

La zona dove è avvenuto il pestaggio
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di Nicolò Palermo, 19 anni, di Benevento, sostituendo la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari nella sua abitazione nel capoluogo sannita. Il provvedimento, emesso oggi, accoglie le ragioni difensive avanzate dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, legali del giovane imputato per il tentato omicidio aggravato di Gaetano Cusano, 17 anni, di Vitulano, parte civile assistita dall’avvocato Antonio Leone.
La scarcerazione arriva al termine di una lunga e controversa battaglia giudiziaria che ha visto la Suprema Corte di Cassazione intervenire più volte a favore di Palermo. Lo scorso luglio, i giudici di legittimità avevano accolto il ricorso della difesa, annullando la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli che confermava il rigetto della richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare disposta dal Tribunale di Benevento.
Si tratta del secondo annullamento “in materia di libertà personale” disposto dalla Cassazione nei confronti del 19enne: già lo scorso febbraio, sempre su ricorso di Fucci e Altieri, la Suprema Corte aveva annullato un precedente provvedimento del Riesame di Napoli che confermava l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Benevento.
A marzo 2026, inoltre, la Cassazione aveva annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro del telefono cellulare di Palermo, segnando il terzo atto favorevole al giovane nell’iter cautelare.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere trae origine dai fatti verificatisi nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025. Secondo la ricostruzione dell’accusa, da Benevento sarebbero partite quattro auto – un’Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto – con a bordo un gruppo di ragazzi diretti al locale “Xuè” di Montesarchio, per aggredire un gruppo rivale della Valle Vitulanese.
Una volta sul posto, gli aggressori avrebbero colpito due ragazzi, mettendo in atto condotte idonee a cagionare la morte di Gaetano Cusano: il giovane è stato pestato con calci e pugni e colpito alla testa con una mazza da baseball, riportando lesioni gravissime che lo hanno portato in coma.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Nicolò Palermo avrebbe immobilizzato Cusano stringendogli le mani al collo con il cosiddetto metodo dell’“incravattamento”, consentendo così ai presunti complici di infierire sul corpo della vittima. La ricostruzione degli inquirenti si basa su immagini di videosorveglianza, analisi dei tabulati telefonici e dichiarazioni di testimoni.
Parallelamente al procedimento cautelare, è in corso il processo con rito abbreviato davanti al Tribunale di Benevento a carico dei primi quattro arrestati – Nicolò Palermo, Antonio Ianaro, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone – accusati di concorso nel tentato omicidio di Cusano.
Negli ultimi mesi, il quadro delle misure cautelari si è progressivamente ridimensionato: dopo le scarcerazioni di Kevin Bozzi e Francesco Zollo, a giugno sono stati concessi i domiciliari anche a Francesco Mazzone, 21 anni, di Ceppaloni, e Simone Coppola, 23 anni, di Calvi, sempre con applicazione del braccialetto elettronico.
Oltre ai cinque accusati di concorso nel tentato omicidio di Gaetano Cusano, figurano altri imputati per lesioni aggravate ai danni di Antonio Mazzarelli, 18enne di Foglianise, rimasto ferito nella stessa aggressione.
Con il provvedimento di oggi, Nicolò Palermo lascia il carcere e farà ritorno a Benevento, dove sconterà gli arresti domiciliari in attesa delle prossime fasi del processo. La difesa ha ottenuto un nuovo successo dopo i ripetuti interventi della Cassazione, mentre la parte civile, assistita dall’avvocato Antonio Leone, prosegue nel suo percorso giudiziario per ottenere giustizia per le gravissime lesioni riportate da Gaetano Cusano.
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