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Manfredi: «Resto a Napoli, avanti con sviluppo e risanamento»

Gaetano Manfredi non lascia e rilancia. Il sindaco di Napoli mette a tacere le voci su un possibile futuro nazionale e conferma la sua intenzione di restare alla guida della città almeno fino alla scadenza naturale del mandato, prevista per il 2027.

«Io resto a Napoli, il mio obiettivo è continuare il lavoro sulla città e portare a termine gli impegni che abbiamo assunto» afferma, ribadendo la volontà di consolidare il percorso avviato negli ultimi anni. «Dobbiamo fare in modo che la città esca definitivamente da questo periodo difficile e proseguire nella politica di sviluppo».

Parole che arrivano mentre il suo nome circola anche come possibile figura di riferimento per il centrosinistra a livello nazionale. Uno scenario che, almeno per ora, non cambia le priorità del primo cittadino.

Al centro dell’azione amministrativa resta il risanamento dei conti. «Il nostro obiettivo è uscire dal predissesto nel 2029. Questo ci consentirà di pagare meno tasse e di avere più capacità di investimento» spiega Manfredi, tracciando una prospettiva che guarda al rilancio economico della città.

Il sindaco sottolinea i risultati raggiunti nei primi quattro anni del Patto per Napoli, firmato nel 2022. «Abbiamo rispettato tutti i parametri e la direzione finanziaria è ben definita. Ora dobbiamo completare il percorso, possibilmente anche prima della scadenza del 2032».

Fondamentale, secondo Manfredi, sarà accelerare sugli investimenti. «Vogliamo spingere sull’utilizzo dei Fondi sviluppo e coesione e sulla programmazione europea, lavorando in sinergia con la Regione Campania per sostenere la trasformazione della città e l’economia, anche in vista della conclusione del Pnrr».

Pasqua, rincari su viaggi e turismo: parte solo una famiglia su sette

Una Pasqua all’insegna della prudenza, più che del viaggio. I rincari su trasporti, hotel e ristorazione frenano le partenze degli italiani, con appena una famiglia su sette pronta a lasciare casa per le festività.

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i costi per spostarsi hanno raggiunto livelli difficilmente sostenibili. I biglietti ferroviari registrano aumenti medi del 47%, mentre i voli nazionali salgono del 67% e quelli internazionali del 62%. Ancora più marcato il rincaro per i pullman, con un +72%. Anche viaggiare in auto pesa di più, con benzina in crescita del 4% e diesel del 26% rispetto allo scorso anno.

Non va meglio sul fronte dell’ospitalità. Nelle principali città d’arte, i prezzi degli alberghi per il weekend pasquale risultano più alti del 55% rispetto al fine settimana precedente e del 10% rispetto al 2025. I ristoranti seguono la stessa tendenza, con un aumento medio del 5% rispetto allo scorso anno.

«I costi elevati renderanno difficile e in molti casi proibitiva la scelta di partire» sottolineano gli analisti, evidenziando come la maggior parte delle famiglie preferirà restare in Italia e, spesso, rinunciare del tutto al viaggio.

Per contenere le spese, molti italiani sceglieranno soluzioni alternative. Ospitalità presso amici e parenti, strutture low cost o appartamenti in affitto diventano le opzioni più diffuse, mentre per i pasti si punta su agriturismi o ristoranti tradizionali. In tanti, però, opteranno per formule ancora più economiche, come picnic, barbecue all’aperto o pranzi in casa.

Montoro, chiama il 112 per salvare la madre: arrestato il padre violento

Montoro – «Venite, papà maltratta mamma». È bastata questa richiesta d’aiuto, arrivata al numero di emergenza 112, per far scattare l’intervento dei carabinieri e interrompere l’ennesimo episodio di violenza domestica.

È accaduto a Montoro, in provincia di Avellino, dove una ragazza ha avuto la prontezza di chiamare i militari dell’Arma mentre il padre, in evidente stato di ubriachezza, stava aggredendo la madre all’interno dell’abitazione di famiglia.

L’intervento dei carabinieri

In pochi minuti una pattuglia della stazione locale dei carabinieri ha raggiunto l’appartamento. Alla vista dei militari, l’uomo — un 36enne di origine romena — ha tentato nuovamente di scagliarsi contro la moglie.

I carabinieri sono riusciti a bloccarlo immediatamente, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Già denunciato pochi giorni prima

Secondo quanto emerso, l’uomo era già finito nel mirino delle autorità. Solo la settimana scorsa, infatti, era stato ammonito e denunciato all’autorità giudiziaria proprio per episodi analoghi di violenza domestica.

Dopo l’arresto, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino ha convalidato il provvedimento e disposto per il 36enne il trasferimento in carcere.

Trasnova, Fiom contro Stellantis: a rischio oltre 100 posti di lavoro

Si accende lo scontro tra sindacati e Stellantis dopo la decisione del gruppo automobilistico di non rinnovare la commessa alla società Trasnova. Una scelta che, dal prossimo 30 aprile, rischia di lasciare senza occupazione oltre cento lavoratori in Campania.

Durissima la posizione della Fiom Cgil di Napoli, espressa dal segretario generale Mauro Cristiani e dal responsabile automotive Mario Di Costanzo. «Esprimiamo la più dura condanna nei confronti di questa decisione, che lascerà senza lavoro oltre cento lavoratori e le loro famiglie» dichiarano, sottolineando l’impatto sociale ed economico sul territorio.

Secondo i sindacalisti, la gestione della fase di transizione da parte dell’azienda sarebbe già in atto da tempo. «Stellantis ha iniziato a riorganizzare le attività produttive ben prima della scadenza dell’appalto, agendo come se i lavoratori Trasnova fossero già fuori dal ciclo aziendale. Questa marginalizzazione preventiva è una provocazione deliberata».

Nel mirino anche le conseguenze interne al mondo del lavoro. «Spostare carichi e funzioni mentre il personale è ancora in forza rischia di innescare una guerra tra lavoratori. Si sta tentando di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri per frammentare la solidarietà sindacale e distogliere l’attenzione dalle responsabilità industriali».

La Fiom chiede un intervento immediato per fermare la riorganizzazione e aprire un confronto. «È necessario sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale e avviare un tavolo di crisi permanente per garantire continuità occupazionale. Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di vigilare affinché vengano rispettati gli impegni».

Intanto la protesta non si fermerà. «Non resteremo a guardare mentre si consuma l’ennesimo strappo sociale. La mobilitazione continuerà in ogni sede opportuna finché non saranno garantite dignità e certezza occupazionale». Una vertenza che si preannuncia lunga e complessa, con il rischio concreto di nuove tensioni nel settore automotive già segnato da trasformazioni profonde.

Pasqua sicura a Napoli: scattano i controlli straordinari del Prefetto Di Bari

Napoli -Si è tenuta il 31 marzo scorso, a Palazzo di Governo, la riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari.

Al tavolo, i vertici delle forze dell’ordine cittadine: il Questore Maurizio Agricola, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Gen. Biagio Storniolo, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Gen. Carmine Virno, il rappresentante della Polizia Metropolitana e l’Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli, Pref. Antonio De Iesu.

Misure straordinarie per le festività

L’obiettivo è chiaro: garantire sicurezza e ordine pubblico durante il periodo pasquale, tradizionalmente caratterizzato da un’intensa movimentazione di persone tra siti turistici e luoghi di culto. Le misure straordinarie approvate tengono conto anche del delicato contesto internazionale e puntano a tutelare tanto i residenti quanto i visitatori.

Vigilanza rinforzata su trasporti e nodi strategici

Controlli scrupolosi saranno disposti negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie — comprese quelle minori nelle località a forte vocazione turistica — e sulle reti del trasporto pubblico. L’obiettivo è verificare il rispetto di tutte le procedure di sicurezza e mantenere i massimi livelli di efficienza nei servizi.

Strade nel mirino: alcol, droga e cellulari al volante

Particolare attenzione sarà dedicata alla viabilità. In previsione dell’aumento del traffico festivo, è stata pianificata una mirata campagna di controlli sulle principali arterie stradali e autostradali, con focus sulle fasce orarie e sui tratti più a rischio di congestione. Nel mirino la guida in stato di ebbrezza, l’uso di sostanze stupefacenti alla guida, l’utilizzo improprio dei dispositivi mobili e, più in generale, il rispetto del Codice della Strada.

Criminalità diffusa: coinvolte le Polizie Locali

Sul fronte della sicurezza urbana, verranno attivati dispositivi di vigilanza con il coinvolgimento delle Polizie Locali, in funzione della prevenzione e del contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa nei luoghi di maggiore afflusso. I dettagli operativi saranno definiti in sede tecnica nei prossimi giorni.

Voto di scambio a Nola: 10 persone a giudizio per compravendita di preferenze

Napoli – – Un’asta di coscienze tra le urne, con prezzi da 60 a 150 euro a voto. E, per chi procacciava consensi, un vero e proprio piano di “carriere criminali”: duemila euro ogni cento “reclute”, mille euro di bonus a elezioni vinte, promesse di un posto di lavoro e persino l’intervento per evitare lo sfratto di chi occupava abusivamente una casa.

È il quadro emerso dall’inchiesta della Compagnia dei Carabinieri di Nola, che ha portato alla notifica di un decreto di citazione diretta a giudizio per dieci persone su richiesta della Procura della Repubblica.

La denuncia che ha fatto scattare le indagini

Tutto nasce da un esposto presentato da due cittadini nolani, stanchi di promesse elettorali disattese. I due, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, avrebbero ricevuto denaro in cambio del proprio voto durante le ultime elezioni amministrative nella città del Vesuviano, tenutesi nel giugno 2022

. Ma i favori promessi – un’agevolazione, un posto di lavoro, una protezione – non si sarebbero mai concretizzati. Il malumore ha spinto i due a raccontare tutto ai carabinieri, innescando l’indagine coordinata dalla Procura di Nola.

I ruoli: elettori comprati e procacciatori con “premio”

Le accuse sono distinte ma complementari. Da un lato, gli elettori che avrebbero ricevuto denaro per votare determinati candidati poi risultati eletti. Dall’altro, i veri e propri procacciatori di voti, che per ogni cento persone “reclutate” avrebbero incassato duemila euro, con un premio extra di mille euro in caso di vittoria delle consultazioni.

A questi si aggiungevano altre “agevolazioni”: un impiego sicuro o un intervento per bloccare uno sfratto esecutivo da un’abitazione occupata senza titolo.

Le prove: testimonianze e cifre

Gli investigatori, sotto la direzione dell’Ufficio di Procura, hanno raccolto elementi ritenuti sufficienti per una “ragionevole previsione di condanna” – si legge negli atti – grazie alle escussioni di testimoni. Le somme offerte in cambio del voto oscillavano tra i 60 e i 150 euro. Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 96, commi 1 e 2, del D.P.R. 361 del 30 marzo 1957 (compravendita di voti).

Il procedimento: primo grado e presunzione di innocenza

Il decreto di citazione diretta a giudizio segna l’avvio del processo di primo grado. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e dieci gli indagati. Come previsto dalla legge, gli imputati sono da considerarsi innocenti fino alla sentenza definitiva, e potranno avvalersi di tutti gli strumenti processuali garantiti dal contraddittorio. La parola passa ora al Tribunale.

Napoli, controlli del Nas in un ristorante del Borgo Marinari: sequestrati 100 chili di pesce e mitili

Napoli -Proseguono i controlli dei carabinieri del Nas a Napoli nell’ambito delle verifiche disposte anche alla luce dei recenti casi di epatite A registrati in Campania. Nel mirino dei militari è finito un ristorante specializzato in prodotti ittici nella zona del Borgo Marinari.

Il sequestro

Nel corso dell’ispezione, i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno sequestrato circa 100 chili di prodotti ittici, tra pesce e mitili. Secondo quanto emerso dai controlli, sarebbero state riscontrate carenze igienico-sanitarie e l’assenza di procedure di abbattimento correttamente rintracciabili.

Le sanzioni

h3Per le irregolarità accertate, al titolare dell’attività è stata contestata una sanzione amministrativa di circa 3mila euro. I controlli del Nas, fanno sapere gli investigatori, andranno avanti nei prossimi giorni su tutto il territorio, con particolare attenzione alle attività del settore alimentare.

Terremoto in FIGC: Gravina lascia la presidenza, elezioni fissate per il 22 giugno

Roma – La notizia era nell’aria, ma l’ufficialità segna la fine di un’epoca per il calcio italiano. Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della FIGC. La decisione, maturata a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai prossimi Mondiali, è stata formalizzata durante un teso vertice in via Allegri con i leader di tutte le componenti federali.

Il nuovo corso ha già una data di inizio: le elezioni per il prossimo presidente della Federcalcio si terranno il 22 giugno.

Il vertice di via Allegri e la tabella di marcia

Il passo indietro di Gravina è arrivato al termine di un confronto con i vertici del calcio italiano. Attorno al tavolo sedevano i protagonisti della governance nazionale: Ezio Maria Simonelli (Serie A), Paolo Bedin (Serie B), Matteo Marani (Lega Pro), Giancarlo Abete (LND), Umberto Calcagno (AIC) e Renzo Ulivieri (AIAC).

La scelta del 22 giugno per l’Assemblea straordinaria elettiva non è casuale. La data è stata individuata per rispettare i tempi tecnici dello Statuto e, soprattutto, per permettere alla nuova dirigenza di gestire senza intoppi le delicate procedure di iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

L’ultimo atto alla Camera: il “check-up” del sistema

Nonostante le dimissioni, Gravina non lascerà il campo senza un’ultima analisi approfondita. L’ex presidente ha confermato la propria disponibilità per un’audizione l’8 aprile davanti alla VII Commissione della Camera dei deputati.

In quella sede, Gravina presenterà una relazione dettagliata sullo “stato di salute” del movimento, analizzando criticità e potenzialità di un sistema uscito pesantemente ridimensionato dal verdetto del campo. Sarà l’occasione per riprendere i temi caldi già toccati nella conferenza stampa post-partita a Zenica, lo scorso 31 marzo.

Il chiarimento sulle polemiche

Gravina ha approfittato del comunicato ufficiale per chiudere anche il fronte delle polemiche scaturite da alcune sue recenti dichiarazioni. Il presidente uscente si è detto rammaricato per l’interpretazione data alle sue parole sul rapporto tra sport dilettantistici e professionistici.

“Le mie parole non volevano essere offensive verso alcuna disciplina,” ha chiarito Gravina, sottolineando che il riferimento era puramente tecnico e legato alle diverse normative, autonomie e legislazioni nazionali e internazionali che regolano i club professionistici rispetto a quelli dilettantistici.

Con l’uscita di scena di Gravina, il calcio italiano apre ufficialmente una fase di transizione che si preannuncia complessa, con l’obiettivo di ricostruire dalle fondamenta una credibilità internazionale messa a dura prova.

Pulcini vivi come sorpresa pasquale ai bimbi: scandalo nelle scuole di Giugliano, Aversa e Cesa

Giugliano – Circa 200 pulcini vivi distribuiti come regali pasquali nelle scuole dell’infanzia di Giugliano, Aversa, Cesa e comuni limitrofi. I piccoli animali, chiusi in scatole di cartone decorate, finiti in mano ai bambini come semplici gadget: scoppia il caso, con famiglie impreparate e animalisti furiosi.

La denuncia di Borrelli: “Messaggio gravissimo”

A lanciare l’allarme il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, investito da decine di segnalazioni di genitori attoniti. “La scuola deve educare al rispetto della vita, non trattare un essere vivente come un oggetto da regalare”, attacca. Molti bimbi, ignari della fragilità dei pulcini, li hanno maneggiati come giocattoli, esponendoli a rischi letali una volta a casa.

Rizzi annuncia esposto: “Ignoranza istituzionalizzata”

Duro il j’accuse dell’animalista Enrico Rizzi: “Non sono sorprese pasquali, sono vite. Che insegnamento diamo ai bambini? Che la vita si impacchetta e si getta?”. Pronto un esposto alla Procura per detenzione incompatibile e violazioni sanitarie e regionali. Sotto accusa l’ignoranza delle istituzioni scolastiche.

Scuole ai ripari, rabbia sui social

Borrelli ha imposto la sospensione immediata e verifiche urgenti: i pulcini finiti in un santuario specializzato. “Chi ha autorizzato? Con quali fondi? Rispettate le norme?”, interroga il deputato, apprezzando però la reazione rapida delle scuole. Famiglie in subbuglio cercano soluzioni d’emergenza, mentre i social ribollono di indignazione.
La bufera riaccende il dibattito sul ruolo educativo delle scuole: responsabilità verso gli animali o spot irresponsabili?

Operazione Scuola Pulita, la Corte d’Appello ribalta il verdetto: prosciolti tre imputati per spaccio

La Corte d’Appello di Napoli ha pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti di tre imputati coinvolti nell’operazione “Scuola Pulita”. Si tratta di Stefano Abete, 33 anni, ed Edoardo Gritti, 38 anni, entrambi difesi dall’avvocato Vittorio Fucci, e di Biagio De Paola, 42 anni, assistito dall’avvocato Francesco Perone.

I tre erano accusati di concorso in diversi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. Con la decisione di secondo grado viene dunque meno il quadro accusatorio che aveva portato alle condanne in primo grado.

Le condanne in primo grado

Il Tribunale di Benevento, al termine del processo di primo grado, aveva inflitto pene detentive e sanzioni pecuniarie agli imputati. In particolare:
Edoardo Gritti era stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione e 2.100 euro di multa;
Stefano Abete a 10 mesi di reclusione e 2.060 euro di multa;
Biagio De Paola a un anno e sei mesi di reclusione e 2.100 euro di multa.
Un impianto accusatorio che, però, non ha retto al vaglio della Corte d’Appello.

L’inchiesta e le accuse

Secondo le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Montesarchio, i tre imputati avrebbero fatto parte di una rete locale dedita allo spaccio di droga.

L’accusa sosteneva che il gruppo operasse con sistematicità nell’approvvigionamento — tra Napoli e la provincia di Caserta — nel trasporto, nella detenzione e nella vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti.

Particolare allarme sociale aveva suscitato l’ipotesi che l’attività di spaccio fosse rivolta anche a giovani e studenti, con episodi collocati nei pressi degli istituti scolastici superiori di Montesarchio.

I luoghi dello spaccio

Sempre secondo l’impostazione accusatoria, le cessioni di droga sarebbero avvenute in diversi punti sensibili del territorio:
nelle vicinanze delle scuole superiori;
all’interno della Villa Comunale;
nelle principali piazze del centro storico, frequentate durante la movida del fine settimana.

Luoghi simbolo della socialità giovanile, che avevano contribuito a rendere l’operazione particolarmente rilevante sul piano mediatico e investigativo.

Il ribaltamento in Appello

La sentenza della Corte d’Appello segna un netto cambio di scenario rispetto al primo grado, con il proscioglimento degli imputati e la chiusura del procedimento nei loro confronti.
Una decisione che ridefinisce completamente gli esiti dell’operazione “Scuola Pulita”, ridimensionando le accuse che avevano portato alle precedenti condanne.

Maltempo in Campania, fiumi esondati e strade bloccate: la Protezione Civile corre in aiuto di tre Comuni

Napoli – Una furia d’acqua e fango che non dà tregua. Le intense precipitazioni delle ultime ore hanno messo in ginocchio diverse aree della Campania, costringendo la Protezione Civile regionale a mobilitare uomini e mezzi per fronteggiare esondazioni, smottamenti e disagi. I fronti più critici si registrano a Grazzanise (Caserta), Montevergine (Avellino) e nel beneventano, dove il Cervaro è uscito dagli argini.

Sacca di sabbia al Volturno: la paura a Grazzanise

Nel Casertano, l’emergenza si è concentrata lungo le sponde del fiume Volturno. A Grazzanise, l’apertura di un argine ha rischiato di trasformarsi in una minaccia per le abitazioni vicine. Per scongiurare il peggio, la sala operativa della Protezione Civile ha inviato sul posto 18 unità tra volontari e dipendenti della Sma Campania. Decine di sacchi di sabbia sono stati posizionati per tamponare la falla e contenere la piena.

Neve e fango: l’assedio al santuario di Montevergine

Doppio fronte anche sui monti irpini. A Montevergine, il problema non è stato solo l’acqua, ma la neve. Squadre della Protezione Civile hanno lavorato senza sosta tra ieri e oggi per liberare con bobcat e spazzaneve l’unica strada d’accesso al santuario (l’ex SS 374 è infatti chiusa per una frana). Un corridoio vitale che ha permesso ai tecnici Enel e Rai di raggiungere e riparare un ripetitore danneggiato dalle intemperie.

Fiume Cervaro in piena: treni bloccati tra Ariano e Benevento

Più a est, l’esondazione del fiume Cervaro ha creato seri disagi alla viabilità ferroviaria. Le stazioni di Ariano Irpino e Benevento sono finite nella morsa dell’acqua, causando l’interruzione della linea Benevento-Bovino-Foggia. I volontari sono stati attivati anche in queste aree per assistere i viaggiatori e mettere in sicurezza i binari.

Allerta gialla prorogata: “Terreni saturi, attenzione a frane e mareggiate”

L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, ha seguito la situazione in costante contatto con le strutture operative. “Garantiamo la vicinanza della Regione ai territori in difficoltà – ha dichiarato – monitorati h24”.

Il quadro meteo rimane critico. I suoli, ormai saturi d’acqua, non riescono più ad assorbire nuove piogge. Per questo il Centro Funzionale regionale ha prorogato di altre 24 ore l’allerta meteo di colore Giallo sui settori centro-settentrionali. L’invito è alla massima prudenza: possibili frane, inondazioni, erosione delle sponde e trasporto di detriti negli alvei, anche in assenza di nuovi temporali.

Le zone a rischio. L’allerta riguarda cinque aree: Zona 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Vesuviano); Zona 2 (Alto Volturno e Matese); Zona 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Picentini); Zona 4 (Alta Irpinia e Sannio); Zona 5 (Tusciano e Alto Sele). Nella Zona 1, pur senza nuovi temporali, si temono ancora innalzamenti dei livelli idrometrici e allagamenti delle aree limitrofe. Sulle altre zone (2,3,4,5), invece, sono previsti ancora rovesci e temporali

Napoli, pioggia di proiettili a Materdei: è guerra tra i baby-boss

Napoli – Non si ferma l’escalation di violenza che sta soffocando il cuore di Napoli. A poche ore dal brutale agguato di piazza Carolina, il fragore delle armi da fuoco è tornato a squarciare il silenzio della notte, questa volta in via Matteo Renato Imbriani.

Intorno a mezzanotte e un quarto, un commando armato è entrato in azione scaricando una pioggia di piombo a ridosso di via Salvator Rosa, confermando lo stato di massima allerta in cui versano i quartieri centrali della città.

La dinamica: una “stesa” per marcare il territorio

L’intervento immediato degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del commissariato Dante ha permesso di delineare i contorni dell’accaduto. Sul selciato sono stati rinvenuti almeno dieci bossoli, segno di una potenza di fuoco non comune per un atto intimidatorio.

Nonostante il volume di fuoco, non si registrano feriti né danni evidenti a facciate o veicoli: un dettaglio che sposta l’ipotesi investigativa verso la classica “stesa”. Un’azione rapida, violenta e rumorosa, finalizzata esclusivamente a ribadire il possesso criminale di una strada o di un intero isolato.

L’ombra dei clan emergenti dietro la movida

Le indagini si concentrano ora sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza, nella speranza che l’occhio elettronico abbia catturato la fuga dei sicari. Gli inquirenti, tuttavia, guardano con crescente preoccupazione al quadro generale: una fibrillazione costante che agita i vicoli tra Materdei e il Rione Sanità.

Lo scontro sarebbe in atto tra le nuove leve della criminalità organizzata, gang giovanili pronte a tutto per accaparrarsi le piazze di spaccio che riforniscono il popolo della movida. Un equilibrio precario che rischia di trasformare il centro storico in un campo di battaglia permanente.

Femminicidio di Martina Carbonaro, tensione in Tribunale: i genitori tentano di aggredire l’ex fidanzato

Momenti di forte tensione nell’aula del tribunale di Napoli Nord, ad Aversa, durante l’udienza preliminare per il femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli.

All’udienza era presente anche Alessio Tucci, 19 anni, ex fidanzato della ragazza e reo confesso dell’omicidio. Il suo ingresso in aula ha scatenato la reazione dei genitori della vittima, travolti dalla rabbia e dal dolore.

La rabbia dei genitori della vittima

Alla vista del giovane imputato, i familiari della 14enne hanno tentato di avvicinarsi per aggredirlo. Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine presenti in aula ha impedito il contatto diretto tra le parti, evitando che la situazione degenerasse.

La tensione è rimasta altissima per tutta la durata dell’udienza, segnata dal dolore dei familiari della giovane vittima.

Rito abbreviato dichiarato inammissibile

Nel corso dell’udienza, il giudice per l’udienza preliminare Pia Sordetti ha dichiarato inammissibile la richiesta di rito abbreviato presentata dalla difesa dell’imputato.

Il giudice dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura e sull’istanza della difesa che punta all’esclusione delle aggravanti contestate a Tucci.

La decisione è attesa nel pomeriggio.

Nola, patteggia 4 anni per truffa e falso materiale l’avvocato che inventava sentenze favorevoli ai clienti

Nola – Un vero e proprio “teatro del falso” allestito all’interno di uno studio legale. Non si può definire diversamente l’incredibile vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna a 4 anni di reclusione per Mario Cusano, avvocato del foro di Nola, accusato di aver sistematicamente tradito i propri doveri professionali per depredare i suoi clienti.

La sentenza, pronunciata dal GUP dott.ssa Teresa Valentino con il rito del patteggiamento, mette la parola fine a una sequela di 38 capi d’imputazione che delineano un modus operandi spietato e fantasioso.

La fabbrica delle sentenze inesistenti

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Nola e condotte dalla Guardia di Finanza, Cusano non si limitava a rassicurare falsamente i clienti sull’esito delle cause. Sfruttando le proprie competenze, “fabbricava” letteralmente atti giudiziari: copie di sentenze penali, civili e amministrative del TAR Campania, richieste di archiviazione e persino certificati urbanistici comunali.

Documenti in tutto e per tutto simili agli originali, ma totalmente falsi, con i quali attestava vittorie legali e risarcimenti stratosferici. In un caso, una cliente è stata convinta di aver vinto una causa contro un’assicurazione per oltre 106.000 euro, mostrandole una sentenza fasulla attribuita a un giudice della seconda sezione civile di Napoli. In realtà, il processo era stato estinto anni prima perché il legale non si era presentato alle udienze.

Onorari d’oro per processi mai nati

Il danno economico per le persone offese è ingente. Le indagini hanno ricostruito versamenti per decine di migliaia di euro: 61.000 euro da una famiglia per una causa per sinistro stradale, 63.000 euro da un altro cliente convinto di ottenere un risarcimento da 200.000 euro, e numerosi altri versamenti in contanti o bonifici per attività mai svolte.

Tra le accuse più gravi figura il patrocinio infedele. Molti clienti hanno scoperto il raggiro solo quando hanno ricevuto notifiche di pignoramento o ordinanze di demolizione definitive, credendo di essere invece protetti da ricorsi pendenti. Una delle denunce che ha dato il via all’inchiesta e poi al processo è partita dallo studio dell’avvocato penalista Massimo Viscusi.

Significativo il caso di una cliente che, convinta di aver vinto al TAR contro un abuso edilizio, ha scoperto che la sentenza di condanna era diventata irrevocabile dieci anni prima perché Cusano non l’aveva mai impugnata.

Il trucco delle PEC vuote e le registrazioni “trappola”

Per eludere i sospetti, il legale era arrivato a inviare messaggi di posta elettronica certificata (PEC) agli uffici giudiziari privi di allegati e oggetto, al solo scopo di mostrare ai clienti la ricevuta di invio e simulare il deposito degli atti.

A incastrare definitivamente il professionista sono stati gli stessi assistiti. Molti di loro, insospettiti dai continui rinvii e dalle scuse banali su “problemi informatici del Tribunale”, hanno iniziato a registrare i colloqui in studio e a recarsi personalmente nelle cancellerie dei tribunali. Qui l’amara scoperta: “Questo numero di ruolo non esiste” o “Questa sentenza riguarda altre persone”.

La condanna e l’ammissione delle colpe

Di fronte a un quadro probatorio definito “oltremodo grave ed univoco” dal GUP, Cusano – che inizialmente aveva negato ogni addebito – ha ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio di garanzia.

Oltre alla pena detentiva di 4 anni, determinata tenendo conto della continuazione tra i reati e della scelta del rito speciale, il giudice ha sottolineato come il legale abbia violato ripetutamente i doveri deontologici più elementari.

Resta ora aperta la questione dei risarcimenti per le decine di vittime che, oltre ai soldi persi, hanno visto sfumare definitivamente i propri diritti legali a causa della negligenza e del dolo del loro ex difensore.

Morte da botulino a Diamante: gli audio choc del napoletano Luigi Di Sarno prima del decesso

Napoli – “Ti faccio sapere qualcosa domani, lasciami stare, voglio riposare…”. È uno degli ultimi audio inviati da Luigi Di Sarno alla sorella. Il giorno successivo, poche ore prima di morire, un secondo messaggio: “Mi hanno dimesso, per loro non ho niente”.

Parole frammentate, pronunciate con evidente difficoltà, quasi biascicate. Una condizione che, secondo i familiari, testimonierebbe già un grave stato di sofferenza fisica mentre l’uomo si trovava al pronto soccorso.

Il malore dopo il panino a Diamante

Luigi Di Sarno, 52 anni,, lavorava come venditore ambulante ed era anche pittore, cantante e musicista. Si trovava a Diamante, in provincia di Cosenza, per partecipare ai mercatini estivi.

Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe acquistato e consumato un panino da un venditore ambulante sul lungomare. Poco dopo avrebbe iniziato ad accusare i primi sintomi, compatibili – secondo l’ipotesi investigativa – con una possibile intossicazione da botulino.
Nonostante il passaggio in ospedale, Di Sarno sarebbe stato dimesso. Il giorno seguente, il 6 agosto 2025, è stato trovato senza vita in strada.

L’ipotesi botulino e i nodi dell’inchiesta

La Procura di Paola ha aperto un fascicolo per fare luce sulle cause del decesso, ipotizzando una sospetta intossicazione alimentare. Tuttavia, a distanza di mesi, il quadro resta ancora incerto.

Elemento centrale dell’indagine è la consulenza autoptica, disposta dagli inquirenti per chiarire le cause della morte e verificare l’eventuale presenza della tossina botulinica.

La denuncia della famiglia: “Ritardi inaccettabili”

A sollevare con forza il caso sono stati i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Sergio Pisani, Angelo Pisani e Maria Napolano.

“Dopo otto mesi non sono state ancora depositate le risultanze della consulenza autoptica”, denunciano i legali, parlando apertamente di un rallentamento ingiustificato dell’inchiesta.
La famiglia ha presentato diverse istanze di sollecito alla Procura, chiedendo un’accelerazione delle attività investigative.

“Vogliamo la verità sulla morte di Luigi”

L’obiettivo, ribadiscono i familiari, è fare piena luce su quanto accaduto: “Chiediamo che venga dato impulso alle indagini e soprattutto che emerga la verità, con l’immediato deposito degli accertamenti autoptici, fondamentali per comprendere cosa abbia causato il decesso di Luigi Di Sarno”.

Gli audio diffusi in questi giorni rappresentano, secondo la famiglia, un ulteriore elemento da valutare, soprattutto per ricostruire le condizioni dell’uomo nelle ore precedenti alla morte e verificare eventuali responsabilità, anche sotto il profilo sanitario.

Caso Domenico, Oppido al gip: «Il cuore diede piccoli segnali, speravamo ripartisse»

Napoli – «Due giorni dopo il trapianto il cuore aveva dato dei piccoli segnali e avevamo sperato che ripartisse».

È uno dei passaggi centrali delle dichiarazioni rese dal cardiochirurgo Guido Oppido durante l’interrogatorio preventivo davanti al gip di Napoli Mariano Sorrentino, chiamato a valutare la richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura partenopea. la notizia è stata riportata stamane in esclusiva da Il Corriere del Mezzogiorno.

I magistrati — il procuratore aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Giuseppe Tittaferrante — hanno chiesto la sospensione temporanea dall’esercizio della professione medica per il cardiochirurgo, nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre scorso all’ospedale Monaldi sul piccolo Domenico Caliendo.

La decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni

Nel corso dell’interrogatorio Oppido ha ricostruito, punto per punto, la sequenza delle operazioni chirurgiche che portarono all’espianto del cuore malato del bambino nella sala operatoria del polo cardiochirurgico napoletano.

Il nodo del clampaggio dell’aorta

Uno dei punti chiave dell’indagine riguarda il momento esatto in cui sarebbe stato eseguito il clampaggio dell’aorta, cioè l’interruzione del flusso sanguigno prima dell’espianto dell’organo.

Secondo quanto annotato nella cartella relativa alla circolazione extracorporea (CEC), il flusso circolatorio sarebbe stato interrotto alle 14.18.

Una ricostruzione contestata dal cardiochirurgo

«Io ho effettuato il clampaggio dell’aorta quando il contenitore isotermico con il nuovo cuore era già arrivato in sala operatoria», ha ribadito Oppido davanti al giudice.

Nella sua versione dei fatti, dunque, il clampaggio sarebbe avvenuto in un momento successivo, dopo le 14.26. A quell’orario, infatti, una fotografia acquisita agli atti del procedimento documenta la presenza in sala operatoria del box-frigo contenente il cuore proveniente da Bolzano, appoggiato su una sedia.

Il video agli atti dell’indagine

Un ulteriore elemento temporale emerge da un video acquisito nel fascicolo dell’inchiesta.

Alle 14.34 le immagini mostrerebbero Oppido mentre estrae dal torace del bambino il cuore appena espiantato, ancora pulsante.

Un dettaglio che, secondo la difesa, sposterebbe ulteriormente l’orario del clampaggio almeno alle 14.29. Le evidenze scientifiche, infatti, indicano che il cuore può mantenere attività pulsatile per non più di tre-cinque minuti dopo l’interruzione del flusso sanguigno.

Solo successivamente — secondo quanto ricostruito — sarebbe stata effettuata la verifica dell’organo destinato al trapianto, operazione che, da protocollo, spetta all’équipe che ha effettuato l’espianto, guidata dalla cardiochirurga Gabriella Farina.

Il cuore parzialmente congelato

È in quella fase che sarebbe emersa l’anomalia destinata a diventare il fulcro dell’indagine: il cuore arrivato per il trapianto risultava parzialmente congelato.

«Una volta scoperto che il cuore era in quelle condizioni — è la versione fornita da Oppido — non c’era altra scelta che tentare comunque il trapianto e sperare che ripartisse».

Da qui il tentativo dell’équipe di procedere ugualmente con l’intervento, nella speranza che l’organo riprendesse la propria funzionalità.

Le consulenze della difesa

Il cardiochirurgo, assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, ha deciso di affiancare alla propria difesa anche un’analisi tecnica affidata a due tra i più autorevoli cardiochirurghi pediatrici europei: Gaetano Gargiulo, del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, e Adriano Carotti, dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.

I due specialisti hanno esaminato nel dettaglio la documentazione sanitaria e i dati clinici relativi all’intervento.

«Il nostro obiettivo — ha spiegato l’avvocato Manes — è offrire al giudice una ricostruzione fattuale diversa, basata su evidenze tecniche e scientifiche, che confermi quanto il dottor Oppido ha sempre sostenuto».

L’anomalia nelle cartelle cliniche

Nell’ambito delle indagini difensive è stato effettuato anche un accesso agli atti che ha portato all’acquisizione di venti cartelle CEC redatte dalla stessa perfusionista coinvolta nell’intervento.

Dal confronto tra i documenti emergerebbe un elemento ritenuto anomalo: solo nella cartella relativa al 23 dicembre risultano indicati due valori pressori — sistolico e diastolico — registrati dopo il clampaggio.

Un dato che, secondo la difesa, potrebbe indicare un errore di compilazione della documentazione clinica, dal momento che in quella fase dovrebbe essere riportato un unico valore pressorio.

Se confermata, questa incongruenza sposterebbe in avanti di alcuni minuti il momento dell’espianto del cuore e rafforzerebbe la tesi sostenuta dal cardiochirurgo.

La decisione attesa nei prossimi giorni

Spetterà ora al gip valutare la ricostruzione fornita dal medico e gli elementi tecnici prodotti dalla difesa.

Nei prossimi giorni il giudice deciderà se accogliere la richiesta della Procura di Napoli e applicare la sospensione temporanea dall’attività professionale, oppure se ritenere sufficienti le spiegazioni fornite da Oppido nell’ambito dell’interrogatorio preventivo.

Talk show La patata bollente-Tre!: sfide e provocazioni nel nuovo prime time di PrimaTivvù

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ROMA – La televisione che non risparmia colpi bassi (verbali, s’intende) è pronta a tornare sugli schermi. Da oggi 2 aprile 2026, in prima serata su “Primativvù” (canale 17) e in replica su “Gt Channel”, prenderà il via la nuova edizione del talk show “La patata bollente-Tre!”.

Al timone, la carismatica Magda Mancuso, affiancata da una coppia di opinionisti dal carattere opposto come pochi. Da un lato Fabio Brescia, definito “l’irriverente” per il suo stile diretto e graffiante; dall’altro Diego Paura, giornalista professionista e caporedattore della sezione Cultura & Spettacoli del quotidiano “Roma”, che agita invece la carta dell’eleganza e dell’approfondimento. Una tensione costruttiva, promettono gli autori, in grado di mettere in difficoltà anche gli ospiti più navigati.

Due stili a confronto per un solo obiettivo: “mettere a nudo ogni verità”

Il primo test è fissato per la puntata d’esordio. Sul palco saliranno il cantautore Erminio Sinni, trionfatore a “The Voice Senior” 2020 su Raiuno; la showgirl Lisa Fusco, nota al pubblico come “la Subrettina”; e l’attrice di varietà Natalia Cretella. Ognuno di loro dovrà confrontarsi con il tema della settimana, senza sconti e con un solo obiettivo: reggere l’urto delle domande scomode.

A completare il quadro produttivo, una nutrita schiera di partner commerciali e culturali – tra cui “L’Antica Frutteria”, “l’Associazione musicale Franco Smeraldo” e “Maikol Production” – che hanno sostenuto la realizzazione del programma. Un segnale, questo, della fiducia che il mercato continua a riservare a un talk show capace di mescolare intrattenimento, musica e schiettezza senza filtri.

Maxifrode al fisco e riciclaggio: scoperta la stamperia delle false fatture: 13 arresti

Avellino – Un impero di carta costruito sul riciclaggio internazionale, alimentato da una montagna di fatture false e schermato da prestanome con il reddito di cittadinanza ma al volante di auto di lusso.

È lo scenario emerso dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Avellino, che ha portato i militari della Guardia di Finanza di Solofra a eseguire 13 misure cautelari personali.

Il bilancio dell’operazione è pesante: otto persone sono finite agli arresti domiciliari, tre sono state sottoposte all’obbligo di dimora e due professionisti sono stati colpiti da interdizione temporanea dall’attività. Le accuse spaziano dall’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio nazionale e internazionale fino alla frode fiscale.

Il sistema delle “Cartiere” nel Polo Conciario

L’indagine ha svelato un complesso meccanismo criminale radicato nel polo conciario solofrano. Al centro del sistema, una vera e propria “stamperia” di fatture per operazioni inesistenti per un valore astronomico di 350 milioni di euro.

Le fiamme gialle hanno individuato numerose società “cartiere” – aziende prive di reale struttura produttiva – create con l’unico scopo di emettere documenti falsi, per poi essere portate al fallimento o trasferite altrove per sfuggire ai controlli.

I prestanome con il “sogno americano” (e il sussidio)

A gestire formalmente queste società erano dei prestanome che vivevano in un paradosso grottesco: da un lato risultavano indigenti, tanto da percepire il Reddito di Cittadinanza, dall’altro ostentavano un tenore di vita altissimo, tra imbarcazioni di lusso e auto di grossa cilindrata.

Erano loro il volto “legale” di un’organizzazione che, durante il drammatico periodo del lockdown per il Covid-19, non ha esitato a drenare anche contributi statali destinati alle imprese in difficoltà.

Rotta verso l’Estremo Oriente: 450 milioni di flussi sospetti

L’inchiesta ha acceso i fari su movimenti finanziari vertiginosi. Le analisi hanno documentato flussi per circa mezzo miliardo di euro, con oltre 35 milioni di euro dirottati verso Cina e Turchia. Un volume d’affari anomalo, cresciuto esponenzialmente in pochi mesi, che aveva già fatto scattare numerose segnalazioni per operazioni sospette.

Tecnologia e pedinamenti: la scacco matto delle Fiamme Gialle

Per smantellare il sodalizio, i finanzieri hanno messo in campo un arsenale tecnologico e investigativo: intercettazioni ambientali, tracciamenti GPS e l’utilizzo di droni per monitorare gli spostamenti degli indagati. Un lavoro certosino di analisi documentale e informatica che aveva già portato, nel dicembre 2021, al sequestro di un milione di euro in contanti e depositi bancari, fornendo la prova definitiva del “modus operandi” di una holding del crimine finanziario capace di inquinare l’economia legale su scala globale.

 

 

 

Controlli dei carabinieri a Scampia, sei denunciati nel blitz ad «alto impatto»

Controlli straordinari dei carabinieri nel quartiere Scampia, nella periferia nord di Napoli. I militari della stazione locale, insieme al nucleo operativo della compagnia Napoli Stella, hanno effettuato un servizio ad “alto impatto” con posti di blocco e verifiche sul territorio.

Nel corso delle operazioni sono state identificate 97 persone e controllati 40 veicoli. Elevate anche sei contravvenzioni al codice della strada per un importo complessivo di circa 5mila euro. Il bilancio dell’attività si è concluso con sei persone denunciate.

Auto con telaio contraffatto e droga sequestrata

Tra i casi più rilevanti emersi durante i controlli, una donna è stata denunciata perché trovata alla guida di un’auto con telaio contraffatto e targhe radiate. Dovrà rispondere di riciclaggio.

Denunciati anche un uomo di 55 anni e un giovane di 20 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I carabinieri hanno sequestrato complessivamente circa 24 grammi di droga e 60 euro ritenuti provento dell’attività illecita.

Senza patente, con coltello e un evaso dai domiciliari

Nei guai anche un 19enne sorpreso alla guida senza patente. Il giovane era già recidivo nel biennio e per questo è stato denunciato.

Un 33enne è stato invece trovato in possesso di un coltello a serramanico lungo 22 centimetri. Per lui è scattata la denuncia per porto abusivo di armi.

Infine, un uomo di 54 anni, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, non è stato trovato nella propria abitazione durante il controllo dei militari. Anche per lui è scattata la denuncia, questa volta per evasione.

Pasqua da record a Napoli: in arrivo 400mila turisti, ma i trasporti si fermano a pranzo

Un’onda di 600mila turisti è pronta a invadere la Campania per le festività pasquali, con Napoli che si conferma la regina incontrastata delle vacanze preparandosi ad accogliere ben 400mila visitatori.

Un boom che, secondo le proiezioni, porterà il capoluogo partenopeo a sfiorare i 2 milioni di presenze nel solo mese di aprile, raddoppiando di fatto i numeri registrati nel 2025. Eppure, nel momento di massima vetrina internazionale, il tallone d’Achille della città torna a farsi notare: a Pasqua metropolitana, funicolari e autobus si prenderanno una pausa, interrompendo il servizio nelle ore centrali della giornata.

Il boom di presenze e l’onda dei voli

I dati, elaborati dall’Osservatorio turistico urbano del Comune e dal Centro studi di Confesercenti, certificano una crescita ormai strutturale del comparto. L’aumento stimato oscilla tra il 10 e il 15% rispetto allo scorso anno, trainato da un’impennata del turismo internazionale (oltre il 55% del totale) e da una permanenza media che si attesta saldamente sulle tre notti.

Un risultato reso possibile anche da un’accessibilità sempre più capillare: sono oltre 20 le compagnie aeree europee operative su Napoli, con ben 4.189 voli in arrivo all’aeroporto di Capodichino per il solo mese di aprile.

«Numeri che confermano il forte appeal di Napoli e della Campania e premiano l’impegno e l’intelligenza dei nostri imprenditori del turismo», commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania. I flussi coinvolgeranno in modo omogeneo l’intero tessuto urbano: dal centro storico ai musei, fino ai ristoranti del lungomare, premiando una qualità dell’accoglienza che oggi rappresenta un vero e proprio valore aggiunto rispetto ad altre capitali europee.

Sicurezza e decoro: in strada 300 vigili

Per gestire questa pacifica invasione, la task force interassessorile del Comune ha varato un piano straordinario operativo da domani fino a martedì. Gli assessorati al Turismo, Igiene, Trasporti e Polizia Municipale hanno unito le forze per garantire pulizia e ordine pubblico nelle aree a maggiore vocazione turistica e commerciale, dal Vomero al litorale, supportando anche le numerose iniziative religiose in programma.

Sul fronte viabilità e sicurezza, saranno schierati 300 agenti della Polizia Municipale con presidi fissi e mobili. L’attenzione sarà massima sul lungomare, nei luoghi di culto e negli assi pedonali principali, con una stretta mirata per contrastare l’ambulantato abusivo. Per la giornata di Pasquetta il dispositivo di sicurezza sarà ulteriormente potenziato per blindare le vie centrali (da via Toledo a piazza Garibaldi e Porta Nolana) e gestire l’ordine pubblico in vista del big match Napoli-Milan.

Il paradosso dei trasporti a mezzo servizio

Se la città e le forze dell’ordine si attrezzano per accogliere al meglio i visitatori, la vera nota dolente arriva dal trasporto pubblico locale, la cui risposta appare sottodimensionata rispetto all’entità dell’evento.

Nella giornata di domenica di Pasqua, infatti, la Linea 1 della metropolitana, le funicolari e gli autobus di linea garantiranno le corse solo fino alle 13.30. Il servizio subirà un blocco totale di oltre tre ore, per poi riprendere regolarmente solo poco prima delle 17. Una flessione dell’offerta che rischia di creare non pochi disagi alle centinaia di migliaia di turisti e cittadini pronti a riversarsi nelle strade partenopee.