Napoli – Dossier dell’Antitrust su Eav: ritardi dei treni, aumento dei costi per gli utenti e scarsa soddisfazione dei viaggiatori.
E’ un bollettino di guerra il dossier che l’Authority ha messo nero su bianco nei confronti dell’Eav, la società che gestisce i treni della circumvesuviana e la linea autobus per la Campania. Nel giro di cinque anni dal 2019 al 2024 la società ha perso cinque milioni di viaggiatori, mentre nello stesso periodo il prezzo medio per utente è aumentato di oltre il 30%.
L’Eav, in proroga emergenziale fino al 2026, deve fare i conti con la nuova legge per la concorrenza del 2025
Per la prima volta “agli affidamenti di trasporto pubblico regionale si applicano gli stessi principi” che favoriscono il mercato. Significa che si può optare per la gestione pubblica, in house, ma dimostrarne l’efficienza. Pena le sanzioni previste nella legge del 2025 per l’ente pubblico e il gestore: in questo caso Regione ed EAV. Fino alla possibile risoluzione del contratto.
Da qui l’alert lanciato dall’Antitrust a via Santa Lucia, “si ritiene essenziale esortare la Regione ad attribuire massima priorità all’attività di vigilanza e controllo in qualità di socio unico dell’operatore in house”. Ora l’Autorità dà 30 giorni alla Regione “per comunicare le iniziative adottate per affrontare le criticità rilevate”. Ricordando che “le recenti modifiche normative del 2022 prevedono l’adozione di adeguate misure correttive in caso di andamento gestionale insoddisfacente”.
A luglio Fico ha scelto il nuovo amministratore di EAV: Pietro Diamantini, chiudendo l’era decennale di Umberto De Gregorio. “I dati del primo trimestre 2026 – spiega l’Antitrust – registrano una ulteriore contrazione della produzione chilometrica rispetto al 2025”.
“Si deve evidenziare – si legge nel dossier dell’Authority – il giudizio negativo degli utenti della Circumvesuviana, causato da voti insufficienti relativi ai fattori affollamento, comfort, pulizia”. Ancora: “Critica è anche la situazione dei ritardi dei treni sulla medesima linea, che ha registrato nel 2025 un ritardo medio di oltre 5 minuti e una elevata percentuale di treni con ritardo oltre i 5 minuti (44,3%) e oltre i 15 minuti (6,3%)”.
Tra le cause del mancato rinnovo del contratto, scaduto nel 2025, la Regione ha indicato all’Autorità nazionale “gli slittamenti intervenuti nella consegna dei treni”. Riferimento alla commessa dei 56 treni per la Vesuviana dalla Spagna. I nuovi convogli rientrano in “una mole eccezionale di investimenti in corso” pari a 5 miliardi, compresi i cantieri, “in completamento non oltre il 2031”. Sarebbero le basi per benefici alle porte.
Ma l’Antitrust sottolinea che “La notizia del ritardo nella fornitura dei nuovi treni, concausa della proroga emergenziale ma anche delle riduzioni di servizio programmato nel 2025 rispetto a quanto previsto a livello contrattuale, delinea il permanere di un quadro critico”. Altro campanello d’allarme: “Non conforta – scrive l’Autorità – la quota rilevante di soppressioni di corse nel primo trimestre del 2026 addotte allo stato di agitazione del personale, suscettibile di compromettere, anche in futuro e in maniera indeterminata, la concreta realizzabilità del programma di esercizio e del piano di investimenti”.




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