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OPERAZIONE "SUMMA MATER"

Maxi processo al clan Fezza-De Vivo: 55 riti abbreviati e la svolta delle chat criptate

Il blitz del settembre scorso ha smantellato la potente cosca attiva tra Pagani, l'Agro nocerino-sarnese e i Monti Lattari. Respinta l'eccezione delle difese sull'utilizzo dei messaggi decriptati dalle autorità estere. il ruolo chiave di donne e minori
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È entrato nel vivo il maxi processo nato dall’inchiesta “Summa Mater” della Dda di Salerno contro la potente consorteria criminale del clan Fezza-De Vivo. L’operazione, scattata il 12 settembre 2025, ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata radicata tra Pagani, i comuni dell’Agro e i Monti Lattari, portando a ben 84 imputati e segnando una nuova pagina nella lotta alle mafie locali.

Il rito abbreviato e il nodo cruciale delle chat Sky ECC

Decreto di giudizio immediato per i soggetti coinvolti nel blitz dello scorso settembre. Ben 55 imputati hanno scelto di definire la propria posizione processuale optando per il rito abbreviato (secco e condizionato).

Le accuse mosse a vario arcipelago criminale sono pesantissime: si va dall’associazione per delinquere di stampo mafioso al traffico internazionale di droga, passando per tentato omicidio, estorsione aggravata, riciclaggio, detenzione di armi e un canale parallelo dedito al furto e al riciclaggio di auto di grossa cilindrata.

All’udienza del 12 ottobre, il Gup si è pronunciato rigettando l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dalle difese in merito all’acquisizione delle chat e dei dati provenienti dai criptofonini (piattaforma Sky ECC) decriptati dalle autorità francesi tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI). Basandosi sulle sentenze “gemelle” delle Sezioni Unite della Cassazione del giugno 2024, il giudice ha ribadito che il vaglio sulla legalità e sulla tutela dei diritti non è preventivo ma posticipato in sede di giudizio di merito o cautelare.

Dalle indagini del 2022 al controllo tentacolare del territorio

L’inchiesta affonda le radici nel filone madre del dicembre 2022, quando il clan – anziché subire il contraccolpo degli arresti – si era riorganizzato, complice anche la latitanza di Vincenzo Confessore. In quella fase di riassetto, le donne e tre minorenni avevano assunto un ruolo centrale, sostituendo i mariti e i familiari finiti in carcere.

Le indagini hanno potuto contare sull’analisi della messaggistica cifrata decifrata grazie agli inquirenti stranieri. Sotto l’egemonia della cosca non c’erano soltanto Pagani, Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino e Angri, ma gli interessi criminali si erano spinti fino a Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità, imponendo lo spaccio di stupefacenti attraverso l’ingaggio di manovalanza locale e reprimendo con violenza ogni forma di dissenso o ribellione.

Traffico internazionale e il peso dei collaboratori di giustizia

L’esame del materiale crittografato ha permesso di accertare che, nell’arco di appena quattro o cinque mesi, l’organizzazione ha movimentato 750 chilogrammi di droga tra hashish, cocaina e marijuana, approvvigionandosi da Sud America, Spagna e Olanda.

Un quadro accusatorio che oggi trova ulteriori riscontri anche grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Tra i pentiti di spicco figura Vincenzo Petranovic, trentunenne e figlio di Tommaso Fezza (alias “o furmaggiar”), catturato a Milano dopo essere sfuggito al blitz iniziale e deciso ora a collaborare con la giustizia.

Cominciano le discussioni per i 55 che hanno scelto il rito abbreviato. Il 22 ottobre e’ fissata la requisitoria della Pm Elena Guarino, poi tocchera’ alle Difese, composte dagli Avvocati Giovanni Petangelo, Luigi Calabrese, Vincenzo Calabrese, Bonaventura Carrara, Prof. Giuseppe Della Monica, Massimo Viscusi, Salvatore Mercurio, Matteo Feccia, Gregorio Sorrento, Michele Avino, Francesco Vicidodmini, Teresa Sorrentino, Alessandro Bavaro, Leopoldo Perone, Luigi Senese, Alessandro Pignataro, Giovanni Vitale, Tiziana De Masi, Roberta Pinto, Eva Scialdone, Antonio Boffa, Rodolfo Viserta, Veronica Russo, Silvana D’Ambrosi, Agostino De Caro, Salvatore Mercurio, Barbara Gatti, Danilo Iacobacci, Pierluigi Spadafora, Pecoraro, Annalisa Califano

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