Roma. In relazione all’attuale contesto geopolitico e ai crescenti impatti sulla sicurezza cibernetica, si è svolta una riunione dell’Intergruppo parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica, convocata dal presidente, l’onorevole Alessandro Colucci.
L’incontro ha consentito un approfondimento sulla situazione di conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, evidenziando come lo scenario internazionale stia evolvendo verso forme di guerra ibrida sempre più complesse. In tale quadro, il dominio cyber emerge come leva strategica non solo per azioni dimostrative, ma come strumento di pressione e preparazione a possibili escalation, con effetti potenzialmente sistemici.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle infrastrutture digitali, in particolare cloud e data center, ormai configurabili come asset critici al pari di quelli energetici e logistici, e quindi meritevoli di adeguate misure di protezione e resilienza.
“In uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e tensioni geopolitiche, conflitti ibridi e attacchi sempre più sofisticati alle infrastrutture digitali, la cybersicurezza è oggi per il nostro Paese una priorità nazionale imprescindibile. E’ necessario accelerare l’adeguamento normativo e investire con decisione in formazione e consapevolezza, promuovendo una cultura della sicurezza diffusa a tutti i livelli, dalla pubblica amministrazione alle imprese fino ai singoli cittadini, perché proteggere reti, dati e servizi essenziali significa non solo difendere l’economia, ma anche preservare la stabilità democratica e la sicurezza dei cittadini. Solo attraverso un impegno coordinato e strutturale, che coinvolga istituzioni, Parlamento, Governo e operatori pubblici e privati, sarà possibile consolidare la resilienza nazionale e affrontare con efficacia le sfide del cyberspazio, tutelando gli interessi strategici del Paese”, ha dichiarato il presidente Colucci.
Potrebbe interessarti
SiliconDev punta sulla salute del futuro: ingresso in SirtLife per scalare la medicina predittiva
SuperEnalotto, il jackpot da capogiro: supera i matrimoni reali e sfida il record del miliardario russo
Investe pedone e si allontana: arrestato pirata della strada. La vittima era di Caserta
Sanità sotto pressione: stress, burnout e disaffezione mettono a rischio operatori e pazienti
Alla riunione hanno confermato la partecipazione gli onorevoli Alessia Ambrosi, Nicola Carè, Riccardo De Corato, Giandonato La Salandra, Ciro Maschio, Giulia Pastorella, Calogero Pisano e Chiara Tenerini.
I lavori si sono svolti con il supporto tecnico-scientifico della Cyber Security Foundation, rappresentata dal presidente Marco Gabriele Proietti e da Matteo Macina, responsabile del progetto a supporto dell’Intergruppo. “Il cyber non è più un fronte parallelo al conflitto: è già dentro il conflitto. Nella guerra ibrida, l’obiettivo non è soltanto colpire un’infrastruttura, ma compromettere la tenuta di interi sistemi, dai servizi essenziali alla logistica, fino alla capacità di risposta di un Paese. Per questo la protezione delle infrastrutture digitali deve essere considerata una priorità strategica nazionale, insieme a un investimento serio nella formazione e nella diffusione di una più solida cultura della sicurezza”, ha commentato Marco Gabriele Proietti, presidente della Cyber Security Foundation.
L’Intergruppo conferma così il proprio impegno nel monitoraggio dei rischi emergenti e nella promozione di iniziative volte a rafforzare la sicurezza cibernetica nazionale.




Mi pare che l’incontro fusse importente ma poco concreto,le info su cloud e datacenter e sulla sikurezza cybber erano frammentate e non spiegate bene,ci vorrebbe piu formazione e regolamentazion anch’essa piu chiara,ma sembra che manchi coordnazione,protocoli reali e risorse pratiche