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Casavatore, restyling scuola De Curtis: il ringraziamento a dipendenti comunali e tecnici

Casavatore-  L’intervento di ristrutturazione del plesso De Curtis rientra in intervento di rigenerazione urbana finanziata dal ministero dell’Interno. Con un quadro economico definito nel 2020 di euro 1.700.000 circa dove i fondi sono stati impegnati per gli interventi su copertura, pareti, infissi ed impiantii.

Gli interventi specifici hanno previsto rifacimento impermeabilizzazioni, intonaci, sostituzione infissi esterni, imbiancatura esterna ed interna, sostituziobe valvole corpi riscaldanti, impianti e pinitura palestra, area fitnes esterna e creazione di piccolo parcheggio con accesso da via meucci.

Il progetto e la direzione lavori sono stati affidati all’ing. Pasquale De Luca, professionista esterno. Le attivita, a partire dalla richiesta del finanziamento sono state seguite, per conto del comune, dalle aree gestione del territorio, lavori pubblici, gtc e infine lavori pubblici e manutenzione, con individuazione di responsabilita per nel tempo per arch. Raffaele Ziello, geom. Francesco Venturelli, geom. Pasquale Molaro e ing. Rossella Gifuni, con la collaborazione dell’ufficio nelle figura dei funzionari Teresa impero e dell’ ing. Sebatiano Coppola (coesione).

 

L’ app YouPol da oggi anche in treno: basta un tap per segnalare i pericoli

Napoli  – La sicurezza sui binari e nelle aree di sosta ferroviaria fa un balzo in avanti con l’ultima evoluzione di Youpol, l’applicazione della Polizia di Stato. Da oggi, milioni di pendolari e viaggiatori occasionali hanno uno strumento in più, rapido e intuitivo, per segnalare in tempo reale situazioni di rischio, criticità o comportamenti sospetti che si verificano a bordo dei treni e all’interno delle stazioni.

Il meccanismo ‘Smart’ della sicurezza

Il nuovo aggiornamento trasforma il cittadino in un occhio vigile. Con un “tap” sullo smartphone, l’utente può inviare segnalazioni geolocalizzate complete di foto, video o brevi messaggi testuali.

Questo sistema di geolocalizzazione permette di raggiungere istantaneamente le sale operative della Polizia Ferroviaria e le Questure competenti, consentendo una valutazione immediata del pericolo e, soprattutto, un intervento specifico e tempestivo.

Youpol non intende sostituire il Numero Unico di Emergenza 112, ma si configura come una modalità “smart” e diretta di contatto, rendendo accessibile la sicurezza anche a non udenti e stranieri grazie alla sua interfaccia semplice e al linguaggio universale.

I numeri di Youpol: un successo in cifre

L’efficacia dell’app è dimostrata dai dati raccolti nell’ultimo anno. A partire da dicembre 2024, la piattaforma ha gestito un volume impressionante di richieste e segnalazioni:

46.877 Richieste di aiuto generiche.

24.962 Segnalazioni per spaccio di droga.

3.357 Segnalazioni per violenza domestica.

3.648 Segnalazioni per bullismo.

Il bacino di utenza più attivo è quello degli adulti, in particolare la fascia 51-60 anni (circa 100.000 utenti), seguita dai giovani tra i 18 e 30 anni (circa 20.000). Anche i minorenni (circa 5.000) contribuiscono, dimostrando l’importanza dell’app come canale intergenerazionale.

Geograficamente, l’utilizzo dell’app è trasversale, con la maggior parte delle segnalazioni che arrivano sia dalle città del Nord che da quelle del Sud. In media, la Polizia di Stato riceve 5.650 segnalazioni anonime al mese, dati che si rivelano cruciali per l’attività di prevenzione, controllo e repressione, anche senza identificare il segnalatore.

Con questa estensione ai viaggiatori, la Polizia di Stato conferma il suo impegno a potenziare la sicurezza nella mobilità, aprendo un canale diretto e intuitivo con gli utenti, e rafforzando la sua vocazione: rendere tutti parte attiva della sicurezza quotidiana e consentire alla Polizia di Stato di #essercisempre.

 

Assalto da film al portavalori in autostrada: bottino due milioni di euro

Reggio Calabria  – Assalto da film questa mattina all’alba sull’A2 “Autostrada del Mediterraneo”, nel tratto compreso tra gli svincoli di Scilla e Bagnara, in direzione nord. Un mezzo portavalori della società Sicurtransport è finito nel mirino di una banda armata, che ha messo a segno una rapina spettacolare e altamente organizzata, con un bottino che, secondo una prima stima, sfiora i due milioni di euro.

L’azione è scattata intorno alle 6.30, all’interno di una galleria. I malviventi hanno creato una vera e propria trappola per il blindato: più auto sono state posizionate di traverso lungo la carreggiata e incendiate subito dopo, in modo da bloccare completamente il traffico e impedire qualsiasi via di fuga. Sull’asfalto, inoltre, sono stati disseminati chiodi per forare gli pneumatici di eventuali mezzi in transito e rendere impossibile ogni manovra di elusione.

Durante l’assalto sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi di arma da fuoco, come riferiscono fonti locali, ma al momento non si registrano feriti tra le guardie giurate del portavalori né tra gli automobilisti. I banditi, una volta immobilizzato il mezzo, avrebbero costretto il personale ad aprire il vano di sicurezza e si sarebbero impossessati dei sacchi di denaro, per poi dileguarsi rapidamente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a spegnere le auto in fiamme e a mettere in sicurezza l’area, insieme alle pattuglie della Polizia di Stato, impegnate nei rilievi e nella raccolta di testimonianze e immagini utili alle indagini. Gli inquirenti starebbero già acquisendo i filmati delle telecamere presenti lungo il tratto autostradale e valutando eventuali analogie con colpi messi a segno in passato, per capire se la banda possa essere specializzata in assalti a portavalori.

Pesanti le ripercussioni sul traffico: per i veicoli leggeri è scattata l’uscita obbligatoria allo svincolo di Scilla, con rientro in autostrada a Bagnara, mentre i mezzi pesanti vengono temporaneamente stoccati presso lo svincolo di Campo Calabro in attesa della completa riapertura del tratto interessato. La circolazione resta fortemente rallentata e si registrano lunghe code.

Le indagini sono in corso e puntano a ricostruire ogni fase dell’azione, che appare studiata nei minimi dettagli: dalla scelta dell’orario e della galleria, alla predisposizione delle auto incendiate e dei chiodi sull’asfalto. Non si esclude che i rapinatori avessero informazioni precise sui movimenti del blindato e sul valore del carico trasportato.

Addio a Nicola Pietrangeli, gentiluomo e leggenda del tennis

Il tennis italiano perde il suo simbolo più luminoso. È morto a 92 anni Nicola Pietrangeli, il primo – e finora unico – italiano ad essere inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale. Una figura che ha attraversato epoche e generazioni, lasciando un’impronta indelebile tanto sul campo quanto nella cultura popolare del Paese.

Pietrangeli è stato il dominatore assoluto della Coppa Davis, competizione che ha contribuito a elevare a mito: è ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi per partite giocate (164) e incontri vinti, sia in singolare (78 successi a fronte di 32 sconfitte) sia in doppio (42 vittorie e 12 sconfitte). Insieme a Orlando Sirola formò la coppia più forte nella storia della manifestazione, capace di 34 vittorie in 42 incontri. La Davis, però, riuscì a conquistarla solo da capitano, nel 1976.

A distanza di decenni, Pietrangeli rivendicava come suo capolavoro non una vittoria sportiva, ma una battaglia diplomatica: portare l’Italia a giocare la finale in Cile, superando pressioni politiche e tentativi di boicottaggio contro il regime di Augusto Pinochet. «La partita più difficile – diceva – l’ho vinta fuori dal campo».

Figura carismatica della Dolce Vita, immortalato da un’epoca e da un immaginario raccontati anche da Federico Fellini, Pietrangeli visse gli anni d’oro del tennis tra la fine degli anni ’50 e i primi ’60, quando le classifiche erano redatte dai giornalisti e lui veniva stabilmente considerato tra i primi dieci del mondo.

I suoi successi parlano da soli: due Roland Garros (1959 e 1960), due Internazionali d’Italia, 48 titoli complessivi, oltre a una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1963 e vari podi internazionali, fino al bronzo nel singolare ai Giochi Olimpici di Città del Messico 1968, allora torneo dimostrativo.

Spirito brillante, battuta sempre a portata di mano, amava sdrammatizzare la propria grandezza con un sorriso: «Se mi fossi allenato di più – confessò una volta – avrei vinto di più, ma mi sarei divertito di meno».

Con lui se ne va un pezzo di storia dello sport italiano, ma resta l’eredità del campione che ha insegnato al Paese cosa significhi essere vincenti con stile.

Napoli, pistola e droga nel bidone dei rifiuti: scoperto il “kit” della Camorra pronto a colpire

Napoli  – Un banale bidone dell’immondizia trasformato in deposito logistico per la criminalità organizzata. È questa la scoperta inquietante fatta dai Carabinieri a Secondigliano, nel cuore di un territorio dove il controllo delle piazze di spaccio e le frizioni tra clan richiedono una disponibilità immediata di fuoco e stupefacenti.

La soffiata e il ritrovamento

Tutto è partito da una telefonata anonima giunta al 112. Una voce ha segnalato la presenza di un borsone sospetto abbandonato in via Privata Ricci, una traversa apparentemente tranquilla ma strategica per i movimenti interni al quartiere.

Quando i militari della locale stazione sono giunti sul posto, quello che sembrava un sacco di rifiuti o vecchi abiti si è rivelato essere un vero e proprio “kit” per la malavita.

All’interno del borsone, i Carabinieri hanno rinvenuto una pistola automatica calibro 9×21. L’arma era perfettamente funzionante, oliata e pronta all’uso: un dettaglio che suggerisce come non fosse stata gettata via per disfarsene, ma “imboscata” in attesa di essere prelevata da un affiliato per un’azione imminente o per la difesa di una piazza di spaccio.

Oltre all’arma, il borsone conteneva una santabarbara eterogenea, segno della capacità di fuoco a disposizione dei gruppi criminali della zona:

75 proiettili di vario tipo, tra cui 19 colpi calibro 9×19 (spesso usati in armi da guerra), 51 cartucce calibro 16 (per fucili a canna liscia), e munizioni calibro 32.

Accanto alle armi, il “carburante” economico dei clan: la droga. Nel pacco erano stoccati quasi due chili di sostanze stupefacenti pronte per essere tagliate e distribuite: 1 chilo e 100 grammi di hashish; 683 grammi di marijuana; 93 grammi di cocaina pura.

Il sospetto: armi a disposizione dei clan

Gli investigatori non hanno dubbi: il materiale sequestrato appartiene alla galassia criminale che controlla l’area nord di Napoli. La modalità di occultamento – in un luogo pubblico ma discreto – è tipica delle strategie camorristiche per evitare che armi e droga vengano trovate nelle abitazioni dei pregiudicati durante le perquisizioni domiciliari.

Il “bidone” fungeva da deposito temporaneo per i guaglioni del sistema, pronti a recuperare la merce al momento opportuno.

Il punto cruciale dell’indagine si sposta ora nei laboratori del RaCIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche). La pistola 9×21 è stata inviata con urgenza alla sezione balistica per una serie di accertamenti irripetibili.

L’obiettivo primario è verificare, attraverso la comparazione delle striature del proiettile e dei bossoli, se questa specifica arma sia stata utilizzata in recenti fatti di sangue o “stese” avvenute tra Secondigliano, Scampia e i comuni limitrofi.

In un momento di tensione, dove gli equilibri criminali sono precari, associare quell’arma a un ferimento o a un omicidio irrisolto potrebbe fornire una svolta decisiva alle indagini della DDA.

Avellino, pusher 25enne arrestato in autostrada con cocaina, hashish e marijuana

Avellino – Nella mattinata di ieri, presso il casello autostradale di Grottaminarda, le Fiamme Gialle della Compagnia di Ariano Irpino hanno messo a segno un importante colpo contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, arrestando un venticinquenne originario della provincia di Avellino e sequestrando una notevole quantità di droga.

L’operazione, coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, si è svolta nell’ambito delle consuete attività di controllo del territorio, con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga del Gruppo Pronto Impiego di Napoli.

Gli agenti hanno fermato un’autovettura con a bordo due giovani, procedendo a un controllo approfondito che ha portato al rinvenimento di diversi tipi di sostanze stupefacenti nascoste addosso al passeggero.

Nello specifico, sono stati sequestrati 14 grammi di cocaina, 102 grammi di hashish e 7 grammi di marijuana, oltre a circa 2.000 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita. Il venticinquenne è stato immediatamente tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Il conducente dell’auto, invece, è stato trovato in possesso di 2 grammi tra marijuana e hashish, quantità ritenuta inferiore alla soglia penale: per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90, relativo alla detenzione a fini di consumo personale.

L’intervento testimonia la costante attività di prevenzione e repressione messa in campo dalla Guardia di Finanza, con l’obiettivo di contrastare le forme di spaccio più insidiose e garantire la sicurezza della collettività. Resta alta l’attenzione sulle principali vie di comunicazione, dove il traffico di sostanze illegali rappresenta una delle minacce più pressanti per la comunità.

Napoli, alla Metro Mergellina: posti disabili e scivoli bloccati dalla sosta selvaggia

Napoli – Un vero e proprio blitz dell’inciviltà che si ripete ogni fine settimana, trasformando l’area della stazione Metro di Mergellina in una zona franca della sosta selvaggia. I residenti di Corso Vittorio Emanuele sono arrivati al limite della sopportazione per il fenomeno dilagante che vede l’intera piazza antistante la stazione e le vie limitrofe invase da auto parcheggiate in barba a ogni regola del Codice della Strada.

Il dito è puntato in particolare contro la clientela di una nota paninoteca della zona che, spesso con la connivenza e la complicità dei parcheggiatori abusivi, lascia le proprie vetture ovunque, creando un caos non solo viario, ma anche sociale.

La video-denuncia e l’appello a Borrelli

L’esasperazione ha spinto i cittadini a documentare con video e immagini l’indecoroso spettacolo, inviando il materiale al deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. Le riprese mostrano una situazione allarmante:

Posti riservati ai disabili sistematicamente occupati.

Scivoli per le carrozzelle completamente bloccati.

Passi carrai ostruiti, impedendo l’accesso e l’uscita da garage e cortili privati.

Divieto di sosta lungo la carreggiata ignorato.

Borrelli: “Serve tolleranza zero”

Il deputato Borrelli ha raccolto l’allarme, definendo la situazione come “l’ennesima dimostrazione di un’inciviltà dilagante che penalizza i residenti e mette a rischio la sicurezza di tutti”.

“Posti per disabili occupati senza vergogna, scivoli per le carrozzelle bloccati, passi carrai ostruiti, auto lasciate ovunque con la complicità dei parcheggiatori abusivi: una scena indegna per una città che vuole definirsi civile,” ha tuonato Borrelli, sottolineando la gravità del blocco delle aree dedicate ai cittadini più fragili.

Per il deputato, la soluzione non può limitarsi a interventi spot: “Una situazione insostenibile. Le forze dell’ordine devono intervenire con continuità e fermezza: non bastano blitz occasionali, servono controlli costanti e sanzioni pesanti.”

L’accusa lanciata da Mergellina è chiara: “Non è accettabile che chi rispetta le regole debba subire l’arroganza e la strafottenza di chi usa lo spazio pubblico come se fosse il cortile di casa propria.” Borrelli ha assicurato che continuerà a seguire la vicenda, promettendo di sollecitare interventi immediati affinché “Mergellina non sia abbandonata alla sosta selvaggia e all’illegalità”.

Ercolano, sequestrate 65 tonnellate di rifiuti tessili in un capannone abusivo

Ercolano  – Un capannone abusivo di 500 metri quadri trasformato in discarica illegale di abiti usati: è quanto hanno scoperto i finanzieri della Compagnia di Portici, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli rafforzati disposti dal Prefetto Michele di Bari per contrastare il fenomeno dei roghi e della gestione illecita di rifiuti nell’area vesuviana.

All’interno dell’opificio sono state sequestrate oltre 65 tonnellate di rifiuti tessili speciali non pericolosi e circa 1 tonnellata di plastica, accatastati in balle pronte per essere rivendute su circuiti paralleli senza alcuna igienizzazione, sanificazione o tracciabilità.

Trovate anche ceste metalliche, contenitori, banchi da lavoro e due bilance professionali.L’attività, completamente sconosciuta al fisco e priva di ogni autorizzazione ambientale, rappresentava un serio pericolo per la sicurezza: nel deposito mancava infatti l’impianto antincendio obbligatorio, nonostante la presenza di ingenti quantità di materiale altamente infiammabile.

A rendere ancora più grave la situazione, il contatore Enel esterno era stato manomesso per un allaccio abusivo alla rete elettrica.Il responsabile, un 50enne italiano già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato alla Procura di Napoli per gestione illecita di rifiuti, violazioni delle norme antincendio e furto aggravato di energia elettrica.

Il capannone e l’intero carico di rifiuti sono stati posti sotto sequestro. Continua senza sosta l’azione della Guardia di Finanza per bonificare il territorio vesuviano da traffici illeciti che mettono a rischio ambiente e salute pubblica.

Perseguita la ex: “Ti taglio la testa”: arrestato 32enne ai Quartieri Spagnoli

Napoli – Un incubo che sembra non avere fine per una giovane madre dei Quartieri Spagnoli, perseguitata da mesi dall’ex compagno che non ha mai accettato la fine della loro relazione.

Tra i vicoli del centro storico si è consumata l’ennesima notte di paura, culminata sabato mattina in un nuovo arresto del 39enne S.P., già noto alle forze dell’ordine e già fermato pochi giorni fa per lo stesso motivo.

Secondo la ricostruzione della polizia, l’escalation di violenza è iniziata nel cuore della notte. L’uomo si è presentato sotto casa della vittima, ha inveito contro la porta e si è poi allontanato prima dell’arrivo della pattuglia chiamata dalla donna terrorizzata. Ma poche ore dopo, al mattino, il copione si è ripetuto in maniera ancora più aggressiva.

“Apri, o ti faccio male!”, avrebbe urlato l’uomo colpendo la porta con calci e pugni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volanti del commissariato Montecalvario insieme ai colleghi dell’Ufficio prevenzione generale, accorsi in via Pasquale Scura. Una volta arrivati, i poliziotti hanno trovato S.P. in pieno delirio, intento a minacciare la donna in modo sempre più esplicito.

“Appena esco dal carcere la uccida, le taglio la testa”

Le frasi pronunciate alla vista delle divise non hanno lasciato dubbi sulla pericolosità della situazione: “Voi fate il vostro che io faccio il mio. Appena sono libero la uccido, le taglio la testa”. Parole che gli investigatori hanno riportato nel verbale d’arresto e che hanno reso inevitabile il fermo in flagranza.

Dai primi accertamenti è emerso che l’uomo era stato già arrestato dagli stessi agenti lo scorso 14 novembre, dopo essersi introdotto in casa della ex nel cuore della notte, di nascosto, cogliendola di sorpresa nel suo appartamento. Tornato a piede libero, aveva ripreso a perseguitarla senza tregua.

Questa volta, però, gli agenti lo hanno colto sul fatto, ponendo fine – almeno per ora – a una spirale di violenza che da troppo tempo tormenta la vittima e i suoi figli minorenni, costretti più volte ad assistere alle minacce dell’uomo. L’arrestato è stato nuovamente condotto in commissariato in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Emma Bonino ricoverata in rianimazione a Roma

Una nuova battaglia attende Emma Bonino. La deputata europea e storica esponente del Partito radicale è ricoverata presso l’Ospedale Santo Spirito di Roma in terapia intensiva a causa di un’insufficienza respiratoria. Secondo le informazioni disponibili, la paziente rimane vigile, anche se le condizioni richiedono il monitoraggio intensivo.

Non è la prima volta, in questi ultimi mesi, che Bonino si ritrova a fronteggiare una crisi respiratoria. Già nell’ottobre scorso era stata ospedalizzata per problemi analoghi e dimessa dopo una settimana. Questa volta, tuttavia, il ricovero arriva dopo anni di una battaglia personale contro una malattia che sembrava ormai superata.

Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, una forma particolarmente aggressiva di cancro ai polmoni. Dopo otto anni di cure continue, nel 2023 Bonino aveva annunciato pubblicamente la conclusione vittoriosa delle terapie oncologiche. Quella che sembrava essere la fine della guerra si è trasformata in una tregua fragilissima.

Una vita di battaglie senza tregua

Chi è Emma Bonino non si misura con una sola diagnosi medica, per quanto grave. Dalla sua iscrizione al Partito radicale nel 1975, ha costruito un’intera esistenza attorno a sfide che allora sembravano radicali—oggi risultano quasi profetiche.

È stata tra le protagoniste della campagna referendaria per la liberalizzazione dell’aborto, della lotta contro il nucleare, delle battaglie per la distribuzione controllata di eroina e dei diritti civili a livello internazionale. Ha digiunato per l’Africa, predicato il dialogo interlaico con una visione geopolitica proiettata ben oltre i confini nazionali, combattuto per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo.

Deputata dal 1976 al 1994, ha ricoperto incarichi sempre più prestigiosi: presidente del Partito radicale transnazionale (1991-1993), europarlamentare dal 1979 al 2006, ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee nel governo Prodi, senatrice e vicepresidente del Senato alle elezioni del 2008. La sua coerenza “pannelliana”—un’eredità di Marco Pannella, suo compagno di battaglia—l’ha resa rispettata persino da avversari politici conservatori.

Il riconoscimento persino dal Vaticano

A confermare la stima che circonda la sua figura persino in ambienti tradizionalmente distanti dalla sua visione laica è stato il gesto di Papa Francesco. Il 5 novembre scorso, poco dopo la dimissione dal ricovero di ottobre, il Pontefice le ha fatto visita a sorpresa. Un segnale potente del dialogo che Bonino aveva sempre praticato con gli ambienti progressisti cattolici, traducendo il suo laicismo in apertura relazionale.

Con Marco Pannella, la relazione umana e politica era stata intensa e continuativa, fino a quando una frattura dolorosa non aveva raffreddato i rapporti poco prima della morte del leader radicale. Eppure il suo nome rimane indissolubilmente legato a quella stagione di impegno civile che ha definito intere generazioni di attivisti italiani.

Oggi, nel reparto di terapia intensiva del Santo Spirito, Emma Bonino affronta ancora una volta quella che per molti sarebbe la resa finale. Ma la sua storia insegna che alcune battaglie non si concludono nei corridoi degli ospedali: si prolungano nella memoria e negli ideali che lasciano dietro.

Oroscopo di oggi 1 dicembre 2025 segno per segno

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Le stelle di questo primo giorno di dicembre ci invitano a un delicato equilibrio tra sogno e realtà. Con la Luna che danza nella pratica Vergine, siamo chiamati a dare una forma concreta ai nostri desideri, a sistemare i dettagli e a prenderci cura di noi stessi e delle nostre responsabilità

ARIETE

  • Amore: La Luna in aspetto dinamico ti rende impulsivo. Attenzione a discussioni inutili con il partner. Se sei single, un’avventura fugace potrebbe capitare dove meno te l’aspetti.

  • Lavoro: Giornata di fuoco. Sei carico di energia e vuoi ottenere risultati immediati. Attenzione a non essere troppo prepotente con i colleghi.

  • Salute: Bruci molte energie. Cerca di canalizzare lo stress con un po’ di attività fisica.

  • Finanze: Possibili spese impulsive. Valuta bene prima di acquistare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non avere fretta. L’impazienza oggi è la tua peggior nemica. Aspetta domani per decidere.

TORO

  • Amore: Cerca coccole e tranquillità. La serata è perfetta per una cena romantica e rilassante in casa. Il comfort è la tua chiave per l’intimità.

  • Lavoro: Giornata ideale per concludere progetti in sospeso e per sistemare questioni pratiche. La tua perseveranza paga.

  • Salute: Sentirai il bisogno di radicarti. Una passeggiata nella natura ti ricaricherà.

  • Finanze: La tua stabilità è solida. Ottimo momento per pianificare un investimento a lungo termine.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo istinto, soprattutto in amore. Ti sta indicando la strada giusta.

GEMELLI

  • Amore: Sei comunicativo e brillante. Approfittane per uscire e socializzare. Le tue parole hanno un fascino particolare oggi.

  • Lavoro: Le idee non mancano, ma fai fatica a concentrarti su una sola. Prendi appunti per non disperdere le intuizioni migliori.

  • Salute: La mente è iperattiva. Un buon libro o un podcast ti aiuteranno a rilassarti la sera.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse da una vendita o da un regalo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Metti nero su bianco le tue idee geniali. Oggi volano via in un attimo.

CANCRO

  • Amore: Le tue emozioni sono in primo piano. Hai bisogno di sentirti protetto/a e compreso/a. Comunica questo bisogno al partner.

  • Lavoro: Meglio lavorare in un ambiente tranquillo. Le tensioni in ufficio potrebbero farti sentire vulnerabile.

  • Salute: Attenzione allo stomaco, è il tuo punto debole oggi. Mangia leggero e con calma.

  • Finanze: Tendenza a spendere per la casa o la famiglia. Va bene, ma senza eccessi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Crea un angolo di pace tutto per te. Ritagliati un’ora di totale relax.

LEONE

  • Amore: Il tuo carisma è al top. Sei al centro dell’attenzione e puoi conquistare chi vuoi. Goditi i riflettori.

  • Lavoro: Fai valere la tua leadership, ma con garbo. I riconoscimenti che meriti potrebbero arrivare.

  • Salute: Piena di energie. È il momento perfetto per iniziare un nuovo sport o attività creativa.

  • Finanze: Una spesa un po’ “regale” per te stesso/a ti solleverà il morale.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non aver paura di brillare. La tua luce ispira gli altri oggi.

VERGINE

  • Amore: L’amore cerca ordine e concretezza. Una conversazione chiara e sincera rafforzerà il tuo legame.

  • Lavoro: La tua efficienza è esemplare. Risolvi questioni intricate con facilità. I superiori noteranno la tua precisione.

  • Salute: Attenzione a non somatizzare l’ansia. Una lista di cose da fare ti aiuterà a sentirti in controllo.

  • Finanze: Ottima giornata per fare budget e organizzare le finanze. Scoprirai dove risparmiare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: L’ordine esteriore riflette quello interiore. Sistemare la tua scrivania ti porterà chiarezza mentale.

BILANCIA

  • Amore: L’armonia è fondamentale. Evita i conflitti e cerca la mediazione. Il fascino è il tuo miglior alleato.

  • Lavoro: Le relazioni con i colleghi sono fluide. Ottimo momento per lavori di squadra e collaborazioni.

  • Salute: L’equilibrio interiore si riflette sul fisico. Yoga o una sessione di meditazione ti faranno bene.

  • Finanze: Possibilità di una piccola spesa per abbellire il tuo spazio o per un oggetto d’arte.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca la bellezza nelle piccole cose. Ti ricaricherà l’anima.

SCORPIONE

  • Amore: Passione e intensità sono alle stelle. Un momento di profonda intimità può rinsaldare un legame. Se single, attiri sguardi carichi di interesse.

  • Lavoro: La tua determinazione ti permette di scoprire informazioni nascoste e di avere il controllo della situazione.

  • Salute: Energia potente. Canalizzala in un’attività fisica intensa per liberare la tensione.

  • Finanze: Un’intuizione finanziaria potrebbe rivelarsi preziosa. Fidati del tuo fiuto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Usa il tuo potere di persuasione con saggezza, non per manipolare.

SAGITTARIO

  • Amore: Il tuo ottimismo è contagioso. L’amore lo vedi come una grande avventura. Proponi al partner qualcosa di nuovo e stimolante.

  • Lavoro: Idee brillanti e visioni a lungo termine. Attenzione ai dettagli, che oggi potresti trascurare.

  • Salute: Hai bisogno di spazio e libertà. Una corsa al parco o una pedalata sono ideali.

  • Finanze: Possibile spesa per un viaggio o un corso di formazione. Un investimento su te stesso/a.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Guarda l’orizzonte, ma ricorda di dove metti i piedi.

CAPRICORNO

  • Amore: Le emozioni sono più serie e profonde. Cerchi stabilità e impegno. Un gesto di responsabilità verso il partner sarà molto apprezzato.

  • Lavoro: Giornata di grande produttività. Sei focalizzato e ambizioso. I tuoi sforzi sono destinati a dare frutti.

  • Salute: Solida, ma attenzione a non trascurare il riposo. Anche i pilastri hanno bisogno di sostegno.

  • Finanze: La tua gestione oculata dà i suoi frutti. Ottimo per pianificare il futuro con sicurezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Un piccolo passo alla volta, ma costante. È la tua strategia vincente.

ACQUARIO

  • Amore: L’amicizia e la condivisione di ideali sono la base dell’amore oggi. Una serata con gli amici può riservare sorprese piacevoli.

  • Lavoro: Le tue idee sono innovative e fuori dagli schemi. Condividile, troverai alleati inaspettati.

  • Salute: Benessere mentale prima di tutto. Contatta un amico per una chiacchierata rigenerante.

  • Finanze: Entrate o idee legate a progetti di gruppo o al mondo digitale.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua originalità è un dono. Non temere di mostrarla.

PESCI

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Il confine tra realtà e fantasia è sottile. Cerca di ancorarti al presente per evitare delusioni.

  • Lavoro: Lascia spazio all’intuizione. In riunione, potresti captare atmosfere che altri non colgono.

  • Salute: Giornata sensibile. Ritagliati del tempo per stare da solo/a e ricaricarti.

  • Finanze: Attenzione a spese dettate da illusioni o a offerte troppo belle per essere vere.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua compassione è una forza, ma oggi non farti trascinare troppo dai drammi altrui.


È una giornata in cui l’amore chiede gesti tangibili, il lavoro attenzione al particolare e le finanze una gestione oculata.

Tuttavia, non mancano spiragli di magia e passione, soprattutto per i segni d’acqua e fuoco, che ci ricordano che anche nell’ordine più rigoroso c’è spazio per un’improvvisa fiammata. Il consiglio generale, ispirato dalle parole di Paolo Tedesco, è di procedere con calma e consapevolezza.

Non forzare la mano, ma non rinchiuderti nella paura. Ascolta il messaggio delle stelle: costruisci il tuo futuro un mattone alla volta, ma non dimenticare di alzare lo sguardo verso le stelle che ti illuminano la via. Buon inizio dicembre

Camorra, morto in carcere il boss Ciro Minichini

Si è portato nella tomba i segreti di una guerra di camorra lunga trent’anni.
Ciro Minichini, per tutti “Cirillino”, è morto nel reparto sanitario del carcere di Opera, dove era tornato da poche settimane dopo una breve parentesi ai domiciliari concessa per le sue condizioni cliniche ormai disperate.

Un tumore implacabile l’ha divorato in silenzio, mentre lui restava aggrappato al suo mondo e alle sue regole: quelle dell’omertà e della fedeltà alla cosca.

Per decenni era stato indicato come uno dei registi occulti dell’eterna faida di Ponticelli, lo scontro armato nato con la scissione dei De Luca Bossa dai Sarno e poi proseguito con la sanguinosa rivalità con il gruppo De Micco. Un conflitto sotterraneo, strisciante, che ha segnato intere generazioni nella periferia Est di Napoli.

Il ras del Lotto 0: sei ergastoli e nessuna collaborazione

Minichini era un nome pesante. Un pezzo da novanta della camorra di Napoli Est.
Nel corso degli anni aveva collezionato sei ergastoli, poi cancellati e riconfigurati al ribasso dopo una serie di ammissioni parziali in aula, ma senza mai fare il passo decisivo: non ha mai collaborato con la giustizia. Neanche quando la malattia ha iniziato a logorarlo. Neanche quando il suo potere criminale era ormai in declino.

Cirillino ha preferito chiudere la porta alle verità indicibili della faida, alle dinamiche nascoste, alla lunga catena di vendette che ha insanguinato Ponticelli dagli anni ’90 in poi.

Il dolore per il figlio ucciso: la vendetta dei “Bodo”

Non ha mai superato, raccontano gli investigatori, la morte del figlio Antonio Minichini, assassinato nel 2013. Un agguato studiato a tavolino come vendetta trasversale dal gruppo dei “Bodo”, fazione allora in ascesa nel delicato equilibrio criminale dei quartieri orientali.

Quel colpo al cuore segnò profondamente il boss, senza però infrangere il muro dell’omertà. Non una parola ai magistrati, non un passo verso la collaborazione.

La battaglia giudiziaria sul 41-bis

Il nome di Minichini tornò sulle cronache nazionali nel 2019, quando la Prima sezione della Cassazione annullò con rinvio la proroga del suo regime di carcere duro. Una decisione che sembrò aprire un varco nella sua detenzione.
Una speranza di libertà, breve e illusoria.

Rimase infatti al 41-bis, anche dopo lo spostamento dal carcere di Novara a quello di Opera. Lì, negli ultimi mesi, la malattia ha preso il sopravvento, fino alla morte avvenuta pochi giorni fa.

Il plenipotenziario dei De Luca Bossa

Dopo l’arresto di Antonio De Luca Bossa, “’o sicc”, Cirillino divenne uno dei plenipotenziari del clan nel controllo del territorio.
Nel 2016 ottenne una riduzione della condanna all’ergastolo nel processo d’appello per l’omicidio del 17enne Raffaele Riera, ucciso nel luglio del 1996.

Riera era stato accusato dai vertici del clan di avere una relazione con Anna De Luca Bossa, sorella del boss scissionista e moglie di Minichini. Una colpa considerata imperdonabile.
Per quel delitto, ritenuto dagli investigatori un “omicidio d’onore” in salsa camorristica, se la cavò con vent’anni di carcere.

Delitti, imboscate e il sangue del Lotto 0

Tra le imputazioni che hanno segnato la carriera criminale di Minichini figura anche l’omicidio di Salvatore Tarantino, figura apicale del clan Sarno, trucidato nel 2009 in un’imboscata nel Lotto 0.
Un delitto strategico in un momento di piena riconfigurazione del potere criminale tra Ponticelli e Cercola, quando il dominio dei Sarno iniziava a sgretolarsi e le nuove leve dei De Luca Bossa si affacciavano con ferocia sulla scena.

Una guerra senza fine

Con la morte di Cirillino si chiude un capitolo, ma non la guerra. La faida di Ponticelli resta un conflitto aperto, mutevole, che negli anni ha cambiato protagonisti ma non logiche. Giovani spregiudicati hanno preso il posto dei vecchi ras, e il territorio resta conteso tra gruppi che vivono nella costante alternanza tra tregue apparenti e improvvise fiammate di sangue.

Ciro Minichini, dal carcere, ne era stato spettatore e artefice. Ora il suo silenzio pesa come un macigno sulle pagine ancora incomplete della storia criminale di Napoli Est.

Conte esalta il Napoli: «Serviva l’elmetto, vincere così a Roma non era facile»

Antonio Conte si prende la scena nel post partita dell’Olimpico, orgoglioso di un Napoli che, nonostante l’emergenza, ha saputo imporsi sulla Roma con personalità e coraggio. Il tecnico azzurro riconosce il peso della vittoria: «Venire a Roma e giocare con questa personalità non era facile, loro sono un’ottima squadra. Ho chiesto ai ragazzi di guardare gli avversari sempre negli occhi e mi hanno dato una risposta straordinaria».

Una soddisfazione resa ancora più forte dalle numerose assenze che continueranno a condizionare le prossime settimane. «Spero che ai giocatori che ci sono non accada nulla. Altrimenti andremmo ancora in difficoltà», ammette Conte, pur sottolineando la compattezza del gruppo.

L’allenatore insiste sull’identità della squadra, quella che ha permesso al Napoli di tornare a crederci: «Il gruppo sta dimostrando entusiasmo, voglia e determinazione, gli stessi valori che ci hanno portato l’anno scorso allo Scudetto. Vogliamo provare a difenderlo, sperando non ci siano altre defezioni». Il concetto chiave, ribadito più volte, è lo spirito da battaglia: «È un momento da elmetto e mantenerci su questi standard è incredibile. Vincere con l’Atalanta e qui a Roma è stato fondamentale. Se vogliamo, possiamo».

Conte torna anche sulla mini-pausa concessa a sé stesso durante la sosta nazionali, un tema che aveva fatto discutere: «In Inghilterra è normale, l’avevo già fatto al Chelsea e al Tottenham. C’era l’accordo con il club e penso che lo rifarò: la pressione è tanta, ogni tanto serve una boccata d’ossigeno».

Gasperini: «Roma senza energie. Il gol subito? Su Kone fallo che si poteva fischiare»

Gian Piero Gasperini non cerca alibi ma riconosce che la Roma vista contro il Napoli non somigliava alla squadra solida e aggressiva delle settimane precedenti. Il tecnico giallorosso, ai microfoni di Dazn, individua nell’azione che ha portato al gol di Neres il simbolo di una serata complicata: «Ci siamo trovati scoperti, su Kone credo ci fosse fallo, ma resta un nostro errore prendere quel contropiede».

Per Gasperini il vero nodo è la condizione atletica: «Ci è dispiaciuto giocare senza l’energia e la velocità giusta. Forse questa volta abbiamo pagato la partita del giovedì». Il tecnico ammette che il gruppo è arrivato all’appuntamento «un po’ incerottato» e incapace di esprimere il ritmo mostrato nelle ultime uscite. Una prestazione sottotono nei duelli, nelle transizioni e nella qualità dei possessi, proprio nel giorno in cui il Napoli ha trovato una delle sue prove più autoritarie in trasferta.

Sulle difficoltà nei big match, Gasperini invita alla calma: «Sono state partite diverse. Oggi siamo stati meno brillanti e meno belli del solito, è un peccato ma il campionato è lungo». La ricetta del tecnico è sempre la stessa, anche dopo una delusione pesante: voltare pagina e guardare subito avanti.

De Laurentiis esalta ancora Conte: «Gruppo guidato da un vero condottiero»

La vittoria dell’Olimpico non ha solo un peso tecnico, ma anche simbolico. Aurelio De Laurentiis lo ha voluto sottolineare con un messaggio secco e orgoglioso pubblicato su X al termine della partita che ha visto il Napoli imporsi 1-0 sulla Roma.

Il presidente azzurro parla di «grande vittoria di un gruppo guidato da un vero condottiero», una frase che ribadisce la sua piena fiducia in Antonio Conte e nel percorso intrapreso dalla squadra. Il successo contro i giallorossi, firmato dalla rete di Neres, permette agli azzurri di raggiungere il Milan in vetta alla classifica e rilancia una squadra che nelle ultime settimane aveva attraversato più di una difficoltà.

Per De Laurentiis, però, l’Olimpico ha rappresentato la risposta più convincente: un Napoli solido, compatto, concentrato, con un’identità che sta finalmente emergendo. Il presidente ha voluto mettere al centro il gruppo e il suo allenatore, un binomio che considera decisivo per affrontare la corsa scudetto. Il messaggio arriva in un momento in cui ogni segnale di crescita pesa doppio, e il patron azzurro sceglie il linguaggio delle battaglie per ribadire la forza della squadra e del suo leader tecnico.

Il Napoli espugna l’Olimpico e riconquista la vetta: un gol di Neres stende la Roma

Il Napoli ritrova coraggio, punti pesanti e soprattutto la vetta. All’Olimpico la squadra di Antonio Conte supera la Roma 1-0 grazie al guizzo di Neres nel primo tempo e si rimette davanti ai giallorossi, agganciando il Milan a quota 28. È un successo che vale più della classifica: dopo le difficoltà delle ultime trasferte, gli azzurri si impongono con una prestazione autoritaria e lucida, mentre la Roma di Gian Piero Gasperini – capolista solitaria fino a ieri – mostra limiti strutturali che in un confronto diretto tornano a galla.

Il primo tempo fotografa la differenza tra le due squadre. Il Napoli amministra il possesso, si muove a ritmi alti e costruisce con continuità, totalizzando il 62% di gestione palla e quasi cento passaggi riusciti in più degli avversari. La Roma prova a difendersi con preventive e raddoppi, ma Mancini e Ndicka faticano contro la velocità delle punte azzurre. E al 36’ arriva l’azione che decide tutto: Hojlund si gira, vede lo spazio e lancia Neres, che brucia Mancini nell’allungo e infila Svilar per lo 0-1.

Il resto della frazione racconta poco dei giallorossi: un sinistro largo di Soulé e un tentativo debole di Mancini non bastano a impensierire Milinkovic-Savic. Al rientro in campo Gritti – in panchina al posto dello squalificato Gasperini – prova a cambiare volto alla squadra inserendo Baldanzi al posto di Ferguson. Dybala entra solo al 61’, assieme ad altri innesti pensati per aumentare qualità e ritmo. Ma la Roma continua a sbagliare appoggi elementari, soffre la pressione del Napoli e si affida a iniziative estemporanee.

Pellegrini prova a scuotere l’ambiente con un destro che si spegne alto al 77’. Nel finale entrano Bailey ed El Shaarawy, ma l’unica occasione reale nasce dai piedi di Dybala, che ispira Baldanzi: conclusione sul piede debole e risposta attenta di Milinkovic-Savic. È l’unico vero brivido di una partita che il Napoli controlla fino al fischio finale. Una vittoria pesante, che rimette gli azzurri davanti a tutti in vista della sfida contro la Juventus dell’ex Spalletti. La Roma, invece, lascia l’Olimpico con più dubbi che certezze: un’altra occasione mancata per dimostrare di essere da grande corsa.

Napoli, Francesco Pio, il pizzaiolo ucciso per un paio di sneakers: “La sua storia va raccontata ai giovani”

Napoli – Aveva solo 18 anni, una vita normale in un quartiere di periferia e un lavoro da pizzaiolo che si era conquistato con sacrificio. È così che la famiglia ricorda Francesco Pio Maimone, ucciso nella zona di Mergellina sul lungomare nella notte segnata da una lite assurda, esplosa – secondo la ricostruzione degli inquirenti – per un paio di sneakers sporcate.

Una morte improvvisa e senza senso, che ha trasformato il ragazzo in un simbolo di fragilità sociale ma anche di resilienza, mentre sul piano giudiziario la vicenda è approdata alle aule della Corte di Assise d’Appello.

Antonio e Tina Maimone, i genitori di Francesco Pio, non si rassegnano al ruolo di semplici vittime del destino. Per loro, la storia del figlio deve diventare un monito e un esempio per i più giovani.

“La storia di nostro figlio va narrata ai giovani di oggi che rivelano non di rado fragilità caratteriali e comportamentali”, spiegano. “Fare memoria di Francesco Pio significa promuovere gli autentici valori della vita”.

La notte dell’omicidio sul lungomare

La tragedia si consuma sul lungomare di Napoli, in una zona affollata di ragazzi, locali e movida. Secondo l’accusa, quella che sembra inizialmente una banale discussione si trasforma in una rissa nata per delle scarpe sporcate, un motivo tanto futile quanto drammaticamente rivelatore del clima di tensione e di violenza che può esplodere all’improvviso.

Francesco Pio, estraneo a quella lite, finisce nel mezzo. Non aveva preso parte alle provocazioni, non aveva cercato lo scontro: si trova semplicemente li con gli amicii. abere una birra.

Un colpo di pistola lo raggiunge al cuore. Il 18enne muore così, vittima innocente di una violenza armata che, ancora una volta, strappa la vita a un ragazzo che stava provando a costruirsi un futuro onesto.

Per quell’omicidio viene individuato e processato Francesco Pio Valda, ritenuto dagli inquirenti il responsabile degli spari. In primo grado, Valda viene condannato all’ergastolo per l’omicidio di Maimone. Una sentenza pesante che fotografa, almeno sul piano giudiziario, la gravità di quanto accaduto.

Dalla periferia alla speranza: il profilo di Francesco Pio

Per capire la portata di questa storia, bisogna partire dal quartiere in cui Francesco Pio è cresciuto: una periferia difficile, dove – ricordano i genitori – “aumenta il rischio di cedere alle lusinghe della malavita in cambio di facili e pericolose illusioni”.
Un contesto dove la criminalità organizzata resta presente e dove i modelli devianti, spesso, sembrano più accessibili di quelli positivi.

Eppure, sottolineano Antonio e Tina Maimone, il loro figlio aveva scelto un’altra strada.
“Francesco Pio era un ragazzo che ha dovuto affrontare incertezze e difficoltà nel vivere la sua quotidianità in un quartiere di periferia”, raccontano. “Nonostante la sua giovane età, ha sempre fatto scelte coraggiose e orientate al bene”.

Lavoro, impegno, affetto per la famiglia: questo il ritratto che i genitori vogliono consegnare all’opinione pubblica. “L’aspetto più bello era il suo carattere, affettuoso e presente”, dicono.

Un ragazzo che non si è lasciato trascinare, che non ha cercato scorciatoie, che guardava alla vita con gratitudine, nonostante le difficoltà.

Un messaggio d’amore a sua madre e ai giovani

Pochi giorni prima di morire, Francesco Pio compie un gesto che per la sua famiglia è diventato un testamento morale. Scrive a Geolier, uno dei suoi artisti preferiti, e gli chiede di dedicare una canzone a sua madre.
In quel messaggio, il 18enne esprime parole di amore e di gratitudine, un bisogno di dire “grazie” alla donna che lo aveva cresciuto tra sacrifici e speranze.

Per i genitori, questo episodio dice molto più di tante etichette:

“La storia di Francesco Pio Maimone non è una storia di ghetto: è la storia di un ragazzo con un animo nobile, di un modello di resilienza e di amore per la vita”, ribadiscono. È questo il punto centrale del loro appello: fare in modo che i giovani riconoscano in Francesco Pio non solo una vittima, ma un esempio positivo, un coetaneo che ha scelto il lavoro, la famiglia, i sentimenti sinceri.

Ecco perché Antonio e Tina oggi chiedono che questa vicenda venga raccontata nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri giovanili: non come cronaca nera fine a sé stessa, ma come racconto di una scelta di campo, di un “no” silenzioso alle scorciatoie illegali che tanti ragazzi, schiacciati dalle periferie, finiscono per considerare inevitabili.

Il processo e l’attesa in Corte d’Assise d’Appello

Sul fronte giudiziario, la morte di Francesco Pio ha già avuto un primo esito nelle aule di tribunale: Francesco Pio Valda è stato condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio del 18enne.
La difesa ha impugnato la sentenza, e la vicenda è approdata dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli, chiamata a confermare o riformare il verdetto.

Per la famiglia Maimone, ogni udienza è una ferita che si riapre. Domani, a Napoli, è attesa la decisione dei giudici di secondo grado. Un passaggio cruciale, che Antonio e Tina vivono con il peso di un dolore che non conosce tregua, ma anche con la determinazione di chi chiede giustizia, non vendetta.

“Chiediamo ancora una volta giustizia per nostro figlio”, affermano. Nelle loro parole si intrecciano l’ansia per l’esito processuale e la consapevolezza che nessuna sentenza potrà restituire ciò che è stato strappato alla loro vita.

“Ogni giorno dobbiamo affrontare questo dolore perenne che è dentro di noi e davanti a noi – raccontano –. La sensazione è quella di vedere tutto ciò che ci circonda attraverso un velo che non ci permette più di partecipare liberamente alla vita: è cambiato tutto, in modo irrimediabile”.

La memoria come antidoto alla violenza

Per i Maimone, giustizia e memoria camminano insieme. Da un lato la necessità che lo Stato riconosca pienamente le proprie responsabilità nell’accertare la verità e punire i colpevoli. Dall’altro, la volontà di trasformare questa tragedia in un’occasione di riflessione collettiva.

Raccontare la storia di Francesco Pio significa, secondo i genitori, parlare agli adolescenti che vivono tensioni, solitudini, fragilità emotive. Significa mettere al centro il tema della violenza armata, delle reazioni sproporzionate, delle armi che circolano con inquietante facilità tra i più giovani.

Significa, soprattutto, ribadire che esistono percorsi alternativi nei quartieri difficili e che l’esempio di chi, come Francesco Pio, sceglie il lavoro e la famiglia può e deve diventare un modello positivo.

La loro battaglia, oggi, non è solo dentro un’aula di giustizia. È anche nelle parole che chiedono di portare la storia del figlio nelle scuole e negli spazi educativi, perché un ragazzo ucciso per una futile lite non resti solo una statistica, ma diventi coscienza viva di una città.

Ennesimo incidente in autostrada tra Eboli e Battipaglia: morto 54enne

Salerno – Tragedia nel tardo pomeriggio di oggi lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo, nel tratto salernitano: un uomo di 54 anni ha perso la vita in seguito a un incidente stradale avvenuto in carreggiata Nord, tra gli svincoli di Eboli e Battipaglia.

Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe trattato di un incidente autonomo. La vittima, un 54enne originario di San Cipriano Picentino (in provincia di Salerno), era alla guida di una piccola utilitaria e viaggiava da solo. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia stradale, il veicolo è finito improvvisamente fuori strada, andando a schiantarsi contro il guardrail.

L’impatto è stato particolarmente violento. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia stradale della sottosezione di Eboli e i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al conducente. Le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime.

Il 54enne è stato trasferito d’urgenza al presidio ospedaliero “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia, dove i medici hanno tentato in ogni modo di salvarlo. Nonostante gli sforzi del personale sanitario, il cuore dell’uomo ha smesso di battere poco dopo il suo arrivo in ospedale.

Nel frattempo, il traffico lungo l’autostrada A2 ha subito pesanti ripercussioni. Il tratto interessato dall’incidente è stato parzialmente ristretto per consentire i rilievi e le operazioni di messa in sicurezza, con inevitabili rallentamenti e code nel tardo pomeriggio.

Gli agenti della polizia stradale sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto e chiarire le cause che hanno portato l’auto a uscire di strada e a impattare contro il guardrail.

Napoli, la protesta dei tassisti contro le nuove restrizioni anti-smog: “Norma inutile senza controlli”

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Napoli – La nuova Disposizione Dirigenziale n. 784 del 24 novembre 2025 del Comune di Napoli — che impone limitazioni alla circolazione per contrastare l’inquinamento atmosferico — riaccende lo scontro tra Palazzo San Giacomo e la categoria dei tassisti. Una misura che, secondo il Comitato di Base Taxi e le principali organizzazioni sindacali del settore, sarebbe stata adottata più per rispondere alle richieste della Regione Campania che per reali finalità ambientali.

Secondo i rappresentanti dei tassisti, infatti, il provvedimento nasce privo di una strategia operativa. Le restrizioni alla circolazione vengono formalmente introdotte, ma non esiste — denunciano — alcun piano per garantirne l’applicazione concreta: niente controlli, nessuna campagna informativa, assenza totale di misure di accompagnamento o di alternative per i lavoratori che, come i tassisti, vivono la strada ogni giorno.

Le sigle di categoria hanno richiesto un incontro all’assessore comunale alla Legalità, con l’obiettivo di collaborare all’attuazione della norma, purché accompagnata da strumenti idonei a garantirne il rispetto. Ma, nonostante le sollecitazioni, dal Comune non è arrivato alcun segnale: nessuna convocazione, nessun tavolo tecnico, nessun chiarimento.

E il risultato, denunciano i tassisti, è sotto gli occhi di tutti: «La disposizione esiste, ma non viene applicata. Nulla è cambiato», sottolinea il Comitato di Base Taxi Napoli. «Si continua a parlare di sostenibilità, ma senza controlli e senza un piano complessivo, la città non respira di meno e i cittadini non ricevono alcun beneficio concreto».

La vicenda si inserisce in una vertenza più ampia che, negli ultimi anni, ha visto i tassisti napoletani scontrarsi con l’amministrazione su diversi fronti: dalla gestione delle Ztl alle regolamentazioni temporanee del traffico, fino ai controlli contro l’abusivismo e alle richieste di sostegno economico per il rinnovo delle flotte a basso impatto ambientale. Richieste rimaste in gran parte inevase, secondo le associazioni, che denunciano un sistema «schiacciato tra norme calate dall’alto e assenza di interventi strutturali».

Per il settore, già provato dalla concorrenza irregolare e dal calo dei flussi turistici stagionali, l’ennesima misura senza attuazione rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio burocratico privo di benefici reali.

La vicenda mette in luce un problema ricorrente nella gestione delle politiche ambientali a Napoli: provvedimenti annunciati con toni ambiziosi ma privi di un’architettura amministrativa tale da renderli efficaci. Le città che riducono davvero lo smog non lo fanno solo imponendo divieti, ma adottando piani integrati: controlli costanti, incentivi per il rinnovo dei mezzi, trasporti pubblici potenziati, campagne informative e collaborazione con le categorie coinvolte.

Il rischio, ancora una volta, è trasformare una buona intenzione in un atto puramente formale, che scontenta i lavoratori e non porta benefici alla città. Il dialogo chiesto dai tassisti dovrebbe essere il punto di partenza per una strategia più ampia, non l’ennesima richiesta lasciata in sospeso.

 

Napoli, rubata l’insegna-simbolo dell’Officina della Tammorra

Napoli – L’Officina della Tammorra, storica bottega artigianale e punto di riferimento per la cultura popolare partenopea, è stata colpita da un furto che va ben oltre il danno economico.

Sabato pomeriggio, intorno alle 15:30, è stata asportata l’enorme tammorra (circa 1,20×1,20 metri) che fungeva da insegna e simbolo dell’attività gestita dall’artista e artigiana Paola Gargiulo.

Il furto lampo nel caos del Centro Storico

Paola Gargiulo si era allontanata dalla sua bottega solo per pochi minuti. Al suo ritorno, l’amara e incredibile sorpresa: lo storico strumento, un’insegna impossibile da non notare, era scomparso. L’episodio, avvenuto in un orario di grande afflusso turistico nei vicoli, solleva interrogativi sulla facilità con cui i malviventi si siano dileguati indisturbati tra la folla.

La vittima del furto ha immediatamente segnalato l’accaduto al deputato Francesco Emilio Borrelli.

Il valore inestimabile di un simbolo

Per Paola Gargiulo il danno è incalcolabile, soprattutto a livello affettivo e storico. “Non avrei mai pensato che qualcuno potesse fare una cosa simile,” ha dichiarato la titolare, sconvolta.

Paola Gargiulo: “Sono molto legata a quella tammorra che rappresenta 25 anni di lotte e sacrifici e il ricordo di mio marito. Dopo tanti anni nei quali ci siamo battuti per non far perdere un patrimonio della nostra cultura, spero che mi aiutino a recuperarla. Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia visto niente.”

La tammorra rubata, quindi, non era solo un’insegna, ma un vero e proprio pezzo di storia personale e culturale, testimone di un quarto di secolo dedicato alla difesa della tradizione musicale campana.

L’indignazione di Borrelli: “Colpito un pezzo di Napoli autentica”

Il deputato Francesco Emilio Borrelli non ha esitato a definire il gesto come “vigliacco e offensivo,” non solo verso l’artigiana, ma verso l’intera identità culturale napoletana.

Francesco Emilio Borrelli: “Quel grande strumento non era un semplice oggetto decorativo: rappresentava 25 anni di lavoro, sacrifici, identità e memoria, legati anche alla storia personale di Paola e di suo marito. Portarlo via significa colpire un pezzo di Napoli autentica, quella che resiste tra mille difficoltà per tenere viva la nostra tradizione musicale.”

Borrelli ha lanciato un appello diretto ai responsabili del furto, chiedendo un “sussulto di dignità” e l’immediata restituzione dell’insegna. Parallelamente, ha sollecitato le autorità a verificare le immagini delle telecamere presenti nell’area, affinché un atto così sfrontato in un luogo ad alta frequentazione non resti impunito.

“Continuerò a seguire la vicenda finché l’insegna non tornerà al suo posto. Paola non deve sentirsi sola: la cultura va difesa, non rubata,” ha concluso il deputato, promettendo il suo impegno fino al recupero dello storico strumento.

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