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Mondragone, fissato il processo per l’omicidio stradale del 16enne Luigi Petrella

Caserta – Si aprirà mercoledì 1° aprile, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’udienza preliminare per la morte di Luigi Petrella, il ragazzo di 16 anni travolto e ucciso a Mondragone da un’auto il cui conducente si diede alla fuga senza prestare soccorso.
L’imputato, un 48enne, è chiamato a rispondere di omicidio volontario.

La posizione della famiglia: “No al rito abbreviato”

I legali della famiglia Petrella – gli avvocati Sergio Pisani, Filippo Romano e Mario Daniele Marotta – hanno annunciato l’intenzione di opporsi a un eventuale ricorso al giudizio abbreviato.

Secondo i difensori, infatti, tale rito sarebbe “incompatibile con la gravità del fatto”, ribadendo la qualificazione giuridica dell’accaduto come “omicidio volontario pluriaggravato”.

Mobilitazione davanti al tribunale

In concomitanza con l’udienza, è prevista una manifestazione davanti al palazzo di giustizia. All’iniziativa parteciperanno amici di infanzia, compagni di scuola e conoscenti del giovane, insieme ai familiari.

Una mobilitazione spontanea, spiegano gli organizzatori, “per chiedere giustizia e verità per un ragazzo la cui vita è stata spezzata troppo presto”.

La ricostruzione dei fatti

La tragedia risale alla notte tra il 27 e il 28 giugno dello scorso anno. Il 48enne, alla guida dell’auto, urtò violentemente lo scooter su cui viaggiava il 16enne, facendolo schiantare contro un palo della luce.

Dopo l’impatto, l’uomo si allontanò senza fermarsi a prestare soccorso, lasciando il ragazzo agonizzante sull’asfalto. Trasportato in ospedale, Luigi Petrella morì poco dopo.
L’investitore è stato identificato grazie alle immagini di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte dai carabinieri intervenuti sul posto. Il fermo è scattato due giorni dopo, a Perugia.

Caserta, aggressione sul bus dell’Outlet: senza biglietto prende a pugni i verificatori

Ancora un episodio di violenza sui mezzi del trasporto pubblico locale. Un uomo, sorpreso su un autobus senza titolo di viaggio, ha aggredito i verificatori intervenuti per il controllo.

L’episodio si è verificato nel pomeriggio di oggi, sabato 28 marzo, su un bus della linea Outlet gestita da Air Campania, nei pressi di Marcianise, nel Casertano.

Secondo quanto ricostruito, il passeggero avrebbe esibito una card del circuito Unico Campania senza però aver acquistato il biglietto. Alla richiesta di esibire i documenti da parte dei verificatori, l’uomo ha reagito con insulti e minacce, trasformando in pochi istanti il controllo in un’aggressione.

Il distintivo strappato e il pugno al verificatore

La situazione è degenerata rapidamente. L’aggressore ha strappato dal collo il distintivo a uno dei due operatori, lo ha afferrato per la giacca e ha tentato di colpirlo con un pugno.

Il secondo verificatore è intervenuto per difendere il collega, ma durante la colluttazione è stato colpito all’occhio. Solo l’immediata richiesta di aiuto ha evitato conseguenze peggiori.

La fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine

Nel frattempo il personale ha allertato le forze dell’ordine, ma l’aggressore è riuscito a fuggire insieme ad altre due persone che erano con lui sull’autobus. Prima di allontanarsi ha continuato a rivolgere minacce ai dipendenti della società di trasporto.

I due verificatori si sono successivamente recati presso la stazione dei carabinieri per formalizzare la denuncia.

La denuncia di Air Campania: “Serve più sicurezza”

Air Campania ha espresso una ferma condanna per l’accaduto, ribadendo la propria solidarietà ai lavoratori coinvolti.

L’amministratore della società, Anthony Acconcia, ha manifestato vicinanza ai due dipendenti aggrediti, Mauro e Antonio, sottolineando la necessità di rafforzare le misure di sicurezza.

“Non è più tollerabile che il personale sia esposto a rischi durante lo svolgimento del proprio lavoro – ha dichiarato –. Chiederemo l’attivazione di un tavolo regionale per definire misure di prevenzione più stringenti, in particolare nelle aree più critiche, così da garantire sicurezza e tutela ai nostri operatori”.

Sesta aggressione in due mesi

Quello di oggi è il sesto episodio di violenza registrato negli ultimi due mesi ai danni del personale dell’azienda regionale di trasporto pubblico locale, un dato che riaccende l’allarme sulla sicurezza di autisti e verificatori impegnati ogni giorno sui mezzi del trasporto pubblico campano.

Marigliano, inventa il rapimento del figlio per i «like» sui social: denunciata una madre

Si è presentata in caserma a Marigliano in uno stato di apparente forte agitazione, stringendo a sé il figlio di appena due anni. Davanti ai Carabinieri, una giovane madre ha ricostruito i contorni di quello che sembrava un pomeriggio di ordinario terrore: mentre passeggiava lungo il centralissimo Corso Umberto, uno sconosciuto si sarebbe avventato sul passeggino, tentando di strapparle il piccolo con violenza.

Secondo la donna, il rapimento sarebbe sventato solo grazie alle cinture di sicurezza che hanno trattenuto il bambino, costringendo l’aggressore alla fuga.

La prova della tutina e i sospetti

Per avvalorare la sua tesi, la donna ha mostrato ai militari la tutina indossata dal bambino, che presentava lacerazioni evidenti, presentate come i segni della colluttazione e dello strattone subito. I Carabinieri hanno immediatamente fatto scattare le indagini, pattugliando la zona e interrogando i commercianti del posto per individuare il presunto malvivente.

Il verdetto delle telecamere

La svolta, tuttavia, è arrivata dall’occhio imparziale della videosorveglianza. Incrociando le immagini delle telecamere pubbliche e private della zona, i militari hanno scoperto una realtà ben diversa: nel raggio d’azione del passeggino non si era avvicinato nessuno.

Nessuna aggressione, nessun uomo in fuga. Messa alle strette durante un secondo interrogatorio, la donna è crollata in un pianto liberatorio, ammettendo l’incredibile verità: aveva architettato tutto e strappato lei stessa i vestiti del figlio nel tentativo di generare un contenuto virale che le garantisse “mi piace” e visibilità sui social network.

Le conseguenze legali

Per la donna è scattato immediatamente il deferimento all’Autorità Giudiziaria. Dovrà ora rispondere del reato di simulazione di reato, un pesante strascico giudiziario nato dal paradosso di voler apparire vittima pur di conquistare l’attenzione del popolo del web.

 La deriva dell’algoritmo e il sacrificio della realtà

Il caso di Marigliano non è solo un episodio di cronaca locale, ma il sintomo di una patologia sociale sempre più diffusa: la mercificazione del trauma. Quando il “mi piace” diventa la moneta corrente per misurare la propria esistenza, il confine tra realtà e messa in scena si dissolve pericolosamente.

Questa deriva porta a conseguenze su più livelli:

La disumanizzazione degli affetti: Utilizzare un figlio piccolo come “scenografia” per un falso crimine indica una priorità distorta, dove la tutela del minore soccombe alla necessità di alimentare il proprio profilo social.

L’inquinamento del sistema giustizia: Inventare reati non è un gioco. Mobilitare forze dell’ordine, analizzare filmati e allarmare una comunità sottrae risorse preziose a chi vive pericoli reali, creando un clima di psicosi collettiva ingiustificata.

L’anestesia emotiva: La ricerca compulsiva di approvazione digitale trasforma la vita privata in una fiction continua. Se non viene postato, sembra non esistere; se è tragico, attira più clic.

In un mondo dove l’identità è legata a una notifica, il rischio è quello di svuotare di senso la verità stessa, lasciando dietro di sé solo macerie legali e solitudine reale.

Caso Caliendo, l’avvocato della famiglia: «L’Azienda ha violato la riservatezza»

Napoli– Non accenna a placarsi lo scontro tra la famiglia di Domenico Caliendo e l’Azienda Ospedaliera dei Colli. Al centro della disputa, il delicato caso del trapianto di cuore che ha coinvolto il giovane al Monaldi di Napoli.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha risposto con una nota ufficiale alle recenti dichiarazioni della struttura ospedaliera, ribaltando le accuse di violazione della riservatezza e denunciando una gestione “anomala” dei rapporti stragiudiziali.

L’accusa: “Il vincolo di segretezza infranto dall’ospedale”

Secondo il legale, sarebbe stata proprio l’Azienda Monaldi – e non la difesa – a rendere pubblici dettagli sensibili della trattativa. “La nostra lettera aperta non conteneva riferimenti a cifre o aspetti tecnici”, chiarisce Petruzzi.

“È stata l’Azienda, nella sua nota, a diffondere unilateralmente il quantum richiesto e i termini della negoziazione. Il vincolo di riservatezza è stato infranto dall’ospedale nel momento in cui ha deciso di rendere noti i dettagli economici per difendere la propria posizione pubblica”.

Due PEC nel vuoto: la ricostruzione della difesa

L’avvocato Petruzzi contesta anche la ricostruzione cronologica fornita dal Monaldi, definendola “inesatta”. Secondo quanto riferito dal legale, lo Studio avrebbe inviato una prima proposta di bonario componimento tramite PEC, fissando un termine di 15 giorni per una risposta.

“Davanti al silenzio assoluto, il 24 marzo abbiamo inviato un secondo sollecito”, spiega l’avvocato. “L’Azienda presenta questo contatto come una generica apertura della controparte, omettendo però di dire che si trattava del secondo tentativo di dialogo dopo settimane di mutismo. Non c’è stata alcuna apertura istituzionale, solo un silenzio interrotto infine da un comunicato stampa”.

Penale e Civile: due binari distinti

Un altro punto di attrito riguarda il procedimento penale in corso. La difesa sottolinea come le indagini preliminari riguardino la responsabilità individuale di alcuni sanitari, un piano che non deve confondersi con la responsabilità civile della struttura.

“Invocare le indagini sui singoli per non rispondere a una proposta transattiva civile è un errore concettuale, o forse una scelta deliberata”, incalza Petruzzi, ribadendo che la richiesta di risarcimento nei confronti dell’ospedale è autonoma e non può essere “paralizzata” dall’esito dell’inchiesta penale.

Il “bypass” legale e le possibili azioni disciplinari
Il passaggio più critico della replica riguarda però il presunto tentativo della Direzione Generale del Monaldi di contattare direttamente la madre di Domenico, bypassando il difensore.

“La Direzione ha cercato un’interlocuzione diretta con la signora Patrizia mentre era in corso la corrispondenza legale. Si tratta di una condotta artata, volta a delegittimare il mandato difensivo”, denuncia l’avvocato. Petruzzi ha annunciato che questa condotta verrà segnalata nelle sedi deontologiche e giudiziarie competenti, confermando che il rapporto di fiducia con la famiglia Caliendo-Mercolino resta saldo e pienamente operativo.

Chiaia, blitz nella movida: multe e sanzioni per 12 locali

Nella serata di ieri, gli agenti della Questura di Napoli hanno intensificato i controlli nelle aree della “movida”, concentrando l’attenzione sulla zona dei bar di Chiaia e Mergellina e sulle strade limitrofe.

Il servizio è stato coordinato dal Commissariato San Ferdinando, in collaborazione con la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale e il personale dell’ASL Napoli 1, con l’obiettivo di prevenire disordini e irregolarità nelle attività commerciali.

Blitz nei “baretti” di Chiaia

Nel corso del controllo, gli operatori hanno identificato 73 persone, di cui 10 con precedenti di polizia, e hanno controllato 12 esercizi pubblici. A diversi titolari sono state contestate non conformità significative: occupazione abusiva di suolo pubblico, insegne non regolari, violazioni delle norme sulla differenziazione dei rifiuti e sul contenimento dell’impatto acustico. In alcuni casi sono state poi elevate sanzioni anche per irregolarità nell’emissione degli scontrini fiscali.

Due parcheggiatori abusivi denunciati

Nella stessa fascia oraria, la polizia ha denunciato due soggetti per inosservanza degli obblighi previsti dal provvedimento DACUR, al quale erano sottoposti. I due sono stati sorpresi a esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore non autorizzato, con l’aggravante di operare in un contesto di mera pressione e vessazione nei confronti degli automobilisti.

Controlli anche nelle piazze del centro

Parallelamente, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, unitamente ai Falchi della Squadra Mobile e agli operatori dei Nibbio, hanno effettuato pattugliamenti e controlli nelle piazze del centro: Plebiscito, Carolina e Santa Maria degli Angeli, oltre alle vie Gennaro Serra, Monte di Dio e Chiaia. In questo tratto, i poliziotti hanno identificato 66 persone (di cui 10 con precedenti) e controllato 14 veicoli, verificando regolarità e documenti in un’area ad alta densità di passaggio notturno.

Omicidio Vassallo, il proscioglimento di Cagnazzo: un punto a favore degli altri imputati

Salerno – “La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della decisione del Gup. Una decisione che segna un passaggio importante in un percorso giudiziario complesso e ancora in evoluzione. C’è un sentimento di amarezza, ma le sentenze si rispettano”. E’ quanto afferma in una nota Dario Vassallo, fratello del sindaco ucciso e presidente della Fondazione in suo nome, all’indomani del proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo dalle accuse legate all’omicidio.

La decisione del Gup ha gelato in qualche modo le convinzioni dei familiari del sindaco ucciso sulle responsabilità degli indagati. D’altronde Fabio Cagnazzo, in questi anni è sempre stato uno degli elementi centrali intorno al quale ruota il movente e le fasi del delitto avvenuto il 5 settembre del 2010 a Pollica. Il proscioglimento del colonnello, in qualche modo indebolisce il processo nel quale restano gli altri quattro imputati.

la Fondazione: Amarezza, ma rispettiamo la sentenza

“La Fondazione ribadisce il proprio pieno rispetto per il lavoro della magistratura e per chi è chiamato a giudicare un fatto così grave – si legge nella nota -. Allo stesso tempo, il rinvio a giudizio rappresenta l’inizio di una fase decisiva: il processo, durante il quale potranno emergere ulteriori elementi utili alla ricostruzione della verità. Sarà fondamentale leggere con attenzione le motivazioni della decisione odierna, così come attendere l’esito del riesame richiesto, passaggio che rappresenta un ulteriore snodo rilevante nel quadro complessivo della vicenda”.

Dario Vassallo poi sottolinea: “C’è un po’ di amarezza, ma le sentenze bisogna rispettarle e noi rispettiamo quella che è la decisione del GUP. Prendiamo atto del proscioglimento del colonnello Cagnazzo e del rinvio a giudizio di Cioffi, Cipriano e Cafiero, mentre Ridosso ha scelto il rito abbreviato. Riteniamo che la strada sia quella giusta e andiamo avanti con serenità.

Ora si apre un processo e durante il processo può succedere di tutto: restiamo fiduciosi, passo dopo passo, che la verità emergerà. Sarà importante anche leggere le motivazioni della decisione di oggi e attendere il pronunciamento del riesame, che rappresenta un altro passaggio fondamentale”. Il Vicepresidente Massimo Vassallo aggiunge: ”Accettiamo la decisione con rispetto e senso delle istituzioni. Questo è un passaggio significativo ma non conclusivo.

La fiducia nella magistratura resta piena e continuiamo a credere che siamo sulla strada giusta. Il processo che si aprirà sarà un momento centrale per fare chiarezza e per dare risposte che attendiamo da troppo tempo. Andiamo avanti con determinazione, mantenendo alta l’attenzione e con la consapevolezza che la verità richiede tempo, ma non può essere fermata”.

Il proscioglimento di Cagnazzo spiana la strada alla difesa degli altri quattro imputati

Alla luce del proscioglimento di Cagnazzo, la difesa degli altri imputati coinvolti sottolineano le falle nell’inchiesta.

“Ritengo che questo processo perda pezzi per strada. E questo denota la inconsistenza del quadro indiziario”. Dice l’avvocato Giovanni Annunziata, legale dell’imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano, rinviato a giudizio nell’ambito del procedimento per il concorso in omicidio di Angelo Vassalo, sindaco ‘pescatore’.

Per quello che riguarda la posizione del suo assistito, Annunziata sostiene che “il vaglio dibattimentale restituirà ulteriori pezzi di verità che contrasteranno definitivamente una ipotesi accusatoria fondata su dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, non solo non attendibile, ma privo di ogni riscontro tecnicamente idoneo a consentire di utilizzare quelle dichiarazioni per una decisione di un collegio giudicante”.

“Mi corre l’obbligo di ribadire, come sto facendo ormai da otto anni, che Giuseppe Cipriano è un innocente che affronterà un giudizio con la consapevolezza di essere totalmente estraneo ai fatti contestati. Come già anticipai in sede di ricorso per Cassazione, credo che il miglior modo di rappresentare Giuseppe Cipriano in giudizio sia quello di pensare fin da ora a considerare i presupposti giuridici e tecnici per avanzare domanda allo Stato di risarcimento per ingiusta detenzione quando Cipriano definitivamente sarà assolto”, conclude Annunziata.

Il gup di Salerno, ieri 27 marzo 2026, ha prosciolto il colonnello Fabio Cagnazzo da tutte le accuse ha mandato a giudizio l’ex brigadiere dell’Arma Lazzaro Cioffi, l’imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano, il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso (che avrà un giudizio con rito abbreviato) e Giovanni Cafiero, ma solo per traffico di stupefacenti.

Il gup ha scagionato Cagnazzo dall’accusa di aver depistato le indagini per coprire il suo coinvolgimento nel traffico di stupefacenti ad Acciaroli, contro il quale il sindaco aveva intrapreso diverse azioni. Cagnazzo era stato arrestato e poi scarcerato, e già la Cassazione aveva evidenziato come i pentiti che lo avevano indicato come collegato all’omicidio avessero reso dichiarazioni discordanti. Anche per il gup salernitano i collaboratori di giustizia hanno prospettato un debole impianto accusatorio relativo all’ufficiale dell’arma, e quindi lo ha scagionato dalle accuse.

Angelo Vassallo, conosciuto come sindaco ‘pescatore’ per il suo marcato ambientalismo, fu ucciso la sera del 5 settembre 2010 a Pollica. Aveva 56 anni. Intorno alle 22.15 di quella sera, era alla guida della sua station wagon grigia nella frazione costiera di Acciaroli. Stava rincasando, quando venne fermato e freddato dall’esplosione di nove proiettili di una pistola baby Tanfoglio, mai ritrovata.

Il 28 luglio 2022, su disposizione della Dda salernitana, venne eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di nove persone indagate, a vario titolo, per l’omicidio e reati di droga.

Due anni più tardi, il 7 novembre 2024, l’esecuzione di un’ordinanza che dispoee, per Romolo Ridosso, Giuseppe Cipriano, Fabio Cagnazzo e Lazzaro Cioffi la misura cautelare in carcere. A metà settembre dello scorso anno è iniziata l’udienza preliminare. Nel corso del tempo si sono susseguiti vari ricorsi, tra Riesame e Corte di Cassazione. Ieri il proscioglimento di Cagnazzo e il rinvio a giudizio per gli altri 4 imputati ha aperto la fase processuale.

Torre Annunziata, Foro XXI lancia un appello all’unità degli avvocati dopo il referendum

Torre Annunziata

– E’ l’ora dell’Unità. Dopo l’esito del Referendum sulla riforma della giustizia, l’associazione forense Foro XXI lancia un appello a tutte le associazioni forensi del territorio affinché ci si riunisca sotto un’unica bandiera, quella dell’avvocatura, e si lavori insieme per pensare ad un’azione comune per risolvere le ataviche problematiche della categoria.

Il presidente di Foro XXI, Elio d’Aquino e la segretaria Maria Palmieri, hanno sottoscritto un manifesto pubblico con il quale invitano ufficialmente la Camera Penale di Torre Annunziata, prima protagonista del dibattito referendario, a convocare con la massima celerità un’assemblea unitaria di tutta l’avvocatura del Foro aperta alle associazioni e ai colleghi di ogni orientamento.

“Un’assemblea in cui nessuno parli – si legge nel manifesto – come portatore di una bandiera di parte, ma tutti come custodi di un bene comune che si chiama Avvocatura”.

L’associazione Foro XXI pone ai colleghi una serie di interrogativi ai quali bisognerà dare risposte in questa fase post referendaria. “Le questioni sul tavolo sono urgenti e concrete – scrivono -. Cosa significa, per la nostra professione, l’assetto della giustizia che emerge da questa stagione referendaria? Quali spazi si aprono, quali si chiudono? Quali battaglie dobbiamo riprendere e quali nuove dobbiamo avere il coraggio di aprire? E soprattutto siamo ancora capaci di parlare con una voce sola?”.

Secondo l’associazione, dall’assemblea unitaria dovrà uscire ‘una posizione comune, un programma di azione, una voce riconoscibile. Un segnale che l’avvocatura di Torre Annunziata esiste, pensa e agisce’.

Ribaltone in appello: il faccendiere del clan Moccia condannato per associazione mafiosa

La Corte di Appello di Napoli ha riscritto la storia giudiziaria di Gabriele Coppeta, ritenuto il fulcro economico e imprenditoriale del potente clan Moccia. I giudici di secondo grado hanno infatti riconosciuto la sussistenza del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, accusa che nel precedente grado di giudizio era stata esclusa.

Una decisione che aggrava significativamente la posizione dell’imputato, delineando in modo netto il suo inserimento organico all’interno della cosca.

La vittoria della Dda in aula

Il verdetto d’appello rappresenta un importante successo per la Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. I giudici hanno accolto in pieno l’istanza presentata dai pubblici ministeri Ida Teresi, oggi in forza alla Direzione Nazionale Antimafia coordinata da Giovanni Melillo, e Ivana Fulco. Entrambe le magistrate sono tuttora impegnate a Napoli nel dibattimento contro l’organizzazione criminale di Afragola.

In primo grado, Coppeta, difeso dall’avvocato Ernesta Siracusa, era stato condannato per concorso in riciclaggio aggravato dalla volontà di agevolare il clan, ma era riuscito a schivare l’imputazione più pesante di partecipazione all’associazione mafiosa.

Il business dei carburanti

Per gli inquirenti, il faccendiere non era un semplice fiancheggiatore occasionale, ma una figura di raccordo direttamente collegata ai vertici assoluti della famiglia, in particolare ai fratelli Antonio e Luigi Moccia. Gabriele Coppeta viene descritto dalle carte processuali come una pedina fondamentale per l’organizzazione.

A lui, secondo l’impianto accusatorio, era delegata la gestione occulta di settori nevralgici e altamente redditizi come il mercato immobiliare e il business dei prodotti petroliferi.

L’inchiesta da un miliardo di euro

Il nome di Coppeta era balzato prepotentemente agli onori delle cronache giudiziarie nell’aprile del 2021. L’uomo figurava infatti tra i circa settanta destinatari delle misure cautelari emesse nell’ambito della colossale operazione “Petrolmafie Spa”.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia in sinergia con diverse procure italiane e condotta dai militari della Guardia di Finanza, scoperchiò un giro d’affari illecito gigantesco. Il blitz si concluse con il sequestro di un impero economico da quasi un miliardo di euro, con asset distribuiti tra Napoli, Roma, Catanzaro e Reggio Calabria.

Caso Domenico, Ospedale dei Colli replica a famiglia: «Valutazioni in corso sulla richiesta di risarcimento»

Napoli -L’Azienda Ospedaliera dei Colli interviene pubblicamente sul caso della morte del piccolo Domenico Caliendo e sulla successiva richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia.

Con una nota firmata dal direttore generale Anna Iervolino, l’ospedale risponde alle dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari del bambino, precisando che la procedura di valutazione è attualmente in corso e che non vi sarebbe stata alcuna chiusura al confronto.

La richiesta da 3 milioni

Secondo quanto riferito dall’Azienda, la proposta stragiudiziale è arrivata il giorno successivo ai funerali del piccolo Domenico. Si trattava, viene spiegato, di una comunicazione espressamente qualificata come riservata, contenente una richiesta risarcitoria pari a 3 milioni di euro e formulata “in termini dichiaratamente non negoziabili”.

Un elemento, questo, che per l’ospedale incide direttamente sulla possibilità di avviare una vera interlocuzione. “Non può pertanto parlarsi di mancata apertura di una trattativa”, si legge nella nota, “in assenza di un effettivo spazio negoziale nella proposta ricevuta”.

Indagini ancora aperte

La direzione generale sottolinea inoltre che la vicenda è tuttora al vaglio dell’Autorità giudiziaria, nella fase delle indagini preliminari. Proprio per questo, la richiesta risarcitoria, secondo l’Azienda, richiede approfondimenti tecnici e legali non comprimibili entro scadenze fissate unilateralmente dalla controparte.

L’ospedale evidenzia che l’istruttoria deve necessariamente svilupparsi nel rispetto delle procedure amministrative e delle norme poste a tutela dell’interesse pubblico, prima di qualsiasi eventuale percorso transattivo.

La replica all’avvocato

Nella stessa nota, l’Azienda dei Colli esprime anche sorpresa per il fatto che una comunicazione definita strettamente riservata sia stata poi richiamata pubblicamente. Una scelta che, secondo la direzione, non sarebbe coerente con la natura dell’interlocuzione stragiudiziale e rischierebbe di compromettere un confronto sereno nelle sedi opportune.

L’ospedale precisa inoltre che solo martedì 24 marzo è arrivata una richiesta formale di incontro da parte della controparte e che l’Ufficio legale l’ha “immediatamente presa in carico”, avviando le attività organizzative necessarie.

Tuttavia, sempre secondo l’Azienda, tale iniziativa sarebbe stata preceduta da una “evidente strategia di esposizione mediatica della vicenda”, con il rischio di sovrapporre il piano comunicativo a quello tecnico-giuridico.

Il ricordo del piccolo Domenico

Nel passaggio finale della nota, l’Azienda Ospedaliera dei Colli affronta anche il tema della piantumazione dell’ulivo, spiegando che si è trattato di un’iniziativa spontanea maturata tra il personale sanitario. Un gesto, viene sottolineato, apprezzato dai genitori del bambino, Patrizia e Antonio, che avrebbero ribadito di non provare rancore nei confronti di medici e infermieri, pur continuando a chiedere giustizia per quanto accaduto.

Su questo punto, la posizione dell’ospedale viene ribadita con nettezza: la richiesta di verità e giustizia della famiglia, si legge nella conclusione, è una richiesta alla quale l’Azienda dice di essersi “sempre associata” e che tutti intendono perseguire “con determinazione”.

Prevenzione e solidarietà, Casavatore si mobilita: successo per la prima giornata Insieme per la salute

Casavatore – Insieme per la salute per prevenire e curare. Una importante iniziativa del mondo dell’associazionismo è stata posta in essere attraverso due giornate interamente dedicate alla prevenzione e al benessere delle comunità. La prima stamattina in piazza di Nocera dove si è registrato il pienone di presenze, la seconda, invece, si terrà il prossimo 11 aprile in via Meucci nei pressi dell’area mercatale.

Tutto è stato possibile -come ha ribadito il primo cittadino Fabrizio Celaj – , grazie all’impegno dell’Associazione Aps Trenta Luglio, dell’Associazione Salute Libera e Croce Rossa Italiana CRI area Napoli nord e con il supporto di Otowell Acustica , Farmadpiu ed Il FaRo Assistenza.

Un evento che ha consentito a tutta la popolazione partecipare gratuitamente a importanti screening di prevenzione quali: MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), Test dell’udito, Venoscreen, consulenza osteopatica, ECG,Rischio cardiovascolare, Dimostrazione BLS, Dimostrazione Disostruzione e tante altre iniziative dedicate alla salute.

P.B.

 

Lite tra fidanzati a Sessa Aurunca: 32enne picchia la compagna e viene denunciato

Sessa Aurunca – È accaduto nella tarda serata di ieri a Sessa Aurunca. Un acceso diverbio tra due fidanzati, nato per futili motivi, è improvvisamente sfociato in un’aggressione fisica.

I Carabinieri della locale stazione sono intervenuti e hanno denunciato in stato di libertà un 32enne, ritenuto responsabile di aver picchiato con violenza la compagna di 36 anni.Secondo la ricostruzione dei militari, durante la lite l’uomo avrebbe aggredito la donna, colpendola ripetutamente.

La vittima, dopo l’episodio, si è recata autonomamente al pronto soccorso dell’Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, dove i medici l’hanno presa in carico e le hanno prestato le prime cure.

La 36enne è attualmente ricoverata in osservazione. Le sue condizioni non destano preoccupazione e non sarebbe in pericolo di vita, tuttavia i sanitari hanno disposto ulteriori accertamenti per valutare l’entità delle lesioni riportate.La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, informata dell’accaduto, ha aperto un fascicolo e dispone ora degli accertamenti del caso.

I Carabinieri della stazione di Sessa Aurunca hanno formalizzato la denuncia a carico dell’uomo per lesioni personali aggravate.Alla vittima è stata offerta la possibilità di contattare i centri antiviolenza del territorio per ricevere supporto psicologico e assistenza, ma al momento la donna ha scelto di non avvalersene.

Maxi sequestro a Melito: droga nascosta nei muri e nelle cassette postali

Melito – Un’operazione ad alto tasso investigativo quella messa a segno dalla Polizia di Stato nella mattinata di ieri, che ha portato al rinvenimento e al sequestro di un ingente quantitativo di droga all’interno di uno stabile situato in Corso Europa, a Melito di Napoli.

I narcotici, pronti per essere immessi sul mercato, erano abilmente occultati in spazi insospettabili: un foro ricavato dietro le cassette postali e due casseforti murate lungo la facciata esterna del palazzo.

Il ritrovamento rientra nel quadro dei servizi straordinari di contrasto al traffico di stupefacenti disposti dalla Questura di Napoli. L’operazione, coordinata congiuntamente, ha visto impiegati gli agenti dei Commissariati di Giugliano – Villaricca e Scampia, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania.

Il sequestro grazie all’unità cinofila

Fondamentale, come sempre in questi casi, l’apporto della Squadra Cinofili dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che ha permesso di individuare le esatte ubicazioni dei nascondigli.

Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della Polizia Locale per la gestione della viabilità e i Vigili del Fuoco, resisi necessari per forzare le due cassaforti perfettamente incassate nella muratura, che altrimenti sarebbero risultate inaccessibili.

Al termine delle operazioni di perquisizione, gli inquirenti hanno tratto in arresto, a carico di ignoti, un vero e proprio “bottino” da spaccio: 300 grammi di cocaina, 1.400 grammi di marijuana e 80 grammi di hashish. La droga, sottoposta a sequestro, avrebbe fruttato diverse decine di migliaia di euro se immessa sul mercato illegale della zona nord di Napoli.

Le indagini proseguono per risalire ai responsabili del deposito di sostanze stupefacenti, mentre l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta sul territorio per contrastare il fenomeno dello spaccio.

Sant’Anastasia, bimba ferita durante la stesa: condanna definitiva per Emanuele Civita

Diventa definitiva la condanna a 11 anni e otto mesi di reclusione per Emanuele Civita il giovane responsabile della “stesa” avvenuta nel 2023 a Sant’Anastasia, durante la quale fu gravemente ferita la piccola Assunta una bambina di 10 anni.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’imputato, confermando la decisione della Corte d’Appello di Napoli e chiudendo così l’iter giudiziario.

La dinamica dell’agguato

Nel corso dell’azione armata, condotta sparando indiscriminatamente, i proiettili raggiunsero la bambina alla testa. La piccola fu ricoverata e salvata all’ospedale Santobono.
Feriti anche i genitori: il padre colpito al polso, la madre raggiunta all’addome da due proiettili. Un episodio che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto trasformarsi in una strage familiare.

Il legale: “Violenza figlia della cultura camorristica”

Duro il commento dell’avvocato Paolo Cerruti, legale della famiglia della bambina:
“Si chiude definitivamente un processo vergognoso. Giovani violenti e fuori controllo, spesso cresciuti in contesti malavitosi, ricorrono senza scrupoli alle armi. L’episodio di Sant’Anastasia è sovrapponibile ad altri delitti recenti”.

Il riferimento è a casi simbolo della violenza giovanile in città, come quelli di Giògiò, musicista ucciso a piazza Municipio, e di Francesco Pio Maimone, assassinato a Mergellina.
“C’è una mentalità camorristica che va estirpata, aggravata dall’uso del metodo mafioso”, ha aggiunto.

Borrelli: “Allontanare i minori da contesti criminali”

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi Sinistra): “Servono pene esemplari per giovani che seguono le orme delle famiglie camorristiche. A Sant’Anastasia si è sfiorata una tragedia ancora più grave”.

Borrelli ha poi puntato l’attenzione sul contesto familiare: “In alcuni casi è necessaria la revoca della responsabilità genitoriale per chi non è in grado di offrire modelli positivi. Questi ragazzi devono avere la possibilità di crescere in ambienti sani, lontani da dinamiche criminali”.

Un caso simbolo della violenza giovanile

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di escalation di violenza tra giovanissimi, spesso legata a dinamiche di criminalità organizzata. Un fenomeno che continua a interrogare istituzioni e società civile sulla necessità di interventi repressivi ma anche educativi e sociali.

Napoli, arrestato il fratello del killer di Giogiò Cutolo. L’ira della madre: «Senza parole»

Napoli – “Sono senza parole”. È un commento denso di amarezza e rabbia quello di Daniela Di Maggio, madre di Giovan Battista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli il 31 agosto 2023.

La reazione arriva a margine della notizia dell’arresto per tentato omicidio di due minori, tra cui figura il fratello appena 15enne del killer di Giogiò. Il ragazzino è accusato di aver partecipato a una violenta sparatoria avvenuta in largo Totò, nel cuore del Rione Sanità. L’episodio riapre una ferita mai rimarginata per la famiglia Cutolo e spinge la madre a rinnovare con forza la sua battaglia sociale e legale.

L’allarme sulle famiglie a rischio

Da tempo in prima linea per sensibilizzare le istituzioni sul tema della criminalità minorile, Daniela Di Maggio punta il dito contro il contesto educativo in cui crescono i giovani criminali. “Mi sto battendo da anni per chiedere una legge ad hoc, lo avevo detto anche al ministro Valditara”, ha dichiarato la donna alle agenzie di stampa.

Secondo la madre di Giogiò, è fondamentale istituire un sistema di controllo preventivo sui nuclei familiari già segnati dalla criminalità. “Vanno monitorate tutte le mamme che hanno già altri figli in carcere, perché è alto il pericolo che possano crescere altri ragazzini delinquenti”, ha spiegato, evidenziando il rischio concreto di una spirale violenta tramandata di fratello in fratello.

La battaglia contro l’esaltazione criminale sui social

Un altro fronte caldo della sua denuncia riguarda l’uso distorto dei social network. Fin dal tragico omicidio del figlio, Di Maggio chiede a gran voce l’introduzione del reato di apologia di mafia per colpire i contenuti che glorificano la malavita.

Il bersaglio principale sono i video ostentati su TikTok, che ritraggono giovanissimi circondati da cocaina, armi e soldi facili. “Per questo voglio essere nominata Garante delle vittime”, ha sottolineato con determinazione, “perché mamme come me sono vittime di famiglie che crescono figli in contesti criminali”.

L’appello alla magistratura e la frecciata politica

Guardando agli imminenti sviluppi giudiziari per i due minori arrestati alla Sanità, la madre del musicista è netta: “Adesso auspico che il giudice non lo metta a piede libero, altrimenti avremo un nuovo Giogiò”.

Di Maggio si rivolge poi direttamente alla classe politica, lanciando un messaggio inequivocabile al governo e al vicepremier. “Purtroppo questi ragazzi hanno la passione per le cose sbagliate e lo Stato non può restare a guardare. Anziché parlare del ponte sullo Stretto, Salvini mi faccia parlare di questi temi, che scottano e sono prioritari”, ha incalzato.

Pur riconoscendo i passi avanti fatti recentemente sul piano legislativo – come i provvedimenti contro le “stese” e la stretta sulla messa alla prova per i minorenni – la donna ribadisce l’urgenza di mantenere altissima l’attenzione sul fenomeno delle baby gang.

Cellole, violenza sessuale: 46enne arrestato dai carabinieri

I carabinieri della stazione di Cellole hanno eseguito nella tarda mattinata di ieri, 27 marzo, un provvedimento definitivo di esecuzione di pene concorrenti emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Destinatario della misura è un uomo di 46 anni, già noto alle forze dell’ordine, nei cui confronti l’autorità giudiziaria ha disposto l’esecuzione della pena complessiva di 9 anni e 2 mesi di reclusione.

I reati commessi tra il 2016 e il 2017

La condanna è divenuta definitiva per reati riconducibili a violenza sessuale aggravata, commessi tra il dicembre del 2016 e i mesi di febbraio e marzo del 2017 nel territorio di Sessa Aurunca.

L’arresto e il trasferimento in carcere

Dopo aver rintracciato il 46enne, i militari dell’Arma hanno dato immediata esecuzione al provvedimento restrittivo. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove dovrà scontare la pena stabilita dall’autorità giudiziaria.

«Stato contro Nolan»: il legal drama di Massini chiude il Pagani Teatro Festival

Si conclude domenica 29 marzo il Pagani Teatro Festival, la rassegna ideata e curata da Alfonso Giannattasio che ha animato il Teatro Auditorium S. Alfonso Maria de’ Liguori, ormai punto di riferimento culturale della città. A chiudere questa sesta edizione sarà “Stato contro Nolan” di Stefano Massini, un legal drama che riporta agli anni ’60 per interrogare con forza il nostro presente. Al centro della scena, il processo a un direttore di giornale accusato di aver manipolato un fatto di cronaca, generando paura e sospetto, traenendone profitto.

Lo spettacolo, ambientato in una piccola contea americana, potrà contare su due punti di forza: la precisione dell’indagine presente nel testo di uno dei drammaturghi più apprezzati della scena contemporanea – Stefano Massini, noto al grande pubblico per i suoi racconti televisivi Piazza Pulita e Le parole – e la potenza emotiva del teatro interpretata dalla Compagnia dell’Eclissi, realtà salernitana guidata dalla regia di Marcello Andria.

A dare corpo e voce a questa storia – un vero e proprio atto di accusa contro le dinamiche della disinformazione – sarà un cast di attori che mette la propria consolidata esperienza al servizio del pubblico, chiamato a lasciarsi attraversare da vibrazioni e tensione scenica. Sul palco dell’Auditorium, interpreti di una riflessione collettiva: Felice Avella, Maurizio Barbuto, Marco De Simone, Marika De Vita, Lea Di Napoli, Ernesto Fava, Gerarda Mariconda, Alfredo Marino, Enzo Tota. Le musiche dello spettacolo sono affidate a Marco De Simone, mentre la scenografia è frutto della creatività di Alfredo Marino ed Emanuela Barone, e i costumi sono curati da Angela Guerra.

Manipolazione dell’informazione, creazione di fake news, uso della paura come strumento di controllo, assenza di responsabilità delle parole: sono questi i temi che contribuiranno a rendere lo spettacolo un’esperienza immersiva per la platea dell’Auditorium, chiamata a confrontarsi con questioni che risuonano con forza nella contemporaneità. Il nostro quotidiano è infatti troppo spesso trascinato nel vortice degli effetti divergenti generati dalla mistificazione delle notizie e dalla confusione che essa pericolosamente alimenta.

Stato contro Nolan” è un testo che fotografa con lucidità il nostro presente pur affondando le proprie radici nel passato. Trasmette l’urgenza e l’efficacia del teatro civile contemporaneo, aprendo spazi di consapevolezza e invitando a guardare oltre la notizia. Un teatro che, raccontando, lascia un’impronta. Lo spettacolo chiude dunque una rassegna di teatro amatoriale portata avanti con successo e nel segno della solidarietà, come traccia indelebile di un duplice cammino verso gli altri, capace di unire dono e creatività. L’incasso di domenica sarà infatti devoluto al Centro Oncologico dell’Ospedale Andrea Tortora di Pagani e dedicato alla memoria di Gerardo Califano, un cittadino scomparso prematuramente, amico della comunità e del suo patron Alfonso Giannattasio.

Castellammare, sequestrata azienda chimica: inquinava il fiume Sarno

Prosegue senza sosta l’attività investigativa della Procura di Torre Annunziata contro l’inquinamento del fiume Sarno. Nelle scorse ore i militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, insieme al Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Napoli, hanno eseguito un sequestro d’urgenza parziale nei confronti della Chimica Stingo s.r.l., stabilimento situato proprio a ridosso del corso d’acqua.

Il provvedimento, disposto nell’ambito delle indagini coordinate dal procuratore Nunzio Fragliasso, riguarda un’area di circa 100 metri quadrati.

L’ipotesi di reato: scarichi non autorizzati

Al centro dell’inchiesta vi è l’ipotesi di scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’azienda – attiva nella lavorazione, diluizione e stoccaggio di prodotti chimici di base – operava in condizioni non conformi alla normativa ambientale.

Le attività si svolgevano sia in locali chiusi sia in spazi esterni scoperti, senza adeguati sistemi di sicurezza per la gestione dei residui.

Fusti e materiali in un’area impropria

Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’utilizzo improprio di una zona formalmente destinata ad “area comune di manovra”, trasformata invece in deposito operativo.

Qui sono stati rinvenuti oltre cento fusti in plastica vuoti, contenenti residui delle lavorazioni industriali. L’area risultava priva di coperture e di sistemi di contenimento idonei a prevenire sversamenti accidentali.

Reflui verso la strada e il fiume

Le criticità maggiori riguardano il deflusso delle acque. I reflui, sfruttando la naturale pendenza del terreno, finivano su via Ripuaria, arteria adiacente al fiume Sarno.
Inoltre, è stata accertata l’assenza di un sistema di raccolta e regimentazione delle acque di prima pioggia, elemento fondamentale per evitare che sostanze inquinanti raggiungano i corsi d’acqua.

Area sequestrata e attività abusiva

Gli investigatori hanno quindi concluso che l’area veniva utilizzata in modo abusivo per attività produttive, senza le necessarie autorizzazioni ambientali, in particolare per quanto riguarda lo scarico delle acque di dilavamento.

Da qui il sequestro d’urgenza della porzione interessata.

Il quadro più ampio: la strategia contro l’inquinamento del Sarno
L’operazione si inserisce in un piano più ampio di contrasto ai fenomeni di inquinamento del bacino del Sarno, uno dei più compromessi d’Europa.

Determinante, in questo senso, il protocollo d’intesa siglato il 17 dicembre 2025 tra le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, insieme alle Procure generali di Napoli e Salerno, all’ARPAC e agli organi di polizia giudiziaria ambientale.

I precedenti: la linea dura della Procura

Negli ultimi mesi la Procura di Torre Annunziata ha intensificato i controlli lungo l’intero asse del Sarno e dei suoi affluenti, con numerosi sequestri di opifici e attività produttive ritenute responsabili di sversamenti illeciti.

Tra gli interventi più recenti si segnalano sequestri di concerie, impianti di trattamento rifiuti e aziende conserviere tra l’area stabiese e l’agro nocerino-sarnese, spesso accomunate da irregolarità nei sistemi di smaltimento delle acque reflue e nella gestione dei rifiuti industriali.

Una strategia investigativa che punta a colpire in modo sistematico le fonti di inquinamento, risalendo l’intera filiera produttiva responsabile del degrado del fiume.

Quarto, movida sotto scacco: blitz dei Carabinieri all’alba

Quarto – Una notte di controlli serrati quella appena trascorsa a Quarto, dove i Carabinieri della locale Tenenza, insieme ai militari del Nucleo Radiomobile, hanno presidiato le principali vie della “movida“.

L’operazione “Alto Impatto” ha mirato a garantire la sicurezza dei cittadini e a contrastare l’illegalità diffusa, portando a un bilancio significativo tra denunce, sequestri e sanzioni amministrative.

Armati tra i locali e targhe rubate

Il dato più inquietante emerge dal controllo di un 27enne incensurato, trovato in possesso di un coltello di 9 centimetri. Per il giovane è scattata immediatamente la denuncia per porto abusivo di armi.

Non meno rilevante la posizione di un 40enne, volto già noto alle forze dell’ordine, fermato durante un posto di blocco. All’interno del suo veicolo i militari hanno rinvenuto due targhe risultate rubate, oltre a una collezione di chiavi alterate e arnesi da scasso. L’uomo dovrà ora rispondere di ricettazione e possesso ingiustificato di grimaldelli.

Tolleranza zero su strada: pioggia di verbali

Il setaccio dei Carabinieri non ha risparmiato il Codice della Strada. Su 40 veicoli controllati, ben 5 sono finiti sotto sequestro. Le violazioni accertate hanno portato all’elevazione di 10 contravvenzioni per un valore complessivo che sfiora i 12mila euro. Tra i denunciati figurano anche due persone colte alla guida senza patente per la seconda volta in due anni.

Alle prime luci dell’alba, il report finale dei militari contava 42 persone identificate. Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, inoltre, due giovani sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di droga.

L’attenzione delle forze dell’ordine resta alta: l’obiettivo è assicurare che il divertimento notturno non diventi terreno fertile per la criminalità e l’insicurezza stradale.

Meteo Campania: coperto a Napoli e Caserta, pioggia debole a Salerno e Avellino, vento intenso Benevento

La giornata in Campania del 28/03/2026 si presenta complessivamente grigia ma mite per il periodo: le temperature massime oscillano tra circa 10 e 15 gradi, con punte più alte sulle pianure costiere e valori più contenuti nell’entroterra montuoso. Il campo termico regionale segnala minime intorno ai 4–8 gradi, mentre il vento si fa sentire in modo disomogeneo, più sostenuto nelle zone del Sannio e dell’Irpinia rispetto al litorale; la probabilità di precipitazioni resta bassa nella maggior parte delle province, con qualche focolaio di pioggia debole localizzato soprattutto a Salerno e Avellino. Nel complesso si tratta di una perturbazione di debole entità che lascerà cieli coperti su gran parte della regione, senza però scarti termici estremi rispetto ai giorni scorsi, e con condizioni che favoriscono comunque spostamenti brevi e attività all’aperto, seppure con qualche attenzione ai raffiche in quota e ai tratti esposti.

A Napoli il cielo è coperto e la temperatura attuale è di 14°C; la giornata rimane contenuta nei valori massimi, con un picco previsto intorno a 14°C e una minima che questa mattina ha toccato gli 8°C. La probabilità di pioggia è molto bassa, attorno al 3%, mentre il vento soffia leggero attorno ai 10 km/h, sufficiente però a rendere l’aria un po’ più fresca sulle zone portuali e nei quartieri affacciati sul Golfo. Le condizioni partenopee si raccordano con il quadro meteo regionale: rispetto a Caserta, con cielo similmente coperto ma clima leggermente più fresco nell’entroterra, Napoli beneficia di correnti più miti dal mare che limitano il calo termico notturno, mantenendo la città più dolce rispetto alle aree interne dove l’irregolarità del vento può favorire locali spruzzi o addensamenti più decisivi.

Previsione Meteo Salerno: a Salerno la giornata prende una piega più umida rispetto alle coste settentrionali della regione, con pioggia debole localizzata che interessa soprattutto le aree più esposte e i quartieri a ridosso dei promontori. La temperatura attuale si attesta sui 11,9°C, con estremi di giornata previsti tra 7,6°C e 13,3°C; la probabilità di precipitazioni rimane contenuta intorno al 10% ma la combinazione di nubi basse e umidità al 57% rende l’aria più fredda al contatto, specialmente nelle ore mattutine e in quelle serali. Venti fino a 23 km/h possono rinforzare il senso di freschezza e spingere le nuvole verso l’interno provinciale, creando un collegamento meteo evidente con la vicina Salernitana e con i transiti che interessano la costiera amalfitana, dove il paesaggio resta comunque spettacolare nonostante i rovesci sparsi.

Previsione Meteo Caserta: a Caserta il cielo rimane compatto e coperto per l’intera giornata, senza precipitazioni significative attese, una condizione che favorisce comunque una vivibilità discreta all’aperto nonostante la luce ridotta. La temperatura attuale è di 13,6°C, con valori minimi intorno a 6,9°C e un massimo che si spingerà fino a 14,7°C; l’assenza di pioggia prevista non elimina del tutto l’umidità notturna, ma i venti deboli mantengono l’aria relativamente stabile e meno ventosa rispetto alle province interne come Benevento o Avellino. Per gli spostamenti quotidiani e le attività all’aperto, la giornata in Terra di Lavoro sarà quindi più tranquilla rispetto alle zone costiere soggette a pioviggine e ai monti più esposti dove le condizioni possono risultare più variabili.

Previsione Meteo Avellino: la giornata ad Avellino resta sotto l’influenza di correnti più umide provenienti dall’entroterra, con pioggia debole possibile a tratti soprattutto nelle ore più fredde del mattino e della sera. La temperatura attuale si attesta sui 9,2°C, con estremi previsti tra una minima di 4°C e un massimo che non supererà i 10,2°C; la probabilità di precipitazioni rimane contenuta intorno al 15%, ma il che non esclude locali spruzzate sui rilievi e nelle vallate. A fare da protagonista è il vento, sostenuto e costante intorno ai 27 km/h, che accentua la percezione di freddo e potrà favorire nuvole più compatte in transito verso le province limitrofe, collegando il quadro meteo dell’Avellinese con la fascia collinare che guarda verso Salerno e Benevento.

Previsione Meteo Benevento: a Benevento il cielo si presenta coperto per gran parte della giornata, ma con scarsa probabilità di fenomeni significativi; la temperatura registrata è di 11,3°C, con estremi compresi tra 5,5°C e 12,2°C, segno di una mattinata fresca e di un modesto recupero termico pomeridiano. La bassa possibilità di pioggia (intorno al 5%) non impone particolari precauzioni, mentre il vento può risultare il fattore più avvertibile, soffiando fino a 28 km/h soprattutto lungo le dorsali e nei punti esposti. Questo flusso più deciso contribuisce a rimescolare le masse d’aria e a rendere la giornata più dinamica sul Sannio, con effetti avvertibili anche nelle aree pianeggianti di Caserta e nei collegamenti verso l’Appennino campano.

Il quadro meteo sull’intera Campania conferma una giornata piuttosto uniforme nelle sue contraddizioni: cielo grigio ma senza scossoni termici estremi. Le massime si muovono in un range compreso tra circa 10 e 15°C, con i valori più alti sulle coste, dove Napoli e Caserta mantengono attenuanti miti, mentre l’entroterra montuoso e l’area dell’Irpinia restano più pungenti con minime che oscillano tra 4 e 8°C. Il vento è il fattore più variabile: complessivamente spirerà fino a 28 km/h, con raffiche più decise su Benevento e zone collinari che accentuano la sensazione di freddo; le precipitazioni rimangono localizzate e contenute, con probabilità fino al 15% soprattutto a Salerno e Avellino, dove la pioggia debole potrà manifestarsi a tratti senza però compromettere in modo generalizzato la giornata.

Per chi si muove in regione le indicazioni pratiche sono chiare: portare con sé una giacca antivento e un ombrello leggero è la scelta più prudente, specie se si passa da una costa all’altra o si pianificano spostamenti verso l’entroterra. Sulle strade, il vento può dare fastidio ai mezzi leggeri e ai motociclisti, in particolare nelle direttrici che collegano Benevento all’Irpinia; per spostamenti a piedi nelle città come Napoli, Caserta e Salerno la visibilità non è compromessa ma è meglio evitare lunghe passeggiate sulle fasce esposte dei promontori durante le raffiche. Attività all’aperto come il running o escursioni leggere restano possibili con abbigliamento a strati e attenzione alle ore più umide della mattina e della sera, mentre eventi all’aperto in programma dovrebbero prevedere una copertura alternativa in caso di piovaschi localizzati.

Gocce di luce, musica e solidarietà a Napoli per sostenere la farmacia solidale

Napoli – Un appuntamento tra musica e solidarietà animerà Napoli domenica 29 marzo 2026. Alle ore 18:30, presso la Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, all’interno del Complesso Monumentale Vincenziano in via Vergini 51, si terrà il concerto “Gocce di luce”, evento organizzato a sostegno della Farmacia Solidale “Gocce di Carità”.

Protagonista della serata sarà il Coro Universitario “Joseph Grima”, diretto dal maestro Luigi Grima, con l’accompagnamento all’organo di Pietro Liguori. Il concerto rappresenta un’occasione per unire cultura e impegno sociale, contribuendo concretamente a un progetto che offre supporto sanitario alle persone in difficoltà.

L’iniziativa ha infatti l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le attività della farmacia solidale, realtà impegnata nel fornire medicinali e assistenza a chi non ha accesso alle cure necessarie.

Per chi desidera contribuire, è possibile effettuare una donazione tramite IBAN IT23W0711003401000000011156, indicando come causale “Concerto per la Farmacia Solidale”.

Un evento aperto alla cittadinanza che invita a partecipare non solo per godere della musica corale, ma anche per sostenere una causa di grande valore sociale.

Luciano Carotenuto