CALCIO E GIUSTIZIA

Arbitri, Rocchi e il caso Var: altri due indagati nell’inchiesta per presunta frode sportiva

L’inchiesta aperta da oltre un anno coinvolge il designatore arbitrale e altri due ufficiali di gara: Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo di Castellammare di Stabia
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Prosegue l’indagine della Procura di Milano sul designatore arbitrale Gianluca Rocchi, al centro di un fascicolo per l’ipotesi di frode sportiva legata alla gestione delle designazioni arbitrali e al funzionamento del Var.

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, l’inchiesta sarebbe stata aperta da più di un anno, quindi prima dell’esposto presentato dall’ex assistente arbitrale Domenico Rocca.

Nel registro degli indagati compaiono anche altri due ufficiali di gara: l’arbitro Luigi Nasca e l’assistente Var Rodolfo Di Vuolo.

Per il 30 aprile sono previsti gli interrogatori di Rocchi e dell’ex arbitro Andrea Gervasoni. In parallelo, la vicenda potrebbe avere riflessi anche sul piano sportivo qualora emergessero nuovi elementi ritenuti rilevanti.

Le ipotesi investigative sulla designazione arbitrale

Nel fascicolo della Procura si fa riferimento, tra gli altri episodi, alla semifinale di andata di Coppa Italia 2025 tra Inter e Milan, disputata il 2 aprile allo stadio Stadio San Siro.

Secondo l’ipotesi investigativa, la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la gara di ritorno del 23 aprile sarebbe stata oggetto di presunte manovre finalizzate a modificare gli equilibri nelle successive direzioni di gara, ipotesi tutta da verificare nel prosieguo delle indagini.

La Procura ha chiesto una proroga delle indagini preliminari, prevista dalla riforma Riforma Cartabia, che impone il rinnovo ogni sei mesi per le indagini oltre l’anno.

La possibile presenza di intercettazioni

La durata del procedimento lascia ipotizzare la presenza di una fonte investigativa non ancora emersa negli atti pubblici. Tra le possibilità allo studio ci sarebbe anche l’uso di intercettazioni, consentite per il reato di frode sportiva dopo l’inasprimento delle pene introdotto nel 2014.

Gli indagati, tuttavia, potrebbero scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il legale di Rocchi, l’avvocato Antonio D’Avirro, ha dichiarato che le contestazioni risultano al momento «generiche» e che la difesa attende chiarimenti sui presunti concorsi nel reato.

Le posizioni di Nasca e Di Vuolo

Nel procedimento compare anche l’arbitro Luigi Nasca, che operava al Var nella partita tra Inter e Hellas Verona del 6 gennaio 2024, gara in cui si discusse per una presunta gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni non sanzionata.

Secondo quanto riportato da la Repubblica, Nasca potrebbe essere coinvolto anche in un episodio relativo alla gara di Salernitana – Modena dell’8 marzo 2025, nella quale un rigore inizialmente assegnato sarebbe stato successivamente revocato.

Tra gli indagati figura inoltre l’assistente Var Rodolfo Di Vuolo, già ascoltato in Procura nei mesi scorsi. Il suo legale, Simone Ciro Giordano, ha spiegato che il fascicolo fu aperto circa due anni fa dopo un esposto dell’avvocato veronese Michele Croce, ma che da allora non sarebbero emersi sviluppi significativi.

Il nodo della sala Var e i presunti condizionamenti

Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda il funzionamento della sala Var e il ruolo del designatore durante le revisioni arbitrali.

Nel mirino degli investigatori ci sarebbe, tra gli altri episodi, la partita Udinese–Parma 2025, nella quale il Var Daniele Paterna – indagato per falsa testimonianza – avrebbe modificato la valutazione di un episodio dopo una richiesta di revisione.

Secondo la ricostruzione investigativa, una “bussata” al vetro della control room avrebbe attirato l’attenzione degli arbitri, episodio ritenuto anomalo rispetto ai protocolli di autonomia decisionale previsti per il Var.

La Procura avrebbe acquisito gli audio e i filmati degli ultimi due anni della control room del sistema arbitrale italiano.

Gli effetti sul piano sportivo

Sul piano sportivo non risultano al momento dirigenti o tesserati dell’Inter indagati nella vicenda. Tuttavia la Procura Federale FIGC avrebbe già acquisito gli atti dell’inchiesta milanese.

Se dovessero emergere elementi ritenuti nuovi e rilevanti, l’istruttoria sportiva potrebbe essere riaperta, come avvenuto in passato nel caso dell’inchiesta sulle plusvalenze che coinvolse la Juventus.

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