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Oroscopo del 27 gennaio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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Le stelle oggi disegnano una giornata di transizione e riflessione, con un forte accento sulla necessità di bilanciare emozione e razionalità. La Luna in fase crescente incoraggia nuovi inizi, specialmente in amore e lavoro, ma l’influsso di Saturno suggerisce cautela nelle decisioni finanziarie.

ARIETE

Amore: Giornata di passione e iniziativa. Se sei single, potresti incontrare qualcuno in modo inaspettato. In coppia, prendi l’iniziativa per una serata speciale.
Lavoro: Energia marziana ti spinge a concludere progetti in sospeso. Attenzione agli attriti con colleghi: mantieni la calma.
Salute: Sei pieno di vitalità, ma non sottovalutare il riposo. Una camminata all’aria aperta ti ricaricherà.
Finanze: Evita spese impulsive. Potrebbe arrivare un piccolo guadagno extra.
Consiglio di Paolo Tedesco: “L’entusiasmo ti spinge, ma la pazienza ti coronerà. Aspetta il momento giusto per le decisioni importanti.”

TORO

Amore: Cerca stabilità emotiva. In coppia, un gesto di cura rafforzerà il legame. Se single, l’amore potrebbe nascondersi nell’ambiente di lavoro.
Lavoro: Giornata produttiva, ma potresti sentirti sotto pressione. Delegare è la chiave.
Salute: Attenzione a tensioni muscolari, specialmente al collo. Un massaggio ti aiuterà.
Finanze: Situazione stabile. Ottimo momento per pianificare risparmi a lungo termine.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La costanza è la tua forza, ma oggi lascia spazio alla flessibilità. Il cambiamento può portare vantaggi inaspettati.”

GEMELLI

Amore: Comunicazione chiarificatrice con il partner. Se single, le parole saranno il tuo biglietto da visita: usale con sincerità.
Lavoro: Idee brillanti emergono, ma potresti distrarti facilmente. Fissa priorità e prendi appunti.
Salute: La mente è iperattiva. Ritrova l’equilibrio con una pausa meditativa.
Finanze: Possibili spese per viaggi o formazione. Valuta con attenzione prima di impegnarti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Le tue parole hanno il potere di aprire porte. Sii chiaro e diretto, ma sempre con gentilezza.”

CANCRO

Amore: Emozioni in primo piano. Condividi i tuoi sentimenti con il partner. Se single, un’amicizia potrebbe trasformarsi in qualcosa di più.
Lavoro: Collaborazione proficua, soprattutto con colleghi fidati. Un progetto del passato potrebbe tornare utile.
Salute: Giornata emotivamente intensa. Cura l’alimentazione e concediti momenti di tranquillità.
Finanze: Attenzione a spese legate alla casa o alla famiglia. Meglio rimandare acquisti importanti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Ascolta il tuo cuore, ma non lasciare che le emozioni offuschino la ragione. Trova un equilibrio tra sentimento e logica.”

LEONE

Amore: Romantico e generoso, attirerai sguardi ammirati. In coppia, una sorpresa farà scintille.
Lavoro: Mettiti in luce, ma senza sopraffare gli altri. La leadership si esercita con umiltà.
Salute: Energia alta. Perfetto per attività sportive o creative.
Finanze: Possibili entrate legate a un talento personale. Attenzione a spese per lusso.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo calore illumina gli altri, ma ricorda di riservarne un po’ per te stesso. La generosità non deve svuotarti.”

VERGINE

Amore: Cerca connessioni autentiche. In coppia, la complicità si costruisce nei dettagli. Se single, valuta con pragmatismo.
Lavoro: Eccelli nell’organizzazione. Attenzione al perfezionismo: a volte “bene” è già abbastanza.
Salute: Attenzione a disturbi digestivi da stress. Ritmi più lenti ti faranno bene.
Finanze: Ottima giornata per rivedere budget e investimenti. La prudenza paga.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La ricerca della perfezione può diventare una gabbia. Accogli anche l’imperfetto: a volte è lì che si nasconde la bellezza.”

BILANCIA

Amore: Armonia e desiderio di equilibrio. In coppia, cercate momenti di complicità. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in un contesto sociale.
Lavoro: Mediazione e diplomazia saranno fondamentali. Ottimo per negoziati o lavori di squadra.
Salute: Benessere generale buono. Attenzione alla postura se stai seduto a lungo.
Finanze: Situazione stabile. Evita prestiti o investimenti rischiosi oggi.
Consiglio di Paolo Tedesco: “L’armonia che cerchi nasce prima dentro di te. Riconcilia le tue contraddizioni e il resto verrà da sé.”

SCORPIONE

Amore: Passione intensa e desiderio di profondità. In coppia, un dialogo onesto vi avvicinerà. Se single, l’intuito ti guiderà.
Lavoro: Potresti scoprire informazioni utili per avanzare. Fidati del tuo istinto, ma verifica i fatti.
Salute: Energia trasformazionale. Ideale per iniziare un nuovo regime salutare.
Finanze: Attenzione a spese nascoste o debiti. Meglio essere trasparenti con sé stessi.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua profondità è un dono, ma non trasformarla in sospetto. Apri porte, non muri.”

SAGITTARIO

Amore: Ottimismo e avventura. In coppia, pianificate un viaggio. Se single, l’amore potrebbe arrivare da lontano.
Lavoro: Idee innovative viaggiano veloci. Attenzione a promettere più del possibile.
Salute: Voglia di movimento e libertà. Una passeggiata nella natura ti rigenererà.
Finanze: Possibili spese per viaggi o cultura. Goditele senza sensi di colpa, ma con moderazione.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo orizzonte è vasto, ma non dimenticare il passo che stai compiendo oggi. Il futuro si costruisce nel presente.”

CAPRICORNO

Amore: Più razionale che passionale. In coppia, dimostra affetto con gesti concreti. Se single, valuta la compatibilità a lungo termine.
Lavoro: Determinazione al top. Obiettivi chiari ti porteranno risultati tangibili.
Salute: Attenzione a dolori articolari. Stretching e posture corrette ti aiuteranno.
Finanze: Ottima giornata per pianificare. La disciplina finanziaria darà frutti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La perseveranza è la tua virtù, ma oggi concediti un attimo di dolcezza. Anche le montagne hanno sentieri fioriti.”

ACQUARIO

Amore: Desiderio di libertà e connessione mentale. In coppia, cercate nuovi stimoli insieme. Se single, un’amicizia potrebbe sorprenderti.
Lavoro: Creatività e innovazione vincono. Collabora con menti originali.
Salute: Benessere mentale fondamentale. Stacca dalla tecnologia per qualche ora.
Finanze: Possibili spese per tecnologia o progetti futuri. Investi in ciò che ti appassiona.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua visione del futuro è affascinante, ma non dimenticare di radicarti nel presente. Il genio si realizza anche nei dettagli pratici.”

PESCI

Amore: Sogni e romanticismo. In coppia, create un’atmosfera magica. Se single, l’immaginazione potrebbe superare la realtà.
Lavoro: Intuizione forte, ma confusione possibile. Chiedi chiarimenti prima di agire.
Salute: Sensibilità accentuata. Ritagliati momenti di solitudine per ricaricarti.
Finanze: Situazione nebulosa. Evita decisioni finanziarie oggi.
Consiglio di Paolo Tedesco: “I tuoi sogni sono mappe per l’anima, ma per navigare nella realtà servono anche coordinate solide. Trova il punto d’incontro.”

 Cosa ci riservano le stelle martedì 27 gennaio 2026?

L’amore richiede autenticità e coraggio, il lavoro pragmatismo e collaborazione, la salute ascolto del corpo, le finanze pianificazione.
Paolo Tedesco ci ricorda che le stelle influenzano, ma non determinano: siamo noi, con le nostre scelte, a scrivere il destino quotidiano. Ognuno di noi ha la possibilità di usare queste energie cosmiche per crescere, amare e costruire con saggezza.
Buona giornata sotto le stelle!

Sistema Sorrento, il cerchio si chiude: giudizio immediato per l’ex sindaco Coppola e «Lello il sensitivo»

Torre Annunziata – Si delinea definitivamente il quadro processuale del cosiddetto «Sistema Sorrento». Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, ha disposto il secondo giudizio immediato per l’ex primo cittadino Massimo Coppola, attualmente agli arresti domiciliari a Valmontone.

A partire dal prossimo 17 aprile 2026, dinanzi al Collegio A del Tribunale oplontino, Coppola dovrà rispondere delle accuse relative al filone principale dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza: un impianto accusatorio monumentale, fondato su oltre ventimila pagine di verbali e riscontri documentali che hanno scoperchiato un presunto meccanismo di gestione illecita della cosa pubblica.

Gli imputati e le accuse

Insieme all’ex fascia tricolore, andranno a giudizio altre due figure chiave dell’inchiesta: l’architetto Vincenzo Rescigno e, soprattutto, Raffaele Guida, noto alle cronache come «Lello il Sensitivo».

Quest’ultimo, attualmente ai domiciliari in Lombardia, è considerato dagli inquirenti una sorta di eminenza grigia capace di orientare le scelte amministrative e politiche di Coppola attraverso la lettura delle carte e suggestioni esoteriche.

La Procura di Torre Annunziata, nella richiesta firmata dal pm Giuliano Schioppi e vistata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso, contesta agli indagati, a vario titolo, i reati di corruzione, turbativa d’asta e peculato.

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, confermata in sede di Riesame, dal 2021 in poi il Comune sarebbe stato gestito secondo logiche spartitorie, con decine di affidamenti, nomine e appalti pilotati per favorire cerchie ristrette.

Il nodo dei due processi

La posizione di Coppola si fa ora processualmente complessa. A novembre, infatti, l’ex sindaco era già stato rinviato a giudizio con rito immediato per un filone parallelo: quello relativo alla cooperativa «Prisma» e al monopolio del servizio di refezione scolastica.

Per questa vicenda, in cui l’accusa si basa anche sulle ammissioni dell’ex staffista Francesco Di Maio e del dominus della coop Michele De Angelis (che hanno parlato di tangenti concordate durante cene e pranzi), la prima udienza è fissata per il 20 febbraio 2026.

Mentre Di Maio, assistito dall’avvocato Alessandro Orsi, ha scelto la strada del rito abbreviato per ottenere lo sconto di pena in caso di condanna, la strategia difensiva di Coppola – rappresentato da un pool legale composto dagli avvocati Gianni Pane, Bruno Larosa, Valerio Stravino, Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato – appare ora a un bivio.

L’ex sindaco, dimessosi il 26 maggio scorso a pochi giorni dall’arresto in flagranza, non ha ancora formalizzato richieste di riti alternativi. Con la notifica di questo secondo decreto di giudizio immediato, è probabile che la difesa punti a un accorpamento dei procedimenti, data la connessione probatoria e soggettiva tra i due filoni d’indagine che hanno portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale.

Milano, 20enne ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia a San Donato

Milano– Un pomeriggio di sangue al confine tra il quartiere Rogoredo e San Donato Milanese. Intorno alle 18:00 di oggi, 26 gennaio, in via Giuseppe Impastato, un giovane di 20 anni è rimasto ucciso a seguito di uno scontro a fuoco con una pattuglia di agenti in borghese.

La dinamica dei fatti

Secondo le prime ricostruzioni, gli agenti della Polizia di Stato erano impegnati in un servizio mirato al contrasto dello spaccio di stupefacenti quando il 20enne, un giovane di origini nordafricane con precedenti penali, si sarebbe avvicinato ai poliziotti mentre questi stavano identificando altre persone.

L’incontro è degenerato in pochi istanti: il giovane avrebbe estratto una pistola — identificata come una Beretta 92 — puntandola contro gli operatori. A quel punto è scattata la reazione degli agenti, che hanno aperto il fuoco colpendolo mortalmente. Sul posto è intervenuta la scientifica per i rilievi balistici: il nodo centrale dell’inchiesta riguarda ora la natura dell’arma impugnata dal ragazzo, per stabilire se si trattasse di un’arma vera o di una scacciacani priva del tappo rosso.

Il fronte politico: Salvini e la “linea dura”

La tragedia ha immediatamente innescato una forte reazione politica. La Lega, attraverso una nota ufficiale, ha espresso piena solidarietà alle forze dell’ordine: “L’auspicio è che nessun agente finisca ingiustamente nel tritacarne per aver fatto il proprio dovere”.

Ancora più netto il leader del Carroccio, Matteo Salvini, che ha blindato l’operato degli agenti coinvolti: “Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma”, ha dichiarato, ribadendo la necessità di accelerare sull’approvazione del nuovo pacchetto sicurezza.

Il Viminale: “Nessun pregiudizio, ma accertamenti necessari”

Di tono differente l’intervento del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha scelto la via della prudenza istituzionale. Pur non mettendo in discussione, allo stato attuale, la legittimità dell’intervento, il titolare del Viminale ha chiarito che non ci saranno sconti procedurali.

“Non diamo scudi immunitari a nessuno: le autorità competenti vaglieranno il caso. Chiedo di non fare presunzioni di colpevolezza, ma ci rimetteremo serenamente alla valutazione dei fatti in un contesto che resta molto complicato”.

Quando calcio e cultura si incontrano

Sabato scorso “Il Giardino d’Autore” ha presentato presso la sala dell’ANEI il libro “Careca. L’angelo col n.9” scritto da Anna Calì, giovane giornalista e scrittrice napoletana presente in sala.

Una presentazione semplice e piacevole, accompagnata anche dall’esibizione, a cura dell’Associazione Napoli Cultura Viva, di Brasilian Jiu Jitsu e di Capoeira di cui ha parlato la Presidente Antonia Baiano spiegando come ogni calciatore brasiliano pratica questa disciplina che unisce danza e acrobazia.

E Careca lo faceva regolarmente. Il libro e’ appunto dedicato, attraverso gli occhi di una giovane protagonista, al centravanti del Napoli maradoniano. Il libro celebra il campione che seppe trovare spazio nel cuore dei napoletani al di la’ della presenza di Maradona, con le sue prodezze, la sua umanita’.

Ecco la celebrazione del Calcio, umano, a misura delle folle, degli esempi da dare ai ragazzini. Bellissimi i due brani del libro letti da Teresa De Giulio, che unitamente a Grazia Vernillo porta avanti con grande passione l’attivita’ culturale del Giardino d’Autore.

Ma ovviamente, vista anche la presenza dell’Assessore della giunta comunale Emanuela Ferrante, il dibattito sollecitato sia dal Direttore del Corriere di Pianura Di MaIo sia dal pubblico, ha anche affrontato la situazione nella quale sono costrette ad operare le numerose societa’ sportive del quartiere Pianura.

La mancanza di strutture attrezzatre a norma costituisce ormai un tallone d’achille alla possibilita’ di ottenere risultati ancora piu’ prestigiosi per gli operatori del settore. L’assessora Ferrante non si e’ tirata indietro spiegando con parole chiare che i fondi del PNRR per quel che riguardo il finanziamento delle strutture sportive e’ minimale rispetto ad altre categorie.

E comunque il Napoli ha ottenuto il massimo disponibile pari a 11 milioni di euro. Con questa cifra si puo’ fare ben poco, e quindi sono stati finanziati i recuperi di due strutture polivalenti in due quartieri a rischio come Ponticelli e Piscinola. Per Pianura e’ previsto il recupero di un’area scoperta adiacentre la scuola Russo di via Napoli.

Rispetto a cio’ che una volta era stato deciso e finanziato per il quartiere, il Palazzetto dello Sport, Pianura, ha detto l’Assessora Ferrante, non ha spazi, per la sua struttura urbanistica. Risale in gola il veleno dell’abusivismo edilizio che fece male al quartiere tanti anni fa, fino alle costruzioni del dopoterremoto, che finì di violentarlo.

Una bella mattinata, nonostante tutto.

G.M.

Giada D’Antonio alle Olimpiadi: prima sciatrice campana nella storia dei Giochi

Napoli – Una giornata destinata a entrare negli annali dello sport regionale. Per la prima volta nella storia, una sciatrice campana è stata convocata ai Giochi Olimpici Invernali. Si tratta di Giada D’Antonio, sedici anni, la più giovane atleta del team azzurro, che rappresenterà l’Italia nello slalom alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Nata a San Sebastiano al Vesuvio, in provincia di Napoli, padre napoletano e madre colombiana, D’Antonio compare nell’elenco ufficiale delle convocate della Federazione Italiana Sport Invernali tra le undici atlete della squadra di sci alpino, accanto a nomi simbolo come Sofia Goggia e Federica Brignone. Un risultato che fino a otto mesi fa sembrava impensabile, quando la giovane sciatrice era stata inserita nella squadra giovanile FISI.

Il suo percorso ha bruciato le tappe con una rapidità senza precedenti. Talento cristallino, personalità forte e maturità sorprendente: Giada, soprannominata “Black Panther” per il carattere deciso che accompagna uno sguardo apparentemente delicato, ha stupito addetti ai lavori e appassionati ben oltre i risultati. Dopo l’esordio in Coppa del Mondo, avvenuto meno di un mese fa, il salto diretto dal circuito giovanile al Circo Bianco e ora l’approdo al palcoscenico più ambito: i Giochi Olimpici.

«Grazie alla nostra Giada lo sci campano ha finalmente un’olimpionica – dichiara Antonio Barulli, presidente del Comitato campano FISI –. Oggi scriviamo una pagina di storia per il movimento regionale. Siamo orgogliosi di averla vista crescere nel nostro Comitato e nelle file dello Sci Club Vesuvio. Da anni sosteniamo il suo percorso e continueremo a farlo. Sempre forza Black Panther».

Entusiasmo anche nelle parole di Stefano Romano, presidente dello Sci Club Vesuvio, con cui D’Antonio è tesserata fin dai primi passi sugli sci: «Un’emozione che cresce di giorno in giorno, dopo l’esordio del 28 dicembre. Questa convocazione è il coronamento del lavoro svolto dal club e la conferma delle straordinarie qualità di Giada. Le sue doti principali restano l’umiltà e la normalità, valori che hanno sempre guidato il nostro progetto sportivo».

Giada D’Antonio sarà al cancelletto di partenza il 18 febbraio a Cortina. Con lei, idealmente, ci sarà tutta la Campania: a tifare, a sognare e a celebrare una storia che, comunque vada, è già stata scritta.

Indagini su Crans Montana, pressioni dell’Italia: richiamato l’ambasciatore

Crans-Montana. Strage in Svizzera, pressioni diplomatiche dell’Italia per collaborare nelle indagini: richiamato l’ambasciatore. Intanto, la magistratura italiana prepara una task force da inviare a Crans-Montana.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha richiamato a Roma l’ambasciatore italiano, il suo rientro è subordinato ad una collaborazione tra le autorità giudiziarie per accertare le responsabilità del rogo avvenuto a Crans-Montana.

Dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, decisa dal Tribunale delle Misure coercitive di Sion, l’Italia procede per via diplomatica per spingere la Svizzera ad una effettiva collaborazione nelle indagini per la strage di Capodanno.

In una nota diffusa da Palazzo Chigi si spiegano i motivi del gesto.

La Presidente Giorgia Meloni ”ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma, d’intesa con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla luce della decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti”.

“All’incontro, cui hanno anche partecipato il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e l’Avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, – si legge nella nota – è stato deciso di subordinare il rientro in Svizzera dell’Ambasciatore all’avvio di un’effettiva collaborazione tra le Autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage di Crans- Montana del 1° gennaio 2026”.

La Procura di Roma invia la rogatoria: pronta una task force di investigatori

Intanto, la Procura Roma, nell’ambito dell’indagine avviata sulla strage è pronta ad inviare un team di investigatori – composto da agenti della Squadra Mobile – che affiancheranno gli omologhi svizzeri nell’attività di indagine. La richiesta è presente nella rogatoria trasmessa alcuni giorni fa ai magistrati di Sion che stanno indagando sul rogo che ha provocato 40 morti, di cui 6 italiani. I pm di Roma entro il mese di febbraio dovrebbero, inoltre, recarsi in Svizzera per avere un incontro con i magistrati locali.

Nella rogatoria gli inquirenti chiedono la trasmissione di tutta l’attività istruttoria svolta fino ad oggi compresa anche la documentazione relativa alle autorizzazioni ottenute in passato dal locale Costellation, dai controlli delle autorità locali e lo stato di attuazione delle normative antinfortunistica e sulla sicurezza.

Al momento il fascicolo aperto a piazzale Clodio, in cui si ipotizzano anche i reati di omicidio colposo e disastro colposo, è contro ignoti. Nel momento in cui arriveranno gli incartamenti dalla Svizzera si procederà con l’iscrizione dei primi indagati, tra cui i gestori Jaques Moretti e la moglie Jessica.

L’avvocato dei familiari delle vittime: “Moretti scarcerato, c’è il rischio di inquinamento delle prove”

Sulla reale partecipazione delle autorità italiane alle indagini è scettico l’avvocato dei familiari di alcune vittime, Nicolas Mattenberger.

“Il codice di procedura penale svizzero non consente che l’Italia sia parte civile nella procedure e che possa seguire l’inchiesta. Questo i magistrati non possono farlo” ha detto Mattenberger. Il legale auspica tuttavia un cambio di passo della procura di Sion nelle indagini: “Il Cantone del Vallese ha gli strumenti per indagare su questa catastofe? Per il momento io sono perplesso. Credo che ci siano delle misure che avrebbero dovuto essere prese, mi riferisco per esempio alle perquisizioni”, spiega.

Quanto alla liberazione di Jacques Moretti, proprietario con la moglie Jessica Maric del Constellation dove sono morte 40 persone, di cui 6 ragazzi italiani e 116 sono rimaste ferite, Mattenberger spiega: “Sono stupito per il fatto che Moretti sia stato messo in libertà, anche per il rischio di inquinamento delle prove e di collusione: potrebbe avere dei contatti diretti con testimoni per fargli cambiare di versione. Sono stupito che questo rischio non sia stato evocato dalla procura, oltre che quello di fuga”.

Il delitto annunciato di Pasquale Tortora: la vendetta degli Avventurato, i killer in affitto

Il tempo della vendetta: sei mesi di attesa, una vendetta che non poteva fallire. Per la famiglia Avventurato, l’omicidio di Pasquale Tortora non è mai stato una reazione impulsiva. È stato, piuttosto, un delitto covato a lungo, cresciuto nell’ossessione e nella convinzione di dover riequilibrare il sangue versato con altro sangue.

Secondo i collaboratori di giustizia, per almeno sei mesi Bruno e Giancarlo Avventurato hanno cercato chiudere il cerchio attorno a colui che ritenevano il vero regista dell’omicidio di Giuseppe Avventurato. Un cerchio che si stringe lentamente, senza clamore, perché – come emerge dai verbali – la vendetta non doveva riportare direttamente il marchio della famiglia.

I verbali dei pentiti che fanno luce sul cruento delitto sono contenuti nelle oltre 500 pagine del fermo chiesto ed ottenuto dal pm Henry John Woodcock della Dda di Napoli nei confronti di 8 persone del clan Lungo-Aloia-Covone per l’omicidio di Ottavio Colalongo avvenuto a Scisciano nel dicembre dello scorso anno.

La vendetta che matura nel tempo

L’omicidio di Pasquale Tortora non nasce in strada e non esplode sull’onda dell’emotività.
Secondo quanto raccontato ai magistrati da Cosimo Nicolì e dallo stesso Giancarlo Avventurato, collaboratori di giustizia, quel delitto matura lentamente, nell’arco di almeno sei mesi, all’interno del gruppo camorristico guidato dalla famiglia Avventurato.

Dopo l’uccisione di Giuseppe Avventurato, la reazione non è immediata. Bruno e Giancarlo Avventurato incassano il colpo, osservano, raccolgono informazioni. La convinzione che si consolida, però, è netta: Pasquale Tortora viene indicato come l’organizzatore dell’omicidio del fratello, l’uomo che avrebbe agito dietro le quinte, senza esporsi direttamente.

È Giancarlo Avventurato a dirlo senza esitazioni ai pm: «Bruno aveva capito che ad ammazzare Giuseppe erano stati Pasquale Tortora e il cognato Salvatore Cannavacciulo. Da quel momento aveva deciso che Tortora doveva morire».

Ma la vendetta, spiegano entrambi i collaboratori, doveva essere consumata senza che la famiglia Avventurato comparisse in prima persona. Tortora, infatti, viene descritto come legato da rapporti indiretti di parentela agli Avventurato: un dettaglio che rende l’operazione ancora più delicata.

Le riunioni segrete e il veto sugli “acerrani”

Le prime riunioni operative si tengono tra Afragola e Acerra. A raccontarle è soprattutto Cosimo Nicolì, che diventa uno snodo fondamentale nella vicenda.

Nel verbale del 28 giugno 2022 Nicolì ricorda l’arrivo, a casa sua, dei fratelli Bruno e Giancarlo Avventurato, accompagnati da Andrea Aloia e da Gennaro detto ’o biondo. Il clima è carico di rabbia e frustrazione. Si parla apertamente della morte di Giuseppe Avventurato e della necessità di vendicarsi.

«Tutti manifestarono la voglia di vendicarsi», mette a verbale Nicolì. A un certo punto, Andrea Aloia si offre di compiere l’omicidio. Ma Bruno Avventurato lo ferma:«È troppo giovane per rovinarsi la vita», è la frase che Nicolì attribuisce al capo del gruppo.

Anche Gennaro ’o biondo si dice pronto a sparare, ma viene bloccato a sua volta. Il motivo è chiaro e viene ripetuto più volte: «Non voleva che l’omicidio fosse ricollegato direttamente agli acerrani», spiega Nicolì.

La linea è ferrea: Tortora deve morire, ma non per mano di uomini direttamente riconducibili alla famiglia.

L’offerta di Galdiero e la scelta dei killer

È in questo contesto che entra in scena Alessio Galdiero. È lui a proporsi come esecutore materiale dell’omicidio. Secondo Nicolì, Galdiero vede nel delitto una possibilità di rientro ad Acerra, dopo essere stato allontanato in passato. «Per lui poteva essere un’occasione per ritornare ad Acerra», racconta Nicolì.

Non viene stabilito alcun compenso economico. Nessuna cifra, nessun accordo scritto. Gli Avventurato accettano l’offerta di Galdiero, impegnandosi a garantire armi, appoggi e coperture. Con Galdiero viene coinvolto anche Angelo Di Palma, che accetta di affiancarlo.

Giancarlo Avventurato conferma questo passaggio: «Fu Nicoli a indicare Di Palma e Galdiero come possibili killer. Le armi le abbiamo messe a disposizione noi come gruppo Avventurato».

I sopralluoghi e lo studio della vittima

Definiti i ruoli, parte la fase operativa. Galdiero e Di Palma, accompagnati da Giancarlo Avventurato e Andrea Aloia, effettuano numerosi sopralluoghi ad Acerra.

«Erano tre i luoghi frequentati dal Tortora in cui si poteva fare l’omicidio», spiega Nicolì. Un bar a Casalnuovo, una rivendita di gas, l’area nei pressi di una concessionaria. Tortora viene seguito, osservato, studiato nelle sue abitudini quotidiane.

Durante una delle riunioni organizzative, Gennaro ’o biondo indica quella che diventerà la soluzione definitiva: «Il modo migliore era sotto casa sua, all’ora di pranzo, quando rientrava per mangiare».

La proposta convince tutti, anche perché il luogo individuato è vicino all’appoggio dei killer.

L’appoggio e l’attesa che logora

I killer vengono ospitati per giorni in un appartamento di appoggio ad Acerra. Secondo quanto riferito da Nicolì, restano nascosti, appoggiati da una donna anziana. L’ordine di colpire, però, tarda ad arrivare.

Bruno Avventurato impone una regola precisa: «Bisognava sparare il giorno successivo a quello in cui i killer erano entrati nell’appoggio».

Per una serie di rinvii, l’omicidio viene posticipato più volte. L’attesa crea tensione. Galdiero si lamenta apertamente e arriva a lasciare l’appoggio per protestare.

«Si lamentò di questa attesa prolungata», racconta Nicolì. Vengono inviati emissari a chiedere spiegazioni. Arrivano rassicurazioni: “Si farà domani”. Ma il “domani” continua a slittare.

Le armi e la preparazione finale

La svolta arriva con la consegna delle armi. Due pistole calibro 38, una nera e una cromata, vengono portate ad Afragola da Andrea Aloia e Gennaro ’o biondo. «Immediatamente ci mettemmo a pulire le armi», mette a verbale Nicolì, indicando le persone presenti.

Le pistole vengono ripulite con attenzione, poi riportate ad Acerra e consegnate ai killer presso l’appoggio. A quel punto, secondo i collaboratori, la decisione è definitiva.

Il 20 maggio 2020

La mattina del 20 maggio 2020, l’organizzazione entra in azione. Diversi soggetti svolgono il ruolo di specchiettisti, incaricati di segnalare gli spostamenti della vittima.

Giancarlo Avventurato racconta: «Lo specchietto lo abbiamo fatto io, Andrea Aloia e Pasquale Di Balsamo». Quando Pasquale Tortora viene incrociato alla guida della sua Mercedes mentre rientra a casa, parte la segnalazione. Pochi minuti dopo arriva la conferma. «Alessio richiamò dicendo che era tutto a posto: Tortora era stato ammazzato».

A sparare è Alessio Galdiero. Secondo Nicolì, Di Palma non spara perché “strafatto di cocaina”. Il recupero dei killer avviene immediatamente dopo, grazie a un’auto messa a disposizione dal gruppo Avventurato.

La regia dell’omicidio

Entrambi i collaboratori indicano Bruno Avventurato come la mente dell’omicidio. «È la vera mente dell’assassinio», dice Nicolì ai magistrati, «si è occupato di tutta l’organizzazione e di tutta la logistica».

Secondo i racconti, Bruno Avventurato avrebbe gestito ogni fase: dal reperimento delle armi alle auto, dall’individuazione dell’appoggio alla scelta dei killer, delegando i compiti operativi ma mantenendo sempre il controllo.

Un delitto di sistema

L’omicidio di Pasquale Tortora, così come emerge dalle dichiarazioni di Cosimo Nicolì e Giancarlo Avventurato, non appare come un gesto isolato. È un delitto di sistema, maturato all’interno di una struttura criminale che ragiona, attende e colpisce solo quando ritiene che il momento sia quello giusto.

Un omicidio che racconta, insomma, ancora una volta, una camorra capace di decidere la morte di un uomo attorno a un tavolo, molto prima che qualcuno prema il grilletto. Una camorra capace di attendere, organizzare e colpire senza fretta, quando ritiene che il momento sia quello giusto.

(Nella foto il luogo dell’omicidio e nei riquadri da sinistra in alto Giancarlo Avventurato, Bruno Avventurato e Cosimo Nicolì; in basso sempre da sinistra la vittima Pasquale Tortora e il killer Alessio Galdiero e Angelo Di Palma)

Napoli, smantellate le baracche dei clochard alle Torri Aragonesi

Napoli – Le forze dell’ordine hanno bonificato l’area delle Torri Aragonesi in via Marina, smantellando le baracche abusive erette da gruppi di clochard, soprattutto stranieri, e rimuovendo 26 quintali di rifiuti accumulati.

L’operazione, scattata stamattina su impulso della Questura di Napoli, ha coinvolto agenti dei commissariati Vicaria-Mercato, San Giovanni-Barra e Pianura, l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Metropolitana, Polizia Locale, Napoli Servizi, Asia e Asl Napoli 1. L’obiettivo: contrastare il degrado nelle zone limitrofe a via Marina e restituire decoro all’area pubblica antistante il monumento storico.

Durante i controlli, gli operatori hanno sgomberato i ricoveri di fortuna, eliminando masserizie che rappresentavano un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini. Per assistere i senzatetto, sul posto sono intervenute le cooperative sociali “Camper Udec” e “Unità Strada Lotto 5”, che li hanno presi in carico.

La zona rimane sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine per prevenire ricadute e garantire il mantenimento dei risultati ottenuti. Si tratta di uno dei servizi straordinari disposti dalla Questura per arginare fenomeni di abbandono e microcriminalità nell’area.

Napoli, tegola Milinkovic-Savic: stop di almeno un mese per il portiere

NAPOLI – Nuovo colpo per il Napoli di Antonio Conte, già alle prese con una lunga lista di infortuni: Vanja Milinkovic-Savic è stato costretto a fermarsi a causa di un’elongazione al bicipite femorale. Gli esami strumentali effettuati nella giornata di oggi hanno confermato il problema, che aveva impedito al portiere di scendere in campo sabato scorso contro la Juventus.

«L’infortunio richiede cautela nei tempi di recupero», spiegano dallo staff medico, sottolineando come la durata dello stop dipenda dal grado della lesione. Al momento, le prime valutazioni fanno pensare a un’assenza minima di circa un mese, con il portiere costretto a saltare gli impegni contro Chelsea, Fiorentina, Genoa e Roma. La priorità dello staff è garantire un rientro sicuro, evitando forzature che possano compromettere la stagione del giocatore.

Il Napoli dovrà quindi affrontare una serie di match impegnativi senza il titolare tra i pali, puntando sulla profondità della rosa e sulla capacità del gruppo di adattarsi alle assenze. L’obiettivo resta quello di avere Milinkovic-Savic pronto per la sfida contro l’Atalanta del 22 febbraio, ma la cautela sarà fondamentale per non rischiare ricadute. Un momento delicato che mette alla prova la squadra e la gestione dell’infermeria azzurra.

118 Napoli, sospeso lo stato di agitazione dopo il vertice in Prefettura

NAPOLI – Rientra, almeno per ora, la tensione tra i lavoratori del servizio di emergenza 118 gestito dalla società Hearth Life Croce Amica srl per conto dell’Asl Napoli 1. Lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi è stato sospeso al termine di un incontro in Prefettura convocato dal prefetto Michele di Bari, che ha riunito attorno allo stesso tavolo azienda, sindacati e rappresentanti dell’azienda sanitaria.

Al centro del confronto le rivendicazioni del personale, che attraverso le sigle UGL e Si Cobas ha acceso i riflettori sull’inquadramento contrattuale e sui trattamenti economici applicati agli operatori impegnati quotidianamente nel soccorso sanitario. Questioni che, secondo i delegati sindacali, incidono direttamente sulla dignità professionale e sulle condizioni di lavoro di chi opera in prima linea nelle emergenze.

La società Hearth Life Croce Amica srl ha manifestato disponibilità ad approfondire la situazione. L’azienda si è impegnata a verificare possibili adeguamenti economici, compatibilmente con l’andamento del contratto in essere. Un’apertura che ha consentito di allentare la tensione e di riportare la discussione su un piano tecnico.

Anche l’Asl Napoli 1 Centro ha assicurato attenzione alla vertenza, confermando la volontà di tenere conto delle esigenze dei lavoratori in vista del prossimo affidamento del servizio. Un passaggio ritenuto cruciale per provare a stabilizzare condizioni contrattuali e retributive.

Al termine della riunione le parti hanno concordato di proseguire il confronto in sede aziendale. La decisione di sospendere lo stato di agitazione segna una pausa nella protesta, ma il clima resta vigile: ora si attende che agli impegni seguano atti concreti, mentre il servizio di emergenza continua a garantire assistenza ai cittadini.

Crollo a Casoria, nuovi sgomberi: la Regione garantisce hotel agli sfollati

CASORIA – L’emergenza non è finita e a Casoria si allarga il numero delle famiglie costrette a lasciare le proprie case dopo il crollo del palazzo avvenuto nei giorni scorsi. Le ulteriori verifiche tecniche effettuate in mattinata dai Vigili del Fuoco hanno portato a nuovi sgomberi precauzionali, rendendo necessario un ulteriore intervento sul fronte dell’assistenza agli sfollati.

L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, ha contattato il sindaco Raffaele Bene per fare il punto della situazione e coordinare le misure di supporto. «La Regione Campania è accanto ai cittadini di Casoria e all’amministrazione comunale. Già nei giorni scorsi è stato integrato il fondo necessario a garantire la sistemazione alberghiera agli sfollati» ha dichiarato.

Il sistema regionale di Protezione Civile resta attivo senza interruzioni per fronteggiare l’emergenza e sostenere il Comune nelle operazioni di assistenza. «Il sistema regionale di Protezione Civile è operativo h24 a supporto del Comune» ha aggiunto Zabatta. «Anche oggi saranno impegnati i volontari regionali e gli operatori della Sma Campania, che continuano a garantire assistenza alla popolazione, compreso il rifornimento idrico attraverso le autobotti».

Intanto proseguono le verifiche strutturali sugli edifici dell’area interessata, mentre per molte famiglie si apre una fase di incertezza fatta di alloggi temporanei e attese, con la speranza di poter rientrare presto in condizioni di sicurezza nelle proprie abitazioni.

Intervento record al Ruggi di Salerno, paziente torna a camminare dopo anni di immobilità

SALERNO – Un intervento che fino a poco tempo fa sembrava impossibile è diventato realtà nelle sale operatorie dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. L’equipe di Ortotraumatologia guidata dal dottor Mauro Nese ha restituito la mobilità a un paziente affetto da una gravissima anchilosi bilaterale dell’anca, condizione che lo aveva progressivamente condannato all’immobilità e a dolori continui.

Il quadro clinico era tra i più complessi. La coxartrosi bilaterale, aggravata da un peso corporeo superiore ai 150 chili e da diverse patologie concomitanti, aveva reso per anni troppo rischioso qualsiasi intervento chirurgico. L’assenza di cure aveva portato a una situazione estrema: le articolazioni delle anche risultavano praticamente bloccate, con la fusione della testa del femore nell’acetabolo e la totale perdita di movimento.

«Abbiamo valutato attentamente ogni rischio e ogni possibile strategia terapeutica» ha spiegato Nese. «Era un caso limite, che richiedeva una pianificazione meticolosa e il coinvolgimento di più professionalità». L’operazione, durata circa cinque ore, è stata portata a termine con successo grazie a un lavoro di squadra che ha visto impegnati anestesisti, chirurghi e fisioterapisti in una sinergia continua anche nelle fasi post-operatorie.

«L’intervento è stato eseguito con successo grazie al supporto dell’anestesista dottoressa Milito, del dottor De Cicco al mio fianco in questa situazione complessa, e del fisioterapista Alfredo Rizzo. Sostenendoci a vicenda abbiamo raggiunto un risultato assolutamente brillante» ha aggiunto il primario. «Nella nostra azienda ospedaliera sono presenti le professionalità adatte ad affrontare le sfide chirurgiche più complesse, confermando l’eccellenza dell’Ortopedia del Ruggi».

Nei giorni successivi all’operazione il paziente ha iniziato il percorso riabilitativo e ha già mostrato segnali incoraggianti, con un progressivo recupero della mobilità e soprattutto la scomparsa del dolore cronico che per anni aveva limitato ogni aspetto della sua vita quotidiana. Un risultato che segna un traguardo importante non solo per il malato, ma anche per la chirurgia ortopedica ad alta complessità del territorio.

Napoli-Chelsea, corse straordinarie della Linea 2 dopo la partita

NAPOLI – La città si organizza per la notte di Champions. In occasione della sfida tra Napoli e Chelsea, in programma mercoledì sera allo stadio Diego Armando Maradona, la Linea 2 della metropolitana prolungherà il servizio con corse straordinarie per facilitare il rientro dei tifosi.

Regionale di Trenitalia, d’intesa con Regione Campania e Comune di Napoli, ha previsto un potenziamento dei collegamenti oltre il consueto orario di chiusura. L’obiettivo è evitare ingorghi e lunghe attese nell’area di Fuorigrotta al termine del match europeo, che richiamerà migliaia di spettatori.

I treni supplementari partiranno dalla stazione di Napoli Campi Flegrei, snodo strategico per chi lascia l’impianto sportivo. Le corse aggiuntive garantiranno diverse migliaia di posti in più rispetto al servizio ordinario, distribuendo i flussi sia verso la zona orientale della città sia in direzione opposta, verso l’area flegrea.

Il piano straordinario punta a rendere più ordinato e sicuro il deflusso dopo il fischio finale, riducendo la pressione su strade e mezzi di superficie. Una misura che accompagna le altre iniziative predisposte per la gestione della serata, con l’obiettivo di permettere ai tifosi di vivere l’evento sportivo e tornare a casa senza disagi.

Abodi: «Protocolli più severi per escludere i violenti dagli stadi»

ROMA – «Siamo in perfetta sintonia con il ministro Salvini e soprattutto con il ministro Piantedosi, che è custode della materia e quindi si preoccupa ogni giorno di garantire la nostra sicurezza e anche quella di uomini e donne in divisa che sono principale bersaglio di questi delinquenti che non hanno maglia, e non appartengono alla famiglia sportiva né nella sua complessità né del singolo club». Andrea Abodi sceglie parole nette per descrivere la linea del governo contro la violenza legata al calcio.

A margine di un’iniziativa a Palazzo Chigi, il ministro per lo Sport ribadisce che è in corso un lavoro congiunto tra istituzioni per isolare le frange più pericolose del tifo organizzato. «Stiamo lavorando per nuovi protocolli che ci responsabilizzino tutti e facciano in modo che questi teppisti, questi criminali vengano non soltanto esclusi dallo spettacolo sportivo ma nemmeno ricompresi nella famiglia di tifosi» afferma, tracciando un confine netto tra chi vive lo sport come passione e chi lo trasforma in terreno di scontro.

Il tema è quello della sicurezza negli stadi e della tutela della grande maggioranza dei sostenitori. «I tifosi, in quanto tali, devono poter godere dello spettacolo e rispondere semplicemente di quello che commettono e non di quello che commettono altri» sottolinea Abodi, richiamando il principio della responsabilità individuale.

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di inasprire ulteriormente le misure di prevenzione. «Io penso che in una situazione come questa bisogna prendere in considerazione ogni possibile decisione che consenta, in uno stato di diritto, in ogni caso di tutelare quelli che si comportano in modo corretto, civile e che vorrebbero semplicemente godere dello spettacolo sportivo in casa e in trasferta, senza limitazioni determinate da altri» dichiara il ministro, aprendo alla possibilità di provvedimenti ancora più severi, compreso il Daspo a vita per i soggetti ritenuti più pericolosi.

Piano di Sorrento, preso alla fermata del bus con cocaina: arrestato 40enne

Piano di Sorrento, fermato alla fermata del bus con cocaina: arrestato 40enne

Catenaccio

L’uomo, originario dell’area oplontina e già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato dagli agenti del Commissariato di Sorrento e trovato in possesso di dosi di cocaina e contanti. Altra droga scoperta in casa.

Testo riscritto

Continuano i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare la detenzione e il traffico di stupefacenti in penisola sorrentina. Nella serata di sabato gli agenti del Commissariato di Sorrento hanno arrestato un 40enne originario dell’area oplontina, già con precedenti di polizia, con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

La pattuglia, impegnata in controlli del territorio, stava transitando in via dei Tigli a Piano di Sorrento quando ha notato l’uomo aggirarsi con fare circospetto nei pressi di una fermata dell’autobus. I poliziotti lo hanno fermato e sottoposto a controllo, trovandolo in possesso di 11 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 9 grammi, e di 185 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.

Ritenendo che potessero esserci ulteriori elementi utili alle indagini, gli agenti hanno esteso la perquisizione all’abitazione del 40enne, dove è stato rinvenuto un ulteriore involucro contenente la stessa sostanza stupefacente. L’uomo è stato quindi tratto in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Vesuvio, accordo con l’Alta Irpinia: «Pronti ad accogliere la popolazione in caso di emergenza»

Napoli – Un patto di solidarietà territoriale che traccia la rotta per la gestione di una possibile emergenza vesuviana. È stato firmato ieri il protocollo operativo di accoglienza che impegna 25 Comuni dell’Alta Irpinia a farsi carico, in coordinamento con il piano nazionale, di una parte della popolazione che potrebbe dover essere allontanata dalla zona rossa in caso di crisi del vulcano.

Il risultato, definito “storico” dai promotori, è il punto di arrivo di un lungo percorso di pianificazione e dialogo portato avanti dalla Fondazione Convivenza Vesuvio. “Questo non è solo un documento, ma la concretizzazione di un modello di prevenzione basato sulla responsabilità condivisa e sulla cooperazione tra comunità”, ha spiegato Vincenzo Coronato, presidente della Fondazione.

Un lavoro che ha trovato un fondamentale supporto nell’azione dell’Intergruppo parlamentare per il Vesuvio, garante della continuità istituzionale del progetto.

A siglare l’intesa, in rappresentanza di tutti i comuni aderenti, è stata la sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosa Anna Repole. La mediazione è stata curata dall’ex primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Aldo Vella.

“Il protocollo ribadisce un principio chiaro: Vesuvio, Irpinia e Campania sono parti della stessa comunità territoriale”, ha sottolineato la sindaca Repole. “La sicurezza e la prevenzione riguardano tutti e non possono essere affrontate in modo frammentato”.

L’accordo non resta sulla carta. I Comuni hanno già definito le prime disponibilità logistiche e sono pronti per una simulazione della durata di un giorno, con numeri di potenziali ospiti assegnati a ciascun territorio. Questo segna il passaggio alla fase operativa vera e propria del piano.

I 25 centri coinvolti appartengono ai Sistemi Territoriali di Sviluppo Terminio Cervialto e Alta Irpinia. Oltre a Sant’Angelo dei Lombardi, fanno parte dell’intesa: Andretta, Aquilonia, Bagnoli Irpino, Bisaccia, Calabritto, Calitri, Caposele, Conza della Campania, Lioni, Montella, Nusco, Senerchia, Teora, Torella dei Lombardi e Villamaina, tra gli altri.

L’iniziativa, secondo una nota dei promotori, assume un valore simbolico e politico che va oltre l’aspetto organizzativo: rafforza il senso di appartenenza a una regione, la Campania, che decide di fare squadra di fronte al rischio. L’area avellinese si conferma così parte attiva di una strategia di protezione civile condivisa.

“Per scelta comune, i dettagli tecnici saranno illustrati in una sede istituzionale unitaria nei prossimi giorni”, si precisa. “Ma il dato oggi è concreto: l’accoglienza è pronta, le comunità sono coinvolte, il modello è operativo”. Un messaggio di pianificazione e tranquillità che parte dall’Irpinia e guarda al Vesuvio.

Napoli, droga e armi al Corso Umberto: 18enne arrestato dopo una colluttazione

Napoli – Non si ferma la pressione della Polizia di Stato sulle piazze dello spaccio cittadine. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno tratto in arresto un 18enne di origini egiziane, già noto alle forze dell’ordine, durante un servizio di controllo del territorio disposto dalla Questura di Napoli lungo Corso Umberto I.

L’intervento è scattato quando i poliziotti hanno notato il giovane impegnato in uno scambio sospetto: la consegna di un involucro in cambio di una banconota. Mentre l’acquirente riusciva a dileguarsi rapidamente tra la folla, il 18enne è stato immediatamente puntato dagli agenti.

La fuga e la colluttazione Nel tentativo di sottrarsi al controllo, il giovane ha dato vita a un breve ma concitato inseguimento a piedi. Una volta raggiunto, il ragazzo ha opposto una ferma resistenza, ingaggiando una colluttazione con i poliziotti nel tentativo di riguadagnare la libertà. La resistenza è però risultata vana: gli agenti, nonostante le difficoltà, sono riusciti a bloccarlo e metterlo in sicurezza.

Il sequestro La successiva perquisizione ha confermato i sospetti degli operanti. Il giovane è stato trovato in possesso di:

10 involucri di hashish, pronti per essere immessi sul mercato;

Un coltello a scatto con una lama di 5 centimetri;

225 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

I provvedimenti Per il 18enne sono scattate le manette con le accuse di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Il giovane è stato inoltre denunciato a piede libero per il porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. L’operazione rientra nel quadro dei servizi straordinari voluti dalla Questura per contrastare il degrado e il traffico di droga nelle arterie principali del capoluogo campano.

Clan Contini, riprende domani il processo: in aula il teste della Finanza sul filone riciclaggio

Riprende domani, davanti alla terza sezione collegiale (Coll. B) del Tribunale di Napoli presieduta da Primavera, il processo legato al clan Contini, storico gruppo dell’Alleanza di Secondigliano. In aula tornerà la Direzione distrettuale antimafia: il pubblico ministero Converso proseguirà l’esame testimoniale del capitano della Guardia di Finanza di Napoli, chiamato a completare la propria deposizione dopo un lungo ciclo di udienze.

La testimonianza dell’ufficiale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria è uno dei passaggi centrali dell’istruttoria dibattimentale: per l’escussione sono state già necessarie sei udienze. La Procura ha depositato una lista testi articolata:23 testimoni complessivi, tra cui13 collaboratori di giustizia.

Il processo è iniziato nel settembre2024, dopo l’udienza preliminare celebrata in aula bunker. In quella fase sono state stralciate15 posizioni rispetto alle 48 originarie, con un calendario di udienze già serrato in ragione della mole degli atti e della complessità dell’impianto accusatorio.

Nel pool difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Arturo Cola, Claudio Davino, Andrea Imperato, Massimo Viscusi, Giacomo Manzi, Domenico Ferraro, Gambogi e Scarpato.

Il procedimento nasce come stralcio di una maxi inchiesta della Procura di Napoli coordinata dalla DDA, sviluppata dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e con i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale.

Le misure cautelari – richieste dalla DDA ed emesse dal gip del Tribunale di Napoli – si inseriscono, secondo gli inquirenti, in un presunto sistema di “ripulitura” di capitali riconducibili al clan Contini, reinvestiti in attività economiche in Campania e anche fuori regione.

Nel mirino investigativo sarebbero finiti esponenti del clan, imprenditori ritenuti compiacenti, prestanome e intermediari d’affari. L’operazione ha portato anche a sequestri per un totale di8,4 milioni di euro, nell’ambito di un impianto che gli investigatori descrivono come un circuito finanziario ad alta capacità di movimentazione.

Otto anni di indagini, per questo specifico filone (in un quadro che conterebbe altri dieci filoni), condotte attraverso analisi e riscontri su documentazione fiscale, accertamenti tributari, appostamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre alle dichiarazioni di persone offese e collaboratori di giustizia. Un mosaico ricostruito, sostengono gli inquirenti, con progressivi approfondimenti, interrogatori e nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

I reati contestati, a vario titolo, spaziano dalla falsificazione e commercializzazione di orologi con marchio contraffatto alla fittizia intestazione di beni, indebite compensazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di capitali. Contestate inoltre emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fraudolente e infedeli, detenzione e traffico di armi da fuoco, estorsione aggravata, aggressione e tentato omicidio, con l’aggravante del metodo mafioso e della finalità di agevolare il clan Contini nell’ambito dell’Alleanza di Secondigliano (Mallardo e Licciardi).

Napoli, lavori notturni in via Acton: urgenti pulizie al collettore fognario

Napoli – L’Abc, società incaricata della gestione della rete fognaria cittadina, ha disposto interventi urgenti di pulizia sul collettore pluviale di via Acton, a seguito di verifiche che hanno rilevato ostruzioni e sedimentazioni nel sistema di smaltimento delle acque meteoriche.

Per evitare disagi al traffico diurno e garantire la funzionalità idraulica, i lavori si svolgeranno esclusivamente in orario notturno, dalle 20:30 alle 6:30, interessando la corsia lato via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga. L’operazione, programmata in dieci sessioni consecutive a partire da mercoledì 28 gennaio, è soggetta a variazioni in caso di allerte meteo o emergenze sulla rete.

Ecco il calendario dettagliato degli interventi:

1°: Mercoledì 28 – Giovedì 29 gennaio

2°: Giovedì 29 – Venerdì 30 gennaio

3°: Lunedì 2 – Martedì 3 febbraio

4°: Martedì 3 – Mercoledì 4 febbraio

5°: Mercoledì 4 – Giovedì 5 febbraio

6°: Giovedì 5 – Venerdì 6 febbraio

7°: Lunedì 9 – Martedì 10 febbraio

8°: Martedì 10 – Mercoledì 11 febbraio

9°: Mercoledì 11 – Giovedì 12 febbraio

10°: Giovedì 12 – Venerdì 13 febbraio

La Polizia locale supervisionerà le operazioni, gestendo la viabilità e rimuovendo veicoli in sosta nelle aree del cantiere per consentire l’intervento di Abc e dell’impresa appaltatrice.

In ricordo di Andrea Mellone: il Cilea ospita la seconda edizione del Memorial benefico

Napoli– Trasformare il dolore in speranza, il lutto in un gesto concreto di solidarietà. È questo lo spirito che anima la seconda edizione del “Memorial Andrea Mellone”, in programma martedì 3 febbraio 2026 alle ore 20.30 presso il Teatro Cilea di Napoli. La serata è dedicata al ricordo di Andrea, il giovane di soli 17 anni che perse tragicamente la vita in un incidente stradale avvenuto il primo febbraio di due anni fa.

L’evento, nato dalla volontà del padre Gennaro Mellone, non vuole essere solo una celebrazione della memoria, ma un’occasione per ribadire l’importanza della sicurezza stradale e per sostenere chi, ogni giorno, combatte per la vita dei più piccoli. L’intero ricavato della manifestazione, al netto delle spese vive, sarà infatti devoluto alla Fondazione Santobono-Pausilipon, l’eccellenza pediatrica partenopea.

Un cast di stelle per la solidarietà

La serata, condotta da Magda Mancuso, vedrà alternarsi sul palco del Cilea numerosi protagonisti della scena artistica napoletana, tra esponenti della musica leggera, interpreti della canzone classica e volti noti del cabaret. Il coordinamento artistico è affidato a Francesco Viglietti, portavoce del progetto, affiancato da Annibale Abbazia.

Un mix di generi e stili uniti da un unico filo conduttore: l’abbraccio della città alla famiglia Mellone e il sostegno alla causa benefica.

Le istituzioni e l’impegno civile

La manifestazione vedrà una forte partecipazione istituzionale e associativa, a testimonianza di quanto il tema della sicurezza stradale sia centrale per la comunità. Saranno presenti i vertici della Fondazione Santobono-Pausilipon: il presidente Giovanni Siola, la direttrice Flavia Matrisciano e Silvia Signorelli, responsabile dell’accoglienza e del supporto alle famiglie dei pazienti.

Hanno inoltre confermato la loro presenza figure chiave nella lotta per la prevenzione degli incidenti e nel supporto ai familiari delle vittime. Tra gli ospiti attesi figurano l’onorevole Francesco Emilio Borrelli, da sempre attivo su questi temi, e i rappresentanti della sezione napoletana dell’Automobile Club Italia (ACI).

Significativa la partecipazione delle associazioni di categoria, che porteranno la loro testimonianza di dolore e resilienza: interverranno Biagio Ciaramella, vice-presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS), insieme a Elena Ronzullo e Rosa Di Bernardo, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime Della Strada (A.M.C.V.S).

Un appuntamento che unisce arte e impegno civile, per non dimenticare Andrea e per costruire, nota dopo nota, un futuro più sicuro sulle nostre strade.

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