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San Giorgio a Cremano, carabinieri fuori servizio arrestano un 27enne per spaccio

A San Giorgio a Cremano l’intuito di due carabinieri liberi dal servizio ha interrotto un’attività di spaccio nel cuore del centro cittadino. I militari si erano avvicinati a un gruppo di ragazzi quando un 27enne, già conosciuto dalle forze dell’ordine, li ha riconosciuti e ha provato ad allontanarsi in fretta. Il tentativo è stato inutile: i carabinieri lo hanno raggiunto e bloccato, procedendo al controllo.

La perquisizione ha permesso di recuperare 15 grammi di hashish già divisi in dosi e pronti per essere ceduti. L’intervento è proseguito nell’abitazione dell’uomo, dove sono stati trovati altri 8 grammi della stessa sostanza, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

Il 27enne è stato arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio ed è ora in attesa di giudizio. L’episodio conferma l’attenzione dei carabinieri verso le piazze di spaccio del territorio, anche oltre l’orario di servizio, in un contesto dove la rapidità di intervento può fare la differenza.

Antonio Orefice al Teatro Totò con “Piano piano” racconta i sogni nascosti di un ragazzo di quartiere

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La stagione del Teatro Totò si arricchisce di un nuovo tassello carico di sensibilità. Antonio Orefice ritorna sul palco di via Frediano Cavara a Foria con “Piano piano”, un lavoro ideato insieme a Gennaro Scarpato, autore del testo e regista di una storia che affonda nella vita quotidiana dei quartieri popolari. Lo spettacolo, in programma dal 5 al 14 dicembre sotto la direzione artistica di Gaetano Liguori, porta in scena un racconto lieve solo in apparenza, attraversato invece da una vibrazione emotiva che si insinua piano piano, proprio come suggerisce il titolo.

Al centro c’è Ciro, ventotto anni, garzone al supermercato e per molti poco più di un’etichetta: “‘o guaglione d’’o supermercato”. Un ragazzo che, dietro la routine della cameretta in cui è cresciuto, custodisce il desiderio di spezzare la monotonia e inseguire le luci del cinema, quelle che in televisione brillano come la promessa di un altrove possibile. Intorno a lui si muove il quartiere, un microcosmo che lo trattiene e allo stesso tempo lo forma: la casa d’infanzia segnata da un amore complicato con la famiglia; il cane che scandisce le giornate abbaiando fuori tempo; Annarella, la ragazza del basso che resta sempre un passo più in là dei suoi sentimenti; e Luca, nemico dichiarato e cliente abituale, capace di trascinarlo in consegne imbarazzanti e richieste grottesche.

La svolta arriva dall’ultimo piano di una palazzina. Lì si trasferisce la signora Anna, un’ottantenne dal passo leggero e dallo sguardo capace di vedere oltre. La sua presenza, discreta e costante, entra nel cuore di Ciro fino a diventare la nonna che non ha mai avuto, la voce di una coscienza che cresce, la mano che gli apre una finestra nuova su sé stesso. È in quel legame che il giovane trova il coraggio necessario per immaginare un futuro diverso e credere che anche il traguardo più lontano è raggiungibile, un passo alla volta.

Con “Piano piano”, Orefice costruisce da solo un mosaico di personaggi, storie e sentimenti che respirano con lui sul palco. Una commedia delicata, attraversata da malinconia e da un’ironia che non smette mai di guardare all’umanità più fragile. Un invito a lasciarsi vedere, e a vedere davvero gli altri, prima di mettersi in cammino.

Procura Antimafia: “Infiltrazioni in curve di A e B, risposte deboli. Calcio rischia collasso della legalità”

A Roma, durante il seminario “Le mafie nello sport. Lo sport contro le mafie” all’Università Lumsa, il sostituto procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Antonio Ardituro ha aperto un fronte che scuote l’intero movimento calcistico italiano. “C’è un tema complesso che interessa la Serie A e la Serie B e che oggi rappresenta un grande problema”, ha dichiarato, indicando come il suo ufficio segua da vicino “le infiltrazioni delle organizzazioni criminali camorristiche nelle tifoserie organizzate e il rapporto tra queste e le società”. Un doppio livello che, spiega, “rappresenta veramente il cuore del problema”.

Il magistrato ha ricordato casi recenti su club simbolo del calcio nazionale: “Se io vi parlo di Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Napoli, vi sto parlando del calcio che ci piace. È proprio questo nostro calcio, però, che ci ha presentato le infiltrazioni di ’ndrangheta nelle tifoserie organizzate della Juventus; un processo di appena un anno fa ha individuato infiltrazioni radicate ai livelli più alti della tifoseria del Milan e dell’Inter, sfociate in regolamenti di conti con omicidi; le vicende di Diabolik della Lazio. Fenomeni che in passato hanno riguardato anche la tifoseria del Napoli”.

Secondo Ardituro il nodo sta nel rapporto anomalo tra club e gruppi organizzati, un rapporto che trasforma le curve in “luoghi extraterritoriali, dove non c’è la giurisdizione e non c’è il controllo da parte delle organizzazioni dello Stato, sportive, del calcio, delle società”. Una zona franca in cui, denuncia, “tutto può accadere”. Parcheggi, gestione degli steward, concessione dei biglietti: un circuito economico significativo che attira gruppi criminali travestiti da tifosi. “Non sono appassionati che cantano cori e portano bandiere”, afferma, “ma organizzazioni criminali con infiltrazioni mafiose”.

La situazione, tuttavia, non sembra suscitare la reazione necessaria. “Vi devo dire la verità: noi stentiamo a far comprendere la rilevanza del fenomeno all’opinione pubblica, alle istituzioni sportive e forse anche alle istituzioni in generale”. Ardituro ricorda che sono attualmente sottoposte ad amministrazione giudiziaria tre società professionistiche: Crotone e Foggia in Serie C, Juve Stabia in Serie B. E aggiunge che sono in corso accertamenti su fatti riguardanti Milan e Inter. “Siamo di fronte a un fenomeno enorme, ma sfido chiunque a dire che il dibattito pubblico se ne stia occupando”.

Il magistrato avverte che senza un cambio di passo il rischio è un deterioramento irreversibile: “Se non c’è una reazione, perché le risposte delle istituzioni sportive sono timide, molto timide, nei confronti di società, calciatori, allenatori e tesserati, il fenomeno continuerà a crescere e ci troveremo in situazioni sempre meno pulite dal punto di vista della legalità e della trasparenza”.

Napoli, De Magistris “Ho salvato un’azienda pubblica, non l’ho condannata”

La Procura regionale della Corte dei conti contesta a de Magistris un danno di 2,7 milioni di euro per il fallimento di CTP, l’azienda di trasporto locale della Città metropolitana. Un nuovo fronte legale che si aggiunge a una lista già lunga: quello che de Magistris definisce il “procedimento numero 110” a suo carico dall’inizio della sua carriera nel 1995 come pubblico ministero.

“Contesto con fermezza gli addebiti”, dichiara l’ex sindaco metropolitano. Secondo la sua ricostruzione, CTP era prossima al salvataggio quando il suo mandato si è concluso. Il colpo di grazia sarebbe arrivato dalla scelta della nuova amministrazione e della Regione Campania di privatizzare il servizio piuttosto che completare l’opera di risanamento.

Il punto cruciale della difesa di de Magistris è sintetizzabile in una domanda retorica: “Dovevo agire diversamente dalle proposte di direttore generale, segretario generale e revisori dei conti, tutti concordi sulla messa in sicurezza dell’azienda? Dovevo lasciarla fallire?”. Le azioni, sostiene, erano coperte da pareri amministrativi, tecnici e contabili, oltre che dal voto unanime del consiglio metropolitano di tutti gli schieramenti politici.

Un tema che riaccende il dibattito sulla gestione delle crisi aziendali pubbliche a Napoli. De Magistris cita i “successi” della sua amministrazione: l’emergenza rifiuti risolta, i nuovi treni della metropolitana, il risanamento del bilancio comunale nel 2011 quando trovò “l’ente senza un euro in cassa”. Azioni che, afferma, hanno salvato “migliaia di posti di lavoro” ed evitato il dissesto.

“Preservo la mia fiducia nella magistratura”, conclude de Magistris, promettendo di affrontare il procedimento “con la medesima forza di sempre” e ribadendo la sua convinzione di aver operato nel rispetto della Costituzione e dell’interesse pubblico.

Supercoppa italiana 2025, Puma e Lega Serie A presentano il pallone ufficiale

Puma e Lega Calcio Serie A alzano il sipario sulla special edition del pallone ufficiale che sarà protagonista della 38ª Ea Sports FC Supercup. La finale italiana in terra saudita — in programma a Riyadh con la formula a quattro squadre — vedrà rotolare una versione esclusiva del Puma Orbita, proposta in una colorway Gold che, come sottolinea la casa sportiva, «celebra l’eccellenza sportiva dei quattro Club partecipanti alla competizione».

La sfera è progettata con i più elevati standard tecnologici per garantire precisione nei passaggi, traiettorie stabili e un controllo più pulito. «Ogni dettaglio è pensato per migliorare le prestazioni dei calciatori e offrire agli spettatori un’esperienza visiva coinvolgente», spiega Puma, che mette in risalto come il design non sia soltanto estetico ma parte della performance stessa.

L’Orbita nella versione Fifa Quality Pro integra una tecnologia pensata per mantenere la forma nel tempo e ridurre l’assorbimento dell’acqua. Alla struttura è stata aggiunta una schiuma POE per aumentare la sensibilità al tocco, fornendo un impatto più solido e un rimbalzo più uniforme. La superficie in PU 3D da 1,2 mm migliora l’aerodinamica e offre una maggiore resistenza all’abrasione.

Completano la composizione una vescica in gomma e la valvola PAL (Puma Air Lock), studiata per garantire una migliore ritenzione dell’aria. Il pallone debutterà nelle semifinali del 18 e 19 dicembre 2025 — Napoli-Milan e Bologna-Inter — per poi arrivare alla finale del 22 dicembre, dove l’Orbita Gold sarà al centro del gioco e dello spettacolo.

Ischia, costruzione abusiva scoperta da elicottero a Punta Imperatore: denunciato un 33enne

Un volo di ricognizione dei Carabinieri ha messo in luce un abuso edilizio tra i più clamorosi degli ultimi mesi sull’isola d’Ischia. L’elicottero dell’Arma, sorvolando il promontorio di Punta Imperatore, ha individuato una palazzina in costruzione in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e sismici, in una zona dove ogni intervento richiede autorizzazioni stringenti.

La segnalazione è stata immediatamente inoltrata alla pattuglia della stazione di Forio, che è intervenuta sul posto. I militari hanno documentato la presenza di manufatti già ben avviati: un muro di cinta, una cucina esterna in muratura, un seminterrato, un sistema di scale, un parcheggio e un deposito. L’intero complesso è stato sequestrato.

Il proprietario, un 33enne, è stato denunciato per aver avviato la costruzione senza alcun titolo edilizio in un’area di pregio tutelata dalla normativa urbanistica e ambientale. Il caso riaccende i riflettori sulla pressione edilizia che continua a interessare i punti più fragili dell’isola, dove la tutela del territorio è considerata elemento essenziale per la sicurezza e per la protezione del paesaggio.

Tragedia del Faito, recuperata la cabina della morte

Castellammare– È iniziata questa mattina, con il rombo delle pale di un elicottero Drago dei Vigili del Fuoco, la fase più delicata dell’inchiesta sulla tragedia della funivia del Mottarone di Faito: il recupero del carrello della cabina che il 17 aprile 2025 si schiantò sul versante scosceso del Monte Faito, portando con sé quattro vite.

Quattro morti – il manovratore della funivia e tre turisti – e un quarto turista gravemente ferito: questo il bilancio di un incidente che ancora oggi grida vendetta. A otto mesi esatti dal disastro, il GIP del Tribunale di Torre Annunziata aveva disposto con incidente probatorio del 23 giugno 2025 una superperizia sul relitto, per capire se a cedere siano stati i freni, la fune traente, il sistema di sicurezza o – come sospetta la Procura – una combinazione letale di manutenzioni manchevoli e scelte scellerate.

Oggi, sotto lo sguardo dei periti nominati dal giudice e dei consulenti delle parti (indagati compresi), i vigili del fuoco del Comando provinciale di Napoli e del Nucleo elicotteri di Pontecagnano hanno portato a termine la prima, delicatissima fase: il carrello è stato imbragato, sollevato dal dirupo e trasportato via terra fino allo Spolettificio Militare di Torre Annunziata, dove resterà custodito in locali messi a disposizione dall’Esercito.

Nei prossimi giorni, meteo permettendo, toccherà alla cabina vera e propria e al traliccio di collegamento.Un’operazione al limite dell’impossibile: la cabina giaceva a mezza costa, in una giungla di rovi e massi instabili.

Prima di poter avvicinare il relitto, i pompieri hanno dovuto disboscare ettari di vegetazione, scalzare pietre pericolanti, montare ponteggi e scale per creare un corridoio sicuro fino al punto dell’impatto. Solo allora è stato possibile tagliare il traliccio e agganciare il carrello.Ora il reperto è sotto chiave.

I periti del Tribunale e i consulenti delle difese avranno finalmente tra le mani il “cuore” della funivia per capire cosa abbia trasformato una normale corsa panoramica in una caduta di oltre 300 metri.

Per gli indagati – tra cui figurano dirigenti e tecnici della società Eav che gestisce l’impianto – è l’inizio di una partita decisiva: da quelle lamiere potrebbe arrivare la prova della responsabilità o, al contrario, l’alibi che scagiona.La montagna, per ora, ha restituito il suo macabro segreto. La giustizia deve ancora pronunciare la sua sentenza.

Afragola, 200mila euro sotto il materasso: denunciata famiglia di 5 persone

Afragola – Un’operazione notturna dei Carabinieri ha scoperchiato un presunto giro di affari illeciti nel cuore del rione Salicelle di Afragola. Cinque persone, tutti membri della stessa famiglia, sono state denunciate a piede libero a seguito di un blitz che ha portato al sequestro di una cifra record in contanti, orologi di lusso, carte di credito e armi.

L’irruzione è scattata nell’abitazione dove risiedono i componenti della famiglia. I militari delle Tenenze di Arzano e Afragola hanno proceduto a una perquisizione che si è rivelata estremamente fruttuosa.

Il bottino sotto il materasso

La scoperta più eclatante riguarda il denaro: ben 204mila euro in contanti, il cui possesso non è stato giustificato. Ad accrescere il valore del sequestro, la presenza di 6 orologi di lusso marca Rolex e la sorprendente quantità di 21 tra carte di credito e bancomat, la cui provenienza è ora al vaglio degli inquirenti.

I cinque denunciati sono una donna di 72 anni, i suoi tre figli (due uomini di 52 e 44 anni, e una donna di 41) e la compagna 28enne del 44enne. Solo quest’ultimo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati di rapina, un dettaglio che non è sfuggito agli investigatori.

Il controllo è stato esteso alle aree comuni del palazzo, portando a un ulteriore ritrovamento nel sottoscala, a carico di ignoti: una pistola Glisenti Brescia con matricola abrasa, 15 proiettili calibro 44 e 38 proiettili calibro 38.

Nella vicina abitazione della 28enne, infine, i Carabinieri hanno rinvenuto altri 1.630 euro in contanti, una pistola marca BBM priva di matricola e un coltello lungo 11 centimetri.

Le indagini condotte dai Carabinieri di Arzano proseguono senza sosta. Le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici per stabilire se siano state utilizzate in recenti “fatti di sangue” o altri gravi delitti, aggiungendo un potenziale capitolo inquietante a una vicenda ancora tutta da decifrare.

Il nuovo saggio di Vincenzo Di Michele: Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce

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Roma – Arriva in libreria e negli store online il nuovo saggio di Vincenzo Di Michele, Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce, un’opera che si colloca tra le novità editoriali più discusse dell’anno nel panorama della saggistica storica.

Dopo aver pubblicato Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale, dove Vincenzo Di Michele aveva già introdotto la vicenda della liberazione di Mussolini dal Gran Sasso, anticipando l’esistenza di retroscena mai realmente chiariti e avvertendo i lettori che quello studio non era concluso. Oggi quell’indagine è arrivata a compimento.

Con questo nuovo libro, Di Michele porta a termine un lavoro iniziato nel volume precedente, è il risultato di anni di studio, riletture dei documenti, confronti tra testimonianze e fonti d’archivio. Quella che per decenni è stata raccontata come un’operazione militare “perfetta”, viene sottoposta a una revisione storica.

Nel corso della sua carriera, Vincenzo Di Michele ha pubblicato numerosi saggi, alcuni dei quali hanno suscitato ampio dibattito. Tra i suoi libri : “Io prigioniero in Russia” , Oltre 50.000 copie vendute, vincitore di numerosi premi. Il suo stile rimane riconoscibile e profondamente rispettoso dei fatti. Di Michele non riscrive la storia per provocare, ma per restituirle profondità e verità.

Quel falso mito della liberazione del Duce

Non tutte le pagine della storia sono state scritte fino in fondo. Alcune, anzi, sembrano intenzionalmente lasciate a metà, lucidate nel tempo fino a diventare mito. È da questa intuizione che nasce il nuovo libro di Vincenzo Di Michele, Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce, un saggio che rimette mano a uno degli eventi simbolo del Novecento italiano.

Il 12 settembre 1943 la propaganda trasformò il salvataggio di Benito Mussolini dal Gran Sasso in una leggenda militare. Un’azione rapida, eroica, spettacolare. Un capolavoro delle forze tedesche. È così che per oltre settant’anni è stato raccontato. Il lavoro dello storico Vincenzo Di Michele sceglie una strada diversa: smontare quella narrazione pezzo dopo pezzo, con documenti, testimonianze, fonti d’archivio e una logica semplice quanto scomoda: guardare dove per troppo tempo non si è voluto guardare.

Il libro ricostruisce le ore, i giorni e le settimane che precedettero la presunta “operazione perfetta”. Emergono contatti, passaggi di informazioni, ambiguità istituzionali, scelte politiche mai chiarite fino in fondo. Vincenzo di Michele non rincorre teorie sensazionalistiche, non forza le conclusioni. Fa qualcosa di più sottile e più potente: lascia parlare i fatti, incrocia versioni, mette a confronto documenti ufficiali e memorie personali. Il risultato è una narrazione tesa, asciutta, che somiglia più a un’inchiesta che a un semplice saggio storico.

Uno dei punti forti del libro è il ridimensionamento della figura di Otto Skorzeny, da sempre dipinto come l’artefice assoluto dell’operazione. Vincenzo Di Michele mostra come il racconto costruito nel dopoguerra abbia gonfiato ruoli, oscurato responsabilità, cancellato nomi. Non per spirito polemico, ma per correttezza storica. Quando la storia diventa leggenda, qualcuno decide sempre cosa va ricordato e cosa va dimenticato.

Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale

Come anticipato, questa nuova opera si inserisce nel percorso che l’autore ha intrapreso con il libro pubblicato nel 2024, Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale. In quel volume, Di Michele aveva già messo in discussione decine di episodi rimossi, addolciti o semplificati: la fuga dei criminali di guerra, i silenzi delle istituzioni, le sofferenze civili. Il filo conduttore è evidente. Non è ricerca di scandalo, è ricerca di completezza e presa di coscienza.

Campo Imperatore 1943 è una naturale prosecuzione di quel lavoro. Qui il focus si stringe su un solo evento, ma il metodo resta lo stesso: verificare, confrontare, riaprire archivi, rileggere testimonianze. Il risultato è un libro che non offre risposte facili, ma pone domande difficili. Di quelle che restano in testa. Di quelle che costringono a rileggere la storia con occhi meno indulgenti.

Da un punto di vista stilistico, il volume si distingue per un tono misurato. Niente proclami. Niente attacchi frontali. La scrittura è pulita, lineare, quasi giornalistica. Ogni capitolo costruisce il precedente. Ogni documento apre un dubbio. Ogni testimonianza incrina una certezza. È un libro che non urla, ma insiste. E proprio per questo colpisce.

Chi è Vincenzo Di Michele

Vincenzo Di Michele è una figura atipica nel panorama della saggistica storica italiana. Scrittore, giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche, lavora da anni sulla memoria e sulla rilettura critica degli eventi del Novecento. Non appartiene alla storiografia accademica tradizionale, e forse proprio per questo riesce a mantenere una libertà di sguardo che si riflette in ogni sua opera.

La sua attività si muove tra archivi, testimonianze dirette, documenti dimenticati e fonti spesso trascurate. Il suo lavoro nasce da una convinzione semplice: la storia non è mai definitiva. Può essere riletta, approfondita, corretta.

Con Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce firma un’opera destinata a far discutere, ma anche a durare. Un libro che non si consuma in una polemica, ma si deposita, lentamente, come una domanda aperta sulla coscienza storica del Paese.

Contatti
Vincenzo Di Michele
Sito Web: https://www.vincenzodimichele.it
e-mail: info@vincenzodimichele.it

Faida infinita tra Mazzarella e Rinaldi, altro colpo di scena: solo 4 anni e 6 mesi al boss Sembianza

L’ennesimo colpo di scena giudiziario si abbatte sul processo che da anni prova a far luce sull’eterna faida di camorra tra i Mazzarella e i Rinaldi.

Salvatore Sembianza, storico ras di piazza Mercato, considerato per anni un pezzo da novanta dell’ala “mazzarelliana” poi scissasi dal clan madre, è stato assolto dall’accusa di tentato omicidio e condannato per lesioni gravi nel procedimento sull’agguato a Ettore Carbone, gambizzato il 20 dicembre 2016 in zona Porta Nolana.

La quinta sezione della Corte d’appello di Napoli, accogliendo la linea difensiva degli avvocati Francesco Buonaiuto e Diego Pedicini, ha derubricato l’imputazione da tentato omicidio a lesioni personali gravi, infliggendo a Sembianza una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione. Un verdetto che ridimensiona drasticamente la condanna di primo grado, quando il ras di piazza Mercato aveva incassato 12 anni di carcere per lo stesso fatto.

Determinante, in secondo grado, è stata una perizia balistica che ha scardinato la ricostruzione iniziale dell’accusa. Nonostante il riconoscimento effettuato all’epoca dalla vittima – poi deceduta per cause non collegate all’agguato – la difesa è riuscita a dimostrare che Sembianza non avrebbe mirato a uccidere Carbone, ma a “soltanto” intimidirlo. A sostegno di questa tesi, la traiettoria del proiettile: il colpo, secondo i periti, era diretto verso il basso, compatibile con una gambizzazione e non con un colpo di esecuzione.

Per Sembianza non è la prima volta che i giudici riconoscono un ridimensionamento dell’impianto accusatorio o della pena, nonostante il peso delle contestazioni a suo carico e il ruolo attribuitogli nelle dinamiche di camorra tra piazza Mercato, il centro e l’area occidentale di Napoli. Già nel 2020 il ras era riuscito a portare a casa una condanna “soft” per un delitto di sangue di particolare ferocia: l’omicidio dell’algerino Abdel Chafai, ucciso senza pietà e il cui corpo sarebbe stato dato alle fiamme e fatto sparire.

A riaprire quel capitolo di sangue fu il clamoroso pentimento di Salvatore Maggio, ex boss di piazza Mercato passato dalla parte dello Stato. Maggio confessò l’omicidio dell’algerino, ricostruendone fasi e movente, e tirò in ballo il complice Salvatore Sembianza, indicato come coautore del delitto e della successiva distruzione del cadavere. Le dichiarazioni del pentito diedero un impulso decisivo alle indagini e portarono a un nuovo processo davanti alla seconda sezione della Corte d’assise d’appello di Napoli.

Anche in quella vicenda, però, l’esito fu al ribasso rispetto alle richieste della Procura. I giudici d’appello fissarono per Maggio, divenuto collaboratore di giustizia, una pena di 12 anni di reclusione, mentre per Sembianza la condanna fu quantificata in 15 anni e 4 mesi. Una sanzione già più lieve rispetto ai 18 anni rimediati in primo grado al termine del rito abbreviato, grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche, giudicate prevalenti sulle aggravanti contestate.

Il nome di Sembianza è inoltre legato a un altro processo eccellente che nel 2019 registrò un nuovo colpo di scena. Il ras del Mercato era alla sbarra con l’accusa di aver materialmente ucciso il boss Pasquale Grimaldi, cugino del capoclan di Soccavo Ciro Grimaldi detto “Settirò”, e di aver ferito Enrico Esposito nello stesso agguato. Una vicenda inserita dagli inquirenti nel contesto di sanguinosi riassetti di potere tra storiche famiglie di camorra dell’area occidentale della città.

Anche in quel procedimento, nonostante la “consistenza” del quadro accusatorio tracciato dalla Procura, Sembianza riuscì a contenere il danno. Nel processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, al ras fu riconosciuta l’esclusione dell’aggravante della premeditazione e furono concesse attenuanti generiche ritenute prevalenti, con una condanna che si attestò su 14 anni e 8 mesi di reclusione. Un verdetto confermato in appello a giugno del 2019, quando la Corte d’assise d’appello ritenne di non irrigidire la pena, mantenendola in linea con il giudizio di primo grado.

Il nuovo verdetto sul ferimento di Ettore Carbone si inserisce così in un filone processuale che, tra derubricazioni di reato, perizie tecniche e attenuanti riconosciute, ridisegna negli anni la posizione giudiziaria di Salvatore Sembianza. Sullo sfondo, la lunga scia di sangue della faida tra i Mazzarella e i Rinaldi e il continuo braccio di ferro tra Procura e difese nella ricostruzione di gerarchie, ruoli e responsabilità dei ras che per anni hanno insanguinato Napoli tra piazza Mercato, Porta Nolana e l’area occidentale.

Blitz contro il gioco d’azzardo online: maxi-operazione tra Campania e Puglia

Una vasta operazione dei Carabinieri contro il gioco d’azzardo illegale online è scattata all’alba nelle province di Salerno, Napoli e Foggia. I militari del Nucleo Investigativo di Salerno, affiancati dai reparti territoriali dell’Arma, stanno eseguendo un articolato provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione distrettuale antimafia salernitana.

Il decreto prevede misure cautelari personali e reali nei confronti di numerosi indagati, accusati – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestata anche l’aggravante dell’agevolazione a organizzazioni di tipo mafioso, elemento che conferisce ulteriore peso all’impianto investigativo.

L’operazione vede impegnate unità specializzate dell’Arma: due team delle Aliquote di Primo Intervento di Salerno, il VII Nucleo Elicotteri di Pontecagnano per il supporto aereo e il Nucleo Cinofili di Sarno per le attività di perquisizione.

Un dispositivo imponente, dispiegato per dare esecuzione a una serie di sequestri e perquisizioni collegati alla presunta rete criminale che, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito un lucroso business di scommesse illegali attraverso piattaforme non autorizzate.

 

Ricapitalizzazioni CTP: 23,5 milioni di danno erariale, 8 indagati

Napoli – La Procura Regionale della Corte dei conti per la Campania ha avviato un procedimento che potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione delle partecipate pubbliche napoletane.

Otto figure chiave della Città Metropolitana di Napoli – tra amministratori, dirigenti e revisori dei conti – hanno ricevuto oggi la notifica di inviti a dedurre per un presunto danno erariale da 23,5 milioni di euro. Tra questi anche l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Al centro dell’indagine, le ricapitalizzazioni disposte per tentare di salvare la CTP S.p.A., società del trasporto pubblico locale naufragata nel fallimento del 2022.

Vent’anni di salvataggi inutili

L’inchiesta, delegata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha ricostruito un fiume di denaro pubblico versato nelle casse della società: oltre 332 milioni di euro dal 2003 al 2020. Risorse destinate a tenere in vita un’azienda integralmente pubblica che da anni navigava in acque sempre più agitate, accumulando perdite su perdite fino al naufragio definitivo.

Gli investigatori contabili hanno passato al setaccio documenti e bilanci, facendo emergere un quadro inquietante. I piani industriali elaborati dalla società venivano continuamente rivisti e modificati, senza mai produrre i risultati sperati. Nel frattempo, la qualità del servizio andava deteriorandosi: gli autobus percorrevano chilometri sensibilmente inferiori a quelli previsti dai contratti, tradendo le aspettative dei cittadini e gli impegni assunti con l’ente controllante.

Le ricapitalizzazioni “al buio”

Particolarmente grave appare la circostanza che alcune iniezioni di capitale siano state deliberate in assenza di bilanci approvati. Decisioni finanziarie di enorme portata prese senza disporre di un quadro informativo completo e aggiornato sulla reale situazione della società. Gli organi di controllo interni ed esterni avevano lanciato ripetuti allarmi sulla continuità aziendale, ma le loro segnalazioni sembrano essere rimaste inascoltate mentre il quadro economico generale peggiorava inesorabilmente.

L’analisi della Procura contabile si è concentrata sulle ricapitalizzazioni del 2017 e del 2019, per complessivi 23,5 milioni di euro, le uniche ancora perseguibili considerati i termini di prescrizione dell’azione erariale. Secondo l’ipotesi accusatoria, questi interventi finanziari avrebbero violato la disciplina sul “soccorso finanziario” alle società partecipate, che consente agli enti pubblici di sostenere le proprie controllate solo in presenza di concrete e documentate prospettive di risanamento economico-finanziario.

Il procedimento entra nel vivo

Gli otto destinatari degli inviti a dedurre – emessi ai sensi dell’articolo 67 del Codice della giustizia contabile – sono coloro che nel periodo oggetto di esame ricoprivano ruoli decisionali e di controllo sulle operazioni finanziarie. Avranno 45 giorni per presentare memorie difensive, allegare documenti, accedere agli atti del procedimento e richiedere un’audizione personale davanti ai magistrati contabili.

L’attività istruttoria proseguirà nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e contraddittorio, con l’obiettivo di accertare le eventuali responsabilità amministrative nella gestione di ingenti risorse pubbliche. Il caso CTP rischia di diventare emblematico delle derive gestionali che possono colpire le società partecipate quando i controlli si allentano e le logiche politiche prevalgono sui criteri di sana gestione aziendale.

Napoli, droga dalla Spagna: 70 anni di carcere per il gruppo Cerullo-Maiorano

Si chiude con una pesante batosta per l’organizzazione criminale il processo di primo grado, celebrato con il rito abbreviato davanti al gip Ciollaro del tribunale di Napoli. Sono dodici le condanne inflitte per un totale che supera i settant’anni di reclusione, a fronte di una sola assoluzione.

Al centro dell’inchiesta, il lucroso business dell’importazione di sostanze stupefacenti dalla Spagna, destinate a “inondare” le piazze di spaccio della città partenopea e dell’hinterland flegreo. L’impianto accusatorio della Procura, che a fine settembre aveva chiesto la condanna per tutti i tredici imputati, ha retto quasi interamente.

La genesi dell’indagine: la “soffiata” da Barcellona

L’intera operazione prende il via grazie a una provvidenziale segnalazione della Guardia Civil di Barcellona, che nota la presenza costante e sospetta di un gruppo di napoletani nella città catalana. Nomi come i due Maiorano, Di Palma, Sarracino e Cerullo finiscono rapidamente sui taccuini degli investigatori.

Le successive indagini, condotte dai militari della Guardia di Finanza del Nucleo Pef, hanno permesso di ricostruire la complessa logistica dei trafficanti. Il modus operandi era consolidato: i corrieri partivano dal Napoletano in auto, raggiungevano Civitavecchia per imbarcarsi su navi veloci dirette a Barcellona.

Il modus operandi: furgoni, doppi fondi e staffette

Una volta caricata la droga in Spagna, il ritorno avveniva a bordo di un furgone “Iveco” appositamente modificato, dotato di un doppiofondo per nascondere lo stupefacente. Per eludere i controlli lungo l’autostrada, il furgone era sistematicamente preceduto da un’altra vettura che fungeva da staffetta, incaricata di segnalare tempestivamente la presenza delle forze dell’ordine.

I reati contestati agli indagati, a seconda delle loro posizioni, spaziavano dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti alla detenzione per fini di spaccio. L’accusa associativa, che comporta le pene più severe, è stata mossa in particolare contro Giovanni Cerullo, Salvatore Di Palma, Giovanni Maiorano, Vincenzo Maiorano e Pasquale Vallefuoco.

La sentenza di primo grado segna così un punto a favore delle forze dell’ordine nella lotta al traffico internazionale di droga che alimenta il mercato campano.

Le condanne più severe, in particolare i 10 anni di reclusione, sono state inflitte ai soggetti ritenuti al vertice o con ruoli di maggiore responsabilità nell’organizzazione, in quanto accusati del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Giovanni Cerullo: Originariamente, la Procura aveva chiesto 16 anni per Cerullo, indicandolo come un vertice del gruppo. La condanna a 10 anni lo conferma come una figura di spicco.

Giovanni Maiorano e Vincenzo Maiorano: I due Maiorano erano tra i nomi che circolavano subito dopo la segnalazione della Guardia Civil di Barcellona, evidenziando il loro ruolo centrale nell’organizzazione dei viaggi e nei contatti in Spagna. Entrambi condannati a 10 anni.

Pasquale Vallefuoco: Anche lui accusato di far parte dell’associazione, ha ricevuto 10 anni.

Salvatore Di Palma: Condannato a 8 anni. La sua pena, pur alta, è stata calcolata in “continuazione con un’altra sentenza”, il che suggerisce precedenti penali significativi, forse anch’essi legati al traffico di droga, che hanno influito sul calcolo della pena totale.

Gli altri imputati hanno ricoperto ruoli logistici e di supporto, come corrieri, organizzatori dei trasporti o semplici spacciatori, pur all’interno del sodalizio:

Castrese Sarracino (5 anni e 6 mesi): Era tra i nomi noti agli investigatori fin dall’inizio, presumibilmente con un ruolo chiave nelle fasi operative del trasporto.

Ciro Di Lanno e Alfredo Felaco (5 anni e 4 mesi): Pene intermedie che riflettono ruoli importanti ma non apicali nell’organizzazione del traffico.

Stefano Verde (4 anni): La sua pena inferiore rispetto al gruppo dei 5 anni potrebbe indicare un ruolo meno pesante o la prevalenza della sola accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Le pene più basse (2 anni) per Maurizio Cappiello Branco, Antonino Lauro e Castrese Simeoli sono tipiche di figure con un coinvolgimento marginale o limitato alla sola detenzione e spaccio in loco, senza l’aggravante del ruolo associativo.

Il dettaglio sul traffico

L’indagine ha permesso di ricostruire un traffico di centinaia di chili di droga. Ad esempio, una delle operazioni citate in un’altra indagine similare (spesso collegate o successive) parla del sequestro di oltre 290 kg di hashish, con la ricostruzione dell’importazione di ulteriori 70 kg. Questi dati evidenziano la portata del business gestito.

Elenco Dettagliato delle Condanne

Giovanni Maiorano 10 anni

Vincenzo Maiorano 10 anni

Pasquale Vallefuoco 10 anni

Giovanni Cerullo 10 anni

Salvatore Di Palma 8 anni

Castrese Sarracino 5 anni e 6 mesi

Ciro Di Lanno 5 anni e 4 mesi

Alfredo Felaco 5 anni e 4 mesi

Stefano Verde 4 anni

Maurizio Cappiello Branco 2 anni

Antonino Lauro 2 anni

Castrese Simeoli 2 anni

Domenico Della Rotonda Assolto

Svolta epocale alla Juve Stabia: Brera Holdings si prende tutto. Finisce l’era Langella

Castellammare – È una fumata bianca che ha il sapore di una rivoluzione, quella che si è levata ieri dallo studio notarile Borrelli di Napoli. In un pomeriggio che segna uno spartiacque nella storia recente delle “Vespe”, la S.S. Juve Stabia 1907 cambia pelle definitivamente: Brera Holdings è ufficialmente il nuovo socio unico del club.

La notizia arriva al termine dell’assemblea dei soci, convocata in prima battuta il 28 novembre e conclusasi oggi in seconda convocazione. Al tavolo, gli amministratori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara hanno ratificato quella che, sulla carta, doveva essere l’approvazione del bilancio, ma che nei fatti si è trasformata nell’atto finale di una transizione societaria complessa e, a tratti, discussa.

La mossa di Brera: liquidità contro lo scetticismo

L’operazione è stata chirurgica. Brera Holdings, operando attraverso la quota Solmate, ha messo mano al portafoglio effettuando una massiccia ricapitalizzazione necessaria per ripianare le perdite a bilancio.

Una mossa che assume un significato doppio: da un lato garantisce la continuità aziendale, dall’altro spazza via – almeno per ora – le nubi che si erano addensate all’orizzonte.

Non è un mistero, infatti, che la holding quotata al Nasdaq abbia attraversato mesi di “vicissitudini” finanziarie, con il titolo azionario soggetto alla volatilità dei mercati americani e qualche dubbio sollevato dagli addetti ai lavori sulla reale capacità di spesa nel breve termine per il progetto italiano.

Con l’iniezione di liquidità odierna, Brera intende mandare un segnale di forza inequivocabile alla piazza di Castellammare e agli investitori: i soldi ci sono e il progetto è centrale.

L’addio di Langella

Il risvolto più clamoroso della giornata riguarda però l’assetto proprietario. A seguito della ricapitalizzazione, Brera Holdings ha rilevato interamente il restante 48% delle quote che appartenevano al socio di minoranza, Andrea Langella.

L’ex patron, figura centrale della rinascita gialloblù negli ultimi anni, esce definitivamente di scena. La dinamica descritta (“rilevando… al seguito della ricapitalizzazione”) suggerisce che di fronte alla necessità di immettere nuova finanza, gli equilibri si siano definitivamente spostati verso il colosso internazionale.

Da oggi, la Juve Stabia parla una sola lingua, quella della holding internazionale, chiudendo un capitolo di gestione locale per aprirne uno dai contorni ancora tutti da scrivere, ma che ora ha un unico, indiscusso padrone.

Conte al Gran Galà AIC: “Scudetto? Campionato combattuto, ma il Napoli vuole difenderlo”

Milano– Al Gran Galà del Calcio AIC 2024, ospitato nello Spazio Antologico – East End Studios, Antonio Conte si gode il premio come miglior allenatore della Serie A 2024-25, ma lo sguardo è già rivolto al presente: un campionato duro, serrato, nel quale il Napoli vuole restare protagonista.

«È un campionato molto combattuto – ha dichiarato Conte – ci sono tante squadre forti e dopo 13 giornate è difficile tracciare una classifica. Siamo tutti lì, raccolti in pochissimi punti. L’obiettivo è difendere lo scudetto nel miglior modo possibile, anche sapendo che sarà molto difficile, perché ci sono avversarie attrezzate e ambiziose. Ma noi vogliamo provarci con tutte le nostre forze».

Il tecnico azzurro ha poi commentato la scelta di concedersi una settimana di stacco dopo la gara con il Bologna, complice la pausa nazionali: «In Inghilterra è un’abitudine: ti impongono sette giorni di riposo e lo staff guida gli allenamenti. Quando giochi anche le coppe accumuli tensione, pressione e un grande dispendio di energie. Staccare serve».

La notte del Gran Galà: Napoli e Inter protagoniste assolute

La quattordicesima edizione del Gran Galà del Calcio AIC ha riunito oltre 400 ospiti in un evento che ogni anno celebra il meglio della stagione calcistica italiana. Organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori, con la collaborazione dell’agenzia DA di Demetrio Albertini e prodotto da Wonder Project, l’appuntamento ha visto Napoli e Inter dominare la scena.

Accanto al premio a Conte, è stata svelata la Top 11 della stagione, che fotografa perfettamente l’egemonia tecnica delle due formazioni arrivate a giocarsi lo scudetto: Inter protagonista nelle retrovie e in attacco, Napoli centrale in mezzo al campo e nei premi individuali.

Il riconoscimento più prestigioso, quello di miglior giocatore assoluto, è andato a Scott McTominay, perno del centrocampo azzurro e tra gli artefici principali del quarto titolo partenopeo.

TUTTI I PREMI DEL GRAN GALÀ AIC 2024

Top 11 della stagione 2023-24
Portiere: Mile Svilar (Roma)
Difensore destro: Denzel Dumfries (Inter)
Difensore sinistro: Federico Dimarco (Inter)
Difensori centrali: Alessandro Bastoni (Inter), Amir Rrahmani (Napoli)
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Scott McTominay (Napoli), Tijjani Reijnders (Milan)
Attaccanti: Lautaro Martínez (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Mateo Retegui (Atalanta)
Premi individuali
Miglior giocatore assoluto: Scott McTominay (Napoli)
Miglior allenatore: Antonio Conte (Napoli)
Miglior società: SSC Napoli
Miglior arbitro: Daniele Doveri
Giovane Serie B: Nicolò Bertola (Spezia)
Legend Award: Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini
Premio “Il Campo Giusto” Coldiretti: Francesco Pio Esposito (Inter)
Vota il Gol: Alessandro Deiola (Cagliari)gliari).

Napoli regina del ponte dell’Immacolata: in Campania attesi 430mila turisti

Grande afflusso di turisti e boccata d’ossigeno per l’economia campana in vista del ponte dell’Immacolata. Secondo le previsioni del centro studi di Confesercenti Campania, il lungo weekend del 6-7-8 dicembre genererà un giro d’affari complessivo di oltre 212 milioni di euro, tra incassi delle strutture ricettive e indotto per bar, ristoranti, commercio, artigianato e servizi.

La Campania, con Napoli in testa, si conferma tra le mete più richieste dai visitatori italiani e stranieri anche per questo primo appuntamento del periodo natalizio. «L’allungamento del fine settimana a tre notti e quattro giorni consentirà alle nostre attività alberghiere e commerciali di beneficiare di incassi rilevanti» spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno.

Secondo le stime, sono attesi circa 430mila turisti in arrivo in regione, oltre 200mila dei quali concentrati nel capoluogo partenopeo. Per il settore ricettivo – alberghiero ed extralberghiero – è previsto un fatturato di circa 148 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori 64 milioni legati alle spese per commercio, artigianato, bar, ristorazione, souvenir e servizi collegati.

Le strutture ricettive faranno registrare un riempimento medio del 78%, con picchi più alti a Napoli e nelle località della Costiera e percentuali più contenute nelle altre mete regionali. La spesa pro capite stimata è di circa 65 euro a notte per il pernottamento, cui si sommano in media 50 euro al giorno per ulteriori consumi, tra shopping, ristoranti, bar e acquisto di gadget e prodotti artigianali.

Napoli, ancora una volta, trascina l’intero sistema turistico regionale. Nel solo capoluogo sono attesi più di 200mila visitatori, con un fatturato di circa 85 milioni di euro per le strutture ricettive, pari al 57% del totale regionale, e un indotto stimato in circa 40 milioni di euro, il 60% del complessivo legato alla spesa extra ospitalità.

A questi numeri vanno aggiunti i cosiddetti “pendolari del turismo”: ogni giorno, nel solo capoluogo, è prevista un’affluenza aggiuntiva di circa 10mila visitatori, tra comitive in arrivo con 80 autobus turistici (7-8mila persone) e passeggeri in treno (altri 2.500 circa). Un flusso continuo che, di fatto, amplifica ulteriormente l’impatto economico del ponte.

Per Confesercenti Campania, la sfida ora è mantenere alto lo standard dell’accoglienza. «Il ponte dell’Immacolata è il primo step del periodo natalizio, che farà registrare un ulteriore incremento di presenze in vista di Natale e Capodanno» sottolinea Schiavo.

«Il boom turistico non accenna a fermarsi e sarà sempre più fondamentale garantire servizi di qualità, trasporti puntuali e un’offerta competitiva, anche per destagionalizzare i flussi e assicurare affluenza per tutti i 12 mesi dell’anno».

Oroscopo di oggi 2 dicembre 2025 segno per segno

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Le stelle di questo giorno disegnano un cielo interessante, dove l’energia è divisa tra la pragmaticità terrestre (con diversi pianeti in segni di Terra) e un bisogno di visione e innovazione(grazie all’influsso di Nettuno e Urano). Non è una giornata per rivoluzioni, ma per costruire con pazienza (Torre, Vergine, Capricorno) e per dare una forma concreta alle nostre intuizioni (Pesci, Scorpione, Acquario).

Ecco come le stelle influenzano la tua giornata nelle aree chiave della vita.

♈ ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

  • Amore: Giornata di passione e chiarimenti. Se sei single, un colpo di fulmine è possibile in un contesto inaspettato. Coppia: evita il tono arrogante, la conversazione sincera rafforza il legame.

  • Lavoro: La Luna in Trigono ti dona carica ed iniziativa. Idee brillanti, ma non imporle ai colleghi. Collabora.

  • Salute: Piena di energia, attenzione a non strafare. Mal di testa da eccesso di tensione possibili.

  • Finanze: Una spesa improvvisa ti preoccupa, ma è gestibile. Non fare shopping impulsivo per scaricare lo stress.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Dirigi la tua grinta verso un obiettivo preciso, non disperderla. In amore, ascolta più di quanto parli.

♉ TORO (21 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Cercasi stabilità. Per la coppia, è il giorno giusto per progetti concreti per il futuro. Single: potresti essere attratto da una persona solida e affidabile.

  • Lavoro: Ritmo metodico e produttivo. Rivedi bilanci, sistemi. Ottimo per completare cose arretrate. Attenzione a piccole incomprensioni con i superiori.

  • Salute: Il benessere viene dalla routine. Dedica tempo a un pasto sano e lunga passeggiata.

  • Finanze: Giorno positivo per gestire, risparmiare, trattare. Un investimento a lungo termine si rivela saggio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La sicurezza la costruisci tu. Fidati del tuo passo lento ma costante. Non temere di chiedere conferme.

♊ GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore: Sei comunicativo e brillante. In coppia, una serata tra amici vi rallegra. Single: la socialità è il tuo campo, ma diffida di chi dice solo parole dolci.

  • Lavoro: Riunioni, chiamate, scambi di idee fertili. Puoi convincere chiunque, ma verifica le informazioni due volte prima di diffonderle.

  • Salute: La mente è iperattiva, rischia di affaticarsi. Ritagliati momenti di silenzio per non sentirti sovraccarico.

  • Finanze: Tante piccole entrate e uscite. Attenzione alle offerte “troppo vantaggiose” che nascondono tranelli.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Usa il tuo charme per costruire ponti, non solo per intrattenere. Scegli la profondità sulla superficialità.

♋ CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Emozioni in primo piano. Hai bisogno di coccole e rassicurazioni. In coppia, crea intimità. Single: potresti sentire la nostalgia di un amore passato.

  • Lavoro: Meglio lavorare in un ambiente tranquillo. I tuoi consigli sono preziosi per un collega in difficoltà. Attenzione a non prenderti troppo carico degli altri.

  • Salute: Lo stomaco è il tuo punto debole oggi. Mangia leggero e con calma. Cerca conforto nelle piccole cose.

  • Finanze: Pensieri legati alla casa o alla famiglia. Una spesa per rendere il nido più accogliente è ben spesa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo guscio, ma non rinchiuderti. Condividi un’emozione con chi ami, ti sentirai più leggero.

♌ LEONE (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore: Vuoi essere al centro dell’attenzione del partner. Single: il tuo carisma attrae, ma valuta se è interesse autentico.

  • Lavoro: Mettiti in luce, presenta le tue idee con sicurezza. Un riconoscimento è possibile. Attenzione a non sembrare arrogante.

  • Salute: Energia vitale alta. Ottimo per attività fisica che ti faccia sentire forte e visibile (danza, funzionale).

  • Finanze: Tentazione di spendere per cose di lusso o per impressionare. Resisti, è un capriccio passeggero.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La vera leadership si mostra guidando con il cuore, non solo con la forza. Sii generoso con i complimenti.

♍ VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Praticità e gesti di servizio. In coppia, un gesto concreto vale più di mille parole. Single: potresti incontrare qualcuno in un contesto di routine (es. palestra, corso).

  • Lavoro: Giornata di grande efficienza. Risolvi dettagli, sistemi pratiche. La tua precisione è apprezzata. Non criticare gli errori altrui troppo aspramente.

  • Salute: Attenzione a disturbi da posture scorrette o alimentazione troppo rigida. Trova un equilibrio.

  • Finanze: Gestione impeccabile. Ottimo per fare bilanci, dichiarazioni, ordinare le carte. Rischio di essere troppo tirchio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: L’ordine interiore crea ordine esteriore. Per oggi, concediti un piccolo “vizio” programmato senza sensi di colpa.

♎ BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

  • Amore: Desideri armonia e bellezza. In coppia, una cena romantica riaccende la scintilla. Single: l’attrattiva è massima, ma potresti essere indeciso tra due opzioni.

  • Lavoro: Sai mediare e portare equilibrio in team contrastanti. Ottimo per negoziati. Evita di procrastinare per paura di scontentare qualcuno.

  • Salute: Il benessere passa dall’estetica e dal relax. Una seduta dal parrucchiere o un massaggio sono rigeneranti.

  • Finanze: Tentazione di spese per abbellire te stesso o la casa. Valuta se è necessario o solo un impulso estetico.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La bellezza è equilibrio. Prendi una decisione che ti porti pace, anche se non può piacere a tutti.

♏ SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

  • Amore: Intensità magnetica. Sguardi e non-detti carichi di significato. In coppia, la passione può esplodere. Single: attrazione fatale in vista.

  • Lavoro: Fai tesoro di informazioni riservate, ma non usarle contro altri. Ottimo per ricerche, investigazioni, approfondimenti.

  • Salute: Emozioni profonde influiscono sul fisico. Attività trasformative (es. sauna, nuoto) sono ideali.

  • Finanze: Situazioni finanziarie nascoste vengono a galla. Ottimo per chiudere conti in sospeso o riscuotere crediti.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo potere sta nella trasformazione, non nel controllo. Lascia andare un risentimento, ti libererà energie.

♐ SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di libertà e avventura. In coppia, pianifica un viaggio insieme. Single: un incontro multiculturale o durante uno spostamento è probabile.

  • Lavoro: Idee visionarie e ottimismo sono il tuo motore. Proponi progetti innovativi. Attenzione a promettere più di quanto puoi fare.

  • Salute: Il bisogno di movimento è alto. Sport all’aria aperta o anche solo una corsa per scaricare l’adrenalina.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, studio o corsi. Sono investimenti su di te, ma calcola bene il budget.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Punta in alto, ma ancorati con un piano concreto. La tua verità detta con gentilezza è un dono.

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: Affetto dimostrato con fedeltà e supporto. In coppia, si rafforza il senso di squadra. Single: attratto da persone ambiziose e serie.

  • Lavoro: Giornata di grande dedizione e responsabilità. I tuoi sforzi vengono notati dai vertici. Un passo verso una promozione.

  • Salute: Resistente, ma attenzione a schiena e ginocchia. La postura alla scrivania è fondamentale oggi.

  • Finanze: Solida e in crescita. Pianificazione a lungo termine eccellente. Una figura autorevole può darti un consiglio prezioso.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua disciplina è ammirevole. Ricordati di premiarti per i traguardi, anche piccoli. Una pausa ti renderà più forte.

♒ ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: Amici e gruppo possono essere catalizzatori. In coppia, uscite con persone stimolanti vi avvicina. Single: l’amore potrebbe nascondersi nella tua cerchia più allargata.

  • Lavoro: Idee geniali e non convenzionali. Il lavoro di squadra o le reti sociali/professionali sono fonte di ispirazione.

  • Salute: Benessere mentale connesso alla libertà. Stare chiuso in ufficio ti deprime. Fai pause creative.

  • Finanze: Interessanti opportunità arrivano attraverso connessioni o progetti tecnologici/innovativi. Informati.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua unicità è la tua forza. Condividi la tua visione del futuro con gli altri, troverai alleati inaspettati.

♓ PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia, un gesto poetico commuove. Single: potresti idealizzare troppo una persona.

  • Lavoro: La tua intuizione è al top. Ottimo per lavori creativi, artistici, di cura. Difficoltà con la burocrazia o i dettagli pratici.

  • Salute: Sensibile agli stati d’animo altrui. Ritagliati del tempo per sognare in solitudine. Attenzione a piedi e sistema linfatico.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Non firmare nulla senza aver letto bene. Un atto di generosità ti fa sentire bene, ma non esagerare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Affida i tuoi sogni alla carta o all’arte. Dare forma alle tue visioni le rende reali. Difendi i tuoi confini emotivi.

Paolo Tedesco ci ricorda che, al di là dei singoli transiti, la vera chiave è l’equilibrio: tra cuore e ragione, tra ambizione e benessere, tra sogno e realtà. Martedì 2 dicembre ci invita a fare un passo avanti nei nostri progetti con determinazione, ma senza dimenticare di nutrire le nostre relazioni e il nostro spirito. La stella polare della giornata sembra essere: “Pianifica con saggezza, ma lasciati sorprendere dalla magia dell’imprevisto”. Che sia una giornata produttiva e ispirata per tutti i segni.

Camorra, colpite le nuove leve del clan Licciardi: 21 arresti

Napoli – All’alba, Secondigliano è tornata a svegliarsi con il rumore degli elicotteri e delle sirene. Una vasta operazione dei carabinieri del Comando Provinciale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato all’esecuzione di 21 misure cautelari, con 19 arresti in carcere (di cui cinque già detenuti) e due domiciliari.

Il blitz rappresenta un nuovo colpo al clan Licciardi, colonna portante dell’Alleanza di Secondigliano e da sempre egemone tra Secondigliano, Miano e l’area nord della città. Secondo gli inquirenti, gli indagati — molti dei quali appartenenti alle nuove leve della cosca — avrebbero gestito estorsioni, ricettazioni, comunicazioni illecite con detenuti e perfino episodi di evasione, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

L’indagine, che ricalca e rafforza gli esiti dell’ultima operazione contro i Licciardi e i Russo di Nola, ricostruisce un quadro di continuità operativa nonostante gli arresti e i colpi subiti dai vertici del cartello.

A emergere è soprattutto la capacità del clan di rigenerarsi attraverso giovani affiliati, spesso già instradati dai gruppi storici e pronti a rilevare compiti operativi, dalla gestione delle piazze di spaccio alle pressioni estorsive su commercianti e imprenditori della zona.

Secondo la DDA, il gruppo avrebbe mantenuto saldi i contatti con figure apicali della cosca già detenute, sfruttando canali di comunicazione illeciti all’interno degli istituti penitenziari. Un sistema che, negli anni, ha consentito al clan di impartire ordini, coordinare affari e riorganizzare la rete criminale sul territorio.

Il provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Napoli certifica un presunto assetto criminale ancora integro, ben strutturato e in grado di controllare porzioni significative dell’hinterland.

L’operazione di oggi rappresenta, nelle parole degli investigatori, un passo decisivo nel tentativo di frenare l’ascesa della nuova generazione, quella che mira a garantire continuità al marchio Licciardi nonostante la pressione giudiziaria.

Solo poche settimane fa la stessa cosca della Masseria Cardone era stata colpita da altri arresti per un’operazione che aveva portato in carcere i nipoti del defunto fondatore Gennaro Licciardi ‘a scigna che insieme con le giovani leve del clan Russo di Nola avevano messo in piedi un’organizzazione dedita al riciclaggio attraverso le scommesse sportive.

Morto a 15 anni dopo il sushi al Vomero, domani la sentenza per ristoratore e medico

Napoli – Mamma ti amo”. Sono state queste le ultime parole pronunciate da Luca Piscopo, il 15enne del Vomero morto quattro anni fa dopo una cena a base di sushi in un ristorante “all you can eat” del quartiere collinare.

Studente modello del liceo Pansini, quella sera era uscito con quattro compagne di scuola per una serata tra amici. Poche ore dopo, il malore che segnerà l’inizio del calvario.

“È uscito dal ristorante che già stava male”, ha raccontato la madre, Maria Rosaria Borrelli, ai microfoni della Tgr Campania. Non ha voluto cenare e nella notte sono iniziati diarrea e vomito”, aggiunge la donna ricordando quelle ore concitate. Luca viene curato in casa, con telefonate e contatti con il medico di base, che però – secondo quanto riferito dalla famiglia e ricostruito dagli inquirenti – non lo visiterà mai a domicilio in quei giorni.

Nove giorni dopo, il 15enne muore nel suo letto. L’autopsia accerterà una miocardite, che per i consulenti della Procura sarebbe conseguenza di un’infezione di origine alimentare da salmonella. Lo stesso batterio era stato riscontrato anche nelle quattro amiche che avevano cenato con lui: tutte riuscirono però a ricevere cure tempestive e a salvarsi.

Due giorni dopo la morte di Luca, il ristorante “all you can eat” del Vomero viene chiuso dai carabinieri del Nas. L’attività oggi non esiste più. A processo sono finiti il titolare del locale e il medico di famiglia del ragazzo, chiamati a rispondere – a vario titolo – delle ipotesi di responsabilità per la morte del 15enne. Domani è fissata l’ultima udienza: poi il giudice si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

La famiglia chiede giustizia. “Spero con tutto il cuore che ci sia una condanna esemplare per entrambi”, afferma la sorella, Fatima Piscopo. “Per la legge italiana questi tipi di reati ricevono pene sempre molto ridotte, ma io spero che si arrivi al massimo della pena”, aggiunge.

Tra le lacrime, la madre di Luca ripete una frase che è diventata il manifesto del suo dolore: “Nulla mi potrà ridare il mio Luca”.

Il Giro d’Italia fa tappa per il quinto anno consecutivo a Napoli

Napoli – Per la quinta volta consecutiva, un traguardo che fino a pochi anni fa era considerato impensabile, il Giro d’Italia farà tappa a Napoli. L’appuntamento con la carovana rosa, giunta alla sua 109ª edizione, è fissato per il prossimo 14 maggio.

I riflettori si accenderanno su un circuito mozzafiato che toccherà i quartieri iconici di Bagnoli, la collina panoramica di Posillipo e l’incantevole Lungomare.

L’asse Giro-America’s Cup: il golfo al centro del mondo

La tappa partenopea sarà un evento a duplice lettura: non solo sport, ma un vero e proprio spot globale. A Bagnoli, infatti, i corridori saluteranno simbolicamente la Coppa America, la competizione sportiva attualmente in vita più antica al mondo. Questo connubio di eccellenze eleva Napoli al centro dell’attenzione internazionale, con una platea potenziale stimata in 750 milioni di spettatori collegati da 200 Paesi nei 5 continenti.

Il sindaco della Città metropolitana, Gaetano Manfredi, ha celebrato con entusiasmo questa continuità: “Napoli sta diventando sempre più centrale nel Mediterraneo. E si vede in tutti i campi: con l’America’s Cup, con il titolo di Capitale europea, con il Giro d’Italia. Quella tra Napoli e il Giro d’Italia è una storia d’amore che si perpetua”.

Manfredi ha sottolineato il ruolo cruciale delle istituzioni partenopee, definite “interlocutori seri e appassionati” dall’organizzazione, e ha ribadito il valore turistico dell’evento: “Il Giro è un potentissimo strumento di valorizzazione territoriale.

Mandare le immagini delle nostre bellezze in tutto il pianeta si sta rivelando un grande volano; Napoli e la sua area metropolitana sono diventate una delle mete più ambite a livello internazionale. L’anno prossimo l’impatto sarà ancora maggiore con l’accoppiata Giro – Coppa America. Napoli è tornata al posto che merita”.

L’affetto per la città è stato ribadito anche da Urbano Cairo, presidente di RCS Group, durante la cerimonia di presentazione a Roma: “Siamo appassionati a Napoli, è una città accoglientissima. Ci sarà tanta gente lungo le strade e sarà una grande festa”. Cairo ha definito il passaggio a Bagnoli, dove si troverà il cantiere dell’America’s Cup, come “un ulteriore elemento per rendere la tappa di Napoli una tappa iconica”.

Il presidente ha infine ricevuto il ringraziamento del sindaco Manfredi anche in qualità di presidente dell’Anci per il “preziosissimo lavoro di ambasciatrice nel mondo dello straordinario patrimonio di bellezza e di cultura dei comuni di tutta Italia”.

Il circuito spettacolo: Posillipo e lo sprint sul Lungomare

Oltre al polo di Bagnoli, il circuito disegnato per la 14ª tappa promette vedute indimenticabili. I ciclisti affronteranno le salite panoramiche della collina di Posillipo, lambendo il suggestivo borgo di Marechiaro e la zona di Coroglio. Scendendo dalle altezze, la carovana arriverà a Mergellina, dove si entrerà nel vivo della volata. Sarà sul celebre Lungomare Caracciolo che i velocisti si contenderanno la vittoria finale, con lo sfondo maestoso di Castel dell’Ovo a fare da cornice a uno sprint attesissimo.

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