

Nella foto, un particolare della vicenda.
Partito da una piccola pasticceria di famiglia nel cuore del rione Sanità, è riuscito a trasformare una realtà artigianale in un punto di riferimento della ristorazione d’eccellenza, contribuendo a far conoscere Napoli e la sua tradizione gastronomica nei più importanti appuntamenti istituzionali italiani e internazionali.
È la storia di Mattia D’Angelo, imprenditore napoletano che, a 85 anni, ha deciso di ripercorrere il proprio cammino umano e professionale nel libro “Napoli nel cuore – Un imprenditore tra il rione Sanità e i Camaldoli”, presentato nella Bertolini’s Hall, sede della sua azienda, alla presenza delle principali autorità cittadine.
Quella di D’Angelo è una carriera costruita passo dopo passo, fino a diventare uno dei pionieri del catering moderno in Italia. Nel corso della sua attività ha organizzato ricevimenti istituzionali e pranzi ufficiali per ben cinque Presidenti della Repubblica — Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella — oltre a vertici internazionali tra capi di Stato, incontri con leader dell’economia mondiale e appuntamenti entrati nella storia della diplomazia italiana.
Tra gli episodi più significativi ricordati nel volume figurano il pranzo preparato per il presidente russo Vladimir Putin, quello organizzato per il Parlamento di Vienna e un ricevimento ufficiale a Palazzo Reale alla presenza del re di Spagna, occasioni nelle quali la cucina napoletana è diventata ambasciatrice dell’eccellenza italiana.
La presentazione del volume si è trasformata in un tributo a una delle figure più rappresentative dell’imprenditoria napoletana. All’evento hanno partecipato il prefetto di Napoli Michele di Bari, il sindaco Gaetano Manfredi, il questore Maurizio Agricola, il comandante provinciale dei Carabinieri, generale Biagio Storniolo, la presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli e l’assessore comunale alla Legalità Antonio De Iesu.
D’Angelo ha raccontato che il progetto editoriale era nato diversi anni fa, ma era rimasto incompiuto.
«Avevo iniziato a scriverlo cinque o sei anni fa, poi l’avevo messo da parte. È stato il prefetto Michele di Bari a convincermi a terminarlo», ha spiegato.
Nel libro trovano spazio anche gli aspetti più personali della sua vita. Da ragazzo sognava infatti una carriera nel pugilato, prima che la passione per il lavoro di famiglia prendesse definitivamente il sopravvento.
L’imprenditore ha voluto concludere il suo racconto con un messaggio rivolto alle nuove generazioni, invitandole a credere nelle proprie capacità anche quando tutto sembra remare contro.
«Quando aprii il mio piccolo negozio alla Sanità, molti colleghi di mio padre dicevano che sarebbe stato un fallimento. Col tempo hanno dovuto ricredersi. Ai giovani dico di non arrendersi mai e di
continuare a credere nei propri sogni».
Una testimonianza che attraversa oltre sessant’anni di storia imprenditoriale e racconta come determinazione, sacrificio e radici possano trasformare una piccola attività di quartiere in un’eccellenza riconosciuta nelle più prestigiose sedi istituzionali del mondo.
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