

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Per tre anni ha vissuto sulla sedia a rotelle, dopo che un’infezione all’anca aveva compromesso gravemente la protesi e bloccato completamente la gamba destra. Ora, dopo un complesso intervento eseguito all’Azienda ospedaliera «San Giuseppe Moscati» di Avellino, un 60enne residente in provincia di Benevento è tornato in piedi e ha ricominciato a camminare.
L’operazione è stata eseguita dall’équipe del reparto di Ortopedia e Traumatologia, diretto da Antonio Medici, al termine di un percorso particolarmente complesso. Il paziente aveva ricevuto la protesi in un altro ospedale e, prima di arrivare ad Avellino, era stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici, alcuni dei quali risultati inutili o addirittura dannosi.
La situazione si era progressivamente aggravata fino a rendere impossibile l’utilizzo della gamba. Al Moscati i medici hanno affrontato prima l’infezione, con una serie di operazioni necessarie a bonificare completamente l’area interessata.
«Il percorso terapeutico è stato particolarmente complesso: il paziente è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici finalizzati alla completa bonifica del sito colpito dall’infezione: superata questa fase, si è aperta la possibilità di affrontare la ricostruzione», ha spiegato Antonio Medici.
A quel punto è stata studiata una soluzione personalizzata sulle condizioni anatomiche del paziente, nel frattempo profondamente compromesse. La componente della protesi danneggiata è stata progettata e riprodotta in 3D, così da ottenere un dispositivo capace di adattarsi con precisione alla particolare conformazione dell’anca.
L’équipe è quindi intervenuta sulla componente femorale della protesi, realizzando uno stelo in titanio rivestito con tessuto muscolo-scheletrico. Un intervento complesso e innovativo che ha permesso di completare la ricostruzione e avviare il paziente verso il recupero della mobilità. Dopo tre anni trascorsi sulla carrozzina, il 60enne è finalmente tornato a camminare. Un risultato che lo stesso paziente racconta con emozione: «Hanno fatto un miracolo».
Il caso rappresenta una delle procedure più complesse affrontate dall’Ortopedia e Traumatologia del Moscati e mette in evidenza il ruolo della ricostruzione personalizzata, attraverso la tecnologia 3D, nei casi in cui una protesi compromessa e un’infezione abbiano reso particolarmente difficile il recupero dell’articolazione.
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