Festival del Cinema di Pompei, dal palco l’accusa all’assenza delle istituzioni: «La cultura non può essere lasciata sola»
La seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei si è aperta tra applausi, ospiti prestigiosi e una forte partecipazione di pubblico. Sul palco del Cinema Nexus al Maximall Pompeii si sono alternati protagonisti del cinema italiano, professionisti del settore e rappresentanti della manifestazione che hanno ribadito l’importanza di un evento nato per valorizzare la cultura cinematografica e il patrimonio culturale del territorio.
Ma accanto all’entusiasmo e alla soddisfazione per l’avvio della manifestazione, è emerso anche un tema che ha inevitabilmente acceso il dibattito.
Durante gli interventi inaugurali, infatti, sia la presidente del Festival Annarita Borelli sia il direttore artistico Enrico Vanzina hanno evidenziato l’assenza delle istituzioni cittadine, sottolineando come il Comune di Pompei non fosse presente all’evento e ricordando che la manifestazione non ha ottenuto il patrocinio comunale.
Un richiamo pubblico che non è passato inosservato e che rappresenta il punto di partenza di questa riflessione.
Un festival costruito con passione e sacrificio
Nel corso della serata è stato ricordato più volte come questa seconda edizione sia stata organizzata grazie all’impegno di persone che hanno scelto di contribuire gratuitamente alla realizzazione dell’evento. Attori, artisti, professionisti e collaboratori hanno messo a disposizione il proprio tempo e la propria esperienza per sostenere un progetto che punta a difendere e promuovere la cultura cinematografica italiana.
Un elemento che è stato sottolineato con forza dal palco. Non si è parlato soltanto di organizzazione.
Si è parlato di passione.
Si è parlato di amore per il cinema.
Si è parlato della volontà di costruire qualcosa di importante per il territorio senza chiedere nulla in cambio.
Il richiamo di Annarita Borelli ed Enrico Vanzina
Le parole della presidente Annarita Borelli e del direttore artistico Enrico Vanzina hanno riportato l’attenzione su un concetto semplice ma fondamentale.
La cultura ha bisogno di sostegno. Non necessariamente soltanto economico. Ha bisogno soprattutto di presenza. Di attenzione. Di partecipazione.
Perché la presenza delle istituzioni rappresenta un segnale per i cittadini e per tutti coloro che investono energie nella realizzazione di iniziative culturali.
Quando un festival riesce a coinvolgere personalità del cinema italiano e a mobilitare decine di persone che lavorano gratuitamente per un progetto culturale, la presenza delle istituzioni assume un valore che va oltre qualsiasi contributo economico.
Quando la cultura viene percepita come una priorità secondaria
L’impressione che emerge da quanto ascoltato durante la serata inaugurale è che la cultura rischi troppo spesso di essere considerata un elemento secondario nelle priorità della politica.
Eppure eventi come il Festival Internazionale del Cinema di Pompei rappresentano molto più di una semplice rassegna cinematografica.
Sono occasioni di crescita. Sono strumenti di formazione. Sono opportunità per i giovani.
Sono momenti di confronto tra generazioni diverse. Sono spazi nei quali si trasmettono valori, competenze e conoscenze.
In una città come Pompei, conosciuta nel mondo per il proprio patrimonio storico e culturale, la cultura dovrebbe rappresentare uno dei pilastri fondamentali dell’azione pubblica.
Disponibili a pubblicare eventuali chiarimenti
Come sempre, questa testata resta disponibile a pubblicare eventuali precisazioni, chiarimenti o interventi da parte del Comune di Pompei, affinché ogni posizione possa essere rappresentata e conosciuta dai cittadini.
Perché il confronto e il pluralismo delle idee sono elementi essenziali del dibattito democratico.
Resta però un dato difficilmente contestabile: durante la serata inaugurale della seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, dal palco è stato lanciato un richiamo pubblico all’assenza delle istituzioni.
Un richiamo espresso dalla presidente Annarita Borelli e dal direttore artistico Enrico Vanzina, che hanno voluto evidenziare come un evento costruito con passione, sacrificio e contributi gratuiti abbia percepito la mancanza di quella vicinanza istituzionale che molti si sarebbero aspettati.
Ed è proprio da quelle parole, ascoltate davanti al pubblico presente, che nasce questa riflessione.






Articollo interesssante mette in evidenza problemmi reali ma non dice tuta la verità, mi pare che ci sono sta responsabilità condivise e anke limiti pratici, sarebbe stato utile un dialogo piu aperto fra citttadiniistituzioni e operatori cultural, senza polemiche ma con fatti, pero manca la volontà e si vedono scelte incomprensibii.