La Cassazione conferma i 4 anni di carcere per Cosentino ma no l’interdizione perpetua

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Confermata la condanna a 4 anni di reclusione per Nicola Cosentino, in merito alla vicenda della corruzione di un agente penitenziario del carcere di Secondigliano. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Cassazione, che, pero’, ha annullato la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, inflitta dai giudici del merito all’ex sottosegretario all’Economia, sostituendola con quella dell’interdizione temporanea per 5 anni. L’accusa per Cosentino era quella di aver ricevuto un trattamento di favore mentre si trovava nel carcere napoletano in cambio di posti di lavoro. In primo grado, nel giugno 2016, il tribunale di Napoli nord lo aveva condannato a 4 anni, con l’interdizione perpetua, sentenza confermata in appello il 17 luglio dello scorso anno. Il ricorso presentato da Cosentino, discusso ieri in udienza pubblica a ‘Palazzaccio’, contro il verdetto di secondo grado e’ stato quindi accolto solo sul punto riguardante la pena accessoria.


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