Era evaso dagli arresti domiciliari pur di raggiungere l’ex compagna, rifugiatasi a Capri nel tentativo di allontanarsi da lui. Ma il viaggio verso l’isola si è concluso con un nuovo arresto. Protagonista della vicenda è un 31enne originario di Mugnano di Napoli e residente a Polcenigo, in provincia di Pordenone, già finito in carcere lo scorso maggio per una violenta aggressione ai danni della stessa donna, una 30enne residente a Ercolano.
L’uomo, sottoposto ai domiciliari proprio per quei fatti, è ora accusato di evasione e di atti persecutori aggravati dalla precedente relazione sentimentale con la vittima.
Il viaggio all’alba fino a Capri
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 31enne ha lasciato la propria abitazione nelle prime ore del mattino, violando la misura cautelare, per imbarcarsi verso Capri.
Alle 5.30 era già sull’isola. Poco dopo ha raggiunto l’abitazione della donna, nella zona di Marina Grande, iniziando a bussare con violenza alla porta.
Una scena che ha immediatamente fatto riaffiorare nella vittima il ricordo dell’aggressione avvenuta circa un mese prima, quando lo stesso uomo aveva sfondato a calci il vetro della porta d’ingresso prima di entrare nell’abitazione.
I messaggi inviati con profili falsi
Nella denuncia presentata ai carabinieri, la donna ha raccontato di aver ricevuto poco prima dell’arrivo dell’ex compagno numerose chiamate attraverso un profilo Instagram sconosciuto.
L’uomo, infatti, avrebbe creato un nuovo account per aggirare il blocco imposto dalla vittima. Poco prima di bussare alla porta le avrebbe anche inviato una fotografia dell’ingresso dell’abitazione, per dimostrarle di essere già sotto casa.
In un primo momento la 30enne è rimasta in silenzio, sperando che il 31enne si allontanasse spontaneamente. Poi, temendo una nuova aggressione, ha contattato telefonicamente il comandante della Stazione dei Carabinieri di Capri chiedendo aiuto.
Le minacce: “Montecristo ci ha messo dieci anni”
L’episodio, secondo quanto emerso dalle indagini, rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una persecuzione che andava avanti da settimane.
Il 31enne avrebbe tempestato l’ex compagna, ma anche la madre e la sorella della donna, di messaggi inviati tramite falsi profili su WhatsApp, Telegram, Instagram ed e-mail.
Alle richieste di tornare insieme si alternavano minacce sempre più pesanti.
Tra quelle riportate negli atti dell’inchiesta c’è il messaggio inviato il 15 giugno: “Quando torni a Napoli torna in canotto perché prima o poi ti prendo e ti faccio pagare tutto quello che sto subendo”.
Il giorno successivo avrebbe aggiunto un riferimento al celebre romanzo di Alexandre Dumas: “Il mondo è piccolo, non ti preoccupare. Montecristo ci ha messo dieci anni per vendicarsi”.
In un’altra e-mail, datata 12 giugno, avrebbe sostenuto di essere riuscito a recuperare alcuni video privati della coppia, proponendo uno scambio con alcuni effetti personali.
Il comandante libero dal servizio lo rintraccia al porto
Ricevuta la richiesta di aiuto, il comandante della Stazione Carabinieri di Capri, pur essendo libero dal servizio, è uscito immediatamente di casa e si è messo personalmente sulle tracce del 31enne.
In sella al proprio scooter è riuscito a individuarlo all’interno di un bar nella zona del porto, dove nel frattempo l’uomo si era spostato dopo essersi allontanato dall’abitazione della vittima.
Con sangue freddo il militare è riuscito a trattenerlo con un pretesto fino all’arrivo delle pattuglie di supporto, evitando qualsiasi possibile fuga o ulteriore escalation.
Il 31enne è stato quindi bloccato, accompagnato in caserma e successivamente trasferito in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La vicenda: dall’aggressione di maggio al nuovo arresto
Il nuovo episodio si inserisce in una vicenda già segnata da gravi episodi di violenza.
Lo scorso maggio il 31enne era stato arrestato dopo una brutale aggressione nei confronti dell’ex compagna. Secondo l’accusa, l’aveva sorpresa nella sua abitazione, l’aveva colpita provocandole contusioni multiple con una prognosi di sette giorni e aveva tentato anche di soffocarla. In quella circostanza l’uomo si era nascosto all’interno di un armadio in attesa del rientro della donna.
L’intervento dei carabinieri aveva portato all’arresto e all’attivazione della procedura prevista dal Codice Rosso, con la vittima inserita nel circuito di valutazione del rischio. Anche dopo il nuovo episodio, la donna ha rifiutato il trasferimento in una struttura protetta.






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