AGGIORNAMENTO : 20 Gennaio 2026 - 23:53
7.9 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 20 Gennaio 2026 - 23:53
7.9 C
Napoli
Home Blog Pagina 20

Bruno Petrone torna a casa: la lettera di ringraziamento dei genitori ai medici

Bruno Petrone, il calciatore diciottenne accoltellato a Via Chiaia, è finalmente tornato a casa. A darne l’annuncio sono stati i suoi genitori, che hanno scelto di accompagnare questo momento con una lunga lettera pubblica, carica di emozione e gratitudine, rivolta al figlio e a tutte le persone che gli hanno salvato la vita.

«Finalmente si ritorna a casa», scrivono, e subito chiariscono che il primo ringraziamento non può che essere per Bruno. Un grazie che nasce dal cuore di due genitori che hanno visto il proprio figlio lottare tra la vita e la morte.

«Grazie a te, figlio nostro, perché non hai mollato nemmeno per un secondo, neanche quando tutto sembrava troppo grande, troppo ingiusto, troppo doloroso». In quei giorni che loro stessi definiscono «terribili», spiegano di aver imparato da lui cosa significhi davvero la forza: guardandolo resistere, hanno capito che il coraggio esiste ed è più forte della paura.

Poi il pensiero va a una figura rimasta senza nome, ma impressa per sempre nella loro memoria: la dottoressa del primo soccorso. «Per noi sei stata un angelo», scrivono, «arrivato nel momento più buio, quando il tempo sembrava fermarsi e il respiro mancava anche a noi». I genitori confidano di sperare un giorno di poterla incontrare, anche solo per dirle grazie per aver salvato loro figlio.

Il ringraziamento si estende poi a tutti coloro che hanno preso in carico Bruno nei minuti e nelle ore successive all’aggressione. Grazie ai medici dell’ambulanza, per la rapidità e la competenza; grazie alla dottoressa del Pronto Soccorso del presidio San Paolo, per l’attenzione, la serietà e la sensibilità dimostrate sin dal primo istante.

E un ringraziamento «immenso» va al primario che ha operato Bruno d’urgenza la sera dell’episodio: «In quelle mani abbiamo affidato la cosa più preziosa che avevamo, e non lo dimenticheremo mai».

Seguono le parole rivolte al reparto di Rianimazione, che ha accompagnato la famiglia «nei giorni più lunghi della nostra vita». In particolare, i genitori citano il dottor Arcopinto e il primario Ferrara del reparto, ringraziandoli non solo per la professionalità, ma soprattutto per l’umanità: per ogni parola detta al momento giusto e per ogni sguardo che li ha fatti sentire meno soli.

Non viene dimenticato nemmeno il personale di sicurezza dell’ospedale. Le guardie giurate del presidio vengono ringraziate «una ad una» per la comprensione, la pazienza e il rispetto dimostrati verso due genitori «distrutti dalla paura». Anche quello, sottolineano, è stato un gesto di cura.
Il percorso di Bruno è poi proseguito in un altro ospedale, l’Ospedale del Mare, nel reparto di chirurgia invasiva. Anche qui i genitori rivolgono un ringraziamento al primario che ha preso successivamente in carico il ragazzo, continuando il suo percorso con attenzione e responsabilità.

Infine, quasi a temere di aver dimenticato qualcuno, mamma e papà scrivono: se, travolti dal dolore e dalla confusione di quei giorni, non hanno nominato tutti, chiedono scusa. Ma assicurano che ognuno di loro resterà per sempre nei loro ricordi.

«Avete salvato nostro figlio», concludono, «ma avete fatto di più: avete sostenuto due genitori mentre il mondo stava crollando». Un debito di riconoscenza che, per loro, non finirà mai. La lettera si chiude con un ultimo, semplice, potentissimo «Grazie. Con tutto il cuore», firmato dai genitori di Bruno.

Lotto e 10 e Lotto, Il 48 domina l’estrazione e l’84 lo segue

L’estrazione di oggi del Lotto e del 10eLotto accende l’attenzione degli appassionati con una sequenza di numeri che sembra seguire un filo logico ben preciso.

A spiccare su tutti è il 48, vero dominatore del concorso: non solo compare tra i numeri estratti, ma conquista anche il ruolo di Numero Oro, mentre in coppia con l’84 firma il Doppio Oro, una combinazione che fa brillare gli occhi a chi ama statistiche e cabala.

Lotto: il 48 guida il gruppo, attenzione alle ripetizioni

La combinazione complessiva del Lotto presenta una distribuzione equilibrata tra numeri bassi e alti:

05 – 09 – 11 – 12 – 13 – 19 – 23 – 35 – 40 – 46 – 48 – 53 – 54 – 65 – 67 – 68 – 71 – 79 – 84 – 85

Oltre al 48, emergono altri numeri particolarmente ricorrenti e “caldi” come 67, 68, 79 e 84, tutti presenti anche sulle ruote del 10eLotto. Una coincidenza che alimenta la curiosità dei giocatori più attenti alle ripetizioni.

10eLotto: Bari e Cagliari sotto i riflettori

Nel 10eLotto, alcune ruote si distinguono per la presenza di numeri forti e già protagonisti del Lotto:

  • Bari: 48 – 84 – 46 – 52 – 79
    Una cinquina che racchiude i due numeri simbolo dell’estrazione, 48 e 84.

  • Cagliari: 84 – 19 – 09 – 31 – 81
    Ancora l’84, che conferma il suo momento fortunato.

  • Milano: 53 – 48 – 41 – 58 – 63
    Il 48 torna a farsi vedere anche al Nord.

  • Roma: 68 – 40 – 55 – 06 – 85
    Qui brillano il 68 e l’85, entrambi presenti anche nel Lotto.

  • Torino: 67 – 35 – 62 – 76 – 68
    Doppietta 67-68, una delle coppie più interessanti del concorso.

  • Nazionale: 24 – 59 – 84 – 16 – 90
    L’84 chiude il cerchio, confermandosi numero trasversale a più ruote.

Numeri “caldi” e combinazioni da tenere d’occhio

Tra le curiosità dell’estrazione spicca proprio la frequente ricomparsa degli stessi numeri su più ruote, un dettaglio che da sempre stimola l’interesse degli appassionati. Il 48 e l’84 sembrano guidare l’estrazione come un filo conduttore, seguiti da 67 e 68, altra coppia da tenere sotto osservazione nei prossimi concorsi.

Un’estrazione, quella di oggi, che non passa inosservata e che lascia aperta una domanda: saranno questi numeri a continuare la loro corsa fortunata anche nelle prossime giocate? Gli appassionati, intanto, prendono nota.

Can Yaman arrestato per possesso di droga a Istanbul e rilasciato

– Arresto lampo e altrettanto rapido rilascio per Can Yaman, il popolare attore televisivo turco di 36 anni. Fermato in Turchia nell’ambito di un’articolata inchiesta sul traffico e consumo di sostanze stupefacenti che coinvolge personaggi famosi, giornalisti e vip di Istanbul, Yaman è stato liberato poche ore dopo aver reso testimonianza agli inquirenti.

La notizia, diffusa dai media turchi, ruota attorno a una perquisizione condotta in un club notturno dove l’attore si trovava come cliente. Gli agenti hanno rinvenuto droga addosso a Yaman, scattando così il fermo in flagranza di reato.

Fonti vicine al quotidiano turco sottolineano un dettaglio cruciale: l’ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico nei confronti dell’attore nell’ambito dell’indagine principale. Il suo coinvolgimento è emerso solo dal controllo immediato, senza misure cautelari preventive.

Auto della Polizia Municipale incendiata davanti al Comando di Saviano

Saviano – Un’autovettura della Polizia Municipale è stata incendiata nella notte davanti al Comando di Saviano, nel Napoletano. L’episodio, su cui sono in corso indagini per individuare i responsabili, ha fatto immediatamente scattare l’allerta istituzionale.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’immediata intensificazione dei servizi di controllo e vigilanza su tutta l’area da parte delle forze di polizia e ha convocato con urgenza, per il pomeriggio odierno, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presso il Palazzo di Governo, per un esame approfondito della vicenda.

Nel ribadire piena fiducia nell’operato degli organi investigativi, il prefetto ha sottolineato il ruolo centrale del sistema di videosorveglianza attivo nel Comune di Saviano, territorio particolarmente attenzionato dalle forze dell’ordine e attualmente retto da un’amministrazione commissariale.

La situazione viene seguita con la massima attenzione dalla Prefettura, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire natura e movente dell’atto incendiario.

Bagnoli, il vento abbatte un palo della luce su una Smart: 72enne in codice rosso

Napoli – Paura a Bagnoli, dove un palo della pubblica illuminazione è crollato a causa del forte vento finendo su un’auto in transito. L’incidente è avvenuto intorno alle 13.20 in via Nuova Bagnoli.

Nell’impatto è rimasta ferita una donna di 72 anni che si trovava a bordo di una Smart: i sanitari del 118, intervenuti sul posto, le hanno prestato le prime cure e l’hanno trasportata all’ospedale San Paolo in codice rosso. Le sue condizioni sono state refertate per i numerosi politraumi riportati.

Sul luogo dell’incidente sono arrivate anche le pattuglie inviate dalla Centrale operativa territoriale, coordinata dal capitano Lucio Sarnacchiaro, per mettere in sicurezza l’area e gestire la viabilità.

Pontecagnano, paura al Maximall: 6 ragazzi soccorsi per sospetta intossicazione da monossido

Pontecagnano – Paura ieri sera, giovedì 9 gennaio, all’interno e nelle immediate vicinanze del centro commerciale Maximall di Pontecagnano Faiano. Sei giovani hanno accusato un malore improvviso con sintomi compatibili con un’intossicazione: bruciore agli occhi, irritazione alla gola e difficoltà respiratorie.

L’allarme è scattato rapidamente: sul posto sono intervenuti i volontari della Pubblica Assistenza Vopi, che hanno prestato le prime cure ai ragazzi, e le ambulanze del 118 dell’Asl Salerno.

In supporto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco, impegnati a verificare le cause del presunto episodio e a mettere in sicurezza l’area a scopo precauzionale.Secondo le prime informazioni raccolte dalle forze di intervento, si tratterebbe di una sospetta intossicazione da monossido di carbonio, anche se le indagini tecniche sono ancora in corso per accertare con precisione l’origine del problema (eventuale dispersione da un impianto, guasto o altra fonte).

I sei ragazzi – le cui condizioni non destano al momento particolare preoccupazione – sono stati trasferiti in ospedale per effettuare tutti gli accertamenti clinici del caso e ricevere le cure più appropriate.

Il centro commerciale, molto frequentato in queste serate di inizio saldi, non ha subito evacuazioni generalizzate, ma l’intervento tempestivo ha evitato conseguenze peggiori.Sono in corso approfondimenti per ricostruire l’esatta dinamica e stabilire eventuali responsabilità. Al momento non risultano altri malori tra i presenti nella struttura.

Napoli, arrestata 47enne: dovrà scontare oltre 5 anni per droga e ricettazione

Napoli– Nella giornata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno tratto in arresto una donna di 47 anni, napoletana, in esecuzione di un provvedimento di determinazione di pene concorrenti per la carcerazione.

Il provvedimento, emesso lo scorso 3 gennaio dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali, condanna la 47enne a scontare complessivamente 5 anni, 1 mese e 24 giorni di reclusione.

Le pene si riferiscono a diversi reati già definitivi, commessi in materia di stupefacenti e ricettazione.La donna, accompagnata presso la casa circondariale femminile di Napoli, ha iniziato a espiare la pena detentiva.

Si tratta di uno degli interventi di routine che la Polizia di Stato continua a svolgere in città per dare esecuzione alle sentenze definitive, nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità diffusa e al recupero delle posizioni pendenti.

Clan Pagnozzi, ingiusta detenzione per il boss Benito Caputo: la Cassazione annulla il “no” al risarcimento

Roma – Benito Caputo, 62 anni, figura centrale nelle cronache giudiziarie della Valle Caudina, incassa un punto decisivo davanti alla Suprema Corte di Cassazione.

I giudici di legittimità hanno infatti annullato l’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Napoli aveva precedentemente rigettato la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione avanzata dai legali dell’uomo.

La palla torna ora ai giudici partenopei: una diversa sezione della Corte d’Appello dovrà ridiscutere il caso e valutare l’indennizzo spettante al santagatese.

L’inchiesta “La Montagna” e il ribaltone processuale

La vicenda affonda le radici nel 2012, nell’ambito della maxi-operazione anticamorra denominata “La Montagna”. Secondo le tesi della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Benito Caputo ricopriva un ruolo apicale, venendo indicato come il reggente del clan nel territorio di Sant’Agata de’ Goti e zone limitrofe, operante in sinergia con la potente cosca dei Pagnozzi.

Le accuse erano pesantissime: associazione di stampo mafioso, porto illegale di armi e violazione della sorveglianza speciale.

Nonostante un’iniziale scarcerazione ottenuta dal Tribunale del Riesame, il percorso giudiziario di Caputo è stato tortuoso. In primo grado arrivò una condanna durissima a 12 anni e 8 mesi di reclusione, sentenza che fece scattare una nuova misura cautelare in carcere.

Tre anni dietro le sbarre prima dell’assoluzione

Il calvario detentivo di Caputo è durato complessivamente tre anni. Un periodo di carcerazione che, alla prova dei fatti, è risultato privo di fondamento giuridico definitivo. In secondo grado, infatti, la Corte d’Appello di Napoli — accogliendo le tesi difensive degli avvocati Vittorio Fucci e Alessandra Della Ratta — ribaltò il verdetto di primo grado, assolvendo il 62enne da ogni accusa e disponendone la liberazione immediata.

Proprio su questo paradosso — tre anni di cella per un reato da cui è stato poi assolto — si fonda la battaglia legale per il risarcimento. La Cassazione, recependo i motivi del ricorso presentato dall’avvocato Fucci, ha stabilito che il diniego al ristoro economico non era correttamente motivato, riaprendo di fatto la strada per il riconoscimento dei danni subiti da Caputo durante il periodo di detenzione.

Napoli, stop Neres: Conte perde fantasia e profondità contro l’Inter

Napoli– Brutta notizia alla vigilia della sfida più attesa. David Neres non ce la fa e salterà Inter-Napoli, in programma domenica 11 gennaio alle 20.45 a San Siro. Il brasiliano non è stato convocato da Antonio Conte a causa del persistere del fastidio alla caviglia sinistra, conseguenza della distorsione rimediata lo scorso 4 gennaio nel match contro la Lazio.

Una rinuncia pesante, che va oltre il semplice forfait di un esterno offensivo. Neres, infatti, era diventato una pedina chiave nello scacchiere azzurro: strappi, uno contro uno, imprevedibilità. Tutte qualità che contro un’Inter solida e compatta avrebbero potuto fare la differenza.

Conte ha scelto la linea della prudenza. Nessun rischio inutile per un giocatore che non è ancora al cento per cento, soprattutto in una fase della stagione in cui ogni dettaglio fisico può pesare. Ma l’assenza del brasiliano costringerà l’allenatore a rivedere assetto e soluzioni offensive.

Senza Neres, il Napoli perde profondità sulle fasce e una valvola di sfogo fondamentale nelle transizioni. Contro una squadra come l’Inter, che ama tenere il pallone e alzare il baricentro, la capacità di ribaltare l’azione in velocità diventa cruciale. E il brasiliano, con le sue accelerazioni, era uno dei pochi in grado di spezzare l’equilibrio nerazzurro.

Ora toccherà agli altri raccogliere il testimone. Più responsabilità per gli esterni rimasti e maggiore peso creativo sulle spalle dei centrocampisti offensivi. Conte studia le contromosse, ma il segnale è chiaro: il Napoli arriva a San Siro senza uno dei suoi uomini più temuti.

In una sfida che può dire molto sulla corsa al vertice, l’assenza di Neres rappresenta un ostacolo in più. Non un alibi, ma un dato di fatto con cui gli azzurri dovranno fare i conti. E contro l’Inter, ogni assenza pesa doppio.

Benevento, truffa anziano per 6mila euro e gioielli: denunciato napoletano

Telese Terme  – Un anziano della Valle Telesina è caduto nella trappola della truffa del “finto avvocato”, consegnando 6mila euro in contanti e diversi monili in oro a un malvivente che lo aveva convinto che un suo familiare fosse in stato di fermo.

I Carabinieri della Stazione di Telese Terme hanno denunciato in stato di libertà il presunto responsabile, un uomo residente nel Napoletano, al termine di un’indagine partita dalla denuncia della vittima.

Il modus operandi utilizzato è quello classico di questa tipologia di raggiro: il truffatore ha contattato telefonicamente l’anziano, spacciandosi per un legale e creando un senso di urgenza.

Con tono convincente, ha riferito alla vittima che un suo familiare era stato fermato dalle forze dell’ordine e che, per evitarne l’arresto, era necessario versare immediatamente una cauzione. La pressione psicologica esercitata sul momento ha spinto l’anziano a consegnare il denaro e i preziosi senza verificare l’effettiva veridicità della situazione.

I militari dell’Arma hanno avviato immediatamente le indagini, concentrandosi sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le telecamere si sono rivelate decisive: attraverso un attento esame dei filmati, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità del truffatore, permettendo così di formalizzare la denuncia a suo carico per truffa aggravata.

Le indagini dei Carabinieri proseguono ora su due fronti: verificare l’esistenza di altri episodi simili riconducibili all’indagato e identificare eventuali complici. Non si esclude infatti che l’uomo possa aver agito all’interno di un’organizzazione più ampia, specializzata in questo genere di truffe che prendono di mira persone anziane e vulnerabili.

La vicenda si inserisce in un quadro preoccupante di raggiri ai danni degli anziani, sempre più frequenti nel territorio campano. Le forze dell’ordine raccomandano di diffidare da telefonate sospette e di contattare immediatamente il 112 in caso di richieste di denaro legate a presunti problemi giudiziari di familiari.

Crisi medici a Napoli: 150mila persone senza medico di famiglia, pronto soccorso al collasso

Napoli – Emergenza sanitaria nell’area metropolitana di Napoli, dove circa 150mila cittadini si trovano attualmente senza un medico di medicina generale (MMG). A lanciare l’allarme è l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e Provincia, che denuncia il collasso dei pronto soccorso e una crisi della medicina territoriale ormai insostenibile.

La situazione, già tesa per la pesante ondata di polmoniti influenzali, è esplosa a causa dei ritardi accumulati nell’assegnazione delle “carenze”, ovvero dei posti di medici di famiglia rimasti vacanti. Solo in queste settimane, spiega l’Ordine, si sta procedendo alla definizione delle assegnazioni.

“Da settimane assistiamo a un sovraccarico dei PS, conseguenza diretta dell’ondata influenzale e, nel contempo, ci troviamo in carenza di medici di medicina generale sul territorio”, dichiara il presidente dell’Ordine, Bruno Zuccarelli. “È evidente che in questa situazione molti pazienti, anche per patologie gestibili a livello territoriale, sono costretti a rivolgersi agli ospedali”.

Secondo la normativa, i medici vincitori delle nuove assegnazioni potranno entrare in servizio entro i tre mesi successivi. Nel frattempo, il peso ricade interamente sui professionisti già in attività. “La medicina generale – aggiunge Zuccarelli – sta cercando, nel silenzio e con grande senso di responsabilità, di reggere l’urto di questa ondata di richieste”.

L’appello dell’Ordine è un urgente invito alle istituzioni a sbloccare la situazione: “È indispensabile che gli uffici preposti provvedano al più presto a completare le assegnazioni delle carenze, affinché i nuovi colleghi possano entrare al servizio dei cittadini e rafforzare le fila di una rete territoriale indispensabile al buon funzionamento del sistema sanitario”. Il rischio, altrimenti, è che l’intero sistema di primo intervento e continuità delle cure crolli sotto il peso della domanda.

Giugliano, licenziate due lavoratrici Leroy Merlin per malattia: UILTuCS in sciopero

Giugliano  – Mobilitazione questa mattina al punto vendita Leroy Merlin del centro commerciale Auchan di Giugliano. La UILTuCS Campania ha organizzato uno sciopero con presidio per protestare contro il licenziamento di due lavoratrici, disposto pochi giorni prima di Natale per assenze giustificate da certificati medici.

L’iniziativa sindacale nasce da una “profonda preoccupazione” per un comportamento aziendale che, secondo il sindacato, contrasta con i valori di solidarietà, inclusione e benessere dei dipendenti promossi da Leroy Merlin nel proprio Codice Etico.

“Licenziare una persona malata è un atto grave e ingiusto, che viola il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e dalle norme vigenti”, denunciano i rappresentanti UILTuCS. La malattia, sottolineano, non è una scelta e non può essere penalizzata, ma questi provvedimenti trasmettono un messaggio di paura tra i dipendenti: ammalarsi potrebbe costare il posto di lavoro.

La vertenza, definita dal sindacato non un caso isolato ma sintomo di una “cultura aziendale che antepone i numeri alla dignità delle persone”, mira a richiamare l’attenzione sull’intera forza lavoro. La credibilità di un’impresa, ribattono dalla UILTuCS, si misura con le scelte concrete, non con slogan o campagne di immagine.

Tra le richieste avanzate a Leroy Merlin: chiarimenti pubblici sulle motivazioni dei licenziamenti, ripristino dei diritti dei lavoratori e dimostrazione fattiva di responsabilità sociale.

Piena solidarietà è espressa alle due donne colpite e a tutti i dipendenti che affrontano situazioni simili.In attesa di risposte dall’azienda, la mobilitazione potrebbe proseguire nei prossimi giorni.

Inter-Napoli, Chivu non teme i big match: “Siamo primi, i numeri parlano chiaro”

Milano – Cristian Chivu non accetta processi preventivi. Alla vigilia della delicata sfida contro il Napoli, il tecnico dell’Inter si presenta in conferenza stampa con la fermezza di chi guarda tutti dall’alto verso il basso della classifica.

Nessuna sindrome da “big match”, nonostante i numeri dicano che negli scontri diretti l’Inter non abbia sempre brillato: “Non ho mai visto paura nei miei giocatori”, esordisce Chivu, rivendicando con orgoglio il primato in classifica.

“Scontri diretti? Conta la classifica”

Per il tecnico nerazzurro, il dibattito sui punti conquistati contro le grandi è un esercizio di retorica che non lo tange. “È troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perché lo dicono le statistiche. La realtà è che siamo primi, abbiamo segnato più di tutti e siamo davanti a chi ci ha battuto. Il campionato è una maratona di 38 partite, non uno sprint di sei”.

La sfida di domani, tuttavia, ha un peso specifico enorme. “Può indirizzare il cammino di una stagione”, ammette Chivu, che poi riserva parole di grande stima per l’avversario: “Ho grande considerazione di Conte, è un vincente. Noi giovani tecnici abbiamo tutto da imparare da profili come il suo”.

La lezione di civiltà: “Niente alibi sugli arbitri”

Uno dei passaggi più intensi della conferenza riguarda la gestione delle decisioni arbitrali, un tema spesso rovente nel calcio italiano. Chivu sposa la linea della società: il silenzio e il lavoro. “Quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie e avere quella disciplina mentale che doma i pensieri negativi”.

Per l’allenatore rumeno, cercare scuse è una tentazione da evitare: “La cosa più facile è cercare alibi, ma io non punto il dito. Se devo perdere, voglio farlo a modo mio. È una lezione di vita, prima ancora che di calcio: arbitri e dirigenti sono persone, e gli errori fanno parte del gioco”.

Singoli e infermeria: il punto su Bisseck e Dumfries

Chivu si è poi soffermato sulla crescita dei singoli, lodando in particolare la solidità di Bisseck (“Gli chiedo io di avanzare, ha grande mobilità”) e la maturazione di Luis Henrique, diventato ormai un punto fermo: “Ha dimostrato di avere le spalle grosse, giocare a San Siro con la maglia dell’Inter non è mai semplice”.

Infine, una nota dolente dall’infermeria riguarda Denzel Dumfries. L’esterno olandese, attualmente in riabilitazione in patria, non rientrerà a breve: “Dovrebbe tornare a Milano a fine gennaio per iniziare la parte atletica”, ha spiegato il tecnico. “Spero di riaverlo a disposizione per fine febbraio”.

Scarichi illeciti in fogna, sequestrata un’officina a San Nicola la Strada

Un’officina meccanica di circa mille metri quadrati è stata sequestrata a San Nicola la Strada dalla Polizia Provinciale di Caserta, nell’ambito dei controlli interforze del progetto “Terra dei Fuochi”, coordinato dalla Prefettura. L’operazione è stata condotta dagli agenti guidati dal colonnello Biagio Chiariello, neo comandante del Corpo.

Nel corso delle verifiche all’interno della struttura, adibita alla riparazione di autoveicoli, sono emerse gravi irregolarità ambientali. In particolare, gli operatori hanno accertato l’immissione abusiva di scarichi sia nella rete fognaria sia in atmosfera, con conseguente inquinamento delle condutture e dell’aria.

Le violazioni riscontrate al Testo Unico Ambientale hanno portato al sequestro dell’intera area, all’interno della quale erano presenti numerosi veicoli in riparazione.

Ulteriori irregolarità sono state rilevate sul fronte amministrativo. I proprietari dei veicoli presenti nell’officina sono stati sanzionati per mancata copertura assicurativa, con verbali per un importo complessivo che può arrivare fino a 36 mila euro. Criticità anche nella gestione dei rifiuti: il registro di tracciabilità è risultato anomalo e al titolare è stata contestata una sanzione amministrativa di 5 mila euro.

Durante l’ispezione sono stati rinvenuti anche due cani, custoditi in altrettanti box in condizioni igienico-sanitarie giudicate carenti. Per questo sono stati attivati i servizi veterinari competenti per i necessari accertamenti.

Gli uffici comunali preposti all’antiabusivismo edilizio e lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), già informati dell’operazione, dovranno ora verificare eventuali ulteriori profili di irregolarità sotto il profilo urbanistico ed edilizio.

Il titolare dell’autofficina, un cinquantenne residente in zona, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per le violazioni in materia ambientale. Della vicenda sono stati informati anche gli organi tributari, in relazione a presunte elusioni fiscali emerse nel corso dei controlli.

Papa Leone XIV nomina Felice Accrocca vescovo di Assisi e Foligno

Roma – Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, unite in persona Episcopi, presentata da monsignor Domenico Sorrentino.

Contestualmente il Pontefice ha nominato vescovo delle due diocesi monsignor Felice Accrocca, finora arcivescovo metropolita di Benevento, unendo nuovamente le sedi episcopali e conferendogli il titolo di arcivescovo ad personam.

Monsignor Accrocca è nato il 2 dicembre 1959 a Cori, in provincia di Latina. Dopo la formazione teologica presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, ha conseguito la laurea in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma e il dottorato in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana.

Ordinato sacerdote il 12 luglio 1986, è stato incardinato nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Il 18 febbraio 2016 è stato eletto alla sede arcivescovile metropolitana di Benevento, ricevendo l’ordinazione episcopale il 15 maggio dello stesso anno.

Con la nuova nomina, monsignor Accrocca è chiamato a guidare una delle realtà ecclesiali più significative dell’Umbria, che comprende la diocesi di Assisi, città simbolo della spiritualità francescana, e quella di Foligno, già unite sotto un unico vescovo.

Sicurezza e igiene al Vomero: maxi-blitz nella notte della movida

Napoli– Non si ferma l’attività di monitoraggio nei luoghi simbolo del divertimento notturno partenopeo. Nella serata di ieri, il quartiere Vomero è stato il fulcro di un’operazione interforze ad alto impatto, coordinata dalla Questura di Napoli.

Il servizio, finalizzato a garantire la sicurezza e il rispetto delle norme amministrative e sanitarie, ha visto impegnati gli agenti della Polizia di Stato insieme ai militari della Guardia di Finanza, alla Polizia Locale e agli ispettori dell’ASL Napoli 1 Centro.

Il bilancio sui controlli stradali

L’attenzione delle forze dell’ordine si è concentrata inizialmente sul flusso di persone e veicoli che anima le strade del quartiere collinare durante il weekend. Il bilancio parla di 53 persone identificate, di cui 8 con precedenti di polizia. Sul fronte della viabilità, sono stati controllati 16 veicoli, portando alla contestazione di 14 violazioni del Codice della Strada.

Durante le operazioni di pattugliamento, è stato inoltre sanzionato un individuo per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale.

Nel mirino la ristorazione: sequestri e multe salate

Il capitolo più critico dell’operazione ha riguardato però gli esercizi commerciali. Su 13 attività ispezionate, diverse sono risultate non in regola. Le verifiche dell’ASL e delle forze dell’ordine hanno portato alla luce “non conformità significative” e violazioni di natura amministrativa e sanitaria.

I provvedimenti adottati sono stati severi:

Sequestro di 160 kg di generi alimentari privi dei requisiti di tracciabilità o conservazione.

Sanzioni amministrative per un valore complessivo di circa 13.500 euro.

Numerose prescrizioni imposte ai titolari per ripristinare le condizioni di legge.

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di controlli predisposto dalla Questura per arginare i fenomeni di illegalità legati alla “movida” e tutelare la salute dei consumatori, garantendo al contempo una convivenza civile tra residenti e frequentatori del quartiere.

Lancia hashish oltre il muro del carcere di Aversa: fermato e arrestato

Aversa – Sorpreso mentre tentava di introdurre droga in carcere lanciando pacchetti oltre il muro di cinta, un uomo è stato fermato e arrestato ad Aversa dalla Polizia Penitenziaria. L’intervento è scattato in prossimità delle zone riservate al passeggio dei detenuti.

Nel corso dell’operazione gli agenti hanno sequestrato circa 500 grammi di hashish. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato condotto e ristretto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

A rendere noto l’episodio è l’Uspp. Il segretario provinciale Angelo Palumbo ha espresso “complimenti per la brillante operazione”, sottolineando che l’attività è stata portata a termine “a dispetto della cronica carenza d’organico” e rimarcando lo “spirito di sacrificio” del personale nel garantire ordine e sicurezza all’interno degli istituti.

Sulla vicenda sono intervenuti anche Ciro Auricchio e Giuseppe Moretti, rispettivamente segretario regionale e presidente dell’Uspp, secondo cui l’arresto conferma la capacità della Polizia Penitenziaria di “intercettare e neutralizzare i continui tentativi di intrusione di droga” negli istituti di pena.

Can Yaman fermato a Istanbul: blitz tra night club e hotel di lusso, sette persone in custodia

Istanbul finisce di nuovo sotto i riflettori per un’inchiesta antidroga che, stando a quanto riportano diversi media turchi, avrebbe travolto anche un volto noto al pubblico internazionale: Can Yaman.

L’attore, amatissimo in Italia per le serie tv di successo e per i recenti progetti televisivi, sarebbe stato fermato nelle ultime ore nell’ambito di un’indagine che punta a far luce su spaccio e consumo di sostanze stupefacenti in ambienti frequentati da celebrità, giornalisti e vip della metropoli sul Bosforo.

Secondo le ricostruzioni rilanciate dalla stampa locale, Yaman sarebbe stato arrestato insieme ad altre sei persone. Tra i nomi circolati figura anche quello dell’attrice Selen Görgüzel.

Al momento, in assenza di un comunicato completo delle autorità con capi d’accusa dettagliati, la vicenda resta legata alle informazioni pubblicate dai media turchi e agli sviluppi investigativi attesi nelle prossime ore.

I test in medicina legale dopo i fermi

Un passaggio considerato centrale nell’inchiesta riguarda gli accertamenti sanitari. I sette fermati, riferiscono le testate turche, sarebbero stati condotti all’Istituto di medicina legale per sottoporsi a test utili a verificare se siano state assunte droghe, quali sostanze e in che arco temporale.

È un elemento che potrebbe incidere sulla ricostruzione della serata, sui luoghi frequentati e su eventuali contestazioni: dagli esiti degli esami dipenderebbero, almeno in parte, i prossimi passaggi dell’indagine.

Raid nei locali: nove night club passati al setaccio

La notte, sempre secondo quanto riportato dai media locali, sarebbe stata scandita da una serie di blitz in diversi punti della movida. La polizia avrebbe effettuato raid in nove night club di Istanbul, con arresti di presunti pusher e il fermo di gestori di locali indicati come luoghi in cui si sarebbe venduta droga.

Nelle scorse settimane, nello stesso filone investigativo, sarebbero già finiti sotto la lente oltre venti tra personaggi dello spettacolo, vip e giornalisti: un elenco che, di giorno in giorno, alimenta clamore e tensione nell’opinione pubblica turca.

L’irruzione a Maslak e la perquisizione al Bebek Hotel

Tra gli interventi descritti come più imponenti c’è quello al Klein Phönix, un locale a Maslak. Qui, stando alla ricostruzione pubblicata dalla stampa turca, circa cento agenti della squadra narcotici avrebbero fatto irruzione simultaneamente, mettendo in sicurezza entrate e uscite e procedendo con controlli e perquisizioni all’interno.

Altro luogo simbolo finito nel mirino sarebbe il Bebek Hotel, struttura di lusso nel quartiere di Beşiktaş, ritenuta meta abituale di celebrità. Le squadre della gendarmeria avrebbero perquisito l’hotel nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura generale di Istanbul, con l’ausilio di cani antidroga.

Quasi 200 gendarmi e l’ipotesi “casa-casinò”

Secondo quanto riportato, l’operazione al Bebek Hotel avrebbe visto l’impiego di circa 200 gendarmi, con una perquisizione durata circa tre ore e l’utilizzo di sei cani antidroga. Sarebbero state controllate tutte le camere e gli ambienti della struttura.

Nel filone che riguarda l’hotel, la stampa locale indica l’arresto del proprietario Muzaffer Yıldırım e rilancia un’ipotesi ulteriore attribuita al quotidiano Sabah: l’uomo avrebbe trasformato la propria residenza in un casinò. Sempre secondo la stessa fonte, durante un raid alcune persone presenti (un croupier, un assistente e una donna delle pulizie) sarebbero state sorprese mentre tentavano di distruggere possibili prove.

Cosa sappiamo finora

Secondo media turchi, Can Yaman (36 anni) sarebbe stato arrestato a Istanbul in un’inchiesta su droga legata a locali frequentati da vip.

I fermati complessivi sarebbero sette; tra i nomi circolati c’è quello dell’attrice Selen Görgüzel.

La stampa turca riferisce che gli arrestati sarebbero stati sottoposti a test presso l’Istituto di medicina legale per verificare eventuale assunzione di stupefacenti.

Nella notte sarebbero scattati blitz in 9 night club con arresti di presunti pusher e il fermo di gestori di locali.

Tra i luoghi perquisiti vengono citati il locale Klein Phönix (Maslak) e il Bebek Hotel (Beşiktaş), con impiego di cani antidroga e un massiccio dispiegamento di forze.

Il quotidiano Sabah riporta l’arresto del proprietario del Bebek Hotel e l’ipotesi che una residenza privata fosse stata trasformata in un casinò (informazione da verificare con fonti ufficiali).

Metro Linea 2, Montesanto chiusa per 3 mesi: partono i lavori da 5 milioni

Napoli – La stazione Montesanto della metropolitana Linea 2 chiuderà i battenti per tre mesi a partire dal 25 gennaio. Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) avvierà interventi di potenziamento e manutenzione nell’ambito del programma di riqualificazione delle principali stazioni campane, mirato a elevare standard di qualità, sostenibilità e comfort per i viaggiatori.

Per garantire la piena operatività dei cantieri, la fermata sarà inibita al servizio passeggeri fino al 24 aprile. I pendolari potranno utilizzare le stazioni limitrofe lungo la Linea 2, come alternativa per i loro spostamenti quotidiani.

I lavori della prima fase prevedono la sostituzione integrale delle scale mobili e il restyling delle scale fisse, con l’obiettivo di potenziare accessibilità e sicurezza. Successivamente arriverà la riqualificazione del fabbricato viaggiatori, per un ammodernamento completo che renderà la stazione più funzionale e accogliente.

L’intervento, parte di un piano che si concluderà entro il 2026, è finanziato con fondi Pnrr e assorbe un investimento complessivo superiore ai 5 milioni di euro.

Blitz dei Carabinieri tra Sant’Anastasia e Somma, tre arresti e raffica di multe

Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna. Nelle ultime ore, un servizio straordinario ad alto impatto ha interessato i comuni di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, portando all’esecuzione di tre misure restrittive e a un monitoraggio serrato della circolazione stradale.

I provvedimenti giudiziari Il bilancio dei controlli sul fronte giudiziario vede tre persone finite nel mirino dell’Arma. Un uomo di 74 anni dovrà scontare una pena definitiva di un anno e due mesi in regime di detenzione domiciliare, a seguito di una condanna per detenzione illegale di armi e ricettazione.

Stessa sorte per un 45enne, per il quale si sono aperte le porte della detenzione domiciliare per una condanna definitiva a 2 anni e 3 mesi: l’uomo è stato ritenuto colpevole di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Infine, i militari hanno notificato un provvedimento di aggravamento della misura cautelare nei confronti di una donna di 40 anni, già sottoposta ai domiciliari, per la quale è stata disposta una restrizione più severa.

Giro di vite sulle strade Parallelamente agli arresti, le gazzelle dei Carabinieri hanno presidiato le principali arterie cittadine con posti di blocco mirati. I numeri dell’operazione descrivono un’attività capillare: sono state identificate 56 persone e ispezionati 53 veicoli.

Particolarmente severo il bilancio delle irregolarità riscontrate: sono state infatti contestate 50 violazioni al Codice della Strada, per un ammontare complessivo di sanzioni che supera gli 11mila euro. L’attività si è conclusa con il sequestro amministrativo di 4 veicoli, a testimonianza di un impegno costante per garantire la sicurezza e la legalità nelle aree periferiche e nei centri urbani del Vesuviano.

Ad is loading…
Ad is loading…