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Scampia, piantate 400 piante per la prima microforesta

Napoli– Un lembo di macchia mediterranea sfida il grigio di Scampia. Stamattina, in via Zuccarini (comparto H), è nata la prima Microforesta di Comunità del quartiere: 200 metri quadrati colonizzati da 400 piantine autoctone e una siepe perimetrale di Teucrio. Un patto tra Legambiente, Comune e realtà locali per rigenerare un’area dimenticata, con il metodo Miyawaki che promette un bosco urbano in miniatura, resiliente e a basso costo.

Un patto contro il degrado: i protagonisti dell’inaugurazione

Presenti il sindaco Gaetano Manfredi, la vicesindaca Laura Lieto, l’assessore al Verde Vincenzo Santagada, Nicola Nardella presidente dell’Ottava Municipalità e Giuseppe Esposito consigliere.

Con loro Mariateresa Imparato di Legambiente Campania, Sandro Scollato di AzzeroCO2 e Adriana Oliva, ex docente Vanvitelli e co-finanziatrice. Il progetto unisce Legambiente (capofila con circoli Iride e La Gru), imprese come AzzeroCO2 e L’Uomo e il Legno, più la Municipalità 8.

Metodo Miyawaki: biodiversità che si autoregola

Ispirata alle “Tiny Forest del Mediterraneo”, la microforesta punta a creare un ecosistema compatto: 16 specie native per potenziare aria pulita, biodiversità e lotta all’isola di calore. Obiettivo ecologico: zero manutenzione dopo l’attaccamento iniziale, grazie all’autoregolazione naturale. Obiettivo sociale: coinvolgere residenti, scuole e terzo settore nella cura dello spazio, favorito dalla vicinanza alla metro linea 1.

Cosa sappiamo finora sull’impatto locale

Dati allarmanti sul verde: Napoli soffre di spazi pubblici insufficienti; qui si lancia la sfida alla riforestazione urbana low-cost.

Pannelli informativi in arrivo: Su legno, per regole d’uso, sensibilizzazione e attività didattiche.

Replicabilità: Monitoraggio costante per esportare il modello in altri angoli degradati della città.

“La riforestazione urbana è salute per i cittadini e resilienza climatica”, tuona Imparato. “Da Scampia ripensiamo gli spazi abbandonati: più verde, più comunità, meno cemento”.

Acerra, controlli straordinari della Polizia di Stato sul territorio

Acerra – Prosegue l’attività di presidio e controllo del territorio da parte della Polizia di Stato. Nella giornata di ieri è stato messo in campo un servizio straordinario ad Acerra, finalizzato al contrasto dei reati e al rafforzamento della percezione di sicurezza tra i cittadini.

L’operazione ha visto impegnati gli agenti del Commissariato di Acerra, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, che hanno effettuato posti di controllo e verifiche nelle aree ritenute più sensibili del territorio comunale.

Nel corso del servizio sono state identificate complessivamente 58 persone, di cui 16 già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Sottoposti a controllo anche 15 veicoli, con accertamenti sulla regolarità della documentazione e sul rispetto delle norme del Codice della Strada.

L’attività rientra in una più ampia strategia di prevenzione disposta dalla Questura, volta a intensificare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e a contrastare fenomeni di illegalità diffusa, microcriminalità e degrado urbano. Controlli analoghi proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Napoli, la Fontana della Marinella affoga tra siringhe e rifiuti

Napoli – Dove un tempo scorreva l’acqua del Settecento, oggi ristagnano incuria e disperazione. La Fontana della Marinella, opera di pregio realizzata nel XVIII secolo dall’architetto Francesco Sicuro, è scivolata nell’abisso del degrado più estremo.

Da monumento storico a “hub” dello squallore: le vasche borboniche sono diventate un ricettacolo di stracci, rifiuti organici e siringhe usate, trasformando uno dei simboli della zona costiera in un bucatoio a cielo aperto.

La denuncia, documentata da una serie di segnalazioni fotografiche inviate dai cittadini, arriva dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che punta il dito contro l’abbandono di un’area – quella del Vado del Carmine – ormai percepita come una “zona franca”.

“È questo il biglietto da visita che vogliamo dare della nostra storia?” attacca Borrelli. “Siamo di fronte a uno sfregio continuo. Una fontana che ha attraversato i secoli, sopravvissuta a spostamenti e mutilazioni, oggi viene umiliata. Vedere quel marmo borbonico circondato da rifiuti e siringhe non è solo un colpo all’occhio, è un insulto alla dignità di Napoli.”

Un dramma tra storia e marginalità
La situazione nell’area di via Marina è complessa. La vicinanza con le mense per i poveri attira quotidianamente decine di persone fragili che, in assenza di alternative, finiscono per accamparsi tra i resti della storia aragonese e borbonica. Il risultato è una convivenza impossibile tra la bellezza monumentale e il consumo di droghe pesanti alla luce del sole.

Secondo Borrelli, non basta più la semplice pulizia ordinaria, spesso vanificata in pochi giorni dal ritorno del degrado. La richiesta alle autorità è duplice: da un lato, un intervento deciso dei servizi sociali per assistere i senzatetto e le persone con dipendenze che vivono tra i rifiuti; dall’altro, la messa in sicurezza definitiva del cantiere delle Torri del Carmine.

“Non si può restare a guardare mentre la bellezza viene soffocata dall’incuria,” conclude il deputato. “Pretendiamo che il restauro della fontana e delle Torri non sia un cantiere eterno e fantasma, ma un impegno concreto per restituire decoro a questo quadrante della città. Serve un presidio costante del territorio: la storia non può essere calpestata così.”

Taxi sociale per anziani: parte la sperimentazione in Alta Irpinia

Avellino — Nasce in Alta Irpinia il primo “taxi sociale” destinato agli anziani con difficoltà motorie che devono raggiungere le strutture sanitarie per cure periodiche. L’iniziativa, che coinvolge 25 Comuni della provincia di Avellino, punta a colmare un vuoto assistenziale in un territorio caratterizzato da forte dispersione geografica e popolazione anziana in crescita.

Il servizio si rivolge principalmente agli ultra 65enni senza familiari di riferimento, affetti da patologie croniche che richiedono visite e trattamenti regolari presso ospedali e ambulatori. La gestione operativa è affidata alla Misericordia di Torella dei Lombardi, che opererà secondo un regolamento specifico approvato dalla Città dell’Alta Irpinia.

Un territorio complesso che invecchia

“Le ragioni dell’iniziativa sono evidenti”, spiega Rosanna Repole, presidente della Città dell’Alta Irpinia. “Il numero della popolazione over 65 e la distanza tra i comuni e le strutture sanitarie rendono indispensabile questo tipo di intervento”. La presidente ha sottolineato come l’obiettivo sia fornire risposte concrete a un’area montana dove l’accesso ai servizi sanitari rappresenta spesso un ostacolo per chi vive da solo.

La sperimentazione parte con l’auspicio di trasformarsi, se i risultati saranno positivi, in un servizio stabile e strutturato. Il progetto rappresenta un modello di welfare territoriale che potrebbe essere replicato in altre zone interne della Campania alle prese con le stesse problematiche di invecchiamento demografico e isolamento geografico.

Castellammare, strappa gli orecchini a una donna: arrestato 46enne

Castellammare– Rapido intervento della Polizia di Stato ieri pomeriggio a Castellammare di Stabia, dove un 46enne del posto, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici contro il patrimonio, è stato arrestato per furto con strappo.

Gli agenti del Commissariato locale, impegnati in servizi di controllo del territorio, hanno notato l’uomo mentre, in viale Europa, strappava con violenza gli orecchini dalle orecchie di una donna per poi scappare a bordo di un motorino.

Immediato l’inseguimento: nonostante l’indagato abbia accelerato bruscamente tentando di seminare gli inseguitori, i poliziotti sono riusciti a raggiungerlo e a bloccarlo dopo poche centinaia di metri.

Addosso all’uomo sono stati trovati gli orecchini appena rubati, immediatamente restituiti alla legittima proprietaria.Il 46enne è stato dichiarato in stato di arresto per furto aggravato dalla violenza e dalla fuga.

Al termine delle formalità di rito è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.L’episodio conferma l’attenzione costante delle forze di polizia sul fenomeno dei furti con strappo, particolarmente odioso quando colpisce persone inermi per strada.

Battipaglia: si ferisce con la sua pistola clandestina, arrestato in ospedale

Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, a Battipaglia, in provincia di Salerno, un uomo di 41 anni è finito al centro delle indagini della Polizia di Stato dopo essere stato soccorso al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Speranza con una grave ferita alla coscia sinistra.

I medici, esaminando la lesione, hanno riconosciuto subito la presenza di un foro d’ingresso e di uscita, accompagnato da una bruciatura tipica di un colpo d’arma da fuoco esploso a distanza ravvicinata.

Allertata la Squadra mobile, gli agenti hanno avviato le indagini ricostruendo l’accaduto: il 41enne, custodendo una pistola nella cintola dei pantaloni, ha fatto partire accidentalmente un colpo che lo ha ferito alla gamba. Dopo essere stato curato, è stato tratto in arresto per detenzione illegale di arma clandestina.

Nell’abitazione dell’uomo è stata rinvenuta una pistola replica della Beretta PX 4, modificata e pronta allo sparo, munita di caricatore con 4 cartucce calibro 380 Gfl. Inoltre, sono state trovate altre 37 cartucce calibro 19 e un’ogiva modificata, risultata essere stata deformata da un impatto diretto.

La vicenda evidenzia ancora una volta il rischio legato alla detenzione di armi non autorizzate e i controlli serrati delle forze dell’ordine sul territorio campano.

Ischia, paura a scuola: quattro studenti in ospedale dopo aver bevuto acqua minerale

Ischia – Mattinata di apprensione in un istituto superiore di Casamicciola Terme, dove quattro studenti sono stati colti da malori improvvisi dopo aver consumato dell’acqua minerale in bottiglia.

I giovani, che avevano acquistato il prodotto regolarmente sigillato all’interno della scuola, sono stati immediatamente trasportati al presidio ospedaliero “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno.

Il quadro clinico

Secondo i primi bollettini medici, le condizioni dei ragazzi sono stabili e nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita. Per tre di loro è stato disposto il ricovero nel reparto di Osservazione Breve Intensiva (OBI), dove resteranno monitorati per 24 ore come previsto dai protocolli per le sospette intossicazioni. Una quarta studentessa, che avrebbe assunto solo una minima quantità di liquido, è stata trattenuta in via precauzionale per accertamenti.

Le indagini e il sequestro

Sul caso sono intervenuti prontamente i Carabinieri della stazione di Casamicciola Terme. I militari hanno proceduto al sequestro delle bottiglie non ancora consumate e hanno raccolto le testimonianze dei genitori per ricostruire l’esatta dinamica dell’acquisto.

Parallelamente, è scattata l’allerta del Centro di Prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord. I tecnici dell’azienda sanitaria sono al lavoro per:

Identificare il numero di lotto della partita di acqua minerale.

Valutare l’eventuale ritiro precauzionale dal commercio dei prodotti appartenenti alla stessa serie.

Effettuare analisi chimiche e biologiche sui campioni sequestrati.

Attesa per gli esami tossicologici

Il materiale requisito sarà sottoposto a rigorose analisi di laboratorio per individuare eventuali agenti contaminanti. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, in attesa dei risultati degli accertamenti tossicologici che dovranno stabilire se il malore sia stato causato da un’alterazione del prodotto o da fattori esterni accidentali.

Perquisizioni al Garante della Privacy, indagati i vertici: ipotesi di corruzione e peculato

Roma– Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede romana del Garante per la Protezione dei Dati Personali nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma che ipotizza i reati di corruzione e peculato, commessi in concorso e in forma continuata fino al dicembre 2025. Nel registro degli indagati figurano tutti i membri del Collegio dell’Autorità, compreso il presidente Pasquale Stanzione.

Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione, lungo 16 pagine, notificato dai militari delle Fiamme Gialle, i pubblici ufficiali, “in quanto membri del Collegio e avendo in ragione del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico”, si sarebbero appropriati di fondi attraverso la richiesta di rimborsi per spese estranee all’esercizio del mandato, per un importo complessivo ancora in fase di quantificazione.

L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, con delega ai reati contro la pubblica amministrazione.

Tra le contestazioni figura anche l’utilizzo improprio dell’auto di servizio, destinata per legge a inderogabili esigenze istituzionali. In particolare, uno dei componenti del Collegio, Agostino Ghiglia, avrebbe utilizzato l’autovettura con autista per recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato.

Gli accertamenti della polizia giudiziaria avrebbero inoltre evidenziato un uso frequente delle auto di servizio da parte di tutti i membri del Collegio anche per spostamenti personali, inclusi quelli casa-lavoro.

L’ipotesi più grave riguarda però una presunta corruzione nell’esercizio delle funzioni. Secondo la Procura, i vertici dell’Autorità non avrebbero irrogato sanzioni sostanziali – limitandosi a rilievi meramente formali – nei confronti della società Ita Airways, nonostante irregolarità nel monitoraggio delle comunicazioni e nella gestione della documentazione sul trattamento dei dati.

In cambio, avrebbero ricevuto tessere “Volare” in classe executive, del valore di circa 6 mila euro ciascuna. Nel decreto si evidenzia anche un possibile conflitto di interessi legato al ruolo del responsabile della protezione dei dati della compagnia, appartenente a uno studio legale riconducibile a un componente del Collegio.

Nel mirino degli inquirenti anche l’andamento delle spese di rappresentanza e gestione dell’Autorità: da poco più di 20 mila euro nel 2021, i costi sarebbero cresciuti in modo significativo a partire dal 2022, fino a raggiungere nel 2024 circa 400 mila euro annui, dopo l’innalzamento del tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2020.

Le perquisizioni sono finalizzate all’acquisizione di documentazione amministrativa e contabile, oltre a dispositivi informatici e telefoni, per verificare la fondatezza delle ipotesi accusatorie. L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto, vale la presunzione di innocenza per tutti gli indagati.

Game District supera i 2,2 miliardi di download a livello globale nel 2025

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Dubai— Con 2,2 miliardi di download, 22 milioni di utenti attivi giornalieri (DAU) raggiunti nel picco massimo e una forte crescita dei ricavi, Game District dimostra che le aziende di gaming nate nell’area MENAP possono crescere su scala globale con efficienza e rigore operativo.

 

Game District, azienda di mobile gaming con sede nell’area MENAP e attiva in Pakistan, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, ha annunciato che nel 2025 il suo portafoglio di titoli ha superato 2,2 miliardi di download. Un risultato che colloca la società tra il ristretto gruppo di publisher globali capaci di raggiungere numeri di questa portata nell’arco di un solo anno. Un traguardo che conferma l’area MENAP come un bacino sempre più credibile di realtà del gaming mobile in grado di competere a livello internazionale.

«Attribuiamo questi risultati a un processo di sviluppo molto rapido, supportato da strutture centralizzate per l’analisi dei dati, la monetizzazione e l’acquisizione degli utenti», ha dichiarato Saad Hameed Khan, CEO e co-fondatore di Game District. «Un sistema pensato per testare velocemente, imparare in fretta e far crescere su scala globale i prodotti che funzionano».

22 milioni di utenti attivi giornalieri

Nel 2025, Game District ha raggiunto 22 milioni di utenti attivi giornalieri nel momento di massimo picco, con più titoli presenti nelle classifiche degli app store nei principali mercati internazionali. L’espansione dell’azienda riflette un modello operativo molto concreto, basato su cicli di sviluppo rapidi, analisi precise dei risultati e una crescita scalabile.

«In una fase in cui il mercato del mobile gaming deve fare i conti con l’aumento dei costi di acquisizione, i cambiamenti delle piattaforme e i processi di consolidamento, il nostro slancio è particolarmente significativo», ha dichiarato Khan.

«A livello globale, i download dei giochi mobile hanno ormai smesso di crescere in modo significativo. Questo fa sì che oggi conti più l’efficienza con cui si sviluppano e si gestiscono i giochi che il semplice numero di download. Questo risultato dimostra che un publisher nato nell’area MENAP può competere sui mercati internazionali lavorando con metodo, continuità e attenzione ai dettagli».

Crescita efficiente in un settore che richiede grandi capitali

A differenza di molte aziende di gaming in forte crescita, Game District è rimasta in gran parte autofinanziata, sostenendo lo sviluppo soprattutto con le risorse generate dalla propria attività. Questo le ha permesso di continuare a espandersi nel tempo senza perdere il controllo strategico.

Nel 2025 i ricavi sono cresciuti del 55% su base annua, mentre i download totali sono aumentati del 35%. In un momento in cui molti publisher stanno rallentando gli investimenti o rivedendo la propria struttura, Game District ha continuato a crescere senza esporsi eccessivamente dal punto di vista finanziario.

I titoli di punta che trainano il coinvolgimento degli utenti

Secondo Sensor Tower, i cinque titoli principali di Game District generano circa il 40% degli utenti attivi giornalieri complessivi, a conferma del ruolo centrale dei giochi di punta e della capacità dell’azienda di mantenerli solidi nel tempo, pur gestendo un portafoglio ampio e diversificato.

Tra i titoli più rilevanti del 2025 figurano My Supermarket Simulator 3D, Annoying Uncle Punch Game, Mini Relaxing Game – Pop It, Kick & Break The Ragdoll Games e Satisfying Coloring. Ognuno di questi è cresciuto attraverso continui miglioramenti basati sui risultati ottenuti, con l’obiettivo di raggiungere e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.

Sviluppata tra Lahore, Istanbul e Dubai

Game District opera con studi a Lahore, Istanbul e Dubai, unendo l’autonomia creativa dei team locali a una gestione centralizzata di prodotto, analisi dei dati, monetizzazione e acquisizione utenti.

Dopo una prima fase di crescita trainata dai giochi hyper-casual, l’azienda sta ora puntando su formati hybrid casual e hybrid simulation. I primi lanci in queste categorie hanno registrato un tasso di retention al 30° giorno del 16%, un valore quasi doppio rispetto alla media del settore.

«Abbiamo dimostrato di poter competere a livello globale», ha concluso Khan. «Ora stiamo costruendo giochi destinati a durare nel tempo, a cui i giocatori si affezionano per anni, continuando a crescere in modo sostenibile dall’area MENAP verso i mercati internazionali».

Contatti

Cansu Gultekin
cansugultekin@gamedistrict.co

 

Furto di telefoni al centro commerciale di Montesarchio, indagato un 35enne

MONTESARCHIO – La Procura della Repubblica di Benevento ha notificato un avviso di conclusione delle indagini ad un uomo di 35 anni residente a Montesarchio, accusato di furto aggravato ai danni di un negozio di telefonia all’interno del centro commerciale Liz Gallery.

L’indagine riguarda il furto di diversi telefoni cellulari di ultima generazione, commesso con l’aggravante di aver sottratto la merce esposta alla pubblica fede. Difeso dall’avvocato Vittorio Fucci, l’indagato avrà ora venti giorni di tempo per richiedere un interrogatorio, prima che la Procura possa procedere con l’azione penale.

L’episodio evidenzia ancora una volta la vulnerabilità dei punti vendita all’interno dei centri commerciali e l’attenzione delle autorità nel garantire la sicurezza dei cittadini e dei commercianti.

“Totò e la sua Napoli”: la mostra-evento continua fino al 25 gennaio

Napoli, 15 gennaio 2026 – Sarà visitabile fino a domenica 25 gennaio la mostra Totò e la sua Napoli, l’inedita esposizione che celebra il legame profondo e inscindibile tra Totò e Napoli in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli.

La mostra, che farà tappa a New York in primavera, è promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (Ministero della Cultura),con la partecipazione degli Eredi Totò, con la collaborazione di Rai Teche e Archivio Storico Luce.

Il progetto è a cura di Alessandro Nicosia e Marino Niola ed è organizzato e prodotto da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare. Oltre al numero notevole di visitatori, l’esposizione ha colpito per la sua unicità, prova di una popolarità non scalfita dal tempo e che non fa eccezione di generi e generazioni. Molti ragazzi della generazione Zeta si sfidavano a chi ricordava meglio le battute dei diversi film del principe della risata. Come dire che Totò non è mai morto. Un bellissimo riscontro è stato offerto anche dagli stranieri, a riprova del fatto che l’arte di Totò parla al mondo come quella di Chaplin, trasformando Napoli in una regione dell’anima in cui si sta di casa per elezione e non per nascita.

Oltretutto le foto esposte e le sequenze cinematografiche proiettate in mostra hanno dato origine ad una serie di commoventi esercizi di memoria da parte di molti partenopei che riconoscevano la città com’era paragonandola al presente. Insomma, quel che emerge dalla mostra è che oltre ad essere un nume tutelare dell’immaginario partenopeo è diventato un’icona dell’italianità nel mondo, Una bandiera per gli italiani di tutti i continenti. Una summa dei tanti pregi e dei pochi difetti del nostro carattere nazionale.

Scarti edilizi con amianto abbandonati: denunciato imprenditore ad Avellino

MARZANO DI NOLA – Dieci metri cubi di rifiuti speciali contenenti amianto sono stati sequestrati nei giorni scorsi a Marzano di Nola, nell’Avellinese, dai carabinieri locali. Il materiale, risultato altamente pericoloso per la salute, era stato depositato senza alcuna autorizzazione sul terreno di proprietà di un imprenditore edile della zona.

Secondo quanto ricostruito, i rifiuti provenivano da lavori di demolizione e ristrutturazione di edifici, ma invece di essere smaltiti correttamente, erano stati abbandonati in maniera incontrollata. L’area è stata immediatamente posta sotto sequestro e il titolare dell’impresa è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, reato che può comportare pesanti sanzioni.

L’episodio riaccende i riflettori sulla gestione dei rifiuti nell’edilizia e sulle conseguenze di comportamenti imprudenti o illegali, con il rischio concreto di contaminazioni ambientali e danni alla salute pubblica.

Abodi sul minutaggio dei giovani in Serie A: “Valutiamo correzioni alla norma”

La norma sul minutaggio dei giovani calciatori in Serie A torna al centro del dibattito politico. A intervenire è il ministro dello Sport Andrea Abodi, che in Senato ha difeso l’impianto della misura ma ha aperto a una possibile revisione dopo il caso Marianucci.

“Personalmente mi sono molto speso per far sì che si attuasse la normativa che agisce da incentivo in tal senso”, ha dichiarato Abodi, sottolineando come “questi meccanismi premiali possano e debbano contribuire, da un lato, alla crescita tecnica dei giovani calciatori e a una sempre maggiore presenza di giovani talenti nei campionati professionistici e, dall’altro, alla crescita della competitività del sistema calcistico nazionale, premiando il lavoro di chi investe nella formazione”.

Al centro dell’interrogazione parlamentare c’è il mancato riconoscimento del contributo per Marianucci, oggi al Napoli ed ex Empoli, a cui la Lega Serie A ha negato il bonus legato al minutaggio. “Sarà mia cura richiedere formalmente alla Lega Serie A di fornirmi evidenza degli eventuali precedenti comparativi e di chiarire nel dettaglio le ragioni del diniego”, ha affermato il ministro.

Abodi ha rimarcato un punto chiave della vicenda: “Nel caso di specie il calciatore ha effettivamente maturato tre anni continuativi di tesseramento e si presuppone che abbia diritto all’incentivo, così come non è stato riconosciuto dalla Lega”. Da qui l’apertura a un possibile intervento correttivo sulla norma. “Mi impegno a fare ulteriori valutazioni con i portatori di interesse su un’eventuale rimodulazione”, ha spiegato, precisando che l’obiettivo è “ridurre l’interpretabilità del decreto attuativo, nel pieno rispetto della norma primaria”.

Campi Flegrei, confronto in Prefettura su interventi e contributi: presto un nuovo incontro

Un confronto diretto tra istituzioni e cittadini per fare il punto sugli interventi nell’area dei Campi Flegrei e sulle misure straordinarie messe in campo dal Governo. È questo il senso della riunione che si è svolta nella serata di ieri a Palazzo di Governo, presieduta dal prefetto di Napoli Michele di Bari, alla presenza del commissario straordinario per l’attuazione degli interventi pubblici, Fulvio Maria Soccodato.

All’incontro hanno partecipato i sindaci di Pozzuoli e Bacoli, l’assessore alla Protezione civile di Monte di Procida, dirigenti del Comune di Napoli e i rappresentanti dei comitati civici Pozzuoli Sicura e Nuova Dicearchia. Al centro del dibattito, la necessità di aggiornare la popolazione sullo stato delle attività in corso e sui percorsi futuri, in un territorio segnato dal bradisismo e da una crescente richiesta di risposte concrete.

I comitati hanno sollecitato con forza la conclusione delle istruttorie necessarie per l’assegnazione dei contributi economici previsti per i cittadini. Sul punto, il sindaco di Pozzuoli ha assicurato che tutte le pratiche pendenti saranno chiuse nei tempi stabiliti. Il prefetto, dal canto suo, ha ribadito la massima attenzione alle istanze emerse, annunciando un nuovo incontro a breve con il commissario straordinario, finalizzato a chiarire gli impegni futuri e a garantire un’informazione puntuale e trasparente all’intera popolazione.

Durante la riunione è stato affrontato anche il tema dei trasporti pubblici nell’area flegrea. I sindaci presenti hanno fatto sapere di aver interessato il Ministero dei Trasporti, la Regione Campania e Rfi sulle criticità legate alla chiusura temporanea della stazione metropolitana di Montesanto, nodo strategico per la mobilità dell’area. Il tavolo si è chiuso con l’impegno a proseguire il confronto e con la previsione di un nuovo appuntamento a breve, mentre resta attivo il monitoraggio costante delle attività e delle misure in corso.

Epatite C, parte la campagna dell’Asl Napoli 1: “Test gratuito in farmacia”. Testimonial Massimiliano Gallo

Parte su tutti i circuiti Videometro la nuova campagna di comunicazione della ASL Napoli 1 Centro per sensibilizzare i cittadini sull’importanza dello screening gratuito per l’eliminazione del virus dell’epatite C (HCV). Volto della iniziativa è l’attore napoletano Massimiliano Gallo, scelto per la sua notorietà e versatilità, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico vasto.

L’obiettivo è chiaro: far sapere che l’epatite C oggi si cura con una terapia orale, sicura, efficace e priva di effetti collaterali significativi. Il punto critico, però, è la diagnosi. Il virus spesso non dà sintomi e può colpire chiunque, a prescindere dallo stile di vita. Per questo lo screening – rivolto alla fascia d’età 37-57 anni – è cruciale per intercettare l’infezione prima che evolva in patologie gravi come la cirrosi o il carcinoma epatico.

“La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono fondamentali per combattere l’epatite C”, sottolinea Maria Corvino, direttore sanitario aziendale. “Offriamo screening e trattamenti avanzati per aiutare i nostri pazienti a superare la malattia e a prevenire complicazioni spesso serie”.

I trattamenti di ultima generazione si basano su farmaci antivirali ad azione diretta (DAA), che bloccano la replicazione del virus con tassi di successo che sfiorano il 95%. Le cure sono personalizzate in base al paziente.

“La nostra azienda è in prima linea per offrire trattamenti innovativi”, dichiara il direttore generale Gaetano Gubitosa. “Abbiamo lanciato questa campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica, curare e prevenire la diffusione della malattia”.

Come fare il test:

Lo screening è gratuito e semplice. Può essere effettuato dal proprio medico di medicina generale o in molte farmacie comunali che hanno aderito alla campagna, offrendo una possibilità comoda e “sotto casa”.

 

Ecco perchè il gip di Nola ha sequestrato i beni di Angelo Napolitano

Sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale della A.M. Distribution srl e di due immobili tra Casalnuovo e Napoli: il gip di Nola Raffaele Muzzica ha accolto la richiesta della Procura, ritenendo “attuale” il rischio di prosecuzione delle condotte contestate e “concreto” il legame tra beni aziendali e reati tributari ipotizzati.

Al centro dell’inchiesta c’è Angelo Napolitano, legale rappresentante della società, indagato per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici in relazione alle annualità IVA 2023 e 2024, con un’IVA evasa complessiva quantificata in 5.740.561 euro.

Il provvedimento del gip

Il decreto è emesso dal Tribunale di Nola, sezione GIP/GUP, nell’ambito del procedimento indicato in epigrafe, e dispone un sequestro preventivo “impeditivo” ai sensi dell’articolo 321 del codice penale.

Il vincolo riguarda il compendio aziendale con “pertinenze ed attrezzature”, includendo anche gli immobili indicati nel provvedimento, ma escludendo i beni elettronici di consumo appartenenti a soggetti terzi.

L’ipotesi di frode IVA: reverse charge e vendite “in nero”

Secondo la ricostruzione richiamata dal gip, la società avrebbe utilizzato fatture in reverse charge verso soggetti ritenuti “cartiere” o comunque con pesanti criticità fiscali per giustificare l’uscita di merce dal magazzino senza applicazione dell’IVA, mentre la merce sarebbe stata destinata (almeno in parte) a vendite al dettaglio verso privati.

Le indagini (Guardia di Finanza, intercettazioni, perquisizioni e analisi informatiche) avrebbero evidenziato una doppia pista: prezzi sottocosto e richiesta insistita di pagamenti in contanti, con operazioni “camuffate” fiscalmente tramite fatturazioni attive di comodo in inversione contabile.

I numeri contestati: 2023 e 2024

Per l’anno d’imposta 2023, nel decreto si indica un’IVA a debito non esposta pari a 1.777.976 euro, ricondotta a vendite non dichiarate “camuffate” con fatture in reverse charge.

Per l’anno d’imposta 2024, la contestazione sale a 3.962.585 euro, arrivando così a un’IVA evasa complessiva di 5.740.561 euro, calcolata applicando l’aliquota del 22% a elementi attivi ricostruiti attraverso i dati del gestionale e la differenza tra documenti non fiscali e fiscali.

Il “pericolo attuale”: i video social e la presunta prosecuzione

Il gip valorizza, per il periculum in mora, una successiva annotazione di polizia giudiziaria (settembre 2025) che descrive la presunta prosecuzione del medesimo schema anche dopo perquisizioni e un precedente sequestro.

Nel decreto vengono citati video pubblicati su TikTok in cui Napolitano continuerebbe a promuovere smartphone e prodotti hi-tech a prezzi molto inferiori alla media, accompagnando le offerte a richiami al pagamento in contanti con espressioni in codice (“magliette dell’Avellino”, “croccantini”, “pappardelle”, “peghegne”).

Società “attenzionate” e fatture successive al primo sequestro

Tra i soggetti economici menzionati nel decreto figurano Tecno Group s.r.l. e Sparrow Industries Srl, indicate come destinatarie di fatturazioni in reverse charge nonostante profili di scarsa operatività o anomalie (assenza di dipendenti, omessi versamenti/dichiarazioni, sede in abitazione privata, ecc.).

Il provvedimento sottolinea anche l’emissione di fatture in periodi successivi al primo sequestro, elemento che per il giudice rafforza l’idea di una continuità operativa del circuito ritenuto illecito.

Cosa è stato sequestrato

Il gip Raffaele Muzzica ha disposto il sequestro preventivo del compendio aziendale della A.M. Distribution srl e di Napolitano Angelo, includendo due immobili: uno a Casalnuovo di Napoli (Via Napoli n. 159) e uno a Napoli (Corso Garibaldi n. 231).

 

Castellammare, rapina in una discoteca di Sorrento: tradito dal tatuaggio arrestato 27enne

Castellammare – Nella mattinata di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno arrestato un 27enne residente a Castellammare di Stabia, ritenuto gravemente indiziato di rapina aggravata in concorso con altri soggetti, ancora in fase di identificazione.

L’uomo è finito in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica oplontina.

L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Sorrento, ha preso avvio dalla denuncia presentata da un giovane, vittima della rapina lo scorso 26 ottobre 2025 all’interno di una discoteca nel cuore del centro storico di Sorrento.Secondo la ricostruzione investigativa, durante la serata il denunciante è stato accerchiato e immobilizzato da più persone che lo hanno spintonato e trattenuto fisicamente.

Uno degli aggressori gli ha strappato dal collo una preziosa catenina d’oro con pendente, del valore stimato di circa 5.000 euro, per poi darsi alla fuga. I complici hanno continuato a minacciare e bloccare la vittima, impedendole di inseguire il rapinatore materiale.

Gli elementi decisivi per l’identificazione sono emersi dall’analisi approfondita delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati sia all’interno del locale che nelle immediate vicinanze. Tra questi, un particolare tatuaggio sul collo del presunto autore materiale ha rappresentato un indizio chiave, confermato poi dal riconoscimento fotografico effettuato dalla persona offesa.

Le attività investigative – che hanno compreso anche servizi info-investigativi e individuazione fotografica – hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del 27enne stabiese, ritenuto l’autore materiale dello strappo.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per identificare e trarre in arresto i complici che hanno partecipato materialmente all’azione delittuosa.

San Giorgio a Cremano, dal controllo stradale alle manette: 23enne incastrato per droga

San Giorgio a Cremano – Un normale controllo alla circolazione stradale si è trasformato, nel cuore della notte, in un’operazione antidroga conclusasi con un arresto.

I Carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano hanno tratto in arresto il 23enne Pasquale Borrelli, volto già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’intervento è scattato lungo via San Martino. I militari, impegnati in un servizio di pattugliamento del territorio, hanno intimato l’alt al giovane mentre si trovava alla guida. Durante l’accertamento dei documenti, l’atteggiamento del ragazzo ha spinto i Carabinieri ad approfondire il controllo: l’ispezione personale ha permesso di rinvenire le prime dosi di hashish e marijuana, occultate sulla sua persona.

Le verifiche si sono spostate rapidamente dall’abitacolo dell’auto all’abitazione del 23enne. È qui che i sospetti degli uomini dell’Arma hanno trovato conferma: la perquisizione domiciliare ha portato alla luce quasi 52 grammi di hashish, insieme a materiale vario destinato al pesaggio e al confezionamento delle dosi, segno evidente di un’attività di spaccio strutturata.

Borrelli, nato a Massa di Somma nel 2002, è stato immediatamente dichiarato in stato di arresto. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria ed è ora in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Agguato in auto a Napoli, colpito alla testa: 29enne salvo per miracolo

Notte di paura a Napoli, dove un 29enne è rimasto ferito alla testa da un colpo d’arma da fuoco ed è sopravvissuto per puro caso. L’episodio è avvenuto intorno alle 2 in via Amerigo Vespucci, nella zona orientale della città.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane si trovava a bordo di un’auto insieme a un’altra persona quando uno scooter avrebbe affiancato la vettura. A quel punto sarebbero stati esplosi diversi colpi di pistola: uno dei proiettili ha raggiunto il 29enne alla testa, senza però penetrare completamente la calotta cranica.

Scattato l’allarme, il ferito è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni non sarebbero critiche e non risulterebbe in pericolo di vita.

Sul caso indaga la Squadra Mobile della Questura di Napoli, che sta verificando ogni dettaglio, a partire dal racconto fornito dalla vittima: il 29enne ha riferito di essere rimasto vittima di una rapina. Una versione che, però, è ora al vaglio degli investigatori. Il giovane, inoltre, risulta avere diversi precedenti.

Il ferimento di Roberto Nambuletto due giorni fa

Solo due giorni sempre nella zona orientale della città in viale Califano a Ponticelli era stato ferito alle gambe da un colpo di pistole il 23enne Roberto Nambuletto, ritenuto vicino al clan De Micco “Bodo”. Ora gli investigatori stanno valutando gli eventuali collegamenti tra le due sparatorie.

Clan D’Alessandro, il Riesame blinda le misure: ma è scontro tecnico sulle intercettazioni

Castellammare – Regge l’impianto accusatorio costruito dalla DDA contro la cupola dei D’Alessandro, ma si apre una crepa procedurale che potrebbe ridisegnare i confini del processo.

Il Tribunale del Riesame ha confermato le misure cautelari per i vertici e i gregari della cosca di Scanzano, decapitata nell’ultimo blitz che ha portato in cella 11 figure chiave, tra cui il boss Enzo D’Alessandro.

Mentre la quasi totalità degli indagati ha rinunciato a ricorrere contro l’ordinanza, la battaglia legale si è accesa intorno alla posizione di Petronilla Schettino, moglie del presunto cassiere del clan, Michele Abbruzzese detto ‘ pacierello e parente dei D’Alessandro.

Sebbene la donna resti in custodia, la difesa — rappresentata dall’avvocato Francesco Romano — ha incassato un punto fondamentale: l’inutilizzabilità di una parte consistente delle intercettazioni.

Il nodo è tecnico e riguarda i tempi previsti dalla Riforma Cartabia. Secondo i giudici del Riesame, l’iscrizione nel registro degli indagati, retrodatata al febbraio 2023, ha fatto scattare termini che il Pubblico Ministero non avrebbe prorogato correttamente. Risultato: tutto ciò che è stato captato dopo il 5 agosto 2024 è giuridicamente “inesistente” ai fini probatori per la Schettino.

Un colpo di scena non da poco, considerando che il “castello” della Procura poggia proprio sulle microspie piazzate in casa Abbruzzese. Tra i dialoghi finiti nel mirino della censura giuridica — ma che restano agli atti per altri filoni — figurano passaggi delicati su estorsioni e somme di denaro ricevute da gestori di pontili nel porto stabiese. In una conversazione del 9 agosto 2025, ad esempio, Abbruzzese discuteva con la moglie della riscossione di 2.500 euro da un tale “Giovanni”, identificato dagli inquirenti in Giovanni D’Alessandro.

La questione dei termini di indagine non finisce qui. La difesa è pronta a dare battaglia in Cassazione per estendere l’inutilizzabilità a un periodo ancora più ampio. Se gli Ermellini dovessero accogliere il ricorso, una fetta significativa delle prove raccolte dalla Polizia di Stato (SISCO) rischierebbe di evaporare, complicando la posizione della Procura nonostante i riferimenti, emersi nelle pieghe dell’inchiesta, che tirerebbero in ballo persino un consigliere comunale di maggioranza.

Per ora, il muro dei D’Alessandro resta dietro le sbarre, ma l’inchiesta entra nella sua fase più insidiosa: quella della tenuta tecnica dei file audio che hanno svelato i segreti di Scanzano.

Il “Terzo Livello” e l’Ombra sulla Politica Stabiese

L’inchiesta non colpisce solo l’ala militare ed economica del clan D’Alessandro, ma solleva pesanti interrogativi sulla capacità della cosca di Scanzano di infiltrare le istituzioni locali.

Il fulcro di questo filone sono le intercettazioni ambientali registrate in casa Abbruzzese. Secondo quanto emerso dagli atti e dai rilievi della DDA:

Il legame col Consiglio Comunale: Nelle conversazioni tra il cassiere Michele Abbruzzese e la moglie Petronilla Schettino, spuntano riferimenti diretti a un consigliere comunale di maggioranza. I dialoghi suggerirebbero un rapporto di “vicinanza” o interessi comuni, in particolare in vista di scadenze elettorali o decisioni amministrative.

L’interesse per gli appalti: Le cimici hanno captato le mire del clan su grandi opere pubbliche, come il nuovo ospedale (un affare da circa 200 milioni di euro) e la gestione dei servizi cittadini. In questo contesto, il consigliere citato (identificato in cronaca come Gennaro Oscurato, poi estromesso dalla maggioranza dal sindaco Vicinanza) avrebbe rappresentato, secondo l’ipotesi investigativa, un punto di contatto tra le stanze del potere e gli interessi di Scanzano.

Il rischio “Inutilizzabilità”

Proprio perché queste conversazioni sono la “pistola fumante” del legame politica-camorra, lo stralcio dei file registrati dopo l’agosto 2024 (ottenuto dalla difesa Schettino) rappresenta un problema enorme per la Procura. Se le prove chiave contro i colletti bianchi cadono per un vizio di forma (mancata proroga delle indagini), l’intero filone politico dell’inchiesta rischia di sgretolarsi prima ancora di arrivare in aula.