispondere a una proposta transattiva civile è un errore concettuale, o forse una scelta deliberata”, incalza Petruzzi, ribadendo che la richiesta di risarcimento nei confronti dell’ospedale è autonoma e non può essere “paralizzata” dall’esito dell’inchiesta penale.

Il “bypass” legale e le possibili azioni disciplinari
Il passaggio più critico della replica riguarda però il presunto tentativo della Direzione Generale del Monaldi di contattare direttamente la madre di Domenico, bypassando il difensore.

“La Direzione ha cercato un’interlocuzione diretta con la signora Patrizia mentre era in corso la corrispondenza legale. Si tratta di una condotta artata, volta a delegittimare il mandato difensivo”, denuncia l’avvocato. Petruzzi ha annunciato che questa condotta verrà segnalata nelle sedi deontologiche e giudiziarie competenti, confermando che il rapporto di fiducia con la famiglia Caliendo-Mercolino resta saldo e pienamente operativo.

Chiaia, blitz nella movida: multe e sanzioni per 12 locali

Nella serata di ieri, gli agenti della Questura di Napoli hanno intensificato i controlli nelle aree della “movida”, concentrando l’attenzione sulla zona dei bar di Chiaia e Mergellina e sulle strade limitrofe.

Il servizio è stato coordinato dal Commissariato San Ferdinando, in collaborazione con la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale e il personale dell’ASL Napoli 1, con l’obiettivo di prevenire disordini e irregolarità nelle attività commerciali.

Blitz nei “baretti” di Chiaia

Nel corso del controllo, gli operatori hanno identificato 73 persone, di cui 10 con precedenti di polizia, e hanno controllato 12 esercizi pubblici. A diversi titolari sono state contestate non conformità significative: occupazione abusiva di suolo pubblico, insegne non regolari, violazioni delle norme sulla differenziazione dei rifiuti e sul contenimento dell’impatto acustico. In alcuni casi sono state poi elevate sanzioni anche per irregolarità nell’emissione degli scontrini fiscali.

Due parcheggiatori abusivi denunciati

Nella stessa fascia oraria, la polizia ha denunciato due soggetti per inosservanza degli obblighi previsti dal provvedimento DACUR, al quale erano sottoposti. I due sono stati sorpresi a esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore non autorizzato, con l’aggravante di operare in un contesto di mera pressione e vessazione nei confronti degli automobilisti.

Controlli anche nelle piazze del centro

Parallelamente, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, unitamente ai Falchi della Squadra Mobile e agli operatori dei Nibbio, hanno effettuato pattugliamenti e controlli nelle piazze del centro: Plebiscito, Carolina e Santa Maria degli Angeli, oltre alle vie Gennaro Serra, Monte di Dio e Chiaia. In questo tratto, i poliziotti hanno identificato 66 persone (di cui 10 con precedenti) e controllato 14 veicoli, verificando regolarità e documenti in un’area ad alta densità di passaggio notturno.

Omicidio Vassallo, il proscioglimento di Cagnazzo: un punto a favore degli altri imputati

Salerno – “La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della decisione del Gup. Una decisione che segna un passaggio importante in un percorso giudiziario complesso e ancora in evoluzione. C’è un sentimento di amarezza, ma le sentenze si rispettano”. E’ quanto afferma in una nota Dario Vassallo, fratello del sindaco ucciso e presidente della Fondazione in suo nome, all’indomani del proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo dalle accuse legate all’omicidio.

La decisione del Gup ha gelato in qualche modo le convinzioni dei familiari del sindaco ucciso sulle responsabilità degli indagati. D’altronde Fabio Cagnazzo, in questi anni è sempre stato uno degli elementi centrali intorno al quale ruota il movente e le fasi del delitto avvenuto il 5 settembre del 2010 a Pollica. Il proscioglimento del colonnello, in qualche modo indebolisce il processo nel quale restano gli altri quattro imputati.

la Fondazione: Amarezza, ma rispettiamo la sentenza

“La Fondazione ribadisce il proprio pieno rispetto per il lavoro della magistratura e per chi è chiamato a giudicare un fatto così grave – si legge nella nota -. Allo stesso tempo, il rinvio a giudizio rappresenta l’inizio di una fase decisiva: il processo, durante il quale potranno emergere ulteriori elementi utili alla ricostruzione della verità. Sarà fondamentale leggere con attenzione le motivazioni della decisione odierna, così come attendere l’esito del riesame richiesto, passaggio che rappresenta un ulteriore snodo rilevante nel quadro complessivo della vicenda”.

Dario Vassallo poi sottolinea: “C’è un po’ di amarezza, ma le sentenze bisogna rispettarle e noi rispettiamo quella che è la decisione del GUP. Prendiamo atto del proscioglimento del colonnello Cagnazzo e del rinvio a giudizio di Cioffi, Cipriano e Cafiero, mentre Ridosso ha scelto il rito abbreviato. Riteniamo che la strada sia quella giusta e andiamo avanti con serenità.

Ora si apre un processo e durante il processo può succedere di tutto: restiamo fiduciosi, passo dopo passo, che la verità emergerà. Sarà importante anche leggere le motivazioni della decisione di oggi e attendere il pronunciamento del riesame, che rappresenta un altro passaggio fondamentale”. Il Vicepresidente Massimo Vassallo aggiunge: ”Accettiamo la decisione con rispetto e senso delle istituzioni. Questo è un passaggio significativo ma non conclusivo.

La fiducia nella magistratura resta piena e continuiamo a credere che siamo sulla strada giusta. Il processo che si aprirà sarà un momento centrale per fare chiarezza e per dare risposte che attendiamo da troppo tempo. Andiamo avanti con determinazione, mantenendo alta l’attenzione e con la consapevolezza che la verità richiede tempo, ma non può essere fermata”.

Il proscioglimento di Cagnazzo spiana la strada alla difesa degli altri quattro imputati

Alla luce del proscioglimento di Cagnazzo, la difesa degli altri imputati coinvolti sottolineano le falle nell’inchiesta.

“Ritengo che questo processo perda pezzi per strada. E questo denota la inconsistenza del quadro indiziario”. Dice l’avvocato Giovanni Annunziata, legale dell’imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano, rinviato a giudizio nell’ambito del procedimento per il concorso in omicidio di Angelo Vassalo, sindaco ‘pescatore’.

Per quello che riguarda la posizione del suo assistito, Annunziata sostiene che “il vaglio dibattimentale restituirà ulteriori pezzi di verità che contrasteranno definitivamente una ipotesi accusatoria fondata su dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, non solo non attendibile, ma privo di ogni riscontro tecnicamente idoneo a consentire di utilizzare quelle dichiarazioni per una decisione di un collegio giudicante”.

“Mi corre l’obbligo di ribadire, come sto facendo ormai da otto anni, che Giuseppe Cipriano è un innocente che affronterà un giudizio con la consapevolezza di essere totalmente estraneo ai fatti contestati. Come già anticipai in sede di ricorso per Cassazione, credo che il miglior modo di rappresentare Giuseppe Cipriano in giudizio sia quello di pensare fin da ora a considerare i presupposti giuridici e tecnici per avanzare domanda allo Stato di risarcimento per ingiusta detenzione quando Cipriano definitivamente sarà assolto”, conclude Annunziata.

Il gup di Salerno, ieri 27 marzo 2026, ha prosciolto il colonnello Fabio Cagnazzo da tutte le accuse ha mandato a giudizio l’ex brigadiere dell’Arma Lazzaro Cioffi, l’imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano, il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso (che avrà un giudizio con rito abbreviato) e Giovanni Cafiero, ma solo per traffico di stupefacenti.

Il gup ha scagionato Cagnazzo dall’accusa di aver depistato le indagini per coprire il suo coinvolgimento nel traffico di stupefacenti ad Acciaroli, contro il quale il sindaco aveva intrapreso diverse azioni. Cagnazzo era stato arrestato e poi scarcerato, e già la Cassazione aveva evidenziato come i pentiti che lo avevano indicato come collegato all’omicidio avessero reso dichiarazioni discordanti. Anche per il gup salernitano i collaboratori di giustizia hanno prospettato un debole impianto accusatorio relativo all’ufficiale dell’arma, e quindi lo ha scagionato dalle accuse.

Angelo Vassallo, conosciuto come sindaco ‘pescatore’ per il suo marcato ambientalismo, fu ucciso la sera del 5 settembre 2010 a Pollica. Aveva 56 anni. Intorno alle 22.15 di quella sera, era alla guida della sua station wagon grigia nella frazione costiera di Acciaroli. Stava rincasando, quando venne fermato e freddato dall’esplosione di nove proiettili di una pistola baby Tanfoglio, mai ritrovata.

Il 28 luglio 2022, su disposizione della Dda salernitana, venne eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di nove persone indagate, a vario titolo, per l’omicidio e reati di droga.

Due anni più tardi, il 7 novembre 2024, l’esecuzione di un’ordinanza che dispoee, per Romolo Ridosso, Giuseppe Cipriano, Fabio Cagnazzo e Lazzaro Cioffi la misura cautelare in carcere. A metà settembre dello scorso anno è iniziata l’udienza preliminare. Nel corso del tempo si sono susseguiti vari ricorsi, tra Riesame e Corte di Cassazione. Ieri il proscioglimento di Cagnazzo e il rinvio a giudizio per gli altri 4 imputati ha aperto la fase processuale.

Torre Annunziata, Foro XXI lancia un appello all’unità degli avvocati dopo il referendum

Torre Annunziata

– E’ l’ora dell’Unità. Dopo l’esito del Referendum sulla riforma della giustizia, l’associazione forense Foro XXI lancia un appello a tutte le associazioni forensi del territorio affinché ci si riunisca sotto un’unica bandiera, quella dell’avvocatura, e si lavori insieme per pensare ad un’azione comune per risolvere le ataviche problematiche della categoria.

Il presidente di Foro XXI, Elio d’Aquino e la segretaria Maria Palmieri, hanno sottoscritto un manifesto pubblico con il quale invitano ufficialmente la Camera Penale di Torre Annunziata, prima protagonista del dibattito referendario, a convocare con la massima celerità un’assemblea unitaria di tutta l’avvocatura del Foro aperta alle associazioni e ai colleghi di ogni orientamento.

“Un’assemblea in cui nessuno parli – si legge nel manifesto – come portatore di una bandiera di parte, ma tutti come custodi di un bene comune che si chiama Avvocatura”.

L’associazione Foro XXI pone ai colleghi una serie di interrogativi ai quali bisognerà dare risposte in questa fase post referendaria. “Le questioni sul tavolo sono urgenti e concrete – scrivono -. Cosa significa, per la nostra professione, l’assetto della giustizia che emerge da questa stagione referendaria? Quali spazi si aprono, quali si chiudono? Quali battaglie dobbiamo riprendere e quali nuove dobbiamo avere il coraggio di aprire? E soprattutto siamo ancora capaci di parlare con una voce sola?”.

Secondo l’associazione, dall’assemblea unitaria dovrà uscire ‘una posizione comune, un programma di azione, una voce riconoscibile. Un segnale che l’avvocatura di Torre Annunziata esiste, pensa e agisce’.