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Secondigliano, colpo al bar nella notte: arrestato 34enne

Napoli – Nella mattinata dell’8 novembre gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 34enne napoletano, pluripregiudicato e con precedenti specifici, ritenuto gravemente indiziato del furto aggravato avvenuto a Secondigliano nelle scorse settimane.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, al termine di un’attività investigativa condotta dal Commissariato Secondigliano.

L’episodio contestato risale alla notte del 4 ottobre, quando, all’esterno di un bar lungo corso Secondigliano, il presunto autore avrebbe aperto la portiera dell’auto di un cliente impossessandosi di una borsa contenente una somma di denaro definita “ingente” dagli investigatori. Un’azione fulminea, ripresa però da alcune telecamere di sorveglianza della zona.

Proprio le immagini hanno fornito ai poliziotti i primi elementi utili per avviare un lavoro d’indagine sul territorio che, passo dopo passo, ha permesso di risalire all’identità del presunto responsabile. Raccolti gli indizi, la Procura ha chiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere.

Le indagini non sono chiuse: la Polizia sta infatti proseguendo con accertamenti e verifiche per individuare eventuali complici che avrebbero aiutato il ladro.

 

Castel Volturno, minacce di morte al segretario PD: “Toglilo o te la facciamo pagare”

Castel Volturno – Un post sui social che denuncia un presunto abuso di minorenni per fini elettorali si trasforma in un incubo di minacce. È quanto sta vivendo Alessandro Buffardi, segretario del PD di Castelvolturno, che ha ricevuto “messaggi gravissimi” dopo aver alzato il velo su un episodio accaduto domenica durante l’inaugurazione di un centro sportivo dei padri comboniani.

Secondo quanto ricostruito, alcune studentesse della locale scuola alberghiera, impegnate nell’accoglienza all’evento pubblico, sarebbero state dirottate a distribuire volantini per Angela Cortese, assessora e candidata di Forza Italia alle Regionali in Campania.

La segnalazione era partita dal coordinatore provinciale del M5S a Caserta, Giuseppe Buompane, che aveva puntato il dito contro lo “scandaloso” uso politico di uno spazio educativo.Il sindaco Pasquale Marrandino, presente all’inaugurazione con altri membri dell’assemblea comunale, ha replicato seccamente: “Ho bloccato immediatamente il volantinaggio, durato solo pochi secondi.

I ragazzi erano sostenitori della candidata e hanno sbagliato: li ho ripresi sul momento”. Ma per il deputato PD Stefano Graziano, l’episodio è “un’ennesima strumentalizzazione indecente della destra, che trasforma un evento pubblico in campagna elettorale sfruttando giovani studenti ignari”.

Le minacce a Buffardi sarebbero arrivate proprio dopo la pubblicazione del post, con toni che il partito definisce “pesanti e intimidatori”, finalizzati a “zittirlo e costringerlo a cancellare tutto”. Graziano, esprimendo piena solidarietà al collega, non ha dubbi: “La destra non perde occasione per piegare spazi educativi a piazze elettorali. Le studentesse, probabilmente ingannate in buona fede, meritano scuse e protezione.

Ad Alessandro dico: continua senza paura, non ti lasceremo solo”.La Procura di Santa Maria Capua Vetere starebbe valutando di aprire un fascicolo sulle minacce, mentre il PD locale annuncia una denuncia formale. In un territorio già segnato da tensioni camorristiche e politiche, l’episodio riaccende i riflettori su come la campagna elettorale campana stia scivolando verso derive pericolose.

Maxi furto con “Spaccata al Magazzino Louis Vuitton di Roma

Roma – Nel buio della notte, il lusso romano subisce un colpo da maestro. Tre malviventi a volto coperto hanno sfondato con un’auto-ariete la vetrata di un magazzino Louis Vuitton in Via Mario dei Fiori, all’angolo con la mitica Via dei Condotti, zona blindata dal traffico di turisti e dalle luci dei negozi di alta moda.

L’assalto, avvenuto intorno all’1:30, non ha risparmiato danni: saracinesca divelta, allarme urlante e un bottino di borse, accessori e capi esclusivi stimato in centinaia di migliaia di euro.

La tecnica della “spaccata” è tornata a far parlare di sé in pieno centro storico, dove la sicurezza sembrava inattaccabile. I tre uomini, agendo con precisione chirurgica, hanno usato un’autovettura come ariete per creare un varco nel deposito, non nella boutique principale ma in un magazzino strategico per lo stoccaggio della merce di alta gamma.

Il piano suggerisce ore di pianificazione: l’impatto ha generato un boato che ha attivato l’allarme, ma i ladri hanno avuto il tempo di razziare e dileguarsi nel labirinto delle viuzze prima che le volanti della polizia arrivassero sul posto.

L’operazione è stata fulminea, durata appena pochi minuti in un’area satura di telecamere pubbliche e private. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, i banditi hanno parcheggiato l’auto non lontano, l’hanno lanciata contro la struttura con violenza calcolata e sono entrati di corsa.

Una volta dentro, hanno svuotato scaffali di articoli di lusso – borse iconiche, portafogli in pelle pregiata e abbigliamento su misura – prima di sparire a piedi o su un mezzo secondario, svanendo nel traffico notturno del Tridente.

Gli agenti del Distretto Ponte Milvio e la Polizia Scientifica sono intervenuti tempestivamente per i rilievi: impronte, frammenti di vetro e tracce di pneumatici ora al vaglio. Il valore esatto del furto è in fase di quantificazione, ma fonti investigative parlano di un “colpo grosso” che potrebbe superare i 500mila euro, data la natura del deposito. Non si esclude un legame con bande organizzate specializzate in furti di lusso, forse con ricettatori già attivi sul mercato nero.

La zona di Via dei Condotti e Via Mario dei Fiori è un fortino di videosorveglianza, con occhi elettronici che coprono ogni angolo. Gli inquirenti contano su queste registrazioni per identificare i volti coperti – magari tramite movenze o dettagli del veicolo – e ricostruire la fuga. “È un episodio che mina la percezione di sicurezza nel cuore del lusso romano”, commenta un portavoce della questura, sottolineando l’impegno per stringere la morsa.

Intanto, Louis Vuitton valuta i danni e rafforza le misure di sicurezza, mentre la città si interroga su come proteggere i suoi tesori dal genio criminale. Le indagini proseguono senza sosta, con la promessa di un arresto imminente.

Napoli, dall’autopsia la verità sulla morte di Nunzia Cappitelli

Napoli -E’ stata programmata per mercoledì l’autopsia sul corpo di Nunzia Cappitelli, la 51enne trovata senza vita venerdì sera nella sua abitazione a Marianella.

Nel frattempo proseguono senza sosta le indagini della squadra mobiledi Napoli.Ma solo l’accertamento sul corpo potrà dare una spinta alle indagini. In quella circostanza si potrà capire qualocs di più sul decesso.

La donna presentava una ferita alla testa che ora gli inquirenti stanno cercando di ricondurre a una dinamica precisa: incidente domestico, malore improvviso o gesto violento?

La Squadra Mobile di Napoli, coordinata dal dirigente Giovanni Leuci, ha intensificato gli accertamenti nelle ultime ore. Il pm Antonella Serio della Procura partenopea ha aperto un fascicolo sul caso e disposto l’autopsia, l’unico esame in grado di chiarire con certezza l’origine della lesione mortale.

Due denunce per stalking nel passato della vittima

Un elemento inquietante emerge dalle indagini: Nunzia aveva presentato due denunce per stalking contro altrettanti uomini. Il primo è proprio il giovane che venerdì ha lanciato l’allarme dopo aver scoperto il corpo. Il secondo è una persona meno giovane che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe assunto comportamenti ossessivi nei confronti della donna.

Entrambi sono stati ascoltati dalla polizia insieme ad altri conoscenti ritenuti informati sui fatti. Proprio queste denunce mantengono aperta l’ipotesi del femminicidio, anche se al momento gli accertamenti della scientifica nell’appartamento e le prime analisi del medico legale sul cadavere non forniscono riscontri in questa direzione.

L’attività social sotto la lente degli inquirenti

Gli investigatori stanno passando al setaccio anche il profilo TikTok di Nunzia, dove la 51enne era particolarmente attiva. I contenuti pubblicati sulla piattaforma potrebbero rivelare dettagli utili sulla sua vita privata, le sue frequentazioni e eventuali situazioni di tensione nei giorni precedenti la morte.

Per ora la pista privilegiata resta quella della morte accidentale: un malore improvviso o una caduta potrebbero aver provocato la fatale ferita alla testa. Tuttavia, solo l’autopsia dirà se quella lesione è compatibile con un trauma da caduta o se invece sia stata causata da un colpo inferto con un oggetto contundente.

Napoli, furto sventato da Peppe Di Napoli: “Vergognatevi, siete rimasti indietro”

Napoli– Tentativo di furto, l’ennesimo, ai danni della celebre pescheria di Peppe Di Napoli. Questa volta, però, i malviventi hanno trovato pane per i loro denti. Un avanzatissimo sistema di sicurezza, installato di recente, ha ripreso ogni istante del tentato colpo, mettendo in fuga il ladro e consegnando preziose immagini alle forze dell’ordine.

L’episodio si è consumato nel cuore della notte, quando un individuo ha provato a forzare l’ingresso del locale, approfittando dell’oscurità e dell’assenza di passanti. Ciò che il ladro non poteva sapere, però, è che l’imprenditore e popolare tiktoker aveva da poco dotato la sua attività di un sistema di allarme di ultima generazione, con telecamere a circuito chiuso capaci di funzionare anche in assenza di corrente elettrica grazie a batterie autonome.

Lo sfogo social e l’appello

A dare la notizia è stato lo stesso Peppe Di Napoli con un video-denuncia pubblicato sui suoi canali social, dove è seguito da centinaia di migliaia di persone. Nelle immagini si vede chiaramente il malvivente all’opera, ignaro di essere ripreso.

“Siete rimasti un pochino indietro perché con le nuove tecnologie siamo all’avanguardia! Vergognatevi!”, ha scritto Di Napoli, mostrando con orgoglio l’efficacia del suo investimento.

Le registrazioni sono ora al vaglio degli investigatori per identificare il responsabile. L’episodio è diventato per il tiktoker anche l’occasione per lanciare un appello ai colleghi commercianti, spesso vittime di episodi simili: “Investite in sicurezza, è diventata indispensabile per difendere i nostri sacrifici”. Un monito che sottolinea la crescente necessità per le attività commerciali di proteggersi dalla microcriminalità.

La camorra e l’accordo del silenzio: politica, voti e affari del clan Russo nell’Agro Nolano

La maxioperazione della Direzione distrettuale Antimafia, che ha portato all’arresto di 44 persone, non ha solo scoperchiato reati ed episodi di intimidazione. Ha mostrato il funzionamento di una camorra che aveva imparato a parlare poco e a incidere molto, usando metodi più eleganti, quasi “manageriali”, senza rinunciare — quando serviva — alla forza del controllo psicologico.

Nelle 461 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Isabella Iaselli, su richiesta dei pm Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano si racconto di come nei comuni di Nola, Ciccianoe Casamarciano si muoveva un sistema accurato, invisibile, calibrato.

Un sistema in cui il clan Russo di Nola, storico gruppo camorristico della zona, aveva costruito una rete di influenza capace di arrivare nei comuni, negli uffici tecnici, nelle campagne elettorali, fin dentro ai suggerimenti di compravendita dei terreni legati alla Curia.

Gli indagati sono 62 e tra essi ci sono anche esponenti di spicco del clan Licciardi della Masseria Cardone di Secondigliano, storicamente legati ai Russo-

 I voti che non si regalano mai

La storia parte da lontano, da un patto silenzioso che, secondo gli inquirenti, avrebbe condizionato le ultime tornate elettorali di Cicciano e Casamarciano. Un patto mai scritto e mai dichiarato. Ma sufficiente a decidere la formazione di una parte dei consigli comunali.

Come spiegato dal maggiore Andrea Coratza, comandante del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna:“Alcuni candidati che avevano accettato l’accordo economico col clan in cambio di voti… sono stati eletti”.

La logica era semplice: gli aspiranti consiglieri — anche di diversi schieramenti — avrebbero accettato l’appoggio elettorale dei Russo.

Nessun incontro diretto con i vertici. Nessuna foto. Nessuna stretta di mano rischiosa.
Tutto passava attraverso intermediari fidati, uomini di territorio, persone “di mezzo” che sapevano come calibrare promesse e richieste.

Un’intercettazione raccolta dagli investigatori descrive bene il clima: “Quelli là devono ricordare chi gli ha fatto prendere i voti… poi quando serve una mano ce la devono dare, senza storie”.

Non necessariamente favori illegali. A volte bastava un accesso facilitato, una pratica che “scorreva” un po’ più veloce, una disponibilità a non ostacolare certi progetti.

Il risultato?

A Cicciano, alcuni di quei candidati risultarono eletti nella maggioranza.

A Casamarciano, altri entrarono all’opposizione.

Il clan non aveva colore politico. Aveva interessi.

Il potere della parola sussurrata

Il vero volto del controllo emerge nella storia dell’ingegnere, dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nola. Una donna abituata a decifrare carte, permessi edilizi, vincoli urbanistici. Una professionista che, un giorno, si ritrova davanti un ex consigliere comunale, oggi ai domiciliari, che secondo l’accusa parlava per conto del clan.

L’uomo non urlava. Non minacciava. Non mostrava armi. Eppure le sue parole pesavano come un macigno.”Stai attenta a quello che fai…” La frase è finita agli atti dell’indagine.
Le era stata rivolta per “consigliarle” — così disse lui — di gestire in modo più morbido alcune pratiche edilizie che, guarda caso, risultavano di interesse dei Russo.

L’ingegnere ebbe il coraggio di denunciare. L’unica denuncia arrivata in tutta l’inchiesta. Il maggiore Coratza lo ha detto chiaramente: “In un territorio apparentemente tranquillo nessun imprenditore ha denunciato estorsioni… Il clan si stava ripulendo, alzando il livello con attività più raffinate”. La minaccia non era più la pallottola. Era la frase detta con un mezzo sorriso.

La nuova camorra: laureata, elegante, invisibile

Il clan Russo non è solo storia di violenza. È, soprattutto oggi, storia di trasformazione.Una parte dell’organizzazione — quella più anziana — resta legata alle logiche tradizionali: controllo del territorio, estorsioni classiche, presenza fisica.

Ma una nuova parte, guidata dal giovane laureato in ingegneria, Mihele Russo, 44 anni detto “Michelino”, figlio di Russo Salvatore Andrea, condannato all’ergastolo insieme con l’altro storico fondatore del clan, Russo Pasquale, padre di Russo Antonio cl. 79, stava cambiando paradigma. Non più richieste esplicite di denaro. Non più minacce dirette agli imprenditori.

Il nuovo metodo era più sottile: l’ingegnere veniva assunto da uno studio professionale, entrava nelle relazioni commerciali, imponeva consulenze, progetti, intermediazioni.

Come racconta una conversazione captata dagli inquirenti: «Se passa lui nei lavori, tutti stanno più tranquilli… sanno chi è». Non c’era bisogno di spiegare altro.
Il cognome faceva da biglietto da visita.

Gli imprenditori accettavano. Non perché intimiditi, almeno non apertamente, ma perché in un territorio così valeva la regola non scritta: meglio avere il clan dalla propria parte che contro.

 La Curia e il terreno “indirizzato”

L’inchiesta tocca perfino il mondo ecclesiastico, attraverso un episodio significativo.
Un dipendente legato alla Curia di Nola, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe consigliato la vendita di un terreno a una società gradita al clan, orientando la trattativa.

Un episodio che non configura una complicità diretta della Curia, ma che mostra come la rete dei Russo fosse capace di posare la sua mano anche in luoghi insospettabili.

Come ha dichiarato il maggiore Coratza:“Anche la Curia, indirettamente, ha fatto le spese dei metodi del clan.”Un altro tassello di un potere silenzioso, sotterraneo, ma capace di arrivare ovunque.

Le parole dei comandi dell’Arma

Il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, sintetizza così l’intero impianto investigativo:

“È una camorra che controlla tutte le attività sul territorio. Che si infiltra nell’imprenditoria, nel tessuto economico, nel ramo immobiliare, nelle compravendite, nel gioco d’azzardo. Una camorra che cresce.”

Il tenente colonnello Paolo Leoncini, comandante del Gruppo di Castello di Cisterna, aggiunge un dettaglio importante:“Abbiamo visto una camorra evoluta, capace di operare con metodi raffinati. Le indagini hanno richiesto tecnologie informatiche avanzate.”

Gli investigatori hanno infatti messo insieme intercettazioni, monitoraggi digitali, incroci di dati sui movimenti economici, analisi di telefonate e incontri. Una fotografia moderna di una mafia moderna.

Un territorio che tace: la forza dell’auto-censura

La domanda finale è forse la più amara:Perché nessuno denunciava?Gli inquirenti lo spiegano in modo lucido: Il clan non chiedeva più il pizzo plateale. Non metteva bombe. Non menava le mani.Offriva “soluzioni”, “intermediazioni”, “aiuti”.

E così si creava un equilibrio perverso: gli imprenditori accettavano, i professionisti evitavano rotture, gli amministratori cercavano “collaborazioni utili”, tutti pensavano di non star facendo nulla di grave.

Ma era proprio quel silenzio ad alimentare il potere.Nell’Agro nolano della camorra moderna nessuno si considerava vittima. Ed è così che si diventa complici senza accorgersene.

Oggi, dopo le 44 misure cautelari, la rete dei Russo ha subito un colpo durissimo.
Ma le indagini raccontano una realtà che non scompare con gli arresti.

La camorra che non spara, che non urla, che non si impone con la violenza ma con la convenienza, è molto più difficile da sradicare.Il vero campo di battaglia, ora, è la capacità delle istituzioni e dei cittadini di non tornare al silenzio.

Perché l’Agro nolano, sotto la sua calma apparente, ha dimostrato una cosa: a volte il pericolo più grande non è il clan che minaccia, ma quello che sussurra.

Elenco Indagati (Misure Diverse dagli Arresti Domiciliari)

ABBATIELLO Paolo, nato a Napoli il 08.05.1966

ALLA Endri, nato a Tirana (Albania) il 22.09.1999

ALFIERI Andrea, nato a San Gennaro V.no (Na) il 04.02.1970

AMBROSINO Antonio, nato a Vico Equense (Na) il 27.10.1967

AMMIRATI Mario, nato a Nola (Na) il 12.11.1990

BARBARINO Aniello, nato a Roccarainola (Na) il 08.01.1969

BARBARINO Sabato, nato a Napoli il 12.06.1990

BIANCARDI Pasqualino, Nola (Na) il 15.07.1973

BIONDI Antonietta, nata a Pomigliano d’Arco (NA) il 04.04.1991

BOLOGNINO Giovanni, San Paolo Bel Sito (Na) il 02.02.1977

BUONOCORE Salvatore, nato a Napoli il 16.06.1980

CARANDENTE SICCO Francesco, nato a Napoli il 18.03.1988

CARELLA Luigi, nato a Napoli il 30.07.1972

CARELLA Francesco Pio, nato a Napoli il 03.01.2002

CAVA Salvatore, nato a Nola il 23.05.1984

CAVEZZA Domenico, nato a Nola (Na) il 09.10.1991

COPPOLA Gennaro, nato a S. Giuseppe V.no (Na) il 29.09.1988

COSTANZO Pasquale, nato a Napoli il 10.07.1992

COSTANZO Salvatore, nato a Napoli il 03.08.1975

DI TELLA Giuseppe, nato a Capua (CE) il 12.02.1971

DE CAPUA Sebastiano, nato a Camposano (Na) il 25.05.1957

DE LUCIA Giacomo, nato ad Ottaviano (Na) il 08.03.1974

D’ELIA Sabato, nato a Napoli il 05.11.1991

DELLA Pietra Leonardo, nato a San Paolo Bel Sito (Na) il 22.04.1988

DE MARIA Giovanni, nato a Napoli 18.03.1993

ESPOSITO Felice, nato a Nola (Na) il 21.10.1984

GALLUCCI Antonio, nato a Nola (Na) il 10.03.1957

GALLUCCI Leonardo, nato a Nola (Na) il 19.01.1986

LICCIARDI Antonio, nato a Napoli il 10/02/1995

LICCIARDI Gennaro, nate a Napoli il 11.03.1990

LOMBARDI Rosina, nata a Nola (Na) il 26.06.1984

MAIELLO Mario, nato a Castellammare di Stabia (Na) il 11.12.1984

MATURO Francesco, nato a San Giuseppe V.no (Na) il 22.05.1970

MAZZOLA Giovanni, nato ad Atripalda (AV) il 22.08.1987

MOCCIA Antonio, nato a Cercola (Na) il 20.01.1983

NAPPI Gennaro, nato a San Giuseppe V.no (Na) il 21.11.196

PARISI Giuseppe, nato a Napoli il 22.07.1970

PEZONE ALESSIO, nato a Napoli il 28.03.2000

ROMANO Giovanni, nato a Napoli il 23.06.1976

RUSSO Antonio, nato a San Gennaro V.no (Na) il 01.01.1979

RUSSO Michele, nato ad Avellino il 24.05.1981

RUSSO Paolino Felice, nato a S. Paolo Bel Sito (Na) il 25.04.1980

SAPIO Salvatore, nato a Napoli il 17.12.1978

SCALA Attilio, nato a San Paolo Bel Sito (Na) il 19.10.1979

SICONDOLFI Carmine, nato a Nola (Na) il 13.03.1973

SILVANO Domenico, nato a Pomigliano D’Arco (Na) il 09.08.1975

STEFANILE Giuseppe, nato a Napoli il 07.12.1964

TUFANO Francesco, nato a S. Giuseppe V.no (Na) il 07.01.1985

VAIANO Paolino, nato a S. Gennaro V.no (Na) il 10.11.1985

ZOPPINO Fabio, nato a Napoli il 03.03.1980

ZOPPINO Ferdinando, nato a Napoli il 01.09.1978

Arresti Domiciliari

BERNARDO Antonio, nato a Maddaloni (Ce) il 22.12.1972

CACCAVALE Giuseppe, nato a Cicciano (Na) il 29.02.1956

CAMERLINGO Salvatore, nato a Napoli il 26.09.1975

FICO Santo, nato a Cercola (NA) il 18.08.75

FURINO Umberto, nato a Nola (NA) il 14.11.1969

IOVINO Michele, nato ad Avellino il 04.06.1974

LANZARA Giovanni, nato a Nola (Na) il 23.10.1957

MANZI Andrea, nato a Casamarciano (NA) il 17.08.1960

MASCOLO Carlo, nato Cicciano (Na) il 20.12.1955

NAPOLITANO Antonio, nato ad Avellino il 19.01.1982

NAPOLITANO Daniele, nato ad Avellino il 30.09.1983

 

Napoli, infermiera schiaffeggiata al Triage dell’ospedale San Paolo

Napoli – Ennesimo, grave episodio di violenza si è consumato nelle corsie del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta. Un’infermiera impegnata nelle delicate attività di triage è stata schiaffeggiata al volto da una paziente, un atto che si materializza nel “solito scenario frutto di un corto circuito tra intolleranza e violenza,” come denunciato dagli operatori.

Il brutale episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri. Come racconta Manuel Ruggiero, medico del 118 e curatore della pagina Facebook Nessuno Tocchi Ippocrate, l’infermiera è stata colpita “intorno alle 19:30” da “una donna sulla quarantina, presumibilmente tossicodipendente, che avrebbe dichiarato di essere in crisi di astinenza.”

L’aggressione è stata descritta come “senza alcun apparente motivo” mentre l’operatrice sanitaria stava assistendo un’altra paziente. La vittima ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e, dopo il referto, le sono stati assegnati tre giorni di prognosi.

Il gesto, compiuto presumibilmente in un contesto di disagio e dipendenza, riaccende il dibattito sulla natura di questi atti. Lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Errico, presidente dell’Istituto di Psicologia e Ricerche Socio-Sanitarie, invita a non derubricare frettolosamente questi casi all’ambito psichiatrico.

“Molti di questi casi vengono erroneamente rubricati all’ambito psichiatrico solo perché messe in atto da soggetti con problemi comportamentali o uso e abuso di sostanze stupefacenti,” spiega Errico.

“L’elemento chiave di cui tenere conto è il disturbo antisociale della personalità che non è necessariamente correlato ad un’alterazione di tipo psichiatrico. Le tendenze alla violenza sono piuttosto il frutto di comportamenti delinquenziali che vanno inquadrati a 360 gradi tenendo ovviamente conto del retaggio di provenienza e della sua storia personale.”

L’aggressione al San Paolo non è un caso isolato, ma una triste tappa di una scia di violenza che affligge il personale sanitario. Quella di ieri è l’aggressione n. 46 del 2025 su un totale di 60 episodi contati tra le ASL Napoli 1 e Napoli 2 dall’inizio dell’anno.

C’è, tuttavia, un timido segnale di miglioramento rispetto al 2024, un calo attribuito soprattutto alla recente istituzione di drappelli di polizia attivati nei principali pronto soccorso di Napoli, incluso il San Paolo, per iniziativa del Ministero degli Interni. Nonostante le misure di sicurezza, il dramma quotidiano degli operatori sanitari resta un’emergenza costante che richiede risposte più incisive.

Ambulanza intrappolata nel “mercato della monnezza”: Napoli ostaggio dei mercatini abusivi

A Napoli il fenomeno dei cosiddetti “mercatini della monnezza” continua a crescere senza freni, trasformando strade e marciapiedi in vere e proprie aree di vendita abusiva. Nonostante gli interventi delle Forze dell’Ordine, il commercio irregolare resta un’emergenza quotidiana, soprattutto nel centro storico, dove ordine pubblico e sicurezza passano spesso in secondo piano.

L’episodio più grave si è verificato in Via Pasquale Stanislao Mancini, nel cuore del quartiere Maddalena: un’ambulanza del 118 dell’ASL Napoli 1 Centro è rimasta bloccata nel traffico generato dal mercatino abusivo, tra folla accalcata, merce sparsa sull’asfalto e veicoli non autorizzati.

“Non possiamo camminare sui marciapiedi, né parcheggiare per rientrare a casa. Anche dopo diverse segnalazioni, nessuno è intervenuto”, ha raccontato un residente esasperato.

Via Rosaroll e Via Mancini: due strade simbolo di un fenomeno dilagante

Le proteste arrivano anche da Via Rosaroll, dove ogni fine settimana i marciapiedi vengono occupati da banchi improvvisati e oggetti recuperati dai rifiuti. Una situazione che degrada quotidianamente un’area vicina a Porta Capuana, una delle principali porte d’accesso turistiche della città.

Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, rilancia l’allarme parlando di un problema che “si sta trasformando in un’emergenza sociale”.

“L’immagine dell’ambulanza intrappolata nel caos del mercatino di Via Mancini è la prova di come l’illegalità diffusa stia calpestando ogni regola, fino a impedire interventi di soccorso vitali”, denuncia Borrelli. “Questi mercatini crescono come funghi: da Via Rosaroll a Via Mancini, fino ad altre zone sensibili della città. Non possiamo più ignorare un fenomeno che mina la sicurezza e la vivibilità dei residenti.”

Il parlamentare aggiunge di essersi recato personalmente sul posto per chiedere l’intervento della Polizia Locale: “L’intervento, quando c’è, spesso funziona. Ma senza controlli costanti il problema si riforma nel giro di poche ore.”

“Servono misure strutturali e un presidio fisso”. Per Borrelli non bastano più operazioni sporadiche:“Occorrono controlli continui, dissuasori, telecamere e soprattutto un presidio fisso nelle aree più colpite. La salute e la sicurezza dei cittadini non possono essere ostacolate dall’illegalità.”

Il caso dell’ambulanza bloccata diventa così il simbolo di una città che chiede interventi concreti e duraturi, affinché le strade tornino ad essere vivibili e, soprattutto, sicure.

Allerta Gialla in Campania, attesi nubifragi per 24 ore: rischio frane e allagamenti

Napoli– Una perturbazione intensa si prepara a colpire la Campania. La Protezione Civile regionale ha dichiarato lo stato di allerta meteo di livello Giallo, valido da mezzanotte di oggi, lunedì 17 novembre, e per le successive 24 ore, fino alle 23:59 di domani, martedì 18 novembre.

Il maltempo, che secondo le valutazioni del Centro Funzionale potrebbe assumere i caratteri del rovescio o del temporale, minaccia di scaricare precipitazioni anche molto intense su vaste porzioni del territorio. L’allerta, di criticità idrogeologica, riguarda quasi tutta la regione, ad eccezione di Alta Irpina, Sannio e Tanagro.

I rischi per il territorio
Le conseguenze al suolo, come segnalato in una nota della Protezione Civile, potrebbero essere significative. Lo scenario prevede:

Possibili allagamenti in aree urbane e non.
Un repentino innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua.
Scorrimento di acqua lungo le strade, con pericolo per la viabilità.
Frane e caduta massi dai versanti più instabili.
Le misure di emergenza

Alla luce della previsione, la Protezione Civile ha diramato una circolare a tutti i Comuni coinvolti, ordinando l’attivazione immediata dei COC (Centri Operativi Comunali). Le amministrazioni sono chiamate a mettere in campo “tutte le misure strutturali e non strutturali” per prevenire e mitigare i fenomeni, in linea con i piani di emergenza locali. Particolare attenzione dovrà essere riservata al monitoraggio del verde pubblico – per prevenire la caduta di alberi o rami – e all’ascolto costante degli aggiornamenti dalla Sala Operativa Regionale.

Con un’allerta di questa portata, la macchina dei soccorsi e della prevenzione è già in moto, mentre i cittadini sono invitati alla massima prudenza per l’intera giornata di martedì.

Napoli, morto il giovane calciatore Umberto Catanzaro ferito il 15 settembre ai Quartieri Spagnoli

Napoli – È morto nella notte, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Pellegrini, il giovane Umberto Catanzaro, nato a Napoli il 9 ottobre 2002. Il ragazzo, che giocava a calcio a livello dilettantistico, era rimasto gravemente ferito in un agguato a colpi d’arma da fuoco lo scorso 15 settembre nei Quartieri Spagnoli.

Questa mattina i carabinieri della Compagnia Napoli Centro sono intervenuti al pronto soccorso del Pellegrini per constatare il decesso del 22enne, che da quel giorno non si era mai ripreso dalle lesioni riportate.

La salma è stata posta sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia che dovrà accertare con precisione le cause della morte e collegarle alle ferite d’arma da fuoco subite durante l’agguato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dalla Procura per i minorenni, il vero obiettivo dei killer non era Catanzaro. Il giovane si sarebbe trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, trasformandosi in una vittima innocente di una regolazione di conti nato all’ijterno della cosca del boss Salvatore Percich che voleva punire il fidanzato della figlia, reo di aver diffuso dei filmati hor della ragazza.

Le attività investigative dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Napoli Centro hanno portato già il 19 ottobre all’esecuzione di quattro fermi di indiziato di delitto e di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla DDA e dalla Procura minorile, nei confronti di cinque persone ritenute coinvolte nell’agguato. Tra gli arrestati figura appunto anche il boss Percich, considerato il mandante e3d esecutore, insieme ai suoi complici.

Gli inquirenti contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio poi aggravato dal decesso della vittima, detenzione e porto illegale di arma da sparo, nonché l’aggravante mafiosa. Con la morte di Umberto Catanzaro, il quadro accusatorio, già definito grave al momento dei fermi,  ora si aggrava ulteriormente per tutti.

 

Camorra, il patto tra i Russo e i Licciardi che fa tremare Napoli: 44 arresti

Una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha scosso le fondamenta della criminalità organizzata campana, portando all’esecuzione di 44 ordinanze di custodia cautelare (34 in carcere e 10 ai domiciliari).

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna e del Comando Provinciale di Napoli, ha svelato una pericolosa e rinnovata alleanza tra lo storico clan Russo di Nola e i Licciardi, una delle colonne portanti della potente Alleanza di Secondigliano. Al centro del patto, la gestione capillare delle scommesse illegali e un’inquietante infiltrazione nel tessuto politico locale.

Politica nel mirino: voti in cambio di favori

Le ramificazioni dell’inchiesta si estendono fino a toccare il mondo della politica. Tra gli arrestati figura infatti un candidato alle elezioni amministrative di Monteforte Irpino (Avellino), accusato di gestire un centro scommesse per conto del clan.

Ma non è tutto: le indagini hanno fatto luce su presunti accordi siglati tra esponenti della maggioranza a Cicciano e dell’opposizione a Casamarciano con il clan Russo, finalizzati a procacciare voti in cambio di favori. L’accusa, pesantissima, è quella di scambio elettorale politico-mafioso.

Un’alleanza “Allarmante”: le parole di Gratteri

A definire “allarmante” il quadro emerso è stato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. “Questa indagine è importante e difficile”, ha dichiarato in conferenza stampa, “perché dimostra come, dopo anni, il clan Russo sia nuovamente collegato ai Licciardi. Si apre uno scenario nuovo nelle dinamiche e nel livello qualitativo delle mafie”.

Secondo Gratteri, questa alleanza smentisce l’idea di una camorra frammentata e disorganizzata. “All’improvviso vediamo i Licciardi che si rivolgono ai Russo, e questo è un dato tanto importante quanto preoccupante, che ci riporta alla memoria le guerre che hanno insanguinato la provincia di Napoli con centinaia di morti l’anno”.

Il racket delle scommesse

Il motore economico della nuova alleanza era la gestione dell’esercizio abusivo di giochi e scommesse online, un business estremamente redditizio. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati sono gravissime: si va dall’associazione di tipo mafioso all’estorsione e tentata estorsione, aggravate dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’attività dei clan Russo e Licciardi.

Il lavoro investigativo è stato coordinato, oltre che da Gratteri, dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e dal sostituto Henry John Woodcock, e ha visto l’impegno sul campo degli uomini del colonnello Paolo Leoncini, del maggiore Andrea Coratza e del generale Biagio Storniolo.

 

La nuova emergenza riciclaggio: in Campania boom di criptovalute. Stravolto il mercato della criminalità

Napoli  – La lotta alla criminalità finanziaria in Italia segna un punto di non ritorno, e il cuore di questa rivoluzione è la Campania. I “panni sporchi” della Camorra e della criminalità organizzata hanno dismesso i borsoni pieni di contante per abbracciare l’anonimato e la velocità delle criptovalute, trasformando la regione nel nuovo epicentro del riciclaggio digitale.

Il quadro emerge in modo drammatico dall’ultimo “Quaderno dell’antiriciclaggio” pubblicato dalla UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia), che analizza il primo semestre del 2025. I dati svelano un trend che è molto più di un campanello d’allarme: è il segnale che il crimine ha superato la vigilanza tradizionale.

Cripto contro contante: il sorpasso epocale

Per decenni, il contante è stato il re incontrastato del riciclaggio. Oggi, quel primato è stato frantumato.

Le operazioni sospette (SOS) legate alle cripto-attività hanno quasi raddoppiato nel primo semestre 2025, toccando una cifra impressionante: oltre 3,4 miliardi di euro di valore segnalato.

Il dato più sconvolgente, che indica il cambio di strategia del crimine, è il confronto con le forme tradizionali:

Criptovalute: Rappresentano il 7,0% del totale delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS).

Contante: Ccrolla al 3,4% del totale.

Il riciclaggio si è spostato irrevocabilmente dagli sportelli fisici alle blockchain e ai wallet digitali, offrendo pseudo-anonimato e velocità transfrontaliera istantanea, strumenti perfetti per chi opera fuori dalla legalità.

 La Campania è la “zona rossa” del rischio

Se a livello nazionale l’allarme è alto, sul fronte territoriale la situazione è esplosiva in Campania.

La regione emerge con forza come l’area con l’incremento più significativo di attività sospette. Le operazioni richieste o eseguite sul territorio sono passate da 7.146 a 10.439 SOS, registrando un balzo del 15,6%. A livello provinciale, Napoli si posiziona tra le città italiane a più elevata densità di rischio, confermando la concentrazione della criminalità finanziaria in aree ad alta presenza di organizzazioni criminali.

Il boom delle cripto, unito al quasi raddoppio delle segnalazioni connesse all’estero, evidenzia che la criminalità campana sta sfruttando la dimensione transnazionale e digitale per nascondere i propri profitti.

La sfida del futuro: non più banche, ma blockchain

La crescita generale delle segnalazioni, che sono aumentate del 15,6% in un anno, è trainata in parte da Banche e Poste, ma l’incremento più dirompente proviene dai prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP). Le loro segnalazioni sono passate da 1.353 a 2.675 in un solo semestre, un aumento netto del 97,7%.

Il sistema sta reagendo, ma con lentezza. Mentre notai e banche sono rapidi nell’inoltrare le segnalazioni (11 e 24 giorni in media), gli operatori cripto hanno un tempo mediano di 78 giorni. Una latenza che, nel mondo velocissimo delle criptovalute, può permettere ai fondi illeciti di sparire nel nulla digitale.

La battaglia contro il riciclaggio si gioca ora su un campo di gioco completamente nuovo: non più solo arginare il contante, ma governare un ecosistema digitale complesso e senza confini. L’efficacia futura dipenderà dalla capacità di investigatori e operatori di adeguarsi alla velocità dell’innovazione tecnologica che la criminalità, in Campania e altrove, ha già saputo sfruttare a proprio vantaggio.

Fuorigrotta, ancora un investimento davanti al Maradona: stasera nuova protesta dei residenti

Napoli – La sicurezza stradale a Fuorigrotta vive un nuovo, drammatico capitolo. Nella notte tra domenica e lunedì, intorno all’1:00, una ragazza — che secondo le prime testimonianze sarebbe minorenne — è stata investita da un’auto nei pressi dello Stadio Diego Armando Maradona.

Il conducente non si è fermato a prestare soccorso ed è fuggito, rendendosi protagonista dell’ennesimo episodio di pirateria della strada.

A denunciare con forza quanto accaduto è Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che parla di “tragedia annunciata” e accusa le istituzioni di inerzia.

“Siamo di fronte all’ennesima tragedia annunciata. La nostra denuncia va avanti da tempo, raccogliendo le segnalazioni disperate dei residenti: corse clandestine, scooter selvaggi fino a tarda notte, raduni di auto customizzate in stile Fast & Furious avvengono indisturbati a pochi metri dal Commissariato San Paolo.

L’incidente di stanotte è l’epilogo di un copione già scritto, e la mia domanda è sempre la stessa: perché non si è intervenuti prima? Stanno aspettando che ci scappi il morto, la tragedia eclatante?”, attacca Borrelli.

Assieme a lui, il membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde Rosario Pugliese evidenzia la continuità, definita “drammatica”, di episodi simili nella stessa area. Solo pochi giorni fa, ricordano, una ragazza di 14 anni è stata investita in circostanze altrettanto gravi.

“Non è più accettabile che un’area strategica della città sia ostaggio dell’illegalità e del degrado. Chiediamo con forza al Prefetto e alle Forze dell’Ordine di predisporre controlli costanti e permanenti nelle ore notturne e di intervenire con l’installazione di dissuasori di velocità e telecamere per impedire le corse. Non possiamo permettere che la vita dei nostri ragazzi sia messa a rischio per l’incoscienza di pochi”, affermano Borrelli e Pugliese.

Per tenere alta l’attenzione e chiedere interventi immediati, residenti e comitati di zona hanno organizzato un nuovo presidio di protesta per questa sera, 17 novembre, alle 22:30, all’esterno dello Stadio Maradona. All’iniziativa parteciperanno anche Borrelli e Pugliese, che annunciano di voler continuare la mobilitazione finché non saranno adottati provvedimenti concreti.

Napoli, trovato in giro a Scampia con numerose dosi di droga: va ai domiciliari

Napoli – E’ stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari il 33 enne che la scorsa settimana era stato arrestato dagli di una pattuglia di polizia del Commissariato Scampia in via Labriola.

l’uomo, difeso dall’avvocato Ercole Guadagno, benchè trovato in possesso di varie sostanze stupefacenti sia in auto siua a casa, è riuscito ad ottenere gli arresti in casa. La difesa nel corso dell’udienza di convalida è riuscita a convincere il gip che la misura delle detenzione domiciliare fosse più idonea al suo assistito e coì è stato.

Il 33enne, con precedenti penali, era stato protagonista di un inseguimento ad alta tensione, per le strade di Scampia, raggiunto e fermato in via Tancredi Galimberti.

Durante il controllo, gli agenti avevano recuperato 19 involucri di cocaina (circa 10 grammi) e altri 15 di crack (circa 6 grammi) nascosti nell’abitacolo. Poi nella perquisizion e domiciliare furono trovate alytre 20 dosi di cocaina — per circa 9 grammi — un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga. Ora il 33enne è ai domiciliari.

San Giorgio, evade da domiciliari con droga in tasca: arrestato da maresciallo libero dal servizio

San Giorgio a Cremano – Credeva di essere al sicuro di prima mattina in una via Roma deserta. Invece, per Francesco Losacco, 24 anni, la fuga dai domiciliari è durata lo spazio di uno sguardo. Basta il tempo di affacciarsi dal portone, controllare che non ci siano volanti e pensare di essere libero.

Quello che non poteva sapere è che la sua “libertà” sarebbe durata meno di un minuto, fermata non da una pattuglia, ma dalla perspicacia di un maresciallo dei Carabinieri a piedi, in borghese e fuori servizio.

Il militare,  stava percorrendo a piedi piazza Troisi per recarsi in caserma e iniziare il suo turno. Occhio esperto, ha riconosciuto il giovane, già noto alle forze dell’ordine, che in quel momento si muoveva con l’aria di chi sta facendo qualcosa che non dovrebbe. Un attimo di esitazione, poi l’irruzione nella scena silenziosa del mattino: l’identificazione, il blocco, la resa.

Sul posto, dopo la chiamata del maresciallo, è arrivato il rinforzo di una “Gazzella” dei colleghi della stazione locale. La perquisizione non ha lasciato scampo: in tasca, 94 grammi di marijuana, già divisi in dosaggi da spaccio, e 210 euro in contanti, probabile provento della sua attività illecita.

Per Losacco, che era ai domiciliari per precedenti reati, non c’è stato nulla da fare. L’evasione si è trasformata in un doppio arresto: per quella stessa evasione e per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. Un risveglio amaro, che invece di portarlo verso una momentanea libertà, lo ha condotto dritto in carcere in attesa del giudice.

Giallo a Somma Vesuviana: padre e figlio accoltellati in casa, è caccia all’aggressore

Somma Vesuviana – Una notte di sangue e paura a Somma Vesuviana, dove il tranquillo contesto residenziale del Parco San Sossio è stato scosso da un violento fatto di cronaca.

Ieri, in tarda serata, un padre di 45 anni e suo figlio di 26 sono stati vittime di un’aggressione a colpi di coltello all’interno della loro stessa abitazione. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della stazione locale e del Nucleo Radiomobile di Castello di Cisterna.

L’aggressore, descritto come una persona al momento non identificata, si è introdotto in casa e ha colpito i due uomini con diversi fendenti, per poi dileguarsi nel buio. L’allarme è scattato subito dopo, con una disperata corsa verso gli ospedali.

Il padre, 45 anni, è stato trasportato all’Ospedale del Mare di Napoli; fortunatamente, dopo le medicazioni, le sue condizioni sono state giudicate non gravi ed è stato dimesso.

Il giovane è ancora ricoverato al Cardarelli

Più seria la situazione per il figlio 26enne, trasferito d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Attualmente è ancora ricoverato, ma secondo le prime informazioni non sarebbe in pericolo di vita. Intanto, l’intera vicenda resta avvolta nel mistero.

Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, ma le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica e, soprattutto, il movente. Si è trattato di una rapina finita male, di una vendetta personale o di una lite degenerata? Al momento, nessuna pista è esclusa.

Caserta, insegnante travolta e uccisa sulla Statale 7 Quater: identificato il pirata della strada

Tragedia nella notte tra sabato e domenica sulla Statale 7 Quater, alle porte di Villa Literno. Un violentissimo impatto tra due auto è costato la vita a Tina Spatarella, 62 anni, insegnante di religione originaria di Aversa.

Altre tre persone, tutte della città normanna, sono rimaste gravemente ferite. Alla guida dell’altra vettura, una Bmw, un uomo extracomunitario che dopo lo schianto è fuggito a piedi, abbandonando l’auto sulla carreggiata. È stato identificato dalla polizia stradale ed è ora al centro di una serrata caccia all’uomo.

L’incidente è avvenuto tra le 23 e la mezzanotte di sabato lungo un tratto già tristemente noto per la sua pericolosità. Secondo una prima ricostruzione, la Hyundai su cui viaggiava la vittima sarebbe stata tamponata ad alta velocità dalla Bmw. L’urto, frontale-laterale e particolarmente violento, ha distrutto la parte posteriore della vettura e intrappolato i passeggeri tra le lamiere.

Sul posto sono intervenute in pochi minuti le ambulanze del 118, i vigili del fuoco e le pattuglie della polizia stradale del distaccamento di Cellole, coordinate dall’ispettore capo Andrea Bonacci. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare Tina Spatarella, ma all’arrivo dei soccorsi la donna era già priva di vita. I tre feriti, in prognosi riservata ma non in pericolo di vita, sono stati trasportati negli ospedali di Pineta Grande, Pozzuoli e Salerno.

I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per estrarre i superstiti dall’abitacolo distrutto. La salma della vittima, su disposizione della Procura di Napoli Nord, è stata trasferita all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia. Intanto proseguono le indagini per definire con precisione la dinamica dell’impatto e verificare eventuali responsabilità aggravate del conducente della Bmw, che dovrà rispondere di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere lungo la Statale 7 Quater e raccogliendo testimonianze. Fonti interne riferiscono che il presunto responsabile sarebbe già stato formalmente individuato e che mancherebbero solo gli ultimi passaggi per procedere al suo fermo.

La notizia della morte di Tina Spatarella ha gettato nello sconforto la comunità di Aversa. Vedova, madre di due figli, aveva da poco compiuto 62 anni. Insegnava religione in una scuola di Sant’Antimo ed era molto stimata per la vicinanza ai ragazzi e la dedizione al lavoro. «Una scomparsa che lascia un vuoto enorme. Aversa si stringe attorno a chi sta vivendo questo dolore inspiegabile», ha dichiarato il sindaco Franco Matacena, esprimendo cordoglio alla famiglia e ai feriti a nome dell’intera città.

Questo nuovo incidente mortale riaccende le polemiche sulla sicurezza della Statale 7 Quater, più volte teatro di schianti gravissimi. Residenti e amministratori locali denunciano da anni velocità eccessive, controlli insufficienti e un tracciato che, soprattutto nelle ore notturne, si trasforma in una corsia dove spesso si corre oltre ogni limite.

Il bollettino nero delle strade campane

Il dramma di Villa Literno non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio di quella che molti definiscono ormai una «strage silenziosa» sulle strade della Campania. Negli ultimi anni, infatti, il numero di morti per incidenti stradali nella regione ha smesso di diminuire e, secondo le ultime rilevazioni disponibili, ha registrato una nuova crescita.

Sulla base dei dati degli ultimi rapporti su incidentalità stradale (Istat e Aci), la Campania registra mediamente tra i 250 e i 300 morti l’anno per incidenti stradali, con migliaia di feriti, molti dei quali riportano lesioni permanenti. In provincia di Caserta, dove si è verificato l’incidente di Tina Spatarella, il bilancio oscilla, in media, tra 40 e 60 vittime l’anno, con alcune arterie – come la Statale 7 Quater, l’Asse Mediano e la Domiziana – considerate a elevato rischio.

Negli ultimi tre anni, il trend segnala un lieve ma costante incremento dei decessi, legato a una combinazione di fattori: guida distratta (spesso per l’uso dello smartphone), alta velocità, consumo di alcol e droghe, traffico pesante e infrastrutture non sempre adeguate. Proprio le strade extraurbane principali come la Statale 7 Quater risultano tra le più pericolose, perché uniscono limiti di velocità relativamente elevati, scarsa illuminazione e un’intensa circolazione di veicoli privati e mezzi commerciali.

Le associazioni che si battono per la sicurezza stradale chiedono da tempo un piano straordinario per la Campania: più autovelox e controlli notturni, potenziamento dell’illuminazione e della segnaletica, maggiori campagne di prevenzione nelle scuole e interventi di messa in sicurezza sui tratti più critici. Ogni nuovo incidente mortale, come quello che ha spezzato la vita di Tina Spatarella, riapre il dibattito, ma troppo spesso le promesse si esauriscono nelle ore successive alla tragedia.

La comunità di Aversa, oggi sotto choc, chiede giustizia e verità, ma anche risposte concrete. Perché la morte di un’insegnante stimata, su una strada già segnata da un lungo elenco di croci, non diventi solo un numero in più nelle statistiche di un bollettino che, anno dopo anno, continua a crescere.

Politica&Camorra: 44 arresti, così i clan Russo e Licciardi hanno orientato il voto a Cicciano e Casamarciano

Napoli –  I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito una vasta operazione antimafia culminata con l’arresto di 44 persone. L’ordinanza, firmata dal giudice per le indagini preliminari partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dispone la custodia in carcere per 34 indagati e i domiciliari per altri 10. L

e accuse sono pesanti: associazione di tipo mafioso, estorsioni, tentate estorsioni, gestione abusiva di giochi e scommesse con metodo mafioso e – soprattutto – scambio elettorale politico-mafioso.

L’indagine, riferita al periodo 2022-2024 e costruita attraverso intercettazioni, pedinamenti e attività tecniche, traccia la mappa di un potere criminale radicato nel Nolano e capace di infiltrarsi in settori economici, istituzioni e consultazioni democratiche.

Il potere del clan Russo nel Nolano

Secondo gli inquirenti, il clan Russo – storicamente attivo tra Nola e i comuni limitrofi – avrebbe mantenuto una piena operatività. Il gruppo, capace di controllare direttamente e indirettamente le attività economiche del territorio, avrebbe imposto un sistema di “tasse” sulle compravendite immobiliari, sulle procedure di progettazione e persino sull’iter delle pratiche comunali relative ai lavori edilizi.

I proventi venivano poi ripartiti tra gli affiliati e convogliati nella cassa comune destinata al sostegno delle famiglie dei detenuti.

Emersi anche numerosi episodi estorsivi ai danni di tecnici comunali, progettisti, imprenditori e committenti: pressioni per agevolare l’acquisizione di immobili o permettere a terzi, scelti dal clan, di costruire e acquistare.

Scommesse clandestine e alleanze di camorra

Accanto agli affari immobiliari, l’inchiesta documenta un sistema di raccolta clandestina di scommesse e gestione di giochi online illegali, messo in piedi dal clan Russo in collaborazione con esponenti del clan Licciardi dell’Alleanza di Secondigliano. Il circuito prevedeva agenzie e sub-agenzie nel cuore del Nolano, la creazione di siti clandestini e la redistribuzione dei ricavi tra la cassa del clan e il sostegno dei detenuti.

Estorsioni sarebbero state inflitte anche ai titolari dei centri scommesse, chiamati a coprire i debiti accumulati partecipando al sistema illecito.

Il nodo più inquietante: la camorra e il voto nel Nolano

Il fronte più allarmante per la magistratura riguarda però il presunto condizionamento delle elezioni amministrative in due Comuni del territorio: Cicciano (maggio 2023) e Casamarciano (giugno 2022).

Secondo quanto emerge dall’inchiesta della Dda, l’organizzazione criminale avrebbe cercato di influenzare il voto attraverso intermediari, sostenendo candidati ritenuti “vicini” o comunque disponibili a garantire favori in futuro. Un tentativo di infiltrazione che, se confermato, delineerebbe l’ennesima prova della capacità dei clan di orientare non soltanto l’economia, ma anche la vita democratica delle comunità locali.

Una rete che intreccia affari, violenza e politica

L’operazione dei carabinieri restituisce un quadro in cui la camorra agisce su più fronti: estorsioni per controllare il territorio, affari milionari nelle scommesse clandestine, un potere capillare nei cantieri e perfino la pretesa di influenzare l’esito delle consultazioni elettorali.

Il sospetto degli inquirenti è chiaro: i clan puntavano a garantire amministrazioni “amiche” o comunque non ostili, capaci di agevolare pratiche, lavori e interessi economici. Una pressione che rischia di alterare il principio stesso della libera espressione del voto e che riaccende i riflettori sul ruolo della camorra nella gestione del consenso nel Nolano.

Napoli si accende per il Natale: 150 km di luminarie e folla in festa per l’Albero in Piazza Municipio

Napoli  – Napoli ha dato il via ufficiale alle festività natalizie, illuminando a giorno le sue strade e piazze in un’esplosione di luci che copre l’intera città. Ieri sera, 16 novembre, una marea di persone ha invaso Piazza Municipio per assistere all’accensione simbolica del grande albero di Natale, un evento che ha sancito l’inizio anticipato di un Natale che si preannuncia “straordinario”.

La cerimonia ha visto la partecipazione del sindaco Gaetano Manfredi, dell’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato e del presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola. L’attesa è stata ripagata con l’inaugurazione di un progetto imponente: 150 chilometri di strade illuminate e un totale di 5.000 installazioni luminose sparse in centro e nelle periferie.

Il Sindaco Manfredi ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione e l’importanza della collaborazione con la Camera di Commercio. “A questo Natale abbiamo dedicato tanto impegno e anche tante risorse,” ha dichiarato Manfredi, esprimendo l’auspicio che sia un periodo di “gioia e di serenità per i nostri concittadini e per i tanti turisti”.

Il primo cittadino ha anche posto l’accento sull’impatto economico dell’iniziativa: “Speriamo che sia anche un’opportunità di sviluppo commerciale per gli imprenditori. I napoletani volevano queste illuminazioni, e l’anno prossimo faremo ancora meglio: dobbiamo regalare questa gioia ai cittadini, ai bambini, alle tante famiglie che desiderano avere questo momento di serenità.”

“Impegno strepitoso per precorrere i tempi”

L’assessora Armato ha descritto l’atmosfera in piazza come “un momento emozionante per le migliaia di persone,” rimarcando lo sforzo eccezionale per anticipare i tempi e garantire un’illuminazione capillare. “Quest’anno ci abbiamo messo un impegno strepitoso e straordinario, abbiamo voluto precorrere i tempi, essere quanto più espansivi possibili,” ha spiegato, evidenziando le 5mila installazioni per 150 chilometri di luce.

L’obiettivo è chiaramente quello di sfruttare l’appeal turistico in un periodo già molto frequentato. “La città è già pienissima di turisti, già pienissima di persone gioiose che sono nella nostra città alla ricerca di sorprese, di vivacità, di energia, cosa di cui Napoli è veramente ricca,” ha concluso Armato, dando il benvenuto ufficiale al “Natale luminoso” di Napoli.

Oroscopo di oggi 17 novembre segno per segno

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Il 17 Novembre 2025 è un giorno sospeso tra l’energia passionale di Marte e la confusione mentale di Mercurio retrogrado. È una giornata in cui l’istinto (Ariete, Scorpione) e la pazienza (Toro, Capricorno) si scontrano e devono trovare un equilibrio. La vera sfida è non farsi travolgere dall’impulso di bruciare le tappe, ma nemmeno rinchiudersi nella paura del nuovo.

ARIETE

🔮 Amore: Marte in aspetto dinamico ti rende passionale e diretto. Attenzione a non essere troppo impulsivo con il partner. I single potrebbero incontrare una fiamma inaspettata in un luogo di sport.
🔮 Lavoro: Giornata di fuoco. Una rivalità latente potrebbe esplodere, trasformala in una sana competizione per dare il meglio di te.
🔮 Salute: Troppa energia da scaricare. Attività fisica intensa è consigliatissima per evitare di accumulare stress.
🔮 Finanze: Evita spese dettate dall’impulso del momento. Potresti pentirtene domani.
Consiglio Astrologico: Usa la tua carica per iniziare un progetto che rimandi da tempo, non per litigare.

TORO

🔮 Amore: Venere nel tuo campo affettivo addolcisce le relazioni. Serata perfetta per una cena romantica o per coccolarti. Cerca stabilità, non colpi di testa.
🔮 Lavoro: La Luna favorisce la pazienza. È il momento di sistemare i dettagli di progetti già avviati. Niente di nuovo all’orizzonte, ma solide basi.
🔮 Salute: Attenzione alla gola e ai piaceri della tavola. Non esagerare con i dolci.
🔮 Finanze: Situazione stabile. Un piccolo lusso puoi concedertelo, ma senza strafare.
Consiglio Astrologico: La costanza è la tua virtù. Applicala oggi in ogni campo e raccoglierai frutti dolcissimi.

GEMELLI

🔮 Amore: Mercurio retrogrado inaspettatamente ti aiuta! Rivedrai una persona del passato. Chiarite le incomprensioni, l’intesa può rinascere.
🔮 Lavoro: Giornata caotica, piena di comunicazioni e imprevisti. Resta sul pezzo e non perdere la concentrazione.
🔮 Salute: La mente è iperattiva. Rischi insonnia. Un buon libro è meglio di uno schermo prima di dormire.
🔮 Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse un rimborso che non ti aspettavi. Non contarci troppo.
Consiglio Astrologico: Metti ordine nei tuoi pensieri e le parole giuste arriveranno da sole.

CANCRO

🔮 Amore: Le emozioni sono in superficie. Hai bisogno di rassicurazioni e intimità. Parla al partner dei tuoi bisogni, non fare la vittima.
🔮 Lavoro: Meglio lavorare in un angolo tranquillo che in team oggi. La tua sensibilità è alta, potresti prenderti critiche troppo a cuore.
🔮 Salute: Cura l’idratazione e il sistema linfatico. Una tisana drenante fa al caso tuo.
🔮 Finanze: Istinto infallibile per gli affari di casa. Se devi comprare/vendere un immobile, è una buona giornata.
Consiglio Astrologico: Proteggi il tuo guscio, ma ricorda di uscire ogni tanto per non isolarti.

LEONE

🔮 Amore: Il Sole ti illumina, sei al centro dell’attenzione. Fai colpo senza nemmeno provarci. In coppia, organizza una serata a tema “regale”.
🔮 Lavoro: Momento perfetto per metterti in luce. Esponi la tua idea al capo, avrà l’impatto che desideri.
🔮 Salute: Attenzione alla postura. Cammina a testa alta, ma con le spalle rilassate.
🔮 Finanze: Tentazione di spendere per cose appariscenti. Resisti e investi invece in qualcosa che duri nel tempo.
Consiglio Astrologico: La tua generosità è una forza. Condividi una vittoria con chi ti ha aiutato.

VERGINE

🔮 Amore: Sei più razionale del solito in amore. Analizzi ogni parola. Rilassati e lascia fluire le emozioni. La perfezione non esiste.
🔮 Lavoro: La tua precisione è fondamentale per correggere gli errori altrui. Sei il pilastro invisibile del team.
🔮 Salute: Cura l’intestino. Probiotici e alimentazione regolare sono tuoi alleati.
🔮 Finanze: Ottima giornata per fare budget e pianificare. Vedi i numeri con chiarezza.
Consiglio Astrologico: L’ordine esterno riflette quello interno. Dedica 30 minuti a riorganizzare il tuo spazio.

BILANCIA

🔮 Amore: L’armonia è la tua parola d’ordine. Se c’è tensione, sarai tu il paciere. I single sono magnetizzanti, ma indecisi tra due opzioni.
🔮 Lavoro: Le relazioni pubbliche sono favoritissime. Una trattativa va in porto grazie al tuo fascino.
🔮 Salute: Equilibrio è la chiave. Un po’ di movimento, un po’ di relax. Non trascurare né l’uno né l’altro.
🔮 Finanze: Soldi spesi per abbellire la casa o il tuo aspetto. Denaro ben investito per il morale.
Consiglio Astrologico: La bellezza salverà il mondo, e oggi salverà la tua giornata. Circondati di ciò che ti piace.

SCORPIONE

🔮 Amore: Plutone ti rende magnetico e intenso. Uno sguardo può essere più eloquente di mille parole. In coppia, la passione si riaccende.
🔮 Lavoro: Intuisci i retroscena di una situazione. Usa questa conoscenza con saggezza, non per manipolare.
🔮 Salute: Energia sessuale al massimo. È un bene, ma non lasciare che diventi un’ossessione.
🔮 Finanze: Investimenti a lungo termine o questioni ereditarie si sbloccano. Fidati del tuo intuito.
Consiglio Astrologico: La trasformazione inizia dall’accettazione. Accetta un tuo lato oscuro per trasformarlo in luce.

SAGITTARIO

🔮 Amore: Giove ti spinge a cercare libertà. Non vuoi impegni, ma avventure. Spiega al partner che non è un rifiuto, ma un bisogno di spazio.
🔮 Lavoro: Idee brillanti e visionarie. Attenzione a non promettere più di quanto tu possa realisticamente fare.
🔮 Salute: Hai bisogno di aria aperta. Una camminata in un parco o in campagna ti ricaricherà.
🔮 Finanze: Fortuna inaspettata legata a un viaggio o a una questione internazionale.
Consiglio Astrologico: Il tuo ottimismo è contagioso. Condividi la tua filosofia con qualcuno che è giù di morale.

CAPRICORNO

🔮 Amore: Saturno ti rende serio. Cerchi affidabilità, non giochi. Un gesto concreto vale più di una poesia. In coppia, si parla di progetti a lungo termine.
🔮 Lavoro: La tua determinazione ti fa scalare una montagna. Rispetto e riconoscimento sono in arrivo. Testa bassa e lavora.
🔮 Salute: Attenzione a ossa e ginocchia. Non sovraccaricarle.
🔮 Finanze: I risparmi sono al sicuro. Piano di accumulo perfetto per te.
Consiglio Astrologico: La lenta e costante salita è più soddisfacente di un volo effimero. Persevera.

ACQUARIO

🔮 Amore: Urano inaspettatamente ti porta un colpo di fulmine in un contesto groupo o amicale. Rivoluziona le tue idee sull’amore.
🔮 Lavoro: Le idee più folli sono le migliori oggi. Collabora con menti anticonvenzionali come la tua.
🔮 Salute: Benessere mentale prima di tutto. Stacca dal tecnologico e connetti con persone reali.
🔮 Finanze: Investi in tecnologia e innovazione. Potresti vedere un ritorno inaspettato.
Consiglio Astrologico: Il futuro che anticipi inizia con un gesto nel presente. Sii il cambiamento che vuoi vedere.

PESCI

🔮 Amore: Nettuno annebbia i confini. Attenzione a idealizzare troppo il partner o un potenziale interesse. Vedi la realtà per quella che è.
🔮 Lavoro: La creatività è al top. Perfetto per artisti, scrittori, musicisti. Per gli altri, utile per trovare soluzioni originali.
🔮 Salute: Attenzione a mal di testa da eccesso di sensibilità. Limita gli stimoli troppo forti.
🔮 Finanze: Situazione confusa. Non firmare nulla oggi e rimanda decisioni importanti.
Consiglio Astrologico: La tua compassione è un dono. Usala per aiutare qualcuno, ma senza annullarti.

Il consiglio universale dell’astrologo Paolo Tedesco è: ascoltate il messaggio del corpo. Chi ha bisogno di movimento (Ariete) e chi di riposo (Pesci) trovi il proprio centro. In amore, cercate profondità, non superficie. Nel lavoro, siate coraggiosi ma con i piedi per terra. Le finanze chiedono prudenza, ma non avarizia.

Ricordate: le stelle suggeriscono, non impongono. La vera costellazione da seguire è quella del vostro cuore e della vostra ragione, messi in sintonia. Buona giornata!