

Aversa, patto per la legalità: Don Saggiomo incontra il sindaco Matacena contro la violenza giovanile
Parlare ai giovani prima che sia troppo tardi. È questo il principio ispiratore dell’incontro svoltosi ieri tra il Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo, e il sindaco di Aversa, Dott. Francesco Matacena. Al centro del colloquio vi è la proposta di una collaborazione istituzionale mirata a promuovere la legalità e la prevenzione del disagio giovanile sul territorio normanno, forte delle esperienze già avviate in altri comuni casertani.
«Il carcere rappresenta l’ultima conseguenza di un percorso giudiziario – evidenzia Don Salvatore Saggiomo –. Il nostro compito, soprattutto quando parliamo di giovani, è cercare di arrivare prima. Dobbiamo incontrare i ragazzi, ascoltarli e parlare loro di libertà, responsabilità, rispetto delle regole e delle conseguenze delle proprie scelte.
Non possiamo aspettare il primo arresto o il primo processo per iniziare a parlare di legalità». L’obiettivo è dunque quello di ribadire che la libertà autentica si fonda sulla consapevolezza e sul rispetto altrui.
L’idea presentata all’Amministrazione comunale prevede la realizzazione di un grande incontro pubblico aperto a studenti, istituzioni e società civile. Il progetto punta a coinvolgere figure chiave del mondo scientifico e associativo, tra cui:
Il professor Arturo Formola, sociologo e direttore dell’Osservatorio sui Carceri della Provincia di Caserta “Don Peppe Diana”.
L’Associazione Centro Studi Officina Volturno e Informare Magazine, da sempre in prima linea contro la criminalità organizzata.
L’ingegner Ortensio Falco, con la sua consolidata esperienza nelle attività educative per le scuole.
Giusy Luminoso dell’Associazione Generazione Progresso, attiva nei progetti di sensibilizzazione sociale.
Le sezioni locali delle Associazioni Nazionali Carabinieri di Aversa e l’Associazione Carabinieri di Umberto di Napoli.
Più che un singolo evento, la proposta mira a gettare le basi per una rete permanente che metta in dialogo scuole, enti locali e cittadinanza. Il sindaco Matacena ha ricevuto la richiesta di patrocinio morale e l’invito a definire insieme i dettagli organizzativi per l’avvio del percorso.
«Prima il ragazzo, poi il reato. Prima la prevenzione, poi la repressione. Prima la libertà, perché il carcere deve essere l’ultima porta, non la prima risposta».
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