

Il carcere di Secondigliano
Napoli – Una normale giornata lavorativa si è trasformata in un nuovo episodio di violenza all’interno della casa circondariale di Secondigliano, a Napoli. Un detenuto psichiatrico ha aggredito sei agenti della polizia penitenziaria in servizio nel reparto Adriatico, rendendo necessario il loro trasferimento d’urgenza all’ospedale CTO di Napoli.
A rendere nota la notizia è Vincenzo Palmieri, segretario regionale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) in Campania. Fortunatamente, le conseguenze fisiche per il personale coinvolto non sembrano gravi, limitandosi a contusioni e traumi lievi curati tempestivamente dai sanitari.
La dinamica e l’intervento immediato
L’aggressione si è consumata all’interno del reparto Adriatico. Secondo le prime informazioni, il detenuto originario di Salerno— la cui gestione psichiatrica richiede attenzioni e protocolli particolari — ha improvvisamente perso il controllo, scagliandosi contro gli operatori presenti. L’uomo si è opposto al trasferime nto di un suo compagno di cella ed è andato su tutte le furie.
E siccome si tratta di un soggetto fisicamente molto forte è stato necessario l’intervento di numerosi agenti per fermarlo. L’uomo è stato bloccato dagli altri agenti intervenuti in supporto e posto immediatamente in isolamento.
L’episodio riapre con forza il dibattito sulle condizioni di lavoro all’interno delle carceri campane, segnate da tensioni quotidiane e da una carenza cronica di risorse e spazi adeguati per la gestione dei soggetti con problematiche psichiatriche.
“A nome del sindacato auguriamo una pronta guarigione ai colleghi feriti in questo vile attacco — dichiara Vincenzo Palmieri, segretario regionale OSAPP Campania —. Non possiamo più tollerare che la sicurezza degli operatori venga messa quotidianamente a repentaglio.”
Di fronte a questa ennesima criticità, l’OSAPP annuncia iniziative sindacali incisive nei confronti dei vertici dell’amministrazione penitenziaria. Al centro delle richieste vi è un piano immediato di deflazionamento volto ad abbassare le percentuali di sovraffollamento, che continuano a registrate numeri allarmanti sia nella popolazione detenuta maschile sia nel reparto Egeo, dove attualmente risultano ristrette più di cento donne
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