Morte di Greta Astarita a Castellammare, oggi saranno interrogati dieci dipendenti del San Leonardo

Una seconda inchiesta giudiziaria scuote l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove la morte di una donna incinta al settimo mese e del suo bambino ha aperto squarci di profonda inquietudine. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata e l’Asl Napoli 3 Sud hanno avviato accertamenti per fare piena luce sulla sequenza di eventi che ha portato, nel giro di poche ore, al decesso della 33enne Greta Astarita e del piccolo che portava in grembo.

Stamane i vertici dell’ospedale ascolteranno dieci persone, individuate tra il personale del San Leonardo che hanno avuto contatti con la donna dal momento del suo primo accesso fino al decesso. Si tratta, in questa prima fase, di persone informate dei fatti, e non indagate. Visto che si tratta di quello che viene definito “Audit interno” da parte dell’Asl. Servirà alla direzione sanitaria per prendere eventuali decisione sulla sospensione dei propri dipendenti.

Poi toccherà anche al magistrato fare altrettanto nel momento in cui riceverà le prime informative del commissariato di polizia locale che sta indagando sul caso. Le persone individuate poi nel momento in cui il magistrato stabilirà la data dell’autopsia riceveranno l’avviso di garanzia come atto dovuto in modo da poter nominare propri consulenti legali e medici, che potranno assistere all’esame autoptico.

La dinamica: dal primo accesso alle dimissioni e la tragedia

La vicenda ha avuto inizio quando la donna, originaria di Piano di Sorrento e in attesa del suo secondo figlio, si era recata al pronto soccorso del San Leonardo accusando un dolore all’inguine. Ma prima ancora serebbe passata anche all’ospedale di Vico Equense. Sottoposta ad alcuni accertamenti clinici, a Castellammare, la paziente era stata successivamente dimessa e fatta rientrare a casa.

Poche ore dopo, tuttavia, le sue condizioni sono precipitate improvvisamente. Un nuovo e violento malore l’ha fatta svenire, rendendo indispensabile un secondo e disperato trasporto d’urgenza al presidio ospedaliero stabiese. Valutata in condizioni gravissime, i medici hanno tentato il tutto per tutto inducendo un parto d’urgenza.

Per il neonato, che sarebbe dovuto chiamarsi Nicolò, non c’è stato purtroppo nulla da fare: il decesso è stato dichiarato attorno alle 23 di venerdì. La madre, trasferita d’urgenza nel reparto di Rianimazione, si è spenta nel primo pomeriggio di ieri.

L’inchiesta della Procura e le ipotesi al vaglio

La Procura di Torre Annunziata – guidata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso con il PM titolare del fascicolo Vincenzo Lanni – ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di duplice omicidio colposo per possibile responsabilità sanitaria, al momento a carico di ignoti.

Gli inquirenti hanno disposto il sequestro delle salme e delle cartelle cliniche. Nei prossimi giorni verranno eseguite le autopsie, passaggio ritenuto cruciale per ricostruire le ultime ore di vita di madre e figlio e accertare con precisione le cause cliniche del decesso.

Tra le piste medico-legali al vaglio degli esperti vi è anche quella di una possibile trombosi, un’ipotesi che dovrà trovare riscontro negli esami autoptici e nell’analisi dettagliata della documentazione sanitaria.

Sul fronte amministrativo, il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, ha annunciato l’apertura immediata di verifiche interne a trecentosessanta gradi: “L’azienda partecipa vivamente al dolore dei familiari e della comunità tutta”, ha dichiarato, sottolineando la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria per accertare eventuali responsabilità a tutela della famiglia e del personale sanitario.

Il cordoglio della comunità e lo sfondo giudiziario

La notizia ha gettato nello sconforto l’intera cittadinanza di Piano di Sorrento. Il sindaco Salvatore Cappiello ha voluto esprimere il dolore e la vicinanza dell’amministrazione comunale: “Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere e che lasciano la nostra comunità sgomenta, senza parole e smarrita”, ha affermato, ricordando il dramma privato di una famiglia distrutta e del primogenito di cinque anni che adesso attende il ritorno di una madre che non c’è più.

La vicenda giudiziaria si inserisce, inoltre, in un contesto già segnato da forti tensioni per il presidio ospedaliero stabiese: appena nei giorni scorsi, infatti, lo stesso reparto di Ginecologia era finito al centro delle cronache per un provvedimento restrittivo ai domiciliari nei confronti della primaria e per misure interdittive notificate ad altri tre medici in seguito alla morte di un neonato avvenuta nel corso del 2024.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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