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Agenda Giovani, Micillo (M5S): “Una svolta green per le nuove generazioni in Campania”

Napoli – “Applaudo la presentazione, lo scorso venerdì 14 novembre, dell’Agenda Giovani – Le idee dei giovani per la Campania, un documento ricco di proposte che mette al centro le priorità delle nuove generazioni, tra cui in modo significativo il tema dell’ambiente.”

Così dichiara Salvatore Micillo, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Campania, in merito all’iniziativa promossa dai giovani progressisti della coalizione di centrosinistra che sul tema dell’ambiente ha l’obiettivo di trasformare la Campania in una regione-laboratorio della sostenibilità partecipata in cui le nuove generazioni non solo chiedono politiche ambientali ma le costruiscono in prima persona.

Micillo sottolinea come la sensibilità ambientale espressa nell’Agenda Giovani rappresenti una svolta importante per la politica regionale: “Vedere i giovani assumersi la responsabilità del proprio futuro e proporre politiche per la sostenibilità non è solo un segnale di speranza, ma una necessità per la Campania.

Le questioni ambientali – cambiamento climatico, transizione ecologica, tutela della biodiversità – non sono più un’aggiunta al programma politico, devono essere al centro. Il Movimento 5 Stelle ha sempre posto la difesa dell’ambiente come priorità. La Campania ha bisogno di un progetto di sviluppo che guardi avanti, un modello di crescita verde che non penalizzi ma favorisca i giovani, le imprese e il territorio”.

Micillo evidenzia inoltre che questa Agenda Giovani potrebbe essere un modello replicabile a livello nazionale: “Se in Campania i giovani riescono a produrre un documento condiviso, con visione e concretezza, possiamo davvero avviare un percorso di trasformazione che coinvolga tutto il Paese”.

Infine, il coordinatore M5S esorta la coalizione di centrosinistra ad andare oltre le parole: “Le idee sono importanti, ma servono atti concreti. Chiedo a tutti gli attori politici presenti nella coalizione di tradurre queste proposte ambientali in politiche per l’ambiente. Solo così potremo garantire alle future generazioni non solo sogni, ma un futuro più pulito e sostenibile”.

Marocchino ucciso a Eboli: fermati 3 connazionali

Eboli – Un litigio tra connazionali, degenerato in un’aggressione mortale. È finita in tragedia nella serata di sabato in un’abitazione della frazione Santa Cecilia, dove un uomo di 35 anni, di origine marocchina, ha perso la vita dopo essere stato accoltellato.

I Carabinieri della Compagnia di Eboli sono intervenuti sul posto dopo le prime segnalazioni di una violenta lite tra cittadini extracomunitari. Quello che hanno trovato all’arrivo è stata una scena drammatica: il corpo senza vita del 35enne, crivellato di colpi d’arma da taglio.

L’azione delle forze dell’ordine è stata immediata e ha portato in poche ore al fermo di tre sospettati, tutti di nazionalità marocchina come la vittima. Si tratta di due uomini, di 28 e 33 anni, e di una donna di 34. I tre, presenti nell’appartamento al momento della furiosa lite, sono stati trattenuti e poi trasferiti nel carcere di Fuorni, dove sono ora a disposizione della giustizia con l’accusa di concorso in omicidio.

Le indagini dei militari, ancora in corso, sono mirate a ricostruire l’esatta dinamica della lite e il movente che ha scatenato una violenza così brutale. Un elemento che emerge è la condizione di irregolarità della vittima, che non possedeva un permesso di soggiorno.

La comunità di Eboli, e in particolare il rione Santa Cecilia, è scossa da un delitto che riporta l’attenzione su tensioni e drammi che si consumano spesso tra le fasce più emarginate della popolazione. Il prossimo passo sarà l’interrogatorio dei fermati, atteso per chiarire definitivamente i contorni di questa drammatica vicenda.

Napoli, corsa contro il tempo: poliziotti salvano un neonato in fin di vita

Napoli – Un neonato di soli tredici giorni era ormai privo di sensi, con febbre altissima e gravi difficoltà respiratorie. È accaduto giovedì scorso a Napoli, in un’abitazione dei Quartieri Spagnoli, dove i genitori – terrorizzati – hanno lanciato una disperata richiesta di aiuto.

A rispondere alla chiamata sono stati Francesco e Daniele, agenti della Polizia di Stato in servizio al Commissariato Montecalvario. Capito immediatamente la gravità della situazione, i due poliziotti hanno preso in braccio il piccolo e dato il via a una vera e propria corsa contro il tempo: sirene spiegate e strada liberata metro dopo metro fino all’ospedale pediatrico Santobono.

All’arrivo al pronto soccorso, il neonato era in stato di incoscienza. I sanitari lo hanno rianimato e stabilizzato dopo minuti di altissima tensione, riuscendo a ripristinare i parametri vitali.

Grazie alla tempestività degli agenti e all’intervento del personale medico, il piccolo è fuori pericolo. Una storia che, in una giornata qualunque, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Arzano, sequestrata officina meccanica abusiva: la Polizia locale denuncia due uomini

Arzano – Nell’ambito di un piano di controlli sul territorio di Arzano finalizzato ad individuare chi inquina, gli agenti della polizia locale , guidati dal colonnello Biagio Chiariello, hanno notato alla via Vittorio Emanuele un’officina meccanica che operava in violazione delle normative ambientali.

Due gli interventi, il primo ha portato alla contestazione al titolare della omessa tenuta del registro rifiuti , occupazione abusiva suolo pubblico ed altre con sanzioni di importo fino a 16 mila euro.

Nel corso dell’intervento é stata individuata altra attività di riparazione auto il cui titolare ha cercato di dileguarsi ma é stato bloccato dagli agenti.

Il secondo intervento riguarda un’altra officina meccanica, esercitata in area di circa mille metri quadrati , risultata abusiva e per questo sequestrata .

Ai responsabili contestate le violazioni amministrative per circa 5mila euro, del codice dell’ambiente e urbanostiche ed ora i responsabili dovranno rispondere di gestione illecita di rifiuti e abbandono avendo all’interno un cumulo di rifiuti speciali pericolosi e non — tra cui oli esausti, batterie, plastica, pezzi di motore di auto ed altro.

Il responsabile, già noto agli agenti per pregressi sequestri e denunce, quindi recidivo, é stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Trobunale di Napoli Nord.

P.B.

Movida sotto assedio a Pozzuoli: sequestrate anche due asce

Pozzuoli – Un maxi-controllo del territorio ha scandito la movida del fine settimana. I Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno passato al setaccio strade, auto e punti sensibili della città, in un servizio straordinario mirato a contrastare spaccio, illegalità diffusa e guida in stato di alterazione.

Droga, soldi contanti e due asce nel cofano

Il primo intervento è avvenuto in via Domitiana, dove due giovani di Giugliano in Campania sono stati denunciati in stato di libertà. Nella loro auto i militari hanno trovato marijuana, materiale per il confezionamento e 1.175 euro in contanti, ritenuti compatibili con attività di spaccio. Nel cofano anche un ritrovamento inusuale: due asce, prontamente sequestrate insieme alla sostanza stupefacente.

Arrestati due giovani di Pozzuoli: 74 grammi di droga

In via Alvaro è scattato invece l’arresto per Alfredo Ferrigno, 24 anni, e Salvatore Maddaluno, 26 anni, entrambi puteolani. I due nascondevano dosi di cocaina e hashish per oltre 74 grammi complessivi, oltre a denaro in contanti ritenuto provento dell’attività illecita. L’intero materiale è stato sequestrato; i giovani sono ora in attesa di giudizio.

Mazza da baseball e rifiuto dell’alcoltest: altre denunce

I controlli sono proseguiti in via G. Severini, dove un 22enne è stato denunciato perché trovato in possesso di una mazza da baseball lunga 61 centimetri. In via Madonna del Pantano un 21enne ha rifiutato di sottoporsi agli accertamenti di alcolemia e di eventuale assunzione di droghe: anche per lui è scattata la denuncia.

Guida senza patente, segnalazioni e sanzioni

Due persone sono state denunciate per guida senza patente, con recidiva nel biennio o revoca già disposta in passato. Sette giovani sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori, con il sequestro di ulteriori 7,58 grammi di stupefacenti di vario tipo.

Nel complesso, i controlli hanno interessato 46 veicoli e 99 persone. Il bilancio finale parla di 32 sanzioni al Codice della Strada, 5 patenti ritirate e 8 veicoli sequestrati, confermando l’intensità dell’operazione e l’attenzione delle forze dell’ordine nel garantire sicurezza durante la movida puteolana.

Rapina choc a Casalnuovo: spara all’anziano salumiere per 30 euro e una busta di mozzarelle

Casalnuovo – Terrore ieri sera nel cuore di Casalnuovo, in corso Umberto I, dove un anziano commerciante è stato vittima di una violenta rapina a mano armata pochi istanti prima della chiusura del suo alimentari.

L’episodio, dai risvolti quasi grotteschi se non fosse per la gravità dell’atto intimidatorio, si è consumato quando un uomo solitario è entrato nel negozio gestito da un commerciante classe 1936.

Secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, immediatamente intervenuti sul posto, il rapinatore avrebbe sparato un colpo a salve con l’obiettivo di seminare il panico e garantirsi il bottino.

 Tanta paura per l’anziano salumiere di 89 anni

La refurtiva, di irrisoria entità, è sintomatica di una criminalità spregiudicata: il bandito è riuscito a fuggire impossessandosi di soli 30 euro in contanti prelevati dalla cassa e di una confezione di mozzarelle.

Dopo aver arraffato il denaro e il latticino, il rapinatore è svanito nel nulla. I militari dell’arma hanno avviato immediatamente le indagini e stanno lavorando per risalire all’identità del responsabile, analizzando le testimonianze e le eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.

Afragola, reagisce alla rapina nel centro commerciale: accoltellato

Afragola – Una mattina da incubo nel parcheggio del centro commerciale “Le Porte di Napoli”, trasformato in teatro di un agguato da film noir. Erano da poco passate le 7 quando un 55enne, tranquillo al volante della sua Fiat Panda, è stato sorpreso da tre individui a bordo di un’auto scura.

Armati con una pistola e un coltello i malviventi non hanno perso tempo: “Dacci l’auto o sei morto”, l’intimazione secca. Ma la vittima, un uomo comune con il coraggio di chi non si arrende, ha opposto un secco no. Ne è scaturita una colluttazione furibonda, un corpo a corpo.

Uno dei banditi, accecato dalla rabbia, ha scaricato il calcio della pistola sulla testa del 55enne. Non contento, un complice ha affondato il coltello al fianco della vittima.  I tre non si sono fermati: si sono impossessati della Panda e sono svaniti nel nulla.

L’allarme è scattato immediato. Sul posto sono piombati i carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Casoria e quelli della Stazione locale. Contemporaneamente, il personale del 118 ha stabilizzato la vittima, trasferendola d’urgenza nella clinica Villa dei Fiori di Acerra. Qui, il 55enne è tuttora in osservazione, con prognosi riservata ma fuori pericolo di vita.

I militari setacciano ogni pista, dal modello dell’auto dei fuggitivi alle tracce biologiche sparse sul selciato. Un dettaglio emerge però dal sopralluogo: l’area del parcheggio è priva di sistemi di videosorveglianza. Nessuna immagine, nessun testimone.

Eboli, immigrato ucciso a coltellate in casa

Eboli – Un delitto nella periferia degradata, tra campi e solitudine. Un uomo, un immigrato marocchino, è stato barbaramente ucciso a coltellate nella sua abitazione a Foce Sele, frazione di Eboli al confine con il territorio di Capaccio. Una morte solitaria, scoperta solo quando ormai era troppo tardi.

Il suo corpo senza vita è stato trovato riverso a terra, in una scena di violenza agghiacciante. Intorno, le tracce di una lotta feroce: il sangue ovunque. Secondo le prime ricostruzioni, il colpo fatale gli sarebbe stato inflitto con un coltello piantato nel torace.

Sul luogo del delitto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Eboli. Dopo il rinvenimento del cadavere, le forze dell’ordine hanno allertato il magistrato di turno della Procura di Salerno, che ha disposto il sequestro della salma per consentire i necessari accertamenti medico-legali che possano chiarire la dinamica e l’esatta causa della morte.

I carabinieri sulle tracce di un connazionale

Ma mentre la macchina della giustizia inizia a muoversi, gli investigatori sono già all’inseguimento di un fantasma. Gli indizi, incrociati con le prime testimonianze, porterebbero dritti a un connazionale della vittima.

La pista privilegiata è quella della ritorsione all’interno della stessa comunità immigrata, forse un regolamento di conti finito in tragedia. Una caccia all’uomo è ora in corso per scovare il presunto omicida, dato in fuga dopo il brutale delitto.

 

Napoli, blitz anti-parcheggio selvaggio all’Arenella: via San Giacomo dei Capri finalmente libera

Napoli – Blitz della Poloizia Municipale: marciapiedi liberati e strada finalmente percorribile.
Mattinata di lavoro intenso in via San Giacomo dei Capri, all’Arenella, una delle arterie più congestionate del quartiere e principale corridoio verso la zona ospedaliera.

Gli agenti, coadiuvati da più carri attrezzi, hanno rimosso numerose auto parcheggiate illegalmente sui marciapiedi, occupati per interi tratti in entrambi i sensi di marcia.
Un intervento divenuto indispensabile per ripristinare condizioni minime di sicurezza: da tempo i pedoni erano costretti a camminare sulla carreggiata, mentre la circolazione automobilistica risultava strozzata dal restringimento della strada.

L’operazione è stata segnalata al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli e al consigliere di Europa Verde della V Municipalità, Rino Nasti, dall’avvocato Fabio Procaccini, da anni attivo nella segnalazione delle criticità del quartiere.

La soddisfazione di Borrelli e Nasti: “Ora interventi sistematici”

“Un’azione importantissima – affermano Borrelli e Nasti – che dimostra l’impegno costante della Polizia Municipale, guidata dal comandante Marraffino. Liberare i marciapiedi dalle auto significa garantire dignità e sicurezza ai pedoni. Speriamo sia un monito per quei tanti automobilisti che continuano a comportarsi in modo incivile”.

Secondo i due esponenti di Europa Verde, i residenti hanno accolto con favore l’intervento, apprezzando la ritrovata percorribilità della strada. “Ora è fondamentale che queste operazioni diventino sistematiche e puntuali in tutta la città. Solo così si può scoraggiare davvero chi non rispetta le regole e contrastare la piaga del parcheggio pirata”.

Un segnale per l’intero quartiere

La rimozione delle auto in sosta selvaggia non rappresenta solo un intervento di ripristino dell’ordine, ma anche un messaggio chiaro: la mobilità pedonale non può essere sacrificata. Via San Giacomo dei Capri, almeno per ora, ritrova la sua funzione naturale. Resta ora da capire se il blitz sarà un episodio isolato o l’inizio di un percorso di enforcement costante contro una delle abitudini più radicate – e pericolose – della città.

Fuga a folle velocità nell’Agro Aversano: denunciati 2 giovani con borse di lusso rubate

Trentola Ducenta – Un inseguimento ad alta velocità ha spezzato la quiete di una mattinata qualunque tra le strade di Trentola Ducenta e Parete. Protagonisti due giovani a bordo di una Fiat 500X che, alla vista di una pattuglia dei Carabinieri, hanno tentato una fuga spericolata, terminata con il loro fermo e il sequestro di merce di dubbia provenienza.

Tutto ha avuto inizio ieri, 15 novembre, durante un ordinario servizio di controllo del territorio. I militari della Stazione di Trentola Ducenta hanno intimato l’alt a una 500X con a bordo due ragazzi. Invece di fermarsi, il conducente ha pigiato sull’acceleratore, dando il via a una corsa pericolosa nel traffico cittadino.

I Carabinieri si sono messi subito alle loro calcagna, gestendo l’inseguimento con prudenza e coordinandosi via radio con le altre unità presenti in zona.

La fuga si è conclusa in via Romaniello, nel comune di Parete. Grazie a una manovra eseguita in sicurezza, i militari sono riusciti a bloccare il veicolo e a identificare i due occupanti: V.P., un 18enne di Caivano, e X.B., un 22enne di Santa Maria Capua Vetere. Il più giovane dei due, che si trovava al volante, è risultato essere sprovvisto di patente di guida.

Dalla perquisizione dell’auto, risultata a noleggio presso una società del napoletano, è emersa la possibile ragione di tanta agitazione: due borse nuove di un noto brand di lusso.

I giovani non hanno saputo giustificarne il possesso, facendo scattare immediatamente il sequestro della merce. Per loro è arrivata una denuncia a piede libero per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione in concorso, oltre a una sanzione amministrativa per la guida senza patente a carico del 18enne.

Clamoroso a Ischia, ruba a casa del dirigente del Real Forio: il ladro è un calciatore 21enne di Lacco Ameno

ischia – Il calcio è passione, certo. Ma a volte i soldi lo sono di più. A Forio d’Ischia, in una tranquilla notte di inizio settimana, un furto in abitazione ha scosso il mondo del calcio dilettantistico locale. L’obiettivo dei ladri—o meglio, del ladro—era la casa di un dirigente dell’A.S.D. Real Forio, squadra che milita nel campionato di Eccellenza.

Il dirigente dormiva insieme alla moglie quando, al risveglio, ha fatto l’amara scoperta: ignoti erano entrati durante la notte, portando via 2mila euro in contanti, suddivisi in banconote da 50 euro. Nessun segno di effrazione, nessun rumore avvertito. Un colpo rapido, silenzioso, studiato.

I carabinieri della stazione locale hanno avviato subito le indagini, passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. A colpire gli investigatori è stato soprattutto un dettaglio: il modo di muoversi del ladro, immortalato dalle telecamere. Un cappuccio calato sul volto, abiti riconoscibili e una corporatura familiare ai militari, che spesso lo avevano notato aggirarsi tra i locali frequentati dai giovani dell’isola.

Le verifiche si sono concentrate così su un nome preciso. E in poche ore il sospetto ha preso corpo: il possibile autore del furto era un giovanissimo calciatore di Lacco Ameno, da poco ventunenne.

Il giovane aveva già speso in abbigliamento 600 euro dei 2mila trafugati

Il ragazzo è stato rintracciato dai carabinieri nelle vie dello shopping, nella zona di Chiaia a Forio. Indossava ancora gli stessi vestiti usati durante il colpo. Con sé aveva una busta contenente capi d’abbigliamento appena acquistati e, soprattutto, 1.400 euro in contanti—esattamente 28 banconote da 50 euro—compatibili con parte del denaro sottratto nella notte.

Il giovane è stato denunciato. Il denaro recuperato sarà restituito al dirigente del Real Forio.

Un episodio che scuote non solo il calcio dilettantistico isolano, ma l’intera comunità di Forio, incredula davanti alla leggerezza con cui un ragazzo, calciatore e promessa locale, avrebbe scelto la via più rapida e sbagliata per inseguire qualche banconota di troppo.

Ischia, aggredì i carabinieri a un controllo: condannato

Ischia – Sei mesi di reclusione e pena sospesa. Questo l’esito della discussione del rito abbreviato dinanzi al tribunale penale di Napoli, dottoressa Eliana Albanese, per C. B., finito sotto processo per essersi rifiutato di fornire indicazioni sulla propria identità personale, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

I fatti risalgono al maggio 2024quando il 20enne fu fermato dai carabinieri di Ischia in seguito ad una segnalazione. il giovane dopo essersi rifiutato di dare le proprie generalità, entrò’ in una colluttazione con i militari, tentando di prendere la loro pistola, e aggredendoli.

A seguito del processo con rito direttissimo fu chiesta la definizione secondo le forme del giudizio abbreviato.

Il pm nella sua requisitoria aveva chiesto un anno e due di carcere; a seguito della arringa dell’avvocato Massimo Viscusi, la 9 sezione penale ha condannato il giovane al minimo della pena con la sospensione.

Omicidio di Salvatore Borriello: epurazione interna o sfida al clan Aprea

Napoli- Erano killer esperti, sapevano dove e come colpire e lo hanno fatto: Salvatore Borriello, 26 anni detto o’ pirata (ma non ha ninete a che vedere con il boss Salvatore D’Amico che rivendica la paternità di questo alias) pusher legato al clan Aprea di Barra, è stato centratoi da due colpi di pistola con non gli hanno lasciato scampo.

La corsa da via Suor Maria della Passione Beata al vicino ospedale del Mare è stata inutile: è morto poco dopo il suo arrivo. Le indagini della squadra mobile e del locale commissariato, coordinate dalla Dda si concentrano sulla sua cosca. Quindi sarebbe una epurazione interna. Anche non si esclude la plateale sfida agli Aprea appunto dai clan rivali della zona.

L’orario dell’agguato, poco dopo  mezzogiorno, il luogo e le modalità fanno pensare ad una esecuzione maturata all’inerno della cosca degli Aprea. I killer hanno agito in sella a una moto e avevano il capo coperto da caschi integrali : quindi difficilmente identificabili. Le telecamere della zona serviranno soprattutto a seguire i percorsi di arrivo e di fuga dei due sicari per dare una spinta alle indagini.

Spinta che invece potrà arrivare dall’analisi del cellulare di Salvatore Borriello con le sue telefonare, le chat e gli sms ma anche da quello che diranno agli investigatori familiari e amici della vittima. Indagini sicuramente non facili ma il cui inquadramento è già nella mente di chi indaga.

 La faida interna e il precedente del 2021

Gli investigatori stanno scavando nel torbido passato di Borriello. Non era la prima volta che “’o pirata” finiva nel mirino: già nel 2021 era stato il vero obiettivo di un’altra imboscata, un raid fallito che per un tragico caso ferì l’innocente Federica Mignone e portò all’arresto di quattro giovani rampolli del clan, tra cui Luigi Aprea, detto “Gennaro ’o lione”, figlio del boss Ciro Aprea.

L’elemento chiave su cui si concentrano gli inquirenti è l’ipotesi di una sanguinosa epurazione interna. Borriello, sebbene fosse nel “radar” delle forze dell’ordine per la sua pericolosa vicinanza a Francesco Relli, di cui si sospetta fosse l’autista personale, potrebbe essere entrato in rotta di collisione con qualche “pezzo da novanta” del clan Aprea. Uno scontro tra giovani e vecchie leve che, due anni dopo il primo tentativo, è culminato con la sua brutale esecuzione in pieno giorno. L’ultima vittima di una faida che non conosce tregua.

Scossa di terremoto in serata ai Campi Flegrei

Napoli- Non si placa lo sciame sismico che tiene in allerta l’area dei Campi Flegrei. Alle 19:57 di questo sabato, 15 novembre, una nuova scossa di magnitudo 2.0 ha fatto sobbalzare i residenti, riaccendendo l’ormai costante preoccupazione nella zona flegrea.

Il sisma è stato chiaramente avvertito dalla popolazione, in particolare tra Pozzuoli e il quartiere napoletano di Bagnoli, con epicentro localizzato in mare.

Subito dopo l’evento, i social network sono stati inondati di segnalazioni e testimonianze da parte di chi ha distintamente percepito il tremore. Fortunatamente, al momento non si registrano notizie di danni a persone o cose.

L’episodio serale non è l’unico che ha caratterizzato la giornata. L’area della caldera aveva già tremato alle prime luci dell’alba: i sismografi hanno infatti registrato un sisma di magnitudo 2.1 esattamente alle 6:47 del mattino.

Il doppio evento sismico in meno di 24 ore (2.1 all’alba e 2.0 in serata) conferma l’intensificarsi dell’attività di bradisismo e alimenta il dibattito sulla sicurezza e la preparazione della popolazione in una delle aree geologicamente più attive del Mediterraneo.

Ma sia alle prime luci del giorno sia durante la mattinata erano state registrate altre scosse di magnitudo inferiore a 2.0.

Marano, disabile grave perde il posto auto sotto casa dopo 25 anni

Ha trent’anni, vive in via Marano–Pianura ed è affetta da tetraparesi spastica e sindrome di West, una malattia rara che provoca violente crisi epilettiche. Crisi che spesso si manifestano anche di notte, costringendo la famiglia a correre al Pronto Soccorso: nell’ultimo episodio è stato necessario addirittura intubarla.

Per 25 anni, davanti alla sua abitazione, la giovane ha sempre avuto un posto auto H riservato e nominativo. Un riferimento essenziale per le emergenze quotidiane.

Da due giorni, però, il comando della polizia municipale di Marano ha deciso di non rinnovare il permesso: il posto resta riservato alla disabilità, ma non più nominativo. Tradotto: chiunque abbia un contrassegno può occuparlo, lasciando la famiglia senza certezza di poter parcheggiare sotto casa.

La mobilitazione dei vicini

La decisione ha indignato l’intero palazzo. I condomini, da anni testimoni delle difficoltà quotidiane della famiglia, hanno organizzato una raccolta firme per chiedere al Comune di tornare indietro.

“La vita di mia figlia è già un inferno – scrive la madre – perché mortificarci anche così?”.
La politica interviene: “Ripristinare subito il posto nominativo”
Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, destinatario dell’appello della famiglia:

“Mi chiedo quale possa essere la ragione per cui sia stato sospeso un permesso nominativo in una situazione così complessa. I diritti delle persone fragili sono inviolabili e devono essere garantiti. Intransigenza e rigore servono in ben altri casi. Commovente la reazione dei condomini: ora il Comune torni sui suoi passi”.

Borrelli ha assicurato che seguirà personalmente l’evolversi della vicenda, auspicando un immediato ripristino del diritto negato.

Calvi Risorta, abbandona sacchi di rifiuti nei campi: multa e denuncia

Calvi Risorta – Tolleranza zero contro l’inciviltà e l’abbandono selvaggio dei rifiuti. I Carabinieri della Stazione di Calvi Risorta hanno inferto un duro colpo al fenomeno, denunciando e sanzionando pesantemente una donna di 37 anni del posto, sorpresa in flagranza mentre scaricava sacchi di spazzatura lungo un tratto rurale di via Masseria di Giano.

L’intervento è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, 14 novembre 2025, nel corso di un servizio mirato al contrasto dei reati ambientali, intensificato a seguito delle numerose segnalazioni dei residenti preoccupati per il degrado delle strade interpoderali.

L’appostamento e il “blitz”

Mentre la pattuglia perlustrava l’area agricola, gli occhi attenti dei militari si sono soffermati su una piccola utilitaria accostata al margine della carreggiata. La conducente, una 37enne, è stata vista prelevare due sacchi di rifiuti solidi urbani dal veicolo e depositarli con rapidità nell’erba, proprio a ridosso di un terreno coltivato.

L’immediata ispezione del contenuto ha confermato il reato: i sacchi contenevano un miscuglio eterogeneo di carta, plastica, alluminio, imballaggi e scarti organici, ovvero rifiuti domestici smaltiti illegalmente in un’area priva di autorizzazione e soggetta a tutela.

Denuncia, sequestro e patente ritirata

La flagranza del reato non ha lasciato scampo alla donna. La 37enne è stata deferita in stato di libertà per le violazioni previste dalla normativa in materia di gestione e abbandono dei rifiuti.

Le conseguenze, però, sono state molto più severe. Oltre alla denuncia, i Carabinieri hanno proceduto a:

Sequestro amministrativo immediato dell’autovettura utilizzata per l’illecito trasporto.

Ritiro immediato della patente di guida, avviando contestualmente la procedura di sospensione nei confronti della conducente, come previsto dalle severe norme vigenti.

L’operazione, coordinata dal Comando Provinciale Carabinieri di Caserta, si inserisce in un più vasto piano di controlli intensificati nelle ultime settimane, a dimostrazione della ferma volontà delle forze dell’ordine di contrastare con ogni mezzo il fenomeno del “turismo dei rifiuti” che deturpa il territorio agricolo.

Napoli, evasione lampo: 24enne arrestato a Barra per un giro in scooter senza casco

Napoli – A  Barra, un giovane di 24 anni è stato arrestato dai carabinieri per aver violato la misura degli arresti domiciliari appena impostagli.

Antonio Gargiulo, già noto alle forze dell’ordine, è stato sorpreso mentre girava in scooter senza indossare il casco, una violazione che da sola sarebbe bastata a far scattare una sanzione amministrativa. Ma la situazione si è complicata quando i militari hanno riconosciuto nel ragazzo proprio l’uomo sottoposto ai domiciliari da soli tre giorni.

Durante un ordinario posto di controllo, i carabinieri hanno notato il giovane in sella allo scooter, senza casco. Fermato per un controllo, Gargiulo ha opposto resistenza, tentando di sottrarsi all’accertamento.

L’identificazione ha rivelato la sua posizione cautelare, trasformando la semplice infrazione in un reato di evasione. Il 24enne è stato quindi arrestato e nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari dall’autorità giudiziaria. Ora attende il giudizio per la nuova violazione.

Anacapri, giovane bracconiere arrestato sul Monte Solaro

Anacapri – Un 19enne locale, già noto alle forze dell’ordine, finisce in manette per bracconaggio armato nel cuore verde del Monte Solaro.

Erano da poco passate le ore pomeridiane quando i Carabinieri della locale Stazione, impegnati in un pattugliamento di routine nelle zone boschive del Monte Solaro – un’oasi naturale protetta, crocevia di sentieri escursionistici e rifugio per specie rare come il Falco pellegrino e il Capriolo appenninico – incappano in una figura sospetta.

Lorenzo Van Der Host, 19 anni, originario proprio di questo borgo sospeso tra cielo e mare, imbraccia un fucile da caccia come se fosse un’estensione del suo braccio. Non un’arma qualunque: una doppietta calibro 12, con la matricola abrasa ad arte, un “fantasma” illegale che urla storie di mercati neri e trasgressioni premeditate.Il giovane, con lo sguardo da predatore colto in fallo, non ci pensa due volte: scatta la fuga.

Tra rovi e macchia mediterranea, un labirinto di lecci e corbezzoli che custodisce i segreti dell’isola, Van Der Host tenta di seminare i militari. Ma i Carabinieri, addestrati a navigare questi terreni impervi, non mollano la presa.

Un inseguimento serrato, tra salti su rocce e balzi tra gli arbusti, si conclude con un blocco netto: il 19enne, ansimante e senza più vie di scampo, si arrende spontaneamente. “Ecco, prendetelo”, mormora consegnando l’arma ai suoi inseguitori, in un gesto che sa di rassegnazione mista a spavalderia giovanile.

Per Van Der Host, non è la prima comparsa nelle cartelle investigative. Già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti – furti e atti di vandalismo che gli avevano valso qualche richiamo formale – stavolta il ragazzo tocca il fondo di una china pericolosa. Dovrà rispondere di caccia di frodo, un reato che qui, nel Parco Regionale di Capri, assume contorni ambientali drammatici: l’isola, gemma del Golfo di Napoli con i suoi 10 chilometri quadrati di paradiso turistico, soffre da anni il flagello del bracconaggio.

Secondo dati del Corpo Forestale dello Stato, solo nel 2024 sono stati sequestrati oltre 50 fucili illegali nelle aree protette campane, con un danno alla biodiversità stimato in migliaia di euro per capo di selvaggina abbattuto illegalmente.

E il Monte Solaro, con i suoi 589 metri di altitudine e panorami mozzafiato sulla baia di Marina Grande, non è solo un belvedere per i vacanzieri: è un ecosistema fragile, dove ogni colpo sparato riecheggia come una ferita aperta.Trasferito immediatamente al Carcere di Napoli Poggioreale, il giovane attende il giudizio del Tribunale di Napoli.

Le indagini, coordinate dalla Procura, non si fermano qui: gli inquirenti setacciano i suoi contatti per smascherare eventuali complici o reti di distribuzione di armi clandestine, un fenomeno che, come denunciato da Legambiente, sta erodendo le radici verdi del Sud Italia.

Barra, esecuzione in pieno giorno: ucciso Salvatore Borriello. Scampò a un agguato del clan nel 2021

Un agguato feroce, nel cuore della periferia est di Napoli. È stato ucciso così Salvatore Borriello, 27 anni, originario di Marcianise ma da tempo gravitante nell’area di Barra. I killer lo hanno raggiunto mentre camminava lungo via Suor Maria della Passione Beata: esplosi diversi colpi di pistola, poi la fuga nel caos del quartiere.

Borriello, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e resistenza, è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare. È arrivato al Pronto Soccorso in condizioni disperate, intorno alle 12.30 di oggi, 15 novembre. I medici hanno tentato di rianimarlo, ma per lui non c’è stato nulla da fare: è morto pochi minuti dopo l’ingresso in ospedale.

Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e i poliziotti della Squadra Mobile, guidata dal primo dirigente Giovanni Leuci. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’omicidio e il percorso seguito dai sicari. Al vaglio anche i legami del giovane con ambienti criminali della zona, dove negli anni scorsi era stato indicato come figura orbitante nella criminalità di strada locale.

Il precedente agguato del 2021

Il nome di Borriello non era nuovo agli inquirenti. Nel 2021 era già scampato a un agguato: il 17 aprile di quell’anno un commando del clan Aprea aveva aperto il fuoco in strada, nel rione, colpendo però una ragazza estranea a qualsiasi contesto criminale. La giovane, ferita al piede e alla caviglia mentre si trovava con il fidanzato, riportò lesioni giudicate guaribili in 21 giorni.

In un primo momento si era ipotizzato che si trattasse di una semplice “stesa” dimostrativa, ma le indagini successive portarono a una conclusione diversa: il vero obiettivo del commando, sostengono gli investigatori, era proprio Borriello, allora appena 21enne.

Pochi giorni dopo Borriello fu arrestato insieme con il 27enne Daniele Donadio perchè trovati in possesso di droga.

Torre Annunziata, sequestrati 1.000 mq di lido abusivo sul Lungomare

A Torre Annunziata scatta il blitz contro l’abusivismo sul demanio marittimo. Ieri, la Guardia Costiera ha sequestrato circa 1.000 metri quadrati di strutture appartenenti a un lido balneare, tra pedane, blocchi prefabbricati e aree coperte, installate illegalmente sul litorale.

Il concessionario non aveva provveduto a rimuovere le strutture entro i termini previsti, configurando il reato di occupazione abusiva del demanio marittimo.

L’operazione rientra in una serie di controlli coordinati dalla Procura Generale di Napoli e dalla Procura oplontina, che da luglio a oggi hanno portato a numerosi interventi per ripristinare la legalità sulle coste campane. L’obiettivo è tutelare il demanio pubblico e garantire la qualità delle acque, oltre alla libera fruizione degli spazi da parte dei cittadini.

Con questa nuova azione, le forze dell’ordine ribadiscono l’impegno a contrastare l’abusivismo e a ripristinare la legalità lungo il litorale, dopo una serie di avvisi e controlli serrati. Il messaggio è chiaro: sulle spiagge campane non c’è spazio per chi occupa abusivamente il demanio pubblico.