L’Associazione Parco delle Acque di Stabia APS esprime preoccupazione per il progetto di rilancio delle Terme Antiche che prevede un parcheggio nell’area termale, una scelta che potrebbe compromettere la qualità delle sorgenti e il futuro del termalismo locale.


Termalismo a Stabia, allarme per il parcheggio vicino alle sorgenti: rischio per le acque e spreco di fondi pubblici
L’Associazione Parco delle Acque di Stabia APS, nata per valorizzare le sorgenti e favorire la riapertura delle Terme con un orientamento al benessere, ha sollevato una netta critica riguardo al piano di ristrutturazione delle Antiche Terme di Stabia.
Secondo quanto riportato dalla stampa, l’appalto di oltre 12 milioni di euro per il rilancio delle Terme prevede la realizzazione di un parcheggio nell’area termale, una decisione che l’Associazione giudica pericolosa e contraria alla tutela delle sorgenti.
Supportati da idrogeologi, gli attivisti sottolineano che la vicinanza di un parcheggio alle sorgenti può determinare contaminazioni da idrocarburi e gas nocivi prodotti dagli autoveicoli. Nonostante possibili misure di impermeabilizzazione, i gas potrebbero comunque diffondersi attraverso la vegetazione, causando un danno ambientale rilevante.
L’Associazione ribadisce che quell’area dovrebbe invece essere integrata nelle strutture termali e nei servizi di fruizione delle acque, soprattutto considerando che l’amministrazione comunale prevede di destinarla a reparti delle Terme già esistenti e a nuove piscine termali, con un ampliamento dell’appalto di ulteriori 5 milioni di euro.
Da qui la proposta di collocare il parcheggio a oltre 200 metri dall’area termale, al di fuori della fascia di rispetto delle sorgenti stabilita dalla normativa locale, o addirittura di ampliare tale fascia di tutela. Una soluzione suggerita è l’utilizzo di aree a monte, come l’ex stabilimento Nuove Terme, collegate tramite percorsi pedonali e mezzi pubblici, inclusa la possibile riapertura dell’ascensore inclinato previsto dal progetto EAV dalla stazione Castellammare Centro.
L’Associazione denuncia inoltre che da oltre dieci anni è aperto un parcheggio nell’area termale, nonostante le ripetute segnalazioni della cittadinanza, con conseguenze negative per la salubrità delle acque. Se il nuovo progetto portasse alla realizzazione di un parcheggio simile, i responsabili potrebbero essere denunciati all’autorità giudiziaria per danno ambientale e spreco di denaro pubblico.
Infine, viene evidenziata come sia fondamentale la riapertura della fermata Terme della linea ferroviaria EAV per garantire collegamenti pubblici efficienti, indispensabili per i lavoratori delle realtà produttive locali e per il futuro turismo termale, in linea con le esigenze ambientali di riduzione delle emissioni di CO2.
L’appello dell’Associazione è rivolto alla cittadinanza, ai Commissari Prefettizi e ai rappresentanti istituzionali perché si impegnino nella salvaguardia di un patrimonio naturale e culturale prezioso, che al momento vede la dispersione in mare di 24 milioni di litri d’acqua termale potenzialmente curativa e di grande valore terapeutico.
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