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Castellammare, “I bambini di nessuno”: Giuseppe Petrarca emoziona lo Stabia Teatro Festival

Lo Stabia Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello 2025 continua a riscuotere interesse e favore di pubblico grazie al suo ricco e articolato programma di eventi.

Solo pochi giorni fa la manifestazione, che come ogni anno si svolge a Castellammare di Stabia per rendere omaggio al concittadino Annibale Ruccello, drammaturgo scomparso prematuramente nel 1986, ha ospitato lo scrittore Giuseppe Petrarca con la presentazione del suo nuovo libro “I bambini di nessuno”, edito da Solferino, presso il Mondadori Bookstore di via Santa Maria dell’Orto.

La professoressa Carmen Matarazzo – Presidente dell’Associazione Achille Basile – Le Ali della Lettura, storica organizzatrice dell’evento e punto di riferimento culturale da oltre vent’anni per la città – ha fatto gli onori di casa. Sono intervenute per l’occasione le giornaliste Annamaria Cafaro ed Emanuela Francini, che insieme a lei hanno dialogato con l’autore.

Giuseppe Petrarca è noto come scrittore di noir sociali – quei romanzi che, partendo dal mistero insito nel genere, osservano e mettono a fuoco la realtà, evidenziando i mali della società nascosti sotto una coltre di ipocrisia, superficialità o, peggio, di connivenza.

L’intento della sua produzione letteraria lo ha espresso chiaramente lo stesso autore quando, interpellato a riguardo della trama de ”I bambini di nessuno”, ha dichiarato: «Il male non viene dall’esterno dell’uomo:il male nasce dentro di noi. Dobbiamo fare i conti con il male. Non esiste una linea di distinzione netta tra carnefici e vittime, tra buoni e cattivi. Ci sono milioni di sfumature, e ogni volta bisogna addentrarsi nelle situazioni per ragionare e per dare un giudizio. Perciò ho scelto di raccontare il male della società attraverso il noir, il giallo, che resta intrigante e leggibile, ma che porta sempre un filo di speranza.»

“I bambini di nessuno”, racconta la triste e disumana condizione dei piccoli che in Venezuela popolano le bidonville, equivalenti alle baraccopoli nostrane. Si tratta di quartieri sottomessi alla criminalità, funestati dalla carenza di servizi e da  condizioni igienico sanitarie precarie che espongono a gravi malattie.

Questo libro apre uno squarcio sulla dimensione drammaticamente attuale di quel territorio sospeso tra conflitti politici, crisi economica e minaccia militare esterna. Ma soprattutto, il titolo sensibilizza il lettore sulla condizione di migliaia di  bambini che ovunque, nel mondo, sono costretti a stenti e privazioni, sono oggetto di violenza ed abusi. Non a caso l’autore ha posto l’accento sul termine “nessuno”: parola che diventa entità, simbolo di abbandono, di mancanza di identità e di appartenenza.

“Nessuno” non è solo un pronome: è un destino. Quei bambini sono figli dell’assenza. Le loro immagini rimbalzano fino a noi dagli scenari di guerra, ma anche dai territori vicini. Sono abitanti inconsapevoli di un vuoto che si fa tragicamente protagonista. Ovunque. Sottolineando proprio questo aspetto, l’autore ha espresso con chiarezza: «Questo nuovo libro, già scritto da tempo, non appartiene solo a un luogo del mondo. In realtà è una ferita collettiva. Ci riguarda tutti. In ogni parte del mondo ci sono “I bambini di nessuno”».

Giuseppe Petrarca, con la verve appassionata che lo contraddistingue, si è generosamente offerto al pubblico entrando nei dettagli della genesi del libro. Per affrontare il delicato tema dell’infanzia oltraggiata, ha riportato a sé il commissario Cosimo Lombardo, protagonista della saga noir scritta tra il 2017 e il 2020, che oltre al consenso dei lettori gli ha valso prestigiosi premi letterari.

Dopo una pausa dedicata a romanzi che guardavano, rispettivamente, alla città di Napoli nel difficile tempo del terremoto – “La città puntellata”, edito da Cento Autori (2022) – e a un protagonista distopico, voce di una società senza valori e senza speranza – “La lunga notte di Christian Berger”, edito da Cento Autori (2023)– Petrarca ha sentito forte il richiamo verso il suo personaggio. Lombardo, simbolo di resilienza e impegno civile, era l’unico a cui affidare la sfida di salvare i bambini.

L’autore non si è limitato a descrivere la trama, ma ha illustrato una chiave di lettura più profonda, legata ai personaggi e al riscatto collettivo di questi. « È una storia di personaggi che cercano il riscatto, che vogliono trovare una forma di resurrezione. Dopo la morte della società che avevo descritto con Christian Berger, qui intravedo un piccolo seme di luce, di speranza, di rinascita. Spero che tocchi tutti noi, presenti e non, come invito a riscattarci dalle nostre fatiche, dalle debolezze quotidiane, dai fallimenti di ogni giorno. Un riscatto fortissimo che, all’interno di questo libro, diventa straordinario grazie alla figura di padre José, una figura, secondo me,  emblematica per l’intera narrazione.»

Tutti questi personaggi hanno viaggiato con il cuore e la fantasia di Giuseppe Petrarca, fino ad arrivare nella zona “un po’ densa, un po’ umida del Venezuela”, ha affermato l’autore. Con la sua sensibilità, Petrarca riesce ad entrare nelle vite degli altri, quasi ad appropriarsi delle loro identità.

È ciò che emerge dalle immagini e dalle scene descritte con capillare destrezza e dalla perfetta caratterizzazione dei personaggi. Un unicum che, in questo ultimo lavoro letterario, concede al lettore un viaggio narrativo immersivo, capace di sfociare in immedesimazione ed emozione. Leggendo “I bambini di nessuno” si scuotono e si illuminano le coscienze. Ma“I bambini di nessuno”  è anche un romanzo che si vive leggendo.

Inchiesta Juve Stabia, niente processo sportivo: la Procura non invia le carte

Castellammare – Un sospiro di sollievo per la Juve Stabia. Il tanto temuto processo sportivo, nato dall’inchiesta sulle infiltrazioni della camorra che ha scosso il club poco più di un mese fa, non si farà.

La decisione arriva in seguito alla mancata trasmissione delle carte dell’indagine dalla Procura della Repubblica alla Procura Federale della FIGC. Senza gli atti, il procuratore federale non può procedere, archiviando di fatto il filone sportivo della vicenda.

La vicenda era esplosa circa un mese fa con un vero e proprio terremoto giudiziario: prima il provvedimento di amministrazione giudiziaria del club e poi arresti e misure cautelari nel clan D’Alessandro avevano svelato un presunto tentativo di infiltrazione da parte della nota famiglia di camorra stabiese nella gestione del club.

L’inchiesta della giustizia ordinaria prosegue il suo corso per definire le responsabilità e il livello di coinvolgimento delle persone indagate, ma i tifosi e la società temevano pesanti ripercussioni anche sul piano sportivo, come punti di penalizzazione o altre sanzioni.

Secondo le ricostruzioni, riportate anche da Tuttosport, la mancata trasmissione degli atti sarebbe legata a una valutazione precisa da parte degli inquirenti. Il rischio per la vecchia amministrazione del club, dal punto di vista sportivo, sarebbe stato circoscritto alla sola “omessa vigilanza” o “omesso controllo”.

Un’ipotesi di reato considerata non abbastanza grave da giustificare l’apertura di un procedimento sportivo parallelo, che avrebbe potuto compromettere la stagione in corso.

Nel frattempo, la Juve Stabia continua a navigare a vista sotto amministrazione controllata, ma con risultati sportivi che, sorprendentemente, non sembrano aver risentito dello scossone societario.

Come sottolineato dal tecnico Ignazio Abate e dal DS Lovisa, la squadra ha reagito con compattezza sul campo, isolandosi dalle turbolenze esterne. Ora, con il pericolo sportivo scampato, il club può concentrarsi con maggiore serenità sul campionato, in attesa che la giustizia ordinaria faccia il suo corso e definisca il futuro assetto societario.

Napoli, vertice in Prefettura sul problema dell’usura

Napoli – Presso il Palazzo di Governo si è tenuta ieri, su convocazione del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, una cruciale riunione dell’Osservatorio provinciale sull’usura. Un incontro strategico non solo per il monitoraggio del preoccupante fenomeno criminale, ma soprattutto per gettare le basi di un piano operativo di prevenzione e contrasto più incisivo sul territorio.

La sessione ha visto la partecipazione di una rete estesa e qualificata di attori: rappresentanti di Comune e Città Metropolitana, vertici di Banca d’Italia e ABI, della Camera di Commercio, dell’Ufficio Scolastico Regionale e delegati delle Università napoletane (Federico II, Suor Orsola Benincasa, Parthenope). Fondamentale la presenza delle Forze dell’Ordine e di un vasto schieramento di enti del terzo settore, tra cui le associazioni FAI Antiracket, SOS Impresa, le Fondazioni Exodus 94, Finetica Ets, Moscati, Paulus e il Centro Ascolto Pino Puglisi, oltre ai delegati ecclesiastici.

In apertura, sono stati evidenziati i dati sull’usura e il significativo numero di 68 procedimenti amministrativi definiti. Risultati che, come sottolineato, sono frutto della “proficua collaborazione” tra l’ufficio della Prefettura e la struttura del Commissario Straordinario del Governo per le iniziative antiracket e antiusura, Prefetto Maria Grazia Nicolò, e tutti i soggetti membri dell’Osservatorio.

La “Road Map” anti-usura

Il focus del dibattito si è spostato rapidamente dalla constatazione all’azione. L’obiettivo primario è individuare interventi concreti, a breve e medio termine, per supportare attivamente imprenditori e famiglie nell’accesso ai benefici previsti dalla normativa.

È stata condivisa all’unanimità la necessità di potenziare l’attività informativa sul territorio, trasformando ogni snodo istituzionale in un presidio di legalità: dalle aule scolastiche a quelle universitarie, dagli sportelli della Camera di Commercio a quelli di Banca d’Italia, fino alle diocesi.

In termini operativi, l’Osservatorio ha definito una vera e propria “road map” di interventi che saranno sviluppati in specifici tavoli tecnici nei prossimi mesi:

Monitoraggio dei Fondi: Condivisione dei dati sulle istanze presentate per l’accesso ai fondi antiracket e antiusura istituiti presso il MEF, in collaborazione tra Prefettura, Banca d’Italia e ABI, per un monitoraggio dinamico del fenomeno.

Tavoli Tecnici Ristretti: Istituzione di gruppi di lavoro mirati con l’Ufficio Scolastico Regionale, le Forze dell’Ordine ed esperti accademici per affrontare la problematica con competenze trasversali.

Campagne Informative Massive: Avvio di specifiche campagne di sensibilizzazione e informazione, con il supporto logistico della Camera di Commercio, per raggiungere il tessuto economico e sociale più vulnerabile.

L’Osservatorio ha infine stabilito di riunirsi periodicamente per una puntuale verifica e implementazione delle iniziative promosse, mantenendo alta la guardia contro la criminalità finanziaria.

L’ingegnere del clan: così il figlio del boss Russo, laureato in cella, comandava nel Nolano

Napoli – Di fronte ai magistrati e nelle carte dell’inchiesta appare con due soprannomi: Michelino o Michele il piccolino. Ma dietro quel diminutivo si nasconde una figura centrale del clan Russo, l’erede diretto di uno dei due storici fondatori della cosca, Salvatore Andrea Russo, condannato all’ergastolo insieme con Pasquale Russo.

Figlio d’arte, classe 1981, Michele Russo ha saputo ritagliarsi un ruolo nuovo: non più solo il discendente della famiglia, ma l’“ingegnere” che, grazie agli studi universitari completati in carcere e al suo carisma nei piccoli centri del Nolano, era diventato un riferimento temutissimo da imprenditori e tecnici.

Lo studio e il potere “pulito” dei cantieri

Ufficialmente Russo lavorava come ingegnere presso uno studio tecnico a Nola, in via Pontano. Proprio lì, con un decreto della Procura, gli investigatori piazzano telecamere e microfoni: vogliono capire chi entra, chi incontra, come si muove.

Le immagini non lasciano dubbi: l’ufficio diventa un crocevia dei rapporti interni al clan.
Il 19 gennaio 2023, ad esempio, la Smart Fortwo di Russo Paolino Felice lascia Nappi, arriva davanti allo studio, attende Michele e si allontana con lui a bordo.

Il 3 marzo, è la volta di Pasqualino Biancardi, che si intrattiene a parlare in strada con Russo e con Raffaele Vaiano.

Il 24 maggio, le telecamere registrano un incontro teso: protagonista ancora Michele, insieme a Paolino Russo e Giovanni Romano. L’ambientale cattura un violento scontro: accuse, rimproveri, e lamentele che rimbalzano per giorni anche nelle conversazioni registrate a casa di Nappi.

È in quegli scambi che gli investigatori comprendono la realtà: Michelino non è un semplice tecnico. È – di fatto – il capo reggente in assenza degli storici leader incarcerati.

Il nuovo metodo: niente racket, si guadagna imponendosi nei cantieri

Il suo potere non deriva da pistole o racket, ma dal controllo delle operazioni immobiliari. Russo impone la propria presenza nei lavori privati: “Vanno da lui perché è il figlio di quello”, spiega Nappi in una delle intercettazioni chiave.

Gli imprenditori lo cercano non per le sue competenze, ma perché mostrarlo sul cantiere equivale a garantirsi protezione: nessuno avrebbe osato disturbare “l’ingegnere”.

Un potere silenzioso, moderno, che trasforma gli appalti in una rendita. E i compari storici del clan non gradiscono: Michelino, dicono, si prende tutto. Centralizza, controlla, decide. E soprattutto blocca le estorsioni, quando gli affari immobiliari promettono profitti maggiori.

Gli scontri interni: “Non fai più l’architetto, vuoi fare la malavita”

Le frizioni diventano esplosive. In un’intercettazione, Ambrosino Antonio sbotta:
«Michele, tu non puoi fare più il bravo. Non stai facendo più l’architetto: vuoi fare la malavita. Se sei architetto fai i disegni, non ti devi mettere in mezzo a dire: la casa di quello me la prendo io».

Una critica che si ripete. Nappi e Romano protestano quando Michele ordina di bloccare la richiesta di pizzo a una società immobiliare: lui era intervenuto nell’affare come tecnico e non voleva che una “classica” estorsione disturbasse il suo ruolo.

Il sistema, a volte, arriva a un compromesso: se lo studio Russo prende un incarico, qualcuno del clan viene poi mandato sul cantiere per la percentuale. Il carisma dell’ingegnere e le esigenze economiche degli affiliati si bilanciano così.

Il nuovo supermercato: “Gli faccio cadere i denti”

Ma non sempre il nuovo metodo funziona. Significativa la conversazione del 2 dicembre 2022: Russo Paolino Felice che sta per aprire un nuovo supermercato, Michele esplode: si era convinto che avrebbe ottenuto un incarico all’interno del cantiere, e invece l’imprenditore si era rivolto a un altro tecnico.

«Sto scemo… gli faccio cadere i denti dalla bocca. Ho sbagliato tutto», sbotta Michelino, rimproverandosi per aver addirittura bloccato l’estorsione pur di guadagnare “alla maniera pulita”.

L’ingegnere che dà il via libera alle attività criminali

L’autorità di Russo, tuttavia, resta indiscussa. È lui a dare il via libera all’inserimento di affiliati napoletani, vicini ai Licciardi, per il recupero di crediti. È lui a decidere la spartizione dei proventi delle scommesse illegali online, come emerge da una conversazione del 4 aprile 2023: i guadagni vanno divisi anche con i detenuti e con il padre ergastolano.

È sempre lui, nel gennaio 2024, ripreso davanti al bar Gioya mentre discute con i fratelli Zoppino: parla di un litigio con “Giovanni” per conto dei “compagni di Napoli” riguardo a un’estorsione.

Da studente modello in carcere a leader contestato

Dalle intercettazioni, gli investigatori ricostruiscono un profilo complesso: Michelino, il figlio del boss che in cella studia, si laurea e conquista una patina di rispettabilità. Ma una volta fuori, quella laurea non basta a tenerlo lontano dagli affari del clan: anzi, diventa un’arma nuova, un modo diverso di comandare.

Un capo giovane, carismatico, temuto. E anche discusso: gli affiliati più anziani non condividono i suoi metodi, troppo “moderni”, troppo autonomi.Ma il rispetto verso la sua famiglia e il timore che incute gli garantiscono una posizione di potere.

Per gli inquirenti i gravi indizi sono chiari: Russo Michele, classe ’81, meglio noto come Michelino non è un semplice professionista che si muove ai margini del clan. È un dirigente, un decisore, un punto di riferimento.

Il figlio del fondatore passato per l’università dietro le sbarre, diventato il volto nuovo — e temuto — degli affari del clan nel Nolano.

Auto sfonda la ringhiera e vola per dieci metri: notte di paura a Salerno

Rocambolesco incidente, nella serata di lunedì, a Salerno lungo via Benedetto Croce, l’arteria che collega la città a Vietri sul Mare. Un’automobile ha improvvisamente sfondato la ringhiera di protezione ed è volata nel dirupo sottostante, fermandosi dopo un “volo” di almeno dieci metri in una zona impervia, non lontano dal campetto di via Ligea.

A bordo, secondo le prime informazioni, c’era una sola persona. L’uomo, alla guida della vettura, è rimasto cosciente per tutta la durata delle operazioni di soccorso, nonostante il violento impatto e la difficile posizione in cui l’auto si è arrestata.

L’allarme è scattato intorno alle 21:30, quando diversi automobilisti e passanti hanno assistito alla scena e hanno immediatamente chiamato i soccorsi. In pochi minuti sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento cittadino, affiancati dal nucleo speleo-alpino-fluviale, da un’autoscala, dalle ambulanze del118 e dalla Croce Rossa, oltre alle forze dell’ordine, tra cui i carabinieri, per la gestione della viabilità e della sicurezza.

La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire le delicate manovre di recupero del ferito. I caschi rossi, ostacolati da una fitta vegetazione e da numerosi rami, hanno dovuto aprirsi un varco tagliando alberi e arbusti pur di raggiungere il punto in cui l’auto si era incastrata sulla parete rocciosa che sovrasta l’area portuale.

Fondamentale la comunicazione costante tra la squadra a terra e i vigili del fuoco saliti in quota con l’autoscala fino all’abitacolo. Una volta raggiunta la vettura, i soccorritori hanno verificato le condizioni del conducente, che risultava cosciente, e lo hanno immobilizzato su una barella per procedere al recupero in sicurezza.

«L’autovettura è stata raggiunta dai soccorritori e sembra che a bordo ci sia una sola persona cosciente», avevano comunicato nel corso delle operazioni gli stessi vigili del fuoco, mentre si mettevano in atto le manovre per il recupero del ferito, di cui al momento non sono state rese note le generalità.

Le operazioni si sono concluse poco prima di mezzanotte, dopo circa due ore di lavoro in condizioni complesse. L’uomo è stato infine tratto in salvo e affidato alle cure del personale sanitario. Per lui, nonostante il volo nel vuoto, un vero sospiro di sollievo: è rimasto vigile dal momento dell’incidente fino al trasferimento in ambulanza.

Attorno alla zona, intanto, si era radunata una folla silenziosa: residenti, curiosi e automobilisti bloccati ai due estremi della strada, da via Benedetto Croce e da via Ligea, hanno seguito con il fiato sospeso le operazioni, scrutando nel buio i movimenti dei soccorritori e sperando in un esito positivo. Molti hanno immortalato con i telefoni la ringhiera completamente distrutta, segno della violenza dell’impatto.

Sulla dinamica dell’incidente restano ancora diversi punti da chiarire. Secondo una prima ipotesi, il conducente, come si nota dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, sembra aver perso il controllo della vettura, oppure c’è stato un problema improvviso ai freni, ma saranno le indagini in corso da parte delle forze dell’ordine a stabilire con precisione cause e responsabilità di quanto accaduto lungo una delle strade panoramiche più trafficate e delicate della città.

Arzano, smarrito per strada, ennesimo cucciolo a rischio investimento salvato dalla polizia locale

Arzano – Un ” tour de force ” quello della polizia locale di Arzano in difesa degli animali.
Dopo tre salvataggi di cuccioli di cani, tutti adottati, ora é toccato ad un altro di razza pitbull di 2 mesi.

Smarrito e malnutrito girovagava per le strade di Arzano a rischio investimento.
Appena richiamata l’attenzione di una ragazza gli agenti si sono avvicinati e lo hanno tratto in salvo.

Immediata la richiesta di adozione della ragazza e del suo fidanzato.Dopo i formalismi Billy, il nome attributogli, definirà la sua adozione.

L’episodio segue altri tre, analoghi, di messa in salvo dei pelosi che sono stati adottati proprio grazie all’intervento della polizia locale che ricordiamo ha portato il canile da 230 cani a 96 con tante adozioni.

P.B.

Ischia, pestaggio choc nella movida: vittima anche sordomuto

Ischia – Un episodio di inaudita e brutale violenza ha scosso la tranquillità notturna di Ischia, trasformando la zona della “Riva Destra”, fulcro della movida isolana, in un teatro di pestaggio.

L’allarme è scattato nelle prime ore di domenica mattina, pochi minuti prima delle 3:00, quando le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato una scena agghiacciante: un vero e proprio attacco da branco contro due persone inermi.

 Calci e pugni contro due vittime a terra

Nel filmato, che in queste ore sta circolando con virale indignazione sui gruppi social e le chat dei residenti, si vedono chiaramente quattro individui accanirsi con ferocia inaudita contro due uomini. L’aggressione, stando ai primi riscontri, sarebbe scaturita per futili motivi, degenerando in una cieca e sproporzionata violenza.

Le immagini mostrano una delle vittime già a terra, raggiunta da calci, pugni e schiaffi. Un altro ragazzo che interviene nel tentativo di sedare la lite viene a sua volta brutalmente circondato e colpito, atterrato e raggiunto da ulteriori calci al volto e alla pancia mentre giaceva inerme.

Un 30enne sordomuto tra gli aggrediti

A rendere l’episodio ancora più drammatico è il profilo di una delle vittime: si tratta di un uomo di 30 anni, affetto da sordomutismo. Il trentenne, sebbene non in gravi condizioni, ha subito ferite che hanno richiesto cure mediche. La sua condizione aggiunge un ulteriore, inquietante livello di vulnerabilità alla violenza subita.

Le due vittime, dopo aver ricevuto assistenza sanitaria, si sono recate presso il commissariato di Polizia per formalizzare la denuncia. Il racconto e gli elementi forniti dal 30enne sordomuto si sono rivelati cruciali per le indagini.

Un denunciato, caccia agli altri tre

La Polizia di Stato ha immediatamente avviato le indagini, concentrandosi sull’analisi delle riprese. Il lavoro degli investigatori ha già portato a un primo, significativo risultato: uno dei quattro aggressori è stato individuato e denunciato a piede libero.

La polizia è al lavoro per identificare anche gli altri tre componenti del gruppo. Secondo alcune indiscrezioni, alcuni degli aggressori sarebbero di nazionalità ucraina. Gli inquirenti contano di chiudere il cerchio sul branco responsabile di questo atto di barbarie nel più breve tempo possibile. L’episodio ha generato un’ondata di sdegno unanime, sollevando interrogativi sulla sicurezza e il degrado in alcune aree della movida isolana.

Camorra, oltre due secoli di carcere al clan Sorianiello

Un totale di diciassette condanne per poco poù di 219 anni di carcere e un quadro complessivo alleggerito grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. Si è chiuso così, ieri mattina, davanti alla Corte d’Appello di Napoli, il secondo grado del processo contro il clan Sorianiello, storica consorteria del rione Traiano, al centro del maxi-blitz dei carabinieri che nel settembre 2024 aveva smantellato la rete di spaccio attiva nella famigerata “99”.

In primo grado, l’impianto accusatorio aveva retto con condanne che sfioravano complessivamente i tre secoli di carcere. In appello, però, i giudici hanno operato una decisa riduzione delle pene, accogliendo in larga parte le richieste delle difese e applicando non solo le attenuanti generiche ma, per diversi imputati, anche il vincolo della continuazione con precedenti sentenze.

L’inchiesta, coordinata dalla DDA, aveva documentato un collaudato sistema di smistamento di cocaina, hashish e crack, gestito con turnazioni, vedette e pusher dislocati nell’area popolare della “99”, trasformata in una piazza di spaccio a ciclo continuo.

A capo della riorganizzazione del clan, secondo gli investigatori, c’erano Alfredo Sorianiello, detto ’o biondo, e il figlio Simone: la loro “rinascita” criminale era stata fermata proprio dal blitz dell’autunno 2024, culminato con 29 misure cautelari per associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e armi.

Il boss Sorianiello aveva scelto di non impugnare la sentenza di primo grado, rendendo definitiva la sua condanna a 20 anni. Una presenza che resta il punto più pesante nella lunga lista di pene inflitte a gregari, pusher e referenti operativi della cosca.

Il blitz di Settembre 2024 nella “99”

L’obiettivo è la “99”, l’isolato trasformato negli anni in una delle piazze di spaccio più redditizie e protette del quartiere.L’operazione, frutto di mesi di intercettazioni, appostamenti e acquisizioni video, porta all’esecuzione di 29 misure cautelari emesse dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Le accuse:associazione per delinquere di tipo mafioso,estorsione,associazione finalizzata al traffico di stupefacenti,detenzione e porto di armi,gestione continuativa di una piazza di spaccio attiva 24 ore su 24. A emergere è il ruolo centrale del clan Sorianiello, rifondato – secondo gli investigatori – da Alfredo Sorianiello, ‘o biondo, affiancato dal figlio Simone, che avrebbe coordinato turnazioni, vedette, stoccaggi e riscossioni.

Il blitz segna la fine dell’ultima stagione operativa del clan, ripiombato nel mirino della DDA dopo aver tentato di riprendere il controllo del territorio con modalità definite dagli inquirenti «militarizzate».

Clan Sorianiello: le condanne

Alfredo Sorianiello, detto ’o biondo – 20 anni (rinuncia all’appello, condanna definitiva in primo grado).
Giuseppe Mazzaccaro – 20 anni (in continuazione).
Antonio Ranieri – 16 anni.
Carmine Fende­rico – 15 anni e 11 mesi (in continuazione).
Simone Cimarelli – 14 anni e 4 mesi (in continuazione).
Silvio De Rosa – 13 anni e 4 mesi (in continuazione).
Antonio Di Napoli – 11 anni e 6 mesi (in continuazione).
Nicola Caruso – 11 anni e 4 mesi.
Emanuele Bevilacqua – 11 anni.
Paolo Sansò – 11 anni e 1 mese (in continuazione).
Marco Mosella – 10 anni e 6 mesi (in continuazione).
Angelo Sansò – 10 anni (in continuazione).
Francesco De Pasquale – 10 anni.
Alfonso Sorrentino – 10 anni e 8 mesi.
Gennaro Volpe – 9 anni e 10 mesi.
Pasquale Forte – 9 anni e 8 mesi.
Antonio Marra – 7 anni e 1 mese.
Gabriele D’Ambrosi – 7 anni.

(nella foto in alto da sinistra Alfredo Sorianiello, Giuseppe Mazzaccaro, Antonio Ranieri, Carmine Fende­rico e Paolo Sansò: in basso sempre da sinistra Simone Cimarelli, Silvio De Rosa, Emanuele Bevilacqua, Antonio Marra  e Angelo Sansò)

Oroscopo di oggi 18 novembre 2025 segno per segno

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Il 18 novembre 2025 si delinea come una giornata dai forti contrasti energetici. Da un lato, segni come lo Scorpione, i Pesci e l’Ariete sono baciati da una congiunzione potente che dona carisma, iniziativa e magia, specialmente nelle relazioni e nella vita sociale. Dall’altro, segni come il Sagittario e l’Acquario devono fare i conti con l’irritabilità di Marte e una sensazione generale di opposizione stellare.

ARIETE*
Amore: Giornata di iniziativa. Prendi tu il controllo in amore: un messaggio chiaro e affettuoso può sciogliere tensioni o indecisioni che persistono da giorni. Non avere paura di esporti.
Lavoro: Il tuo spirito d’osservazione è al top. Noterai dettagli che altri trascurano. Usa questa abilità per migliorare progetti o processi.
Salute: Energia buona. Attenzione a non caricarti troppo per l’entusiasmo. Ritaglia del tempo per te.
Finanze: Situazione stabile. Non è il giorno per grandi investimenti, ma per pianificare con lucidità.
Consiglio di Paolo Tedesco: L’azione è la tua parola d’ordine, ma in amore deve essere dosata con dolcezza. Non essere un Ariete guerriero, sii un pioniere del cuore.

TORO*
Amore: Occasione imprevista di incontri stimolanti. C’è una persona speciale con cui connetterti: manda un messaggio personale e convincente, niente di banale.
Lavoro: Ti si aprono porte inaspettate verso ambienti innovativi. Accetta inviti e scambi di idee. Le novità sono tue alleate.
Salute: La curiosità ti carica mentalmente. Benessere generale buono.
Finanze: Possibili piccole entrate inaspettate o opportunità di collaborazione interessante.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non farti ingannare dalla tua proverbiale lentezza. L’opportunità è qui e ora. Afferrala con il tuo stile unico.

GEMELLI
Amore: Una notizia ti porta a riflettere sulla coppia. È il momento di mettere punti fermi e chiarezza, forse su questioni rimandate da tempo.
Lavoro: Non ascoltare i pettegolezzi. Parlare direttamente con gli interessati ti farà scoprire che era tutto fuori luogo.
Salute: La mente è affaticata dai dubbi. Una volta chiarito al lavoro, ti sentirai più leggero.
Finanze: Evita di farti influenzare da consigli non richiesti. Fidati della tua ragione.
Consiglio di Paolo Tedesco: La comunicazione è il tuo dono, ma oggi deve essere usata per chiarire, non per diffondere. Sii un faro di verità, non un megafono di rumore.

CANCRO
Amore: Attenzione alla sfera familiare: malintesi banali potrebbero creare fratture profonde con una persona cara. Sii paziente e chiarisci.
Lavoro: Protetto da Giove, hai logica e acume per prendere decisioni importanti. Fidati del tuo intuito ragionato.
Salute: Lo stress emotivo è in agguato. Cerca di non portare a casa le tensioni del lavoro.
Finanze: Decisioni sagge e oculate sono favorite. Buon momento per pianificare le spese familiari.
Consiglio di Paolo Tedesco: Giove ti dà la visione d’insieme, ma la Luna ti ricorda le radici. Non trascurare il focolare domestico per il successo professionale.

LEONE
Amore: Estro e loquacità sono tuoi alleati. Cogli l’attimo per un dialogo profondo con il partner. Per i single, nuove conquiste all’orizzonte.
Lavoro: Ottimo per networking. I nuovi contatti, specialmente in ambito creativo e culturale, sono favoriti.
Salute: Giornata di carica positiva. L’equilibrio interiore si riflette sul benessere fisico.
Finanze: Investi su te stesso e sulle tue passioni. Potrebbero esserci piccoli guadagni dalle tue capacità creative.
Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo carisma è al massimo. Usalo non per brillare di luce propria, ma per accendere scintille negli altri.

VERGINE*
Amore: Non essere troppo concentrato sulle tue esigenze. Ricorda di dedicare del tempo e dello spazio alla persona amata, senza calcolare troppo.
Lavoro: Finalmente i pezzi del puzzle si incastrano alla perfezione. È il meritato frutto del tuo impegno solido e costante.
Salute: La sensazione di ordine ti dona serenità. Approfittane per una routine salutare.
Finanze: Situazione che si stabilizza. I tuoi metodi organizzativi danno i loro frutti.
Consiglio di Paolo Tedesco: Goditi il momento di armonia che hai costruito. La perfezione non sta nel controllo, ma nel saper apprezzare il risultato.

BILANCIA
Amore: La novità è il tuo afrodisiaco. Se in coppia, proporre qualcosa di diverso ravviverà la scintilla. Per i single, l’amore potrebbe arrivare da un ambiente nuovo.
Lavoro: La tua mente è pronta ad aprirsi a nuovi campi. Tutto ciò che è innovativo amplierà i tuoi orizzonti professionali.
Salute: Benessere mentale ottimo, grazie alla stimolazione intellettuale.
Finanze: Investire in conoscenza e nuove competenze sarà molto fruttuoso.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare solo l’equilibrio, cerca l’evoluzione. Il vero equilibrio è dinamico e si nutre di novità.

SCORPIONE*
Amore: Con Sole, Luna e Venere nel segno, è una giornata magica per i sentimenti. Carisma e fascino alle stelle. Serate indimenticabili.
Lavoro: La tua energia e simpatia ti mettono in una posizione di vantaggio. Ottimo per lavori di squadra e presentazioni.
Salute: Energia fisica a fiumi. Attenzione a non esagerare con gli eccessi, soprattutto la sera.
Finanze: Giornata favorevole, ma con una tendenza alla spinta impulsiva. Goditi qualche piccolo lusso, ma con moderazione.
Consiglio di Paolo Tedesco: Sei un magnete di attenzioni oggi. Ricorda di dirigere parte di questa potente energia verso l’introspezione, non solo verso l’esterno.

SAGITTARIO
Amore: Marte accentua i conflitti. I nervi sono a fior di pelle con il partner. Cerca di non reagire d’impulso e di prenderti un momento per calmarti.
Lavoro: Affronterai una situazione difficile che richiede un piano d’azione dettagliato. L’improvvisazione è tua nemica.
Salute: Soggetto a sbalzi d’umore che influiscono sull’energia. Attività fisica moderata può aiutare a scaricare la tensione.
Finanze: Periodo di stasi. Meglio evitare rischi e concentrarsi sulla gestione ordinaria.
Consiglio di Paolo Tedesco: L’arco del Sagittario ha bisogno di una mira calma. Prima di scoccare la freccia della tua parole, assicurati che sia intinta nella pazienza, non nella frustrazione.

CAPRICORNO
Amore: Nella vita privata, sei pronto a cambiamenti radicali che ti permetteranno di esprimere la tua personalità più autentica.
Lavoro: Attenzione a banali errori di distrazione. Mantieni i piedi per terra e non correre. La precisione è tutto.
Salute: La stabilità è la tua alleata. Attenzione a piccoli incidenti domestici per disattenzione.
Finanze: Situazione sotto controllo, ma niente di eclatante. È un giorno da “lavoro certosino”.
Consiglio di Paolo Tedesco: La montagna che stai scalando ha bisogno di ogni tuo passo ben saldo. Oggi la cura del dettaglio è più importante della vetta.

ACQUARIO
Amore: Le stelle sembrano avverse. Potrebbe mancarti il tatto, rischiando di ferire o deludere. Azzera le pretese e mantieni la calma.
Lavoro: Si escludono passi falsi e incomprensioni. Non prendere decisioni avventate e non giocare d’azzardo.
Salute: Giornata mentalmente impegnativa. La superficialità è in agguato. Fai respiri profondi per centrarti.
Finanze: Alto rischio di piccole perdite o spese inutili. Tieni le finanze sotto chiave.
Consiglio di Paolo Tedesco: Le tue antenne sono disturbate oggi. Non cercare segnali dal futuro, ma radicati nel presente più semplice e concreto.

PESCI*
Amore: Giornata magica per i sentimenti. Romantica, passionale e piena di complicità. L’energia cosmica è tutta dalla tua parte.
Lavoro: Oltre all’appoggio dei pianeti, avrai quello di persone importanti che spenderanno buone parole per te.
Salute: Entusiasmo alle stelle e energia disponibile in gran quantità. Benessere generale eccellente.
Finanze: La serata potrebbe invitare a qualche spinta generosa. Goditela, ma senza eccessi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Sei immerso in un oceano di energie positive. Nuota con il flusso, ma ricordati di ancorarti ai tuoi sogni più concreti.

Commento Finale di Paolo Tedesco

Il tema dominante è la comunicazione: per molti (Gemelli, Ariete, Toro) un messaggio chiaro, diretto e personale è la chiave per sbloccare situazioni professionali e sentimentali. Per altri (Cancro, Sagittario), è invece la pietra dello scandalo, da maneggiare con cura per evitare conflitti.

La lezione universale di oggi è trovare il coraggio di agire con intenzione (Ariete, Leone) senza, però, dimenticare la pazienza e la precisione (Capricorno, Vergine). Nel grande schema cosmico, è un giorno per raccogliere i frutti di un impegno costante, per chi li ha seminati, e per imparare una lezione di umiltà e attenzione, per chi è chiamato a farlo. L’invito è ad ascoltare non solo le stelle, ma anche il quieto suggerimento del proprio cuore, che oggi, per molti, parla più forte del solito.

Casamarciano, 18,500 euro al clan Russo per un pacchetto di voti. Indagato anche il sindaco di Cicciano

Diciottomila e cinquecento euro. Tanto sarebbe costato, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il pacchetto di voti promesso dal clan Russo ad Andrea Manzi, allora candidato sindaco a Casamarciano alle amministrative di giugno 2023. Manzi, 65 anni, oggi consigliere comunale di opposizione, si presentava con la lista Casamarciano libera e giusta e ha chiuso la corsa al municipio al terzo posto, con il 28,1% dei consensi, alle spalle del sindaco poi eletto, Clemente Primiano, e di Carmela De Stefano.

L’ipotesi degli inquirenti è che Manzi avrebbe accettato la promessa di procurare voti formulata da Sebastiano De Capua, ritenuto appartenente al clan Russo e raggiunto oggi da misura cautelare in carcere. In cambio, sempre secondo l’accusa, ci sarebbe stata la disponibilità a versare 18.500 euro e a “mettere a disposizione” la futura amministrazione per soddisfare interessi ed esigenze del gruppo criminale qualora fosse stato eletto.

Questo segmento dell’indagine si inserisce nel quadro più ampio dell’operazione che, all’alba, ha portato all’esecuzione di 44 misure cautelari – 34 in carcere e 10 ai domiciliari – a carico di esponenti e fiancheggiatori dei clan Russo e Licciardi, storicamente radicati nell’area del Nolano e nell’hinterland napoletano.

Il blitz è stato condotto dai Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, con il supporto di circa 250 militari, sotto il coordinamento della Dda partenopea.

Il no del gip alle misure per Manzi

Nonostante il quadro ricostruito dagli investigatori, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Isabella Iselli, ha respinto la richiesta di applicare una misura cautelare nei confronti di Manzi.

A chiederla erano stati i pubblici ministeri Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano, titolari del fascicolo sul presunto condizionamento del voto a Casamarciano da parte del clan Russo.

La decisione del gip esclude, al momento, restrizioni alla libertà personale del consigliere di opposizione, che resta indagato e dovrà difendersi nel prosieguo del procedimento. L’ordinanza, firmata da Iselli, è la stessa con cui sono state disposte le decine di arresti eseguiti oggi e rappresenta uno dei primi snodi giudiziari di un’inchiesta destinata ad avere riflessi politici nei comuni coinvolti.

Cicciano, il sindaco sotto inchiesta

La mano lunga dei clan sulle urne, secondo la ricostruzione degli investigatori, non si sarebbe fermata a Casamarciano. Già nel 2022 e poi nel 2023 i Russo avrebbero tentato – e in parte riuscito – a condizionare le consultazioni amministrative in due comuni del Napoletano: Cicciano e la stessa Casamarciano.

Nel caso di Cicciano, al centro dell’indagine è il sindaco in carica, Giuseppe Caccavale. Il suo nome figura tra gli indagati per scambio elettorale politico-mafioso nell’ambito dello stesso procedimento coordinato dalla Dda di Napoli su Russo e Licciardi. Secondo gli atti, Caccavale avrebbe raggiunto un accordo con esponenti del clan in vista delle amministrative del 14 e 15 maggio 2023.

In base alla ricostruzione degli inquirenti, attraverso un intermediario il sindaco avrebbe accettato la promessa di un bacino di voti controllato dagli affiliati al clan Russo, impegnandosi in cambio a garantire “utilità” al gruppo criminale una volta ottenuta la fascia tricolore. A quelle elezioni Caccavale è stato effettivamente eletto con il 51,6% dei consensi, superando di misura l’avversario Giovanni Corrado, fermo al 48,5%.

Anche per Caccavale, tuttavia, la richiesta di una misura cautelare – in questo caso gli arresti domiciliari – avanzata dai pm Woodcock e Toscano è stata rigettata dal gip Isabella Iaselli. Il primo cittadino resta quindi indagato, ma in libertà, in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

Sia Manzi sia Caccavale come tutti gli altri indagati sono da ritenersi innocenti ed ai fatti fino a prova contraria, e avranno modo di replicare alle accuse nel corso del procedimento in corso.

L’ombra dei clan su Monteforte Irpino

Il raggio d’azione contestato ai clan non si limita al perimetro della provincia di Napoli. Tra i destinatari delle misure eseguite dai Carabinieri figura anche un candidato alle prossime comunali di Monteforte Irpino, centro in provincia di Avellino chiamato al voto domenica 23 e lunedì 24 novembre dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Si tratta di Giovanni Mazzola, 38 anni, candidato al Consiglio comunale nella lista È ora, schierata a sostegno di Fabio Siricio, descritto dagli inquirenti come totalmente estraneo all’indagine. Per Mazzola il gip ha disposto gli arresti domiciliari. L’accusa, in questo caso, non riguarda direttamente il voto di scambio, ma il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravato dalle finalità mafiose.

I fatti contestati risalgono a un periodo precedente alla sua candidatura, ma la presenza del suo nome nell’ordinanza, a ridosso di una consultazione già segnata dallo scioglimento del Comune per mafia, rafforza l’immagine di un territorio ancora permeabile agli interessi criminali.

Il quadro dell’inchiesta Dda

L’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli – guidata dal procuratore Nicola Gratteri, con l’aggiunto Sergio Ferrigno e il sostituto Henry John Woodcock in prima linea – punta a disarticolare un sistema che, secondo le accuse, intreccia traffici illeciti, gestione di giochi e scommesse, controllo del territorio e tentativi di interferenza nel processo democratico locale.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, guidato dal comandante Paolo Leoncini, e dal Nucleo investigativo, al comando del maggiore Andrea Coratza, hanno messo sotto la lente non solo la capacità militare dei clan Russo e Licciardi, ma anche la loro presunta strategia di infiltrazione nelle istituzioni comunali, tramite candidature “amiche” o comunque disponibili a patti di convenienza.

La linea della Dda appare chiara: ricostruire il perimetro degli accordi tra politica e camorra, contestare gli episodi di scambio elettorale politico-mafioso e, al tempo stesso, colpire i circuiti economici che finanziano i clan, come nel caso delle scommesse clandestine.

Tra politica e legalità

Le contestazioni a carico di amministratori in carica e aspiranti consiglieri rischiano ora di avere un impatto significativo sulla vita politica di Cicciano, Casamarciano e Monteforte Irpino. Nei primi due comuni napoletani, l’ombra della camorra incombe su tornate elettorali recentissime, mentre nel centro irpino l’operazione giudiziaria si innesta su un percorso già segnato dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

In tutti i casi, le persone coinvolte restano presunte innocenti fino a sentenza definitiva e, per alcuni indagati, la stessa autorità giudiziaria ha ritenuto non sussistenti – al momento – le condizioni per applicare misure restrittive. Resta però, nero su bianco negli atti, il quadro di un rapporto tra clan e segmenti della politica locale che, secondo l’accusa, continua a cercare spazio nelle urne del Mezzogiorno.

Nigeria fuori dal Mondiale, il ct accusa il Congo: “Riti voodoo contro di noi prima di ogni rigore”

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Dopo la partita che ha determinato l’eliminazione della Nigeria dal Mondiale 2026 ai danni del Congo, terminata ai calci di rigore, il tecnico della nazionale nigeriana Eric Chelle ha sollevato accuse insolite nei confronti dello staff congolese.

Secondo il Ct, infatti, un membro del team della RD Congo avrebbe compiuto strani movimenti rituali prima di ogni penalty, agitandosi e lanciando verso l’area tecnica nigeriana una sostanza di cui non è chiaro il contenuto, definita dallo stesso Chelle “forse acqua, forse altro”.

“Durante tutta la serie dei rigori, un membro dello staff della RD Congo faceva dei riti voodoo… ogni volta, ogni singola volta”, ha dichiarato il tecnico davanti alle telecamere, sottolineando come questo comportamento abbia reso la situazione ancora più surreale e carica di tensione per i giocatori in campo.

Il Tar respinge ricorso del Calcio Napoli: dovrà pagare 255mila euro al Comune per impiego vigili

Il Tar della Campania ha respinto il ricorso della Società Sportiva Calcio Napoli contro l’ingiunzione del Comune di Napoli che richiede il pagamento di oltre 255mila euro per il servizio della Polizia Locale durante le gare casalinghe del club.

La società aveva sostenuto che le partite del Napoli allo stadio Maradona dovessero essere considerate eventi di pubblico interesse, tesi però non accolta dai giudici della prima sezione presieduta da Vincenzo Salamone. Gli avvisi di accertamento esecutivo notificati dal Comune alla società azzurra riguardano le partite casalinghe disputate tra l’8 ottobre 2023, in occasione di Napoli-Fiorentina, e il 24 novembre 2024, con Napoli-Roma, tra Serie A e competizioni europee.

La sentenza conferma dunque l’obbligo per il club di coprire le spese per l’impiego dei vigili, segnando una battuta d’arresto nella disputa legale tra società e amministrazione comunale.

Micillo (M5S): “Conte ancora in Campania per Fico”

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sarà in Campania per una serie di appuntamenti a sostegno della candidatura di Roberto Fico. Una presenza importante che conferma la centralità del territorio campano nel progetto politico del Movimento 5 Stelle e la volontà di portare avanti, insieme ai cittadini, un percorso di rinnovamento, partecipazione e responsabilità istituzionale.

Nel corso della visita sono previsti incontri con attivisti, amministratori e comunità locali per discutere di temi fondamentali come la rigenerazione sociale, la tutela dei territori e le sfide economiche che la regione sta affrontando.

Domani, martedì 18 novembre alle ore 17.30, appuntamento a Caserta per un evento dedicato al tema “Legalità e sviluppo sostenibile” in cui interverrà anche il coordinatore regionale del M5S Salvatore Micillo. “Legalità e sostenibilità — dichiara Micillo — non sono slogan, ma la base di qualsiasi percorso di crescita credibile del nostro Paese. Lavoriamo ogni giorno affinché la Campania possa essere un modello di tutela dell’ambiente, trasparenza amministrativa e sviluppo economico sano. La presenza di Giuseppe Conte in questi giorni rafforza questo impegno comune.”

Sempre domani Giuseppe Conte sarà in mattinata in provincia di Napoli in visita al mercato di Casalnuovo, nel primo pomeriggio appuntamento invece a Marcianise per una visita al Centro Orafo “il Tarì”, alle 16.15 incontro con Confindustria Caserta.

Il Presidente Conte sarà presente anche giovedì 20 novembre al Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare di Napoli per la chiusura della campagna di Roberto Fico.

Il Movimento 5 Stelle continua così il proprio viaggio nei territori, ascoltando le esigenze dei cittadini e costruendo una proposta politica solida, vicina ai bisogni reali e orientata al futuro.

Choc a San Siro, tifosa 24enne norvegese denuncia violenza sessuale durante Italia-Norvegia

Momenti di paura e disagio ieri allo stadio San Siro di Milano, durante la partita Italia-Norvegia, quando una giovane norvegese di 24 anni ha denunciato di essere stata vittima di violenza sessuale.

Secondo quanto riferito, la ragazza, sentendosi poco bene, si è recata in bagno accompagnata da un’amica. All’interno dei servizi, avrebbe subito un palpeggiamento da parte di un uomo di 25 anni di origine egiziana, addetto alle pulizie dello stadio.

Accortasi dell’accaduto, la 24enne è uscita immediatamente e ha raggiunto l’amica in un bar vicino, raccontando l’episodio agli steward presenti. L’uomo ha dichiarato di essersi avvicinato alla ragazza soltanto per prestarle aiuto, ma la polizia di Stato ha avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Il 25enne è stato indagato in stato di libertà per violenza sessuale.

Napoli, weekend di controlli nella movida: oltre 600 persone identificate e veicoli sequestrati

Weekend ad alta attenzione sulla sicurezza a Napoli, con una serie di controlli mirati nelle principali aree della movida cittadina e nelle zone adiacenti allo stadio Diego Armando Maradona. Nel mirino della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine, in particolare, la fascia serale e notturna tra Mergellina, piazza Sannazzaro, largo Sermoneta e Fuorigrotta.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, affiancati da personale della Polizia Locale, hanno passato al setaccio l’area degli chalet di Mergellina e il lungomare.

Nel corso dei controlli sono state identificate 255 persone, 35 delle quali con precedenti di polizia. Verificata anche la circolazione stradale: 60 i veicoli controllati e 2 le violazioni del Codice della Strada contestate.

Parallelamente, i motociclisti Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio, con un focus specifico sul contrasto al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, ormai radicato nelle zone della movida e in prossimità dei principali snodi cittadini.

In questo contesto, i poliziotti hanno identificato 210 persone, di cui 31 con precedenti, e controllato 65 veicoli: due sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Elevate 12 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, con il ritiro di una patente di guida.

L’attenzione si è spostata poi su Fuorigrotta e sulle aree circostanti lo stadio Maradona, dove il fine settimana richiama migliaia di persone tra eventi sportivi, attività commerciali e locali. Qui gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno operato insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, in un servizio straordinario ad alta visibilità.

Il bilancio dell’operazione nell’area di Fuorigrotta parla di 220 persone identificate, 30 delle quali con precedenti di polizia, e 115 veicoli controllati. Nel corso dei controlli, un mezzo è stato sottoposto a sequestro penale e altri due a sequestro amministrativo. Anche qui sono state contestate 12 violazioni del Codice della Strada, a conferma di una strategia improntata al controllo capillare del territorio e alla prevenzione degli illeciti.

L’insieme delle attività messe in campo nel fine settimana restituisce l’immagine di una città sotto osservazione, con una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nei punti nevralgici del divertimento notturno e della mobilità urbana. L’obiettivo, sottolineato dalle operazioni coordinate, resta quello di coniugare la vivacità della movida con il rispetto delle regole e la sicurezza di residenti e frequentatori.

Campi Flegrei, il vulcano che non dorme; INGV svela i nuovi dati della caldera

Napoli – Domani, l’Auditorium “La Porta del Parco” di Bagnoli si trasformerà nel palcoscenico di un confronto scientifico di alto profilo sui Campi Flegrei, uno dei sistemi vulcanici più studiati e monitorati al mondo.

L’evento, organizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), metterà al centro i risultati del progetto LOVE-CF (Linking surface Observables to sub-Volcanic plumbing-system: a multidisciplinary approach for Eruption forecasting at Campi Flegrei caldera, Italy), un ambizioso programma di ricerca che punta a decifrare i segreti della caldera campana.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali di Fabio Florindo, presidente INGV, Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Paola Pagliara, direttore dell’Ufficio Previsione e prevenzione del rischio del Dipartimento della Protezione Civile, e Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani INGV. Un parterre di eccellenza che sottolinea l’importanza strategica del monitoraggio e della ricerca sul territorio.

La giornata sarà scandita da sessioni tematiche coordinate dagli esperti INGV, che analizzeranno lo stato attuale della caldera attraverso osservazioni vulcanologiche, petrologiche, geochimiche, sismologiche, geodetiche e gravimetriche. Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano e responsabile scientifico del progetto LOVE-CF, presenterà un quadro aggiornato della situazione del sistema vulcanico e illustrerà le finalità del progetto, che punta a migliorare la capacità di previsione degli eventi eruttivi.

A chiudere la giornata, una tavola rotonda moderata dal direttore del Dipartimento Vulcani INGV, dedicata alla conoscenza scientifica dei Campi Flegrei, al suo monitoraggio e al futuro della ricerca. Un appuntamento fondamentale per capire come la scienza si prepara a gestire uno dei vulcani più complessi d’Europa.

Steriline tra Europa e Asia: dopo il CPHI di Francoforte, il CPHI & PMEC di Delhi, in India

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I mesi di ottobre e novembre 2025 confermano la vocazione internazionale di Steriline, azienda italiana specializzata in soluzioni robotizzate e non per il riempimento e confezionamento asettico di prodotti iniettabili per il settore farmaceutico. Dopo aver concluso con successo la propria partecipazione al CPHI di Francoforte (28–30 ottobre 2025), Steriline si prepara ora a incontrare partner e operatori del settore al CPHI & PMEC di Delhi, in programma dal 25 al 27 novembre 2025.

CPHI 2025 di Francoforte: una presenza strategica nel cuore dell’industria farmaceutica europea

Dal 28 al 30 ottobre, Steriline ha accolto visitatori, clienti e partner presso lo stand Hall 9.0 – Booth 9.0F6 del Messe Frankfurt, presentando la propria gamma di linee complete per la produzione sterile. La partecipazione ha rappresentato un’opportunità significativa per consolidare relazioni nei mercati principali di riferimento e confrontarsi sulle nuove esigenze produttive legate alla crescente richiesta di flessibilità, sicurezza e continuità operativa.Al centro dell’interesse del pubblico, le soluzioni integrate con robotica avanzata applicate a processi come riempimento, tappatura e ghieratura: tecnologie progettate per ridurre i rischi di contaminazione, migliorare l’ergonomia operativa e ottimizzare l’efficienza anche in contesti di produzioni adattive o a piccoli lotti.

Prossima tappa: CPHI & PMEC Delhi 2025

Dal 25 al 27 novembre, Steriline sarà presente al CPHI & PMEC di Nuova Delhi, presso lo stand 10.D23. Per l’occasione, l’azienda presenterà un modello 3D dimostrativo che riproduce una linea robotica per il riempimento sterile: una soluzione progettata per garantire massima precisione e ripetibilità senza rischi di contaminazione.Il modello consentirà ai visitatori di esplorare direttamente gli elementi chiave dell’architettura produttiva, tra cui:

  • integrazione fluida tra robotica e sistemi di contenimento (isolatori);
  • adattabilità a diverse tipologie di contenitori;
  • riduzione delle variabili operative critiche;
  • ottimizzazione del layout per ambienti GMP.

Il mercato indiano è da anni al centro della nostra strategia di sviluppo,” ha affermato Federico Fumagalli, Chief Sales Officer di Steriline. “La partecipazione al CPHI & PMEC Delhi 2025 rappresenta un momento fondamentale per dialogare con uno dei poli più dinamici dell’industria farmaceutica mondiale e presentare soluzioni in grado di rispondere a un settore in costante evoluzione.

Una presenza internazionale in continua crescita

La doppia presenza tra Europa e Asia testimonia ancora una volta la visione globale di Steriline: essere partner tecnologico di riferimento per le aziende farmaceutiche di ogni dimensione, ponendo al centro della propria crescita i quattro principi cardine delle lavorazioni asettiche per il settore farmaceutico: qualità, sicurezza, sostenibilità e innovazione continua.Con sedi operative e tecniche già presenti in Europa, Asia e Nord America, Steriline consolida una rete di supporto locale e globale capace di accompagnare i clienti in tutte le fasi del ciclo produttivo, dall’ingegneria alla validazione, fino all’assistenza post-installazione.

Informazioni di contatto

Con una rete di oltre 400 professionisti e una presenza consolidata in oltre 50 Paesi, Steriline esporta più del 90% dei suoi macchinari, per una “flotta” che supera ampiamente le 2.000 installazioni in tutto il mondo. L’attenzione costante all’innovazione tecnologica, lo sviluppo delle competenze interne e la partecipazione attiva ai principali eventi internazionali del settore, confermano il ruolo dell’azienda come punto di riferimento globale nel primary packagingper il settore farmaceutico.

Contatti Steriline S.r.l.

Via Tentorio, 30/31 – 22100 Como, Italia
Tel. +39 031 592064
Corporate website: www.steriline.it
LinkedIn page: https://it.linkedin.com/company/steriline-srl

 

Gricignano, minorenni su auto a noleggio fuggono al posto di blocco: denunciati

Gricignano Di Aversa– Hanno preferito la fuga all’alt, ma l’inseguimento è durato lo spazio di poche centinaia di metri. È finita nel piazzale di un distributore di carburante la corsa di quattro minorenni, bloccati dai Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa. Il bottino dell’irruzione lampo: un tirapugni d’acciaio, pronto all’uso e immediatamente sequestrato.

La scena si è consumata lungo via della Libertà, dove una pattuglia impegnata in un posto di controllo ha intimato l’alt a un’auto a noleggio. A bordo, il gruppo di giovani – tutti incensurati, provenienti dai comuni di Teverola, Carinaro e Aversa – ha invece deciso di sfidare le Forze dell’Ordine, dando gas. Una fuga breve e infruttuosa, conclusasi in sicurezza dentro un benzinaio poco distante.

È durante la perquisizione personale e del veicolo che i militari hanno scovato l’arma impropria: il tirapugni, occultato all’interno dell’abitacolo. Per i quattro ragazzi, tutti minorenni, la contestazione è stata immediata: porto abusivo di strumenti atti a offendere.

Al giovane alla guida, che non ha mai conseguito la patente, sono state elevate ulteriori contestazioni per le violazioni al Codice della Strada: guida senza patente e mancato rispetto dell’alt imposto da un pubblico ufficiale.

Le indagini dei Carabinieri non si sono fermate ai soli minorenni. Gli accertamenti hanno infatti risalito all’adulto che ha materialmente consegnato il veicolo a noleggio ai ragazzi, senza verificare la loro idoneità alla guida. Per lui è scattata una sanzione amministrativa per il reato di incauto affidamento.

I quattro giovani sono stati quindi affidati ai rispettivi genitori, mentre il tirapugni è stato custodito in caserma in attesa del versamento all’Ufficio Corpi di Reato. Sugli accaduti sono state ora informate le Autorità giudiziarie, sia l’ordinaria che la Procura minorile, che valuteranno le prossime mosse.

Forze Armate e di Polizia, inizia la stagione dei concorsi

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Il fascino della divisa non conosce crisi, neanche in tempi come quelli attuali, caratterizzati da molteplici tensioni internazionali: non è un caso che negli ultimi anni, mediamente, oltre 55 mila candidati hanno puntualmente partecipato ai concorsi per le Accademie Militari, circa 40 mila per entrare nella truppa dell’Esercito, 35 mila per diventare agenti di Polizia e più di 15 mila per il ruolo di Commissario.

Numeri che sono destinati a restare tali in futuro, visto che attualmente 1 studente delle superiori su 4 è interessato a questo tipo di carriere e il 6% ha già deciso che sarà questa la strada da intraprendere da grandi, come ha rilevato l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle Professioni in Divisa, realizzata dal portale Skuola.net in collaborazione con Nissolino Corsi, centro leader in Italia per la preparazione ai concorsi militari.

Una guida per le aspiranti “divise”

Purtroppo, però, questo elevato interesse non è sempre accompagnato da altrettanta consapevolezza sulla sfida che li attende, così il portale specializzato per studenti ha deciso di interpellare due esperti dell’ente formativo per tracciare una lista di consigli da mettere in pratica fin da subito, visto che proprio in questo periodo inizia a entrare nel vivo la stagione dei concorsi.

Ecco, quindi, i 10 consigli elaborati dalla dott.ssa Rachele Tenerini, tutor specializzata nelle materie umanistiche, e il dott. Vincenzo Mormile, ex ufficiale psicologo della Marina Militare e specialista dei test psico–attitudinali.

  1. Definisci il tuo obiettivo concorsuale

Conoscere le varie possibilità – Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco – e cosa significa vestire le diverse divise, aiuta a scegliere il percorso più adatto alle proprie inclinazioni.

Di base, ognuna di esse offre percorsi per ogni grado o qualifica. Ma ci sono differenze tra i vari bandi, in termini di modalità di selezione, percorso offerto e, dato non trascurabile, di limiti di età: Avere un obiettivo chiaro è, perciò, la prima vera arma per mantenere alta la motivazione e affrontare con precisione la preparazione.

  1. Non aspettare l’ultimo momento: anticipa, sempre

Molti candidati iniziano a studiare solo dopo l’uscita del bando, ma chi parte in anticipo ha un vantaggio enorme.

Cominciare a esercitarsi per tempo permette di assimilare meglio le informazioni, testare più simulazioni e arrivare alle prove con maggiore tranquillità.

  1. Non trascurare la preparazione fisica

Le prove atletiche sono una parte fondamentale dei concorsi militari. L’allenamento del corpo, oltre che della mente, deve quindi entrare nella tabella di marcia fin dall’inizio della preparazione e non deve essere procrastinato.

L’attività fisica, inoltre, aiuta anche la mente: migliora la concentrazione, la gestione dello stress e la fiducia in se stessi. Inserire l’allenamento nella routine quotidiana, alternando studio e movimento, è quindi sempre una buona cosa.

  1. Focalizzati sulle materie chiave e lavora sui (tuoi) punti deboli

Ogni concorso ha il proprio programma. Per questo, può essere utile studiare i bandi precedenti per capire quali argomenti ricorrono più spesso e quali richiedono maggiore allenamento.

Sbagliato, invece, concentrarsi su ciò che ci riesce bene: affrontare i punti deboli con esercizi mirati è la chiave per arrivare pronti su tutto.

  1. Studia con strategia, non a memoria

Molti concorsi non pubblicano più le banche dati ufficiali. Spesso, dunque, non basta (e non serve) memorizzare le risposte, magari delle edizioni precedenti.

Meglio prendere quei quesiti e imparare a ragionarci su, comprendendo la logica delle domande e abituandosi ad affrontare quiz sempre nuovi. L’obiettivo è sviluppare elasticità mentale e velocità di ragionamento.

  1. Simula la prova, come se fossi già in aula

Allenarsi con simulazioni a tempo, invece, rimane una scelta saggia. In questo modo, si ricreano il più possibile le condizioni reali del test.

Fare pratica in situazioni di stress controllato, inoltre, aiuta a gestire l’ansia e a migliorare la concentrazione: ogni simulazione è un passo in più verso la sicurezza nel giorno della prova.

  1. Mantieni alto lo spirito, anche nei giorni no

Ci saranno giornate in cui lo studio sembrerà non bastare o le simulazioni non andranno bene. L’importante è non scoraggiarsi.

Gli errori o i passaggi a vuoto servono per migliorare e fanno parte del percorso: in questo tipo di selezioni è la costanza, più che il talento, a distinguere chi ce la fa da tutti gli altri.

  1. Non confrontarti, ispirati

I social, i forum, i gruppi online e tutte le altre modalità di contatto “analogico” con altri candidati al proprio concorso possono essere una preziosa fonte di notizie utili, ma al tempo stesso possono rivelarsi anche fuorvianti.

Bisogna diffidare delle informazioni non ufficiali e non lasciarsi condizionare dal confronto con gli altri. Ognuno ha il proprio percorso e i propri tempi. Piuttosto, meglio usare gli altri candidati come fonte di ispirazione, non di paragone.

  1. Allenati a comunicare in modo chiaro e coerente

Durante i test psico–attitudinali e i colloqui con i periti, ciò che conta non è solo “cosa” si dice a chi troviamo di fronte. Fondamentale è anche “come” lo si dice. Il segreto è riuscire a esprimersi con calma e chiarezza, senza recitare.

Per farlo, è necessario fare pratica durante la preparazione del concorso anche per affrontare questo passaggio. Essere coerente con la propria personalità e mostrare equilibrio emotivo è il modo migliore per trasmettere affidabilità.

  1. Trova (e racconta) perché scegliere te (e perché hai scelto loro)

Le Forze Armate e di Polizia cercano persone con una forte motivazione e un reale senso del dovere. Riflettere sui propri obiettivi, sui valori che ci spingono e su ciò che ci si aspetta da questa carriera è il primo passo da fare. Ancor prima di iscriversi alle selezioni.

Mostrare maturità e consapevolezza è spesso ciò che fa la differenza in sede di selezione.

La Fondazione Vassallo scrive al Viminale: dubbi e critiche sul flash mob per Cagnazzo

SALERNO – Un flash mob in difesa di Fabio Cagnazzo, imputato per concorso in omicidio con metodo mafioso nell’inchiesta sull’uccisione del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ha acceso un caso istituzionale. L’iniziativa si è svolta il 14 novembre davanti al Tribunale di Salerno, con la partecipazione – secondo quanto riferisce la Fondazione Vassallo – di persone che sono o sono state carabinieri.

Un’immagine ritenuta “singolare e inquietante” dalla Fondazione, che questa mattina ha scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e al Prefetto di Salerno Francesco Esposito, chiedendo spiegazioni e ricordando che lo stesso Ministero dell’Interno, insieme alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Giustizia, è costituito parte civile nel processo che vede Cagnazzo sotto accusa.

Il testo della lettera pone interrogativi di ordine istituzionale e simbolico: uomini dello Stato che manifestano per un alto ufficiale imputato in un procedimento per omicidio premeditato, proprio davanti al luogo dove si celebra il processo. La Fondazione richiama anche la tradizione dell’Areopago, il tribunale “sacro” degli antichi greci per gli omicidi volontari, per sottolineare il peso morale del contesto.

Sul caso Vassallo, a quindici anni dall’assassinio del sindaco pescatore, l’ente guidato dalla famiglia continua a denunciare comportamenti ritenuti inopportuni o ostativi, ricordando le querele subite nel corso degli anni. “È spiacevole vedere uomini dello Stato continuare a seminare spine”, scrive la Fondazione, chiedendo chiarezza sull’eventuale autorizzazione del flash mob e ribadendo che “lo Stato è scalzo”, quindi vulnerabile, quando non sa proteggere i suoi simboli.