A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Roberto Breda, allenatore ed ex tecnico della Salernitana. “La stagione è ancora lunga.Ripetersi dopo uno scudetto non è mai facile soprattutto se cambi allenatore, anche per la Salernitana che cerca un’identità. È logico che il derby per una squadra è vietato sbagliarlo, per l’altra potrebbe essere un trampolino di lancio per i prossimi mesi”.
“La figura dell’allenatore è sempre al centro di tutto quanto, non voglio sminuire Garcia, ma il Napoli con Spalletti aveva trovato dei sincronismi che gli permettevano di esprimere le proprie capacità.
La Salernitana non è ripartita dall’ottima base dell’anno scorso.Nel Napoli secondo me sono diversi anche i principi.
C’è una filosofia diversa tra Spalletti e Garcia.Spalletti era molto verticale, comandava il gioco e aveva queste verticalizzazioni che coinvolgevano tutti i giocatori.
Ci sono anche dei motivi psicologici, ma anche l’interpretazione dei moduli fa la differenza”.
“Come reagirei se un presidente decidesse di starmi vicino dalla mattina alla sera?Credo che sia importante capire come passano queste giornate, che dialoghi vengono fuori.
Non è una cosa per forza negativa da vedere.Il fatto che sia lì può anche fargli capire la filosofia delle scelte.
In Italia capita spesso che ci siano delle ingerenze più o meno forti.Credo ci siano delle situazioni che vanno a cercare delle soluzioni, se uno ha l’intelligenza per capirlo, può diventare un’opportunità per tutti”.
“Il 4-2-3-1?
Bisogna fare quello che si sente.Se quanto fatto da Garcia fino ad adesso non trova risposte, bisogna cambiare.
Il 4-2-3-1 Garcia lo ha già fatto in passato.Anche la partita col Milan può essere una buona base di partenza.
Se le cose non vanno a volte c’è bisogno di dare lo svolta”.
“Garcia è andato fuori dall’Europa, è anche vero che il calcio è un po’ cambiato negli ultimi anni.Magari ha bisogno anche lui di trovare dei nuovi punti d’aggancio.
Per esempio i 5 cambi sono una novità degli ultimi due anni.Sono convinto che lui abbia sicuramente tanta intelligenza ed una storia importante.
Partire bene sarebbe stato un grande aiuto soprattutto per convincere i ragazzi che questa sia la quadra giusta.Sono convinto che non sia ancora definito quale sia il percorso del Napoli né nel bene né nel male”.
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