

La Guardia di Finanza
Napoli- Un sequestro preventivo del valore complessivo di circa 7 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di finanza a Napoli, nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica (sezione reati contro la pubblica amministrazione) su una presunta distrazione sistematica di risorse del Centro Universitario Sportivo (CUS) di Napoli.
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono peculato, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio.
Nell’inchiesta figurano tre indagati: l’ex presidente del CUS Napoli, Elio Cosentino, storico docente di Gestione urbanistica alla Federico II, il figlio Claudio Yannick Cosentino e la moglie Elisabeth Katharina Wisskirken.
Dalle indagini è emerso che, tra il 2018 e il 2024, l’allora legale rappresentante dell’associazione avrebbe ripetutamente sottratto risorse dell’ente a beneficio proprio e dei familiari, utilizzando anche una seconda associazione sportiva priva di reale autonomia gestionale.
I movimenti bancari individuati ammontano a circa 4,5 milioni di euro: bonifici, versamenti in contante e accrediti tramite POS, spesso disposti con home banking in orari serali e notturni, talvolta persino durante l’assemblea convocata per il rinnovo degli organi dell’associazione.
Una parte delle somme, pari a 2,5 milioni di euro, dopo essere transitata dalla seconda associazione sportiva, sarebbe stata trasferita ai familiari dell’ex presidente tramite bonifici e prelievi di contante, finendo in gran parte su conti bancari in Germania.
Grazie alla cooperazione giudiziaria internazionale e al coordinamento di Eurojust, con il coinvolgimento della procura di Colonia, sono stati individuati e sequestrati anche beni all’estero: 83 rapporti bancari, due auto di lusso, 21 immobili e quattro attività imprenditoriali riconducibili agli indagati.
A Cosentino senior è contestato un peculato per circa 4,2 milioni; al figlio sono attribuiti un peculato per oltre 216mila euro e un reimpiego di denaro per 2,6 milioni legato a un immobile; alla moglie è contestato un reimpiego per circa 30–36mila euro.
Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppina Loreto e dal pm Luigi Landolfi, e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e dal 2° Nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza di Napoli.
L’inchiesta nata dalla denuncia della nuova presidente Paola Del Giudice. Nel mirino l’ex patron Elio Cosentino, la moglie e il figlio. Ricostruiti anche bonifici verso la Germania per 2,5 milioni di euro.
Un sistema ben collaudato di distrazione di risorse pubbliche e private spazzato via da un sequestro preventivo da 7 milioni di euro. È il bilancio della maxi operazione della Guardia di Finanza che ha travolto Elio Cosentino — figura storica e pluridecennale alla guida del Centro Universitario Sportivo (Cus) di Napoli —, il figlio Claudio Yannik e la moglie Elisabeth Katharina Wisskirchen. L’indagine è scattata il 1° novembre 2024 a seguito della dettagliata denuncia presentata dalla nuova presidente dell’ente, l’avvocata Paola Del Giudice, insediatasi a ottobre dello stesso anno. Gli accertamenti contabili hanno portato a galla gravi e sistematiche irregolarità nella gestione finanziaria di una delle realtà sportive universitarie più importanti del Mezzogiorno.
Secondo le ricostruzioni degli investigatori, le casse del Cus Napoli venivano utilizzate come un vero e proprio serbatoio personale. I fondi sottratti non provenivano soltanto dalle rette versate dalle migliaia di studenti e utenti iscritti alle attività sportive, ma anche da cospicui contributi pubblici erogati da istituzioni di primissimo piano: gli atenei Federico II, Parthenope e L’Orientale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la FederCusi e la Figc.
Un capitolo centrale dell’inchiesta riguarda i trasferimenti all’estero: la Guardia di Finanza ha documentato passaggi di denaro verso la Germania per circa 2,5 milioni di euro, di cui oltre 1,9 milioni effettivamente accreditati su conti correnti tedeschi riconducibili ai familiari dell’ex presidente.
Con le risorse dell’ente universitario venivano ripagati vizi e passioni private: abbonamenti e biglietti per i match di calcio di Colonia e Bayer Leverkusen, tornei internazionali di tennis, corsi d’élite alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy, uno stage di guida ad alte prestazioni AMG, shopping sfrenato su Amazon e Apple, oltre a voli e soggiorni in hotel.
Tra i beni già sottoposti a sequestro, anche sul territorio tedesco, figurano due bolidi di grande cilindrata: una Mercedes-AMG intestata al figlio e un’Audi Sport RS Q8 intestata alla moglie.
Il provvedimento giudiziario segna il definitivo crollo della parabola di Elio Cosentino, tra i dirigenti più longevi dello sport universitario italiano. La sua presenza al vertice del Cus Napoli ha attraversato i decenni: indicato dalla Federico II alla guida del Centro ininterrottamente dal 1985 fino all’ottobre 2024, le cronache storiche dell’associazione gli attribuiscono perfino un primissimo mandato tra il 1969 e il 1973. Un’era durata quasi mezzo secolo e ora finita al centro di un uragano giudiziario.
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