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Navigare tra le Opportunità Finanziarie: Come il Forex Sta Guadagnando Slancio in Italia

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un crescente interesse verso opportunità finanziarie alternative, soprattutto tra le generazioni più giovani che desiderano diversificare le proprie fonti di reddito. La regione Campania, con il suo mix di spirito imprenditoriale e ricchezza culturale, ha visto un numero sempre maggiore di residenti esplorare modi per gestire le proprie finanze in maniera più proattiva. Da Napoli a Benevento, molti cercano strumenti che uniscano accessibilità e guida affidabile, permettendo loro di prendere decisioni consapevoli in un panorama finanziario in continua evoluzione.

Il Forex trading, ovvero lo scambio di valute estere, si è affermato come una delle vie più popolari per chi desidera ampliare le proprie conoscenze finanziarie. A differenza dei canali di investimento tradizionali, il Forex offre la flessibilità di operare da qualsiasi luogo, rendendolo particolarmente attraente nelle aree in cui le opportunità economiche sono limitate o variabili. Comprendere le dinamiche del cambio valuta, le tendenze di mercato e la gestione del rischio può aprire nuove porte a chi è disposto a imparare e a operare con strategia.

Per i principianti, disporre delle giuste risorse educative è fondamentale. Le piattaforme che offrono una guida strutturata aiutano gli utenti a sviluppare fiducia riducendo al minimo potenziali perdite. I residenti che desiderano muovere i primi passi possono imparae a fare trading ora tramite corsi online affidabili che coprono tutto, dalla terminologia di base alle strategie avanzate. Queste piattaforme includono spesso lezioni interattive, simulazioni in tempo reale e approfondimenti da parte di trader esperti, rendendo l’apprendimento pratico e coinvolgente.

Perché il Forex Attira i Residenti della Campania

Diversi fattori contribuiscono alla crescente popolarità del Forex in regioni come la Campania:

Accessibilità: È sufficiente una connessione internet e una comprensione basilare dei principi di mercato, rendendolo ideale per chi non può fare affidamento esclusivo sulle istituzioni finanziarie locali.

Flessibilità: I trader possono gestire il proprio tempo in autonomia, una caratteristica utile sia per studenti che per professionisti in cerca di un’entrata aggiuntiva.

Crescita Formativa: Interagire con i mercati Forex permette di sviluppare capacità analitiche e alfabetizzazione finanziaria, utili sia a livello personale che professionale.

Potenziale Redditività: Sebbene esistano rischi, strategie disciplinate e decisioni informate possono portare a rendimenti significativi.

Comprendere Rischi e Responsabilità

Nonostante il suo fascino, il Forex trading presenta delle sfide. La volatilità del mercato valutario può generare profitti consistenti, ma anche perdite. I residenti della Campania, soprattutto i principianti, dovrebbero considerare:

Fluttuazioni di Mercato: I valori delle valute possono variare rapidamente in base a eventi politici, annunci economici o crisi globali.

Pressione Psicologica: Il trading richiede disciplina emotiva; le decisioni impulsive portano spesso a perdite.

Truffe e Piattaforme Inaffidabili: I nuovi trader devono verificare la credibilità delle piattaforme ed evitare servizi non regolamentati.

Affrontando il Forex con cautela, formazione e obiettivi chiari, è possibile ridurre i rischi e allo stesso tempo ampliare la comprensione delle dinamiche finanziarie globali.

Strumenti e Strategie per un Trading di Successo

Per ottenere risultati duraturi è fondamentale adottare strategie efficaci. I principianti in Campania possono seguire questi passi pratici:

Iniziare con un Conto Demo: Permette di esercitarsi senza rischiare denaro reale, comprendendo la meccanica del mercato.

Diversificare gli Investimenti: Evitare di investire tutto in una sola valuta o strategia; la diversificazione riduce l’esposizione.

Rimanere Aggiornati: Monitorare regolarmente notizie globali, eventi politici e report economici che influiscono sui valori delle valute.

Stabilire Limiti Chiari: Definire livelli di stop-loss e obiettivi di profitto per gestire il rischio in modo efficace.

Strategia
Descrizione
Vantaggio

Trend Following
Identificare e seguire le tendenze di mercato
Riduce l’incertezza e allinea le operazioni alla direzione del mercato

Swing Trading
Cogliere movimenti di prezzo a breve/medio termine
Equilibrio tra rischio e potenziale rendimento

Risk Management
Applicare stop-loss e dimensionamento delle posizioni
Protegge il capitale e promuove disciplina

Analisi Fondamentale
Studiare indicatori economici e politici
Migliora le decisioni basate sui dati

Comunità e Opportunità di Networking

Un altro aspetto in crescita del Forex trading è il supporto offerto dalle comunità attraverso forum online, webinar e gruppi locali. I residenti della Campania possono trarre vantaggio da confronti tra pari, condividendo strategie, ponendo domande e ricevendo feedback da trader esperti. Il networking rafforza l’apprendimento e crea un senso di responsabilità, migliorando la costanza nelle pratiche di trading.

Alcune piattaforme integrano anche programmi di mentorship, mettendo in contatto i principianti con trader professionisti che offrono una guida personalizzata. Questa forma di mentoring non solo rafforza le competenze tecniche, ma incoraggia anche un pensiero strategico, fondamentale per orientarsi nell’ambiente complesso del Forex.

Collegare gli Interessi Locali alla Finanza Globale

In una regione come la Campania, dove le condizioni economiche variano notevolmente tra le province, il Forex rappresenta un’opportunità unica per entrare in contatto con i mercati finanziari globali. Offre ai residenti la possibilità di integrare il proprio lavoro tradizionale o attività imprenditoriali con strategie di trading consapevoli, favorendo l’indipendenza finanziaria. Combinando apprendimento pratico e disciplina, è possibile trasformare la curiosità in competenze concrete e potenziali guadagni.

In sintesi, il crescente interesse per il Forex riflette una tendenza più ampia: sempre più persone cercano strumenti per gestire meglio il proprio futuro finanziario. Grazie alla formazione, a pratiche di trading responsabili e al supporto della comunità, i residenti di Napoli, Caserta, Avellino e Benevento stanno affrontando queste opportunità con fiducia crescente, trasformando i mercati finanziari globali in una risorsa accessibile per la crescita personale e la stabilità economica.

Lombardia e Campania condividono una trasformazione che ridisegna la socialità urbana

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Milano e Napoli sono mondi diversi, ma Lombardia e Campania condividono una trasformazione che ridisegna la socialità urbana: più nuclei piccoli, più autonomia quotidiana, una logistica digitale che accorcia i tempi tra desiderio e decisione. In questo contesto si spiegano — senza moralismi — anche gli incontri tra adulti consenzienti mediati da piattaforme specializzate come Bacirosa.com.

Il dato che cambia l’ecosistema sociale

Le cifre raccontano una normalità nuova. In Lombardia la tipologia familiare più frequente è composta da giovani single: famiglie con un solo elemento pesa il 37,5% del totale, con una dimensione media che scende a 2,20 componenti (2023). È un dato superiore alla media nazionale (36,8%) e in crescita di lungo periodo.In Campania il quadro è diverso ma in convergenza: la quota di famiglie unipersonali è pari al 29,3% (sotto la media italiana), mentre i nuclei numerosi restano più presenti che altrove; la popolazione regionale è 5,59 milioni (–0,3% su base annua).

Il confronto metropolitano accentua il fenomeno. A Milano i single sono la tipologia più diffusa e sono cresciute del 17% in dieci anni, arrivando al 56% nel 2024: un cambio d’epoca che si riflette su abitare, consumi e tempo libero.

Perché questo incide sugli incontri tra adulti

Più single (o, più in generale, più autonomia individuale) significa orari sfasati, decisioni last-minute, preferenza per servizi on-demand. Richieste come escort Varese oppure escort Bergamo In Lombardia sono una quotidianità sempre più diffusa; in Campania esiste una platea d’età attiva ampia, che però si concentra per le scelte particolarmente nelle ore serali e nei weekend.

Chi li usa: l’identikit

Il profilo “tipo” in entrambe le regioni è 25–54 anni, forte dimestichezza con lo smartphone, pagamenti elettronici, richiesta di trasparenza (profilo aggiornato, disponibilità reale, regole chiare su privacy e moderazione), Milano tende a spingere sul last minute (grazie alla densità di offerta)

Quando si concentra il traffico

La curva d’uso è sorprendentemente stabile in entrambe le aree:

  • Fasce serali: picco tra 22:00 e 24:00; in Lombardia i picchi sono più “spalmati” (platea più ampia, più eventi), in Campania più radunati su venerdì e sabato.
  • Weekend: venerdì e sabato sono i giorni caldi; domenica registra un mini-picco di rientro.
  • Grandi eventi (fiere, concerti, partite): +consultazioni nelle 24–48 ore precedenti, effetto particolarmente visibile su Milano (turismo d’affari) e Napoli (turismo culturale).

Esperienza e riservatezza

In Italia l’attività tra adulti consenzienti è consentita. Le piattaforme affidabili come Bacirosa adottano moderazione, divieti ai minori e privacy-by-design. La Lombardia corre davanti per quota di single e densità di offerta; la Campania segue la scia mantenendo abitudini proprie. Nel mezzo, una stessa abitudine: usare piattaforme — Bacirosa.com compresa — per trasformare il tempo libero in esperienze scelte, spesso decise in poche ore e gestite dallo smartphone. È la fotografia più aggiornata della socialità adulta nell’Italia del 2025.

Pagani, irrompe in casa del nonno nonostante divieto: arrestato

Pagani  – Un 29enne del posto, già gravato da misure cautelari per estorsione e maltrattamenti contro madre e nonno, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri della Tenenza di Pagani.

I fatti risalgono a questa mattina, quando l’uomo ha violato il divieto di avvicinamento e l’allontanamento dalla casa familiare, introdendosi senza autorizzazione nell’abitazione del nonno materno. I militari, allertati immediatamente, lo hanno individuato e bloccato sul posto, procedendo all’arresto per la violazione delle prescrizioni giudiziarie.

L’indagato, noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di violenza familiare, era stato colpito dal provvedimento cautelare proprio a causa delle continue angherie nei confronti dei propri familiari stretti. La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha convalidato l’arresto: ora l’uomo si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito per direttissima.

Episodi come questo gettano luce sul dramma dei maltrattamenti in famiglia, un fenomeno in crescita nel Salernitano, dove i carabinieri intensificano i controlli per tutelare le vittime vulnerabili.

Truffa Pac a Benevento: allevatore incassa fondi su terreno senza diritto

Le Fiamme gialle del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Benevento hanno smascherato un caso di indebita percezione di fondi europei legati alla Politica Agricola Comune (Pac). Nel corso di un controllo amministrativo coordinato con l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno riscontrato gravi irregolarità amministrative ai danni di un allevatore beneventano.

Il titolo di proprietà inesistente

L’imprenditore agricolo, titolare di un’azienda zootecnica specializzata in allevamento di bovini e bufalini con produzione di latte crudo, aveva inserito un appezzamento di terreno nelle documentazioni di richiesta contributi Pac. Tuttavia, i militari hanno accertato che il titolo di conduzione del fondo risultava completamente invalido: il cedente del terreno non possedeva alcun diritto di proprietà sul fondo agricolo. Una violazione amministrativa che ha compromesso l’intera documentazione presentata all’amministrazione comunitaria.

Doppia falsificazione documentale

La frode si è rivelata ancora più articolata durante le verifiche. Il terreno era stato inserito indebitamente sia nelle domande uniche di pagamento che nella denuncia annuale riepilogativa dei contratti cumulativi di affitto di fondi rustici. Una doppia segnalazione che testimonia la volontà di consolidare l’appropriazione indebita dei fondi pubblici attraverso la documentazione ufficiale.

Il recupero dei fondi

Le autorità competenti hanno già avviato i procedimenti per il recupero della cifra illecitamente percepita. Il verbale di contestazione è stato trasmesso agli enti preposti, avviando l’iter di restituzione dei contributi europei al bilancio comunitario. L’operazione rientra nel più ampio piano di collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’Agea per prevenire e contrastare le condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici nel settore agricolo.

Salerno: Sequestrata cisterna con oltre 43mila litri di benzina non idonea alla carburazione

Nel corso di un’operazione mirata a garantire la qualità dei carburanti commercializzati, la Guardia di Finanza di Salerno ha sequestrato una cisterna contenente oltre 43.000 litri di benzina senza piombo risultata non idonea alla carburazione.

I controlli, effettuati tramite appositi prelievi analitici, hanno evidenziato che il prodotto non rispettava i limiti previsti dalla normativa ambientale per quanto riguarda il numero di ottani, risultando pertanto inadatto all’uso nei veicoli.

Ulteriori analisi condotte dal laboratorio dell’Agenzia delle Dogane hanno rivelato la presenza di una frazione idrocarburica più pesante, assimilabile a gasolio, stimata intorno al 6% del campione. Questa anomalia conferma la presenza di miscelazioni non autorizzate, con potenziali rischi per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza stradale.

Non si tratta di un caso isolato: già nel mese di settembre, durante un’attività di natura fiscale nei confronti della stessa impresa, era stato accertato che l’azienda aveva detenuto e commercializzato oltre 67.000 litri di gasolio da autotrazione non idoneo alla carburazione, a causa di un basso punto di infiammabilità dovuto alla miscelazione con altre sostanze chimiche.

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno hanno deferito alla Procura della Repubblica il legale rappresentante del deposito commerciale per frode in commercio e per detenzione e utilizzo di prodotti energetici ottenuti da fabbricazioni clandestine o da miscelazioni non autorizzate.

L’utilizzo di carburanti chimicamente alterati può compromettere il corretto funzionamento dei motori, aumentare le emissioni inquinanti e mettere a rischio la sicurezza degli automobilisti. I controlli delle Fiamme sono quindi volti non solo a garantire il rispetto degli obblighi fiscali, ma anche a tutelare la qualità dei prodotti, la trasparenza dei prezzi e la sicurezza dei consumatori.

Tragedia Ercolano, “Non accettate lavoro nero”: Il grido straziante della madre delle vittime

Napoli – Il dolore si è fatto fisico, quasi insopportabile, manifestandosi in un malore che l’ha costretta ad abbandonare l’aula del Tribunale. Lucia Barile, madre delle gemelle Sara e Aurora Esposito, le due 26enni rimaste uccise insieme al 18enne Samuel Tafciu nell’esplosione della fabbrica abusiva di fuochi d’artificio di Ercolano, ha vissuto un nuovo momento di calvario durante l’udienza del processo a carico degli imputati.

Un anno dopo la terribile tragedia del 18 novembre 2024, il nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli ha ospitato la seduta del rito abbreviato che vede sul banco degli imputati Pasquale Punzo e Vincenzo D’Angelo, ritenuti i datori di lavoro dei tre giovani. Per loro, la Procura ha chiesto una pena pesante: venti anni di reclusione. Quattro anni, invece, la richiesta per il terzo imputato, ritenuto il fornitore della polvere da sparo.

Il dramma in aula: un malore ascoltando la difesa

Con al collo una collanina che racchiude le foto delle sue figlie, Lucia Barile è crollata emotivamente mentre ascoltava l’arringa del legale di uno degli imputati, accusando un malore che l’ha costretta a lasciare l’area 410. Un dramma nel dramma, che testimonia la sofferenza ininterrotta della donna, la cui vita è stata irrimediabilmente spezzata.

“Io non le posso vedere più, non dormo più,” ha dichiarato la mamma delle due gemelle. “Questa è una maschera per crescere mia nipote. Ormai sono vuota, la mia vita erano loro e ora non le posso più abbracciare.”

L’appello disperato contro lo sfruttamento

Nonostante il dolore lancinante, Lucia Barile ha voluto lanciare un accorato e disperato appello che risuona come un monito per l’intera comunità: “Ai ragazzi dico: non accettate lavori in nero, giocano con la vostra vita.”

La rabbia per lo sfruttamento si mescola al lutto. “Ho dovuto subire bugie pesanti,” ha sottolineato la madre, rivelando le cifre misere che venivano corrisposte alle vittime: “davano 150 euro ciascuno per quel lavoro.”

La donna non chiede sconti sulla pena, reclamando giustizia esemplare per la perdita dei tre ragazzi: “Se devono essere 20 anni, non devono esserci sconti. Stiamo parlando di tre omicidi. Per me sono entrambi colpevoli e oggi in aula ho dovuto ascoltare un sacco di bugie.”

Fuori dal tribunale, i familiari delle vittime hanno incontrato il deputato Francesco Emilio Borrelli, il quale ha ribadito la posizione della comunità: “Non possiamo accettare che vite spezzate valgano meno di un guadagno illecito: la comunità chiede pene esemplari.” La giustizia, dunque, è chiamata a dare una risposta ferma affinché tragedie come quella di Ercolano non si ripetano mai più, spezzando il circolo vizioso del lavoro nero e dello sfruttamento.

Ergastolo per l’assassino di Francesco Pio Maimone, il papà: “Chi uccide paga”

Napoli – Dopo 32 lunghi mesi di attesa e sofferenza, la giustizia ha dato una risposta definitiva alla famiglia di Francesco Pio Maimone, il giovane pizzaiolo ucciso nel marzo 2023 durante una lite scoppiata per una semplice scarpa sporcata. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’ergastolo per Valda, riconoscendo la piena responsabilità del suo gesto brutale che spezzò la vita di Francesco Pio.

La reazione della famiglia

All’uscita dall’aula, Antonio Maimone, il padre della vittima, ha espresso emozioni forti davanti ai giornalisti: “Abbiamo sempre creduto nella magistratura e oggi ha dimostrato che chi commette questi delitti paga. Esiste ancora la giustizia”. Il ringraziamento va ai giudici, che secondo la famiglia hanno finalmente reso giustizia non solo a Francesco Pio ma a tutta la città, profondamente colpita dalla tragedia.

Le scuse respinte

Non hanno però alleviato il dolore le scuse inviate dall’imputato tramite una seconda lettera, arrivate troppo tardi per la famiglia: “Non posso accettare le parole di Valda, soprattutto dopo il video con la pizza in mano, che ci ha feriti ancora di più. Il perdono? Solo Dio e l’intera Napoli potranno concederlo. Io sono solo un cittadino, non posso”. Ha sottolineato Antonio Maimone, ricordando come sui social l’assassino si vantasse della sua forza nel sopportare la detenzione, forza che, dopo 32 mesi, sembra ormai esaurita.

Il simbolo di una città ferita

A commuovere è anche Tina Maimone, madre di Francesco Pio, che ha fatto appello al dolore di tutte le mamme napoletane: “Oggi più che mai portiamo in gloria Pio, simbolo di un’intera città. La sua storia è entrata in tutte le case napoletane e italiane, mostrando la forza della giustizia ma anche il bisogno di ricordare chi viene strappato alla vita da una violenza assurda”.

Far West sull’Asse Mediano: folle inseguimento e schianto contro la volante, in manette 18enne armato

Frattamaggiore – Poteva trasformarsi in tragedia l’ennesimo episodio di criminalità predatoria lungo l’Asse Mediano, arteria che continua a confermarsi crocevia di traffici illeciti e scorribande armate. Un pomeriggio di follia, iniziato con un posto di blocco eluso e finito con uno schianto violento in pieno centro abitato, ha portato all’arresto di un 18enne di Arzano, già noto alle forze dell’ordine, bloccato dopo una violenta colluttazione.

Tutto ha inizio nel pomeriggio di ieri, nell’ambito dei servizi straordinari “anti-rapina” predisposti dalla Questura di Napoli per blindare l’asse viario che collega l’area nord al capoluogo. Gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore, all’altezza dello svincolo Aversa-Melito, intercettano una vettura sospetta. A bordo ci sono due uomini: hanno il volto travisato, pronti probabilmente a colpire.

Alla vista della pantera della Polizia, invece di fermarsi all’alt, il conducente preme l’acceleratore a tavoletta. Ne scaturisce un inseguimento da brividi, degno di una scena cinematografica, che si dipana per chilometri tra manovre azzardate e slalom nel traffico, mettendo a repentaglio l’incolumità degli altri automobilisti.

La corsa finisce in via Vittorio Veneto a Frattamaggiore. I fuggitivi, ormai braccati e senza via d’uscita, tentano il tutto per tutto: l’auto dei malviventi impatta violentemente prima contro alcune vetture in transito e poi sperona la stessa volante della Polizia nel tentativo di aprirsi un varco. L’impatto è forte, ma non ferma l’azione degli agenti. I due occupanti abbandonano l’abitacolo semidistrutto e tentano la fuga a piedi tra i passanti terrorizzati.

È in questo frangente che scatta l’operazione congiunta con il supporto dei colleghi del Commissariato di Afragola, giunti in ausilio. I poliziotti riescono a raggiungere uno dei due fuggitivi. Ne nasce una colluttazione serrata: il giovane, poi identificato come il 18enne di Arzano, oppone una strenua resistenza, scalciando e minacciando di morte gli operatori anche una volta caricato nell’auto di servizio.

La perquisizione del veicolo abbandonato ha svelato le intenzioni della coppia: all’interno è stata rinvenuta una pistola replica, priva del tappo rosso obbligatorio per legge, perfetta per simulare una minaccia armata credibile durante una rapina. L’arma è stata posta sotto sequestro.

Il 18enne deve ora rispondere di una lunga serie di reati: minacce, danneggiamento aggravato ai beni della Pubblica Amministrazione, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. Resta aperta la caccia all’uomo per rintracciare il complice riuscito a dileguarsi nel caos seguito all’incidente.

Gomorra – Le Origini: ritorno alle radici del crimine partenopeo

Napoli– Tutto ebbe inizio in una città segnata dal contrabbando, in un’epoca in cui la criminalità organizzata stava per cambiare volto. Il 9 gennaio debutterà su Sky e in streaming su Now Gomorra – Le Origini, l’attesissimo prequel della saga crime che ha conquistato oltre 190 territori nel mondo.

Il ritorno alla Napoli del 1977

La nuova serie, prodotta da Sky Studios e Cattleya (parte di ITV Studios), riporta gli spettatori nella Napoli del 1977, una città in piena trasformazione sociale ed economica. Sei episodi che raccontano l’educazione criminale di un giovanissimo Pietro Savastano, interpretato da Luca Lubrano, destinato a diventare il temuto boss di Secondigliano.

La storia si sviluppa sullo sfondo di una metropoli povera, dove il contrabbando di sigarette rappresenta l’economia sommersa dominante e l’eroina sta per fare il suo devastante ingresso. Un’origin story che promette di svelare le radici del potere di uno dei personaggi più iconici della saga originale.

La regia di Marco D’Amore

I primi quattro episodi sono diretti da Marco D’Amore, già indimenticabile protagonista di Gomorra – La Serie, che assume anche il ruolo di supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto. Gli ultimi due episodi sono affidati alla regia di Francesco Ghiaccio (Dolcissime, Un posto sicuro).

La serie è creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, dal cui omonimo bestseller edito da Mondadori trae origine l’intera saga. Le sceneggiature portano la firma di Fasoli, Ravagli e D’Amore, mentre la distribuzione internazionale è curata da Beta Film.

Un cast tra volti nuovi e veterani

Accanto a Luca Lubrano, il cast riunisce numerosi talenti del panorama italiano. Francesco Pellegrino veste i panni di Angelo ‘A Sirena, carismatico malavitoso che gestisce una bisca per il clan dei Villa. Flavio Furno interpreta ‘O Paisano, detenuto che dal carcere costruisce un progetto di “camorra nuova”, senza schiavi né capi.

Tullia Venezia è la giovane Imma, studentessa liceale che frequenta il conservatorio e sogna l’America. Renato Russo interpreta Michele Villa, detto ‘O Santo, erede di una delle famiglie dell’aristocrazia criminale napoletana, mentre Ciro Capano è Don Antonio Villa, boss di Forcella.

Completano il cast Biagio Forestieri nei panni di Corrado Arena, re del contrabbando di sigarette, Fabiola Balestriere come Annalisa Magliocca (la futura Scianel), giovane madre vittima della violenza domestica, e Veronica D’Elia nel ruolo di Anna, sorella di ‘O Paisano.

Antonio Buono, Ciro Burzo e Luigi Cardone interpretano rispettivamente Mimì, Tresette e ‘A Macchietta, amici di Angelo ‘A Sirena. Nel gruppo di Pietro spiccano Antonio Del Duca, Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rancel Rodriguez Arcia e il piccolo Antonio Incalza nei panni di Lello, Manuele, Toni e Fucariello.

L’eredità di una saga cult

Gomorra – Le Origini si propone di fornire una nuova prospettiva sulle dinamiche criminali che hanno definito il volto della malavita moderna, catturando un’epoca cruciale per comprendere l’evoluzione della camorra napoletana. Un ritorno alle origini che promette di arricchire l’universo narrativo della serie madre, mantenendone l’intensità drammatica e la cruda rappresentazione della realtà criminale.

Allerta meteo in Campania: attesi temporali violenti e vento forte sulla costa

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Napoli – Il maltempo torna a farsi sentire sulla Campania, e la Protezione Civile Regionale non perde tempo: è stato diramato un avviso di criticità per temporali di livello Giallo, che interesserà l’intera fascia costiera per 24 ore consecutive.

L’allerta diventerà operativa a partire dalla mezzanotte di oggi, lunedì 1 dicembre, alle ore 23:59, estendendosi fino alla stessa ora di domani, martedì 2 dicembre. La zona interessata è vasta, toccando i territori che vanno dal Casertano fino al Basso Cilento.

🌩️ Previsioni Incerta e Fenomeni Repentini
Secondo il bollettino, l’attuale stato di instabilità meteorologica presenta una notevole incertezza previsionale. Ciò significa che i fenomeni potrebbero manifestarsi in modo improvviso e con una rapida evoluzione.

La principale preoccupazione è legata ai temporali che, pur essendo localizzati, potranno risultare localmente forti e accompagnati da:

Raffiche di vento intense.

Frequenti fulmini.

Grandine.

Questi eventi, data la loro potenziale intensità, potrebbero causare possibili danni alle coperture degli edifici e alle strutture provvisorie.

L’allerta meteo riguarda in modo specifico diverse zone della Campania, comprese quelle ad alta densità abitativa e turistica:

Zona 1: Piana Campana, Napoli, Isole e Area Vesuviana.

Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, monti di Sarno e monti Picentini.

Zona 5: Tusciano e Alto Sele.

Zona 6: Piana Sele e Alto Cilento.

Zona 8: Basso Cilento.

La Protezione Civile raccomanda ai sindaci delle aree coinvolte di attivare tutte le misure previste dai piani comunali di emergenza per la mitigazione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio.

Napoli e provincia: ok ai finanziamenti per la videosorveglianza, potenziata la sicurezza urbana

Napoli – Un deciso passo avanti per la sicurezza urbana arriva dall’area metropolitana di Napoli. Con Decreto del 12 novembre 2025, il Ministero dell’Interno ha approvato la graduatoria definitiva dei progetti dei Comuni per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza, cofinanziati dallo stesso Ministero. L’iniziativa, coordinata a livello locale dalle Prefetture, mira a rafforzare la prevenzione dei reati e a sostenere le forze dell’ordine sul territorio.

Su 31 Comuni richiedenti, 28 risultano ammessi e tra questi hanno ottenuto il finanziamento Caivano, Striano, Quarto, Castello di Cisterna, Camposano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Antonio Abate e Lettere. La scelta dei progetti è stata guidata da criteri oggettivi, come la densità abitativa e l’indice di delittuosità, per concentrare gli investimenti dove la necessità è maggiore.

«L’installazione di sistemi di videosorveglianza non ha solo un ruolo repressivo – sottolinea il Prefetto Michele di Bari – ma costituisce un deterrente efficace contro furti, atti vandalici e microcriminalità, migliorando la qualità della vita dei cittadini». I Comuni finanziati potranno ora avviare l’implementazione di infrastrutture tecnologiche avanzate, nel rispetto delle norme sulla privacy e in stretta collaborazione con le autorità competenti.

Ponte dell’Immacolata, boom turistico in Campania: previsti 430mila visitatori

Napoli – La Campania si prepara a un lungo ponte dell’Immacolata all’insegna del turismo e dell’economia. Secondo le stime del centro studi di Confesercenti Campania, dal 6 all’8 dicembre sono attesi circa 430mila turisti in arrivo, con oltre 200mila solo nel capoluogo partenopeo. Un afflusso che dovrebbe generare un fatturato complessivo di circa 215 milioni di euro, tra incassi diretti delle strutture ricettive e indotto per bar, ristoranti, commercio, artigianato e servizi.

«L’allungamento a tre notti e quattro giorni del weekend consentirà alle nostre attività alberghiere e commerciali di beneficiare di incassi rilevanti – commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania – Napoli resta la meta principale, con un fatturato stimato di 85 milioni per le strutture ricettive e circa 40 milioni per l’indotto». Le previsioni indicano un tasso di occupazione medio del 78%, con picchi superiori nelle località della Costiera Amalfitana e nel capoluogo. La spesa media per turista è stimata in 65 euro a notte per l’alloggio e 50 euro pro capite per le altre spese, tra shopping e ristorazione.

Confesercenti sottolinea l’importanza di mantenere standard elevati di accoglienza e servizi: la qualità dell’offerta turistica sarà cruciale per gestire al meglio il tutto esaurito previsto, proiettandosi verso il periodo natalizio e di Capodanno. Il ponte dell’Immacolata diventa così il primo banco di prova di un lungo periodo di alta stagione che, secondo le previsioni, non conoscerà pause.

Uccisa dal fratello, la madre di Noemi si sfoga: “Mio figlio deve pagare, voglio cancellare il suo volto”

Napoli – «Mio figlio deve pagare e deve dimenticare il volto della mamma». Parole dure, cariche di dolore e rabbia, quelle pronunciate in diretta televisiva da Mariarosaria Tommasino, madre di Noemi Riccardi, la 23enne uccisa a Nola dal fratello Vincenzo. Ospite del programma Campania24 su Canale 9, la donna ha raccontato senza filtri la tragedia che ha sconvolto la sua famiglia: «Ha massacrato mia figlia, le ha chiuso la bocca e l’ha uccisa senza motivo. Questa cosa mi tormenta da quel giorno».

Nel racconto della madre emergono dettagli inquietanti: Vincenzo, secondo Mariarosaria, avrebbe premeditato l’omicidio. «Una settimana prima si era iscritto al servizio di igiene mentale di Nola, ma i farmaci li aveva buttati. Mi aveva detto che, a causa delle denunce che gli avevo fatto per la sua violenza, non poteva ottenere il passaporto. Voleva uccidere me e la sorella e scappare via. I suoi piani sono saltati», ha spiegato.

Sull’assenza di partecipanti al funerale della figlia, Mariarosaria mostra rassegnazione: «Non ho fatto caso a chi fosse venuto o meno. L’importante era che ci fossero la mia famiglia e i miei amici. Il popolo c’era solo quando è successo il fatto». La donna ha poi denunciato le difficoltà precedenti all’omicidio: «Il 5 maggio avevo presentato una denuncia, ma nessuno mi ha aiutato. Mio figlio era violento e ce l’aveva con la sorella, che aveva un piccolo problema. Solo una volta sono stata convocata dalle forze dell’ordine, ma in presenza di Vincenzo. Da lì sono nate le tensioni che poi hanno portato alla tragedia».

Napoli, confermato l’ergastolo per Francesco Pio Valda: giustizia per l’innocente Francesco Pio Maimone

Napoli – La giustizia ha ribadito il suo verdetto più duro. La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato l’ergastolo per Francesco Pio Valda, il giovane ritenuto responsabile dell’omicidio di Francesco Pio Maimone, l’aspirante pizzaiolo di soli 18 anni ucciso per errore durante una notte di follia agli chalet di Mergellina.

Una sentenza attesa con il fiato sospeso, accolta tra le lacrime liberatorie di Antonio e Tina Maimone, i genitori della vittima, presenti in aula al momento della lettura del dispositivo. Per loro, e per una città intera ancora scossa dall’assurdità di quella morte, la conferma del “fine pena mai” rappresenta un sigillo necessario su una ferita che non potrà mai rimarginarsi del tutto.

La notte della follia: una scarpa sporca e la tragedia

Tutto accadde nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2023. Una serata che doveva essere di festa e spensieratezza sul lungomare di Napoli si trasformò in un incubo per un motivo futile, quasi grottesco: un paio di sneaker firmate, calpestate per sbaglio nella calca.

Secondo le ricostruzioni processuali, Francesco Pio Valda, rampollo di una famiglia legata alla criminalità organizzata di Barra (figlio di un affiliato al clan Cuccaro ucciso in un agguato nel 2013), reagì a quella “offesa” estraendo una pistola. Iniziò a sparare ad altezza uomo, nel mucchio. Uno di quei proiettili vaganti colpì al petto Francesco Pio Maimone, che si trovava lì per caso, lontano dalla lite, mentre consumava uno spuntino con gli amici dopo il lavoro.

Maimone si accasciò al suolo, morendo poco dopo tra le braccia dell’amico Carlo. “Non respiro più”, furono le sue ultime parole, pronunciate mentre la vita scivolava via per colpa di una violenza cieca e insensata.

Il processo e il memoriale: le scuse rifiutate

Il percorso giudiziario è stato segnato non solo dalle prove balistiche e dalle testimonianze, ma anche dal tentativo tardivo di Valda di mostrare pentimento. Durante il processo di primo grado, l’imputato aveva cercato di alleggerire la sua posizione attraverso dichiarazioni spontanee e un memoriale.

In quelle pagine, Valda ammetteva di aver sparato, ma sosteneva di non aver avuto intenzione di uccidere, parlando di colpi esplosi “verso il basso” o per difesa. Una versione smentita dalle perizie, che hanno dimostrato la volontà di fare fuoco ad altezza d’uomo. Aveva anche scritto una lettera ai genitori di Maimone, chiedendo perdono.

Un perdono che la famiglia Maimone, con estrema dignità ma ferma determinazione, ha sempre rispedito al mittente. “Non possiamo perdonare chi ha ucciso nostro figlio per nulla, senza pietà, e poi è andato a mangiare cornetti come se nulla fosse accaduto”, avevano dichiarato Antonio e Tina in più occasioni. La freddezza dimostrata da Valda nelle ore successive al delitto – la fuga, il tentativo di far sparire l’arma, la normalità ostentata – ha pesato come un macigno sulla valutazione dei giudici.

Le condanne per i complici e il “Clan familiare”

La sentenza d’Appello non ha riguardato solo l’esecutore materiale. La Corte ha confermato sostanzialmente l’impianto accusatorio anche per la rete di protezione che si strinse attorno a Valda quella notte e nei giorni successivi.

Confermate le condanne per Giuseppina Niglio, nonna di Valda (4 anni e 6 mesi), e per Alessandra Clemente, cugina dell’imputato (2 anni e 6 mesi). A loro fu contestato di aver aiutato il giovane a eludere le investigazioni e a nascondere l’arma.

Riformata invece la sentenza per Salvatore Mancini (difeso dall’avvocato Onofrio Annunziata). In vista dell’appello è subentrato nella difesa anche l’avvocato Giuseppe Milazzo. La Corte ha escluso per lui l’aggravante mafiosa, riducendo la pena dai 4 anni del primo grado a 2 anni e 6 mesi.

Il dolore e la dignità di una famiglia

La lettura del dispositivo in Corte d’Appello chiude, almeno giuridicamente, il secondo capitolo di questa dolorosa vicenda. Antonio e Tina Maimone hanno lasciato l’aula provati, ma con la consapevolezza che la giustizia ha fatto il suo corso.

La loro battaglia, condotta sempre con compostezza e mai con odio, è diventata un simbolo per la Napoli onesta che si ribella alla logica della violenza di strada, dove una vita può valere meno di una scarpa griffata. L’ergastolo a Valda non riporterà in vita il giovane pizzaiolo di Pianura, ma afferma un principio fondamentale: chi uccide un innocente deve pagare il prezzo più alto previsto dalla legge.

Sant’Egidio del Monte Albino, scoperto deposito di alcolici rubati e contrabbandati

Un vero e proprio hub del contrabbando di alcolici è stato individuato dalla Guardia di Finanza di Salerno a Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno, dove le Fiamme Gialle hanno scoperto un deposito stracolmo di bottiglie di liquori e spumanti di provenienza illecita.

Si tratta di oltre 11.000 pezzi – per un totale di 8.450 litri – tra Campari e Cinzano, risultati rubati dallo stabilimento di Novi Ligure lo scorso maggio.

L’operazione nasce da un’attività di controllo mirata alla repressione delle frodi nel settore delle accise. I militari del Gruppo di Nocera Inferiore, seguendo alcune anomalie nella filiera commerciale, hanno individuato un immobile utilizzato come deposito da una società di commercio all’ingrosso con sede a Napoli, gestita da un imprenditore campano residente nel Beneventano.

All’interno del locale, i finanzieri hanno trovato interi lotti di prodotti alcolici privi della documentazione fiscale prevista per legge, primo campanello d’allarme che ha spinto ad approfondire le verifiche.

A insospettire ulteriormente gli investigatori, i contrassegni di Stato apposti sulle bottiglie: al tatto e alla vista apparivano chiaramente contraffatti, un indizio inequivocabile di evasione dell’accisa e contraffazione dei sigilli ufficiali.

Determinante è stato il confronto immediato con la casa produttrice. Il tracciamento effettuato direttamente da Campari ha confermato che l’intera partita rinvenuta coincideva con una quota della grande fornitura trafugata dal sito produttivo di Novi Ligure. Un riscontro che ha fatto scattare anche l’ipotesi di ricettazione a carico del titolare dell’azienda coinvolta.

Il maxi-sequestro non ha evitato soltanto la commercializzazione di merce rubata, ma ha anche bloccato una potenziale evasione d’imposta stimata in circa 15.000 euro.

L’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica con le accuse di contraffazione di sigilli dello Stato, contrabbando di prodotti sottoposti ad accisa e ricettazione. Le indagini proseguono per ricostruire la filiera del traffico illecito e individuare eventuali ulteriori responsabili.

Casavatore, restyling scuola De Curtis: il ringraziamento a dipendenti comunali e tecnici

Casavatore-  L’intervento di ristrutturazione del plesso De Curtis rientra in intervento di rigenerazione urbana finanziata dal ministero dell’Interno. Con un quadro economico definito nel 2020 di euro 1.700.000 circa dove i fondi sono stati impegnati per gli interventi su copertura, pareti, infissi ed impiantii.

Gli interventi specifici hanno previsto rifacimento impermeabilizzazioni, intonaci, sostituzione infissi esterni, imbiancatura esterna ed interna, sostituziobe valvole corpi riscaldanti, impianti e pinitura palestra, area fitnes esterna e creazione di piccolo parcheggio con accesso da via meucci.

Il progetto e la direzione lavori sono stati affidati all’ing. Pasquale De Luca, professionista esterno. Le attivita, a partire dalla richiesta del finanziamento sono state seguite, per conto del comune, dalle aree gestione del territorio, lavori pubblici, gtc e infine lavori pubblici e manutenzione, con individuazione di responsabilita per nel tempo per arch. Raffaele Ziello, geom. Francesco Venturelli, geom. Pasquale Molaro e ing. Rossella Gifuni, con la collaborazione dell’ufficio nelle figura dei funzionari Teresa impero e dell’ ing. Sebatiano Coppola (coesione).

 

L’ app YouPol da oggi anche in treno: basta un tap per segnalare i pericoli

Napoli  – La sicurezza sui binari e nelle aree di sosta ferroviaria fa un balzo in avanti con l’ultima evoluzione di Youpol, l’applicazione della Polizia di Stato. Da oggi, milioni di pendolari e viaggiatori occasionali hanno uno strumento in più, rapido e intuitivo, per segnalare in tempo reale situazioni di rischio, criticità o comportamenti sospetti che si verificano a bordo dei treni e all’interno delle stazioni.

Il meccanismo ‘Smart’ della sicurezza

Il nuovo aggiornamento trasforma il cittadino in un occhio vigile. Con un “tap” sullo smartphone, l’utente può inviare segnalazioni geolocalizzate complete di foto, video o brevi messaggi testuali.

Questo sistema di geolocalizzazione permette di raggiungere istantaneamente le sale operative della Polizia Ferroviaria e le Questure competenti, consentendo una valutazione immediata del pericolo e, soprattutto, un intervento specifico e tempestivo.

Youpol non intende sostituire il Numero Unico di Emergenza 112, ma si configura come una modalità “smart” e diretta di contatto, rendendo accessibile la sicurezza anche a non udenti e stranieri grazie alla sua interfaccia semplice e al linguaggio universale.

I numeri di Youpol: un successo in cifre

L’efficacia dell’app è dimostrata dai dati raccolti nell’ultimo anno. A partire da dicembre 2024, la piattaforma ha gestito un volume impressionante di richieste e segnalazioni:

46.877 Richieste di aiuto generiche.

24.962 Segnalazioni per spaccio di droga.

3.357 Segnalazioni per violenza domestica.

3.648 Segnalazioni per bullismo.

Il bacino di utenza più attivo è quello degli adulti, in particolare la fascia 51-60 anni (circa 100.000 utenti), seguita dai giovani tra i 18 e 30 anni (circa 20.000). Anche i minorenni (circa 5.000) contribuiscono, dimostrando l’importanza dell’app come canale intergenerazionale.

Geograficamente, l’utilizzo dell’app è trasversale, con la maggior parte delle segnalazioni che arrivano sia dalle città del Nord che da quelle del Sud. In media, la Polizia di Stato riceve 5.650 segnalazioni anonime al mese, dati che si rivelano cruciali per l’attività di prevenzione, controllo e repressione, anche senza identificare il segnalatore.

Con questa estensione ai viaggiatori, la Polizia di Stato conferma il suo impegno a potenziare la sicurezza nella mobilità, aprendo un canale diretto e intuitivo con gli utenti, e rafforzando la sua vocazione: rendere tutti parte attiva della sicurezza quotidiana e consentire alla Polizia di Stato di #essercisempre.

 

Assalto da film al portavalori in autostrada: bottino due milioni di euro

Reggio Calabria  – Assalto da film questa mattina all’alba sull’A2 “Autostrada del Mediterraneo”, nel tratto compreso tra gli svincoli di Scilla e Bagnara, in direzione nord. Un mezzo portavalori della società Sicurtransport è finito nel mirino di una banda armata, che ha messo a segno una rapina spettacolare e altamente organizzata, con un bottino che, secondo una prima stima, sfiora i due milioni di euro.

L’azione è scattata intorno alle 6.30, all’interno di una galleria. I malviventi hanno creato una vera e propria trappola per il blindato: più auto sono state posizionate di traverso lungo la carreggiata e incendiate subito dopo, in modo da bloccare completamente il traffico e impedire qualsiasi via di fuga. Sull’asfalto, inoltre, sono stati disseminati chiodi per forare gli pneumatici di eventuali mezzi in transito e rendere impossibile ogni manovra di elusione.

Durante l’assalto sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi di arma da fuoco, come riferiscono fonti locali, ma al momento non si registrano feriti tra le guardie giurate del portavalori né tra gli automobilisti. I banditi, una volta immobilizzato il mezzo, avrebbero costretto il personale ad aprire il vano di sicurezza e si sarebbero impossessati dei sacchi di denaro, per poi dileguarsi rapidamente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a spegnere le auto in fiamme e a mettere in sicurezza l’area, insieme alle pattuglie della Polizia di Stato, impegnate nei rilievi e nella raccolta di testimonianze e immagini utili alle indagini. Gli inquirenti starebbero già acquisendo i filmati delle telecamere presenti lungo il tratto autostradale e valutando eventuali analogie con colpi messi a segno in passato, per capire se la banda possa essere specializzata in assalti a portavalori.

Pesanti le ripercussioni sul traffico: per i veicoli leggeri è scattata l’uscita obbligatoria allo svincolo di Scilla, con rientro in autostrada a Bagnara, mentre i mezzi pesanti vengono temporaneamente stoccati presso lo svincolo di Campo Calabro in attesa della completa riapertura del tratto interessato. La circolazione resta fortemente rallentata e si registrano lunghe code.

Le indagini sono in corso e puntano a ricostruire ogni fase dell’azione, che appare studiata nei minimi dettagli: dalla scelta dell’orario e della galleria, alla predisposizione delle auto incendiate e dei chiodi sull’asfalto. Non si esclude che i rapinatori avessero informazioni precise sui movimenti del blindato e sul valore del carico trasportato.

Addio a Nicola Pietrangeli, gentiluomo e leggenda del tennis

Il tennis italiano perde il suo simbolo più luminoso. È morto a 92 anni Nicola Pietrangeli, il primo – e finora unico – italiano ad essere inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale. Una figura che ha attraversato epoche e generazioni, lasciando un’impronta indelebile tanto sul campo quanto nella cultura popolare del Paese.

Pietrangeli è stato il dominatore assoluto della Coppa Davis, competizione che ha contribuito a elevare a mito: è ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi per partite giocate (164) e incontri vinti, sia in singolare (78 successi a fronte di 32 sconfitte) sia in doppio (42 vittorie e 12 sconfitte). Insieme a Orlando Sirola formò la coppia più forte nella storia della manifestazione, capace di 34 vittorie in 42 incontri. La Davis, però, riuscì a conquistarla solo da capitano, nel 1976.

A distanza di decenni, Pietrangeli rivendicava come suo capolavoro non una vittoria sportiva, ma una battaglia diplomatica: portare l’Italia a giocare la finale in Cile, superando pressioni politiche e tentativi di boicottaggio contro il regime di Augusto Pinochet. «La partita più difficile – diceva – l’ho vinta fuori dal campo».

Figura carismatica della Dolce Vita, immortalato da un’epoca e da un immaginario raccontati anche da Federico Fellini, Pietrangeli visse gli anni d’oro del tennis tra la fine degli anni ’50 e i primi ’60, quando le classifiche erano redatte dai giornalisti e lui veniva stabilmente considerato tra i primi dieci del mondo.

I suoi successi parlano da soli: due Roland Garros (1959 e 1960), due Internazionali d’Italia, 48 titoli complessivi, oltre a una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1963 e vari podi internazionali, fino al bronzo nel singolare ai Giochi Olimpici di Città del Messico 1968, allora torneo dimostrativo.

Spirito brillante, battuta sempre a portata di mano, amava sdrammatizzare la propria grandezza con un sorriso: «Se mi fossi allenato di più – confessò una volta – avrei vinto di più, ma mi sarei divertito di meno».

Con lui se ne va un pezzo di storia dello sport italiano, ma resta l’eredità del campione che ha insegnato al Paese cosa significhi essere vincenti con stile.

Napoli, pistola e droga nel bidone dei rifiuti: scoperto il “kit” della Camorra pronto a colpire

Napoli  – Un banale bidone dell’immondizia trasformato in deposito logistico per la criminalità organizzata. È questa la scoperta inquietante fatta dai Carabinieri a Secondigliano, nel cuore di un territorio dove il controllo delle piazze di spaccio e le frizioni tra clan richiedono una disponibilità immediata di fuoco e stupefacenti.

La soffiata e il ritrovamento

Tutto è partito da una telefonata anonima giunta al 112. Una voce ha segnalato la presenza di un borsone sospetto abbandonato in via Privata Ricci, una traversa apparentemente tranquilla ma strategica per i movimenti interni al quartiere.

Quando i militari della locale stazione sono giunti sul posto, quello che sembrava un sacco di rifiuti o vecchi abiti si è rivelato essere un vero e proprio “kit” per la malavita.

All’interno del borsone, i Carabinieri hanno rinvenuto una pistola automatica calibro 9×21. L’arma era perfettamente funzionante, oliata e pronta all’uso: un dettaglio che suggerisce come non fosse stata gettata via per disfarsene, ma “imboscata” in attesa di essere prelevata da un affiliato per un’azione imminente o per la difesa di una piazza di spaccio.

Oltre all’arma, il borsone conteneva una santabarbara eterogenea, segno della capacità di fuoco a disposizione dei gruppi criminali della zona:

75 proiettili di vario tipo, tra cui 19 colpi calibro 9×19 (spesso usati in armi da guerra), 51 cartucce calibro 16 (per fucili a canna liscia), e munizioni calibro 32.

Accanto alle armi, il “carburante” economico dei clan: la droga. Nel pacco erano stoccati quasi due chili di sostanze stupefacenti pronte per essere tagliate e distribuite: 1 chilo e 100 grammi di hashish; 683 grammi di marijuana; 93 grammi di cocaina pura.

Il sospetto: armi a disposizione dei clan

Gli investigatori non hanno dubbi: il materiale sequestrato appartiene alla galassia criminale che controlla l’area nord di Napoli. La modalità di occultamento – in un luogo pubblico ma discreto – è tipica delle strategie camorristiche per evitare che armi e droga vengano trovate nelle abitazioni dei pregiudicati durante le perquisizioni domiciliari.

Il “bidone” fungeva da deposito temporaneo per i guaglioni del sistema, pronti a recuperare la merce al momento opportuno.

Il punto cruciale dell’indagine si sposta ora nei laboratori del RaCIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche). La pistola 9×21 è stata inviata con urgenza alla sezione balistica per una serie di accertamenti irripetibili.

L’obiettivo primario è verificare, attraverso la comparazione delle striature del proiettile e dei bossoli, se questa specifica arma sia stata utilizzata in recenti fatti di sangue o “stese” avvenute tra Secondigliano, Scampia e i comuni limitrofi.

In un momento di tensione, dove gli equilibri criminali sono precari, associare quell’arma a un ferimento o a un omicidio irrisolto potrebbe fornire una svolta decisiva alle indagini della DDA.

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