

Nuova ondata di calore
Roma – L’estate non sembra intenzionata ad arrendersi. Dopo settimane segnate da temperature eccezionalmente elevate, sull’Italia è in arrivo la sesta ondata di calore, attesa tra venerdì 4 e mercoledì 9 settembre. Una nuova fiammata africana che potrebbe portare i termometri fino a 37-38 gradi, con valori sensibilmente superiori alle medie del periodo.
A fare il punto è Lorenzo Tedici, meteorologo de IlMeteo.it, secondo cui il quadro sarebbe ancora più estremo se la stessa configurazione atmosferica si fosse verificata nel pieno dell’estate.
«Sembra un paradosso, ma di questi tempi dobbiamo quasi tirare un sospiro di sollievo», osserva Tedici, sottolineando come le temperature previste, pur elevate, saranno inferiori ai picchi che si sarebbero registrati a luglio con un simile assetto atmosferico.
L’anticiclone africano, infatti, tornerà a espandersi con forza verso il cuore dell’Europa, arrivando a interessare anche la Germania. Secondo il meteorologo, in pieno luglio una configurazione del genere avrebbe potuto spingere le temperature oltre la soglia dei 41-42 gradi.
A settembre, invece, a fare da parziale barriera è la minore durata delle giornate. «A Milano possiamo contare su 13 ore e 16 minuti di soleggiamento, mentre a Roma ci fermiamo a 13 ore e 8 minuti», spiega Tedici. Rispetto al solstizio d’estate mancano circa due ore di irraggiamento solare, un fattore che limita i picchi più estremi.
Il caldo, tuttavia, sarà tutt’altro che trascurabile. L’anomalia termica potrebbe arrivare fino a 8 gradi rispetto alle medie stagionali.
A Milano sono previste punte di 34-35 gradi, valori che potrebbero avvicinarsi al record mensile assoluto di 34,6 gradi, registrato alla stazione di Brera il primo settembre 2024.
Ancora più elevate le temperature attese a Roma, dove le massime potrebbero raggiungere 35-36 gradi. Anche nella capitale è possibile un confronto con la storia climatica recente: il record mensile di 35,6 gradi risale al 3 settembre 1982 ed è stato eguagliato il 7 settembre 2024.
Ma l’aspetto più delicato di questa nuova ondata di calore, secondo l’analisi, potrebbe non essere rappresentato soltanto dalle temperature dell’aria. A preoccupare è soprattutto il calore accumulato dal Mediterraneo, che continua a presentare temperature molto elevate.
Il mare caldo rappresenta infatti una grande riserva di energia. E proprio questa energia potrebbe diventare determinante quando, nelle prossime settimane, le prime incursioni di aria fredda dal Nord Europa entreranno in contatto con la massa d’aria calda e umida presente sul Mediterraneo.
Il passaggio potrebbe essere particolarmente brusco. Mentre sul Nord Europa le giornate si accorciano e iniziano a farsi strada le prime discese di aria fredda di origine polare, il Mediterraneo continuerà a conservare parte del calore accumulato durante l’estate.
Quando una perturbazione atlantica raggiungerà il bacino mediterraneo, lo scontro tra aria fredda e superficie marina surriscaldata potrebbe favorire forti temporali, nubifragi e fenomeni meteorologici estremi.
È questo, dunque, il paradosso di una stagione caratterizzata da un caldo fuori scala: l’ultima fiammata dell’estate potrebbe preparare il terreno a un autunno segnato da episodi di maltempo particolarmente intensi.
Il ritorno a condizioni più stabili e meno esasperate, conclude l’analisi, potrebbe richiedere ancora tempo. Per lasciarsi definitivamente alle spalle questo lungo periodo di instabilità termica, potrebbe essere necessario attendere l’arrivo della stagione fredda.
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