

Stellantis Pomigliano, nuove lettere di licenziamento per i lavoratori Trasnova
Torna l’incubo dei licenziamenti per i 53 lavoratori Trasnova di Pomigliano d’Arco. Con la scadenza degli ammortizzatori sociali fissata al 31 dicembre 2026 e la mancanza, ad oggi, di soluzioni concrete per la ricollocazione del personale, si riapre una delle vertenze più delicate dell’indotto Stellantis.
Con una comunicazione ufficiale datata 15 ottobre, Trasnova Srl ha avviato nuovamente la procedura di licenziamento collettivo ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 223/91. Un provvedimento che coinvolge anche i 53 dipendenti del sito di Pomigliano d’Arco, tra cui lavoratori con decenni di anzianità alle spalle, alcuni provenienti dalla stessa Fiat.
Una vicenda che sembrava aver trovato uno spiraglio dopo mesi di mobilitazioni, presidi e incontri istituzionali, ma che oggi torna a destare forte preoccupazione.
La cassa integrazione per cessazione di attività terminerà infatti il prossimo 31 dicembre e, in assenza di ulteriori interventi, il futuro occupazionale dei lavoratori resta appeso a un filo.
Nella comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali, Trasnova motiva l’apertura della procedura con la definitiva cessazione, avvenuta il 30 aprile scorso, delle attività affidate da Stellantis, dichiarando l’impossibilità di ricollocare autonomamente il personale.
Nel frattempo, sul fronte istituzionale, restano aperte alcune interlocuzioni finalizzate a individuare possibili percorsi di ricollocazione occupazionale. Tuttavia, nonostante gli impegni e le prospettive emerse nel corso degli ultimi incontri, al momento non risultano soluzioni concrete e definitive in grado di garantire un futuro ai 53 dipendenti di Pomigliano.
Per questi lavoratori si tratta dell’ennesimo capitolo di una lunga vertenza, caratterizzata da mesi di incertezza e dalla continua necessità di difendere il proprio posto di lavoro.
Il tempo, intanto, continua a scorrere. Mancano poco più di due mesi alla scadenza degli ammortizzatori sociali e diventa sempre più urgente trasformare gli impegni istituzionali in risposte occupazionali reali.
Perché dietro quelle 53 lettere non ci sono soltanto numeri, ma lavoratori, famiglie e professionalità costruite in decenni di attività nell’indotto automobilistico di Pomigliano d’Arco.
La speranza è che, prima del 31 dicembre, si possa arrivare a una soluzione concreta, evitando che una vertenza già lunga e dolorosa si trasformi definitivamente in un dramma occupazionale.
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