SAN GIOVANNI A TEDUCCIO

Napoli, 28enne ferito a colpi di pistola in piazza San Giovanni Battista

L’uomo, incensurato, è stato raggiunto da più proiettili alle gambe e all’addome. Ricoverato e operato d’urgenza al Vecchio Pellegrini. caccia ai responsabili
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Nel cuore della notte torna a spararsi a Napoli. Un uomo di 28 anni, incensurato, è rimasto gravemente ferito in una sparatoria avvenuta intorno all’una in piazza San Giovanni Battista, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città.

Il giovane è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco alle gambe e all’addome. Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico già nelle ore immediatamente successive al ferimento. Le sue condizioni restano serie e il caso viene seguito con la massima attenzione dagli investigatori.

Sul posto, non appena scattato l’allarme, sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato. Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli, che sta lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato, individuare il commando e chiarire il movente dell’azione criminale.

Caccia ai responsabili

Gli investigatori hanno acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Proprio dall’analisi delle immagini sarebbero emersi elementi ritenuti utili all’inchiesta, tanto che i primi sospettati sarebbero già stati identificati. Resta ora da capire se il ferimento sia maturato in un contesto di criminalità organizzata, in un regolamento di conti o in una vicenda diversa, ma comunque sfociata in una violenza armata di estrema gravità.

L’episodio si inserisce in una fase che, nelle ultime settimane, ha riportato con forza il tema della sicurezza e della recrudescenza criminale in diverse aree di Napoli. Sparatorie, stese, ferimenti e azioni dimostrative sembrano restituire l’immagine di una tensione crescente, soprattutto nei quartieri dove storicamente il controllo del territorio rappresenta uno dei principali strumenti di potere dei gruppi criminali.

Troppo sangue nelle ultime settimane

Quando a essere colpito è un giovane incensurato, il segnale diventa ancora più allarmante. Significa che la violenza armata non resta confinata dentro dinamiche perfettamente leggibili, ma può esplodere in contesti più opachi, coinvolgendo figure che almeno formalmente risultano estranee ai circuiti penali. Ed è proprio questa zona grigia a preoccupare di più: quella in cui i confini tra vittima collaterale, bersaglio designato e soggetto inserito in relazioni non ancora emerse diventano sottili.

Napoli conosce bene queste fiammate improvvise, spesso legate a equilibri criminali fragili, a nuove alleanze, a spazi di comando contesi o a segnali lanciati con le armi per ribadire presenze sul territorio. In questo quadro, ogni fatto di sangue assume un peso che va oltre il singolo episodio, perché contribuisce ad alimentare un clima di paura diffusa e a rafforzare la percezione di un ritorno della violenza come linguaggio ordinario.

La risposta investigativa resta decisiva, soprattutto quando riesce a stringere il cerchio in poche ore attraverso telecamere, rilievi e testimonianze. Ma da sola non basta. Se nelle strade torna a parlare la pistola, vuol dire che in alcuni pezzi di città persistono sacche di controllo criminale, disagio sociale e assenza di alternative reali. Ed è lì che la repressione deve accompagnarsi a una presenza più forte e continua dello Stato.

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