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Allerta Gialla in Campania, attesi nubifragi per 24 ore: rischio frane e allagamenti

Napoli– Una perturbazione intensa si prepara a colpire la Campania. La Protezione Civile regionale ha dichiarato lo stato di allerta meteo di livello Giallo, valido da mezzanotte di oggi, lunedì 17 novembre, e per le successive 24 ore, fino alle 23:59 di domani, martedì 18 novembre.

Il maltempo, che secondo le valutazioni del Centro Funzionale potrebbe assumere i caratteri del rovescio o del temporale, minaccia di scaricare precipitazioni anche molto intense su vaste porzioni del territorio. L’allerta, di criticità idrogeologica, riguarda quasi tutta la regione, ad eccezione di Alta Irpina, Sannio e Tanagro.

I rischi per il territorio
Le conseguenze al suolo, come segnalato in una nota della Protezione Civile, potrebbero essere significative. Lo scenario prevede:

Possibili allagamenti in aree urbane e non.
Un repentino innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua.
Scorrimento di acqua lungo le strade, con pericolo per la viabilità.
Frane e caduta massi dai versanti più instabili.
Le misure di emergenza

Alla luce della previsione, la Protezione Civile ha diramato una circolare a tutti i Comuni coinvolti, ordinando l’attivazione immediata dei COC (Centri Operativi Comunali). Le amministrazioni sono chiamate a mettere in campo “tutte le misure strutturali e non strutturali” per prevenire e mitigare i fenomeni, in linea con i piani di emergenza locali. Particolare attenzione dovrà essere riservata al monitoraggio del verde pubblico – per prevenire la caduta di alberi o rami – e all’ascolto costante degli aggiornamenti dalla Sala Operativa Regionale.

Con un’allerta di questa portata, la macchina dei soccorsi e della prevenzione è già in moto, mentre i cittadini sono invitati alla massima prudenza per l’intera giornata di martedì.

Napoli, morto il giovane calciatore Umberto Catanzaro ferito il 15 settembre ai Quartieri Spagnoli

Napoli – È morto nella notte, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Pellegrini, il giovane Umberto Catanzaro, nato a Napoli il 9 ottobre 2002. Il ragazzo, che giocava a calcio a livello dilettantistico, era rimasto gravemente ferito in un agguato a colpi d’arma da fuoco lo scorso 15 settembre nei Quartieri Spagnoli.

Questa mattina i carabinieri della Compagnia Napoli Centro sono intervenuti al pronto soccorso del Pellegrini per constatare il decesso del 22enne, che da quel giorno non si era mai ripreso dalle lesioni riportate.

La salma è stata posta sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia che dovrà accertare con precisione le cause della morte e collegarle alle ferite d’arma da fuoco subite durante l’agguato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dalla Procura per i minorenni, il vero obiettivo dei killer non era Catanzaro. Il giovane si sarebbe trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, trasformandosi in una vittima innocente di una regolazione di conti nato all’ijterno della cosca del boss Salvatore Percich che voleva punire il fidanzato della figlia, reo di aver diffuso dei filmati hor della ragazza.

Le attività investigative dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Napoli Centro hanno portato già il 19 ottobre all’esecuzione di quattro fermi di indiziato di delitto e di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla DDA e dalla Procura minorile, nei confronti di cinque persone ritenute coinvolte nell’agguato. Tra gli arrestati figura appunto anche il boss Percich, considerato il mandante e3d esecutore, insieme ai suoi complici.

Gli inquirenti contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio poi aggravato dal decesso della vittima, detenzione e porto illegale di arma da sparo, nonché l’aggravante mafiosa. Con la morte di Umberto Catanzaro, il quadro accusatorio, già definito grave al momento dei fermi,  ora si aggrava ulteriormente per tutti.

 

Camorra, il patto tra i Russo e i Licciardi che fa tremare Napoli: 44 arresti

Una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha scosso le fondamenta della criminalità organizzata campana, portando all’esecuzione di 44 ordinanze di custodia cautelare (34 in carcere e 10 ai domiciliari).

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna e del Comando Provinciale di Napoli, ha svelato una pericolosa e rinnovata alleanza tra lo storico clan Russo di Nola e i Licciardi, una delle colonne portanti della potente Alleanza di Secondigliano. Al centro del patto, la gestione capillare delle scommesse illegali e un’inquietante infiltrazione nel tessuto politico locale.

Politica nel mirino: voti in cambio di favori

Le ramificazioni dell’inchiesta si estendono fino a toccare il mondo della politica. Tra gli arrestati figura infatti un candidato alle elezioni amministrative di Monteforte Irpino (Avellino), accusato di gestire un centro scommesse per conto del clan.

Ma non è tutto: le indagini hanno fatto luce su presunti accordi siglati tra esponenti della maggioranza a Cicciano e dell’opposizione a Casamarciano con il clan Russo, finalizzati a procacciare voti in cambio di favori. L’accusa, pesantissima, è quella di scambio elettorale politico-mafioso.

Un’alleanza “Allarmante”: le parole di Gratteri

A definire “allarmante” il quadro emerso è stato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. “Questa indagine è importante e difficile”, ha dichiarato in conferenza stampa, “perché dimostra come, dopo anni, il clan Russo sia nuovamente collegato ai Licciardi. Si apre uno scenario nuovo nelle dinamiche e nel livello qualitativo delle mafie”.

Secondo Gratteri, questa alleanza smentisce l’idea di una camorra frammentata e disorganizzata. “All’improvviso vediamo i Licciardi che si rivolgono ai Russo, e questo è un dato tanto importante quanto preoccupante, che ci riporta alla memoria le guerre che hanno insanguinato la provincia di Napoli con centinaia di morti l’anno”.

Il racket delle scommesse

Il motore economico della nuova alleanza era la gestione dell’esercizio abusivo di giochi e scommesse online, un business estremamente redditizio. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati sono gravissime: si va dall’associazione di tipo mafioso all’estorsione e tentata estorsione, aggravate dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’attività dei clan Russo e Licciardi.

Il lavoro investigativo è stato coordinato, oltre che da Gratteri, dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e dal sostituto Henry John Woodcock, e ha visto l’impegno sul campo degli uomini del colonnello Paolo Leoncini, del maggiore Andrea Coratza e del generale Biagio Storniolo.

 

La nuova emergenza riciclaggio: in Campania boom di criptovalute. Stravolto il mercato della criminalità

Napoli  – La lotta alla criminalità finanziaria in Italia segna un punto di non ritorno, e il cuore di questa rivoluzione è la Campania. I “panni sporchi” della Camorra e della criminalità organizzata hanno dismesso i borsoni pieni di contante per abbracciare l’anonimato e la velocità delle criptovalute, trasformando la regione nel nuovo epicentro del riciclaggio digitale.

Il quadro emerge in modo drammatico dall’ultimo “Quaderno dell’antiriciclaggio” pubblicato dalla UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia), che analizza il primo semestre del 2025. I dati svelano un trend che è molto più di un campanello d’allarme: è il segnale che il crimine ha superato la vigilanza tradizionale.

Cripto contro contante: il sorpasso epocale

Per decenni, il contante è stato il re incontrastato del riciclaggio. Oggi, quel primato è stato frantumato.

Le operazioni sospette (SOS) legate alle cripto-attività hanno quasi raddoppiato nel primo semestre 2025, toccando una cifra impressionante: oltre 3,4 miliardi di euro di valore segnalato.

Il dato più sconvolgente, che indica il cambio di strategia del crimine, è il confronto con le forme tradizionali:

Criptovalute: Rappresentano il 7,0% del totale delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS).

Contante: Ccrolla al 3,4% del totale.

Il riciclaggio si è spostato irrevocabilmente dagli sportelli fisici alle blockchain e ai wallet digitali, offrendo pseudo-anonimato e velocità transfrontaliera istantanea, strumenti perfetti per chi opera fuori dalla legalità.

 La Campania è la “zona rossa” del rischio

Se a livello nazionale l’allarme è alto, sul fronte territoriale la situazione è esplosiva in Campania.

La regione emerge con forza come l’area con l’incremento più significativo di attività sospette. Le operazioni richieste o eseguite sul territorio sono passate da 7.146 a 10.439 SOS, registrando un balzo del 15,6%. A livello provinciale, Napoli si posiziona tra le città italiane a più elevata densità di rischio, confermando la concentrazione della criminalità finanziaria in aree ad alta presenza di organizzazioni criminali.

Il boom delle cripto, unito al quasi raddoppio delle segnalazioni connesse all’estero, evidenzia che la criminalità campana sta sfruttando la dimensione transnazionale e digitale per nascondere i propri profitti.

La sfida del futuro: non più banche, ma blockchain

La crescita generale delle segnalazioni, che sono aumentate del 15,6% in un anno, è trainata in parte da Banche e Poste, ma l’incremento più dirompente proviene dai prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP). Le loro segnalazioni sono passate da 1.353 a 2.675 in un solo semestre, un aumento netto del 97,7%.

Il sistema sta reagendo, ma con lentezza. Mentre notai e banche sono rapidi nell’inoltrare le segnalazioni (11 e 24 giorni in media), gli operatori cripto hanno un tempo mediano di 78 giorni. Una latenza che, nel mondo velocissimo delle criptovalute, può permettere ai fondi illeciti di sparire nel nulla digitale.

La battaglia contro il riciclaggio si gioca ora su un campo di gioco completamente nuovo: non più solo arginare il contante, ma governare un ecosistema digitale complesso e senza confini. L’efficacia futura dipenderà dalla capacità di investigatori e operatori di adeguarsi alla velocità dell’innovazione tecnologica che la criminalità, in Campania e altrove, ha già saputo sfruttare a proprio vantaggio.

Fuorigrotta, ancora un investimento davanti al Maradona: stasera nuova protesta dei residenti

Napoli – La sicurezza stradale a Fuorigrotta vive un nuovo, drammatico capitolo. Nella notte tra domenica e lunedì, intorno all’1:00, una ragazza — che secondo le prime testimonianze sarebbe minorenne — è stata investita da un’auto nei pressi dello Stadio Diego Armando Maradona.

Il conducente non si è fermato a prestare soccorso ed è fuggito, rendendosi protagonista dell’ennesimo episodio di pirateria della strada.

A denunciare con forza quanto accaduto è Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che parla di “tragedia annunciata” e accusa le istituzioni di inerzia.

“Siamo di fronte all’ennesima tragedia annunciata. La nostra denuncia va avanti da tempo, raccogliendo le segnalazioni disperate dei residenti: corse clandestine, scooter selvaggi fino a tarda notte, raduni di auto customizzate in stile Fast & Furious avvengono indisturbati a pochi metri dal Commissariato San Paolo.

L’incidente di stanotte è l’epilogo di un copione già scritto, e la mia domanda è sempre la stessa: perché non si è intervenuti prima? Stanno aspettando che ci scappi il morto, la tragedia eclatante?”, attacca Borrelli.

Assieme a lui, il membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde Rosario Pugliese evidenzia la continuità, definita “drammatica”, di episodi simili nella stessa area. Solo pochi giorni fa, ricordano, una ragazza di 14 anni è stata investita in circostanze altrettanto gravi.

“Non è più accettabile che un’area strategica della città sia ostaggio dell’illegalità e del degrado. Chiediamo con forza al Prefetto e alle Forze dell’Ordine di predisporre controlli costanti e permanenti nelle ore notturne e di intervenire con l’installazione di dissuasori di velocità e telecamere per impedire le corse. Non possiamo permettere che la vita dei nostri ragazzi sia messa a rischio per l’incoscienza di pochi”, affermano Borrelli e Pugliese.

Per tenere alta l’attenzione e chiedere interventi immediati, residenti e comitati di zona hanno organizzato un nuovo presidio di protesta per questa sera, 17 novembre, alle 22:30, all’esterno dello Stadio Maradona. All’iniziativa parteciperanno anche Borrelli e Pugliese, che annunciano di voler continuare la mobilitazione finché non saranno adottati provvedimenti concreti.

Napoli, trovato in giro a Scampia con numerose dosi di droga: va ai domiciliari

Napoli – E’ stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari il 33 enne che la scorsa settimana era stato arrestato dagli di una pattuglia di polizia del Commissariato Scampia in via Labriola.

l’uomo, difeso dall’avvocato Ercole Guadagno, benchè trovato in possesso di varie sostanze stupefacenti sia in auto siua a casa, è riuscito ad ottenere gli arresti in casa. La difesa nel corso dell’udienza di convalida è riuscita a convincere il gip che la misura delle detenzione domiciliare fosse più idonea al suo assistito e coì è stato.

Il 33enne, con precedenti penali, era stato protagonista di un inseguimento ad alta tensione, per le strade di Scampia, raggiunto e fermato in via Tancredi Galimberti.

Durante il controllo, gli agenti avevano recuperato 19 involucri di cocaina (circa 10 grammi) e altri 15 di crack (circa 6 grammi) nascosti nell’abitacolo. Poi nella perquisizion e domiciliare furono trovate alytre 20 dosi di cocaina — per circa 9 grammi — un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga. Ora il 33enne è ai domiciliari.

San Giorgio, evade da domiciliari con droga in tasca: arrestato da maresciallo libero dal servizio

San Giorgio a Cremano – Credeva di essere al sicuro di prima mattina in una via Roma deserta. Invece, per Francesco Losacco, 24 anni, la fuga dai domiciliari è durata lo spazio di uno sguardo. Basta il tempo di affacciarsi dal portone, controllare che non ci siano volanti e pensare di essere libero.

Quello che non poteva sapere è che la sua “libertà” sarebbe durata meno di un minuto, fermata non da una pattuglia, ma dalla perspicacia di un maresciallo dei Carabinieri a piedi, in borghese e fuori servizio.

Il militare,  stava percorrendo a piedi piazza Troisi per recarsi in caserma e iniziare il suo turno. Occhio esperto, ha riconosciuto il giovane, già noto alle forze dell’ordine, che in quel momento si muoveva con l’aria di chi sta facendo qualcosa che non dovrebbe. Un attimo di esitazione, poi l’irruzione nella scena silenziosa del mattino: l’identificazione, il blocco, la resa.

Sul posto, dopo la chiamata del maresciallo, è arrivato il rinforzo di una “Gazzella” dei colleghi della stazione locale. La perquisizione non ha lasciato scampo: in tasca, 94 grammi di marijuana, già divisi in dosaggi da spaccio, e 210 euro in contanti, probabile provento della sua attività illecita.

Per Losacco, che era ai domiciliari per precedenti reati, non c’è stato nulla da fare. L’evasione si è trasformata in un doppio arresto: per quella stessa evasione e per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. Un risveglio amaro, che invece di portarlo verso una momentanea libertà, lo ha condotto dritto in carcere in attesa del giudice.

Giallo a Somma Vesuviana: padre e figlio accoltellati in casa, è caccia all’aggressore

Somma Vesuviana – Una notte di sangue e paura a Somma Vesuviana, dove il tranquillo contesto residenziale del Parco San Sossio è stato scosso da un violento fatto di cronaca.

Ieri, in tarda serata, un padre di 45 anni e suo figlio di 26 sono stati vittime di un’aggressione a colpi di coltello all’interno della loro stessa abitazione. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della stazione locale e del Nucleo Radiomobile di Castello di Cisterna.

L’aggressore, descritto come una persona al momento non identificata, si è introdotto in casa e ha colpito i due uomini con diversi fendenti, per poi dileguarsi nel buio. L’allarme è scattato subito dopo, con una disperata corsa verso gli ospedali.

Il padre, 45 anni, è stato trasportato all’Ospedale del Mare di Napoli; fortunatamente, dopo le medicazioni, le sue condizioni sono state giudicate non gravi ed è stato dimesso.

Il giovane è ancora ricoverato al Cardarelli

Più seria la situazione per il figlio 26enne, trasferito d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Attualmente è ancora ricoverato, ma secondo le prime informazioni non sarebbe in pericolo di vita. Intanto, l’intera vicenda resta avvolta nel mistero.

Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, ma le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica e, soprattutto, il movente. Si è trattato di una rapina finita male, di una vendetta personale o di una lite degenerata? Al momento, nessuna pista è esclusa.

Caserta, insegnante travolta e uccisa sulla Statale 7 Quater: identificato il pirata della strada

Tragedia nella notte tra sabato e domenica sulla Statale 7 Quater, alle porte di Villa Literno. Un violentissimo impatto tra due auto è costato la vita a Tina Spatarella, 62 anni, insegnante di religione originaria di Aversa.

Altre tre persone, tutte della città normanna, sono rimaste gravemente ferite. Alla guida dell’altra vettura, una Bmw, un uomo extracomunitario che dopo lo schianto è fuggito a piedi, abbandonando l’auto sulla carreggiata. È stato identificato dalla polizia stradale ed è ora al centro di una serrata caccia all’uomo.

L’incidente è avvenuto tra le 23 e la mezzanotte di sabato lungo un tratto già tristemente noto per la sua pericolosità. Secondo una prima ricostruzione, la Hyundai su cui viaggiava la vittima sarebbe stata tamponata ad alta velocità dalla Bmw. L’urto, frontale-laterale e particolarmente violento, ha distrutto la parte posteriore della vettura e intrappolato i passeggeri tra le lamiere.

Sul posto sono intervenute in pochi minuti le ambulanze del 118, i vigili del fuoco e le pattuglie della polizia stradale del distaccamento di Cellole, coordinate dall’ispettore capo Andrea Bonacci. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare Tina Spatarella, ma all’arrivo dei soccorsi la donna era già priva di vita. I tre feriti, in prognosi riservata ma non in pericolo di vita, sono stati trasportati negli ospedali di Pineta Grande, Pozzuoli e Salerno.

I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per estrarre i superstiti dall’abitacolo distrutto. La salma della vittima, su disposizione della Procura di Napoli Nord, è stata trasferita all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia. Intanto proseguono le indagini per definire con precisione la dinamica dell’impatto e verificare eventuali responsabilità aggravate del conducente della Bmw, che dovrà rispondere di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere lungo la Statale 7 Quater e raccogliendo testimonianze. Fonti interne riferiscono che il presunto responsabile sarebbe già stato formalmente individuato e che mancherebbero solo gli ultimi passaggi per procedere al suo fermo.

La notizia della morte di Tina Spatarella ha gettato nello sconforto la comunità di Aversa. Vedova, madre di due figli, aveva da poco compiuto 62 anni. Insegnava religione in una scuola di Sant’Antimo ed era molto stimata per la vicinanza ai ragazzi e la dedizione al lavoro. «Una scomparsa che lascia un vuoto enorme. Aversa si stringe attorno a chi sta vivendo questo dolore inspiegabile», ha dichiarato il sindaco Franco Matacena, esprimendo cordoglio alla famiglia e ai feriti a nome dell’intera città.

Questo nuovo incidente mortale riaccende le polemiche sulla sicurezza della Statale 7 Quater, più volte teatro di schianti gravissimi. Residenti e amministratori locali denunciano da anni velocità eccessive, controlli insufficienti e un tracciato che, soprattutto nelle ore notturne, si trasforma in una corsia dove spesso si corre oltre ogni limite.

Il bollettino nero delle strade campane

Il dramma di Villa Literno non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio di quella che molti definiscono ormai una «strage silenziosa» sulle strade della Campania. Negli ultimi anni, infatti, il numero di morti per incidenti stradali nella regione ha smesso di diminuire e, secondo le ultime rilevazioni disponibili, ha registrato una nuova crescita.

Sulla base dei dati degli ultimi rapporti su incidentalità stradale (Istat e Aci), la Campania registra mediamente tra i 250 e i 300 morti l’anno per incidenti stradali, con migliaia di feriti, molti dei quali riportano lesioni permanenti. In provincia di Caserta, dove si è verificato l’incidente di Tina Spatarella, il bilancio oscilla, in media, tra 40 e 60 vittime l’anno, con alcune arterie – come la Statale 7 Quater, l’Asse Mediano e la Domiziana – considerate a elevato rischio.

Negli ultimi tre anni, il trend segnala un lieve ma costante incremento dei decessi, legato a una combinazione di fattori: guida distratta (spesso per l’uso dello smartphone), alta velocità, consumo di alcol e droghe, traffico pesante e infrastrutture non sempre adeguate. Proprio le strade extraurbane principali come la Statale 7 Quater risultano tra le più pericolose, perché uniscono limiti di velocità relativamente elevati, scarsa illuminazione e un’intensa circolazione di veicoli privati e mezzi commerciali.

Le associazioni che si battono per la sicurezza stradale chiedono da tempo un piano straordinario per la Campania: più autovelox e controlli notturni, potenziamento dell’illuminazione e della segnaletica, maggiori campagne di prevenzione nelle scuole e interventi di messa in sicurezza sui tratti più critici. Ogni nuovo incidente mortale, come quello che ha spezzato la vita di Tina Spatarella, riapre il dibattito, ma troppo spesso le promesse si esauriscono nelle ore successive alla tragedia.

La comunità di Aversa, oggi sotto choc, chiede giustizia e verità, ma anche risposte concrete. Perché la morte di un’insegnante stimata, su una strada già segnata da un lungo elenco di croci, non diventi solo un numero in più nelle statistiche di un bollettino che, anno dopo anno, continua a crescere.

Politica&Camorra: 44 arresti, così i clan Russo e Licciardi hanno orientato il voto a Cicciano e Casamarciano

Napoli –  I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito una vasta operazione antimafia culminata con l’arresto di 44 persone. L’ordinanza, firmata dal giudice per le indagini preliminari partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dispone la custodia in carcere per 34 indagati e i domiciliari per altri 10. L

e accuse sono pesanti: associazione di tipo mafioso, estorsioni, tentate estorsioni, gestione abusiva di giochi e scommesse con metodo mafioso e – soprattutto – scambio elettorale politico-mafioso.

L’indagine, riferita al periodo 2022-2024 e costruita attraverso intercettazioni, pedinamenti e attività tecniche, traccia la mappa di un potere criminale radicato nel Nolano e capace di infiltrarsi in settori economici, istituzioni e consultazioni democratiche.

Il potere del clan Russo nel Nolano

Secondo gli inquirenti, il clan Russo – storicamente attivo tra Nola e i comuni limitrofi – avrebbe mantenuto una piena operatività. Il gruppo, capace di controllare direttamente e indirettamente le attività economiche del territorio, avrebbe imposto un sistema di “tasse” sulle compravendite immobiliari, sulle procedure di progettazione e persino sull’iter delle pratiche comunali relative ai lavori edilizi.

I proventi venivano poi ripartiti tra gli affiliati e convogliati nella cassa comune destinata al sostegno delle famiglie dei detenuti.

Emersi anche numerosi episodi estorsivi ai danni di tecnici comunali, progettisti, imprenditori e committenti: pressioni per agevolare l’acquisizione di immobili o permettere a terzi, scelti dal clan, di costruire e acquistare.

Scommesse clandestine e alleanze di camorra

Accanto agli affari immobiliari, l’inchiesta documenta un sistema di raccolta clandestina di scommesse e gestione di giochi online illegali, messo in piedi dal clan Russo in collaborazione con esponenti del clan Licciardi dell’Alleanza di Secondigliano. Il circuito prevedeva agenzie e sub-agenzie nel cuore del Nolano, la creazione di siti clandestini e la redistribuzione dei ricavi tra la cassa del clan e il sostegno dei detenuti.

Estorsioni sarebbero state inflitte anche ai titolari dei centri scommesse, chiamati a coprire i debiti accumulati partecipando al sistema illecito.

Il nodo più inquietante: la camorra e il voto nel Nolano

Il fronte più allarmante per la magistratura riguarda però il presunto condizionamento delle elezioni amministrative in due Comuni del territorio: Cicciano (maggio 2023) e Casamarciano (giugno 2022).

Secondo quanto emerge dall’inchiesta della Dda, l’organizzazione criminale avrebbe cercato di influenzare il voto attraverso intermediari, sostenendo candidati ritenuti “vicini” o comunque disponibili a garantire favori in futuro. Un tentativo di infiltrazione che, se confermato, delineerebbe l’ennesima prova della capacità dei clan di orientare non soltanto l’economia, ma anche la vita democratica delle comunità locali.

Una rete che intreccia affari, violenza e politica

L’operazione dei carabinieri restituisce un quadro in cui la camorra agisce su più fronti: estorsioni per controllare il territorio, affari milionari nelle scommesse clandestine, un potere capillare nei cantieri e perfino la pretesa di influenzare l’esito delle consultazioni elettorali.

Il sospetto degli inquirenti è chiaro: i clan puntavano a garantire amministrazioni “amiche” o comunque non ostili, capaci di agevolare pratiche, lavori e interessi economici. Una pressione che rischia di alterare il principio stesso della libera espressione del voto e che riaccende i riflettori sul ruolo della camorra nella gestione del consenso nel Nolano.

Napoli si accende per il Natale: 150 km di luminarie e folla in festa per l’Albero in Piazza Municipio

Napoli  – Napoli ha dato il via ufficiale alle festività natalizie, illuminando a giorno le sue strade e piazze in un’esplosione di luci che copre l’intera città. Ieri sera, 16 novembre, una marea di persone ha invaso Piazza Municipio per assistere all’accensione simbolica del grande albero di Natale, un evento che ha sancito l’inizio anticipato di un Natale che si preannuncia “straordinario”.

La cerimonia ha visto la partecipazione del sindaco Gaetano Manfredi, dell’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato e del presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola. L’attesa è stata ripagata con l’inaugurazione di un progetto imponente: 150 chilometri di strade illuminate e un totale di 5.000 installazioni luminose sparse in centro e nelle periferie.

Il Sindaco Manfredi ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione e l’importanza della collaborazione con la Camera di Commercio. “A questo Natale abbiamo dedicato tanto impegno e anche tante risorse,” ha dichiarato Manfredi, esprimendo l’auspicio che sia un periodo di “gioia e di serenità per i nostri concittadini e per i tanti turisti”.

Il primo cittadino ha anche posto l’accento sull’impatto economico dell’iniziativa: “Speriamo che sia anche un’opportunità di sviluppo commerciale per gli imprenditori. I napoletani volevano queste illuminazioni, e l’anno prossimo faremo ancora meglio: dobbiamo regalare questa gioia ai cittadini, ai bambini, alle tante famiglie che desiderano avere questo momento di serenità.”

“Impegno strepitoso per precorrere i tempi”

L’assessora Armato ha descritto l’atmosfera in piazza come “un momento emozionante per le migliaia di persone,” rimarcando lo sforzo eccezionale per anticipare i tempi e garantire un’illuminazione capillare. “Quest’anno ci abbiamo messo un impegno strepitoso e straordinario, abbiamo voluto precorrere i tempi, essere quanto più espansivi possibili,” ha spiegato, evidenziando le 5mila installazioni per 150 chilometri di luce.

L’obiettivo è chiaramente quello di sfruttare l’appeal turistico in un periodo già molto frequentato. “La città è già pienissima di turisti, già pienissima di persone gioiose che sono nella nostra città alla ricerca di sorprese, di vivacità, di energia, cosa di cui Napoli è veramente ricca,” ha concluso Armato, dando il benvenuto ufficiale al “Natale luminoso” di Napoli.

Oroscopo di oggi 17 novembre segno per segno

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Il 17 Novembre 2025 è un giorno sospeso tra l’energia passionale di Marte e la confusione mentale di Mercurio retrogrado. È una giornata in cui l’istinto (Ariete, Scorpione) e la pazienza (Toro, Capricorno) si scontrano e devono trovare un equilibrio. La vera sfida è non farsi travolgere dall’impulso di bruciare le tappe, ma nemmeno rinchiudersi nella paura del nuovo.

ARIETE

🔮 Amore: Marte in aspetto dinamico ti rende passionale e diretto. Attenzione a non essere troppo impulsivo con il partner. I single potrebbero incontrare una fiamma inaspettata in un luogo di sport.
🔮 Lavoro: Giornata di fuoco. Una rivalità latente potrebbe esplodere, trasformala in una sana competizione per dare il meglio di te.
🔮 Salute: Troppa energia da scaricare. Attività fisica intensa è consigliatissima per evitare di accumulare stress.
🔮 Finanze: Evita spese dettate dall’impulso del momento. Potresti pentirtene domani.
Consiglio Astrologico: Usa la tua carica per iniziare un progetto che rimandi da tempo, non per litigare.

TORO

🔮 Amore: Venere nel tuo campo affettivo addolcisce le relazioni. Serata perfetta per una cena romantica o per coccolarti. Cerca stabilità, non colpi di testa.
🔮 Lavoro: La Luna favorisce la pazienza. È il momento di sistemare i dettagli di progetti già avviati. Niente di nuovo all’orizzonte, ma solide basi.
🔮 Salute: Attenzione alla gola e ai piaceri della tavola. Non esagerare con i dolci.
🔮 Finanze: Situazione stabile. Un piccolo lusso puoi concedertelo, ma senza strafare.
Consiglio Astrologico: La costanza è la tua virtù. Applicala oggi in ogni campo e raccoglierai frutti dolcissimi.

GEMELLI

🔮 Amore: Mercurio retrogrado inaspettatamente ti aiuta! Rivedrai una persona del passato. Chiarite le incomprensioni, l’intesa può rinascere.
🔮 Lavoro: Giornata caotica, piena di comunicazioni e imprevisti. Resta sul pezzo e non perdere la concentrazione.
🔮 Salute: La mente è iperattiva. Rischi insonnia. Un buon libro è meglio di uno schermo prima di dormire.
🔮 Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse un rimborso che non ti aspettavi. Non contarci troppo.
Consiglio Astrologico: Metti ordine nei tuoi pensieri e le parole giuste arriveranno da sole.

CANCRO

🔮 Amore: Le emozioni sono in superficie. Hai bisogno di rassicurazioni e intimità. Parla al partner dei tuoi bisogni, non fare la vittima.
🔮 Lavoro: Meglio lavorare in un angolo tranquillo che in team oggi. La tua sensibilità è alta, potresti prenderti critiche troppo a cuore.
🔮 Salute: Cura l’idratazione e il sistema linfatico. Una tisana drenante fa al caso tuo.
🔮 Finanze: Istinto infallibile per gli affari di casa. Se devi comprare/vendere un immobile, è una buona giornata.
Consiglio Astrologico: Proteggi il tuo guscio, ma ricorda di uscire ogni tanto per non isolarti.

LEONE

🔮 Amore: Il Sole ti illumina, sei al centro dell’attenzione. Fai colpo senza nemmeno provarci. In coppia, organizza una serata a tema “regale”.
🔮 Lavoro: Momento perfetto per metterti in luce. Esponi la tua idea al capo, avrà l’impatto che desideri.
🔮 Salute: Attenzione alla postura. Cammina a testa alta, ma con le spalle rilassate.
🔮 Finanze: Tentazione di spendere per cose appariscenti. Resisti e investi invece in qualcosa che duri nel tempo.
Consiglio Astrologico: La tua generosità è una forza. Condividi una vittoria con chi ti ha aiutato.

VERGINE

🔮 Amore: Sei più razionale del solito in amore. Analizzi ogni parola. Rilassati e lascia fluire le emozioni. La perfezione non esiste.
🔮 Lavoro: La tua precisione è fondamentale per correggere gli errori altrui. Sei il pilastro invisibile del team.
🔮 Salute: Cura l’intestino. Probiotici e alimentazione regolare sono tuoi alleati.
🔮 Finanze: Ottima giornata per fare budget e pianificare. Vedi i numeri con chiarezza.
Consiglio Astrologico: L’ordine esterno riflette quello interno. Dedica 30 minuti a riorganizzare il tuo spazio.

BILANCIA

🔮 Amore: L’armonia è la tua parola d’ordine. Se c’è tensione, sarai tu il paciere. I single sono magnetizzanti, ma indecisi tra due opzioni.
🔮 Lavoro: Le relazioni pubbliche sono favoritissime. Una trattativa va in porto grazie al tuo fascino.
🔮 Salute: Equilibrio è la chiave. Un po’ di movimento, un po’ di relax. Non trascurare né l’uno né l’altro.
🔮 Finanze: Soldi spesi per abbellire la casa o il tuo aspetto. Denaro ben investito per il morale.
Consiglio Astrologico: La bellezza salverà il mondo, e oggi salverà la tua giornata. Circondati di ciò che ti piace.

SCORPIONE

🔮 Amore: Plutone ti rende magnetico e intenso. Uno sguardo può essere più eloquente di mille parole. In coppia, la passione si riaccende.
🔮 Lavoro: Intuisci i retroscena di una situazione. Usa questa conoscenza con saggezza, non per manipolare.
🔮 Salute: Energia sessuale al massimo. È un bene, ma non lasciare che diventi un’ossessione.
🔮 Finanze: Investimenti a lungo termine o questioni ereditarie si sbloccano. Fidati del tuo intuito.
Consiglio Astrologico: La trasformazione inizia dall’accettazione. Accetta un tuo lato oscuro per trasformarlo in luce.

SAGITTARIO

🔮 Amore: Giove ti spinge a cercare libertà. Non vuoi impegni, ma avventure. Spiega al partner che non è un rifiuto, ma un bisogno di spazio.
🔮 Lavoro: Idee brillanti e visionarie. Attenzione a non promettere più di quanto tu possa realisticamente fare.
🔮 Salute: Hai bisogno di aria aperta. Una camminata in un parco o in campagna ti ricaricherà.
🔮 Finanze: Fortuna inaspettata legata a un viaggio o a una questione internazionale.
Consiglio Astrologico: Il tuo ottimismo è contagioso. Condividi la tua filosofia con qualcuno che è giù di morale.

CAPRICORNO

🔮 Amore: Saturno ti rende serio. Cerchi affidabilità, non giochi. Un gesto concreto vale più di una poesia. In coppia, si parla di progetti a lungo termine.
🔮 Lavoro: La tua determinazione ti fa scalare una montagna. Rispetto e riconoscimento sono in arrivo. Testa bassa e lavora.
🔮 Salute: Attenzione a ossa e ginocchia. Non sovraccaricarle.
🔮 Finanze: I risparmi sono al sicuro. Piano di accumulo perfetto per te.
Consiglio Astrologico: La lenta e costante salita è più soddisfacente di un volo effimero. Persevera.

ACQUARIO

🔮 Amore: Urano inaspettatamente ti porta un colpo di fulmine in un contesto groupo o amicale. Rivoluziona le tue idee sull’amore.
🔮 Lavoro: Le idee più folli sono le migliori oggi. Collabora con menti anticonvenzionali come la tua.
🔮 Salute: Benessere mentale prima di tutto. Stacca dal tecnologico e connetti con persone reali.
🔮 Finanze: Investi in tecnologia e innovazione. Potresti vedere un ritorno inaspettato.
Consiglio Astrologico: Il futuro che anticipi inizia con un gesto nel presente. Sii il cambiamento che vuoi vedere.

PESCI

🔮 Amore: Nettuno annebbia i confini. Attenzione a idealizzare troppo il partner o un potenziale interesse. Vedi la realtà per quella che è.
🔮 Lavoro: La creatività è al top. Perfetto per artisti, scrittori, musicisti. Per gli altri, utile per trovare soluzioni originali.
🔮 Salute: Attenzione a mal di testa da eccesso di sensibilità. Limita gli stimoli troppo forti.
🔮 Finanze: Situazione confusa. Non firmare nulla oggi e rimanda decisioni importanti.
Consiglio Astrologico: La tua compassione è un dono. Usala per aiutare qualcuno, ma senza annullarti.

Il consiglio universale dell’astrologo Paolo Tedesco è: ascoltate il messaggio del corpo. Chi ha bisogno di movimento (Ariete) e chi di riposo (Pesci) trovi il proprio centro. In amore, cercate profondità, non superficie. Nel lavoro, siate coraggiosi ma con i piedi per terra. Le finanze chiedono prudenza, ma non avarizia.

Ricordate: le stelle suggeriscono, non impongono. La vera costellazione da seguire è quella del vostro cuore e della vostra ragione, messi in sintonia. Buona giornata!

Quando l’intelligenza artificiale prende la parola: la nuova era della sintesi vocale

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L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando con sorprendente rapidità la nostra vita quotidiana. Una delle sue applicazioni più interessanti – e ormai sempre più vicina alla nostra esperienza di tutti i giorni – è il sintetizzatore vocale, ovvero la capacità delle macchine di leggere un testo con una voce che suona naturale e credibile.

Un tempo questa tecnologia era utilizzata quasi esclusivamente per favorire l’accessibilità, ad esempio a supporto di persone con difficoltà visive. Oggi, invece, le voci sintetiche sono entrate in molti altri ambiti: dall’e-learning ai contenuti editoriali, dal marketing agli assistenti digitali, fino ai video che spopolano sui social. I progressi degli ultimi anni nel campo del deep learning hanno permesso infatti di ottenere intonazioni espressive, timbri realistici e persino sfumature emotive che ricordano quelle di un essere umano.

Tra gli strumenti che rendono questa tecnologia alla portata di tutti c’è, ad esempio, Vidnoz AI: una piattaforma gratuita che permette di convertire testi in parlato scegliendo tra diversi stili vocali, lingue e tonalità. Non è l’unico servizio disponibile, ma rappresenta bene il livello di accessibilità raggiunto dal settore, che non richiede più software complessi né particolari competenze tecniche.L’impatto è rilevante anche dal punto di vista territoriale.

Una piccola realtà imprenditoriale può realizzare materiali promozionali senza dover assumere un doppiatore; una scuola può fornire versioni audio delle lezioni per favorire chi ha difficoltà di lettura; un’amministrazione locale può diffondere avvisi e informazioni in formato vocale, rendendole comprensibili anche a chi non ha familiarità con i contenuti scritti o con una particolare lingua.In un momento storico in cui i contenuti digitali vengono consumati soprattutto in movimento – spesso con le cuffie sempre nelle orecchie – l’audio è tornato a essere un canale centrale della comunicazione.

L’intelligenza artificiale, in questo scenario, non si limita più a “leggere” un testo, ma contribuisce a rendere l’informazione più accessibile, inclusiva e immediata.Rimangono, naturalmente, questioni delicate da affrontare: dalla gestione dei diritti vocali alla trasparenza nell’uso delle voci sintetiche, fino ai possibili abusi della tecnologia. Eppure, se impiegata con responsabilità, la sintesi vocale può diventare un alleato prezioso per migliorare la comunicazione in contesti grandi e piccoli, contribuendo a ridurre barriere linguistiche e culturali.

Nel giro di pochi anni potrebbe diventare normale ascoltare le notizie del proprio quartiere lette da una voce sintetica, generate automaticamente da un software, mentre si guida o si passeggia per le vie della città. L’intelligenza artificiale, infatti, non si limita più a “emettere suoni comprensibili”: sta imparando a narrare, a dare ritmo e tono ai contenuti, trasformandosi sempre più in un vero e proprio raccontatore digitale.

Napoli, minaccia e perseguita il padre per soldi: arrestato 30enne

Napoli– Una notte di tensione e paura nel cuore del quartiere Pendino si è conclusa con l’arresto di un 30enne napoletano, accusato di atti persecutori nei confronti del proprio padre.

L’incubo dell’uomo, costretto a subire da tempo le continue e violente richieste di denaro da parte del figlio, è stato interrotto grazie al tempestivo intervento degli agenti del Commissariato Decumani.

Tutto è iniziato nel cuore della notte, quando alla Sala Operativa della Questura è giunta la segnalazione di una persona molesta che stava creando disordini in strada. Una volante, già impegnata nel servizio di controllo del territorio, è intervenuta prontamente.

Giunti sul posto, i poliziotti hanno individuato il soggetto segnalato, un giovane già noto alle forze dell’ordine, che alla loro vista ha dato in escandescenza, urlando e agitandosi in modo incontrollato.

Il dramma familiare

Mentre gli agenti erano impegnati a bloccare e calmare il 30enne, sono stati avvicinati da un uomo, visibilmente provato e scosso: era il padre del ragazzo. Con voce rotta dalla disperazione, ha raccontato ai poliziotti l’ennesimo capitolo di un dramma che si consumava tra le mura domestiche.

Poco prima, il figlio lo aveva minacciato e aveva tentato di forzare la porta per entrare in casa, pretendendo con violenza del denaro. Un copione, ha spiegato l’uomo esasperato, che si ripeteva purtroppo da tempo.

Di fronte al racconto della vittima e alla flagranza del comportamento persecutorio, per il 30enne sono scattate le manette. Raccolti tutti gli elementi necessari, gli agenti lo hanno tratto in arresto con l’accusa di atti persecutori. L’uomo è stato condotto presso gli uffici di polizia in attesa di disposizioni da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Napoli, dramma sul Lungomare, investito fiorista del Bangladesh: è grave

Napoli – Tragedia all’alba sul Lungomare di Napoli. Un venditore ambulante di fiori di 51 anni, cittadino del Bangladesh, è stato investito la scorsa notte ed è ora ricoverato in gravissime condizioni.

L’uomo è stato travolto intorno alle 4:40 in via Francesco Caracciolo, all’altezza del noto chalet Ciro, mentre stava attraversando la carreggiata.

L’impatto è stato violento. Il personale sanitario del 118 è intervenuto d’urgenza sul posto, trasportando il pedone in codice rosso all’ospedale Cardarelli. Le sue condizioni sono disperate: il 51enne è attualmente in prognosi riservata e la sua vita è, purtroppo, in grave pericolo.

Alla guida dell’autovettura che ha centrato il fiorista c’era un giovane di soli 20 anni, residente in uno dei paesi vesuviani, che è stato prontamente fermato. Per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro, è intervenuta la sezione infortunistica stradale della Polizia Locale di Napoli.

Gli agenti hanno immediatamente proceduto con i rilievi, ritirando la patente di guida al giovane conducente e sottoponendo a sequestro l’auto. Il 20enne è stato inoltre sottoposto a tutti gli accertamenti urgenti di rito, volti a verificare l’eventuale stato di alterazione psicofisica – ovvero l’uso di alcol o droga – al momento dell’incidente.

La Polizia Locale sta ora lavorando per accertare con precisione cause e responsabilità di questo drammatico episodio.

Vomero, 18enne scaglia lo scooter rubato contro gli agenti: arrestato

Napoli – Una serata di fuoco, ieri, nel cuore del vivace quartiere Vomero, dove un dispiegamento di forze dell’ordine ha messo a soqquadro la movida per un maxi-controllo a tappeto.

L’operazione, coordinata dalla Questura di Napoli, ha visto schierati gli agenti dei commissariati Vomero, Arenella e Bagnoli, militari della Guardia di Finanza, pattuglie della Polizia Locale e ispettori dell’ASL NA1 Centro.

Il blitz si è concentrato nelle zone calde della vita notturna: l’area di San Martino, le vie Giordano, Falcone, Scarlatti e le piazze Medaglie d’Oro e Vanvitelli. Il bilancio finale è stato pesante: 45 persone identificate, di cui 5 già note alle forze dell’ordine, 13 veicoli controllati e ben 42 violazioni del Codice della Strada contestate.

Ma la mano ferma delle forze dell’ordine si è abbattuta anche sugli esercizi commerciali. Sei locali sono finiti sotto la lente d’ingrandimento. Multe salate per un totale di 3.000 euro: un’attività è stata pizzicata senza le obbligatorie schede HACCP sulla sicurezza alimentare, un’altra è stata addirittura costretta a tirare giù la serranda per le precarie condizioni igienico-sanitarie.

L’episodio più drammatico, però, ha per protagonista un 18enne napoletano, già noto alle cronache giudiziarie. La scena si svolge in via Girolamo Santacroce. Gli agenti del commissariato Vomero notano uno scooter con due giovani a bordo, dal comportamento sospetto.

 L’inseguimento in via Girolamo Santacroce: aveva attrezzi per lo scasso

All’avvicinarsi della polizia, il passeggero si dilegua nella notte, sfuggendo alla cattura. Il conducente, il 18enne, non sta a guardare e tenta la fida disperata: per eludere il controllo, scaraventa il veicolo contro gli agenti.

Dopo una breve ma concitata colluttazione, il giovane viene bloccato e arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Ma le sorprese non sono finite. Nel vano sottosella dello scooter, gli poliziotti scoprono un arsenale di grimaldelli e arnesi da scasso. Le successive verifiche rivelano l’ultimo, decisivo, tassello: il mezzo su cui viaggiava era frutto di un furto.

Lo scooter è stato così restituito al legittimo proprietario, mentre per il giovane, all’arresto, si sono aggiunte le accuse di possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli e ricettazione. Una notte di movida che per lui si è trasformata in un biglietto di sola andata per il carcere.

Clan D’Alessandro, le rivalità familiari e lo scontro per la discendenza a Scanzano

Nell’ordinanza cautelare che la scorsa settimana ha portato in carcere i nuovi vertici del clan D’Alessandro di Castellammare c’è la fotografia storica di un’organizzazione compatta verso l’esterno ma attraversata da visioni diverse sulla gestione interna degli affari e del territorio. Le intercettazioni svelano i dialoghi tra i vertici e il ruolo e l’ascesa dei giovani eredi

Il vuoto di comando dopo l’arresto di ’o topo

Tutto comincia nell’agosto 2009, quando viene arrestato Vincenzo D’Alessandro, classe 1976, soprannominato ‘o topo, ultimo erede in libertà del fondatore del clan, il defunto Michele D’Alessandro. Con la sua cattura si apre un vuoto di comando ai vertici dell’organizzazione di Scanzano.

Secondo quanto ricostruito dai magistrati, quello spazio viene rapidamente colmato dal cugino Michele D’Alessandro classe ’78 figlio di Luigi detto Gigginiello, all’epoca detenuto, uscito dal carcere nel 2018 dopo quasi trent’anni di detenzione. È lui, Michele ’78, a emergere come nuovo punto di riferimento operativo del clan.

Gli inquirenti sottolineano che la stessa esistenza del clan D’Alessandro è da tempo un ‘dato giudiziario consolidato’: sono stati individuati capi, promotori, sodali, e soprattutto le finalità camorristiche fondate sul controllo pressoché totalitario delle attività illecite sul territorio stabiese.

Scanzano, due aree e due linee di famiglia

A partire dal 2010 le indagini descrivono un clan articolato in due rami interni, radicati in due zone distinte del quartiere di Scanzano e in sostanziale competizione tra loro sul piano del prestigio e della gestione concreta degli affari.

Da un lato c’è il gruppo legato alla storica area di Partoria, guidato proprio da Michele D’Alessandro classe 1978. Dall’altro lato vi è la linea che fa riferimento alle cosiddette Palazzine di via Pergole, definita dagli investigatori come il fronte degli ‘esponenti più giovani’ del casato.

In quest’ultima area – la zona delle Palazzine – emergono soprattutto i nomi di:

Michele D’Alessandro, classe 1992, figlio di Luigi D’Alessandro classe 1973

Michele D’Alessandro, classe 1995, figlio di Vincenzo classe 1976

Michele D’Alessandro, classe 1995, e Luigi, classe 1998, figli di Pasquale D’Alessandro classe 1970

Gli atti giudiziari precisano che non si tratta di fazioni in lotta, né di un conflitto aperto. Piuttosto, emergono rapporti di ‘rivalità e competizione’ per la gestione del territorio e degli affari, in un quadro di sostanziale cooperazione e di costante ripartizione dei proventi illeciti.

Due famiglie, una sola organizzazione

La chiave di lettura delle intercettazioni è chiara: il clan si muove lungo due grandi linee familiari interne. La prima fa capo alla famiglia del defunto Michele D’Alessandro classe 1945, storico capoclan. La seconda si riconosce nel fratello Luigi, classe 1947.

È il filone riconducibile a Luigi ’47 a risultare, nelle carte, ‘più attivo e predominante sul territorio’, con Michele D’Alessandro ’78 saldo al comando fino all’arresto dell’ottobre 2013. La linea che discende dal defunto Michele ’45, al contrario, viene descritta come meno radicata e più giovane, ma tutt’altro che marginale.

Qui spicca la figura di Michele D’Alessandro classe 1992, figlio di Luigi ’73, che si muove sotto ‘l’attenta regia’ della madre, e della nonna paterna Teresa Martone. Un vertice familiare femminile che, a detta degli inquirenti, influenza e orienta le scelte del giovane referente della zona di via Pergole.

‘Non in lotta’: l’equilibrio dei proventi

Gli inquirenti insistono su un punto: le due linee interne non risultano impegnate in una guerra intestina. Non c’è sovrapposizione violenta di interessi criminali, ma una divisione del territorio e delle entrate che punta a preservare l’unità del clan verso l’esterno.

Le carte parlano di un accordo di fondo: i proventi illeciti vengono suddivisi ‘in proporzione’ e i due rami familiari contribuiscono insieme al sostentamento delle famiglie degli affiliati detenuti. Un equilibrio delicato, che serve da valvola di sicurezza per evitare che la competizione interna diventi scontro.

A dividerli, evidenzia l’ordinanza, non è la finalità – sempre camorristica – ma ‘la diversa visione del come gestire gli affari della famiglia e del modo in cui controllare il territorio di loro competenza’. Non una frattura, dunque, ma due strategie e due culture criminali che convivono dentro la stessa sigla.

Rossetti e Spagnuolo, i ‘delfini’ nelle due linee familiari

Dentro questo scenario, gli investigatori collocano due figure chiave, in posizione ‘paritetica’ nelle rispettive aree di riferimento: Antonio Rossetti detto ‘o guappone e Nino Spagnuolo detto capastorta.

Rossetti viene descritto come il ‘delfino’ di Michele D’Alessandro ’78 e del fratello di quest’ultimo, Pasquale D’Alessandro classe 1971, detto ‘o niro. È l’uomo di fiducia, il ‘tuttofare’ del ramo di Partoria: colui che si muove in prima battuta sul territorio, amplia gli interessi del gruppo in settori illeciti e perfino leciti, reinvestendo il cosiddetto denaro sporco.

Spagnuolo, invece, rappresenta il contraltare nel ramo che fa capo ai discendenti del fondatore Michele ’45. Viene collocato nella linea riconducibile a Luigi D’Alessandro classe 1973, Vincenzo ’76 e Pasquale ’70, tutti detenuti e figli del capostipite. Con Vincenzo ’76 lo lega, specificano gli atti, un rapporto ‘di comparato’, un vincolo di comparaggio che risale alla giovane età.

Rivalità personali dietro le visioni diverse

L’opposizione tra le due visioni interne, spiegano i magistrati, passa anche per la rivalità personale tra Rossetti e Spagnuolo. Quest’ultimo è convinto che proprio Rossetti sia il mandante dell’attentato alla sua vita avvenuto nel 2015.

In quella lettura, Rossetti sarebbe mosso da ‘gelosia’ per le ‘spiccate qualità criminali’ di Spagnuolo e da ‘astio’ per averne scoperto – sempre secondo la ricostruzione investigativa – le ‘molteplici ingerenze illecite per scopi personali ed a discapito dell’organizzazione’. Sullo sfondo, ancora una volta, non la rottura del clan, ma la tensione tra chi rivendica un controllo centralizzato degli affari e chi prova ad allargare il proprio spazio di manovra.

Il covo di Spoleto: il clan in diretta

L’immagine più nitida della struttura e delle gerarchie interne del clan arriva però a cavallo tra settembre e ottobre 2013, a centinaia di chilometri da Castellammare, a Spoleto. È qui che gli investigatori individuano un’abitazione che diventa, nelle carte, il ‘covo’ di Michele D’Alessandro ’78.

In quella casa, il reggente del clan si è rifugiato con la moglie Giovanna Girace, Antonio Rossetti, Stefania Boccia e Sabato Schettino, nel tentativo di sottrarsi all’ordine di carcerazione emesso il 7 ottobre 2013 dalla Procura generale di Bologna. Il covo, però, viene intercettato: all’interno vengono piazzate microspie che trasformano quelle stanze in un osservatorio privilegiato sulle dinamiche del clan.

‘Importantissime’, scrivono gli inquirenti, sono le conversazioni intercettate tra Michele D’Alessandro ’78 e Antonio Rossetti. Dialoghi che, secondo l’accusa, confermano il quadro investigativo: il ruolo apicale di Michele, la centralità operativa di Rossetti, i rapporti con il ramo più giovane di via Pergole e il sistema dei flussi di denaro verso le famiglie.

“Tu al posto mio”: la reggenza affidata a Rossetti

È in una di quelle conversazioni che Michele D’Alessandro ’78, ormai deciso a costituirsi nel carcere di Spoleto, affida formalmente a Rossetti il compito di sostituirlo sul territorio alla guida del clan.

Per Rossetti si apre una partita complessa: assume un ruolo da reggente senza avere legami di sangue con la famiglia D’Alessandro. Deve imporsi su giovani rampolli ancora in libertà, diretti nipoti del fondatore Michele ’45: tra questi, Michele D’Alessandro classe 1992, figlio di Luigi ’73, e Michele D’Alessandro classe 1995, detto topino, figlio di Vincenzo ’76.

Consapevole delle resistenze, Michele ’78 indica a Rossetti anche il metodo per legittimarsi: i rapporti con gli altri affiliati di rango dovranno passare attraverso Annunziata Napodano, madre di Michele ’78. In altre parole, la linea operativa di Rossetti dovrà ancorarsi alla figura materna del reggente, in modo da restare comunque sotto l’ombrello del ramo di Partoria.

“Ci devono dare il mensile”: il caso ambulanze e slot

Le intercettazioni documentano anche come il denaro venga usato per tenere in equilibrio le due visioni interne. Il 10 dicembre 2014, in una conversazione indicata con il numero di progressivo 3944, i carabinieri intercettano un dialogo tra Michele D’Alessandro ’92 e la madre.

Il giovane referente di via Pergole contesta la gestione della spartizione dei proventi estorsivi da parte dell’altro ramo familiare e si dice pronto a cambiare schema: “Michele D’Alessandro ’92 – annotano gli inquirenti – diceva alla madre di non condividere le soluzioni adottate dall’altro ramo familiare sulla spartizione dei proventi delle estorsioni, spiegandole che a quel punto avrebbe preferito ricevere un ‘mensile’”.

La madre, consapevole della forza minore del proprio ramo, prova a riportarlo a più miti consigli, ricordandogli che già esiste un flusso mensile gestito da Rossetti a loro favore:

D’ALESSANDRO Michele ’92: “si ma perchè ad esempio dobbiamo dividere quando poi il loro ce l’hanno?… Gli hai ordinato sopra il loro?… Se si deve parlare io glielo dico… Dico io me la sono vista io… io sopra il vostro non mangio, se no mi devono dare i soldi al mese!…”

I. R.: “e quelli Antonio te la dà la cinquecento euro che ti porta al mese!”

D’ALESSANDRO Michele ’92: “che mi sta dando Antonio!!!… Che fossero le macchinette?”

I. R.: “quelli là… a quando li abbiamo avuti…”

D’ALESSANDRO Michele ’92: “l’ambulanza?… e che c’entra e gli altri possono mangiare sopra..!!”

Dietro le battute, gli inquirenti leggono un sistema preciso: una parte dei ricavi gestiti da Michele D’Alessandro ’78 viene distribuita mensilmente al ramo di via Pergole – tramite Rossetti – per il business delle ambulanze e delle ‘macchinette’, le slot machine. Non è solo ripartizione di guadagni, ma anche strumento di ‘preservazione degli equilibri’ tra le linee interne del clan, proprio nel momento in cui Michele ’92 mostra la volontà di ‘imporsi’ maggiormente all’interno dell’organizzazione.

(nella foto via Pergola a Scanzano, quartier generale della cosca e da sinistra in alto il defunto padrino Michele D’Alessandro, la moglie Teresa Martone e i tre figli. Pasquale, Luigi e Vincenzo. Da sinistra in basso Luigi D’Alessandro, Gigginiello, il figlio Michele, e poi Luigi D’Alessandro figlio di Pasquale, e i fratelli Michele e Vincenzo D’Alessandro figli di Luigi secondo genito del defunto padrino)

Giugliano, entra in chiesa durante la messa e si mette a suonare il tamburo per protesta

Giugliano – Momenti di insolita tensione questa mattina nella chiesa di via Oasi, dove i carabinieri della Compagnia di Giugliano sono intervenuti dopo la segnalazione di un curioso episodio avvenuto durante la messa.

Secondo quanto ricostruito, un uomo di 67 anni, residente in zona e già noto alle forze dell’ordine, avrebbe fatto irruzione in chiesa mentre era in corso la celebrazione eucaristica. Una volta entrato, avrebbe iniziato a suonare un tamburo, attirando l’attenzione dei fedeli e interrompendo la funzione. L’improvvisata performance sarebbe durata alcuni minuti, prima che l’uomo decidesse di allontanarsi spontaneamente.

All’origine del gesto, secondo le prime ipotesi, ci sarebbe il fastidio che l’uomo proverebbe da tempo per il suono delle campane della parrocchia. Una lamentela che, a quanto si apprende, non sarebbe nuova.

I carabinieri, giunti sul posto, hanno immediatamente avviato un confronto con il parroco della chiesa. Al momento il sacerdote non avrebbe manifestato l’intenzione di sporgere denuncia, limitandosi a riferire quanto accaduto.

Le forze dell’ordine continuano a monitorare la situazione per capire se il comportamento dell’uomo possa ripetersi o degenerare, mentre la comunità resta ancora sorpresa per l’inusuale interruzione della funzione domenicale.

Blitz antidroga ad Acerra: in manette il “pusher del palazzo”

Acerra –  Non si ferma la morsa delle forze dell’ordine sul traffico di stupefacenti nella provincia partenopea. Ancora un colpo durissimo inferto alla criminalità organizzata: l’ultimo, orchestrato dalla Questura di Napoli, ha portato all’arresto di un uomo e al sequestro di un quantitativo impressionante di droga, che avrebbe fruttato centinaia di migliaia di euro sul mercato nero.

La soffitta del “pusher”

L’operazione, frutto di una serie di servizi straordinari di controllo, ha visto in prima linea gli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Acerra, supportati da una infallibile unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale.

Il primo obiettivo è stata l’abitazione di un incensurato 34enne acerrano. Nel corso di una perquisizione lampo gli agenti hanno scovato in casa dell’uomo un panetto di hashish da quasi 100 grammi e altri otto involucri pronti per la vendita, oltre a tutto il necessario per il confezionamento delle dosi. Per il 34enne sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Il covo nascosto

Ma la vera scoperta, quella che ha fatto salire alle stelle il bilancio del blitz, è arrivata poco dopo. Estendendo l’attività di controllo, gli operatori si sono concentrati su uno stabile in via Madonnelle. In una zona comune, nascosta e insospettabile all’interno dell’area condominiale, i poliziotti hanno rinvenuto una vera e propria centrale di stoccaggio della droga.

Il bottino finale è da capogiro:15 panetti di Hashish per un peso complessivo di circa 1,6 chilogrammi.Circa 860 grammi di Marijuana.Oltre 300 grammi di Cocaina pura.Oltre allo stupefacente, che ha superato la soglia complessiva dei 3 chili, è stato sequestrato anche un bilancino di precisione e abbondante materiale per il confezionamento, confermando come l’area fosse utilizzata come snodo cruciale per l’approvvigionamento dei pusher locali.

L’attività della Polizia di Stato prosegue, con l’obiettivo dichiarato di bonificare le piazze di spaccio e recidere il cordone ombelicale tra la criminalità e il territorio.

Napoli, arresto choc in corso Arnaldo Lucci: lavavetri mauritano estorce soldi e poi aggredisce la polizia

Napoli – Pomeriggio di tensione ieri in corso Arnaldo Lucci, dove la Polizia di Stato ha arrestato un 37enne originario della Mauritania, già noto alle forze dell’ordine per vari reati.

L’uomo è accusato di tentata estorsione, danneggiamento aggravato, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, in un episodio che ha seminato il panico tra automobilisti e passanti.

Tutto è iniziato con una segnalazione alla Sala Operativa: un soggetto stava vandalizzando auto in transito, seminando caos nel traffico. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, sono intervenuti con rapidità sul luogo. Giunti sul posto, hanno individuato il responsabile in preda a una crisi di rabbia, che urlava e gesticolava in modo incontrollato.

Bloccare l’uomo non è stato semplice. Dopo una colluttazione violenta, durante la quale gli agenti hanno riportato lesioni lievi, il 37enne è stato immobilizzato e ammanettato. Proprio in quel momento, un testimone oculare si è avvicinato agli operatori per raccontare i fatti antecedenti: poco prima, in via Brin, mentre era alla guida della sua auto, era stato avvicinato dal lavavetri.

L’uomo gli aveva offerto di pulire il parabrezza in cambio di denaro, ma al rifiuto del conducente aveva reagito colpendo il vetro con forza, causandone il danneggiamento e instillando paura nella vittima.

La furia del 37enne non si è placata nemmeno durante il trasferimento in questura. A bordo della volante di servizio, ha continuato a dimenarsi, riuscendo a provocare ulteriori danni al veicolo. Grazie all’intervento deciso della polizia, l’episodio si è concluso senza ulteriori conseguenze per la cittadinanza.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere in attesa del processo. Le indagini proseguono per verificare eventuali analoghi episodi nel quartiere, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza sulle strade napoletane.