Ischia, — Duecento giorni esatti separano i due episodi, lo stesso scoglio, lo stesso orizzonte del porto. Questa mattina, intorno alle 10.50, i passeggeri di un aliscafo in arrivo da Napoli hanno notato un corpo inerte nella zona della Pagoda, l’area panoramica che sovrasta il porto del comune capoluogo isolano. L’uomo, ferito alla testa, era cosciente nonostante le ferite. I sanitari lo hanno trasferito all’ospedale Rizzoli: condizioni serie, ma non in pericolo di vita.
Il precedente che inquieta
Lo scorso 3 ottobre, nello stesso punto esatto, la moglie dell’uomo, una donna ucraina di 57 anni, veniva trovata senza vita ai piedi della terrazza panoramica. Fin da allora gli investigatori avevano dibattuto tra incidente e gesto volontario: sul corpo nessun segno di violenza, nessuna testimonianza decisiva. Il caso era rimasto aperto, sospeso tra l’assenza di prove e l’impossibilità di escludere.
L’uomo, ai soccorritori, ha riferito di essere scivolato accidentalmente. I carabinieri di Ischia, guidati dal capitano Giuseppe Giangrande, non escludono alcuna ipotesi. L’area è stata sottoposta a rilievi tecnici per ricostruire la dinamica e verificare eventuali connessioni con il decesso della donna. La coincidenza del luogo — identico, non approssimativo — ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori, che ora lavorano su due fronti: accertare le cause della caduta odierna e verificare se emergano elementi nuovi sul caso del 3 ottobre.







Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti