

Il pestaggio in piazza Vanvitelli
La notizia dell’aggressione feroce avvenuta nel cuore del Vomero è ormai tristemente nota in tutta Italia, rimbalzata sui social e sulle televisioni grazie anche alla denuncia pubblica del deputato Francesco Emilio Borrelli.
Ma a fare notizia, nelle ultime ore, sono soprattutto i due elementi che segnano una svolta immediata nella vicenda: da un lato l’identificazione formale, da parte dei Carabinieri coordinati dalla Procura per i minorenni, dei primi otto giovanissimi ritenuti membri del branco; dall’altro le confortanti notizie sul fronte sanitario arrivate dall’ospedale Cardarelli, dove il cinquantenne rimasto vittima del pestaggio e del successivo investimento da parte di un furgone della spazzatura non rischia l’amputazione della gamba.
Un sospiro di sollievo per la famiglia, che tuttavia convive con la paura e l’ombra di un’escalation criminale che parte da bisticci adolescenziali per trasformarsi in veri e propri agguati di stampo mafioso.
Tutto comincia con la più banale e atavica delle scintille adolescenziali: un amore conteso, una gelosia tra ragazzine esplosa in una lite nei vicoli del quartiere. Da quel momento, però, la dinamica scivola rapidamente nel territorio della criminalità urbana. Due minorenni, tra i primi otto soggetti finiti nel registro degli indagati dei Carabinieri coordinati dalla Procura per i minorenni, decidono di non delegare la risoluzione della contesa al normale chiacchiericcio scolastico.
Entra in gioco un giovane in scooter, un adepto di arti marziali arruolato per impartire una lezione corporale alla rivale: la figlia del cinquantenne. La ragazza viene aggredita e picchiata con una ferocia inaudita. Quando il padre apprende la notizia, la molla della protezione paterna scatta inevitabilmente: rintraccia il giovane centauro e lo affronta, rifilandogli uno schiaffo.
È l’affronto che fa saltare gli ultimi argini. Il ragazzo in scooter, desideroso di lavare l’onta subita, chiama a raccolta il branco. Una decina di coetanei, quasi tutti minorenni, si muovono come un battaglione paramilitare per tendere l’agguato mortale.
L’agguato si trasforma in un linciaggio. L’uomo viene accerchiato. Non c’è spazio per il dialogo o per le scuse. I colpi piovono da ogni direzione, sferrati da mani giovanissime che non tremano. Nella confusione e nel terrore della fuga, l’uomo finisce a terra, sopraffatto dal numero e dalla violenza, venendo investito dal mezzo pesante della municipalizzata.
Le immagini, riprese e rimbalzate sui social network — denunciate pubblicamente dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli —, inchiodano i responsabili alle loro responsabilità. Volti scoperti, sguardi spavaldi, una totale assenza di percezione del limite.
Fuori dall’ospedale Cardarelli, la moglie affida la sua disperazione ai microfoni: “Sulla scorta dei video abbiamo denunciato circa una decina di ragazzi. Sono riconoscibili. Al momento nessuno mi ha chiamato per scusarsi”. E racconta il terrore vissuto dalle figlie, minacciate anche dopo il pestaggio, strette in una morsa di paura che ha trasformato la quotidianità in un incubo.
La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha immediatamente convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è chiaro: stroncare sul nascere una deriva delinquenziale che vede i minori sempre più protagonisti e, al tempo stesso, vittime di contesti familiari e sociali complessi.
Le contromisure annunciate sono drastiche e mirate:
Nel coro unanime di condanna si inserisce anche la voce del sindaco Gaetano Manfredi e dell’amministrazione comunale, che hanno espresso profondo rammarico e vicinanza alla famiglia colpita, garantendo la massima collaborazione di Asia Napoli con gli inquirenti per far luce su ogni singolo aspetto della dinamica dell’investimento.
Napoli - È polemica sulla consulenza depositata nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesca Tucci, la… Leggi tutto
Una guardia giurata e un infermiere sono rimasti feriti durante un’aggressione avvenuta nella notte al… Leggi tutto
Frattamaggiore - Nel fine settimana appena trascorso, la Polizia di Stato ha svolto un servizio… Leggi tutto
I familiari di Greta Astarita, la 33enne di Piano di Sorrento morta all’ospedale San Leonardo… Leggi tutto
Napoli – Un ficus storico potato in modo drastico, con i rami ridotti e il… Leggi tutto
Napoli - Qual è lo stato di salute della canzone napoletana? Se ne discuterà mercoledì… Leggi tutto