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Micillo (M5S): “Conte ancora in Campania per Fico”

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sarà in Campania per una serie di appuntamenti a sostegno della candidatura di Roberto Fico. Una presenza importante che conferma la centralità del territorio campano nel progetto politico del Movimento 5 Stelle e la volontà di portare avanti, insieme ai cittadini, un percorso di rinnovamento, partecipazione e responsabilità istituzionale.

Nel corso della visita sono previsti incontri con attivisti, amministratori e comunità locali per discutere di temi fondamentali come la rigenerazione sociale, la tutela dei territori e le sfide economiche che la regione sta affrontando.

Domani, martedì 18 novembre alle ore 17.30, appuntamento a Caserta per un evento dedicato al tema “Legalità e sviluppo sostenibile” in cui interverrà anche il coordinatore regionale del M5S Salvatore Micillo. “Legalità e sostenibilità — dichiara Micillo — non sono slogan, ma la base di qualsiasi percorso di crescita credibile del nostro Paese. Lavoriamo ogni giorno affinché la Campania possa essere un modello di tutela dell’ambiente, trasparenza amministrativa e sviluppo economico sano. La presenza di Giuseppe Conte in questi giorni rafforza questo impegno comune.”

Sempre domani Giuseppe Conte sarà in mattinata in provincia di Napoli in visita al mercato di Casalnuovo, nel primo pomeriggio appuntamento invece a Marcianise per una visita al Centro Orafo “il Tarì”, alle 16.15 incontro con Confindustria Caserta.

Il Presidente Conte sarà presente anche giovedì 20 novembre al Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare di Napoli per la chiusura della campagna di Roberto Fico.

Il Movimento 5 Stelle continua così il proprio viaggio nei territori, ascoltando le esigenze dei cittadini e costruendo una proposta politica solida, vicina ai bisogni reali e orientata al futuro.

Choc a San Siro, tifosa 24enne norvegese denuncia violenza sessuale durante Italia-Norvegia

Momenti di paura e disagio ieri allo stadio San Siro di Milano, durante la partita Italia-Norvegia, quando una giovane norvegese di 24 anni ha denunciato di essere stata vittima di violenza sessuale.

Secondo quanto riferito, la ragazza, sentendosi poco bene, si è recata in bagno accompagnata da un’amica. All’interno dei servizi, avrebbe subito un palpeggiamento da parte di un uomo di 25 anni di origine egiziana, addetto alle pulizie dello stadio.

Accortasi dell’accaduto, la 24enne è uscita immediatamente e ha raggiunto l’amica in un bar vicino, raccontando l’episodio agli steward presenti. L’uomo ha dichiarato di essersi avvicinato alla ragazza soltanto per prestarle aiuto, ma la polizia di Stato ha avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Il 25enne è stato indagato in stato di libertà per violenza sessuale.

Napoli, weekend di controlli nella movida: oltre 600 persone identificate e veicoli sequestrati

Weekend ad alta attenzione sulla sicurezza a Napoli, con una serie di controlli mirati nelle principali aree della movida cittadina e nelle zone adiacenti allo stadio Diego Armando Maradona. Nel mirino della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine, in particolare, la fascia serale e notturna tra Mergellina, piazza Sannazzaro, largo Sermoneta e Fuorigrotta.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, affiancati da personale della Polizia Locale, hanno passato al setaccio l’area degli chalet di Mergellina e il lungomare.

Nel corso dei controlli sono state identificate 255 persone, 35 delle quali con precedenti di polizia. Verificata anche la circolazione stradale: 60 i veicoli controllati e 2 le violazioni del Codice della Strada contestate.

Parallelamente, i motociclisti Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio, con un focus specifico sul contrasto al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, ormai radicato nelle zone della movida e in prossimità dei principali snodi cittadini.

In questo contesto, i poliziotti hanno identificato 210 persone, di cui 31 con precedenti, e controllato 65 veicoli: due sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Elevate 12 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, con il ritiro di una patente di guida.

L’attenzione si è spostata poi su Fuorigrotta e sulle aree circostanti lo stadio Maradona, dove il fine settimana richiama migliaia di persone tra eventi sportivi, attività commerciali e locali. Qui gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno operato insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, in un servizio straordinario ad alta visibilità.

Il bilancio dell’operazione nell’area di Fuorigrotta parla di 220 persone identificate, 30 delle quali con precedenti di polizia, e 115 veicoli controllati. Nel corso dei controlli, un mezzo è stato sottoposto a sequestro penale e altri due a sequestro amministrativo. Anche qui sono state contestate 12 violazioni del Codice della Strada, a conferma di una strategia improntata al controllo capillare del territorio e alla prevenzione degli illeciti.

L’insieme delle attività messe in campo nel fine settimana restituisce l’immagine di una città sotto osservazione, con una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nei punti nevralgici del divertimento notturno e della mobilità urbana. L’obiettivo, sottolineato dalle operazioni coordinate, resta quello di coniugare la vivacità della movida con il rispetto delle regole e la sicurezza di residenti e frequentatori.

Campi Flegrei, il vulcano che non dorme; INGV svela i nuovi dati della caldera

Napoli – Domani, l’Auditorium “La Porta del Parco” di Bagnoli si trasformerà nel palcoscenico di un confronto scientifico di alto profilo sui Campi Flegrei, uno dei sistemi vulcanici più studiati e monitorati al mondo.

L’evento, organizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), metterà al centro i risultati del progetto LOVE-CF (Linking surface Observables to sub-Volcanic plumbing-system: a multidisciplinary approach for Eruption forecasting at Campi Flegrei caldera, Italy), un ambizioso programma di ricerca che punta a decifrare i segreti della caldera campana.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali di Fabio Florindo, presidente INGV, Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Paola Pagliara, direttore dell’Ufficio Previsione e prevenzione del rischio del Dipartimento della Protezione Civile, e Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani INGV. Un parterre di eccellenza che sottolinea l’importanza strategica del monitoraggio e della ricerca sul territorio.

La giornata sarà scandita da sessioni tematiche coordinate dagli esperti INGV, che analizzeranno lo stato attuale della caldera attraverso osservazioni vulcanologiche, petrologiche, geochimiche, sismologiche, geodetiche e gravimetriche. Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano e responsabile scientifico del progetto LOVE-CF, presenterà un quadro aggiornato della situazione del sistema vulcanico e illustrerà le finalità del progetto, che punta a migliorare la capacità di previsione degli eventi eruttivi.

A chiudere la giornata, una tavola rotonda moderata dal direttore del Dipartimento Vulcani INGV, dedicata alla conoscenza scientifica dei Campi Flegrei, al suo monitoraggio e al futuro della ricerca. Un appuntamento fondamentale per capire come la scienza si prepara a gestire uno dei vulcani più complessi d’Europa.

Steriline tra Europa e Asia: dopo il CPHI di Francoforte, il CPHI & PMEC di Delhi, in India

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I mesi di ottobre e novembre 2025 confermano la vocazione internazionale di Steriline, azienda italiana specializzata in soluzioni robotizzate e non per il riempimento e confezionamento asettico di prodotti iniettabili per il settore farmaceutico. Dopo aver concluso con successo la propria partecipazione al CPHI di Francoforte (28–30 ottobre 2025), Steriline si prepara ora a incontrare partner e operatori del settore al CPHI & PMEC di Delhi, in programma dal 25 al 27 novembre 2025.

CPHI 2025 di Francoforte: una presenza strategica nel cuore dell’industria farmaceutica europea

Dal 28 al 30 ottobre, Steriline ha accolto visitatori, clienti e partner presso lo stand Hall 9.0 – Booth 9.0F6 del Messe Frankfurt, presentando la propria gamma di linee complete per la produzione sterile. La partecipazione ha rappresentato un’opportunità significativa per consolidare relazioni nei mercati principali di riferimento e confrontarsi sulle nuove esigenze produttive legate alla crescente richiesta di flessibilità, sicurezza e continuità operativa.Al centro dell’interesse del pubblico, le soluzioni integrate con robotica avanzata applicate a processi come riempimento, tappatura e ghieratura: tecnologie progettate per ridurre i rischi di contaminazione, migliorare l’ergonomia operativa e ottimizzare l’efficienza anche in contesti di produzioni adattive o a piccoli lotti.

Prossima tappa: CPHI & PMEC Delhi 2025

Dal 25 al 27 novembre, Steriline sarà presente al CPHI & PMEC di Nuova Delhi, presso lo stand 10.D23. Per l’occasione, l’azienda presenterà un modello 3D dimostrativo che riproduce una linea robotica per il riempimento sterile: una soluzione progettata per garantire massima precisione e ripetibilità senza rischi di contaminazione.Il modello consentirà ai visitatori di esplorare direttamente gli elementi chiave dell’architettura produttiva, tra cui:

  • integrazione fluida tra robotica e sistemi di contenimento (isolatori);
  • adattabilità a diverse tipologie di contenitori;
  • riduzione delle variabili operative critiche;
  • ottimizzazione del layout per ambienti GMP.

Il mercato indiano è da anni al centro della nostra strategia di sviluppo,” ha affermato Federico Fumagalli, Chief Sales Officer di Steriline. “La partecipazione al CPHI & PMEC Delhi 2025 rappresenta un momento fondamentale per dialogare con uno dei poli più dinamici dell’industria farmaceutica mondiale e presentare soluzioni in grado di rispondere a un settore in costante evoluzione.

Una presenza internazionale in continua crescita

La doppia presenza tra Europa e Asia testimonia ancora una volta la visione globale di Steriline: essere partner tecnologico di riferimento per le aziende farmaceutiche di ogni dimensione, ponendo al centro della propria crescita i quattro principi cardine delle lavorazioni asettiche per il settore farmaceutico: qualità, sicurezza, sostenibilità e innovazione continua.Con sedi operative e tecniche già presenti in Europa, Asia e Nord America, Steriline consolida una rete di supporto locale e globale capace di accompagnare i clienti in tutte le fasi del ciclo produttivo, dall’ingegneria alla validazione, fino all’assistenza post-installazione.

Informazioni di contatto

Con una rete di oltre 400 professionisti e una presenza consolidata in oltre 50 Paesi, Steriline esporta più del 90% dei suoi macchinari, per una “flotta” che supera ampiamente le 2.000 installazioni in tutto il mondo. L’attenzione costante all’innovazione tecnologica, lo sviluppo delle competenze interne e la partecipazione attiva ai principali eventi internazionali del settore, confermano il ruolo dell’azienda come punto di riferimento globale nel primary packagingper il settore farmaceutico.

Contatti Steriline S.r.l.

Via Tentorio, 30/31 – 22100 Como, Italia
Tel. +39 031 592064
Corporate website: www.steriline.it
LinkedIn page: https://it.linkedin.com/company/steriline-srl

 

Gricignano, minorenni su auto a noleggio fuggono al posto di blocco: denunciati

Gricignano Di Aversa– Hanno preferito la fuga all’alt, ma l’inseguimento è durato lo spazio di poche centinaia di metri. È finita nel piazzale di un distributore di carburante la corsa di quattro minorenni, bloccati dai Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa. Il bottino dell’irruzione lampo: un tirapugni d’acciaio, pronto all’uso e immediatamente sequestrato.

La scena si è consumata lungo via della Libertà, dove una pattuglia impegnata in un posto di controllo ha intimato l’alt a un’auto a noleggio. A bordo, il gruppo di giovani – tutti incensurati, provenienti dai comuni di Teverola, Carinaro e Aversa – ha invece deciso di sfidare le Forze dell’Ordine, dando gas. Una fuga breve e infruttuosa, conclusasi in sicurezza dentro un benzinaio poco distante.

È durante la perquisizione personale e del veicolo che i militari hanno scovato l’arma impropria: il tirapugni, occultato all’interno dell’abitacolo. Per i quattro ragazzi, tutti minorenni, la contestazione è stata immediata: porto abusivo di strumenti atti a offendere.

Al giovane alla guida, che non ha mai conseguito la patente, sono state elevate ulteriori contestazioni per le violazioni al Codice della Strada: guida senza patente e mancato rispetto dell’alt imposto da un pubblico ufficiale.

Le indagini dei Carabinieri non si sono fermate ai soli minorenni. Gli accertamenti hanno infatti risalito all’adulto che ha materialmente consegnato il veicolo a noleggio ai ragazzi, senza verificare la loro idoneità alla guida. Per lui è scattata una sanzione amministrativa per il reato di incauto affidamento.

I quattro giovani sono stati quindi affidati ai rispettivi genitori, mentre il tirapugni è stato custodito in caserma in attesa del versamento all’Ufficio Corpi di Reato. Sugli accaduti sono state ora informate le Autorità giudiziarie, sia l’ordinaria che la Procura minorile, che valuteranno le prossime mosse.

Forze Armate e di Polizia, inizia la stagione dei concorsi

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Il fascino della divisa non conosce crisi, neanche in tempi come quelli attuali, caratterizzati da molteplici tensioni internazionali: non è un caso che negli ultimi anni, mediamente, oltre 55 mila candidati hanno puntualmente partecipato ai concorsi per le Accademie Militari, circa 40 mila per entrare nella truppa dell’Esercito, 35 mila per diventare agenti di Polizia e più di 15 mila per il ruolo di Commissario.

Numeri che sono destinati a restare tali in futuro, visto che attualmente 1 studente delle superiori su 4 è interessato a questo tipo di carriere e il 6% ha già deciso che sarà questa la strada da intraprendere da grandi, come ha rilevato l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle Professioni in Divisa, realizzata dal portale Skuola.net in collaborazione con Nissolino Corsi, centro leader in Italia per la preparazione ai concorsi militari.

Una guida per le aspiranti “divise”

Purtroppo, però, questo elevato interesse non è sempre accompagnato da altrettanta consapevolezza sulla sfida che li attende, così il portale specializzato per studenti ha deciso di interpellare due esperti dell’ente formativo per tracciare una lista di consigli da mettere in pratica fin da subito, visto che proprio in questo periodo inizia a entrare nel vivo la stagione dei concorsi.

Ecco, quindi, i 10 consigli elaborati dalla dott.ssa Rachele Tenerini, tutor specializzata nelle materie umanistiche, e il dott. Vincenzo Mormile, ex ufficiale psicologo della Marina Militare e specialista dei test psico–attitudinali.

  1. Definisci il tuo obiettivo concorsuale

Conoscere le varie possibilità – Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco – e cosa significa vestire le diverse divise, aiuta a scegliere il percorso più adatto alle proprie inclinazioni.

Di base, ognuna di esse offre percorsi per ogni grado o qualifica. Ma ci sono differenze tra i vari bandi, in termini di modalità di selezione, percorso offerto e, dato non trascurabile, di limiti di età: Avere un obiettivo chiaro è, perciò, la prima vera arma per mantenere alta la motivazione e affrontare con precisione la preparazione.

  1. Non aspettare l’ultimo momento: anticipa, sempre

Molti candidati iniziano a studiare solo dopo l’uscita del bando, ma chi parte in anticipo ha un vantaggio enorme.

Cominciare a esercitarsi per tempo permette di assimilare meglio le informazioni, testare più simulazioni e arrivare alle prove con maggiore tranquillità.

  1. Non trascurare la preparazione fisica

Le prove atletiche sono una parte fondamentale dei concorsi militari. L’allenamento del corpo, oltre che della mente, deve quindi entrare nella tabella di marcia fin dall’inizio della preparazione e non deve essere procrastinato.

L’attività fisica, inoltre, aiuta anche la mente: migliora la concentrazione, la gestione dello stress e la fiducia in se stessi. Inserire l’allenamento nella routine quotidiana, alternando studio e movimento, è quindi sempre una buona cosa.

  1. Focalizzati sulle materie chiave e lavora sui (tuoi) punti deboli

Ogni concorso ha il proprio programma. Per questo, può essere utile studiare i bandi precedenti per capire quali argomenti ricorrono più spesso e quali richiedono maggiore allenamento.

Sbagliato, invece, concentrarsi su ciò che ci riesce bene: affrontare i punti deboli con esercizi mirati è la chiave per arrivare pronti su tutto.

  1. Studia con strategia, non a memoria

Molti concorsi non pubblicano più le banche dati ufficiali. Spesso, dunque, non basta (e non serve) memorizzare le risposte, magari delle edizioni precedenti.

Meglio prendere quei quesiti e imparare a ragionarci su, comprendendo la logica delle domande e abituandosi ad affrontare quiz sempre nuovi. L’obiettivo è sviluppare elasticità mentale e velocità di ragionamento.

  1. Simula la prova, come se fossi già in aula

Allenarsi con simulazioni a tempo, invece, rimane una scelta saggia. In questo modo, si ricreano il più possibile le condizioni reali del test.

Fare pratica in situazioni di stress controllato, inoltre, aiuta a gestire l’ansia e a migliorare la concentrazione: ogni simulazione è un passo in più verso la sicurezza nel giorno della prova.

  1. Mantieni alto lo spirito, anche nei giorni no

Ci saranno giornate in cui lo studio sembrerà non bastare o le simulazioni non andranno bene. L’importante è non scoraggiarsi.

Gli errori o i passaggi a vuoto servono per migliorare e fanno parte del percorso: in questo tipo di selezioni è la costanza, più che il talento, a distinguere chi ce la fa da tutti gli altri.

  1. Non confrontarti, ispirati

I social, i forum, i gruppi online e tutte le altre modalità di contatto “analogico” con altri candidati al proprio concorso possono essere una preziosa fonte di notizie utili, ma al tempo stesso possono rivelarsi anche fuorvianti.

Bisogna diffidare delle informazioni non ufficiali e non lasciarsi condizionare dal confronto con gli altri. Ognuno ha il proprio percorso e i propri tempi. Piuttosto, meglio usare gli altri candidati come fonte di ispirazione, non di paragone.

  1. Allenati a comunicare in modo chiaro e coerente

Durante i test psico–attitudinali e i colloqui con i periti, ciò che conta non è solo “cosa” si dice a chi troviamo di fronte. Fondamentale è anche “come” lo si dice. Il segreto è riuscire a esprimersi con calma e chiarezza, senza recitare.

Per farlo, è necessario fare pratica durante la preparazione del concorso anche per affrontare questo passaggio. Essere coerente con la propria personalità e mostrare equilibrio emotivo è il modo migliore per trasmettere affidabilità.

  1. Trova (e racconta) perché scegliere te (e perché hai scelto loro)

Le Forze Armate e di Polizia cercano persone con una forte motivazione e un reale senso del dovere. Riflettere sui propri obiettivi, sui valori che ci spingono e su ciò che ci si aspetta da questa carriera è il primo passo da fare. Ancor prima di iscriversi alle selezioni.

Mostrare maturità e consapevolezza è spesso ciò che fa la differenza in sede di selezione.

La Fondazione Vassallo scrive al Viminale: dubbi e critiche sul flash mob per Cagnazzo

SALERNO – Un flash mob in difesa di Fabio Cagnazzo, imputato per concorso in omicidio con metodo mafioso nell’inchiesta sull’uccisione del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ha acceso un caso istituzionale. L’iniziativa si è svolta il 14 novembre davanti al Tribunale di Salerno, con la partecipazione – secondo quanto riferisce la Fondazione Vassallo – di persone che sono o sono state carabinieri.

Un’immagine ritenuta “singolare e inquietante” dalla Fondazione, che questa mattina ha scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e al Prefetto di Salerno Francesco Esposito, chiedendo spiegazioni e ricordando che lo stesso Ministero dell’Interno, insieme alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Giustizia, è costituito parte civile nel processo che vede Cagnazzo sotto accusa.

Il testo della lettera pone interrogativi di ordine istituzionale e simbolico: uomini dello Stato che manifestano per un alto ufficiale imputato in un procedimento per omicidio premeditato, proprio davanti al luogo dove si celebra il processo. La Fondazione richiama anche la tradizione dell’Areopago, il tribunale “sacro” degli antichi greci per gli omicidi volontari, per sottolineare il peso morale del contesto.

Sul caso Vassallo, a quindici anni dall’assassinio del sindaco pescatore, l’ente guidato dalla famiglia continua a denunciare comportamenti ritenuti inopportuni o ostativi, ricordando le querele subite nel corso degli anni. “È spiacevole vedere uomini dello Stato continuare a seminare spine”, scrive la Fondazione, chiedendo chiarezza sull’eventuale autorizzazione del flash mob e ribadendo che “lo Stato è scalzo”, quindi vulnerabile, quando non sa proteggere i suoi simboli.

Ercolano, boom di visitatori: successo per le Terme Suburbane e le aperture serali

Il Parco Archeologico di Ercolano continua la sua corsa in avanti, segnando nei primi dieci mesi del 2025 un incremento di visitatori di circa il tre per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che non solo conferma un andamento già positivo, ma lascia intuire un finale d’anno ancora più brillante. Il pubblico, ormai affezionato ma anche sempre più curioso, risponde con entusiasmo alle iniziative speciali che il Parco sta mettendo in campo.

La riapertura straordinaria delle Terme Suburbane ne è la prova più evidente: in poche ore dall’avvio delle prenotazioni, le tre date di novembre hanno registrato il tutto esaurito. Il complesso termale romano, tra i meglio conservati al mondo, torna così ad accogliere i visitatori in un percorso che unisce meraviglia, archeologia e suggestioni antiche.

Parallelamente continua “Una Notte al Museo”, l’appuntamento che ogni martedì e giovedì fino al 25 novembre permette di accedere in fascia serale al Padiglione della Barca e all’Antiquarium con un biglietto ridotto. Nel primo spazio si racconta il rapporto tra Ercolano e il mare, custodendo reperti simbolici come la celebre lancia militare rinvenuta sull’antica spiaggia. Nel secondo, i legni perfettamente conservati e gli ori della città offrono uno squarcio prezioso sul gusto e sul lusso della vita romana.

Le aperture serali si trasformano inoltre in un’occasione d’incontro: archeologi, restauratori e architetti dialogano con il pubblico, spiegano il dietro le quinte del loro lavoro e mostrano come si costruisce, giorno dopo giorno, la tutela di un patrimonio unico. Un’esperienza che trasforma la visita in un momento vivo, capace di connettere passato e presente, scavo e narrazione, ricerca e divulgazione.

Comunità energetiche: energia condivisa per illuminare il futuro

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La rivoluzione energetica passa anche attraverso le Comunità Energetiche, realtà in cui cittadini, imprese e enti locali collaborano per produrre, condividere e gestire energia rinnovabile su scala territoriale. Un modello che riduce la dipendenza dai combustibili fossili, promuove l’autonomia e rafforza il senso di comunità.

Cosa sono le Cer e come funzionano

Le Comunità Energetiche nascono con l’obiettivo di autoprodurre energia pulita e di condividerla tra più soggetti che fanno parte dello stesso territorio. Possono aderirvi privati, amministrazioni pubbliche, piccole e medie imprese, ma anche enti religiosi o del terzo settore. Tutti possono partecipare, indipendentemente dal fatto di possedere o meno un impianto di produzione. Chi dispone di un impianto fotovoltaico o eolico può immettere l’energia prodotta nella rete condivisa, mentre chi non ne ha può comunque usufruire dell’energia generata dalla comunità.

Il principio alla base delle CER è quello dell’autoconsumo collettivo: l’energia prodotta localmente e non utilizzata immediatamente da un membro può essere “virtualmente” condivisa con gli altri. In questo modo si riducono gli sprechi e si ottimizza la produzione. Perché una CER possa funzionare correttamente, è necessario che tutti gli impianti e i membri siano collegati alla stessa cabina primaria di distribuzione, garantendo così la prossimità territoriale.

Ogni comunità deve inoltre avere una forma giuridica riconosciuta — come un’associazione, una cooperativa o un consorzio — e uno statuto che ne disciplini la gestione, i ruoli, i diritti e le modalità di ripartizione dei benefici economici derivanti dalla condivisione dell’energia.

I vantaggi per l’ambiente, l’economia e la società

Le Comunità Energetiche portano benefici su diversi piani. Dal punto di vista ambientale, contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO₂, promuovendo la produzione di energia a “chilometro zero” e limitando la dipendenza dai combustibili fossili. L’energia generata da fonti rinnovabili e condivisa tra più utenti riduce l’impatto ambientale complessivo e migliora la qualità dell’aria, soprattutto nelle aree urbane.

Sul fronte economico, le CER permettono ai partecipanti di ridurre le spese energetiche, grazie alla possibilità di consumare direttamente l’energia prodotta localmente. Inoltre, per l’energia condivisa tra i membri sono previsti incentivi economici dedicati, che rendono l’investimento ancora più vantaggioso. Si tratta di un modello che valorizza l’autonomia energetica e la cooperazione, in cui ogni partecipante trae un beneficio concreto.

Anche l’aspetto sociale è di grande rilievo. Le Comunità Energetiche favoriscono un nuovo modo di vivere l’energia, più consapevole e partecipativo. I cittadini non sono più semplici consumatori, ma diventano protagonisti attivi della transizione energetica, capaci di contribuire direttamente alla sostenibilità del proprio territorio. Le CER, inoltre, possono creare nuove opportunità occupazionali nel settore delle rinnovabili e favorire la nascita di progetti di innovazione e solidarietà locale.

Chi desidera aderire a una Comunità Energetica o creare un impianto per la condivisione dell’energia può trovare maggiori informazioni su questo e-commerce: soluzioni e componenti per sistemi fotovoltaici e di accumulo progettati per ottimizzare l’efficienza e la sostenibilità dei progetti.

Incentivi e sostegni economici

Per favorire la diffusione delle CER, sono stati introdotti diversi strumenti di sostegno. Gli auto consumatori e i membri delle comunità ricevono tariffe incentivanti per l’energia condivisa, alle quali si aggiunge la possibilità di ottenere contributi a fondo perduto – fino al 40% dell’investimento – per la realizzazione degli impianti nei comuni con meno di 50.000 abitanti. Inoltre, l’energia prodotta e immessa in rete può essere valorizzata attraverso le modalità di ritiro dedicate, gestite dal GSE. Questi incentivi rendono oggi le CER un investimento sempre più accessibile, non solo per enti pubblici o grandi aziende, ma anche per piccoli gruppi di cittadini e imprese locali.

Come si crea una Comunità Energetica

La costituzione di una CER richiede un percorso chiaro e partecipativo. Tutto parte dall’individuazione del territorio e dei soggetti interessati, come famiglie, imprese o amministrazioni locali, seguita dalla progettazione degli impianti e dalla definizione della forma giuridica della comunità, che può essere un’associazione, una cooperativa o un ente del terzo settore. Una volta definito lo statuto e avviato il progetto, diventa essenziale scegliere fornitori qualificati per gli impianti e i componenti tecnici.

Un’opportunità per il futuro

Le Comunità Energetiche rappresentano una delle soluzioni più promettenti per una transizione energetica giusta e partecipata. Democratizzano l’accesso all’energia, promuovono la sostenibilità ambientale e favoriscono la coesione sociale. Ogni nuova CER è un passo avanti verso un sistema energetico più resiliente, equo e vicino ai cittadini.

Con la progressiva riduzione dei costi delle tecnologie rinnovabili e dei sistemi di accumulo, la creazione di una Comunità Energetica non è più un progetto riservato a pochi: è una realtà concreta e accessibile, destinata a diventare sempre più parte integrante del tessuto economico e sociale del nostro Paese.

Monte Terminio, tre alpinisti bloccati in parete salvati all’alba dal Soccorso Alpino

La notte sul Monte Terminio si è trasformata in un’operazione di soccorso lunga, complessa e segnata da condizioni proibitive. Tre alpinisti, rimasti bloccati sulle pareti del versante nei pressi del vallone Matrunolo dopo tre calate su corda, sono stati recuperati all’alba dal Soccorso Alpino e Speleologico della Campania. Il gruppo, in difficoltà e impossibilitato a proseguire, ha lanciato l’allarme grazie all’app GeoResq, che ha permesso la geolocalizzazione precisa e l’attivazione immediata del Cnsas.

Due squadre di tecnici si sono mosse verso Campolaspierto, dove è stato allestito il campo base. Nel frattempo è stato richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, che ha inviato un HH139 decollato da Pratica di Mare. Il velivolo ha imbarcato un tecnico del Cnsas per un primo sorvolo, ma il forte vento ha reso impossibile un recupero diretto in parete.

La soluzione è stata portare in quota due squadre miste del Cnsas e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, una in elicottero e una via terra. Anche questo secondo tentativo è stato sospeso a causa dell’ulteriore peggioramento del meteo, rendendo inevitabile attendere l’arrivo delle prime luci del giorno.

All’alba, una delle squadre è riuscita a raggiungere la vetta e a intercettare i tre alpinisti, che fortunatamente non presentavano problematiche sanitarie. Dopo averli messi in sicurezza, le operazioni di recupero si sono concluse con il rientro al campo base. L’intervento ha visto la presenza anche dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri della stazione di Serino, coordinati in un’azione che ha impedito che una notte di paura si trasformasse in tragedia.

Piedimonte Matese, denuncia choc: uomo indagato per maltrattamenti e stalking in famiglia

A Piedimonte Matese la quiete domestica si è trasformata in un percorso di paura e resistenza che solo ieri, 16 novembre, ha trovato voce nella denuncia presentata da una donna del posto ai Carabinieri della Stazione locale. Il racconto, carico di tensione e segnato da emozioni trattenute per troppo tempo, ha portato al deferimento in stato di libertà di un uomo del luogo, accusato di maltrattamenti contro familiari o conviventi e atti persecutori, nell’ambito delle procedure previste dal Codice Rosso.

La donna, già impegnata in un difficile percorso di separazione, ha descritto un ambiente familiare diventato ostile, segnato da controlli ossessivi, intimidazioni e un clima costante di sopraffazione. Alcuni episodi, riferiti ai militari, si sarebbero consumati anche davanti ai due figli minori, aggravando un quadro già delicato. Nonostante la gravità delle tensioni vissute, fino a quel momento non aveva chiesto il supporto di centri antiviolenza, scegliendo invece di rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine dopo l’ennesima situazione ritenuta ormai intollerabile.

L’uomo, già noto alle autorità, è ora sotto esame sia dell’autorità giudiziaria ordinaria sia della Procura per i Minorenni, immediatamente informate dai Carabinieri. In attesa delle decisioni che saranno adottate, è stata predisposta una vigilanza radiocollegata nei pressi dell’abitazione della donna, così da garantirle una protezione costante e visibile.

Maradona, l’ex moglie e le figlie in aula: “Diffamate da accuse infondate dell’ex manager”

A Roma, nell’aula del processo che vede imputato l’ex manager Stefano Ceci per diffamazione aggravata, si è consumato un nuovo capitolo della lunga e dolorosa vicenda che continua a orbitare attorno al nome di Diego Armando Maradona. L’ex moglie del campione, Claudia Villafañe, e le figlie Dalma e Giannina hanno raccontato al giudice il peso delle parole pronunciate da Ceci nell’intervista del 30 ottobre 2021, rilasciata nel pieno delle controversie sui diritti d’immagine del Pibe de Oro.

Secondo le tre donne, quelle frasi non sono solo inesatte, ma dannose, “terribili”, capaci di riaprire ferite che non hanno mai smesso di sanguinare. Villafañe, assistita dall’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, ha spiegato come ogni affermazione che la riguardi venga immediatamente rilanciata in tutto il mondo, amplificando la sofferenza e gettando ombre sul ruolo della famiglia nella vita del campione. Ha respinto con decisione l’idea di aver sottratto cimeli appartenuti a Maradona, ricordando che, dopo la separazione, quegli oggetti rimasero nella sua abitazione e che un giudice argentino li riconobbe come propri.

L’intervista al centro del processo contiene parole pesanti: Ceci definì “parassiti” coloro che avrebbero sfruttato Maradona da vivo e che, secondo lui, avrebbero continuato a farlo dopo la morte. A ciò si aggiungeva il racconto di un Diego costretto a cambiare più volte casa “per poi andare a morire nella giungla”. Dichiarazioni che, a giudizio della famiglia, non trovano riscontro e che dipingono una realtà distorta degli ultimi anni del campione.

Dalma e Giannina, intervenute anche loro in aula, hanno spiegato come, subito dopo la morte del padre, scoprirono l’esistenza di un contratto tra Maradona e Ceci sui diritti d’immagine. L’ex manager sostenne di aver accantonato somme destinate agli eredi, somme che però – hanno dichiarato – non sono mai arrivate. Una mancanza che alimenta ancora oggi sospetti, tensioni e una guerra legale in continua evoluzione.

Abodi difende la Nazionale: “Speranza Mondiali viva, ma il calcio ha sacrificato il talento”

ROMA – La notte in cui l’Italia ha incassato un altro pesante schiaffo, stavolta dalla Norvegia, si è portata dietro il contrasto tra l’euforia per il trionfo di Jannik Sinner e l’ennesima caduta della Nazionale. Andrea Abodi, ministro per lo Sport e per i Giovani, ha provato a tenere insieme i due mondi, parlando di “sentimenti differenti”, ma senza risparmiare una lettura amara delle fragilità del calcio italiano.

A ‘Radio Anch’io Sport’, Abodi ha definito “più che dignitoso” il primo tempo degli azzurri a Milano, ricordando che la qualificazione ai Mondiali resta possibile e va alimentata con fiducia e lucidità. Ma la delusione, amplificata da un 4-1 incassato in casa e dalle aspettative di un Paese che canta ancora “Un amore così grande”, ha lasciato un segno profondo. “Quando si perde così – ha detto – è chiaro che ci si senta traditi”.

Il ministro ha confermato la volontà di organizzare uno stage a febbraio, convinto che un accordo si troverà: “È interesse comune portare l’Italia ai Mondiali, ma spesso siamo noi i primi a metterci i bastoni tra le ruote”. Da qui lo sguardo più ampio, quello verso un sistema che negli ultimi vent’anni, secondo Abodi, ha fatto scelte sbagliate.

“Nel calcio – ha affermato – è stato sacrificato il talento. Le altre discipline dimostrano che l’Italia produce ancora eccellenze, mentre il nostro sport più popolare fatica a valorizzare i giovani. In Serie A viene dato troppo poco spazio agli italiani, mentre altrove emergono ventenni come Nusa e Bobb, che con il pallone hanno un rapporto che noi fatichiamo a ricostruire”. Un problema strutturale, che per il ministro chiama un ripensamento del modello tecnico, oltre alla capacità di proteggere il presente senza rinunciare a progettare il futuro.

Camorra, latitante del clan Cesarano arrestato in provincia di Pisa

Pisa – È stato rintracciato e arrestato nel Pisano dai carabinieri Francesco Corbelli, 37 anni, originario di Castellammare di Stabia e residente da tempo a Santa Maria a Monte, in. provincia di Pisa.

L’uomo, ritenuto appartenente al clan camorristico Cesarano, è stato trasferito nel carcere di Pisa dove dovrà scontare una pena residua di 3 anni, 8 mesi e 6 giorni di reclusione.

Corbelli era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Napoli. La condanna riguarda gravi reati di criminalità organizzata: associazione di tipo mafioso con uso di armi, commessa tra il 2020 e il 2023 nei territori di Castellammare di Stabia e Pompei, e concorso in estorsione avvenuto nel luglio 2021 sempre a Castellammare di Stabia.

Secondo gli inquirenti, il 37enne faceva parte del gruppo del clan Cesarano che, in quegli anni, avrebbe imposto una serie di estorsioni a commercianti e imprenditori dell’area stabiese, sottoposti a richieste di denaro e pressioni finalizzate al controllo del territorio e delle attività economiche. Il clan, da tempo nel mirino della magistratura antimafia, è considerato uno dei gruppi storicamente radicati nell’area vesuviana.

Corbelli, che risultava residente a Santa Maria a Monte, è stato localizzato e bloccato dai carabinieri dopo specifiche attività di monitoraggio e controllo sul territorio.

L’uomo è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria e dovrà scontare in carcere la pena residua stabilita dal provvedimento esecutivo emesso a Napoli.

Conte rientra a Napoli e riapre il dialogo con la squadra a Castel Volturno

NAPOLI – Antonio Conte è tornato a Castel Volturno. Dopo la settimana trascorsa nella sua casa di Torino, concessa dal club come pausa di decompressione, il tecnico ha ripreso in mano l’allenamento odierno e ha immediatamente avviato un confronto con il gruppo.

Il Napoli non vince da tre partite e la sosta per le Nazionali diventa così l’occasione per ripartire senza rinvii, attraversando a muso duro i nodi che hanno frenato la squadra nelle ultime uscite. Al suo ritorno, Conte ha incontrato i giocatori rimasti a Castel Volturno e proseguirà il dialogo nei prossimi giorni, quando rientreranno anche i nazionali.

L’obiettivo è rimettere ordine, ricostruire certezze e dare una scossa prima della ripresa del campionato. Fonti interne non escludono che, una volta riunito l’intero gruppo, possa intervenire anche Aurelio De Laurentiis. Il presidente, nei giorni scorsi, ha confermato piena fiducia nel tecnico, blindandone la permanenza e ribadendo l’esigenza di un percorso condiviso per uscire dalla fase complicata.

Napoli, ruba bici elettrica in piazza Garibaldi: inseguito e arrestato

Napoli – Furto lampo e inseguimento nella serata di ieri a Napoli, con epilogo in via Poerio dove la Polizia di Stato ha bloccato un 26enne marocchino già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato arrestato per furto aggravato e resistenza a Pubblico Ufficiale dopo aver rubato una bicicletta elettrica in piazza Garibaldi.

L’operazione è scattata quando gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, impegnati nel servizio di controllo del territorio, hanno notato un ciclista sfrecciare contromano in via Poerio a velocità sostenuta. Il comportamento sospetto non è sfuggito ai poliziotti: alla vista della volante, il conducente ha accelerato bruscamente nel tentativo di seminare gli agenti.

Ne è nato un breve ma concitato inseguimento per le strade del quartiere. I poliziotti sono riusciti a raggiungerlo e, dopo una colluttazione, a immobilizzarlo. L’uomo ha opposto resistenza fisica prima di essere definitivamente bloccato.

Gli accertamenti immediati hanno permesso di ricostruire la dinamica del furto. Il 26enne aveva rubato la bicicletta elettrica pochi minuti prima in piazza Garibaldi, dopo aver forzato e danneggiato la catena di sicurezza che la proteggeva. Un’azione rapida che però non gli ha garantito l’impunità.

La bicicletta è stata immediatamente restituita al legittimo proprietario, mentre per il ladro sono scattate le manette. L’arresto rappresenta l’ennesimo intervento delle forze dell’ordine nella zona della stazione centrale, area particolarmente monitorata per contrastare i furti di biciclette e mezzi elettrici, sempre più diffusi nel capoluogo campano.

Blitz antidroga a Scampia: arrestato 31enne di Villaricca

Napoli  – Un’operazione lampo della Polizia di Stato ha smantellato un tentativo di spaccio nel cuore di Scampia, uno dei rioni più segnati dalla lotta alla criminalità organizzata. Nel primo pomeriggio di ieri, agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato Scampia, impegnati in servizi di controllo mirati, hanno intercettato un’auto sospetta in via Labriola, trasformando una routine di pattugliamento in un inseguimento che ha portato all’arresto di un 31enne di Villaricca.

Tutto è iniziato quando i poliziotti, durante un giro di perlustrazione, hanno avvistato un veicolo con due occupanti che si dirigeva verso un parco condominiale. I due soggetti, visibilmente nervosi, sono entrati nel parco per poi uscirne di fretta, attirando l’attenzione degli agenti. Insospettiti dal loro comportamento elusivo – un classico segnale di attività illecite in un’area ad alta densità di spaccio – gli investigatori hanno deciso di intervenire immediatamente.

Poco distante, in via Galimberti, l’auto è stata bloccata. La perquisizione ha rivelato il bottino: una busta contenente 14 involucri di cocaina, per un peso totale di circa 110 grammi, pronti per essere immessi sul mercato nero. Il 31enne, identificato come il principale responsabile, è stato arrestato sul posto per detenzione illecita di sostanza stupefacente ai sensi dell’articolo 73 del DPR 309/1990. L’altro occupante dell’auto è stato invece identificato e rilasciato in attesa di ulteriori accertamenti.

Il sospettato è stato condotto presso il carcere di Poggioreale, in attesa del rito per direttissima previsto per oggi. Le indagini proseguono per verificare eventuali complici o canali di approvvigionamento più ampi.

Secondigliano, colpo al bar nella notte: arrestato 34enne

Napoli – Nella mattinata dell’8 novembre gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 34enne napoletano, pluripregiudicato e con precedenti specifici, ritenuto gravemente indiziato del furto aggravato avvenuto a Secondigliano nelle scorse settimane.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, al termine di un’attività investigativa condotta dal Commissariato Secondigliano.

L’episodio contestato risale alla notte del 4 ottobre, quando, all’esterno di un bar lungo corso Secondigliano, il presunto autore avrebbe aperto la portiera dell’auto di un cliente impossessandosi di una borsa contenente una somma di denaro definita “ingente” dagli investigatori. Un’azione fulminea, ripresa però da alcune telecamere di sorveglianza della zona.

Proprio le immagini hanno fornito ai poliziotti i primi elementi utili per avviare un lavoro d’indagine sul territorio che, passo dopo passo, ha permesso di risalire all’identità del presunto responsabile. Raccolti gli indizi, la Procura ha chiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere.

Le indagini non sono chiuse: la Polizia sta infatti proseguendo con accertamenti e verifiche per individuare eventuali complici che avrebbero aiutato il ladro.

 

Castel Volturno, minacce di morte al segretario PD: “Toglilo o te la facciamo pagare”

Castel Volturno – Un post sui social che denuncia un presunto abuso di minorenni per fini elettorali si trasforma in un incubo di minacce. È quanto sta vivendo Alessandro Buffardi, segretario del PD di Castelvolturno, che ha ricevuto “messaggi gravissimi” dopo aver alzato il velo su un episodio accaduto domenica durante l’inaugurazione di un centro sportivo dei padri comboniani.

Secondo quanto ricostruito, alcune studentesse della locale scuola alberghiera, impegnate nell’accoglienza all’evento pubblico, sarebbero state dirottate a distribuire volantini per Angela Cortese, assessora e candidata di Forza Italia alle Regionali in Campania.

La segnalazione era partita dal coordinatore provinciale del M5S a Caserta, Giuseppe Buompane, che aveva puntato il dito contro lo “scandaloso” uso politico di uno spazio educativo.Il sindaco Pasquale Marrandino, presente all’inaugurazione con altri membri dell’assemblea comunale, ha replicato seccamente: “Ho bloccato immediatamente il volantinaggio, durato solo pochi secondi.

I ragazzi erano sostenitori della candidata e hanno sbagliato: li ho ripresi sul momento”. Ma per il deputato PD Stefano Graziano, l’episodio è “un’ennesima strumentalizzazione indecente della destra, che trasforma un evento pubblico in campagna elettorale sfruttando giovani studenti ignari”.

Le minacce a Buffardi sarebbero arrivate proprio dopo la pubblicazione del post, con toni che il partito definisce “pesanti e intimidatori”, finalizzati a “zittirlo e costringerlo a cancellare tutto”. Graziano, esprimendo piena solidarietà al collega, non ha dubbi: “La destra non perde occasione per piegare spazi educativi a piazze elettorali. Le studentesse, probabilmente ingannate in buona fede, meritano scuse e protezione.

Ad Alessandro dico: continua senza paura, non ti lasceremo solo”.La Procura di Santa Maria Capua Vetere starebbe valutando di aprire un fascicolo sulle minacce, mentre il PD locale annuncia una denuncia formale. In un territorio già segnato da tensioni camorristiche e politiche, l’episodio riaccende i riflettori su come la campagna elettorale campana stia scivolando verso derive pericolose.